Sulla scorta di quanto comparso in questi giorni sulla Rete Nazionale, propongo
(se non vi sono pareri contrari) di ufficializzare l'adesione della Rete
Nazionale Rifiuti Zero, alla mobilitazione indetta dal Forum Italiano dei
Movimenti per l'Acqua in occasione della discussione alla Camera del
D.Lgs.135/09.
Credo possa occuparsene Fabrizio.
Rimangono i giusti distinguo fatti notare da Pino di Genova, in relazione ad
un'auspicata revisione dell'intero sistema
politico istituzionale, che non e' attualmente in grado, strutturato com'e', di
garantire l'interesse pubblico nell'erogazione dei servizi, non ultimo quello
della gestione dei rifiuti.
Gianfranco Drogo
Rete Nazionale Rifiuti Zero
--- In noinc@yahoogroups.com, Massimo Piras <piras.massimo@...> ha scritto:
>
>
> COMUNICATO di ADESIONE
>
>
> La Campagna pubblica Non bruciamoci il futuro comunica l’adesione convinta
alla mobilitazione indetta dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua in
occasione della discussione alla Camera del D. Lgs. 135/09 che all’art. 15
propone la DEFINITIVA E FORZATA liberalizzazione e privatizzazione di servizi
pubblici essenziali come L’ACQUA â€" I RIFIUTI â€" IL TRASPORTO PUBBLICO
LOCALE.
>
> Rifiutiamo una logica che dà in gestione privata sia beni indisponibili dello
Stato come l’acqua sia servizi essenziali già oggi in parte privatizzati come
i rifiuti ed il trasporto pubblico locale METTENDO IN VENDITA AL MIGLIOR
SPECULATORE I MASSIMI PROFITTI REALIZZABILI DA SERVIZI PUBBLICI INDISPENSABILI E
PONENDO LE BASI DELLA PROSSIMA NUOVA POVERTA’ PER LE FASCE CHE POI NON
POTRANNO ACCEDERVI.
>
> Abbiamo già visto gli effetti delle liberalizzazioni passate e del recente
D.Lgs. 133/08 con un primo attacco nei Comuni medio-piccoli tramite
l’espropriazione delle istituzioni locali e l’introduzione di tariffe e
contratti di utenza da rapina, strategia collaudata in attesa dell’attacco
alle grandi città come Roma che ancora godono di una “franchigia politicaâ€.
>
> CHIEDIAMO ALLA CLASSE POLITICA IN GENERALE DI NON FARE FINTA DI NON CAPIRE CHE
LA GESTIONE DEVE ESSERE OCULATA, EFFICIENTE MA PUBBLICA IN QUANTO NE DEVE
RISPONDERE L’ENTE LOCALE DI RIFERIMENTO CHE E’ ELETTO DAI CITTADINI NON UN
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE CHE RISPONDE A SE’ STESSO.
>
> CHI GESTISCE L’ACQUA, I RIFIUTI, IL TRASPORTO PRODUCE UN SERVIZIO PUBBLICO
ESSENZIALE NON PRODUCE MERCI,PRODUCE UN SERVIZIO CHE DEVE SOLTANTO COPRIRE LE
SPESE CON LA TARIFFA MA CHE NON DEVE GENERARE PROFITTO DI IMPRESA CON I BENI
COMUNI.
>
> Roma 9 dicembre 2009 Il portavoce della Campagna
pubblica
> Non
bruciamoci il futuro
>
Veolia (francese)è la più grande multinazionale leader globale nei servizi relativi di acqua nonchè gestisce i sistemi di rifiuti. Un altra branchia di Veolia è Veolia Transport (che occupa oltre 320.000 lavoratori) è patner in diversi zone del mondo di CityPass consortium, diciamo lavora in tutti e 4 i continenti, una campagna di boicottaggio molto importante è stata vinta proprio quest' anno in Israele, la Veolia Transport aveva contrattato ed iniziato i lavori per collegare le zone occidentali di Gerusalemme con le zone occupate ad occidente di Gerusalemme a questo link http://www.bigcampaign.org/index.php?page=veolia
trovate tutte le informazioni (spero questa volta di non sbagliare, agosto scorso avevo inviato un link sbagliato, forse) della campagna di boycottaggio nel mondo ed anche suggerimenti e riferimenti di studi legali che si stanno impegnando alla causa contro Veolia e altre compagnie ad essa legate. ci sono anche suggerimenti su come capire se questa o quest'altra azienda banca etc... è legata a Veolia qui alcuni risultati delle campagne vinte questo anno
7 billion dollars in contracts due to the campaign. Some key victories include:
June 2009: In
response to the Dump Connex campaign, the City of Melbourne, Australia
has stripped Connex of their contract to run Melbourne's trams and Hong
Kong's MTR. More information
June 2009: Reports
indicate that Veolia is withdrawing from the light rail project, but
this has not been confirmed. Alstom remains involved in the project.
Despite this apparent victory, the campaign will continue until the
light-rail project has been defeated completely. More information
June 2009: Following
pressure from the Boycott National Committee (BNC), the city of Tehran
announces that Veolia will be excluded from bidding for key contracts
in the city's transportation services. More information
April 2009: Galway, Ireland City Council votes not to renew Veolia's contract to operate the city's underground transport system. More information
April 2009: A French Court agreed to
hear the case that launched against Veolia and Alstom by Association
France-Palestine Solidarité and the PLO in 2007. This case could set
precedence for taking legal actions against corporations in their home
countries for international law violations they commit in Palestine. More information
April 2009: Veolia loses a contact worth 750 million Euros in Bordeaux, France. More information
March 2009: The Swedish National Pension fund divests from Alstom. More information
January 2009: Veolia loses 4.5 billion dollar contract to run the subway in Stockholm, Sweden. More information
November 2006:ASN, a Dutch bank, breaks off financial relations with Veolia. More information
August 2006: Irish Trade Union forces
Veolia to cancel plans to train Israeli drivers and engineers in
Ireland. They were to be trained on the Dublin Luas, a railway line in
Ireland that is nearly identical to the one being constructed in
Jerusalem. More information
How to find local Veolia and Alstom targets/ come trovare localmente gli investimenti di Veolia
A good place to start is a google search with the
name of your city/state/province/country and 'Alstom' or 'Veolia'. You
can also go to the company's website (Alstom and Veolia)
search for your city/state/province/country. The sites often include
country specific links which are especially helpful. Both of these
searches should give you information about existing contracts and their
expiry dates, as well as information about bids that these companies
have put in for contracts in your area. You should also do internet
searches for news of bids for contracts in transportation, water and
waste management in your local area. These are the key sectors in which
these companies operate.
Students can conduct research into the investments
and sponsorships of their universities and colleges. If a school
invests in or profits from these companies, a divestment campaign can
put pressure on the administration to break these ties. Trade unions
can do similar research about the pension plans and other investments
of their employers in order to find divestment targets.
Consiglio
So don’t let your local authority give Veolia Environmental
Services contracts for waste management or Veolia Transport contracts
for bus services./ non lasciare alle tue autorità locali i contratti per i servizi per l'ambiente ed i trasporti chiedi di entrare in altri
Stefano, nel suo primo post di oggi, si chiede se VEOLIA
ENVIRONNEMENT fa parte o incorpora la famosa Veolia leader mondiale
della gestione della risorsa acqua.
In altre parole il leader delle privatizzazioni dell’acqua.
Avendola trovata come società presente nei fondi valori responsabili di Etica Sgr il dubbio è legittimo.
Non ne fa parte.
E’ proprio lei.
E la vicenda dell’acqualatina che Stefano ricorda e portata alla ribalta del grande pubblico anche dalla trasmissione http://www.report.rai.it
- con triplicate le bollette del servizio idrico, ingiunzioni di
pagamento e arrivo dei “gendarmi” per il sigillo dei contatori per chi
non paga questi aumenti dovrebbe essere la seconda pietra tombale della
credibilità dello strumento fondi comuni come investimento etico.
Ora il titolo nei fondi di Be non c’è più. Non è detto che non possa tornare. Per le stesse ragioni per cui c’è entrato.
Atm-Veolia: storico accordo per gestire il TPL di Lille in Francia(23 settembre) Atm
e Veolia, primo operatore europeo, insieme per la prima volta.
L’alleanza ha come obiettivo la gestione del servizio di trasporto
pubblico locale urbano ed extraurbano della regione di Lille. L’area di
Lille comprende quasi 100 comuni (oltre a Lille, altre città importanti
come Roubaix e Tourcoing) e un milione e mezzo di abitanti che si
muovono utilizzando differenti modalità di trasporto: dalla
metropolitana automatica - ovvero con sistema “driverless” come quella
che Atm gestisce a Copenaghen - alle linee di tram e tranvie, ai bus.
In gara anche la gestione dei parcheggi e dei sistemi di bike sharing e
car sharing. Unica novità almeno per Atm, la potenziale integrazione
del trasporto pubblico tradizionale con quello fluviale servito da
battelli. A chi vincerà la gara, per la quale ieri è stata presentata
richiesta di prequalifica, la gestione del servizio dal 2011 al 2018.
Nel bando viene indicato anche un obiettivo di sostenibilità:
raddoppiare la quota di spostamenti collettivi, un obiettivo davvero
ambizioso
http://www.carta.org/attachments/pdf/0000/2198/32mosaico.pdf
un articolo di carta, dove si parla dellle responsabilità di erg del gruppo Banca Etica e dei fondi di investimento e dell'esclusione dal portafoglio dei titoli di veolia in occasione di un evento organizzato da uno dei movimenti del forum a latina 2008
Suggested letter to leave with shops etc. you ask to switch from Veolia to another refuse collector:
Your Contract with Veolia Environmental Services (also trading as, or owners of, Onyx and Cleanaway)
This is to let you know how the parent company of Veolia
Environmental Services, the company handling your waste collection, is
facilitating Israel’s violations of the Geneva Convention and
international law in the occupied Palestinian territories. After
reading this you may want to consider choosing another company to
collect your waste.
The Veolia parent company is Veolia Environnement, a French
multinational. Veolia Transport, a subsidiary of Veolia Environnement,
is a leading partner in the CityPass consortium, contracted to build
a light rail tramway system linking Israel to illegal Jewish
settlements in occupied east Jerusalem. Once built, the rail system
will help to cement Israel's hold on occupied east Jerusalem and tie
the settlements even more firmly into the State of Israel.
The complete system is due for completion in 2020, with Veolia
responsible for the operation. The first line will open in 2010. With
its involvement in this project, the company is playing a key role in
Israel's attempt to make its annexation of the Palestinian territory of
east Jerusalem irreversible. As a willing agent of these policies,
Veolia is undermining any chance of a just peace for the Palestinian
people.
According to the Fourth Geneva Convention an occupying power is not
allowed to annex territory, as Israel has purported to do in East
Jerusalem, or drastically change the infrastructure in the territory it
occupies (except for the benefit of the occupied population). It is
also not allowed to move its population into the occupied territory, as
Israel has done with its settlements. The British Government does not
recognise Israel’s annexation of East Jerusalem and it has repeatedly
stated its view that the Israeli settlements in East Jerusalem and the
West Bank contravene international law. The International Court of
Justice in 2004 confirmed that Israel is an occupying power in East
Jerusalem and the West Bank and that building the settlements (and the
Wall) in occupied Palestinian territories is illegal. The
International Court made clear that states should not do anything to
assist Israel in its unlawful settlement activities. Yet Veolia is
involved in building and operating a tramline that runs through the
occupied Palestinian territories and sustains the settlements.
In November 2006, ASN, a Dutch bank, broke off financial relations
with Veolia on account of the light rail contract. Veolia also runs
Luas, Dublin's light rail system, and has been forced by Trade Union
pressure to cancel a proposed deal to train drivers and engineers for
the Jerusalem light rail. ASN stated “We believe that Veolia’s
involvement in the light rail project is not in accordance with the
UN’s demand to stop all support for Israel’s settlement activities, and
is therefore not in line with ASN Bank’s social criteria. Due to the
direct nature of Veolia’s involvement (through a 5 % stake in the
consortium and as future operator) we are of the opinion that Veolia’s
activities in Jerusalem are in conflict with UN Resolutions. Therefore
on this current information Veolia will be removed from our investment
universe.”
In the light of the information above, you may feel that you do not
want to be associated with the Veolia Group. If your contract with them
gives you the right to terminate in such circumstances I urge you to do
so and to tell them why. You may also wish to write to the parent
company, Veolia Environnement, asking them to terminate their contract
for the Jerusalem light rail tramway.
The address of Veolia Environnement is: Veolia Environnement 36-38 Avenue Kleber 75116 Paris France
(Tel: 0033 17175 0000
Fax: 003317175 1045)
Yours sincerely,
(Signed either by the person contacting the shop manager, or the
campaign supporter in the area with the best knowledge of the issue, in
both cases with telephone number).
If you
live in the UK, check the rubbish skips used by your place of worship
and local shops and businesses: if they are using Veolia Environmental
Services, Onyx or Cleanaway get them to switch to another contractor.
All these indicate Veolia, the multinational company aiding and
abetting Israeli war crimes. For contracts with local councils, where
Veolia has a contract expiring within the next two or three years we
can be sure that Veolia will bid for the replacement contract, so these
are the key councils to challenge to exclude Veolia.
So how is
Veolia involved in apartheid Israel? A large French multinational
employing 320,000 people, Veolia is helping build and operate a tramway
linking illegal Jewish settlements in East Jerusalem with Israel. Not
only do the settlements contravene article 49 of the 4th Geneva
Convention, but in most cases their establishment involved war crimes
too. The tramway tightens Israel’s hold on occupied East Jerusalem,
ties the settlements more firmly into Israel and undermines chances of
a just peace for the Palestinian people. So don’t let your local
authority give Veolia Environmental Services contracts for waste
management or Veolia Transport contracts for bus services. Ask local
businesses using Veolia to switch to another rubbish collector.
The Derail Veolia campaign is gathering momentum, internationally and
in UK. In February 2009 Veolia lost a 3.5 billion Euro contract to run
the Stockholm metro. In June, in Australia, Veolia failed to renew
their contract for Melbourne’s train system. Here in UK more than a
dozen local authorities are being challenged to exclude Veolia. Under
the Public Contract Regulations 2006 a company can be excluded from a
contract on the grounds of grave misconduct. What could be graver than
aiding and abetting war crimes? After a campaign by West Midlands
Palestine Solidarity Campaign, Veolia failed to get on Sandwell Borough
Council’s short list for a rubbish collection contract. Stockholm,
Melbourne and Sandwell say their decisions were purely commercial.
Campaigners do not believe this. Veolia, we think, are getting the
message.
Veolia’s support for settlements does not stop there.
Through its subsidiary TMM it owns and operates the Tovlan landfill
site in the occupied Jordan Valley. Tovlan takes refuse from illegal
settlements, and from Israel too, as well as from Palestinian towns
such as Nablus.
There are press reports that Veolia is
buckling under the pressure and wants to get out of the Jerusalem
project. The company won’t comment (June 2009). But it must give up
more than the tramway. Veolia also runs two bus services serving the
same function as the tramway: supporting and consolidating illegal
settlements and tying them more closely into Israel. These are services
109 and 110, operated by its local company Connex. The 110 bus serves
Ramot Alon, Giv’at Ze’ev and Beit Horon illegal settlements, linking
them to west Jerusalem at one end of the route and Israel (in the
direction of Tel Aviv) at the other end. Service 109 links illegal
settlement Mevo Horon with west Jerusalem, calling at Modiin Illit and
Giv’at Ze’ev settlements too. Both use road 443, on which Palestinians
are forbidden to travel. So both are Apartheid, Israeli only bus
services.
Alstom has a 20% stake in the CityPass Consortium
building the tramway, RWE npower has contracts with Alstom to build two
electric power stations in UK. Pressure needs to be put on RWE npower
to exclude Alstom from any further contracts.
Tramway route in blue Separation wall in red 1949 Armistice line (“green line”) in green Israeli illegal settlements in purple
Jacky Rowland has this Al Jazeera feature from late last year:
Veolia and Alstom, by Ruth Tenne
While
word leaders take no meaningful action against Israel's ongoing
breaches of international law, Palestine solidarity groups will
continue to campaign against commercial interests that aid and abet
Israel's illegal actions and strengthen her dominance over the
Palestinian people, says Ruth Tenne.
FRENCH COMPANIES IN BREACH OF INTERNATIONAL LAW
The
British Government, in line with international law, declares on its
Foreign and Commonwealth Office's website that “The UK considers that
Israeli settlement building anywhere in the OPTs is illegal under
international law. This includes settlements in both East Jerusalem and
the West Bank”. However, unlike France, the British Government does not
seem to translate its official policy and statement on the illegality
of settlements into civil law. The French civil law in its articles
6,1131 and 1133 states that any agreement can be discharged of its
powers when its aim is in contradiction with public order or good
morals. On these grounds AFPS, a French NGO, is challenging the
contracts of two French multi-nationals - Alstom and Veolia Transport -
in a French court. Both companies are involved in building a light
railway that links West Jerusalem with illegal Jewish settlements in
East Jerusalem. In April 2009 a French court in Nanterre rejected the
two companies' claim that it had no jurisdiction in the case against
them. The court reaffirmed that Israel is the occupying power in East
Jerusalem and confirmed the illegality of Israeli colonies built on
occupied Palestinian land, including East Jerusalem.
Reports
from Israel indicate that the Derail Veolia and Alstom campaign, which
has so far cost Veolia some 7.5 billion dollars in lost contracts,
seems to be having an effect on Veolia's business decisions. The
Israeli newspaper Ha'aretz reported (9 June 2009) that "In a body-blow
to the future Jerusalem light rail, the French company Veolia, which
was supposed to run the train system after its construction, is
abandoning the project" It goes on to say "As for the Jerusalem system,
Veolia not only wants out of running the future train; it's trying to
sell its 5% stake in Citypass, the light rail consortium".
However,
campaigners in Britain who contacted Veolia have not received any
confirmation of those reports. Moreover, Veolia supports illegal
settlements in other ways too. It is involved in operating the Tovlan
landfill site in the occupied Jordan Valley which takes refuse from
illegal settlements as well as from the Palestinian town of Nablus.
Veolia also runs two bus services which support and consolidate illegal
settlements by linking them with Israel. Both bus services use road
443, on which Palestinians are forbidden to travel, a clear example of
Israel's Apartheid policies.
In light of the continued
involvement of Veolia in projects which are sustaining Israel’s illegal
occupation, the Palestine Solidarity Campaign decided to intensify its
Derail Veolia campaign to secure Veolia’s withdrawal from projects
which service Israel's unlawful occupation of Palestinian territories.
In recent weeks a special appeal was issued to members, requesting them
to write to Westminster City Council "to exclude Veolia from future
contracts on grounds of grave misconduct". Although PSC members have
had a measure of success in challenging a number of UK Councils which
have contracts with Veolia, (see R.Tenne : Derailing Veolia in the UK),
the appeal to Westminster City Council was regarded as central to the
PSC campaign. Westminster Council is responsible for waste management
in areas which are at the heart of the capital and have worldwide
historical and cultural importance. Veolia’s contract with Westminster
Council is due to expire in September 2010. Thus, any future contract
with the Company will cover the period (2012) when London will be
hosting the Olympic Games - offering Veolia global publicity and
recognition. A letter has been sent to the leader of Westminster
Council (Conservative) which was copied to the Councillors on the Waste
Collection Contract Committee and to the opposition party leader
(Labour) on the Council. In addition, a special letter is to be sent to
the Minister for London and the Olympics - Tessa Jowell.
The
letter to Westminster Council stated that Israeli settlements in the
Occupied Palestinian Territory and the annexation of East Jerusalem are
illegal under international law. Numerous UN resolutions and the 2004
advisory opinion of the International Court of Justice on the wall have
confirmed this. The settlements violate Article 49 of the 4th Geneva
Convention which says that "the Occupying Power shall not deport or
transfer parts of its own civilian population into the territory it
occupies” and Article 53 is forbidding destruction of property. In some
cases in East Jerusalem these violations amount to war crimes, i.e.
“grave breaches” of the Convention (see Articles 146 and 147), as they
involve extensive appropriation of Palestinian property not justified
by military necessity. These grave breaches are being facilitated by
Veolia’s part in the construction and future operation of the tramway
serving the settlements. The tramway also constitutes a significant
alteration of the infrastructure of the occupied Palestinian
territories contrary to the Hague Regulations of 1907, Section 3, which
is also part of international law. Thus, through its involvement in the
building and future operation of this tramway linking Israel’s illegal
settlements with West Jerusalem, Veolia is facilitating Israel's ‘grave
breaches’ of the Fourth Geneva Convention, and is complicit in its
perpetuation of those breaches. In other words, Veolia is involved in
aiding and abetting on-going war crimes. It is also facilitating,
exacerbating, aiding and abetting Israel’s breach of the Hague
Regulations".
The letter goes on to say "Veolia’s participation
in the tramway project also breaches its obligations with respect to
codes of conduct and conventions such as the OECD Guidelines for
Multinational Enterprises (2000) and the UN Global Compact (2000). The
latter’s first two principles state that businesses should support and
respect the protection of international human rights within their
spheres of influence and make sure that they are not complicit in human
rights abuses. Yet by supporting Israel’s illegal settlements Veolia
flagrantly violates both of these provisions............ Under the
Public Contract Regulations 2006 a contracting authority may exclude an
economic operator from bidding for a contract or may reject any such
bid where it is found that the individual or organisation in question
has "committed an act of grave misconduct in the course of his business
or profession" (section 23(4)(e)). We are sure you will agree that this
is a highly important provision which must be applied rigorously.
Veolia’s activities clearly constitute misconduct sufficiently grave to
warrant the exclusion of its subsidiaries from public contracts.
Indeed, it is difficult to imagine what ‘misconduct’ could be more
‘grave’ than the aiding, abetting, facilitation or exacerbation of war
crimes and human rights violations."
In its enclosing paragraph
the letter highlights the implications that a contract awarded to
Veolia over the period of the Olympic Games may have for Britain’s
reputation "The replacement contract will cover the period of the
Olympic Games. Awarding it to Veolia would expose Westminster, the
heart of the capital, to public criticism and international
condemnation. Condemnation for employing a company aiding and abetting
war crimes could be so severe that it would cast a shadow over the
games themselves".
I signed the above-quoted model letter to
Westminster Council by adding : "As an Israeli peace activist, who has
witnessed the plight of the Palestinians for the past 61 years, I urge
you to exclude Veolia from bidding for any future contract and thus act
in line with British and international law which regard the West Bank
settlements as illegal and consider activities that sustain and expand
settlement growth as breaches of international law ."
The Derail
Veolia campaign has its sights on another important London contract. In
January 2008 Veolia was awarded a contract by the Greater London
Authority(GLA) for waste collection and street cleaning in the
Trafalgar Square and House of Commons area, at the heart of British
democracy. The contract is due to end in January 2011 with an option to
extend it for two more years. To stop Veolia being granted an extension
of its present contract a letter has been sent to the Mayor of London,
with copies to members of the opposition parties (Labour, Liberal
Democrats and Greens) on the London Assembly of the GLA, requesting
their support for excluding Veolia from GLA's future contracts. The
letter ended by saying "London's reputation could suffer severely if it
renews a contract with a company aiding and abetting severe breaches of
the 4th Geneva Convention, particularly as the world begins to focus
more and more on London with the approach of the Olympics."
The
sentiment of the Palestine solidarity movement which are engaged in the
Derail Veolia and Alstom campaign could perhaps be expressed best by
the words of Labour MP Martin Linton (July 2009)) "the Israeli
Government believe that they have some kind of dispensation to flout
international law, not only by harassing ships in international waters,
but also by building settlements and walls on occupied land and by
blockading people in Gaza". While word leaders take no meaningful
action against Israel's ongoing breaches of international law,
Palestine solidarity groups will continue to campaign against
commercial interests that aid and abet Israel's illegal actions and
strengthen her dominance over the Palestinian people.
Ruth
Tenne was born and bought up in Israel by staunch Zionist parents who
were among the founders of the socialist Kibbutzim’s movement. She
served as a conscript in the Israeli army during the 1956 Sinai War and
as a reservist in the 1967 Six Days War. She is currently an active
member of the Palestinian Solidarity Campaign (PSC), Camden- Abu Dis
Friendship Association (CADFA), and Jews for Justice for Palestinians
(JFJFP).
campagna - appello a banca etica: liberarsi di veolia environment
ricevo ed invio comunicazione --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Salve, in quanto socio banca etica ho dato un'occhiata ai fondi "etici" gestiti da etica sgr (http://www.eticasgr.it/index.php) con grande sorpresa ho notato che: Valori Responsabili Obbligazionario Misto ha il 0,19% in veolia environment Valori Responsabili bilanciati ha l'1,27 % in veolia environment Valori Responsabili Azionario ha l'1,79 % in veolia environment. (alleggo i file dove sono scritte tutte le quote di partecipazione dei diversi fondi) Anche altre partecipazioni andrebbero discusse ma questa mi sembra un buon punto da dove partire.
Alcune semplici info (per chi già non lo sapesse e per partire da un minimo di informazioni comuni) Veolia environment vanta sul suo sito (http://www.veolia.com/en/group/activities/default.aspx) di esser il leader globale nei servizi relativi all'acqua nonché (info di particolare interesse per i campani e la rete rifiuti zero italiana) gestisce i sistemi di gestione rifiuti in diverse zone del mondo. In estrema sintesi è la principale multinazionale di public private utilities nel mondo, ovvero il principale nemico dei movmenti per i beni comuni (in particolare il forum italiano acqua e la rete rifiuti zero).
Ipotesi: molti dele associazioni e dei singoli appartenenti a questi due movimenti sono soci o correntisti o ricevono prestiti da Banca Etica.
Proposta: lanciare una campagna contro la partecipazione a qualsiasi titolo di Banca etica, anche quelle indirette cia etica sgr.
-- ciao Katia tel. 00390721899917 via Marco Polo, 3 61030 Cartoceto PU Italy
Il resoconto del convegno verrà diffuso come le conseguenti iniziative.
Emilia Parodi Pedrina
perscarpino ha scritto:
>
>
> Causa impegni di lavoro ero fuori Genova gradirei un resoconto del
> convegno se è possibile.
> Grazie.
> Franco Fabbri
> ---------- Initial Header -----------
> Date : Mon, 09 Nov 2009 18:01:25 +0100
> Subject : GRAZIE - convegno 6 novembre 2009 - GENOVA
>
> > Il Corriere Sestrese ringrazia relatori e partecipanti provenienti da
> > realtà campane, laziali, piemontesi, siciliane, toscane, venete e
> liguri
> > che, con la loro presenza, hanno contribuito al successo del convegno
> > *"Solo rifiuti o proposte di economia responsabile?"* svoltosi a
> *Genova
> > *- Complesso S. M. di Castello in data *6 novembre 2009*. Oltre
> > naturalmente a WWF Liguria, RLRZ, quanti ci hanno ospitato e quanti
> > hanno collaborato all'organizzazione della giornata di approfondimento.
> >
> > Grazie a tutti per l'impegno, il cuore, la disponibilità e la novità
> dei
> > contenuti proposti.
> >
> > Emilia Parodi Pedrina
> > (editore de "Il Corriere Sestrese")
> >
> >
> >
> >
> >
> >
> >
> > [Sono state eliminare la parti non di testo del messaggio]
> >
> >
>
>
La Scialoja riprende le ricerche_____
Claudio Passiatore
_____«L'oggetto rilevato dalla nave Alliance è un bersaglio più interessante di altri e faremo tutte le verifiche necessarie per accertare la natura del ritrovamento. Per quanto riguarda le nostre ricerche, fino ad oggi, non abbiamo riscontrato niente di rilevante». Il Contrammiraglio Ilarione Dell'Anna che su mandato della procura livornese ha attivato un'indagine sull'episodio della nave Toscana segnalato dalla Ong Green-Ocean, fa il punto delle operazioni della Guardia Costiera. «Entro pochi giorni, se le condizioni meteo lo permetteranno, saremo in grado con certezza di fare un primo bilancio - ha spiegato dell'Anna.». Intanto, questa mattina è ripresa l'attività della Scialoja. Dopo quasi una settimana di maltempo, la vedetta della Guardia Costiera nata e attrezzata per missioni ambientali, ha solcato il tratto di mare davanti all'Elba alla ricerca del presunto scarico di rifiuti che sarebbe avvenuto la sera del 6 luglio.
Lasciata la banchina del molo Mediceo, il mezzo della Guardia Costiera ha concentrato la perlustrazione dei fondali nei pressi del punto indicato dalla nave Alliance. E' stata proprio la nave che ha operato per conto del Parco dell'Arcipelago Toscano, che a 120 metri di profondità a largo dell'Elba, a trovare tracce di un oggetto che per misure e forma potrebbe essere verosimilmente un container. Dalla Capitaneria non si sbilanciano e con grande cautela hanno sottolineato «che prima di dare per certo un ritrovamento sono necessarie verifiche sul bersaglio segnalato». E mentre le indagini proseguono, emergono alcuni dettagli del viaggio della Toscana, la nave cargo di proprietà dell'armatore tedesco Bertling che secondo le testimonianze del comandante della nave Thales, avrebbe buttato in mare dei rifiuti.
Dopo l'avvistamento da parte della Ong tedesca, la Toscana, in arrivo da Coronel in Cile, è entrata nel porto di Livorno il 6 luglio alle 2 del mattino. Poche ore di sosta alla banchina dell'Alto fondale (specializzata per la cellulosa) e dopo aver scaricato il suo carico, ha lasciato il nostro scalo alle 19.46 dello stesso giorno, diretta a Monfalcone. In base alle nostre verifiche, dalla sua partenza in Cile fino al suo arrivo a Livorno, la Toscana non avrebbe fatto soste intermedie. Sulle carte presentate all'ingresso del nostro scalo, Coronel è infatti indicato come ultimo porto dove la nave ha attraccato.
Ricevo ed inoltro. Non è precisamente il nostro ramo, ma... bruciare il futuro
non si deve.
Aimée.
----- Original Message -----
From: Tommaso Berna
Gentili Signori,
Vi inviamo il nostro articolo pubblicato sull'ultimo numero di Hi-Tech Ambiente.
Distinti saluti
Dott.Ing. Tommaso Berna
ETG Risorse e Tecnologia
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Hi-Tech Ambiente - Numero 9 - Ottobre 2009
GRAZIE A FIREWATCH
Meno incendi
meno CO2
Ridurre la superficie devastata dai roghi è un efficace metodo di lotta alle
emissioni di anidride carbonica nell’atmosfera
Attualmente la tendenza di crescita della foresta in Italia è positiva. Diventa
quindi importante una gestione accurata del patrimonio forestale, in particolare
nella sua difesa contro gli incendi, non solo sotto l’aspetto forestale, ma di
generale impegno per l’ambiente. Nel 2007 (al 26 agosto), sono state immesse in
atmosfera 7 milioni di tonnellate e mezzo di CO2 dovute agli incendi boschivi su
una superficie di 53.600 ha (136,4 tonnellate di CO2 per ettaro bruciato). Tale
quantità di CO2 sarebbe stata prodotta dal consumo di 12.000 GWh, considerando
il mix energetico italiano, che rappresenta il 3.76% del consumo totale annuo di
energia degli utenti italiani, che in tutto il 2007 hanno consumato 318.952 GWh.
Un altro raffronto utile, per meglio chiarire la portata del fenomeno, è di
considerare che, con 136,4 g di CO2/ha, nel 2008, che ha visto bruciare in
Italia 66.145 ha, sono state emesse circa 9 milioni di tonnellate di CO2.
L’impianto di produzione a pannelli fotovoltaici di Celano (AQ), con 21.874 mq
di superficie, costato 4,2 milioni di euro, porta ad un risparmio di CO2 di 500
tonnellate l’anno. Il “problema incendi” è quindi un’emergenza reale da
affrontare con determinazione, mediante un approccio di tipo sistemico.
Lo strumento che ha avuto maggiori risultati per la diminuzione della superficie
bruciata dagli incendi è il sistema di avvistamento precoce degli incendi
Firewatch, proposto in Italia da ETG Risorse e Tecnologia. Esso ha lo scopo di
diminuire drasticamente il tempo di allerta per poter iniziare lo spegnimento
quando ancora l’incendio è di modeste dimensioni. Il sistema è stato sviluppato
in Germania, in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Tedesca, di cui Firewatch
utilizza il sensore, progettato per le missioni su Marte. L’esperienza tedesca
testimonia le grandi possibilità che tale sistema ha in Italia. Le prove che
sono state effettuate presso il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise hanno
evidenziato un tempo di avvistamento di 6 minuti dall’innesco, con possibilità
tecnica di scendere a due minuti. Dato che la velocità di propagazione maggiore
si ha all’inizio del fenomeno, è determinante poter intervenire subito. Ad
esempio, un fronte di fiamma che si propaga ad 1 km/h, compie circa 16 m/min,
ossia 160 m in 10 minuti, con possibilità di provocare altri inneschi. Arrivare
quindi a risparmiare anche pochi minuti, dall’innesco allo spegnimento, può
contribuire ad una grande diminuzione del danno. Il sistema si basa su sensori
ottici in bianco e nero. L’uso del bianco e nero consente, rispetto ad una
telecamera a colori, di poter avere, a parità di sensore, una risoluzione 4
volte superiore rispetto ad una telecamera a colori. L’immagine della telecamera
viene pre-elaborata in tempo reale, in modo da poter rilevare la presenza
dell’incendio e solo in tal caso viene inviata con la relativa segnalazione alla
centrale operativa. Questo aspetto è fondamentale perché l’operatore non viene
continuamente allertato, ma deve solo validare l’allarme, avvisando i corpi
preposti allo spegnimento. Tale modalità operativa consente di intervenire
tempestivamente, in quanto la rilevazione del fumo avviene anche quando non c’è
stato ancora lo sviluppo di fiamma. Il tempo che passa dall’inizio della
generazione del fumo all’invio dell’allarme alla centrale e operativa è tra 2 e
8 minuti.
Un’altra importante caratteristica di Firewatch è che riesce a lavorare anche di
notte, grazie all’ottica che schiarisce notevolmente l’immagine; le prestazioni
sono comparabili con quelle diurne: la capacità di rilevazione è, ad una
distanza di 10 km, di una nuvola di fumo 10x10 m. Infine, per quanto attiene la
portata del sistema, da evidenziare che una singola telecamera lavora
ottimamente con un raggio di 15 km, ossia riesce a coprire una superficie di
circa 70.000 ha.
Il sistema Firewatch è già stato adottato e valutato con successo in Germania,
nella zona del Brandenburgo. Se riuscissimo ad avere in Italia i medesimi
risultati avuti in Germania, ossia la riduzione di un decimo della superficie
bruciata totale, nel 2008 avremmo avuto, invece di 66.145 ha bruciati, solo
6.145 ha, ossia non avremmo emesso in atmosfera 8.119.960 tonnellate di CO2. Per
arrivare a “risparmiare” tale quantità di emissioni con gli impianti
fotovoltaici servirebbero più di 16mila impianti come quello di Celano, per una
spesa di circa 68.000.000.000 euro.
E’ di oltre 741 milioni di euro il danno erariale massimo ipotizzato
nell’inchiesta della Corte dei conti della Toscana sui danni ambientali legati
ai lavori per l’Alta velocita’ ferroviaria Firenze-Bologna nell’ambito della
quale sono stati notificati inviti a dedurre (ovvero a comunicare deduzioni e/o
fornire documenti, n.d.r.) al vicepresidente del Senato Vannino Chiti (in
qualita’ di ex presidente della Regione Toscana) e al presidente della Regione
Toscana Claudio Martini.
In tutto, gli inviti a dedurre sono 52 e riguardano componenti delle due giunte
regionali ‘90-’95 e ‘95-2000 (che hanno approvato progetto e varianti), il
dirigente della Conferenza dei servizi, i consiglieri di una passata commissione
ambiente del consiglio regionale e presidenti e componenti delle commissioni di
valutazione di impatto ambientale.
Il danno – che venne stimato da una perizia trasmessa dalla procura alla Corte
dei conti – si riferisce a quello subito dagli enti pubblici per la perdita
della risorsa idrica in Mugello, in particolare il disseccamento o
l’impoverimento di 81 corsi d’acqua, 37 sorgenti, una trentina di pozzi e cinque
acquedotti. L’invito a dedurre e’ una prima fase dell’inchiesta: i destinatari
hanno 60 giorni di tempo per presentare proprie argomentazioni e documenti e
chiedere di essere sentiti; poi la Corte dei conti decidera’ se e quali
posizioni archiviare e se e quali posizioni citare a giudizio.
Il processo penale di primo grado – che vedeva una cinquantina di imputati, fra
responsabili e dipendenti del consorzio di imprese Cavet (che aveva in appalto i
lavori), di ditte in subappalto, gestori di cave e di discariche, intermediatori
per i rifiuti – si chiuse il 3 marzo scorso con 27 condanne da tre mesi
d’arresto a 5 anni di reclusione e provvisionali per il risarcimento danni di
oltre 150 milioni di euro. Per le accuse legate ai danni alle falde acquifere e
ai torrenti, le condotte vennero ritenute colpose e quindi non sanzionabili
penalmente. Alla Regione, che con il ministero per l’Ambiente e Provincia, si
costitui’ parte civile, venne riconosciuta una provvisionale del risarcimento
danni di 50 milioni di euro.
[Fonte: ANSA]
L'incenerimento, un vero scandalo sanitario.
Cari amici, i medici italiani che da anni contrastano l'incenerimento dei
rifiuti hanno un alleato: il Prof. Dominique Belpomme.
Si prega diffondere, specie ad amministratori e politici
grazie
Patrizia Gentilini
L'incenerimento, un vero scandalo sanitario
L'incenerimento degli rifiuti domestici é un metodo di trattamento dei rifiuti
condannato dalle autorità scientifiche internazionali. È quello che conferma
indirettamente la Commissione Europea, poiché riserva l'incenerimento solo ai
rifiuti ultimi, vale a dire una volta che tutte le procedure di raccolta e
selezione, di ricicalggio e di riutilizzazione sono state sfruttate.
L'inceneritore Isséane d'Issy-les-Moulineaux, situato nella prima periferia di
Parigi, costituisce un vero scandalo sanitario. Deve essere preso come esempio
di ciò che non si deve fare e su questo tema i nostri amici italiani non devono
fare lo stesso errore, lasciandosi ingannare da una propaganda menzognera. In
effetti, l'inceneritore Isséane é situato nel sottosuolo, a qualche decina di
metri dalla riva della Senna, quinde in piena zona umida, con conseguente
inquinamento del fiume per via del processo di lisciviazione. È inoltre situato
in piena zona urbana, in prossimità di numerose abitazioni, scuole, asili nido e
ospedali con la conseguente esposizione di molti bambini a polveri e sostanze
chimiche presenti nei fumi dell'inceneritore attraverso diffusione atmosferica.
Ora, le donne in gravidanza e i bambini sono i più vulnerabili a tutte le forme
di inquinamento, compreso quello chimico.
Ogni inceneritore va immaginato come un brulotto gigante che emette numerose
polveri, in particolare polveri fini (PM<2.5) e ultra fini (nanoparticelle)
estremamente tossiche e in più veicolanti migliaia di sostanze chimiche presenti
nei fumi e nelle ceneri.
Da leggere a questo proposito il rapporto "Statement of Evidence Particulate
emissión and Health. Proposed Ringaskiddy waste-to energy facility" di giugno
2009 del Professor C. Vyvyan Howard, uno dei ricercatori inglesi che hanno
firmato l'Appello di Parigi (nota 1).
L'utilizzazione di filtri e la messa a norma per le diossine non costituisce in
realtà alcuna protezione efficace contro le migliaia di sostanze CMR
(cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione) che emettono gli
inceneritori e di cui, riferendomi all'articolo di Jay e Stieglitz (nota 2),
fornisco una lista non esaustiva (nota 3).
Questo spiega il rischio di cancro, di leucemie, di malformazioni congenite e di
disturbi della riproduzione in prossimità e anche a distanza dagli inceneritori.
L'incenerimento é inoltre un metodo assurdo sul piano ambientale perché aumenta
l'effetto serra liberando vapore acqueo e anidride carbonica. Inoltre, sul piano
socioeconomico, il costo del trattamento dei rifiuti é molto più elevato
rispetto ai metodi alternativi.
In effetti, come dettagliato nel rapporto del GESDI (nota 4), i soli metodi
alternativi, basati sulla raccolta e la selezione, il riciclaggio dei materiali
secondari (vetro, carta, cartone e metalli preziosi), il compostaggio o la
metanizzazione dei rifiuti organici fermentabili, la riutilizzazione dei
composti elettrici o elettronici, permettono di abbassare i costi creando allo
stesso tempo posti di lavoro.
L'incenerimento é dunque diventato oggi una totale assurdità, sul piano
sanitario, ambientale e socioeconomico e, infine, un vero scandalo.
Prof. Dominique Belpomme – Paris, 5 novembre 2009 ARTAC - Association pour la
Recherche Thérapeutique Anti-Cancéreuse
Note
1. Disponibile su:
http://www.artac.info/index.php?option=com_content&view=category&id=80&Itemid=18\
2&lang=fr.
2. Jay, K. and L. Stieglitz, Identification and qualification of volatile
organic components in emissions of
waste incineration plants. Chemosphere, 1995. 30(7): p. 1249-1260.
3. Comprese: acetic acid, acetone, acetonitrile, aliphatic alcohol, aliphatic
amide, aliphatic carbonyl,
anthraquinone, benzaldehyde, benzene, benzoic acid, benzoic acid methyl ester,
benzoic acid phenyl ester,
benzonitrile, benzophenone, benzothiazole, benzyl alcohol, benzyl alcohol,
benzylbutylphthalate, bibenzyl,
bromochlorobenzene, bromochlorophenol, 2-bromo-4-chlorophenol,
bromodichlorophenol, 4-bromo-2,5-
dichlorophenol, butanoic acid ethyl ester, 2-butoxyethanol, butyl acetate,
C10H20 HC, C10H22 HC (1),
C10H22 HC (2), C11H15O2N aromatic, C12H26 HC, C12H26O alcohol, C13H28 HC, C15
acid phthalic ester,
C4 alkylbenzene, C5 alkylbenzene, C6H10O2 aliphatic carbonyl, C6H12O, C8H14O
cyclohexanone,
derivative, C8H5BrCl3 aromatic, MW, 284, C8H5O2N, C9H18O3 aliphatic, C9H8O
aromatic, caffeine,
chlorobenzene, chlorobenzoic acid, 4-chlorobenzoic acid, chloroform,
2-chloro-6-methylphenol, 4-
(chloromethyl)toluene, 2-chlorophenol, 4-chlorophenol, cholesterol.,
cyclohexane,
cyclopentasiloxanedecamethyl, cyclotetrasiloxaneoctamethy, l, decane,
decanecarboxylic acid,
dibenzothiophene, dibutylphthalate, 1,2-dichlorobenzene, 1,3-dichlorobenzene,
1,4-dichlorobenzene, 2,4-
dichloro-6-cresol, dichloromethane, 2,6-dichloro-4-nitrophenol,
2,4-dichlorophenol, dichloromethylphenol,
1,3-diethylbenzene, diisooctylphthalate, 2,2'-dimethylbiphenyl,
2,3'-dimethylbiphenyl, 2,4'-
dimethylbiphenyl, 3,3'-dimethylbiphenyl, 3,4'-dimethylbiphenyl,
1,2-dimethylcyclohexane, 1,2-
dimethylcyclopentane, 1,3-dimethylcyclopentane, dimethyldioxane, dimethyloctane,
2,2-dimethyl-3-
pentanol, dimethylphthalate, 2,6-di-t-butyl-pbenzoquinone, 2,4-di-t-butylphenol,
docosane, dodecane,
dodecanecarboxylic acid, eicosane, ethanol-1-(2-butoxyethoxy), ethyl acetate,
4-ethylacetophenone, ethyl
benzaldehyde, ethylbenzene, ethylbenzoic acid, 2-ethylbiphenyl,
ethylcyclohexane, ethylcyclopentane,
ethyldimethylbenzene, ethylhexanoic acid, 1-ethyl-2-methylbenzene, 1-ethyl-4-
methylbenzene,
ethylmethylcyclohexane, 2-ethylnaphthalene-1,2,3,4-, tetrahydro,
1-ethyl-3,5-xylene, 2-ethyl-1,4-xylene,
fluorene, fluorenone, fluoroanthene, formic acid, 2-furanecarboxaldehyde,
heneicosane, heptadecane,
heptadecanecarboxylic acid, heptane, 20, heptanecarboxylic acid, 2-heptanone,
hexachlorobenzene,
hexachlorobiphenyl, hexadecane, hexadecane amide, hexadecanoic acid,
hexadecanoic acid, hexadecyl
ester, 9-hexadecene carboxylic, acid, hexanecarboxylic acid, 2-hexanone,
hydroxybenzonitrile,
hydroxychloroacetophenone, 2-hydroxy-3,5-, dichlorobenzaldehyde,
hydroxymethoxybenzaldehy, de, 2-
(hydroxymethyl) benzoic, acid, iodomethane, 1(3H)-isobenzofuranone-5-, methyl,
isopropylbenzene,
methyl acetophenone, 2-methylbenzaldehyde, 4-methylbenzaldehyde, methylbenzoic
acid, 4-methylbenzyl
alcohol, 2-methylbiphenyl, methylcyclohexane, methyldecane, 3-methyleneheptane,
5-methyl-2-furane,
carboxaldehyde, methylhexadecanoic acid, 2-methylhexane, 3-methylhexane, methyl
hexanol, 2-
methylisopropylbenzene, 2-methyloctane, 2-methylpentane, methylphenanthrene,
nonedecane, 4-
methylphenol, 1-methyl-2-, phenylmethylbenzene, 2-methyl-2-propanol,
1-methyl-(1-,propenyl)benzene,
2-methylpropyl acetate, 1-methyl-2-propylbenzene, 1-methyl-3-propylbenzene,
methylpropylcyclohexane,
12-, methyltetradecanecarboxyli, c acid, naphthalene, Nbearing aromatic, MW,
405, nitrogen compd, MW
269, 2-nitrostyrene, nonane, octadecadienal, octadecadienecarboxylic acid,
octadecane,
octadecanecarboxylic acid, octane, octanoic acid, paraldehyde,
pentachlorobenzene, pentachlorobiphenyl,
pentachlorobiphenyl, pentachlorophenol, pentadecacarboxylic acid, pentane,
pentanecarboxylic acid,
phenanthrene, phenol, phthalic ester, phthalic ester, propylbenzene,
propylcyclohexane, pyrene, Si organic
compd, sulphonic acid m.w. 192, sulphonic acid m.w. 224,
2-t-butyl-4-methoxyphenol, tetrachlorobenzene,
1,2,3,5-tetrachlorobenzene, tetrachlorobenzofuran, tetrachloroethylene,
2,3,4,6-tetrachlorophenol,
tetradecanecarboxylic acid, tetradecanoic acid isopropyl, ester, toluene,
1,2,3-trichlorobenzene, 1,2,4-
trichlorobenzene, 1,2,4- trimethylbenzene, 1,2,5-trichlorobenzene,
trichloroethene, trichlorofluoromethane,
3,4,6-trichloro-1-methylphenol, 2,3,4-trichlorophenol, 2,3,5-trichlorophenol,
2,4,6-trichlorophenol, 3,4,5-
trichlorophenol, tridecanoic acid, 1,3,5-trimethylbenzene, trimethylcyclohexane,
undecane, xylene.
4. Groupe des Experts Scientifiques sur les Dangers de l’Incinération (GESDI)
«Expertise nationale
concernant les alternatives à l’incinération et aux décharges: aspects
environnementaux, sanitaires et
socio-économiques».
Disponibile su:
http://www.artac.info/index.php?option=com_content&view=article&id=105%3Ainciner\
ation-desdechets-
et-cancers&catid=46%3Aexpertises-scientifiques&Itemid=79&lang=fr.
Causa impegni di lavoro ero fuori Genova gradirei un resoconto del convegno se è
possibile.
Grazie.
Franco Fabbri
---------- Initial Header -----------
Date : Mon, 09 Nov 2009 18:01:25 +0100
Subject : GRAZIE - convegno 6 novembre 2009 - GENOVA
> Il Corriere Sestrese ringrazia relatori e partecipanti provenienti da
> realtà campane, laziali, piemontesi, siciliane, toscane, venete e liguri
> che, con la loro presenza, hanno contribuito al successo del convegno
> *"Solo rifiuti o proposte di economia responsabile?"* svoltosi a *Genova
> *- Complesso S. M. di Castello in data *6 novembre 2009*. Oltre
> naturalmente a WWF Liguria, RLRZ, quanti ci hanno ospitato e quanti
> hanno collaborato all'organizzazione della giornata di approfondimento.
>
> Grazie a tutti per l'impegno, il cuore, la disponibilità e la novità dei
> contenuti proposti.
>
> Emilia Parodi Pedrina
> (editore de "Il Corriere Sestrese")
Perchè
tante donne al mondo soffrono di cancro alla cervice e di tumori
all'utero?
E' vero che negli assorbenti ad uso interno ci sono sostanze pericolose?
E' altrettanto vero che gli assorbenti interni contengono rayon (per
assorbire) e diossina (per sbiancare)?
Mi dicono anche piccole percentuali di amianto. Possibile?
Bruxelles, 9 novembre -- Primo via libera dal Parlamento europeo alla
lista dei settori industriali europei da proteggere nel quadro della
lotta alle emissioni di gas serra.
La commissione Ambiente dell'assemblea Ue a Bruxelles ha infatti
approvato con 39 sì, 19 no e un'astensione la lista di 164 settori
industriali, messa a punto dalla Commissione, che potranno usufruire di
quote di emissione gratuite nel quadro dell'Ets, il sistema di commercio
dei permessi di emissione.
La misura è stata voluta dai Ventisette per far fronte al cosiddetto
"carbon leakage", e cioè il rischio che le aziende delocalizzino in
paesi in cui le norme contro le emissioni sono meno rigorose che nell'Ue.
I leader europei nel dicembre 2008 avevano chiesto alla Commissione di
stilare un elenco, nel quadro dell'impegno a tagliare le emissioni di
gas serra del 20% rispetto ai livelli del 1990 entro il 2020.
Il Parlamento europeo dovrà ora confermare il voto alla plenaria a metà
novembre.
Tra i settori e i sotto-settori interessati figura di tutto, dalla
produzione di aerei e velivoli all'acciaio, al cemento, alla calce;
dall'alluminio, al carbone, all'estrazione di greggio e di gas naturale,
dalla plastica alla fabbricazione di vino, alla manifattura di abiti in
cuoio e quant'altro, per un totale di circa l'86% della produzione
industriale Ue.
Questi settori, finché non si troverà un accordo internazionale,
potranno ricevere gratis fino al 100% delle proprie quote fino al 2020.
Per individuarli sono stati usati tre criteri: quelli che hanno
un'intensità commerciale oltre il 30%, quelli che hanno sia costi legati
alla CO2 oltre il 5%, sia un'intensità commerciale sopra il 10%, e,
infine, settori che hanno costi legati a CO2 superiori al 30% e
un'intensità commerciale sotto il 10%.
SABATO 14 NOVEMBRE DALLE ORE 11 PRESSO L’HOTEL PALATINO IN VIA CAVOUR a ROMA: ASSEMBLEA DEI VERDI VERSO LA COSTITUENTE ECOLOGISTA , APERTA A ISCRITTI E NON ISCRITTI.
È passato meno di un mese dal congresso di Fiuggi del 9-10-11 ottobre scorso, dove abbiamo deciso di avviare una svolta storica per i Verdi italiani: l'uscita da Sinistra e Libertà e l'avvio di una fase costituente ecologista rivolta a tutte le realtà sociali, associazioni ambientaliste, comitati (...) >segue
….. “Ogni altra preoccupazione passa innanzi a quella che in un Paese come l’Italia dovrebbe essere tra le prime: salvare cioè e tramandare quanto più possibile intatto l’ingente patrimonio d’arte giunto a noi dai secoli passati, e che è la perpatua attrazione di tutte le (...) >segue
Dopo aver parlato dell’avvio del percorso, come viandanti chini sull’unico sentiero possibile, siamo andati avanti nella ditribuzione del kit alle famiglie. In 10 giorni 700 utenze hanno ritirato il kit. Erano i frequentatori abituali delle isole (...) >segue
Ho visto il film e mi dissocio dai giornali tarantini che ne parlavano male. A me Mar Piccolo è piaciuto, come storia, ambientazione e messaggio. Anche se i messaggi servono poco, ma se la vita è da vivere, allora il riscatto, che viene da un messaggio, serve.
E-mail di fondamentale importanza: per favore leggete prima di cestinare!!! TUTTI IN PIAZZA IL 6 DICEMBRE!
Cari Presidenti, Segretari, Coordinatori, Attivisti, volontari di associazioni e cittadini italiani,
vi scrivo questa breve e-mail per chiedervi di coordinarci affinché il vertice sul clima di Copenaghen (7-18 dicembre 2009, COP-15 UNFCCC) non si riveli l'ennesimo fallimento.
Purtroppo, stiamo vivendo in Italia una fase d'immobilità etica e morale ed un'incosciente assenza del Governo (che anzi, propone azioni controproducenti) sul tema dei mutamenti climatici, in vista del summit mondiale. Quello che si nota è, però anche, un'assenza delle forze associazionistiche e di volontariato che da sempre rappresentano l'anima delle grandi battaglie e delle rivoluzioni che hanno portato significativi cambiamenti nel mondo. La forza di ogni singola persona è infima rispetto all'immensità del pianeta ma, l'insieme di queste piccole forze è in grado di compiere eccezionali progressi e dar vita ad impensabili cambi di rotta a livello globale.
Pertanto, quello che al momento è necessario, nonostante siano già molto utili le petizioni, gli studi, i dossier, le cartoline e tutte le azioni che molte delle nostre associazioni stanno proponendo in questi giorni per fare pressione sui capi di governo, è che la gente scenda in piazza contemporaneamente per manifestare concretamente la sua volontà di cambiamentoe di lotta ai mutamenti climatici, in modo da indurre i leader mondiali a prendere chiari impegni.
La forza delle associazioni nazionali, grandi o piccole che siano, la rete di gruppi locali, di attivisti e volontari che coordinano, l'insieme dei cittadini, è il più grande strumento di pace che possediamo affinché possano udire la nostra voce. Bastano 20 cittadini che manifestino contemporaneamente in ogni città italiana, per avere un riscontro mediatico eccezionale. Se ci dividiamo in questo momento, per assecondare i timori di contaminazioni tra gruppi, di perdita di identità associativa, di carenza d'immagine per il singolo gruppo, rischiamo di perdere la più importante battaglia che sia mai stata combattuta per salvare la terra.
Se ci uniremo per far sentire la nostra voce in tutta Italia, riprendendo il meraviglioso cammino collaborativo intrapreso con "In marcia per il clima" di Siracusa, avremo la forza per mettere sotto pressione il Governo italiano e così anche gli altri capi di stato e daremo un messaggio di azione, concreta e non solo sulla carta, alle genti delle altre nazioni affinché facciano lo stesso e scendano in piazza a mostrare la loro volontà di fermare i mutamenti climatici. In gioco, in questi giorni c'è la vita di tutti noi, dei nostri figli, della storia che accompagna l'essere umano, degli animali, delle piante e degli ecosistemi con cui dividiamo la Terra. In ballo c'è l'esistenza stessa del mondo su cui viviamo. Non c'è più tempo per gli individualismi e gli screzi, per le fazioni e gli idealismi. E' tempo di agire, tutti insieme!!!
Ciò che vi propongo è, quindi, di motivare attivisti e volontari delle vostre associazioni e gruppi locali, amici, parenti e conoscenti a SCENDERE IN PIAZZA (individuando in ogni città la/e piazza/e più importante/i dove manifestare) ALLA VIGILIA DEL SUMMIT (che cade di domenica, e quindi dovrebbe essere un giorno favorevole per la massima partecipazione) DOMENICA 6 DICEMBRE (magari dalle ore 10:00 per tutta la giornata, con presidi, sit-in, cortei, e quant'altro vogliano organizzare i singoli gruppi) con un semplice messaggio che vada al di là delle questioni politiche, associative od ideologiche: "COPENAGHEN, SAVE THE PLANET!". Un messaggio chiaro, semplice, privo di diritti di autore e diretto, da scrivere su striscioni e magliette, su cappelli e bandiere. Un messaggio che ogni singolo si impegnerà a portare in piazza domenica 6 e, se vorrà anche durante i giorni del vertice (7-18), nei luoghi di lavoro, nelle scuole, negli uffici, ovunque per ricordare ai grandi leader del mondo che "sono sotto la nostra osservazione e da loro ci aspettiamo decisioni concrete".
Il tempo stringe, mancano solo 25 giorni!!! Però abbiamo il tempo per fare questo. Non servono grandi organizzazioni. Serve solo invitare tutti a scendere in piazza (magari coordinati dalle associazioni dei vari territori) e portare con sé, da qualche parte, questa scritta (ognuno la realizza dove vuole, con i colori che vuole, come un messaggio libero e spontaneo, non indotto da marchi registrati, ma mosso da interessi comuni per il bene della Terra).
In questo modo la logistica centralizzata e l'organizzazione si riducono a ben poco, così come i costi. Serve solo diffondere la voce, fare cartello (una volta tanto noi lo faremo per interessi comuni e non per quelli privati, come le compagnie petrolifere) e far sapere a tutti, stampa compresa, che domenica 6 le associazioni italiane, gli italiani, i cittadini e tutti coloro che hanno a cuore la salute del pianeta scenderanno in piazza per fare pressione sui capi di governo.
Mi auguro che tutti vogliate accogliere questa proposta e che non ci si perda, come spesso accade, nei dissidi e nelle chiacchiere ma, che si riesca a manifestare uniti e con una risonanza a livello nazionale e, chissà, anche internazionale, affinché la nostra voce arrivi a Copenaghen in quei giorni di vitale importanza per tutti.
Pertanto, spero ci si possa coordinare via e-mail, telefonica o quant'altro ed iniziare ad avvisare le sezioni ed i gruppi locali, a scrivere comunicati stampa e sui social network (ognuno scriva quello che vuole, spiegando che "Domenica 6 dicembre, alla vigilia del vertice sul clima, l'Italia, le associazioni ed i singoli cittadini, scenderanno in piazza per una grande manifestazione spontanea, con il messaggio COPENAGHEN, SAVE THE PLANET!, che faccia pressione sul Governo italiano e sui leader mondiali affinché decidano concretamente per il bene del pianeta e prendano impegni vincolanti per fermare i mutamenti climatici").
Credo sia persino inutile creare un banner standardizzato con la scritta COPENAGHEN, SAVE THE PLANET!, in modo che ognuno si senta libero di usare i modelli, i colori ed i supporti che vuole e sia più facile l'organizzazione (non centralizzata ma, diffusa, lasciata ai singoli gruppi).
Prego ogni associazione, gruppo, etc. di far circolare e-mail e comunicazioni in merito a tale iniziativa tra tutti i destinatari del presente appello e di girarle anche a coloro (associazioni, singoli) che non ho inserito tra i destinatari.
Per rispondere a questa e-mail esiste la casella di posta laretedellavita@..., potete usarla per qualunque comunicazione!
Allora buon lavoro, nella speranza di essere in migliaia a manifestare nelle piazze italiane alla vigilia del summit per salvare la Terra. Siamo l'unica generazione che può farlo. Potremmo passare alla storia come "i salvatori" o essere con dannati come "i matricida". A noi la scelta!
Dalle ragioni della politica alla politica della ragione
Verso un'Agenda pubblica della Partecipazione a Montecatini
SALA DEL CONSIGLIO COMUNALE ORE 21,15
Martedì 10 Novembre 2009
TAVOLA ROTONDA
su
partecipazione, governo condiviso del territorio e nuovi modelli di "sviluppo"
Introduce:
Giuseppe Bellandi
, Sindaco di Montecatini Terme
Intervengono:
Alessio Ciacci
, Assessore alla Politiche ambientali e alla Partecipazione, Comune di Capannori - (primo comune in Italia Verso Rifiuti Zero), Direttivo nazionale dell'Associazione Comuni Virtuosi e Direttivo nazionale del Coordinamento Agende 21 Locali Italiane
Angelo M. Cirasino
, Responsabile nazionale Comunicazione, Rete del Nuovo Municipio - Dipartimento di Urbanistica e Pianificazione del Territorio, Università di Firenze
Edoardo Fanucci
, Vicesindaco e Assessore al Bilancio e alla Partecipazione, Comune di Montecatini Terme
Simone Ferretti
, Assessore alla Programmazione culturale e alla Partecipazione, Comune di Grosseto - Coordinatore del Nodo Toscano, Rete del Nuovo Municipio
Coordina e conclude:
Pietro Rosellini
, Presidente della Commissione Assetto del Territorio e Consigliere con incarico alla Partecipazione, Comune di Montecatini Terme
Nel momento in cui la crisi dell'economia diventa crisi della democrazia, nuove forme di agire cooperativo si affacciano all'orizzonte della vita politica: attraverso la costruzione di istituti partecipativi che affiancano quelli ordinari, i processi di decisione si aprono ad istanze di razionalità condivisa e agli attori che ne sono portatori. La sfida che ci attende consiste nel comprendere come questo porti non a una riduzione, ma ad un rafforzamento del potere di comunità e Amministrazioni; nel passare dal dominio delle ragioni elusive della politica alla rinascita di politiche inclusive della ragione e del bene comune.
Ho letto anche io dati preoccupanti sugli
assorbenti interni.
A mio parere, l’assorbente interno
sarebbe da evitare indipendentemente dalla composizione.
Internamente si può creare un ambiente favorevole
allo sviluppo di germi pericolosi.
Da:noinc@yahoogroups.com [mailto:noinc@yahoogroups.com]
Per conto di Emilia Pedrina Inviato: lunedì 9 novembre 2009
9.25 A:
ambiente_liguria@yahoogroups.com Cc:noinc@yahoogroups.com Oggetto: [Rete NoInc] Soprattutto
per il genere femminile. Ma la tutela della salute riguarda tutti.
Perchè
tante donne al mondo soffrono di cancro alla cervice e di tumori
all'utero?
E' vero che negli assorbenti ad uso interno ci sono sostanze pericolose?
E' altrettanto vero che gli assorbenti interni contengono rayon (per
assorbire) e diossina (per sbiancare)?
Mi dicono anche piccole percentuali di amianto. Possibile?
Chi tace i
possibili danni da vaccinazione antinfluenzale ha la coscienza sporca. E
inganna chi ama
di Attilio
Speciani
Già nel 2004,
quando lo spettro della SARS si aggirava per il mondo, vennero lanciati
messaggi sulla necessità di vaccinarsi per l'influenza per poter evitare i
problemi della SARS. Era un messaggio privo di validità scientifica, ma come
poi per l'aviaria, portò i suoi effetti dipendenti dalla paura sul piano
pratico, e molti si vaccinarono anche se dubbiosi. Dobbiamo ricordare che le
campagne di stampa non sempre sono legate a fatti oggettivi e che
la immunizzazione antinfluenzale è una profilassi forse utile, ma
certamente non priva di rischi.
·Un
vaccino antinfluenzale ha, come tutti i vaccini, dei possibili benefici, e
anche dei possibili danni che dovrebbero essere resi noti con chiarezza per
consentire scelte consapevoli ai cittadini.
·La
variabilità delle influenze è altissima, ed è molto difficile prevedere il
tipo di diffusione che avrà: nonostante questo, tra settembre e ottobre di
solito i titoli dei giornali parlano di milioni di persone ammalate che
puntualmente non si verificano.
·Le
previsioni epidemiche spesso vengono disattese. Basta ad esempio pensare
a cosa è successo nel 2009 nella stagione invernale dell'emisfero Sud
. L'epidemia o pandemia H1N1 che veniva paventata ha provocato un numero
irrisorio di decessi. Circa un ventesimo di quelli che ogni anno vengono
riferiti alla classica influenza.
Per contro sappiamo
che negli anni passati intere squadre di calciatori vaccinati erano a letto con
l’influenza anziché in campo. E anche se, come ci spiegano alcuni esperti, essere vaccinati fa diminuire
il pericolo di confondere i sintomi dell’influenza con quelli della SARS (o con quelli dell'aviaria, o con quelli della H1N1 A
come alcuni sostengono), non si vede in che modo questo possa essere vero,
considerato il numero di casi di influenza che comunque si verificano proprio
tra i soggetti vaccinati.
Per quanto riguarda
la possibile vaccinazione per l'H1N1, è bene invece ricordare, come spiegato
sotto, quanto accaduto nel 1976 per la unica vaccinazione suina attuata fino
ad ora, per capire quanto sarebbe più utile una riflessione critica prima di
partire con una vaccinazione a tappeto con vaccini non ancora
sperimentati.
Non intendiamo
entrare qui nel dibattito relativo all’efficacia di questa forma di profilassi, ma in
considerazione del pubblico e martellante invito a vaccinare tutti i bambini (e non solo quelli per i
quali i vantaggi potrebbero superare i rischi), ci appare doveroso
contribuire oggi anche con le notizie relative ai possibili effetti dannosi,
che gli organi ufficiali di informazione, in questi giorni, sembrano
deliberatamente o inconsapevolmente trascurare.
I bambini in prima
linea
In un paese libero
e civile le persone devono essere informate e poter scegliere. Ma se chi
stimola la vendita dei vaccini determina anche l’informazione, e
questa informazione continua a dire che la
vaccinazione è assolutamente innocua,
i conti non tornano più. Quanto viene detto è
falso e i possibili rischi, anche gravi, della vaccinazione
antinfluenzale sono scientificamente dimostrati (ma scarsamente divulgati!).
Se qualcuno
continua a segnalare che quanto più i bambini saranno vaccinati tanto meno
avremo paura della SARS o di altre forme virali gravi e tanto meno sofferenze
infliggeremo loro, mente spudoratamente, cercando solo di
cavalcare un momento emotivo intenso per ottenere un vantaggio commerciale.
Inoltre, non ci
stanchiamo di ripeterlo, ne esce guarito e
con un aumento delle difese immunologiche (durante una forma
virale cresce l’Interferone che ci difende, ad esempio, da future forme
tumorali).
L’esperienza di chi usa forme di terapia omeopatica e naturale, per
prevenire le infezioni invernali ricorrenti e l’influenza, è ampia e ben rappresentata nella
popolazione italiana.
A fronte di
un’informazione corretta,
i cittadini potrebbero comunque scegliere, in relazione alle proprie
convinzioni, se seguire un iter vaccinale con dei probabili benefici (e
alcuni rischi) oppure un trattamento diverso, probabilmente benefico (ma senza
alcun rischio “vaccinale”).
Verità
scientifiche nascoste sotto il tappeto
Allora veniamo alle
menzogne. Non ci stiamo riferendo al fatto che le troppe vaccinazioni potrebbero fare male (anche se sempre più dati invitano a riflettere su questo tema), perché
dalla parte opposta si potrebbe dire che ci attacchiamo a un’ideologia
o a un credo diversi da quelli che propone la “scienza” medica.
Facciamo dunque
riferimento solo ad alcuni lavori scientifici, alcuni dei quali recentissimi,
che non fanno che ribadire l’esistenza di possibili rischi da
vaccinazione antinfluenzale, lavori scritti nei centri più famosi del mondo
per le medicine “classiche” e convenzionali.
Cosa direste, ad esempio, se vi dicessero che vaccinando con
“l’innocua vaccinazione” antinfluenzale tutti i bambini
italiani ci possiamo aspettare almeno 10-15
casi di sindrome di Guillaine-Barrè (poliradicolonevrite) più del
solito, cioè almeno 10-15 bambini minori di 7 anni tra cui forse anche il
nostro, semiparalizzati per molti mesi o per tutta la vita, con incapacità di
muoversi, agire, pensare come prima?
Eppure un gruppo di
epidemiologi americani segnala questo dato già dal 1998 (N Engl J Med. 1998 Dec
17;339(25):1797-802 ), un dato che va ad affiancarsi a uno studio australiano
che conferma, a fronte di 67 banali eventi
post-vaccinali ogni 100.000 dosi di vaccino, la frequenza di ben 16,7 eventi
avversi seri ogni 100.000 dosi per i bambini sotto i 7 anni, negli
anni 2000 e 2002 (Commun Dis Intell. 2003;27(3):307-23).
Ma la citazione dei lavori sui danni neurologici post vaccino antinfluenzale
può continuare. Non si tratta di eventi frequentissimi, ma si tratta di eventi possibili, gravi, e chi li nega mente, crea
un’informazione sanitaria artefatta.
Andiamo dalla nevrassite (Eur J Neurol. 2000
Nov;7(6):731-3) alla nevrite ottica
(J Neuroophthalmol. 1996 Sep;16(3):182-4). Per una corretta informazione, è
opportuno ricordare che la stessa influenza può determinare
un’infiammazione del tessuto nervoso come complicanza, ma è drammatico
riconoscere che la maggior parte delle 58 morti per Guillaine Barrè
verificatesi nel 1977 negli USA , si verificò nei soggetti vaccinati,
con insorgenza della malattiadopo
3-4 settimane dalla vaccinazione (Neurology.
1980 Sep;30(9):929-33).
Sono forse più i
danni da vaccinazione di quelli che determina la malattia? Non lo sappiamo
con certezza, ma esprimere un dubbio è molto diverso dal trasmettere una
tracotante e colpevole certezza di innocuità. In questo caso, da immunologo,
mi sentirei di esprimere ben più che un singolo dubbio.
I bambini paralizzati dalla vaccinazione, in fondo, non saranno tantissimi
nell’economia commerciale italiana, ma ogni singolo caso merita una
consapevole decisione per poter affrontare un rischio. E’ giusto che
chi sceglie lo sappia, e non si senta dire che la vaccinazione è del tutto
innocua, quando non è vero. Sapere le cose dopo, centuplica il livello del
dramma.
Che dire, per fare
un altro esempio, dei casi di ORS (sindrome
oculo-respiratoria) (dei quali Eurosalus ha subito parlato e che sono stati
prima minimizzati e ritenuti dipendenti da un vaccino un po’ anomalo, e
poi oggi addirittura riconfermati in doppio cieco contro placebo nel 44% dei
soggetti che l’hanno già avuta? Il lavoro è stato pre-pubblicato on
line (Clin Infect Dis. 2003 Oct 15;37(8):1059-66. Epub 2003 Sep 26) ed
è stato tanto significativo da portare i suoi autori a suggerirne
l’informazione specifica a chi ne ha sofferto.
Sicuramente si
tratta di un problema di gravità molto relativa, ma perché chi si vaccina non deve sapere che potrebbe
perdere del tutto i capelli? Questo dato riguarda soprattutto la
vaccinazione obbligatoria antiepatite B, ma in buona misura vale anche per
l’antinfluenzale (JAMA. 1997 Oct 8;278(14):1176-8).
In fondo, sembra
pensare l’industria vaccinale, che male c’è ad avere dei bambini
calvi, se hanno evitato 4 giorni di febbre e mal di gola?
Che dire poi se dal numero del maggio 2003 della rivista Clinical Immunology (Clin Immunol. 2003
May;107(2):116-21 ) uno dei più autorevoli
studiosi americani - analizzando i 382 casi di sindrome di
Guillaine-Barrè post-vaccino antinfluenzale rilevati in USA negli anni
1991-1998, cioè la bellezza di 50 casi all’anno documentatamente
causati dalla vaccinazione e dal particolare quantitativo di endotossina
associato al virus, confrontato a un rischio 0 (zero) per la vaccinazione con
la anatossina tetanica - suggerisce che
forse per la vaccinazione antinfluenzale dovrebbe essere richiesto un
consenso informato scritto? Ma a cosa serve un consenso informato
per qualcosa che dovrebbe fare solo bene?
Come cittadino credo che meritiamo qualcosa in più di un’informazione
pubblica parziale e aggressiva come si è dimostrata quella di
quest’ultima campagna per la diffusione del vaccino antinfluenzale.
La coscienza della
popolazione è probabilmente cresciuta ed è in grado di percepire dove gli
interessi commerciali finiscono per prevalere sul rispetto. Rimango comunque
indignato.
Anche se le mie
scelte possono essere diverse, rispetto e
apprezzo i colleghi medici che suggeriscono la vaccinazione antinfluenzale
per loro convinzione, segnalandone però i potenziali rischi.
Stigmatizzo e
condanno invece la protervia commerciale che cerca di nascondere “sotto
al tappeto” le verità scientifiche che tanto difende, quando diventano
scomode.
E tutti gli anni
ormai riconosciamo un’aggressione di questo tipo, che puntualmente
si verifica nella comunicazione televisiva e giornalistica.
Oggi, questo articolo serve solo per tranquillizzare
coloro che sceglieranno consapevolmente di non fare, e di non fare eseguire
ai figli la vaccinazione antinfluenzale proposta in modo così
pressante.
Ci sono molti i
motivi scientifici che sostengono questa scelta e ci sono, fortunatamente,
gli strumenti per affrontare con serenità i virus vecchi e nuovi senza
credere di avere fatto scelte sbagliate per i propri figli. Siamo
ancora in uno stato che deve garantire le scelte autonome e consapevoli del
cittadino, che può farle, in un senso o nell'altro solo se realmente
informato.
Subject: R: [Rete NoInc] Ogg: Fw: conversione DL 135/09, che fare
avevo sollecitato un breve testo di adesione e di sottolinetaura della pericolosa deriva del tutto mercato e delle privatizzazioni/liberalizzazioni dei servizi (compresi i rifiuti).
se c'è bisogno di un dibattito su questi temi - ivi compresi i temi della messa in comune e della proprietà collettiva ( delle collettività) - lo faremo.
intanto entro domani aderiamo all' appello del movimento italiano dell' acqua come rete rifiuti zero. io sono ultrafavorevolissimo.
per il resto che i "massimi sistemi "- così spesso defilati nel cono della loro ombra - si esprimano.
a parte le battute : aderiamo all' appello
fabrizio bertini
----Messaggio originale---- Da: coordinamentonoinc@yahoo.it Data: 08/11/2009 19.31 A: <noinc@yahoogroups.com> Ogg: [Rete NoInc] Ogg: Fw: conversione DL 135/09, che fare
----Messaggio originale---- Da: coordinamentonoinc@yahoo.it Data: 08/11/2009 19.31 A: <noinc@yahoogroups.com> Ogg: [Rete NoInc] Ogg: Fw: conversione DL 135/09, che fare
Caro Pino, sfondi una porta aperta. Quasi sempre sono in contrasto con alcuni amici della Rete Nazionale che pretendono nel settore gestione materiali post consumo, il pubblico a tutti i costi. Nello specifico sono d'accordo con le tue ultime righe. Da alcuni aderenti alla Rete Nazionale, mi e' giunta la richiesta di avviare un confronto in rete e il tuo scritto mi pare un ottimo inizio. Gian Drogo Rete Nazionale Rifiuti Zero Torino
--- In noinc@yahoogroups.com, "Pino Cosentino" <pico.2003@...> ha scritto: > > Gian ha scritto: > "Io sono disponibile a preparare un comunicato domani (domenica) con chi volesse darmi una mano. Facciamo il punto e tiriamo giu' una bozza." > Le soluzioni della situazione attuale non sono per niente ovvie. Mi pare che una rivendicazione pura e semplice della gestione "pubblica" di acqua, rifiuti, energia ecc. risulti, nei fatti, poco convincente, prima di tutto a noi stessi. Sappiamo benissimo che la gestione "pubblica" di fatto è monopolizzata dai partiti per i loro scopi clientelari, di arricchimento e di carriera personale. Il privato è privato, mentre il "pubblico" è in realtà un'altra forma di privato. Acqua, rifiuti, trasporti, energia ecc. erano "pubblici". Perché le istituzioni (Stato, Comuni) non hanno saputo gestirli efficacemente e mantenerli tali? Possiamo presentare come soluzione una semplice restaurazione dello "status quo ante"? La parabola dei servizi "pubblici" è esemplare. Si diceva: "Perché lo Stato dovrebbe produrre panettoni?" e si è finiti con il distruggere e svendere tutta la sfera pubblica. Ciò però non è avvenuto per caso. Non è neppure la conseguenza di una "filosofia" o ideologia liberista. E' l'espressione di una necessità. > La rivendicazione della natura "pubblica" dell'acqua (dei rifiuti, dell'energia...) è più forte se si accompagna a una denuncia dell'intero sistema politico e istituzionale, che non è comunque in grado, strutturato com'è ora, di garantire l'interesse pubblico. > Cari saluti > Pino Cosentino >
Elezioni di Sandro Plano (neo Presidente della Comunita' Montana):
Lo sviluppo della valle di Susa non è nell'alta velocità.
ESCLUSIVO!
In questo video la prima dichiarazione pubblica di Sandro Plano alla fine dello
spoglio schede per l'elezione della Comunità Montana Valle Susa e Val Sangone a
Bussoleno.
http://www.youtube.com/watch?v=hudawH6kU-o
Plano: "Virano ha presentando a Bruxelles il dossier con la proposta di
tracciato sostenendo che avesse il via libera della valle e delle
amministrazioni. Ma non era vero. Nessuno ha deliberato nulla, anzi!
Siamo per il dialogo ma abbiamo molte perplessità sulla piega che ha assunto
l'osservatorio, una piega politica, non tecnica. L'organismo dovrà essere
rivisto ed avere un ruolo diverso".
I migliori saluti,
Ambientevalsusa
info@...
Bersani si presenta e infrange ogni speranza di svolta ecologista______
Alessandro Farulli
______La svolta ecologista del Pd non c'è stata. Non era neppure scontato che ci fosse, ma almeno restava la speranza che nel discorso d'insediamento del neo segretario Pierluigi Bersani si ponesse il tema.
Nel suo lungo discorso invece, ci sono cose più o meno condivisibili, ma essendo il nostro criterio di lettura quello di capire che cosa questo partito pensi sul piano dell'economia ecologica e della sostenibilità ambientale il risultato non è granché. Qualche frase buttata lì, un po'
poco per chi nel passato governo Prodi aveva pensato e varato un progetto avanzato come Industria 2015. Progetto che almeno rivendica, ma in una chiave che assomiglia troppo a quella di Confindustria.
Bersani pone infatti al centro del Pd «una politica dei redditi contro l'impoverimento dei redditi da lavoro compresa l'esigenza di garantire soglie minime di reddito, di salario e di pensione; l'allestimento di un percorso largamente unificato e progressivamente garantito per l'ingresso al lavoro dei giovani, la necessità di uno sguardo di prospettiva sull'impianto del sistema pensionistico alla luce dei suoi effetti sulle nuove generazioni. Una rivisitazione della legislazione sull'immigrazione e sulla cittadinanza».
E poi «Poniamo altresì il tema di una ripersa delle politiche industriali e di ricerca che per noi si riferiscono agli orizzonti indicati dal progetto Industria 2015 e un riorientamento di investimenti e consumi nella chiave dell'economia verde. L'economia verde dovrà essere da qui in poi un motore della crescita, nel campo industriale, dell'edilizia, dei trasporti e delle energie rinnovabili.
Abbiamo proposte precise da discutere e chiediamo che non ci si distragga col tentativo illusorio di afferrare qui e ora in Italia un nucleare di terza generazione».
Economia verde come driver della crescita, non come nuovo paradigma economico, e un no al nucleare di terza generazione (che potrebbe pure voler dire, come in passato, che il Pd non è contrario in assoluto al nucleare ma solo a quello attuale).
Altro passaggio sulla sostenibilità, fatto in precedenza nel discorso di Bersani, «per rianimare i consumi bisogna cominciare a portare risorse ai reddito medio-bassi impoveriti (salari, stipendi, pensioni) e a chi è sotto la soglia di povertà. Per stimolare minimamente l'economia ci vuole un grande piano di immediate piccole opere da affidare ai Comuni e un potenziamento degli interventi per il risparmio e l'efficienza energetica. Tutto questo costa. Costa peraltro poco di più di quella sciagurata manovra di inizio legislatura che tra abolizione totale dell'ICI, cancellazione della tracciabilità nei pagamenti, straordinari e Alitalia ci fece sprecare più di dieci miliardi mentre la crisi era già lì».
Il seme, insomma, di un'economia ecologica ci sarebbe anche, ma non lo si fa germogliare affatto. Non c'è pianificazione complessiva. Come non c'è alcun collegamento, neppure a livello di link, con la crisi climatica. Per non parlare del fatto che non si fa cenno di flussi di materia, neppure nella sua coda, ovvero i rifiuti, come se il loro ciclo integrato non fosse questione. Il Pd, insomma, guarda altrove come azione politica e nel calderone pone anche alcune questioni certamente condivisibile ma assolutamente insufficienti (dal nostro punto di vista) sulla sostenibilità ambientale. Ne prendiamo atto.
E ne ha preso atto anche l'ala ambientalista del Pd, in cui serpeggiano molti malumori e anche molti dubbi: «Quasi nulla sulla questione morale che nel Sud e non solo investe anche il nostro partito, che non può essere ridotta a singoli casi di deviazioni individuali e che imporrebbe a partire dalle prossime elezioni regionali scelte coraggiose di discontinuità. Nemmeno un accenno alla imminente Conferenza sul clima di Copenhagen, che i leader di tutto il mondo indicano come una tappa fondamentale per salvare l'umanità dal disastro climatico.
Pochissimo sulla necessità che l'ambiente, l'idea di uno sviluppo fondato sulla qualità ambientale, siano orizzonti decisivi delle nostre politiche e delle nostre proposte».
Roberto Della Seta e Francesco Ferrante, senatori ecodem del Pd, commentano così la relazione di Pier Luigi Bersani all'assemblea nazionale del Pd. «Bersani - aggiungono i due parlamentari democratici - ha detto molte cose importanti e condivisibili, ma non ha minimamente affrontato temi, come l'ambiente e la legalità, che sono essenziali per la credibilità del Pd e per il futuro dell'Italia. Ci auguriamo che questo non sia il segno di un partito che si rinchiude nel passato, smarrendo le premesse e le speranze di questi due anni». _____________________________________Rifiuti affondati nel mare dell'Elba. Parla il marittimo tedesco che denunciò l'episodio di quest'estate
Ricostruito da greenreport il viaggio della nave tedesca Toscana: tre giorni prima della denuncia sbarcò a Livorno proveniente dal Cile
_____
Claudio Passiatore
_____Il comandante della motonave tedesca Thales, Robert Groitl, è stato sentito dalla procura di Livorno nell'ambito dell'inchiesta sul container scaricato a largo dell'Elba nello scorso luglio quando fu proprio Groitl a segnalare e denunciare il caso. Un militare della Capitaneria di Livorno, su mandato dei magistrati livornesi, ha incontrato l'uomo per accertare dinamica e tempi di quello che per Groitl «non può essere stato un incidente».
Quel giorno di inizio luglio infatti, il mare era calmo e le condizioni meteo erano buone. «E' vero - spiega Groitl - qualche volta succede che i container, a causa del mare in tempesta, possano perdere alcuni container, ma non è il nostro caso. Lo ricordo bene, la sera il 9 luglio non c'era vento e quello che abbiamo visto non può essere stato un incidente, la nave era ferma e non abbiamo avuto la percezione di eventuali difficoltà a bordo».
E fino ad oggi, i primi riscontri della nave Alliance avrebbero dato ragione all'equipaggio della Thales, nave della Ong Tedesca Green-Ocean. A solo 900 metri dal punto in cui è stata avvistata la Toscana, il sonar ha rilevato un oggetto che per forma e dimensioni sembra a tutti gli effetti un container. Improbabile, secondo Groitl, che si tratti di un caso.
«Il punto dove è avvenuto il ritrovamento della Alliance - spiega il comandante - è molto vicino alla zona dove noi abbiamo avvistato il Toscana e se consideriamo le correnti sottomarine, è possibile che l'oggetto scaricato a mare sia stato trascinato per qualche centinaia di metri». Dove il sonar l'avrebbe individuato.
Groitl non ha dubbi e alla procura avrebbe confermato la denuncia di luglio. Sulla sua nave, nei giorni scorsi, è arrivato un militare della Guardia Costiera. «Non posso rivelare il contenuto della conversazione perché c'è un'inchiesta in corso - continua Groitl - ma posso dire che mi sono state rivolte domande in relazione alla posizione della Toscana e mi è stato chiesta una spiegazione su alcuni particolari di quanto abbiamo già denunciato alle autorità».
Nella vicenda sono ancora molti i nodi da sciogliere, i punti oscuri sui quali far luce per capire se veramente sia stato scaricato del materiale. E soprattutto ci sono molte domande ancora senza una risposta. Perché, per esempio, dopo migliaia di chilometri la Toscana avrebbe deciso di usare il tratto di costa tra l'Elba e San Vincenzo come una pattumeria?
E qui la precisazione la facciamo noi di Greenreport che abbiamo ricostruito la rotta e il viaggio della Toscana nei primi giorni di luglio. Proveniente dal porto di Coronel in Cile, la Toscana, di proprietà dell'armatore tedesco Bertling, il 6 luglio fa tappa a Livorno da dove riparte lo stesso giorno diretta sull'Adriatico. Lasciato in banchina altro materiale caricato in Cile, la Toscana riparte verso la La Valletta. Poche ore di sosta per caricare altra merce o semplicemente per fare rifornimento, e poi riprende il largo per tornare verso Livorno. A questo punto torniamo alla nostra domanda e la giriamo a Groitl, comandante con grande esperienza alle spalle.
«La zona dove è stato scaricato il materiale è un'area protetta nel Santuario dei Cetacei dove in teoria, proprio perché si tratta di un tratto di mare meno battuto da navi o da pescherecci, è più facile non essere visti mentre si fanno operazioni sospette - ha spiegato Groitl. In questo tratto di costa, inoltre, ci sono molti relitti risalenti alla seconda guerra mondiale che rendono più difficili le ricerche". Una spiegazione sulla cui validità, la procura è chiamata a fare luce.
ADERISCO ALLA CAMPAGNA PUBBLICA NON BRUCIAMOCI IL FUTURO.
FULVIO FIORENTINI.
VIA BONANNI 7, 01033, CIVITA C. (VT).
Date: Mon, 9 Nov 2009 13:37:26 +0000
From: piras.massimo@...
To: noinc@yahoogroups.com
Subject: Comunicato di adesione contro il D.Lgs. 135/09
COMUNICATO di ADESIONE
La Campagna pubblica Non bruciamoci il futuro comunica l’adesione convinta alla
mobilitazione indetta dal Forum italiano dei movimenti per l’acqua in occasione
della discussione alla Camera del D. Lgs. 135/09 che all’art. 15 propone la
DEFINITIVA E FORZATA liberalizzazione e privatizzazione di servizi pubblici
essenziali come L’ACQUA – I RIFIUTI – IL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE.
Rifiutiamo una logica che dà in gestione privata sia beni indisponibili dello
Stato come l’acqua sia servizi essenziali già oggi in parte privatizzati come i
rifiuti ed il trasporto pubblico locale METTENDO IN VENDITA AL MIGLIOR
SPECULATORE I MASSIMI PROFITTI REALIZZABILI DA SERVIZI PUBBLICI INDISPENSABILI E
PONENDO LE BASI DELLA PROSSIMA NUOVA POVERTA’ PER LE FASCE CHE POI NON POTRANNO
ACCEDERVI.
Abbiamo già visto gli effetti delle liberalizzazioni passate e del recente
D.Lgs. 133/08 con un primo attacco nei Comuni medio-piccoli tramite
l’espropriazione delle istituzioni locali e l’introduzione di tariffe e
contratti di utenza da rapina, strategia collaudata in attesa dell’attacco alle
grandi città come Roma che ancora godono di una “franchigia politica”.
CHIEDIAMO ALLA CLASSE POLITICA IN GENERALE DI NON FARE FINTA DI NON CAPIRE CHE
LA GESTIONE DEVE ESSERE OCULATA, EFFICIENTE MA PUBBLICA IN QUANTO NE DEVE
RISPONDERE L’ENTE LOCALE DI RIFERIMENTO CHE E’ ELETTO DAI CITTADINI NON UN
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE CHE RISPONDE A SE’ STESSO.
CHI GESTISCE L’ACQUA, I RIFIUTI, IL TRASPORTO PRODUCE UN SERVIZIO PUBBLICO
ESSENZIALE NON PRODUCE MERCI, PRODUCE UN SERVIZIO CHE DEVE SOLTANTO COPRIRE LE
SPESE CON LA TARIFFA MA CHE NON DEVE GENERARE PROFITTO DI IMPRESA CON I BENI
COMUNI.
Roma 9 dicembre 2009 Il portavoce della Campagna
pubblica
Non
bruciamoci il futuro
_________________________________________________________________
Carica e scarica in un clic. Fino a 25 GB su SkyDrive
http://www.windowslive.it/skyDrive.aspx
Ho ricevuto l'informazione che domani l'Ufficio tecnico del Municipio
XV è convocato (con vari altri Uffici) in Conferenza di Servizi
Interna per l'espressione del parere unico comunale su "istanza di
giudizio di procedura integrata di VIA e di AIA ai sensi della L.R.L.
14/08, del D.Lgs 152/06 e s.m.i. e del D.Lgs 59/05 e s.m.i. per il
progetto - Discarica per Rifiuti Urbani e assimilabili - sita in
località Monti dell'Ortaccio. Proponente A.T.I. COLARI e Soc. GIOVI
S.r.l.".
Notizie sulla localizzazione di una discarica nel sito Monti
dell'Ortaccio (a 2 km da Malagrotta, direzione Ponte Galeria) erano
trapelate nel giugno 2008 ed in tale occasione il Consiglio del
Municipio XV si era espresso all'unanimità (19 favorevoli) contro tale
ipotesi (Mozione n. 1 del 23.06.08) ed il Presidente del Municipio
Paris inviò in merito una nota al Commissario Straordinario Emergenza
Rifiuti Marrazzo ed al Sindaco Alemanno.
Il Corriere Sestrese
ringrazia relatori
e partecipanti provenienti da realtà campane, laziali, piemontesi,
siciliane, toscane,
venete e liguri che, con la loro presenza, hanno contribuito al
successo del
convegno “Solo rifiuti o proposte di
economia responsabile?” svoltosi a Genova
- Complesso S. M. di Castello in data 6
novembre 2009. Oltre naturalmente a WWF Liguria, RLRZ,
quanti
ci hanno ospitato e quanti hanno collaborato all’organizzazione della
giornata
di
approfondimento.
Grazie a tutti per
l’impegno,
il cuore, la disponibilità e la novità dei contenuti proposti.
Emilia Parodi Pedrina
(editore de “Il Corriere Sestrese”)
Si riconosce per le mail provenienti da Emilia Pedrina che siè in
provincia di Genova..... Ma non sarebbe il caso che quanti lanciano
messaggi ed utili informazioni chiariscano la provenienza territoriale?
E' una malattia comune che cmq rende un po' difficoltosa l'indiduazione
del territorio e relativo interesse. Grazia
Emilia Pedrina ha scritto:
>
>
> Cinque telefonate arrivate stamattina dai lettori di via Borzoli:
> cosa trasportano e cosa contengono i camion azzurri dal contenuto
> ricoperto da reticella trasparente che da una quindicina di giorni
> risalgono la strada?
> I sestrini dicono che emanano un fortissimo odore. Alcuni trasportano
> anche container verdi a rimorchio.
> Emilia Parodi Pedrina
> (Il Corriere Sestrese)
>
>
>
>
avevo sollecitato un breve testo di adesione e di sottolinetaura della pericolosa deriva del tutto mercato e delle privatizzazioni/liberalizzazioni dei servizi (compresi i rifiuti).
se c'è bisogno di un dibattito su questi temi - ivi compresi i temi della messa in comune e della proprietà collettiva ( delle collettività) - lo faremo.
intanto entro domani aderiamo all' appello del movimento italiano dell' acqua come rete rifiuti zero. io sono ultrafavorevolissimo.
per il resto che i "massimi sistemi "- così spesso defilati nel cono della loro ombra - si esprimano.
a parte le battute : aderiamo all' appello
fabrizio bertini
----Messaggio originale---- Da: coordinamentonoinc@... Data: 08/11/2009 19.31 A: <noinc@yahoogroups.com> Ogg: [Rete NoInc] Ogg: Fw: conversione DL 135/09, che fare
----Messaggio originale---- Da: coordinamentonoinc@... Data: 08/11/2009 19.31 A: <noinc@yahoogroups.com> Ogg: [Rete NoInc] Ogg: Fw: conversione DL 135/09, che fare
Caro Pino, sfondi una porta aperta. Quasi sempre sono in contrasto con alcuni amici della Rete Nazionale che pretendono nel settore gestione materiali post consumo, il pubblico a tutti i costi. Nello specifico sono d'accordo con le tue ultime righe. Da alcuni aderenti alla Rete Nazionale, mi e' giunta la richiesta di avviare un confronto in rete e il tuo scritto mi pare un ottimo inizio. Gian Drogo Rete Nazionale Rifiuti Zero Torino
--- In noinc@yahoogroups.com, "Pino Cosentino" <pico.2003@...> ha scritto: > > Gian ha scritto: > "Io sono disponibile a preparare un comunicato domani (domenica) con chi volesse darmi una mano. Facciamo il punto e tiriamo giu' una bozza." > Le soluzioni della situazione attuale non sono per niente ovvie. Mi pare che una rivendicazione pura e semplice della gestione "pubblica" di acqua, rifiuti, energia ecc. risulti, nei fatti, poco convincente, prima di tutto a noi stessi. Sappiamo benissimo che la gestione "pubblica" di fatto è monopolizzata dai partiti per i loro scopi clientelari, di arricchimento e di carriera personale. Il privato è privato, mentre il "pubblico" è in realtà un'altra forma di privato. Acqua, rifiuti, trasporti, energia ecc. erano "pubblici". Perché le istituzioni (Stato, Comuni) non hanno saputo gestirli efficacemente e mantenerli tali? Possiamo presentare come soluzione una semplice restaurazione dello "status quo ante"? La parabola dei servizi "pubblici" è esemplare. Si diceva: "Perché lo Stato dovrebbe produrre panettoni?" e si è finiti con il distruggere e svendere tutta la sfera pubblica. Ciò però non è avvenuto per caso. Non è neppure la conseguenza di una "filosofia" o ideologia liberista. E' l'espressione di una necessità. > La rivendicazione della natura "pubblica" dell'acqua (dei rifiuti, dell'energia...) è più forte se si accompagna a una denuncia dell'intero sistema politico e istituzionale, che non è comunque in grado, strutturato com'è ora, di garantire l'interesse pubblico. > Cari saluti > Pino Cosentino >
La Campagna pubblica Non bruciamoci il futuro comunica l´adesione convinta alla mobilitazione indetta dal Forum italiano dei movimenti per l´acqua in occasione della discussione alla Camera del D. Lgs. 135/09 che all´art. 15 propone la DEFINITIVA E FORZATA liberalizzazione e privatizzazione di servizi pubblici essenziali come L´ACQUA - I RIFIUTI - IL TRASPORTO PUBBLICO LOCALE.
Rifiutiamo una logica che dà in gestione privata sia beni indisponibili dello Stato come l´acqua sia servizi essenziali già oggi in parte privatizzati come i rifiuti ed il trasporto pubblico locale METTENDO IN VENDITA AL MIGLIOR SPECULATORE I MASSIMI PROFITTI REALIZZABILI DA SERVIZI PUBBLICI INDISPENSABILI E PONENDO LE BASI DELLA PROSSIMA NUOVA POVERTA´ PER LE FASCE CHE POI NON POTRANNO ACCEDERVI.
Abbiamo già visto gli effetti delle liberalizzazioni passate e del recente D.Lgs. 133/08 con un primo attacco nei Comuni medio-piccoli tramite l´espropriazione delle istituzioni locali e l´introduzione di tariffe e contratti di utenza da rapina, strategia collaudata in attesa dell´attacco alle grandi città come Roma che ancora godono di una "franchigia politica".
CHIEDIAMO ALLA CLASSE POLITICA IN GENERALE DI NON FARE FINTA DI NON CAPIRE CHE LA GESTIONE DEVE ESSERE OCULATA, EFFICIENTE MA PUBBLICA IN QUANTO NE DEVE RISPONDERE L´ENTE LOCALE DI RIFERIMENTO CHE E´ ELETTO DAI CITTADINI NON UN CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE CHE RISPONDE A SE´ STESSO.
CHI GESTISCE L´ACQUA, I RIFIUTI, IL TRASPORTO PRODUCE UN SERVIZIO PUBBLICO ESSENZIALE NON PRODUCE MERCI, PRODUCE UN SERVIZIO CHE DEVE SOLTANTO COPRIRE LE SPESE CON LA TARIFFA MA CHE NON DEVE GENERARE PROFITTO DI IMPRESA CON I BENI COMUNI.
Roma 9 dicembre 2009Il portavoce della Campagna pubblica
Cinque telefonate arrivate stamattina dai lettori di via Borzoli:
cosa trasportano e cosa contengono i camion azzurri dal contenuto
ricoperto da reticella trasparente che da una quindicina di giorni
risalgono la strada?
I sestrini dicono che emanano un fortissimo odore. Alcuni trasportano
anche container verdi a rimorchio.
Emilia Parodi Pedrina
(Il Corriere Sestrese)
Perchè tante donne al mondo soffrono di cancro alla cervice e di tumori
all'utero?
E' vero che negli assorbenti ad uso interno ci sono sostanze pericolose?
E' altrettanto vero che gli assorbenti interni contengono rayon (per
assorbire) e diossina (per sbiancare)?
Mi dicono anche piccole percentuali di amianto. Possibile?
Ma allora dovrebbero essere contro la legge!
Emilia Parodi Pedrina
Privatizzazione Acqua(rifiuti,trasporto pubblico locale)/ Appello alla Mobilitazione immediata :
l'iter del DL 135/09 ha subito un'accelerazione; il provvedimento sarà discusso a partire da martedì 10 Novembre in Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati e lunedì 16 Novembre è già calendarizzato in aula. Si prevede la votazione finale martedì 17 o mercoledi 18.
Solo se modificato tornerebbe al Senato per l'esame definitivo.
Comunque tutto l'iter deve concludersi improrogabilmente entro il 24 Novembre. Conseguentemente anche le nostre azioni di contrasto devono adeguarsi a questi tempi strettissimi. Di seguito un calendario delle iniziative programmate per i prossimi giorni:
martedì 10 Novembre - consegna ai capigruppo della Camera dei nostri emendamenti all'Art. 15 DL 135/09
entro mercoledì 11 Novembre devono essere inviate alla segreteria del Forum (segreteria@...) tutte le firme relative all'appello on-line raccolte territorialmente (in formato digitale, file word o file .pdf), le quali verranno consegnate al Presidente della Camera in occasione del presidio o al massimo lunedì 16 nov.
giovedì 12 Novembre, ore 10.30 -13.30 - Presido al Parlamento (Accedere qui per informazioni) e in tutti i territori - Ogni realtà declini secondo le proprie esigenze modalità, tempi e luoghi della mobilitazione
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Giovedì 12 Novembre ore 10.30
Presidio al Parlamento (Piazza Montecitorio)
e in tutti i territori
Ogni realtà declini secondo le proprie esigenze modalità, tempi e luoghi della mobilitazione
Il Parlamento privatizza l’acqua!
Impediamolo!
E’ urgente e indispensabile una mobilitazione straordinaria!
Il Senato, il 04 Novembre, ha approvato l’Art.15 del DL 135/09 che sottrae ai cittadini l’acqua potabile di rubinetto, il bene più prezioso, per consegnarlo, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali e farne un nuovo business per i privati e per le Banche.
Il decreto 135/09 approderà alla Camera dei Deputati a partire da martedì 10 Novembre (in Commissione Affari Costituzionali) e verrà discusso dall’aula lunedì 16 Novembre.
Il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua invita la cittadinanza, il “popolo dell’acqua”, le realtà sociali e territoriali, le reti ambientaliste e per la tutela dei beni comuni, le organizzazioni sindacali e il movimento degli studenti, ad una mobilitazione straordinaria.
Mobilitiamoci per impedire la conversione in legge del decreto legge 135/09!
Partecipiamo tutte e tutti al presidio!
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10 Novembre mailbombing su componenti Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati
Il Senato, il 04 Novembre, ha approvato l’Art.15 del DL 135/09. Tale provvedimento approderà alla Commissione Affari Costituzionali della Camera dei Deputati il 10 Novembre. Se convertito in legge, il DL 135/09, sottrarrà ai cittadini ed alla sovranità delle Regioni e dei Comuni l’acqua potabile di rubinetto. Noi pensiamo che sia un epilogo da scongiurare, sia per un concetto inviolabile che annovera l’acqua come un diritto universale e non come merce, ma anche per le ripercussioni disastrose che una privatizzazione potrebbe generare sui cittadini in funzione della crescita delle tariffe. Pertanto, alla luce di quanto sopra, della conclusione dell’esame presso il Senato e in previsione della discussione di tale provvedimento alla Camera dei Deputati (inizio previsto per il 16 Novembre) è necessario attuare un mailbombing sui componenti della Commissione, al fine di mettere un po’ di pressione richiedendo che le nostre richieste siano sostenute nel dibattito.
Affinchè il mailbombing sortisca effetto, è importante che l’invio delle mail sia realizzato contemporaneamente dal maggior numero di persone possibili,
concentriamoci tutt* sulla giornata di martedì 10 Novembre
Di seguito l’elenco degli indirizzi e-mail dei Senatori della Commissione Affari Costituzionali del Senato ed il testo da inviare loro.
non c'è dubbio che il servizio pubblico dev' essere "bonificato" - ma attraverso
l'esproprio e la "privatizzazione" "globalizzante" ?
alcuni estratti dal discorso del senatore Pardi:
Volendo concentrare l'attenzione su un aspetto fondamentale, il fatto terribile
e` che all'interno di questo decreto e` stato inserito l'articolo 15 che e`
totalmente estraneo a tutta la materia, non rientra in nessuna logica di
attuazione comunitaria e impone di fatto all'Aula e a tutto il Parlamento di
accettare una riforma dei servizi pubblici che e` del tutto occasionale,
disorganica, sgangherata, ma con una logica interna che – se si va a vedere – e`
fondamentalmente quella della privatizzazione di un bene comune fondamentale.
........Il risultato e` che la Camera dei deputati ricevera` in esame un
provvedimento su cui dovra` lavorare a passo accelerato: il provvedimento
sostanzialmente sara` pertanto blindato e vi sara` il pretesto per porre la
fiducia.
Cio` significa che l'iter che facciamo compiere alle leggi in questo
Parlamento e` solo apparentemente bicamerale
.........Sarebbe stato necessario – come abbiamo posto in evidenza
nell'emendamento 20.0.3 – rispettare il dettato della sentenza dalla Corte di
giustizia in materia di frequenze televisive, in particolare
– ahime` – per quanto concerne il destino di Rete 4
fonte: http://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/00438527.pdf
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--- In noinc@yahoogroups.com, "Gian" <coordinamentonoinc@...> ha scritto:
>
> Caro Pino, sfondi una porta aperta. Quasi sempre sono in contrasto con alcuni
amici della Rete Nazionale che pretendono nel settore gestione materiali post
consumo, il pubblico a tutti i costi. Nello specifico sono d'accordo con le tue
ultime righe.
> Da alcuni aderenti alla Rete Nazionale, mi e' giunta la richiesta di avviare
un confronto in rete e il tuo scritto mi pare un ottimo inizio.
> Gian Drogo
> Rete Nazionale Rifiuti Zero
> Torino
>
>
>
> --- In noinc@yahoogroups.com, "Pino Cosentino" <pico.2003@> ha scritto:
> >
> > Gian ha scritto:
> > "Io sono disponibile a preparare un comunicato domani (domenica) con chi
volesse darmi una mano. Facciamo il punto e tiriamo giu' una bozza."
> > Le soluzioni della situazione attuale non sono per niente ovvie. Mi pare che
una rivendicazione pura e semplice della gestione "pubblica" di acqua, rifiuti,
energia ecc. risulti, nei fatti, poco convincente, prima di tutto a noi stessi.
Sappiamo benissimo che la gestione "pubblica" di fatto è monopolizzata dai
partiti per i loro scopi clientelari, di arricchimento e di carriera personale.
Il privato è privato, mentre il "pubblico" è in realtà un'altra forma di
privato. Acqua, rifiuti, trasporti, energia ecc. erano "pubblici". Perché le
istituzioni (Stato, Comuni) non hanno saputo gestirli efficacemente e mantenerli
tali? Possiamo presentare come soluzione una semplice restaurazione dello
"status quo ante"? La parabola dei servizi "pubblici" è esemplare. Si diceva:
"Perché lo Stato dovrebbe produrre panettoni?" e si è finiti con il distruggere
e svendere tutta la sfera pubblica. Ciò però non è avvenuto per caso. Non è
neppure la conseguenza di una "filosofia" o ideologia liberista. E'
l'espressione di una necessità.
> > La rivendicazione della natura "pubblica" dell'acqua (dei rifiuti,
dell'energia...) è più forte se si accompagna a una denuncia dell'intero sistema
politico e istituzionale, che non è comunque in grado, strutturato com'è ora, di
garantire l'interesse pubblico.
> > Cari saluti
> > Pino Cosentino
> >
>
Carissimi amici della Rete Nazionale Rifiuti Zero, oltre al testo di Alex
Zanotelli, da far girare, vi ricordo anche la richiesta di adesione all'appello
a favore della Campagna "Salva l'acqua".
Firmate e fate firmare.
Ciao.
Consiglia
FIRMA L'APPELLO
CAMPAGNA NAZIONALE “SALVA L'ACQUA”
IL GOVERNO PRIVATIZZA L’ ACQUA !
http://www.petizionionline.it/petizione/campagna-nazionale-salva-lacqua-il-g
overno-privatizza-l-acqua-/133
Napoli,8 novembre 2009
IL DENARO ‘PESA’ PIU’ DELL’ACQUA!
E’ stato uno shock per me sentire che il Senato , il 4 novembre scorso, ha
sancito la privatizzazione dell’acqua.
Il voto in Senato è la conclusione di un iter parlamentare che dura da due
anni. Infatti il governo Berlusconi, con l’articolo 23 bis della Legge
133/2008, aveva provveduto a regolamentare la gestione del servizio idrico
integrato che prevedeva, in via ordinaria, il conferimento della gestione
dei servizi pubblici locali a imprenditori o società , mediante il rinvio a
gara , entro il 31 dicembre 2010. Quella Legge è stata approvata il 6
agosto 2008, mentre l’Italia era in vacanza. Un anno dopo, precisamente il
9 settembre 2009, il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge
(l’accordo Fitto- Calderoli), il cui articolo 15, modificando l’articolo 23
bis, muove passi ancora più decisivi verso la privatizzazione dei servizi
idrici, prevedendo:
a) L’affidamento della gestione dei servizi idrici a favore di
imprenditori o di società, anche a partecipazione mista (pubblico-privata) ,
con capitale privato non inferiore al 40%;
b) Cessazione degli affidamenti ‘in house’ a società totalmente
pubbliche, controllate dai comuni alla data del 31 dicembre 2011.
Questo decreto è passato in Senato per essere trasformato in legge. Il PD ,
che è sempre stato piuttosto favorevole alla privatizzazione dell’acqua, ha
proposto nella persona del senatore Bubbico, un
emendamento-compromesso:l’acqua potrebbe essere gestita dai privati, ma la
proprietà resterebbe pubblica. Questa proposta , fatta solo per salvarsi la
faccia , passa con un voto bipartisan! Ma la maggioranza vota per la
privatizzazione dell’acqua. L’opposizione (PD e IDV), vota contro il
decreto-legge.
E così il Senato vota la privatizzazione dell’acqua, bene supremo oggi
insieme all’aria! E’ la capitolazione del potere politico ai potentati
economico-finanziari. La politica è finita!E’ il trionfo del Mercato, del
profitto. E’ la fine della democrazia.
”Se la Camera dei Deputati- ha detto correttamente il Forum dei movimenti
dell’acqua –non ribalterà il misfatto del Senato, si sarà celebrata la
delegittimazione delle Istituzioni.”
Per questo dobbiamo denunciare con forza:
- il governo Berlusconi che , con questo voto al Senato, ora privatizza
tutti i rubinetti d’Italia. “Questo decreto segna un passaggio cruciale per
la cultura civile del nostro paese e per la sua Costituzione- scrivono
Molinari e Lembo del Contratto Mondiale dell’Acqua. I Comuni e le Regioni
vengono espropriati da funzioni proprie con un vero attentato alla
democrazia.”
-il partito di opposizione , il PD, che continua a nicchiare sulla
privatizzazione dell’acqua (sappiamo che il nuovo segretario Bersani è stato
sempre a favore della privatizzazione).
- ed infine tutta l’opposizione, per non aver portato un problema così grave
all’attenzione dell’opinione pubblica.
Per questo rivolgiamo un appello a tutti i partiti perché ritirino questo
decreto o tolgano l’acqua dal decreto.
E questo devono farlo adesso che il decreto legge passa alla discussione
nella Camera dei Deputati. Si parla che il decreto potrebbe essere votato il
16 novembre.
E ai partiti di opposizione chiediamo che dichiarino ufficialmente la loro
posizione tramite il loro segretario nazionale e diano mandato al partito di
mobilitarsi su tutto il territorio nazionale.
E chiediamo altresì , ai partiti di opposizione di riportare in aula la
Legge di iniziativa popolare che ha ottenuto nel 2007 400.000 firme ed ora
dorme nella Commissione Ambiente della Camera.
Chiediamo alle Regioni di:
-impugnare la costituzionalità dell’articolo 15 del decreto Fitto-Calderoli;
-varare leggi regionali sulla gestione pubblica del servizio idrico.
Chiediamo ai Comuni di:
-Indire Consigli Comunali monotematici sull’acqua;
-dichiarare l’acqua bene di non rilevanza economica;
-fare la scelta dell’Azienda Pubblica speciale per la gestione delle proprie
acque. Questa opzione ,a detta di molti avvocati e giuristi, è possibile
anche con l’attuale legislazione . Si tratta praticamente di ritornare alle
vecchie municipalizzate.
Chiediamo ai sindacati di :
-pronunciarsi sulla privatizzazione dell’acqua tramite i propri segretari
nazionali;
-mobilitarsi e mobilitare i cittadini contro la mercificazione dell’acqua.
Chiediamo infine alla Conferenza Episcopale Italiana(CEI) di :
-proclamare l’acqua un diritto fondamentale umano , come ha fatto il Papa
Benedetto XVI nell’enciclica Caritas in veritate dove parla “dell’accesso
all’acqua come diritto universale di tutti gli esseri umani, senza
distinzioni né discriminazioni”(n.27);
-protestare , in nome della vita, come afferma il Papa nell’enciclica,contro
la legge che privatizza l’acqua;
-chiedere alle comunità parrocchiali di organizzarsi sia per informarsi sia
per fare pressione a tutti i livelli, perché l’acqua non diventi merce.
Infatti l’acqua è sacra, l’acqua è vita, l’acqua è un diritto fondamentale
umano. Questo bisogna ripeterlo ancora di più, in un momento così grave in
cui con il surriscaldamento del pianeta, rischiamo di perdere i ghiacciai e
i nevai, e quindi buona parte delle nostre fonti idriche. E lo ripetiamo con
forza alla vigilia della conferenza internazionale di Copenhagen, dove
l’acqua deve essere discussa come argomento fondamentale legato al clima.
Per questo chiediamo a tutti, al di là di fedi o di ideologie perché
‘sorella acqua’ , fonte della vita, venga riconosciuta da tutti come diritto
fondamentale umano e non sottoposta alla legge del mercato.
Si tratta di vita o di morte per le classi deboli dei paesi ricchi , ma
soprattutto per i poveri del Sud del mondo che la pagheranno con milioni di
morti per sete.
Alex Zanotelli