Si è concluso ieri il torneo poliludico in due tappe, la prima delle quali si è svolta a Milano e l'ultima a Pisa.
Cominciamo da quì: questo torneo c'è stato, quindi è esistito, e già questo ci pone come paese Italia su un gradino abbastanza alto in una ipotetica classifica delle nazioni ludiche: significa che è possibile in questo paese organizzare un torneo su otto giochi diversi e, in alcuni casi, MOLTO diversi fra loro, e trovare abbastanza gente perchè sia interessante (non quindi una questione privata fra due o tre persone).
Si può trovare abbastanza gente nonostante la lontananza fra le due sedi di gioco, nonostante gli imprevisti, i disguidi, le cause di forza maggiore o minore che hanno impedito ad altri di partecipare.
I due eventi si sono svolti nella massima correttezza ed allegria: a quanto ne so io non è nato il più piccolo problema riguardo al gioco o fra i partecipanti, anche perchè (credo) lo scopo di tutti era "provare a giocare" a tanti giochi e non "vincere", altrimenti la presenza di persone davvero eccezionali come Cristiano Garbarini, Francesco Reale o Maurizio De Leo (capace di rimanere in classifica nelle primissime posizioni con solo quattro prove disputate) avrebbe scoraggiato la maggior parte di noi a partecipare.
Credo di essere nel giusto nell'affermare che TUTTI noi, per lo meno tutti quelli che hanno partecipato a più prove, hanno imparato molto riguardo a giochi di cui o sapevano solo le regole (ed a volte neanche quelle), o sapevano solo i primi rudimenti di tattica: siamo stati "costretti" a risolvere i nostri dubbi, a perfezionare la nostra conoscenza delle regole, ad affrontare avversari in carne ed ossa al posto del solito programma di computer, con tutto quello che questo comporta, come lo scoprire quale differenza di ambiente si viene a creare fra un torneo di scacchi (quasi monastico) ed uno di backgammon (al limite della denuncia per schiamazzi).
Molti di noi hanno scambiato conoscenze che magari davano per scontate (io, ad esempio, ero convinto che l' Abstract Games Magazine la conoscessero tutti), hanno potuto comprare libri riguardo a giochi trascurati (come l'Othello, ad esempio) e soprattutto fare la conoscenza diretta fra noi, che considero una delle cose più importanti.
Questo è ciò che è andato bene, anzi benone.
Veniamo ai problemi: a Milano si sono presentati (se ben ricordo) 15 giocatori se consideriamo tutti quelli che hannno fatto anche solo un torneo, mentre già a Pisa siamo stati in 25. Possibile che Milano e tutto il nord-Italia sia riuscito a tirar su meno di 20 persone? E' certamente un risultato che non premia i considerevoli sforzi sostenuti da Francesco Reale e da Cristiano Garbarini, per cui è quì che vedrei bene un dibattito fra di noi per vedere cosa possiamo concretamente fare per ottenere un risultato migliore la prossima volta.
1) Sicuramente non abbiamo (dico "abbiamo" perchè era una cosa che avremmo potuto fare tutti quanti, invece di delegare tutto agli organizzatori) spinto abbastanza su Internet: su It.hobby.giochi era comparso un messaggio che annunciava questa iniziativa, forse anche due, ma sono risultati essere comunque insufficienti: quando ho detto in una piccola riunione di ihg-ers che andavo a Pisa per questo torneo poliludico sono tutti caduti giù dalla pianta; nessuno ne sapeva niente. Allo stesso modo credo (ma non ne sono sicuro) che non siano stati mandati messagi sui newsgroup o sulle mailing list specifiche: it.hobby.scacchi e compagnia insomma. Inoltre è stato creato da poco un sito da una frequentatrice di ihg che pubblica il calendario di tutti gli eventi ludici in Italia, ovviamente se glielo si segnala. Si tratta di www.eventiludici.it e chiunque può postare il proprio evento. E' nato da pochissimo, quindi non abbiamo niente da rimproverarci, ma certo sarà un canale che sarà meglio sfruttare, la prossima volta.
2) Un'altra idea che avevo avuto è quella di dare la possibilità ai partecipanti di contare la partecipazione ad un torneo ufficiale di qualche gioco (un "vero" torneo di backgammon, o un "vero" torneo di Othello ecc.) come valido ai fini della classifica; per come la vedo io il torneo dovrebbe essere segnalato in anticipo e dovrebbe poter contare sulla prtecipazione di qualche organizzatore di torneo "nostro", cosa abbastanza facile visto che, praticamente, già avviene così: Giuseppe Baggio cura il torneo poliludico ed è anche l'organizzatore del torneo di Shogi alle Stelline di Milano durante i Giochi Sforzeschi, lo stesso avviene con l'Othello, ecc.
Questo ci permetterebbe di pubblicizzare l'iniziativa fra gli appassionati di un gioco, con la consapevolezza che alla grande maggioranza la cosa non interesserà, ma permetterà ad una piccola minoranza di conoscere l'iniziativa e, magari, partecipare.
Il risultato nel torneo "vero" andrebbe poi inserito nella classifica generale "nostra" secondo criteri ancora tutti da codificare. Premetto che considero quesat iniziativa qualcosa di COLLATERALE ai "nostri" incontri, e NON sostitutiva. E' un modo per dare la possibilità a chi non può partecipare ad una delle nostre tappe, di compensare con la partecipazione a qualche torneo singolo.
3) Visto la disparità di partecipazione fra la tappa di Pisa e quella di Milano, forse sarebbe da prendere in considerazione l'ipotesi di NON tenere a Milano una delle tappe; da milanese purosangue posso tranquillamente dirvi che Milano vive su una fama che in gran parte non si merita, e che forse sarebbe il caso di provare a non considerarla il centro del mondo o comunque una tappa scontata ed obbligata. Ci sono molte altre realtà ludiche in Italia: penso a Genova e Bologna, soprattutto, ma anche Mantova, Padova ed altro. Credo sarebbe importante per dare la possibilità anche a chi non può spostarsi di rimanere coinvolto da questa esperienza.
4) Altra considerazione: questo torneo ha fatto molto per Shogi e XiangQi: diverse persone sono state "costrette" ad impararne le regole, e visto i numeri mooolto bassi di persone che le conoscono (parlo, ovviamente, di italiani) si può dire che abbiamo dato, in termini percentuali, una bella spinta in avanti per la loro diffusione, soprattutto se andrà a buon fine l'intenzione di Cristiano e Andrea di organizzare un torneo di XiangQi a Milano.
Ha fatto del bene anche a Mancala, Othello, Go e Dama Internazionale, in quanto abbiamo chi per un verso chi per l'altro, approfondito la conoscenza di questi giochi, sfatando le impressioni che ci eravamo fatti , conseguenza di una conoscenza superficiale e non pratica.
Per quel che riguarda gli scacchi, invece, il nostro torneo non ha portato nulla. Mi era quindi venuta l'idea di sostituire gli scacchi con qualche altro gioco (Renju, per esempio) in modo di continuare il nostro percorso di scoperta verso altri giochi trascurati. Francesco, però, mi ha fatto la giusta obiezione che comunque gli scacchi sono conosciuti da tutti e quindi fanno da richiamo per i giocatori in generale. In effetti credo che sarebbe difficile che qualcuno partecipi ad un torneo poliludico di cui ignora quasi tutti i giochi. Inoltre molti di noi hanno avuto difficoltà ad imparare all'ultimo momento le regole (penso soprattutto al problema dovuto agli ideogrammi negli scacchi cinesi che ha creato un attimo di panico per la mancanza di scacchiere con simboli occidentali), e non è certo il caso di aumentare questo problema. In effetti penso anch'io che sia meglio continuare con questa formula ancora per qualche anno e crerare uno zoccolo duro di giocatori che conoscano bene ogni gioco, e rimandare l'espansione delle nostre conoscenze agli anni futuri.
5) Nelle discussioni fra una partita e l'altra ho scoperto che praticamente ognuno di noi ha conoscenze o materiale o agganci o dritte che farebbero molto comodo a tutti gli altri, e quindi invito tutti i partecipanti a farsi sentire in questa mailing list, fosse solo per dire agli altri il proprio indirizzo: la sinergia fra persone come noi può permettere la nascita o l'emergere di realtà borderline che aspettano solo che un paio di persone diano un contributo anche solo con la loro presenza.
Saluti a tutti.
Roberto