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Re: Re:[nonsologo] federazioni - associazioni di giochi astratti
> >> Questa ricerca ha due obiettivi il primo farmi un idea più dettagliata
> del
> >> fenomeno giochi astratti in Italia e in secondo luogo capire se c'è la
> >> possibilità e la volontà di creare un comitato nazionale di giochi
> astratti
> >> con lo scopo di coordinamento, diffusione e "protezione" della specie
> >> "giochi astratti".
L'idea a me piace: mi piace soprattutto l'obiettivo di "proteggere" i gochi
astratti, ovviamente dall'estinzione.
> Personalmente in questo momento non mi importano i grandi numeri, ma veri
> appassionati interessati al progetto, quindi tutti quelli che hanno un
> minimo di interesse ad una organizzazione del genere si facciano vivi,
nulla
> di vincolante, mi accontento di qualcosa del genere " bella idea, ma per
ora
> non possono aiutarti".
Metti il mio nome nella lista.
> Avevo pensato che l'associazione/comitato potrebbe rilasciare un marchio
di
> certificazione sui giochi presi in considerazione ( ovviamente per quelli
> moderni, non certo per il Go o Shogi ed altri).
> Credo,come dice Francesco, un comitato di questo tipo sia molto utile alle
> "associazioni minori" per aumentare la loro visibilità, se ad un
> torneo/ritrovo si fanno conoscere più di un gioco forse si riesce ad
> incuriosire più pubblico che non con un singolo regolamento.
L'idea di riunire le forze di associazioni minori mi garba assai: se io
fossi un appassionato di un gioco astratto poco considerato (facciamo, ad
esempio, il Renju, per citare un gioco che ha una sua Federazione mondiale,
una sua storia ed un suo cumulo di conoscenze e teoria) non saprei neanche
dove cominciare anche solo per fare un sito Internet, perchè con il computer
me la cavo molto male. Però, chessò, conosco il russo (è solo un'ipotesi).
Posso far fare il sito, o una branca del sito, da chi ne capisce più di me e
, in cambio, tradurre qualcosa riguardo ad un altro gioco.
Una delle cose che ritengo più importanti è la "proiezione nella realtà" che
dovrebbe questo comitato: non solo, insomma, una cosa "virtuale" relegata ad
Internet, ma ad esempio la possibilità di fornire materiale agli
interessati: chi di voi saprebbe dove comprare una scacchiera di Shogi? Chi
saprebbe dove trovare un testo dedicato al Renju? Per non parlare della
difficolta di reperire testi di giochi come il Go in realtà urbane più
piccole.
Anche solo il fatto che qualcuno possa essere presente ad una manifestazione
in un punto d'Italia che il singolo (o i pochi) rappresentante di un gioco
astratto non può raggiungere la trovo un'ottima cosa. Il singolo
appassionato di Shogi a Bari (per fare un esempio) potrà avere infomazioni,
suggerimenti, materiale, tramite l'Associazione di Oware.
Poi, naturalmente, l'attività su Internet, che ovviamente avrà una grande
importanza.
Un inizio potrebbe essere il radunare in un sito le diverse branche delle
varie associazioni-federazioni-nuclei. Poi ci sarebbe l'arricchimento con
materiale trovato in rete: sul sito della Federazione di Renju c'è un intero
libro liberamente scaricabile sulla pratica di questo gioco. Si potrebbe
continuare con partite commentate raccolte quà e là.
Ad ogni modo tutto ruoterebbe sull'evento più importante in assoluto: il
torneo poliludico. Torneo poliludico che, grazie alla collaborazione con le
varie associazioni, potrebbe aumentare il numero degli eventi: due nel Nord
Italia (di cui una a Milano), due nel centro Italia (di cui una a Pisa), due
nel Sud Italia (di cui una a Bari). Forse è solo un'idea per il futuro, ma
una volta che si ha a disposizione il materiale, la parte organizzativa (una
volta capito il meccanismo degli accoppiamenti) può essere fatta da qualcun
altro anche non membro della Federazione-Associazione-Nucleo. Per il
prossimo appuntamento non credo sarebbe male chiedere la collaborazione dei
partecipanti; già accade a Milano al club di Milano: i giocatori sono
invitati a portare la propria tavola da casa, così non è necessario per
l'organizzazione avere a disposizione 30 tavole; ne bastano sei o sette per
chi non ce l'ha o non ha potuto portarla. A Pisa, nel mio piccolo, ho
risolto un piccolissimo guaio portando la mia scacchiera quando, ad un
turno, abbiamo scoperto che non c'erano scacchi cinesi con simboli
occidentali per tutti quelli che ne avevano bisogno.
In quell'occasione si potrebbe dare ai partecipanti la possibilità di
comprare scacchiere particolari (a Milano nel quartiere cinese vendono una
scatolina con gli scacchi cinesi ed una tavola di pergamena ad un pezzo
ridicolo: 7000 lire l'ho pagata poco prima dell'avvento dell'euro) o
tavolieri particolari ( il Bawo su tutti) o libri particolari (alla tappa di
Milano il numero di Tangram dedicato alla dama ha riscosso molto interesse,
così come quello dell'Othello); ed io sarei molto contento di poter comprare
libri da librerie estere in collaborazione con altri per ottenere sconti o,
al minimo, non pagare le spese di spedizione.
Ultimamente ho guardato un sito dedicato agli scacchi thailandesi: sapete
quanto costa una scacchiera con pezzi annessi in Thailandia? 3 dollari! Con
l'aggiunta di 7.5 dollari per la spedizione. Se pubblicizziamo a dovere il
torneo con un certo anticipo, possiamo coordinare gli acquisti in modo che
li si possa distribuire al momento del torneo. Ritengo la diffusione di
materiale uno degli obiettivi primari per salvare i giochi.
> Non ho idea del nome da dare ad un comitato del genere, qualcuno a qualche
> idea?
Io no, o meglio, non ci metto becco.
Roberto
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