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I: Che succederebbe se l'OPEC passasse all'Euro?   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #17019 di 17023 |

> di Paul Harris, da Soberania.info - Traduzione di Tito Pulcinelli
> tratto da www.informationguerrilla.org
>
>
> L'idea ossessiva di Bush su Bagdad si basa su molte
> ragioni. In altri
> articoli che ho scritto per YellowTimes.org, feci allusione
> non tanto alle
> ovvietà delle ragioni addotte contro l'Iraq, bensì alla
> guerra di Bush
> contro l'Europa. Io credo che questa sia la ragione
> principale della
> fissazione con l'Iarq.
> Quando un paese va in guerra, si preparano piani su chi
> sarà vittorioso e
> su chi perderà; nessuno scatena una guerra sperando di
> essere sconfitto,
> però non sempre l'obiettivo manifesto dell'aggressione é
> l'obiettivo vero
> della guerra. A volte non si tratta di quel che speri di
> ottenere con la
> guerra, bensì di quello che gli altri perderanno; e non
> deve per forza
> essere un tuo nemico dichiarato quello che ti aspetti
> che soffrirà le
> conseguenze maggiori della guerra.
> In questo caso, Bush spera che la vittima sia l'economia
> europea, che é
> robusta e probabilmente sarà ancor più forte in un
> futuro vicino.
> L'ingresso della Gran Bretagna nell'Unione Europea é
> inevitabile; la
> Scandinavia lo fará in tempi ravvicinati. A maggio del
> 2004, entreranno
> dieci nuovi paesi e questo fará aumentare il PIL
> dell'UE a circa 9,6
> trilioni di dollari e 280 milioni di persone, di fronte ai
> 10,5 trilioni di
> dollari e 280 milioni di persone degli USA. Questo, per i
> nord-americani, é
> un formidabile blocco concorrente; ma la situazione é molto
> più complessa
> di quel che indicano queste cifre. E molto dipende
> dalla piega che
> prenderanno gli avvenimenti in Iraq.
> Come tanti altri, ho scritto che questa guerra che é
> alle porte si
> combatterà per il petrolio. Sicuramente vi sono altre
> ragioni, però il
> petrolio é la causa scatenante. Ma non per le ragioni che
> comunemente si
> adducono.
> Non é per le enormi riserve ancora vergini che si ritiene
> esistano in Iraq,
> che non sarebbero state sfruttate a causa delle sue
> antiquate tecnologie;
> non é per le brame del governo USA di mettere le zanne su
> questo petrolio.
> E' piuttosto per le zanne che i nord-americani vogliono
> mantenere lontano
> da lì.
> La causa di tutto questo non é l'11 di settembre,
> né l'improvvisa
> illuminazione che Saddam continuava ad essere un tipo
> ripugnante, né il
> cambio di governo negli Stati Uniti. Quel che ha accelerato
> le cose é stata
> la decisione presa dall'Iraq il 6 di novembre del 2000:
> sostituire il
> dollaro con l'euro nel suo commercio petrolifero. Allora,
> questo cambio
> sembrò uno stupido capriccio, perché l'Iraq stava
> perdendo una gran
> quantità di utili a causa di una dichiarazione politica di principio.
> Però prese questa decisione, e il deprezzamento continuo
> del dollaro nei
> confronti dell'euro, sta a significare che l'Iraq fece
> un buon affare
> cambiando riserve monetarie e divise per il commercio del
> proprio petrolio.
> Da quel momento, l'euro si é rivalutato del 17% sul
> dollaro, cosa che si
> deve applicare pure ai 10 bilioni di dollari del fondo di
> riserva dell'ONU
> "petrolio per cibo".
> Sorge una domanda che, probabilmente, si é posto
> anche Bush: che
> succederebbe se l'OPEC passasse all'euro?
> Alla fine della seconda guerra mondiale, nella conferenza di
> Bretton Woods
> venne firmato un accordo che fissava il valore
> dell'oro a 35 dollari
> l'oncia e con questo divenne lo standard internazionale
> con il quale si
> misuravano le monete. Però nel 1971, Nixon cancellò
> tutto questo, e il
> dollaro divenne lo strumento monetario principale, e solo
> gli USA possono
> produrlo. Il dollaro oggi é una moneta priva di copertura,
> sopravalutato,
> nonostante il record del deficit di bilancio e lo
> status di paese più
> indebitato del mondo. Il 4 di aprile del 2002, il
> debito era di 6021
> trilioni di dollari a fronte di un PIL di 9 trilioni di dollari.
> Il commercio internazionale é diventato un meccanismo
> grazie al quale gli
> USA producono dollari e il resto del mondo produce quel
> che i dollari
> possono comprare. Le nazioni non commerciano più per
> ottenere "vantaggi
> comparativi", ma solo per ramazzare dollari da destinare al
> pagamento del
> debito estero, che é fissato in dollari. E per accumulare
> dollari nelle
> riserve monetarie con la finalità di preservare il
> valore delle monete
> nazionali. Le banche centrali delle nazioni, per
> prevenire attacchi
> speculativi alle proprie monete, sono costrette a
> comprare o trattenere
> dollari, in una misura equivalente all'ammontare del proprio
> circolante.
> Tutto ciò crea il meccanismo del dollaro forte che, a sua
> volta, obbliga le
> banche centrali ad immagazzinare dollari, cosa che rende
> ancor più forte il
> dollaro. Questo fenomeno é conosciuto come "egemonia del
> dollaro" e fa sì
> che le merci strategiche -soprattutto il petrolio-
> siano quotate in
> dollari. Tutti accettano i dollari perché con essi si
> può comprare il
> petrolio.
> Dal 1945, la forza del dollaro consiste
> nell'essere la divisa
> internazionale per gli interscambi petroliferi globali
> (petro-dollari). Gli
> USA stampano centinaia di migliaia di miliardi di dollari
> senza nessun tipo
> di copertura: "petro-dollari" che sono usati dalle nazioni
> per pagare la
> fattura degli energetici agli esportatori dell'OPEC. Ad
> eccezione dell'Iraq
> e, parzialmente, del Venezuela.
> Questi petro-dollari sono poi riciclati nuovamente
> dall'OPEC negli USA,
> sotto forma di lettere del tesoro o altri titoli con
> denominazione in
> dollari: azioni, beni immobiliari ecc. Il riciclaggio dei
> petro-dollari
> rappresenta il beneficio che, dal 1973, gli USA
> ricevono dai paesi
> produttori di petrolio per "tollerare" l'esistenza dell'OPEC.
> Le riserve di dollari debbono essere investite nel mercato
> nord-americano,
> cosa che, a sua volta, produce utili per l'economia USA.
> L'anno scorso,
> nonostante un mercato in netto ribasso, l'ammontare delle
> riserve USA é
> cresciuto del 25%. L'eccedente nei conti dei capitali
> finanzia il deficit
> commerciale.
> Dato che gli USA creano "petro-dollari", loro controllano
> il flusso del
> petrolio. Siccome il petrolio si paga in dollari e questa é
> l'unica moneta
> accettata in questi scambi, si arriva alla conclusione
> che gli USA
> possiedono il petrolio del mondo gratis.
> Di nuovo: che succederebbe se l'OPEC decidesse di
> seguire l'esempio
> dell'Iraq e cominciasse a vendere il petrolio in euro?
> Una esplosione
> economica. Le nazioni importatrici di petrolio dovrebbe
> mettere in uscita i
> dollari dalle rispettive riserve delle banche centrali, e
> rimpiazzarli con
> gli euro. Il valore del dollaro precipiterebbe, e le
> conseguenze sarebbero
> quelle di un qualsiasi collasso di una moneta: inflazione
> alle stelle (vedi
> Argentina), i fondi stranieri in fuga dal mercato dei valori
> nord-americano
> e ritiro dei fondi dalle banche come nel 1930 ecc.
> Tutto questo non avverrebbe solo negli USA. Il
> Giappone ne uscirebbe
> severamente castigato, data la sua totale dipendenza dal
> petrolio straniero
> e l'incredibile sudditanza al dollaro. Se crollasse
> l'economia giapponese,
> crollerebbero quelle di molti paesi -non escluso gli USA-
> in un effetto
> domino.
> Questi sarebbero gli effetti potenziali di un
> "improvviso" passaggio
> all'euro. Un cambio più graduale sarebbe più gestibile,
> ma altererebbe
> ugualmente l'equilibrio finanziario e politico del mondo.
> Vista la vastità
> del mercato europeo, la sua popolazione e la sua necessità
> di petrolio (ne
> importa più degli USA), l'euro potrebbe rapidamente diventare
> -di fatto- la
> moneta standard per il mondo.
> Esistono buone ragioni perché l'OPEC -come gruppo-segua
> l'esempio dell'Iraq
> e adotti l'euro. Non vi é dubbio (dopo tanti anni di
> umiliazioni subite
> dagli USA) che potrebbero approfittare delle circostanze
> per emettere una
> dichiarazione politica di principi. Ma esistono anche
> solide ragioni
> economiche.
> Il poderoso dollaro ha regnato incontrastato dal 1945 e
> negli ultimi anni
> ha guadagnato ancor più terreno con il dominio economico
> USA. Alla fine
> degli anni '90, più dei quattro quinti delle transazioni
> monetarie e la
> metà delle esportazioni mondiali, sono avvenute in
> dollari. L'obiettivo
> della guerra di Bush contro l'Iraq, naturalmente, é
> assicurarsi il
> controllo di quei giacimenti e porli sotto il segno
> del dollaro;
> successivamente passerà ad incrementare esponenzialmente
> la produzione e
> forzare i prezzi al ribasso. Alla fin fine,
> l'obiettivo di Bush é
> scongiurare con minacce di ricorrere alle vie di fatto, che
> qualsiasi paese
> produttore passi all'euro.
> A lungo termine, il vero obiettivo non é Saddam, é l'euro e
> l'Europa. Gli
> USA non se ne staranno con le mani in mano ad assistere allo
> spettacolo di
> questi "ultimi arrivati" degli europei che tengono in pugno
> le redini del
> loro destino. E men che mai, che assumano il controllo
> della finanza
> internazionale. Naturalmente, tutto dipende dal folle
> piano di Bush e,
> soprattutto, che non scateni la terza guerra mondiale.
>
>
> www.disinformazione.it
>
>
>
>
>
>




Ven 21 Mar 2003 12:30 pm

corrado.scarnato@...
Invia email Invia email

Inoltra Messaggio #17019 di 17023 |
Espandi messaggi Autore Disponi per data
Corrado Scarnato
corrado.scarnato@...
Invia email
21 Mar 2003
12:30 pm

Giusto per la precisione: le cifre indicate dall'articolo riguardanti la popolazione dell'UE sono totalmente sballate. Infatti: gia' oggi (prendo i dati...
bloodyvlad2003 <blood...
bloodyvlad2003
Offline Invia email
21 Mar 2003
1:25 pm
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