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I: Che succederebbe se l'OPEC passasse all'Euro?   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #17022 di 17023 |
Ogg: I: Che succederebbe se l'OPEC passasse all'Euro?

Giusto per la precisione: le cifre indicate dall'articolo riguardanti
la popolazione dell'UE sono totalmente sballate.

Infatti: gia' oggi (prendo i dati dall'annuario del Touring Club che
ho sottomano) la popolazione dell'area EURO supera quella degli Stati
Uniti: siamo piu' di 300 milioni di abitanti contro 280; se contiamo
tutti i paesi dell'Unione Europea (cioe', oltre a quelli che usano
l'Euro, Regno Unito, Danimarca e Svezia), siamo oltre 375 milioni. Se
calcoliamo gli abitanti dei paesi candidati ad entrare nell'Unione,
abbiamo un totale di quasi 550 milioni di abitanti, quasi il doppio
degli USA. Se tutti adottassero l'euro, questa diventerebbe di fatto
la valuta di riferimento del mondo.

Per quanto riguarda il PIL invece i dati dell'articolo non sono
dissimili da quelli dell'Eurostat (dati 2000): Area EURO: 6,4 milioni
di Euro, EU: 8,5, EU+paesi candidati = 9,8 milioni di euro, USA: 10,7.

Concordo pienamente sul senso dell'articolo: e' chiaro che quest'area
rappresentera' per gli Stati Uniti il piu' formidabile concorrente
dei prossimi anni (in attesa della Cina), viste anche le sue
politiche commerciali (no agli OGM, ecc.) e quindi il tentativo
americano di dividerci prima che siamo in grado di mettere insieme
una difesa comune e' evidente.

Ma noi la vogliamo una difesa comune europea??? (il che vuol dire,
inevitabilmente, piu' spese militari per contrastare i mezzi degli
USA...)

--- In noocse-bo@yahoogroups.com, "Corrado Scarnato"
<corrado.scarnato@a...> ha scritto:
>
> > di Paul Harris, da Soberania.info - Traduzione di Tito Pulcinelli
> > tratto da www.informationguerrilla.org
> >
> >
> > L'idea ossessiva di Bush su Bagdad si basa su molte
> > ragioni. In altri
> > articoli che ho scritto per YellowTimes.org, feci allusione
> > non tanto alle
> > ovvietà delle ragioni addotte contro l'Iraq, bensì alla
> > guerra di Bush
> > contro l'Europa. Io credo che questa sia la ragione
> > principale della
> > fissazione con l'Iarq.
> > Quando un paese va in guerra, si preparano piani su chi
> > sarà vittorioso e
> > su chi perderà; nessuno scatena una guerra sperando di
> > essere sconfitto,
> > però non sempre l'obiettivo manifesto dell'aggressione é
> > l'obiettivo vero
> > della guerra. A volte non si tratta di quel che speri di
> > ottenere con la
> > guerra, bensì di quello che gli altri perderanno; e non
> > deve per forza
> > essere un tuo nemico dichiarato quello che ti aspetti
> > che soffrirà le
> > conseguenze maggiori della guerra.
> > In questo caso, Bush spera che la vittima sia l'economia
> > europea, che é
> > robusta e probabilmente sarà ancor più forte in un
> > futuro vicino.
> > L'ingresso della Gran Bretagna nell'Unione Europea é
> > inevitabile; la
> > Scandinavia lo fará in tempi ravvicinati. A maggio del
> > 2004, entreranno
> > dieci nuovi paesi e questo fará aumentare il PIL
> > dell'UE a circa 9,6
> > trilioni di dollari e 280 milioni di persone, di fronte ai
> > 10,5 trilioni di
> > dollari e 280 milioni di persone degli USA. Questo, per i
> > nord-americani, é
> > un formidabile blocco concorrente; ma la situazione é molto
> > più complessa
> > di quel che indicano queste cifre. E molto dipende
> > dalla piega che
> > prenderanno gli avvenimenti in Iraq.
> > Come tanti altri, ho scritto che questa guerra che é
> > alle porte si
> > combatterà per il petrolio. Sicuramente vi sono altre
> > ragioni, però il
> > petrolio é la causa scatenante. Ma non per le ragioni che
> > comunemente si
> > adducono.
> > Non é per le enormi riserve ancora vergini che si ritiene
> > esistano in Iraq,
> > che non sarebbero state sfruttate a causa delle sue
> > antiquate tecnologie;
> > non é per le brame del governo USA di mettere le zanne su
> > questo petrolio.
> > E' piuttosto per le zanne che i nord-americani vogliono
> > mantenere lontano
> > da lì.
> > La causa di tutto questo non é l'11 di settembre,
> > né l'improvvisa
> > illuminazione che Saddam continuava ad essere un tipo
> > ripugnante, né il
> > cambio di governo negli Stati Uniti. Quel che ha accelerato
> > le cose é stata
> > la decisione presa dall'Iraq il 6 di novembre del 2000:
> > sostituire il
> > dollaro con l'euro nel suo commercio petrolifero. Allora,
> > questo cambio
> > sembrò uno stupido capriccio, perché l'Iraq stava
> > perdendo una gran
> > quantità di utili a causa di una dichiarazione politica di
principio.
> > Però prese questa decisione, e il deprezzamento continuo
> > del dollaro nei
> > confronti dell'euro, sta a significare che l'Iraq fece
> > un buon affare
> > cambiando riserve monetarie e divise per il commercio del
> > proprio petrolio.
> > Da quel momento, l'euro si é rivalutato del 17% sul
> > dollaro, cosa che si
> > deve applicare pure ai 10 bilioni di dollari del fondo di
> > riserva dell'ONU
> > "petrolio per cibo".
> > Sorge una domanda che, probabilmente, si é posto
> > anche Bush: che
> > succederebbe se l'OPEC passasse all'euro?
> > Alla fine della seconda guerra mondiale, nella conferenza di
> > Bretton Woods
> > venne firmato un accordo che fissava il valore
> > dell'oro a 35 dollari
> > l'oncia e con questo divenne lo standard internazionale
> > con il quale si
> > misuravano le monete. Però nel 1971, Nixon cancellò
> > tutto questo, e il
> > dollaro divenne lo strumento monetario principale, e solo
> > gli USA possono
> > produrlo. Il dollaro oggi é una moneta priva di copertura,
> > sopravalutato,
> > nonostante il record del deficit di bilancio e lo
> > status di paese più
> > indebitato del mondo. Il 4 di aprile del 2002, il
> > debito era di 6021
> > trilioni di dollari a fronte di un PIL di 9 trilioni di dollari.
> > Il commercio internazionale é diventato un meccanismo
> > grazie al quale gli
> > USA producono dollari e il resto del mondo produce quel
> > che i dollari
> > possono comprare. Le nazioni non commerciano più per
> > ottenere "vantaggi
> > comparativi", ma solo per ramazzare dollari da destinare al
> > pagamento del
> > debito estero, che é fissato in dollari. E per accumulare
> > dollari nelle
> > riserve monetarie con la finalità di preservare il
> > valore delle monete
> > nazionali. Le banche centrali delle nazioni, per
> > prevenire attacchi
> > speculativi alle proprie monete, sono costrette a
> > comprare o trattenere
> > dollari, in una misura equivalente all'ammontare del proprio
> > circolante.
> > Tutto ciò crea il meccanismo del dollaro forte che, a sua
> > volta, obbliga le
> > banche centrali ad immagazzinare dollari, cosa che rende
> > ancor più forte il
> > dollaro. Questo fenomeno é conosciuto come "egemonia del
> > dollaro" e fa sì
> > che le merci strategiche -soprattutto il petrolio-
> > siano quotate in
> > dollari. Tutti accettano i dollari perché con essi si
> > può comprare il
> > petrolio.
> > Dal 1945, la forza del dollaro consiste
> > nell'essere la divisa
> > internazionale per gli interscambi petroliferi globali
> > (petro-dollari). Gli
> > USA stampano centinaia di migliaia di miliardi di dollari
> > senza nessun tipo
> > di copertura: "petro-dollari" che sono usati dalle nazioni
> > per pagare la
> > fattura degli energetici agli esportatori dell'OPEC. Ad
> > eccezione dell'Iraq
> > e, parzialmente, del Venezuela.
> > Questi petro-dollari sono poi riciclati nuovamente
> > dall'OPEC negli USA,
> > sotto forma di lettere del tesoro o altri titoli con
> > denominazione in
> > dollari: azioni, beni immobiliari ecc. Il riciclaggio dei
> > petro-dollari
> > rappresenta il beneficio che, dal 1973, gli USA
> > ricevono dai paesi
> > produttori di petrolio per "tollerare" l'esistenza dell'OPEC.
> > Le riserve di dollari debbono essere investite nel mercato
> > nord-americano,
> > cosa che, a sua volta, produce utili per l'economia USA.
> > L'anno scorso,
> > nonostante un mercato in netto ribasso, l'ammontare delle
> > riserve USA é
> > cresciuto del 25%. L'eccedente nei conti dei capitali
> > finanzia il deficit
> > commerciale.
> > Dato che gli USA creano "petro-dollari", loro controllano
> > il flusso del
> > petrolio. Siccome il petrolio si paga in dollari e questa é
> > l'unica moneta
> > accettata in questi scambi, si arriva alla conclusione
> > che gli USA
> > possiedono il petrolio del mondo gratis.
> > Di nuovo: che succederebbe se l'OPEC decidesse di
> > seguire l'esempio
> > dell'Iraq e cominciasse a vendere il petrolio in euro?
> > Una esplosione
> > economica. Le nazioni importatrici di petrolio dovrebbe
> > mettere in uscita i
> > dollari dalle rispettive riserve delle banche centrali, e
> > rimpiazzarli con
> > gli euro. Il valore del dollaro precipiterebbe, e le
> > conseguenze sarebbero
> > quelle di un qualsiasi collasso di una moneta: inflazione
> > alle stelle (vedi
> > Argentina), i fondi stranieri in fuga dal mercato dei valori
> > nord-americano
> > e ritiro dei fondi dalle banche come nel 1930 ecc.
> > Tutto questo non avverrebbe solo negli USA. Il
> > Giappone ne uscirebbe
> > severamente castigato, data la sua totale dipendenza dal
> > petrolio straniero
> > e l'incredibile sudditanza al dollaro. Se crollasse
> > l'economia giapponese,
> > crollerebbero quelle di molti paesi -non escluso gli USA-
> > in un effetto
> > domino.
> > Questi sarebbero gli effetti potenziali di un
> > "improvviso" passaggio
> > all'euro. Un cambio più graduale sarebbe più gestibile,
> > ma altererebbe
> > ugualmente l'equilibrio finanziario e politico del mondo.
> > Vista la vastità
> > del mercato europeo, la sua popolazione e la sua necessità
> > di petrolio (ne
> > importa più degli USA), l'euro potrebbe rapidamente diventare
> > -di fatto- la
> > moneta standard per il mondo.
> > Esistono buone ragioni perché l'OPEC -come gruppo-segua
> > l'esempio dell'Iraq
> > e adotti l'euro. Non vi é dubbio (dopo tanti anni di
> > umiliazioni subite
> > dagli USA) che potrebbero approfittare delle circostanze
> > per emettere una
> > dichiarazione politica di principi. Ma esistono anche
> > solide ragioni
> > economiche.
> > Il poderoso dollaro ha regnato incontrastato dal 1945 e
> > negli ultimi anni
> > ha guadagnato ancor più terreno con il dominio economico
> > USA. Alla fine
> > degli anni '90, più dei quattro quinti delle transazioni
> > monetarie e la
> > metà delle esportazioni mondiali, sono avvenute in
> > dollari. L'obiettivo
> > della guerra di Bush contro l'Iraq, naturalmente, é
> > assicurarsi il
> > controllo di quei giacimenti e porli sotto il segno
> > del dollaro;
> > successivamente passerà ad incrementare esponenzialmente
> > la produzione e
> > forzare i prezzi al ribasso. Alla fin fine,
> > l'obiettivo di Bush é
> > scongiurare con minacce di ricorrere alle vie di fatto, che
> > qualsiasi paese
> > produttore passi all'euro.
> > A lungo termine, il vero obiettivo non é Saddam, é l'euro e
> > l'Europa. Gli
> > USA non se ne staranno con le mani in mano ad assistere allo
> > spettacolo di
> > questi "ultimi arrivati" degli europei che tengono in pugno
> > le redini del
> > loro destino. E men che mai, che assumano il controllo
> > della finanza
> > internazionale. Naturalmente, tutto dipende dal folle
> > piano di Bush e,
> > soprattutto, che non scateni la terza guerra mondiale.
> >
> >
> > www.disinformazione.it
> >
> >
> >
> >
> >
> >




Ven 21 Mar 2003 1:25 pm

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12:30 pm

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