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nurazzahra · Nur azZahra

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La storia di Bilal   Elenco di messaggi  
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Bismillahi ar-rahmani ar-rahim

LA STORIA DI BILAL

Bilal fu il primo africano ad accettare l'Islam. I suoi genitori
erano stati condotti in Arabia come schiavi dall'Etiopia. Erano al
servizio di Ummayya bin Khalaf.
Bilal nacque in schiavitù e anche lui serviva lo stesso padrone dei
genitori. All'età di circa quarant'anni, attratto dagli insegnamenti
del profeta Muhammad (saw) che aveva iniziato da poco ad insegnare la
nuova religione dell'Islam, Bilal si convertì e divenne musulmano.
Ummayya bin Khalaf non era musulmano e ogni volta che lui e la sua
famiglia si recavano ad adorare gli idoli, Bilal pregava Allah così
come gli aveva insegnato l'Islam.
Agli albori dell'Islam i componenti della tribù dei Quraish erano
forti e numerosi e non mostravano alcuna simpatia per questa nuova
religione e per il suo Profeta (saw), anzi opprimevano coloro che la
accettavano.
Un giorno, Ummayya bin Khalaf, venuto a sapere che Bilal pregava di
nascosto, lo fece chiamare e gli chiese: "Bilal, è vero che adori il
Dio di Muhammad?". Bilal non aveva alcuna paura e rispose: "Sì, adoro
Allah, l'unico Dio."
Ummayya s'adirò moltissimo e iniziò a torturare Bilal. Fu legato con
delle corde e fatto sdraiare sulla sabbia bollente del deserto a
mezzogiorno. Gli fu chiesto di dimenticare il Dio dell'Islam e di
adorare i `grandi' idoli Lat e Uzza, ma Bilal credeva fermamente nel
nuovo credo e non si lasciò intimorire. Si rifiutava di adorare gli
idoli e continuava a gridare: "Ahad,ahad", che vuol dire "un Dio, un
Dio". Le torture s'intensificarono; infierirono sul suo povero corpo
già martoriato con del ferro rovente, ma Bilal continuava a resistere.
Un giorno, sempre legato e sdraiato sulla sabbia sotto il sole
cocente, gli appoggiarono un masso pesante sul petto. Bilal non ce la
faceva più a sopportare quel peso e quel calore e perse i sensi. Al
tramonto il caldo diminuì e Bilal riprese conoscenza; il masso non
era più appoggiato sul suo petto. Domandandosi chi fosse venuto a
liberarlo da quella sofferenza, aprì lentamente gli occhi e vide il
volto splendente e sorridente del Profeta.
Il profeta Muhammad (saw) aveva sentito parlare e poi visto di
persona le torture subite da Bilal.
Soffriva anche lui nel veder soffrire a quel modo un vero credente
come Bilal e provava pietà per lui. Disse quindi ad Abu Bakr di
comperare Bilal e liberarlo così dalla schiavitù. Già altre volte il
Profeta aveva fatto liberare molti schiavi allo stesso modo.
Bilal, il primo schiavo africano ad accettare l'Islam, aveva una
grande fede in Allah e amava molto il Profeta. Il suo carattere era
puro e ben presto si guadagnò il rispetto del Profeta e degli altri
grandi musulmani dell'epoca. Al Profeta piaceva la dolce voce di
Bilal e gli diede l'incarico di recitare l'adhan per chiamare la
gente alla preghiera diventando così il primo muezzin.
Durante tutta la sua vita Bilal rimase vicino al Profeta e fu al suo
fianco in ogni occasione.
Quando il Profeta morì, Bilal divenne triste e mantenne lo stesso
stato d'animo fino alla fine dei suoi giorni. Dopo la morte del
Profeta non se la sentì più di restare a Medina e si trasferì a
Damasco, in Siria. Lì morì dopo circa otto o dieci anni. La sua tomba
si trova nel cimitero musulmano di Damasco e la gente si reca tuttora
a visitarlo.






Dom 1 Feb 2009 10:30 am

trklaismum
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Messaggio #1 di 935 < Prec |
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Bismillahi ar-rahmani ar-rahim LA STORIA DI BILAL Bilal fu il primo africano ad accettare l'Islam. I suoi genitori erano stati condotti in Arabia come schiavi...
trklaismum Offline Invia email 1 Feb 2009
10:30 am
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