Un folle spara a un ragazzo
Stato e calcio inscenano la Baracconata
Immaginiamo per un momento che il povero Gabriele Sandri, dee-jay e tifoso della
Lazio, si fosse messo in macchina - domenica mattina - non per andare San
Siro ad assistere a Inter-Lazio, ma per andare al Forum di Assago, o al Rolling
Stone di Milano, a vedere un concerto, poniamo dei Linkin Park. E immaginiamo
che a un autogrill vicino ad Arezzo i fans dei Linkin avessero incrociato
un'auto di fans, poniamo, dei 30 Second to Mars, un gruppo rock rivale dei
Linkin (premiato, a scapito dei Linkin, agli ultimi Mtv Awards). Immaginiamo che
tra i due gruppi fosse scoppiata una scaramuccia, poi degenerata in rissa; e
immaginiamo che l'agente di una volante, assistendo da lontano alla
colluttazione, fosse impazzito, avesse estratto la pistola, sparato due colpi e
colpito a morte - com'è davvero, incredibilmente successo - il povero
Gabriele Sandri. A quel punto, attorno a mezzogiorno, la notizia dell'accaduto
incomincia a diffondersi; e tutti i giovani e gli appassionati di musica che si
sono messi in strada per andare ai concerti in programma quel pomeriggio, e poi
la sera, vengono a conoscenza dell'accaduto.
Immaginiamo tutto questo e chiediamoci: con la musica al posto del calcio e il
concerto al posto della partita, cosa sarebbe successo? Avremmo assistito alle
scene da guerra che sono scorse davanti ai nostri occhi nella disgraziata e
tragica domenica 11 novembre oppure no? Le televisioni e i mass-media avrebbero
messo in discussione il mondo della musica com'è stato fatto per il mondo del
calcio oppure no? Noi proviamo a tracciare questi due scenari. Scegliete voi
quello che vi sembra più credibile.
Scenario 1. Il Viminale si rende conto della gravità dell'accaduto, si riunisce
e decide che quella sera, al Forum di Assago - o al Rolling Stone -, il
concerto dei Linkin Park non si terrà: i fans dei Linkin sono sul piede di
guerra per l'uccisione, tragica, di uno di loro, e si temono ritorsioni nei
confronti delle forze dell'ordine e problemi di ordine pubblico. In quanto agli
altri concerti - ce ne sono diversi in tutto il Paese: i 30 Second to Mars,
Zucchero, i Tokyo Hotel, i Muse, gli Zero Assoluto, Nelly Furtado e Fabri Fibra
- si svolgeranno regolarmente, ma inizieranno con 10 minuti di ritardo in
segno di lutto. E però, succede questo: che i fans dei Tokyo Hotel, che suonano
al Comunale di Firenze - concesso in via eccezionale per l'unica esibizione
italiana del gruppo - vogliono, anzi pretendono, che il concerto non si tenga.
E siccome la band tedesca inizia invece regolarmente a suonare, ecco che i loro
fans si mettono a demolire lo stadio fino a che il Questore, d'accordo con gli
organizzatori, decide di sospendere l'evento. Ancora: il concerto della sera di
Nelly Furtado, in programma al Circo Massimo a Roma, viene disdetto perché un
gruppo di fan dell'artista portoghese dà l'assalto a una caserma dei
carabinieri e le dà fuoco; e in città - per tutta la sera, e poi la notte
- è una mezza guerra civile con barricate, disordini e chi più ne ha più ne
metta. In quanto agli altri concerti, vengono portati a termine anche se in un
clima irreale: naturalmente dopo incidenti, scontri, cariche della polizia.
Scenario 2. La notizia dell'uccisione del fan dei Linkin Park viene data dai
telegiornali e tutti restano colpiti. C'è il desiderio, anzi la necessità -
negli appassionati di musica, ma non solo - di capire come sono andate realmente
le cose e perché un bravo ragazzo di 28 anni è morto in un modo così
incredibile (e imperdonabile). Naturalmente, la vita va avanti. E quel
pomeriggio, e poi la sera, tutti i concerti di musica rock vengono celebrati, e
in Romagna le balere di "liscio" restano aperte, e ovunque le discoteche. E
il giorno dopo, molti corrono a comprare il cd dei propri beniamini: perché il
concerto è stato bellissimo. E la musica è una gran cosa. Addirittura, riesce
a farti stare meglio.
Domanda. Se il povero Gabriele Sandri, dee-jay e tifoso della Lazio, fosse stato
ucciso con una sciarpa di un gruppo rock al collo, davvero credete che avremmo
assistito alla Baracconata messa in piedi, in modo tanto indecoroso, dallo stato
Italia? Un colpo di pistola in autostrada, alle 9,15 del mattino, mentre un
povero ragazzo di 28 anni - che ha lavorato fino alle 6 - sta dormendo in
macchina, e nemmeno si accorge che lo stanno ammazzando, è bastato per mettere
un intero paese a ferro e fuoco e a trasformare l'Italia in un nuovo, cruento e
paranoico Far West.
Noi diciamo che c'è da vergognarsi. Ad essere italiani: ed anche ad essere
addetti ai lavori della Rinomata & Premiata Industria del Pallone "made in
Italy".
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