Orientamenti ecumenici
Lode universale della creazione
(Sl 103:20-22; 113:1-4)(Ap 4:8-11; 5:11-14)
Salmo della settimana :148
Alleluia.
Lodate il SIGNORE dai cieli;
lodatelo nei luoghi altissimi.
Lodatelo, voi tutti i suoi angeli;
lodatelo, voi tutti i suoi eserciti!
Lodatelo, sole e luna;
lodatelo voi tutte, stelle lucenti!
Lodatelo, cieli dei cieli,
e voi acque al di sopra dei cieli!
Tutte queste cose lodino il nome del SIGNORE,
perch'egli comandò, e furono create;
ed egli le ha stabilite in eterno;
ha dato loro una legge che non sarà trasgredita.
Lodate il SIGNORE dal fondo della terra,
voi mostri marini e oceani tutti,
fuoco e grandine, neve e nebbia,
vento impetuoso che esegui i suoi ordini;
monti e colli tutti,
alberi fruttiferi e cedri tutti;
animali selvatici e domestici,
rettili e uccelli;
re della terra e popoli tutti,
prìncipi e giudici della terra;
giovani e fanciulle,
vecchi e bambini!
Lodino il nome del SIGNORE
perché solo il suo nome è esaltato;
la sua maestà è al di sopra della terra e del cielo.
Egli ha ridato forza al suo popolo,
è motivo di lode per tutti i suoi fedeli,
per i figli d'Israele, il popolo che gli sta vicino.
Alleluia.
Discorso del rettore di Harvard
traduzione dall'originale in inglese di Danielle Sussmann Seiteanu
Discorso durante le preghiere del mattino
Memorial Church
Cambridge, Massachussets
17 settembre 2002
Oggi mi rivolgo a voi non da Rettore dell'Università (di Harvard n.d.t.), ma
come membro della comunità su un argomento che mai avrei creduto potesse
diventare così preoccupante -- l'antisemitismo.
Sono ebreo, nell'identità, ma non sono un fervente osservante religioso.
Durante la mia vita, l'antisemitismo è sempre rimasto lontano dalle mie
esperienze. L'intera mia famiglia ha lasciato l'Europa agli inizii del
Ventesimo secolo. L'Olocausto rappresenta, per me, una questione storica,
non una memoria personale.
Di certo, ci sono stati dei circoli nei quali sono cresciuto, in cui gli
ebrei iscritti erano pochi, se non addiritttura assenti, ma nessuno di mia
conoscenza. Le mie esperienze al liceo e all'università, come membro di
facoltà, funzionario governativo - avevano poca attinenza con la mia
religione.
Altresì, sono rimasto colpito, negli anni in cui facevo parte
dell'amministrazione Clinton, nel notare che un gruppo leader nell'economia,
rappresentato da persone come Robert Rubin, Alan Greenspan, Charlene
Barshefsky e molte altre prevalentemente ebraiche, fosse stato accettato
senza commenti o far notizia -- cosa che sarebbe stata inconcepibile una o
due generazioni fa, come sarebbe stato altrettanto inconcepibile, una o due
generazioni fa, che Harvard potesse essere presieduta da un Rettore ebreo.
Senza pensarci tanto, ho attribuito tutto questo al progresso -- ad
un'ascesa dell'illuminismo e della tolleranza. Ho nutrito la convinzione che
il pregiudizio fosse stato del tutto emarginato. Ho nutrito la convinzione
che, pur se la politica ed il contenzioso del Medio Oriente fossero
oltremisura complessi, il diritto dello stato ebraico ad esistere fosse
stato pienamente accettato dalla comunità internazionale.
Ma oggi, sono meno convinto. Meno convinto e tranquillo perché sono
preoccupato dall'evidenza di un ritorno globale dell'antisemitismo, anche
per certi sviluppi più vicini a casa nostra.
Considerate alcuni degli eventi globali dell'anno scorso:
Sono state incendiate delle sinagoghe, assaliti ebrei, oppure delle
svastiche sono state dipinte su cimiteri ebraici in ogni paese d'Europa. Gli
osservatori di molti paesi hanno rilevato che si sono scatenati i peggiori
attacchi contro gli ebrei dalla Seconda Guerra Mondiale.
Candidati che hanno negato l'importanza dell'Olocausto, hanno raggiunto il
ballottaggio per l'incarico più alto del loro stato in Francia e Danimarca.
Stazioni televisive statali in molte nazioni del mondo hanno vomitato una
propaganda antisionista.
La Conferenza Mondiale sul Razzismo organizzata dalle Nazioni Unite --
evitando di menzionare la violazione dei diritti umani in Cina, Rwanda,
oppure ovunque nel mondo arabo -- ha parlato delle politiche di Israele
antecedenti agli scontri recenti, riferendosi al governo di Barak come ad un
governo responsabile di pulizia etnica e di crimini contro l'umanità. La
dichiarazione delle NGO, nella stessa conferenza, è stata addirittura più
violenta.
Potrei andare avanti. Ma ora voglio portare la questione più vicino a noi.
Naturalmente, le comunità accademiche dovrebbero e dovranno sempre essere
luoghi in cui sia possibile esprimere ogni libera opinione. E certamente c'è
molto da dibattere sul Medio Oriente e sulla politica estera e di difesa di
Israele da poter e dover vigorosamente contestare.
Ma, laddove l'antisemititismo e le opinioni profondamente antiisraeliane
erano la prerogativa tradizionale di un incolto populismo di destra, oggi le
profonde convinzioni contro Israele stanno aumentando e trovano sostegno nei
gruppi intellettuali progressisti. Persone riconosciute per la loro serietà
e validità di pensiero rivendicano e propongono azioni che si rivelano
antisemite nei loro effetti, se non addirittura negli intenti.
Per esempio:
Centinaia di docenti europei hanno chiesto di interrompere ogni sostegno
economico ai ricercatori israeliani, benché non abbiano richiesto lo stesso
per i ricercatori di ogni altra nazione.
Studenti israeliani sono stati costretti a lasciare un giornale letterario
internazionale, la scorsa primavera.
Nelle stesse manifestazioni in cui i partecipanti condannavano l'FMI (il
Fondo Monetario Internazionale, n.d.t.), il capitalismo globale e
contestavano la globalizzazione, è diventato normale, e il fenomeno è in
aumento, lanciare invettive contro Israele. Infatti, alle manifestazioni
contro l'FMI della scorsa primavera, si sono uditi cori scanditi che
equiparavano Hitler a Sharon.
Manifestazioni organizzate per accrescere i fondi ad organizzazioni di
dubbia fonte politica che, in certi casi, si è poi scoperto appoggiavano il
terrorismo, sono state organizzate da associazioni studentesche in questo ed
in altri campus.
Alcune di queste associazioni, qui a Harvard, ed in altre Università del
paese, hanno richiesto di isolare Israele in campo universitario dal resto
del mondo, considerandolo l'unico paese inappropriato per qualsiasi tipo di
investimento. Mi sono affrettato a dichiarare che Harvard ha categoricamente
respinto tale proposta.
E' sempre doveroso rispettare la libertà accademica di chiunque assuma una
posizione. E' altrettanto doveroso ricordare che la libertà accademica non
include che tale libertà sia esente da critica. L'unico antidoto a simili
manifestazioni pericolose sta nell'assumere alternative efficaci.
Durante la mia vita sono sempre stato respinto da coloro che udivano il
rumore di vetri rotti, ad ogni insulto o fatto insignificante, e che
evocavano le immagini della Notte dei Cristalli di Hitler, ad ogni
disaccordo con Israele. Simili timori mi sembravano solo allarmismi o
passeggere reazioni isteriche. Ma devo dire che se ancora li considero
ingiustificati, questi allarmismi mi sembrano molto meno tali oggi che un
anno fa.
Non chiedo di meglio che di essere in errore. La mia più grande speranza e
preghiera è che l'espressione di un risorgente antisemitismo riveli la sua
profezia di negazione - una predizione che porta con sè i semi della sua
stessa falsificazione. Ma questo dipende da tutti noi.
Dal rettore di Harvard, Lawrence H.Summers (Università di Harvard)
MILANO. LE CHIESE CRISTIANE CITTADINE ORGANIZZANO LA FESTA DEL CREATO
Si terrà il 5 ottobre sul tema "L'acqua, un dono, una responsabilità"
Roma (NEV), 2 ottobre 2002 - "Coinvolgere le comunità cristiane, e in
particolare i giovani, nel progetto di salvaguardia del Creato": è il cuore
di una significativa iniziativa ecumenica che si terrà il 5 ottobre a
Milano, sul tema "L'acqua, un dono, una responsabilità". La giornata,
promossa dal Consiglio delle chiese cristiane di Milano, si svolge nell'
ambito del "Tempo per il Creato", una iniziativa con cui la Conferenza delle
chiese europee (KEK) invita le comunità cristiane a dedicare le settimane
comprese fra fine settembre ed inizio ottobre al tema della salvaguardia
dell'ambiente. Quest'anno le chiese italiane sono invitate in modo specifico
ad occuparsi del tema dell'acqua, avvalendosi del materiale prodotto dalla
commissione Globalizzazione e ambiente della Federazione delle chiese
evangeliche (FCEI). Tutte le chiese cristiane della città sono state
coinvolte nell'iniziativa del 5 ottobre, spiega il pastore valdese Antonio
Adamo, vicepresidente del Consiglio delle chiese cristiane di Milano
(organismo costituito nel 1998, che include le principali chiese cittadine
protestanti, ortodosse e cattolica). La prima parte dell'iniziativa prevede
una tavola rotonda con interventi di Marco Manunta, magistrato del Tribunale
di Milano, Teresa Isenburg, docente dell'Università di Firenze e Simone
Morandini dell'Istituto S. Bernardino di Venezia. Nel pomeriggio si svolgerà
la "Festa del Creato", indirizzata in particolare ai ragazzi: una "caccia al
tesoro" attraverso la città, spiega il pastore Adamo, con tappe in varie
chiese del centro cittadino dove i ragazzi si fermeranno per discutere e
fare domande. Nei diversi luoghi di culto si terrà poi un gesto simbolico:
sarà infatti raccolta dell'acqua, simbolo della Creazione e della comunione
nel battesimo, che verrà poi versata in un unico recipiente durante la
celebrazione ecumenica a conclusione della giornata, presso l'Auditorium del
Centro culturale S.Fedele. (nev/gu)
L'opuscolo "Acqua, dono e responsabilità", a cura della Commissione
Globalizzazione e ambiente della FCEI può essere reperito presso le Librerie
Claudiana o richiesto all'indirizzo: glam@...
TESTIMONIANZA E LAVORO PER LA PACE: CHIESE USA CONTRO LA "GUERRA PREVENTIVA"
DI BUSH
Si allarga il fronte di contestazione ai piani militari contro l'Iraq
Roma (NEV), 2 ottobre 2002 - Mentre sembra quasi ineluttabile l'iniziativa
militare USA contro l'Iraq, si estende il fronte di chiese cristiane
americane che si oppongono alla guerra. Il Consiglio delle chiese cristiane
USA (NCCCUSA) ha lanciato nelle scorse settimane una campagna di
sensibilizzazione ed azione contro la "guerra preventiva": "Fai sapere al
presidente Bush che sei contrario ad un'azione militare unilaterale contro l
'Iraq; manda un messaggio alla Casa Bianca", è l'invito che giunge in questi
giorni dal Consiglio delle chiese - che rappresenta 36 chiese e più di 50
milioni di fedeli -, accompagnato dalle indicazioni concrete su come far
giungere la propria opinione (come singoli o come comunità) al governo.
Dura presa di posizione anche da parte della Chiesa metodista americana, a
cui appartengono sia il presidente Bush che il vicepresidente Richard
Cheney. Il segretario generale Jim Winkler ha inviato alle comunità
metodiste di tutto il mondo un messaggio in cui si invita i fedeli a
chiedere un cambiamento di linea e si definisce l'intervento militare USA
"totalmente difforme dal pensiero della Chiesa metodista, che lo giudica una
minaccia ai diritti fondamentali dell'uomo".
Un "appello alla preghiera e all'azione" giunge inoltre dalla Chiesa
presbiteriana USA (PCUSA). Ai leader di Stati Uniti ed Iraq e ai
rappresentanti dell'ONU la Chiesa presbiteriana chiede di accogliere la
parola evangelica di pace, "impegnandosi a ricostruire la vita delle
comunità e nazioni che sono già state segnate dalla guerra". Quanto alla
situazione interna dell'Iraq, i presbiteriani chiedono al presidente Saddam
Hussein di cooperare con gli ispettori ONU e soprattutto di spezzare la
spirale di violenza e di oppressione ai danni della popolazione irachena. In
particolare ai leader politici americani si chiede inoltre di "parlare in
modo tale da incoraggiare la pace e non la guerra, astenendosi da linguaggi
che stigmatizzano individui e nazioni come 'il male', e facilitando una
soluzione che non passi per l'uso della forza militare". (nev/ln)
PAKISTAN/1. "DOLORE E PREOCCUPAZIONE" DELLA FEDERAZIONE EVANGELICA PER I
RECENTI ATTENTATI
Long: "Un piano volto all'eliminazione di una minoranza significativa del
paese
Roma (NEV), 2 ottobre 2002 - "Le ripetute notizie di stragi ed attentati ai
danni delle comunità cristiane in Pakistan destano vivo dolore e
preoccupazione": lo afferma in una dichiarazione per l'Agenzia NEV il
presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI),
Gianni Long. Da ottobre dell'anno scorso sono più di 30 le vittime di
attentati contro la minoranza cristiana in Pakistan; nella scorsa settimana
otto persone sono state uccise in un attentato ad un Centro ecumenico di
servizi sociali a Karachi. Il 97% dei 138 milioni di abitanti del Pakistan è
musulmano, mentre il restante 3% è composto da minoranze cristiane, indù e
buddiste. "Si tratta evidentemente - prosegue Long - di un piano volto all'
eliminazione di una minoranza significativa di quel paese. Direi anzi che i
cristiani del Pakistan sono un esempio per tutti i cristiani: gran parte
della loro attività è infatti di carattere sociale, rivolta agli strati più
deboli della popolazione, ed a carattere interconfessionale. Ci è di
conforto in questa situazione - prosegue il presidente della FCEI - la
solidarietà espressa da esponenti ed organizzazioni islamiche, anche in
Italia: solo per questa via si può giungere a superare l'odio per chi è
diverso e, secondo una frase troppe volte sentita, 'non rispetta la
tradizione e la cultura del paese'". (nev/md)
PAKISTAN/2. SOLIDARIETÀ DELL'ECUMENE CRISTIANA DOPO GLI ATTENTATI
TERRORISTICI
I leader politici dovrebbero garantire maggiore protezione alle minoranze
religiose
Roma (NEV), 2 ottobre 2002 - Le minoranze religiose in Pakistan continuano a
subire orribili forme di persecuzione, il Governo e i leader politici del
paese dovrebbero adoperarsi per l'incolumità dei cristiani nel paese: è la
denuncia del Consiglio nazionale delle chiese dell'India (NCCI), dopo gli
attentati terroristici della scorsa settimana contro l'Istituto per la
giustizia e la pace, un centro ecumenico di servizi sociali operante a
Karachi: evidentemente, sottolinea il Consiglio nazionale delle chiese, si è
trattato di un attacco esplicito contro chi si adopera per la pace e la
riconciliazione nel paese. "I cristiani - sottolinea a sua volta il
Consiglio nazionale delle chiese in Pakistan - sono visti come 'agenti' dei
paesi occidentali, e per questo motivo sono nell'obbiettivo dei gruppi
estremisti islamici". Solidarietà con la minoranza cristiana e forte
preoccupazione per la situazione in Pakistan è stata espressa inoltre da
numerosi leader di chiese cristiane nel mondo. In Germania la chiesa
cattolica e le maggiori chiese protestanti hanno sottoscritto un documento
comune, focalizzato sulla necessità di garantire protezione alle minoranze
religiose nel paese. Manfred Kock, presidente della Chiesa evangelica
tedesca ed il cardinale Karl Lehmann hanno affermato che le stragi contro i
cristiani compromettono profondamente gli sforzi per promuovere nel paese la
difesa dei diritti umani. Da parte sua l'arcivescovo di Canterbury, George
Carey, ha espresso da parte della Chiesa anglicana profonda solidarietà ai
cristiani in Pakistan e ai parenti delle vittime degli attentati. (nev/gu)
(NEV/NS) - Sarà a Porto Alegre (Brasile) la prossima assemblea mondiale del
Consiglio ecumenico delle chiese (CEC), prevista nell'estate 2006. Una
decisione accolta con entusiasmo dalle chiese sudamericane che - ha
dichiarato il teologo Walter Altmann del Consiglio latinoamericano delle
chiese (CLAI) - "sono all'avanguardia nella cooperazione ecumenica sia con
la chiesa cattolica che con i numerosi movimenti pentecostali presenti nel
continente". E' la prima volta nei suoi quasi 60 anni di storia che il CEC
convoca una assemblea mondiale in Sudamerica.
(NEV) - Il 1° ottobre è nato in Germania il primo canale televisivo
interamente dedicato alla Bibbia. Si chiama "Bibel-Tv", trasmette 24 ore al
giorno ed è visibile attraverso il satellite Astra. Il direttore dell'
emittente, il giornalista Henning Roehl, protestante, ha spiegato che "l'
obiettivo non è quello di fare opera di conversione, bensì di informare
ecumenicamente sul cristianesimo e sul 'Libro dei Libri'". Nella
programmazione non manca la musica religiosa ("Saremo il contraltare di
MTV") e il classico "Bibel quiz".