"Leggo Orientamenti ecumenici perché sta dalla parte della pace...!"
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Lode a Dio per la sua bontà
(De 12:5-12; Sl 132:13-16)(Sl 147; 144:13, ecc.)
Salmo della settimana nr. 65
Al direttore del coro. Salmo di Davide. Canto.
A te spetta la lode, o Dio che dimori in Sion! A te il compimento delle
promesse.
A te, che esaudisci la preghiera, verrà ogni creatura.
Mi opprime il peso delle mie colpe, ma tu perdonerai i miei peccati.
Beato chi sceglierai e accoglierai, perché egli abiti nei tuoi cortili!
Noi ci sazieremo dei beni della tua casa, delle cose sante del tuo tempio.
Mediante prodigi tu ci rispondi, nella tua giustizia, o Dio della nostra
salvezza,
speranza di tutte le estremità della terra e dei mari lontani.
Con il suo vigore egli rese saldi i monti, cingendosi di potenza.
Egli placa il fragore dei mari, il fragore dei loro flutti, e il tumulto dei
popoli.
Gli abitanti delle estremità della terra tremano davanti ai tuoi prodigi;
tu fai sgorgare canti di gioia dall'oriente all'occidente.
Tu percorri la terra e la irrighi, la fai produrre abbondantemente.
I ruscelli di Dio son pieni d'acqua; tu procuri agli uomini il grano, quando
prepari così la terra;
tu irrighi i suoi solchi, ne pareggi le zolle, l'ammorbidisci con le piogge,
ne benedici i germogli.
Tu coroni l'annata con i tuoi benefici, e dove passa il tuo carro stilla il
grasso.
Esso stilla sui pascoli del deserto, e i colli sono adorni di gioia.
I pascoli si rivestono di greggi e le valli si coprono di frumento;
essi prorompono in grida di gioia e cantano.
Amare Dio significa aver gioia in lui, pensarlo volentieri e volentieri
pregarlo
(Dietrich Bonhoeffer)
Le parole del martire protestante che si citano sono tratte da "Rimanere
nell'amore di Dio - Pagine di meditazione per ogni giorno dell'anno" -
Gribaudi Editore - Pagg. 95 Euro 7,00
Uno Straccio di PACE
Cari amici,
"Fuori l'Italia dalla guerra", firmato ormai da oltre duecentomila persone,
non è più soltanto un appello, ma diventa una iniziativa per sensibilizzare
i cittadini, le famiglie italiane.
Siamo convinti - e ne abbiamo ogni giorno nuove conferme - che la grande
maggioranza dei nostri concittadini sia contraria alla guerra, in
particolare alla nuova guerra contro l'Iraq che è ormai all'orizzonte.
Per rendere visibile questa "opinione pubblica" che crediamo trascurata e
oscurata da molti giornali e televisioni, chiediamo un gesto, una
testimonianza: appendere stracci bianchi, bandiere di pace, alle finestre e
ai balconi delle nostre case e dei luoghi di lavoro ma anche annodare un
piccolo straccetto bianco al polso, alla borsetta, allo zaino, alla
bicicletta, al guinzaglio del cane: ovunque sia visibile.
Uno straccio di pace è un modo semplice per far sapere che vogliamo trovare
nuove forme di stare insieme, nuovi modi per risolvere i problemi che non
siano la violenza, il terrorismo, la guerra. Dobbiamo vincere una sorta di
pudore, di timidezza, e dobbiamo credere che sia possibile: se i
duecentomila che hanno firmato l'appello di
Emergency -e ogni giorno diecimila persone si aggiungono all'elenco -
esponessero uno straccio di pace - la cosa non potrebbe più essere ignorata
o censurata.
Duecentomila stracci di pace potrebbero addirittura rappresentare una massa
critica capace di innescare una reazione a catena.
E'una scommessa difficile, ma non dobbiamo perderla. O riusciamo a tenere
"Fuori l'Italia dalla guerra" o non sarà possibile neppure tenere la guerra
fuori dall'Italia.
E' un impegno che vi chiediamo, è la prima di tante iniziative che, Insieme
con altre organizzazioni, vi proporremo per i prossimi mesi. Tenere l'Italia
fuori dalla guerra è davvero nelle nostre mani.
Buon lavoro a tutti noi
Gino Strada
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Mentre infuriano le polemiche sulle dichiarazioni del telepredicatore
fondamentalista statunitense, Jerry Falwell, in un'intervista telefonica
trasmessa nel corso di un programma andato in onda domenica 6 ottobre sulla
rete CBS ("Credo che Maometto sia stato un terrorista Gesù ha dato l'esempio
dell'amore, così come aveva fatto Mosè. Invece Maometto ha dato un esempio
opposto")...
AD ATLANTA LEADER RELIGIOSI DI TUTTO IL MONDO RINNOVANO IL LORO IMPEGNO PER
LA PACE
La vescova luterana Margot Kaessmann: disarmare l'Iraq. Ma anche il resto
del mondo
Roma (NEV), 9 ottobre 2002 - Si sono incontrati ad Atlanta (Georgia, USA) il
4 e 5 ottobre rappresentanti di diverse confessioni religiose, per una
conferenza sulla pace co-sponsorizzata dalla Chiesa Unita di Cristo di
Atlanta e dal Consiglio ecumenico delle chiese (CEC). Obiettivo dell'
incontro, ribadire l'impegno delle comunità di fede a favore della pace,
come parte integrante del lavoro globale per sconfiggere la violenza, in
sintonia con il programma decennale lanciato dal CEC nel 2001 (Decennio
contro la violenza).
"Le religioni - ha detto il pastore Gilbert Friend-Jones, della Chiesa Unita
di Cristo - hanno spesso incoraggiato la violenza, e questa è purtroppo una
caratteristica che accomuna tutte le maggiori tradizioni religiose".I
partecipanti, ha poi riferito all'agenzia ecumenica ENI, provenienti da
diversi continenti e appartenenti a diverse tradizioni religiose, si sono
impegnati a "promuovere nuove forme di cooperazione fra comunità di fede in
tutto il mondo per sostenere la causa della pace". La conferenza si è svolta
nella stessa settimana in cui migliaia di manifestanti in varie città degli
Stati Uniti - incluse New York, Los Angeles, Chicago e San Francisco -
protestavano contro la politica del presidente Bush ed i suoi piani per una
"guerra preventiva" contro l'Iraq. Le manifestazioni del 6 ottobre, in
particolare, hanno ricordato che un anno fa iniziava l'intervento militare
contro l'Afghanistan. E' intervenuta, nel corso della conferenza di Atlanta,
anche la vescova luterana tedesca Margot Kaessmann, della Chiesa luterana di
Hannover: "Sono d'accordo con il presidente Bush - ha detto - quando afferma
che bisogna disarmare l'Iraq; ma anche il resto del mondo, inclusi gli Stati
Uniti. Il futuro - ha detto ancora all'assemblea - appartiene ai
nonviolenti, o non ci sarà futuro". (nev/ln)
"IL MALE NON PUÒ ESSERE VINTO CON UN ALTRO MALE": I VESCOVI EUROPEI SU PACE
E GIUSTIZIA
A Sarajevo la XXXII Assemblea plenaria del Consiglio delle conferenze
episcopali
Roma (NEV), 9 ottobre 2002 - Si è conclusa con un appello alla pace e alla
giustizia, la XXXII Assemblea plenaria del Consiglio delle conferenze
episcopali (CCEE), svoltasi a Sarajevo dal 3 al 6 ottobre, su invito della
Conferenza episcopale della Bosnia Erzegovina. "Tutti i cittadini e tutti i
governi - hanno affermato i vescovi cattolici - sono obbligati a lavorare
per evitare la guerra. Occorre avere il coraggio per credere che il male non
può essere vinto da un altro male". Forte apprensione è stata espressa tanto
per il probabile intervento in Iraq, che per "la tragedia interminabile che
si consuma in Terra Santa".
L'Assemblea del CCEE ha anche toccato questioni di carattere ecumenico, ed
in particolare la diffusione in Europa della Carta Ecumenica, firmata dai
presidenti del CCEE e della Conferenza delle chiese europee (KEK) ad aprile
del 2001 a Strasburgo: "Un documento fondamentale per la creazione di una
cultura del dialogo e della collaborazione tra le chiese in Europa". I
vescovi cattolici hanno rinnovato in questa occasione la loro disponibilità
ad operare affinché gli impegni suggeriti dalla Carta Ecumenica siano
accolti a tutti i livelli della vita delle chiese. L'Assemblea delle
conferenze episcopali ha inoltre avuto un primo scambio di informazioni
sulla terza Assemblea ecumenica europea, dopo Basilea (1989) e Graz (1997).
Questa grande manifestazione potrebbe svolgersi non prima del 2006.
L'Assemblea ha discusso a fondo le questioni del processo dell'unificazione
europea, soprattutto in riferimento al dibattito sugli sviluppi futuri dell'
Unione Europea e ai lavori della Convenzione. È stato menzionato in questo
contesto il contributo del segretariato della Commissione delle Conferenze
episcopali presso la Comunità Europea (COMECE), pubblicato nel maggio 2002
con il titolo "Il futuro dell'Europa. Responsabilità politica, valori e
religione", come anche la proposta giuridica, presentata insieme alla
Commissione Chiesa e società della Conferenza delle Chiese europee (KEK) per
un articolo dell'eventuale "Costituzione Europea" riguardo la libertà
religiosa (vedi notizia precedente). (nev/gu)
(NEV/ENI) - Hindu, sikh, musulmani e cristiani insieme hanno portato a
termine il 2 ottobre una marcia di oltre 700 chilometri che ha attraversato
l'India per chiedere la riconciliazione tra le componenti religiose del
paese. "Sfruttare i sentimenti religiosi della popolazione per trarne
benefici politici è uno dei principali 'peccati' della società indiana - ha
dichiarato il pastore Valson Thampu, tra gli organizzatori della marcia -.
Il nostro messaggio chiama all'unità e non alla divisione dei popoli nel
nome di Dio".
(NEV/ENI) - Giovedì scorso a Bruxelles il presidente della Commissione
Europea, Romano Prodi, ha incontrato il patriarca ecumenico ortodosso
Bartolomeo I ed ha sottolineato l'importanza del ruolo della Chiesa
ortodossa in vista del futuro allargamento dell'Unione Europea. Tra gli
stati in predicato per entrare nell'Unione, la maggioranza infatti è
prevalentemente di religione ortodossa. Il patriarca Bartolomeo I ha
auspicato che il ruolo e l'importanza della religione sia esplicitato in
ogni futuro documento o trattato dell'Unione Europea.
NESSUNO TOCCHI CAINO - HANDS OFF CAIN APPELLO ALLE NAZIONI UNITE PER UNA
MORATORIA DELLE ESECUZIONI
Al Segretario Generale delle Nazioni Unite
Noi, sottoscritti, pensiamo che l'umanità deve andare avanti, e l'abolizione
della pena di morte non è solo una necessità dell'individuo, il
rafforzamento ulteriore della sua sfera di inviolabilità, ma sempre più una
necessità storica e universale, il punto di approdo della nostra epoca, il
punto di incontro di civiltà diverse.
"Nessuno tocchi Caino", è scritto nel Libro, e questo antico imperativo per
noi vuol dire che lo Stato non può disporre della vita dei suoi cittadini.
Di fronte ad una criminalità che colpisce tutti in maniera intollerabile,
sono molti a chiedere di mantenere o di reintrodurre la pena capitale, ma in
questo modo il profondo senso di giustizia che li anima è mal riposto.
L'abolizione della pena di morte è sempre più un punto di vista anche della
comunità internazionale. La Commissione per i diritti umani delle Nazioni
Unite, il 25 aprile del 2001, per il quinto anno consecutivo, ha stabilito
che l'abolizione della pena di morte "contribuisce al rafforzamento della
dignità umana e al progresso dei diritti dell'uomo", ed ha chiesto agli
Stati mantenitori di "stabilire una moratoria delle esecuzioni in vista
della definitiva abolizione della pena di morte".
I Tribunali istituiti dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite per
giudicare il genocidio, lo stupro etnico, le fosse comuni ed altri gravi
crimini commessi nella ex Jugoslavia e in Ruanda e lo stesso Statuto del
Tribunale internazionale permanente per i crimini contro l'umanità,
escludono tutti il ricorso alla pena capitale. Mentre essa è prevista,
all'interno di alcuni Stati, per reati infinitamente meno gravi.
Noi, sottoscritti, chiediamo alle Nazioni Unite di liberare la Comunità
internazionale da questo anacronismo e di istituire una moratoria universale
delle esecuzioni, in vista della completa abolizione della pena di morte.
Dopo l'abolizione della schiavitù e l'interdizione della tortura, il diritto
a non essere uccisi a seguito di una misura giudiziaria può essere un altro
comune denominatore, una nuova e irriducibile dimensione dell'essere umano
che fa di tutti noi un'unica comunità.
Firma su http://www.arte.it/caino/
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APPUNTAMENTI segnalati da NEV
ROMA - Giovedì 10 per il ciclo di incontri musicali a favore dell'
Associazione Medici contro la tortura, concerto dell'organista James
Goettsche. Alle 21 nel tempio anglicano di via del Babuino 153.
MILANO - Sabato 12, a cura del Servizio istruzione educazione della
Federazione delle chiese evangeliche in Italia, incontro su "Una fede, tante
culture". Dalle 9,45 presso la chiesa metodista di via Porro Lambertenghi
28.
TORINO - Sabato 12, per gli incontri musicali del Centro evangelico di
cultura "Lodovico e Paolo Paschetto", concerto dell'Insieme cameristico di
Torino. Alle 21 nel tempio battista di via Viterbo 119.
BERGAMO - Sabato 12, primo appuntamento di un ciclo di studio su "Il
contributo dei protestanti alla costruzione dell'Italia moderna", a cura del
Centro culturale protestante. Alle 17 in via Tasso 4, prolusione di Elena
Bein Ricco su "Laicità e pluralismo nella società multiculturale".
FIRENZE - Sabato 12, Debora Spini e Gianna Urizio presentano il libro di
Rina Lydia Caponetto "Quando gli orizzonti cambiano". Alle 17,30 alla
Libreria Claudiana, Borgo Ognissanti 14 r.
MESTRE/VENEZIA - Domenica 13, 89° convegno dei Gruppi ecumenici del
Triveneto, sul tema "Riconciliazione e chiesa". Dalle 9,30 alle 16 presso la
Casa Cardinale Urbani, via Castellana 16a.
CHIASSO (Svizzera) - Domenica 13, apertura di un ciclo di incontri dell'
Amicizia ebraico-cristiana con un "Concerto per la pace preventiva", con il
coro ebraico "Col Hakolot" e il gruppo musicale arabo "Rapsodia". Alle 17
nell'Aula magna delle Scuole.
MILANO - Lunedì 14, primo incontro del Segretariato attività ecumeniche sul
tema "Annuncio e cammino di fede: l'iniziazione cristiana nelle diverse
tradizioni". Alle 18,15 nella sede di piazza San Fedele 4.
SALERNO - Martedì 15, inizia un ciclo di 9 incontri biblici ecumenici a cura
della chiesa metodista sulla Carta Ecumenica di Strasburgo. Alle 19,30 nei
locali di via Manzella 27 con il pastore Antonio Squitieri.
TELEVISIONE - Domenica 13, alle 24 circa su RAIDUE, la rubrica
"Protestantesimo" presenta un numero centrato su un incontro con il pastore
battista Paolo Spanu: "Un testimone credibile". Replica lunedì 14 alle 24
sempre su RAIDUE.
RADIO - Ogni domenica mattina , alle 7,30 su RAI Radiouno, "Culto
Evangelico" manda in onda una predicazione (13 ottobre, pastore Giovanni
Anziani), notizie dal mondo evangelico, appuntamenti e commenti di
attualità.
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Approfondimenti:
L'esercito della Salvezza: una micropresenza in Italia
Negli USA L'E.d.S. si schiera col presidente Bush per estromettere i
credenti omosessuali dalle associazioni di beneficienza e in Italia?...
Diamo un occhiata ai loro siti, estrapolando alcune informazioni utili per
meglio capire.
"Perché l"Esercito della Salvezza?
Perchè un pastore metodista, impegnatosi a predicare l'Evangelo nelle piazze
e nelle strade con lo scopo di recuperare quelli che avevano trascurato ogni
rapporto con la chiesa , si trovò ad avere un esercito di volontari, deciso
a rimanere tali.
Nel redigere lo statuto dell'organizzazione, William Booth, il fondatore, le
dovette anche dare un nome. "Sono un predicatore della salvezza, non un
volontario", disse il figlio Bramwell. "Ebbene-rispose il padre-saremo un
Esercito della Salvezza".
Questo movimento spirituale, o chiesa della strada, come qualcuno lo ha
definito, adottò subito una disciplina, gradi, divise e simboli militari. La
divisa sta ad indicare che chi la indossa è testimone di Cristo, disponibile
verso chiunque abbia bisogno di aiuto. I colori della bandiera hanno
significato spirituale: il rosso indica il sangue di Gesù ; l'azzurro la
purezza; il giallo lo Spirito Santo. Le S, una per mostrina, significano:
Salvati per Servire. Tutta la simbologia ha significato profondamente
spirituale, mai militare.
L'Esercito della Salvezza opera in Italia dal 20 Febbraio 1887. Attualmente
conta 31 comunità . 2 Opere Sociali - 4 Centri di vacanze e conferenze, con
37 ufficiali ed avangelisti in servizio e 16 in pensione.
La sede centrale è a Roma in via degli Apuli 39, Tel. (06) 44 626 14 - 49
410 89, Fa (06) 49 00 78; Ufficiale in comando è il Maggiore David Amistead.
A Torino ha iniziatoad esempio la sua opera di testimonianza cristiana il 21
Novembre 1893; da alcuni decenni ha la sua sede nel quartiere di San
Salvario, via Principe Tommaso 8C. La sua testimonianza a Torino la esplica
nell'evangelizzazione, nell'insegnamento biblico (Antico e Nuovo Testamento)
in sede e fuori sede, per bambibi, adolescenti, giovani e adulti.
Durante 4 mesi del periodo invernale offre un pasto caldo, tutti i giorni,
dal lunedì al venerdì, a persone meno abbienti: persone con la minima,
persone nullatenenti, che vivono o sorpavvivono ai margini della società;
sono circa una settantina ogni giorno.
Ulteriori info:
Che cos'è l'esercito della salvezza?
Fondato nel 1878 l'Esercito della Salvezza costituisce una
ramificazione della chiesa cristiana universale: unisce ad una religiosità
fervente e gioiosa un servizio sociale pratico ed efficiente. Sono queste
due attività della medesima salvezza che concerne la completa redenzione
dell'uomo. Tutte e due prendono la loro ispirazione dalla grazia divina, per
i medesimi motivi e per lo stesso fine; e siccome l'Evangelo le ha unite,
noi non desideriamo che siano considerate separatamente.
Perché un esercito della Salvezza?
Perché i Salutisti credono che l'organizzazione, la disciplina, la
mobilità e la coesione di un corpo militare possono e dovrebbero essere
adottati da un movimento cristiano militante, cosciente che il male del
mondo non si arrende a pie esortazioni, ma deve essere superato con il
pensiero, con la lotta e con la vita, da persone che hanno accentrato tutti
i loro interessi in un unico scopo, quello di vivere la carità cristiana, in
antitesi a coloro che commettono il male, i quali fanno ruotare la loro vita
sul proprio egoismo.
26.00 ufficiali e cadetti annunziano l'Evangelo in 106 lingue, con
parole ed opere in 19.500 centri dislocati in 82 Paesi.
37.000 impiegati a tempo pieno assistono gli ufficiali, anche
soldati e laici volontari consacrano il loro tempo libero al servizio di Dio
e dell'Esercito.
Si pubblicano 114 periodici con una tiratura di copie considerevole.
Le scuole dell'Esercito della Salvezza provvedono ad istruire
180.000 allievi. I suoi 38 ospedali accolgono più di 153.000 pazienti
interni, ed ogni anno vengono curati più di un milione di pazienti esterni
mediante i numerosi ambulatori.
3 lebbrosari dispongono di 721 posti letto.
Nei Paesi sottosviluppati si calcola che complessivamente vengono
provveduti circa due miliardi di pasti all'anno. Non sono trascurati i senza
tetto, i disastrati per casue calamitose, i carcerati, le ragazze madri, i
drogati, gli alcolizzati, come pure i bambini di famiglie divise o
abbandonati, gli handicappati.... "
Per ulteriori informazioni visita il sito
www.esercitodellasalvezza.org