Orientamenti ecumenici
Parola per domenica 27 ottobre 2002, festa della Riforma:
I giovani si affaticano e si stancano,
i giovani scelti inciampano e cadono.
Ma quelli che sperano nell'Eterno
acquistano nuove forze,
s'innalzano con ali come aquile,
corrono senza stancarsi e camminano
senza affaticarsi.
Isaia 40:30-31
Paolo scrisse:
"Dio è colui che opera in voi
il volere e l'operare,
per il suo disegno benevolo."
Filippesi 2:13
Caro Padre celeste, un nuovo giorno ha inizio. Donami nuova forza e
pazienza. Consolami mediante la tua parola. Ristorami quando sono sposato e
stanco. Stammi vicino quando sopraggiungono i dolori ed io perdo coraggio.
Fammi superare il giorno ed accogliere con riconoscenza ciò che di buono gli
essere umani mi dimostrano.
Tu sei il Padre mio, a te io mi affido.
Proposta di preghiera fino a tutto il mese di novembre 2002: per la pace e
la sicurezza nel mondo
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Controinformazione:
Solidarietà cristiana con Israele!
Non risultano a questa newsletter elettronica prese di posizione ufficiali
in Italia - da parte sia cattolica che protestante - di condanna degli
attentati terroristici in Israele e di piena e totale solidarietà al popolo
israeliano, così duramente provato da un numero impressionante di stragi
d'innocenti civili. Le grandi manifestazioni di decine e decine di migliaia
di evangelicals negli USA che si tengono di fronte alla Casa Bianca (ad es.
quella del 11 ottobre) in segno di solidarietà agli ebrei americani e
israeliani vengono sistematicamente censurate sui media.
Eppure sono tantissimi i milioni di cristiani evangelici che in Italia e nel
mondo si dichiarano preoccupati per le sorti della pace e della sicurezza
innanzitutto d'Israele: la maggioranza di questo imponente movimento è
presente proprio negli USA ed é stimato in diverse decine di milioni di
persone (fra 50 e 70)
Pur nascendo questo movimento d'opinione ed ecclesiale da ambiente
conservatore riesce a raccogliere consensi fra
autorevoli esponenti dell'ebraismo e del cristianesimo più illuminato. Del
resto i pellegrini del Mayflower s'identificarono fin dall'inizio negli
ebrei alla ricerca della terra promessa e nel XVII secolo discussero
seriamente l'ipotesi di abbandonare la lingua inglese e sostituirla con
l'ebraico... E non si può certo liquidare questo movimento come
letteralista, visto che considera la fondazione di Israele nel 1948 come la
realizzazione di una promessa biblica: tutto il senso della Bibbia verrebbe
stravolto radicalmente se si spiritualizzasse il Patto del Signore col Suo
popolo eletto. La terra è uno di quegli elementi fisici (e non solo
spirituale) da cui non si può prescindere nell'esegesi biblica e
dall'interpretazione teologica! Piena solidarietà cristiana ad
Israele,dunque,
Il 20 ottobre c'è stata una nuova manifestazione a Washington, con la
speranza espressa pubblicamente dal rabbino Eckstein di mobilitare quanto
prima 100.000 chiese cristiane nel mondo e almeno un milione di cristiani
per una giornata di preghiera per Israele. Io sarò fra questi, pur non
essendo un conservatore o un fondamentalista, e tu?
Maurizio Benazzi
Il 16 ottobre 2002 a Gerusalemme e alla presenza di S.E. l'Ambasciatore
d'Italia, è stato presentato il libro "Per non dimenticare, appunti e
ricordi" per ricordare la deportazione di 2000 ebrei romani avvenuta il 16
ottobre 1943.
I 17 racconti degli scampati rifugiatisi in seguito in Israele- mostrano,
oltre all'orrore, anche il volto e l'umanità delle persone (cristiani di
fedi diverse) che si sono prodigate per aiutare e salvare i perseguitati.
Fra queste figurano i nomi di due famiglie valdesi: Avondet e Comba alle
quali fu conferita la medaglia d'oro al valor civile e i loro nomi inseriti
nell'album dei "Giusti fra le Nazioni".
Nel libro si ritrovano non solo la tragicità degli avvenimenti, ma anche il
loro umorismo, il rispetto del vicino, dell'altro e del diverso. La messa in
pratica di quei sentimenti, di quei pensieri e del pluralismo reale hanno
evitato all'umanità di sprofondare nel precipizio delle barbarie.
Notizie da NEV (Roma - FCEI):
IMMIGRATI IN ITALIA: RICONOSCERE LORO LA DIGNITÀ DI LAVORATORI E CITTADINI
Presentato a Roma il Dossier statistico sull'immigrazione 2002 a cura della
aritas
Roma (NEV), 23 ottobre 2002 - Riconoscere agli immigrati presenti nel nostro
paese la dignità di "lavoratori e cittadini": forza lavoro per il mercato
italiano, ma anche cittadini portatori di bisogni sociali e culturali. Lo
chiedono i responsabili della Caritas-Migrantes, che oggi hanno presentato a
Roma il Dossier statistico sulla
immigrazione, giunto nel 2002 alla sua XII edizione. Il Dossier costituisce
uno strumento a disposizione di operatori, studiosi, politici, che può
contribuire a "mostrare i dati reali della realtà dell'immigrazione in
Italia - ha detto Franco Pittau, coordinatore del Dossier -, al di là di
strumentalizzazioni o facili semplificazioni su questo fenomeno.
L'immigrazione - ha aggiunto - è ormai un dato strutturale e stabile nel
nostro paese: il futuro che ci attende è in realtà già presente. Oggi gli
immigrati sono solo il 3% della popolazione. Un dato molto basso rispetto ad
altri paesi europei e del mondo, ma destinato a crescere: si prevede che se
oggi i bambini stranieri nelle scuole italiane sono meno del 2%, entro il
2017 la loro percentuale sarà salita almeno al 6,5%". Nel 2001, registra il
rapporto di quest'anno, sono stati 130.000 i nuovi permessi di soggiorno per
inserimento a carattere stabile (la metà per ricongiungimento familiare); in
totale oggi gli immigrati "regolari" in Italia (nel computo sono stati
inseriti anche i bambini e i nuovi nati) si attestano su 1.600.000 persone:
un numero di cinque volte superiore a quello degli irregolari, fa notare
mons. Guerino Di Tora, del Comitato promotore del Dossier: insieme agli
immigrati, ha aggiunto, bisogna "elaborare un progetto di convivenza,
ispirato al diritto dovere della cittadinanza".
"Immigrato - si legge nel Dossier - non è sinonimo di disoccupato". Va
ridimensionato, insomma, il 'tasso immaginario' di disoccupazione degli
immigrati, che secondo i dati resi pubblici oggi si attesta sul 7,4%: di
almeno due punti inferiore al tasso di disoccupazione generale italiano.
Esiste però una questione di fondo - ripresa in più interventi, nel corso
della presentazione del Dossier - che rende oggi più problematico l
'inserimento nel mondo del lavoro: con la legge Bossi-Fini infatti il
permesso di soggiorno è strettamente subordinato al contratto di lavoro. Chi
perde il lavoro, secondo la nuova legge, ha solo sei mesi di tempo per
trovarne uno nuovo: "E' illuministico ritenere che in un lasso di tempo così
breve un immigrato possa trovare un nuovo lavoro dichiarato - è l'opinione
critica di Pittau -: di fatto ciò spingerà molti lavoratori immigrati nell'
ombra della clandestinità".
Di notevole interesse i dati relativi all'appartenenza religiosa degli
immigrati: la metà è costituita da cristiani (ogni 10 presenze, 5,5 sono
cattolici, 3 ortodossi, 1,4 protestanti), per un totale di 660.000 persone;
in crescita i musulmani, che si confermano come la seconda presenza
religiosa in Italia fra gli immigrati, con 488.000 fedeli. "Il confronto
culturale e religioso che ne deriva è di grande impatto - si legge nel
Dossier : un confronto al quale non tutti si era preparati, ma che può
portare un forte arricchimento per tutte le realtà religiose del paese".
(nev/ln)
DIRITTO D'ASILO: IN ITALIA UN "CLAMOROSO VUOTO POLITICO E NORMATIVO"
Anche il Servizio rifugiati e migranti FCEI a Bologna per la Convenzione sul
diritto di asilo
Roma (NEV), 23 ottobre 2002 - Lo scorso 12 ottobre si è tenuta a Bologna la
prima Convenzione Nazionale sul diritto di asilo in Italia. Promossa dal
Consorzio Italiano di Solidarietà (ICS) con il patrocinio della Regione
Emilia Romagna, la Convenzione ha avuto una grande partecipazione di
associazioni, enti locali, rappresentanti di chiese, organizzazioni
internazionali e sindacati (oltre 250 partecipanti con oltre 100 organismi
presenti) ed ha costituito il primo passo per costruire una sede comune di
discussione sul diritto di asilo, tema fortemente intrecciato a quello dei
diritti umani, dei migranti e del traffico di esseri umani.
"E' stato ampiamente sottolineato il clamoroso vuoto politico e normativo
dell'Italia, attualmente l'unico tra gli Stati dell'Unione Europea a non
aver ancora adottato una legge organica in materia di asilo, nonostante tale
diritto sia inserito tra i principi fondamentali della nostra Costituzione",
spiega Franca Di Lecce, che ha rappresentato il Servizio rifugiati e
migranti della Federazione delle chiese evangeliche (SRM/FCEI). Inoltre le
disposizioni sul diritto d'asilo contenute nella nuova normativa in materia
di immigrazione, la cosiddetta Bossi-Fini, confermano il prevalere di misure
di controllo e di repressione su quelle della tutela dei diritti e
l'affermazione preoccupante di una logica di svuotamento di significato dei
diritti umani fondamentali.
"Il diritto di asilo deve essere inserito tra i principi fondamentali della
futura Costituzione Europea - ha sottolineato nella sua relazione
introduttiva Gianfranco Schiavone dell'ICS - e bisogna ripensare all'asilo
tramite un approccio globale al fenomeno che sia in grado di saperlo leggere
all'interno del più grande fenomeno delle migrazioni internazionali. Tale
necessità di fondare un nuovo approccio non mira affatto a svuotare il
diritto d'asilo dalla sua specificità, bensì mira proprio a garantirla". Uno
degli strumenti è sicuramente la sensibilizzazione dell'opinione pubblica
attraverso campagne di informazione, l'educazione ai diritti umani ed il
coinvolgimento attivo delle istituzioni democratiche a tutti i livelli. E'
stata anche discussa la possibilità di costituire un "Osservatorio nazionale
sul diritto d'asilo" che consenta di attuare un monitoraggio rigoroso della
situazione dei richiedenti asilo e dei rifugiati e di intervenire con
tempestività laddove si registrino gravi situazioni di abuso.
Allo scopo di informare sul diritto d'asilo, sulla condizione di richiedenti
asilo e rifugiati in Italia, sulla nuova normativa introdotta dalla legge
Bossi-Fini e per dire "no" alle guerre che ogni anno costringono centinaia
di migliaia di persone a fuggire dai loro paesi, è partita proprio il 12
ottobre da Bologna una "Carovana per il Diritto di Asilo e contro tutte le
guerre" che per circa un mese toccherà varie tappe percorrendo l'Italia da
Nord a Sud (per informazioni: networkasilo.ics@...). (nev/gu)
Notizie da Adn (Roma - avventisti):
Rieti - Manifestazione per la pace nel mondo
Giovedì 3 ottobre, presso il vescovado della diocesi della città di Rieti,
si è svolta la seconda edizione della manifestazione per la pace nel mondo
che, come lo scorso anno, ha visto la partecipazione di diverse confessioni
religiose quali ebrei, musulmani, buddisti, cattolici, valdesi e avventisti.
Ogni rappresentante ha espresso un pensiero sulla pace, concludendo con una
preghiera.
Il past. Riccardo Orsucci è intervenuto con un significativo messaggio,
sottolineando che la mancanza di conoscenza di Dio crea conflitti e tensioni
tra gli esseri umani.
Anche questa manifestazione si inserisce in un programma di apertura e di
dialogo con la cittadinanza e le altre confessioni religiose presenti nel
panorama reatino, portato avanti dalla nostra comunità, che prevede Piani
dei 5 Giorni per smettere di fumare, conferenze e attività sociali.
Vanessa Bianchini
Aosta - Incontro per la pace
Lunedì 7 ottobre, presso i locali della chiesa avventista di Aosta, si è
svolto un incontro interreligioso per la pace. Erano presenti, oltre agli
avventisti, rappresentanti dell'Islam, della Christian Science, dei Bahai,
della Chiesa ortodossa rumena, della Chiesa cattolica e della Chiesa
valdese. È già da un anno che ad Aosta fedeli di diverse confessioni
religiose s'incontrano per pregare insieme per la pace, ognuno secondo la
propria tradizione e il proprio credo.
Questa è anche un'occasione per conoscersi più da vicino, poiché la parte
finale dell'incontro vede due confessioni religiose presentare la loro
storia e le dottrine più importanti. Quest'ultima volta sono stati i Bahai e
la Chiesa avventista a presentarsi. Il prossimo appuntamento sarà il 3
dicembre presso una chiesa cattolica e saranno l'Islam e la Chiesa valdese a
presentarsi.
Durante gli incontri è stato ribadito, a scanso di equivoci, che il dialogo
interreligioso è un'occasione per conoscersi meglio e favorire una cultura
del rispetto, della tolleranza e della fratellanza e non un sincretismo
religioso. Malgrado ancora alcuni siano scettici sulla natura di queste
iniziative, si è instaurato un clima di amicizia e stima reciproca. Che il
Signore ci aiuti sempre a dare una testimonianza del messaggio della beata
speranza e ci aiuti a mantenere un equilibrio tra la vocazione alla
"distinzione" e la vocazione alla "fratellanza".
Giampiero Vassallo
Torino - Tavola rotonda su alimentazione e fede
Mercoledì 23 ottobre a Torino, presso il Palazzo Barolo, la Provincia di
Torino si è fatta promotrice di una splendida iniziativa. È stata
organizzata una tavola rotonda sul tema "Alimentazione, prodotti tipici e
fedi religiose: tra diversità e occasioni d'incontro" con la partecipazione
del Moderatore della Tavola Valdese, Gianni Genre, il presidente della
Commissione Diocesana per l'Ecumenismo e il dialogo con le altre religioni,
don Oreste Favaro, il rabbino capo della comunità ebraica di Torino Alberto
Somekh, e il vicepresidente del centro culturale italo-arabo Dar al Hikma,
Younis Tawfik. Ha introdotto l'assessore all'agricoltura della Provincia ed
è intervenuto il presidente della Provincia di Torino, Mercedes Bresso. Ha
fatto da moderatore il giornalista de La Repubblica, Carlo Cambi. È stata
un'occasione per mettere a confronto culture e tradizioni diverse che
senz'altro ha contribuito a migliorare il dialogo tra le religioni e il
reciproco riconoscimento. Durante il dibattito il sottoscritto ha preso la
parola per dare una testimonianza sullo stile di vita degli avventisti. Alla
fine c'è stata una degustazione a base di prodotti tipici delle quattro
comunità religiose preparate da un ristorante valdese di Torre Pellice, un
ristorante arabo, un agriturismo e un gruppo cattolico. Durante la
degustazione sono state regalate delle copie di Vita e Salute di ottobre ai
relatori e ad alcuni rappresentanti di associazioni gastronomiche.
Giampiero Vassallo
Stati Uniti - Violazione della liberta religiosa nel mondo
La Commissione sulla libertà religiosa internazionale degli Stati Uniti, un
organismo federale indipendente, ha identificato 12 paesi in cui la libertà
religiosa è maggiormente violata. Il rapporto presentato il 30 settembre
nomina Cina, India, Iran, Iraq, Laos, Myanmar (ex Birmania), Corea del Nord,
Pakistan, Arabia Saudita, Sudan, Turkmenistan e Vietnam.
Una volta identificati i paesi coinvolti o che tollerano situazioni
particolarmente gravi di violazione della libertà religiosa, si chiede al
presidente della nazione di intraprendere azioni specifiche contro tali
violazioni.
La Commissione ha riscontrato che in Cina, lo scorso anno, il governo ha
intensificato la violenta campagna per la repressione nei confronti di
cristiani evangelici, cattolici romani, musulmani uighur, buddisti tibetani,
e gruppi, come il Falun Gong, che sono stati etichettati come "culti
diabolici".
Sono degni di essere menzionati anche l'India, per la violenza verso le
minoranze religiose; il Pakistan, per non aver protetto le minoranze
religiose dalla violenza contro le sette; il Vietnam per la politica
repressiva nei confronti di tutte le fedi religiose; e l'Arabia Saudita.
"I risultati della Commissione dimostrano che aumentare al massimo il
sostegno per la libertà religiosa è di vitale importanza", afferma James
Standish, che si occupa delle relazioni della Chiesa Avventista del 7°
Giorno con il governo statunitense. "Abbiamo bisogno di avere sempre
presente nella nostra mente la violazione dei diritti umani, e di discutere
questi risultati con i funzionari statali di quei paesi. Abbiamo anche
bisogno di incoraggiare i nostri rappresentanti eletti affinché facciano
pressione, economica e diplomatica, sui governi per far cessare le
violazioni".
da Ann
Francia - Nuove considerazioni sulla politica antisette
Dopo aver adottato in Francia una legge, l'anno scorso, che secondo molti
limita la libertà religiosa, la partecipazione di una delegazione francese
al più importante meeting europeo apre nuove considerazioni. I delegati
francesi all'Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa
hanno presentato una dichiarazione sulla cosiddetta legge "antisette", che
secondo alcuni colpisce ingiustamente le minoranze religiose. Pur ammettendo
che la legge potrebbe portare allo scioglimento di gruppi religiosi, la
dichiarazione del 12 settembre afferma che questo accadrebbe soltanto "in
condizioni molto restrittive e solo come ultimissima risorsa" e che "finora
la legge non è stata ancora applicata".
Uno degli aspetti più criticati della politica antisette è stata la
compilazione di una "lista della sette". Ma, secondo la recente
dichiarazione francese, questa lista "è un documento di lavoro parlamentare
[che] non ha valore legale". La dichiarazione, tuttavia, ammette che alcune
autorità locali abbiano usato questa lista, nella quale sono presenti
organizzazioni religiose molto conosciute, per negare la libertà religiosa a
gruppi ivi scritti.
Come risultato, il governo francese ha affermato che sta muovendo dei passi
per far sì che non si faccia un cattivo uso della lista delle sette.
La dichiarazione faceva riferimento anche a quella che probabilmente è
l'area più controversa della legge, la costituzione del Mils: l'organismo
governativo di sorveglianza della "Missione Interministeriale per la Lotta
contro le Sette". Il documento diceva: "Siamo coscienti che la summenzionata
Missione ha generato una scarsa comprensione e creato un'immagine che non
corrisponde alla realtà francese. Il governo ha intrapreso un fondamentale
riesame di obiettivi, ruolo e struttura della Missione
Interministeriale...".
"Che la politica del governo francese su questo argomento stia cambiando?
Forse!" dice John Graz, direttore del dipartimento di Affari Pubblici e
Libertà Religiosa della Chiesa Avventista del 7° Giorno. "Queste possono
essere indicazioni della sensibilità delle autorità francesi alle critiche
contro questa legge, che riduce la libertà religiosa e criminalizza alcuni
gruppi e fedi. Noi siamo stati coinvolti poiché le disposizioni di questa
legge possono essere benissimo usate per designare come bersaglio le
minoranze religiose e causare grossi danni ai diritti civili e religiosi
garantiti dalla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Accettiamo di
buon grado il riconoscimento che la lista della sette non sia stata fatta
per essere usata allo scopo di discriminare i gruppi religiosi, e che lo
spirito del Mils possa essere riesaminato".
da Ann
Russia - La Chiesa incoraggia il dialogo tra avventisti e musulmani
Recentemente, gli avventisti del 7° giorno della Divisione Euro-asiatica
hanno pubblicato un'edizione speciale della rivista ufficiale della Chiesa,
Adventistsky Vestnik, dedicandola alla promozione della comprensione e della
fratellanza tra avventisti e musulmani.
Intitolata "Islam: punti di contatto", la rivista mira a far conoscere agli
avventisti le credenze fondamentali e i costumi dell'Islam, e a fornire del
materiale che i membri di chiesa possono condividere con i loro conoscenti
musulmani.
"Questo è il nostro tentativo di iniziare un dialogo significativo tra
musulmani e avventisti", dice l'editore della rivista Valery Ivanov.
"Pensiamo che sia particolarmente importante che i cristiani offrano la loro
amicizia, vista l'attuale atmosfera di pregiudizio contro i musulmani che si
respira in diverse parti del mondo. Come avventisti, vogliamo affermare il
diritto di tutti i gruppi di adorare Dio secondo le proprie coscienze.
Avventisti e musulmani hanno in comune più di quanto crediamo. In questo
numero vogliamo parlare delle cose che ci uniscono, e non di quelle che ci
dividono".
"È importante che i cristiani si ricordino che musulmani e terroristi non
sono la stessa cosa. Proprio come tedeschi e fascisti non sono la stessa
cosa, e russi e comunisti non sono la stessa cosa. Nessuno ama essere
frainteso".
Ivanov nota che le relazioni musulmano-cristiane nella maggior parte delle
nazioni della ex Unione Sovietica, sono generalmente più pacifiche che in
molte parti del mondo.
Sei delle dodici nazioni euro-asiatiche sono a maggioranza musulmana. Le
altre sono preminentemente cristiane, sebbene la popolazione musulmana in
Russia sembra che sia di 15-20 milioni, circa il 15 per cento della
popolazione.
da Ann
Notizie da ENI (Ginevra):
Des responsables religieux déplorent le manque d'intérêt des Philippins pour
la campagne lancée contre une intervention en Irak
Manille, le 25 octobre (ENI) - Plusieurs responsables d'Eglise déplorent le
manque d'intérêt pour la campagne contre la guerre et l'explique par la
série d'attentats à la bombe perpétrés aux Philippines. Certains
commentateurs voient ces attentats comme une réaction à l'appui de leur
gouvernement à une éventuelle intervention des Etats-Unis contre l'Irak.
La Fédération protestante de France s'inquiète de la situation des tsiganes
Paris, le 25 octobre (ENI) - La Fédération protestante de France (FPF) dont
est membre la Mission évangélique tsigane, s'inquiète de la situation faite
aux gens du voyage. Le gouvernement français élabore actuellement un projet
de loi de sécurité intérieure qui comprend des peines d'emprisonnement et
des amendes pour réprimer les stationnements de caravanes sur des terrains
non autorisés.
Une Eglise écossaise veut guider les enfants et les aider à "surfer" en
toute sécurité sur l'Internet
Londres, le 24 octobre (ENI) - Protéger les enfants pour éviter qu'ils ne
"parlent" involontairement à des étrangers sur l'Internet et ne leur donnent
des informations vitales sur eux-mêmes ou leurs familles, tel est le but que
veut atteindre l'Eglise épiscopale d'Ecosse en publiant un guide pour
permettre aux enfants de "surfer" en toute sécurité. Cette brochure de
quatre pages offre des conseils sur la façon de profiter de l'Internet sans
risque, et les enfants et parents qui se débrouillent avec l'ordinateur sont
encouragés à télécharger l'information sur le site www.scotland.anglican.org
L'Eglise catholique s'oppose à la reprise d'un hôpital par le gouvernement
zimbabwéen
Harare, le 24 octobre (ENI) - L'Eglise catholique romaine s'oppose à la
démarche du gouvernement zimbabwéen qui voudrait prendre le contrôle de
l'hôpital missionnaire de Lupane dans la province du Matabélé, craignant une
dégradation de l'établissement. Tout en se félicitant de l'intention du
gouvernement de rénover l'hôpital, l'Eglise s'est opposée à cette demande,
craignant qu'il "ne se dégrade comme d'autres institutions sanitaires
gouvernementales". L'Eglise veut conserver le contrôle sur le seul hôpital
du pays qui lui appartient encore.
Les Eglises indiennes dénoncent le lynchage de cinq jeunes Dalits
New Delhi, le 23 octobre (ENI) - Les chrétiens indiens ont multiplié les
protestations après le lynchage, la semaine dernière, près de New Delhi, de
cinq membres de la caste sociale la plus basse de l'Inde par une foule dont
la colère avait été déchaînée par les rumeurs selon lesquelles ils auraient
tué une vache. Le lynchage est "l'un des crimes les plus horribles contre
l'humanité et c'est aussi une indication de la condition actuelle des Dalits
dans ce pays", a déploré dans une déclaration publiée le vendredi 18 octobre
le Conseil national des Eglise de l'Inde, qui regroupe 29 Eglises orthodoxes
et protestantes.
Un an après, la mort d'une militante et ancienne religieuse mexicaine reste
un mystère
Managua, le 23 octobre (ENI) - Une année après l'assassinat de Digna Ochoa
dans son bureau de Mexico, la mort de cette militante des droits de la
personne reste inexpliquée, et nombreux sont ceux qui craignent que ce soit
un cas de plus à ajouter à la longue liste d'assassinats politiques non
résolus au Mexique. Digna Ocha, une ancienne religieuse dominicaine de 37
ans, avait été tuée par balles le 19 octobre 2001. Aucune arrestation n'a
été faite concernant ce cas, que le gouvernement vient de transmettre à un
troisième procureur.
Le Vatican rejette les directives adoptées par les évêques américains après
le scandale des prêtres pédophiles
Rome, le 22 octobre (ENI) - Le Vatican a rejeté les normes préparées par la
Conférence épiscopale des Etats-Unis concernant les cas d'abus sexuels
commis par des prêtres contre des mineurs, en expliquant que celles-ci
"contiennent des dispositions qui sont en certains aspects difficilement
conciliables avec le droit canon de l'Eglise".
Le président zimbabwéen s'en prend aux organisations d'entraide alors que
les habitants sont menacés par la famine
Harare, le 22 octobre (ENI) - Le président Robert Mugabe a accusé les
organisations de bienfaisance et les agences d'entraide internationales
travaillant au Zimbabwe de "s'immiscer dans nos affaires intérieures", et a
interdit à Save the Children, dont le siège est au Royaume-Uni, de
distribuer de l'aide alimentaire dans un district durement touché par la
famine. Le président a aussi fustigé la Commission catholique "Justice et
paix" (CCJP), accusée par le gouvernement de soutenir les candidats de
l'opposition lors des élections locales dans le district de Binga, au
nord-ouest, où ceux-ci ont remporté 16 circonscriptions sur 21 le week-end
dernier.
Les membres du clergé de l'Eglise de Grèce devront continuer à porter
l'habit traditionnel
Varsovie, le 21 octobre (ENI) - Les responsables de l'Eglise (orthodoxe) de
Grèce ont rejeté une demande des prêtres qui voulaient être dispensés de
porter la barbe, la soutane et le chapeau traditionnels. Le synode de
l'Eglise a en effet pris la décision de conserver la robe traditionnelle
après avoir examiné les arguments avancés par certains membres du clergé qui
trouvaient ces vêtements inconfortables et "peu adaptés" aux temps actuels.
La part des chrétiens brésiliens dans la percée du Parti des travailleurs
Rio de Janeiro\ Berne, le 21 octobre (ENI) - Le deuxième tour des élections
générales au Brésil qui aura lieu le dimanche 27 octobre verra s'affronter
deux projets politiques complètement différents. L'un, celui du candidat
social-démocrate José Serra, ancien ministre de la Santé, pour qui
l'économie, le marché et la rentabilité sont au centre de tout; l'autre,
celui de Luis Inacio Lula da Silva (dit Lula), du Parti des travailleurs
(PT), qui incarne le rêve d'un Brésil où tous auront leur place et un espace
de dignité. Telle est l'analyse donnée au correspondant d'ENI par le
religieux brésilien Leonardo Boff, l'un des pères fondateurs de la théologie
de la libération, professeur d'université, conseiller des mouvements sociaux
de son pays, et lié au PT.
Le patriarche orthodoxe roumain Teoctist en visite à Rome
Rome, le 14 octobre (ENI) - Le patriarche orthodoxe roumain Teoctist a
effectué une visite officielle d'une semaine au Vatican où il a réitéré son
engagement en faveur de l'oecuménisme mais a également dénoncé le
prosélytisme. Le patriarche Teoctist rendait la visite que le pape Jean-Paul
II avait effectuée à Bucarest en mai 1999, qui marquait la première visite
du pape dans un pays à majorité orthodoxe et qui a été suivie par d'autres.
Deux mille moustiquaires seront distribuées au Nigéria dans le cadre de la
prévention du paludisme
Enugu, Nigeria, le 14 octobre (ENI) - Environ 2 000 moustiquaires seront
distribuées aux habitants des zones rurales au Nigéria, dans le cadre d'un
programme mis en place par l'Eglise catholique romaine pour lutter contre le
paludisme, l'une des maladies qui fait le plus de ravages en Afrique. Le
gouvernement allemand a fait don de 1 800 moustiquaires le mois dernier à
l'hôpital de l'Annonciation, spécialisé dans le traitement des maladies
tropicales, ouvert en 1998 à Emene, près de la ville d'Enugu, dans le
sud-est du pays.
Approfondimento per la festa della Riforma:
Lo stemma valdese
Le chiese valdesi hanno oggi come stemma una candeliere con una candela
accesa, attorno alla cui flamma stanno sette stelle e la scritta Lux lucet
in tenebris. Apparso per la prima volta nel 1640 sul frontespizio di un
libro di Valerio Grosso, allora pastore a Bobbio, una trentina di anni più
tardi lo si trova nell'opera di Jean Leger, Histoire des Vaudois des Alpes.
Il simbolo di una lampada e la menzione della luce nelle tenebre sono
riferimenti espliciti alla parola dell'Evangelo che parla di Gesù come di
una luce nel mondo (Giovanni 1,5). Le stelle sono con molta probabilità un
riferimento alla visione dell'Apocalisse (cap. 1, 16) dove Gesù è presentato
come un sacerdote nella cui mano destra stanno sette stelle che
rappresentano
le chiese dell'Asia allora perseguitate. Con questa immagine le chiese
valdesi intendevano comunicare : siamo come una lampada che regge la luce
dell'Evangelo e siamo come le chiese perseguitate dell'Apocalisse. Da dove
hanno tratto quest'idea i valdesi del XVII secolo? Molto
probabilmente dal blasone dei conti di Luserna, allora signori della val
Pellice, che per questo si chiamava val Luserna fino al tempo della
Rivoluzione francese (ed è tuttora stemma del Comune di Luserna San
Giovanni). Si tratta di una lampada accesa, in latino appunto una "lucerna",
con una scritta anch'essa di origine biblica: "Verbum tuum lampaa pedibus
meis" (la tua parola è lampada ai miei piedi ; Salmo 119, 105).
(Giorgio Tourn, I valdesi, Idendità e storia di una monoranza, Società di
Studi Valdesi, 1993)