Orientamenti ecumenici
Alla ricerca di strade da percorrere insieme laicamente

Parola
per giovedì 31 ottobre 2002
Volgiti a me e abbi pietà di me;
dà la tua forza al tuo servo.
Salmo
86:16
Giustificati dunque per fede
abbiamo pace presso Dio
per mezzo di Gesù Cristo,
nostro Signore.
Romani
5:1
Gesù, ci sia
concesso di diventare tuoi contemporanei, di vederti come e dove sei passato
sulla terra e non nella deformazione di un ricordo vuoto.
Soren Kierkegaard
L’uomo e la donna di preghiera
Cari amici,
tutti quelli che ricordano padre Davide Maria Turoldo saranno lieti di sapere che è uscita una cassetta che contiene una lunga intervista fatta al padre sul tema della preghiera;le parole di padre Davide sono come sempre da meditare e da accogliere come dono, specialmente queste, raccolte dall’intervistatore poco tempo prima della sua morte.E’ veramente commovente vedere il padre che si accalora nella foga del discorso e dimentica quasi il suo soffrire quando afferma con convinzione che è l’uomo il compimento ultimo della creazione tutta,il suo esserne la coscienza.
Mi è impossibile riferirvi della intervista, ma posso farlo
per quanto riguarda un opuscolo (sullo stesso tema)che accompagna la cassetta.
Dice padre Turoldo:
Uno dei luoghi comuni più stolti e funesti è che la
preghiera sia “alienazione”, fuga dal mondo. In realtà se c’è un autentico
rivoluzionario,uno che non obbedisca a nessuno tranne che a Dio, questi è il
vero uomo di preghiera.In riferimento alla preghiera come lotta di liberazione
e di salvezza,basta ricordare alcuni episodi della Bibbia.Uno è quello di Mosè
durante la battaglia di Giosuè contro Amalek : basta che lui tenga le mani
alzate verso Dio,in preghiera, perché la vittoria arrida ad Israele.Ciò per
dire che le sorti sono decise al di sopra di noi, però mai senza il nostro
coinvolgimento e la nostra responsabilità,il nostro rischio e la nostra
donazione totale.
Altro evento da ricordare è quello di Giuditta e
Oloferne.Solo dopo avere pregato con il capo cosparso di cenere, Giuditta decide
di agire; la sua preghiera è emblematica:”…infondi a questa vedova la forza di
fare quello che ha deciso…spezza la loro alterigia per mezzo di una donna…Tu
sei il Dio degli umili,sei il soccorritore dei derelitti, il rifugio dei
deboli, il protettore degli sfiduciati, il salvatore dei disperati..” Questa è
preghiera! Preghiera che diventa decisione, forza operante e
irresistibile:certezza del fedele e terrore del male, azione opposta alla
alienazione e alla fuga dal mondo.Chi ha paura non ha fede, chi disprezza non
ama, non è sulla via di Dio.
La vera preghiera è luce che si fa intelligenza,necessaria
comprensione di quello che si deve fare e come fare, forza per cambiare e fare
nuove tutte le cose. Perciò, per pregare bene bisogna conoscere il proprio tempo,
il proprio impegno e dovere,la volontà di Dio che opera sempre nella storia.
Nessuno è tanto “contemporaneo” e presente alla propria
epoca quanto il vero uomo di preghiera.
L’uomo pio è colui che porta tutta la creazione a Dio, e
l’empio è colui che la distacca e la profana.
Se abbiamo lo spirito di preghiera possiamo caricarci di
Dio e gioire nel tempo e nello spazio con la Sua stessa forza.
Maria Antonietta
"GIUSTIZIA: LA GRANDE PASSIONE DI DIO PER
L'UMANITÀ"
A Roma una giornata di studio su
"Giustizia divina e giustizia umana"
Roma (NEV), 30 ottobre 2002 - Sul tema "Giustizia
divina e giustizia umana" si sono confrontati il 27 ottobre a Roma
studiosi e teologi di diverse appartenenze religiose, in una giornata promossa
congiuntamente dal Comune di Roma e dall'Associazione Biblia, nell'ambito del
progetto "Roma città della pace". Nella prima parte della giornata,
coordinata dal vaticanista de "La Repubblica" Marco Politi, si è
svolto un confronto fra le concezioni di giustizia che, di fronte al limite
umano, si appellano alla misericordia di Dio. Sono intervenuti il rabbino capo
di Roma, Riccardo Di Segni, il teologo valdese Paolo Ricca, Fadel Massan per la
Comunità islamica e Stefano Bittasi della Pontificia Facoltà teologica di
Napoli.
"Giustizia e misericordia - ha detto il teologo
valdese Ricca – sono intrecciate l'una all'altra nella Bibbia, ma soprattutto
coesistono in Dio stesso. La sola giustizia non basterebbe: la misericordia è
infatti l' autentico motore della giustizia. La giustizia - ha aggiunto Ricca -
è una realtà che cresce, è una nozione in progresso: ma la sua crescita la
definisce la misericordia, che induce continuamente ad estendere ed
approfondire la nozione stessa di giustizia: questa, in definitiva, non è una
teoria, ma una passione: la grande passione di Dio".
Sul fondamento etico della giustizia sono intervenuti fra
gli altri Stefano Levi della Torre e Paolo Giuntella. Marcello Flores e
Giovanni Bachelet hanno invece affrontato il tema del rapporto fra giustizia e
perdono, con uno specifico riferimento al caso della Commissione sudafricana
per la
verità e la riconciliazione.
(nev/gu)
Mi permetto di chiedere al nostro
lettore il docente Bittasi, di trasmettere la Sua relazione – se tecnicamente
possibile – in modo da poterla leggere insieme in una sezione di
approfondimento di O. E.
Cari amici,
con piacere posso comunicarvi che oggi
la comunità mi ha eletto come futuro pastore. Siete cordialmente invitato a
partecipare al culto di ordinazione e d'investitura, 1 dicembre, ore 10, in
chiesa luterana e al seguente rinfresco.
Fraterni saluti
Dieter Kampen
![]()

dietkamp@...
http://religione.triesteincontra.it/evanlute/
c/o: Comunità Evangelica Luterana
Via S. Lazzaro, 19
34122 Trieste
Tel./Fax ufficio: 040/630168
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CHIESE CRISTIANE DI TORINO: UN
NETTO "NO" ALLA GUERRA PREVENTIVA CONTRO L' IRAQ
Anche le chiese cristiane di Reggio
Calabria si schierano contro il conflitto
Roma (NEV), 30 ottobre 2002 - Una guerra preventiva contro
l'Iraq sarebbe "inutile, immorale e contraria alla volontà di Dio",
affermano le chiese cristiane di Torino e il Consiglio delle chiese cristiane
di Reggio Calabria. Viene diffuso in questi giorni un documento congiunto (vedi
la
Documentazione), "contro la guerra che si minaccia di
scatenare contro l'Iraq", a firma della Commissione evangelica e della
Commissione diocesana per l'ecumenismo, e condiviso inoltre dalle Chiese
ortodosse greca, rumena e russa della città di Torino. La Commissione
evangelica di Torino include le chiese evangeliche valdesi e battiste, la
chiesa avventista e la Chiesa evangelica della riconciliazione.
Molte voci autorevoli, affermano i rappresentanti delle
chiese cristiane di Torino, si sono già espresse a favore della pace, nello
spirito della parola biblica che dice "Beati gli operatori di pace".
"Non intendiamo negare la realtà terrificante del terrorismo - afferma il
documento -, che unanimemente condanniamo e intendiamo contrastare
efficacemente. Neppure ignoriamo i seri pericoli per la stessa pace che
derivano dalla dittatura irachena. Siamo tuttavia coscienti che le vie della
pace non passano attraverso la violenza delle guerre, comunque le si voglia
giustificare. Il
terrorismo trova fertile terreno soprattutto nelle
situazioni di povertà diffusa e di sottosviluppo". Le chiese cristiane
ricordano inoltre che "una guerra preventiva è sempre una guerra di
aggressione" e che l'unica via percorribile dovrebbe essere ancora una
volta quella del dialogo e del negoziato. "Un'aggressione bellica -
prosegue il documento – darebbe maggiori motivazioni ad un nefasto estremismo
di stampo religioso-fondamentalista".
Analoga presa di posizione da parte del Consiglio della chiese
cristiane di Reggio Calabria (che include tutte le principali chiese
evangeliche, la chiesa cattolica e la chiesa ortodossa). "Il Consiglio
intende dire pubblicamente il suo deciso no ad ogni atto di guerra - si legge
in un comunicato diffuso in questi giorni -, in qualunque parte del mondo sia
compiuto e da qualunque parte provenga". La guerra, affermano ancora, è
"immorale, è contro la volontà di Dio e genera per tutti immensi ed
inutili dolori". I fedeli delle chiese cristiane sono invitati ad inviare
al Governo italiano messaggi di protesta contro la guerra e a pregare per tutti
i capi delle nazioni. (nev/ln)
UNA LAVAGNA PER LA PACE
Voci dalla scuola contro la guerra
Nell'ambito della campagna Io non taglio la corda contro la prossima guerra all'Iraq, l'associazione Un Ponte per... ha deciso di promuovere una pagina web denominata UNA LAVAGNA PER LA PACE, uno spazio internet dedicato alle voci della scuola contro la guerra.
Attraverso tale iniziativa si vuole evidenziare il forte disagio di quanti operano nella scuola italiana - attraverso la promozione di programmi interculturali, di educazione alla pace e al dialogo - mentre le scelte di chi governa e della diplomazia internazionale vanno nella direzione dell'uso della forza e delle armi.
Gli insegnanti ed i ragazzi delle scuole sono chiamati a
esprimersi contro la guerra e contro la logica che la guida attraverso la realizzazione di composizioni di testo,
disegni ed altre proposte sul tema, che saranno pubblicati all´indirizzo
www.unponteper.it/nontagliolacorda/
I contributi potranno essere inviati attraverso posta
elettronica o posta normale ai
seguenti indirizzi:
Associazione "Un Ponte per..."
Via della Guglia, 69/A - 00186 Roma RM
e-mail: lavagnaperlapace@...
Federico Z.
Quando un ebreo sa parlare alla coscienza di
tutti…
«Serve il rispetto per tutte le fedi»
Emanuele Fiano
Traduciamo cosa c'è dietro la proposta del crocefisso in consiglio. La Lega
propone il ritorno esclusivo di simboli religiosi come metro
dell'identificazione con la cosa pubblica, professando l'integralismo come arma
vincente di fronte a forme culturali e politiche non cristiane. Io esprimo il
totale rispetto di qualsiasi fede, ma chiedere l'esposizione del crocefisso
come simbolo pubblico in una società moderna, complessa e multiculturale non
corrisponde ai valori dell'Europa moderna. Risponde a un’idea dell'Europa che
si difendeva dai Mori o dai barbari. La loro capitale non sta a Bruxelles o
Milano, sta a Lepanto. Oggi è evidente che, pur dentro un processo di
laicizzazione, il cattolicesimo si presenta ancora come l'identità collettiva
di moltissimi italiani, ma che allo stesso tempo sta tornando ad essere oggetto
della rivendicazione militante di una falange di «puri e duri» che vuol
accreditarsi come portavoce di una maggioranza «oppressa», e che perciò non
chiede diritti di cittadinanza, ma ostenta il diritto di dominio.
C'è l'idea che la croce sia un talismano, capace di fermare «l'orda selvaggia e
violenta dell'immigrazione» che minaccia la nostra vita. La croce non è così un
segno della storia della civiltà, ma è presentata come l'ultima barriera nei
confronti del maligno; non se ne guardano i valori che porta, ma i confini che
stabilisce. Si insegue una civiltà del «cordone sanitario» che trasforma la
paura in aggressione. Una condizione da cui non sono nate le democrazie, ma gli
autoritarismi.
Io, italiano, laico ed ebreo, figlio di chi in ragione della propria religione
fu scacciato da qualsiasi luogo pubblico, rispetterò sempre i valori della
civiltà cristiana, ma non parteciperò a nessun voto contro i valori della
democrazia laica, nella quale sono stato educato, nella quale ho ritrovato la libertà.
Emanuele Fiano
capogruppo Ds
POLEMICHE SULLA SPERIMENTAZIONE
DELLA PILLOLA ABORTIVA RU 486 A TORINO
Doriana Giudici: puntare sulla
prevenzione e sull'educazione ad una sessualità responsabile
Roma (NEV), 30 ottobre 2002 - Si è aperta un'aspra polemica
nei giorni scorsi dopo la decisione del Comitato etico piemontese di inaugurare
la sperimentazione della pillola abortiva RU 486 presso l'ospedale Sant'Anna di
Torino. Molti esponenti cattolici hanno ribadito il no incondizionato della
Chiesa cattolica all'uso di questa pillola e in generale
alla pratica dell' aborto. "La pillola abortiva non può essere usata - è
l'opinione di mons. Elio Sgreccia -, per nessun motivo. Siamo ancor più
meravigliati che questa sperimentazione sia annunciata da un comitato etico
regionale". "Dalla questione dell'aborto in quanto tale - è
l'opinione di Doriana Giudici, presidente della Federazione donne evangeliche
in Italia (FDEI), interpellata dall'Agenzia NEV - bisogna spostare l'attenzione
sul tema della sua prevenzione. Come ci si può opporre ciecamente all'uso della
pillola RU 486 o della pratica dell'aborto per via chirurgica, se non si lavora
ad ogni livello per una corretta educazione alla responsabilità? Bisogna
impiegare maggiori energie per la prevenzione - prosegue Doriana Giudici -,
nelle scuole e attraverso i consultori cittadini". Pur nella sua
dimensione tragica, conclude la presidente FDEI, l'aborto resta comunque, in
una società laica come la nostra, una opzione possibile, affidata alla scelta
dei soggetti coinvolti. (nev/ln)
LUTTO SOTTO LA MOLE
di Ermanno Genre* (NEV)
La decisione del Comitato etico piemontese di dare inizio
alla sperimentazione della pillola abortiva RU 486 presso l'ospedale Sant'Anna
di Torino, è stata l'ennesima occasione per attaccare la legge 194 da parte
delle autorità gerarchiche della Chiesa cattolica romana. Che l'aborto sia,
oggettivamente e soggettivamente "un fatto
luttuoso", come ha affermato il vescovo di Torino Severino Poletto, è vero
e nessuno lo contraddice. Non credo però che ci si possa limitare ad una tale
affermazione. E' il non detto che fa problema. Limitarsi a questo tipo di dichiarazioni ad
effetto significa restare al di qua di quella che definirei una soglia minima
di responsabilità pastorale. Ancora una volta l'unilateralità dello sguardo
posato unicamente sul feto senza alcun accenno alla donna e alle condizioni (di
varia natura) che provocano questa tragica decisione di interrompere un
processo di vita, è uno sguardo parziale, offuscato dalla preoccupazione
ansiosa di dovere comunque pronunciare un giudizio di principio. In questo caso
un doppio giudizio: sulla donna in generale (esiste?), serva di una cultura di
morte e sulla scienza, anch'essa al servizio della morte, per riprendere le
parole del vescovo. E' possibile con tali premesse affrontare concretamente la
triste e tragica realtà dell'aborto? Quale approccio pastorale si può costruire
su tali basi se non di condanna? E' questo che compete ai pastori?
Io non ho letto da nessuna parte affermazioni come quella
attribuita al vescovo di Torino e riportata dal quotidiano La Repubblica
(30/10) - che si vorrebbe un giornale laico ma che ha qualche difficoltà a dar
voce ad altri esponenti della cultura cristiana italiana che non siano i soliti
vescovi - secondo cui l'introduzione della pillola abortiva (diffusa in molti
paesi europei, in Francia da 10 anni) vedrebbe dei cori esultanti per la morte
di un indifeso e considererebbe la pillola abortiva "come un fatto di
progresso e di civiltà". Sono parole gravi, incontrollate, che servono
unicamente a caricaturare una realtà tragica di per sé, senza preoccuparsi
minimamente di intervenire, per quanto possibile, alla radice del problema. Io
non credo che vi sia chi "desidera" l'aborto e tanto meno credo che
il Comitato etico piemontese che ha promosso la sperimentazione della pillola
lo abbia fatto con leggerezza; si tratta di una decisione saggia, che si muove
nell'ambito della 194 con tutte le sue regole ed i suoi limiti (legge che ha,
questo i vescovi omettono programmaticamente di dirlo, diminuito il numero di
aborti in Italia e ha evitato al tempo stesso la morte di molte donne costrette
a rivolgersi alle mammane) e che si basa su una sperimentazione ormai
collaudata in molti paesi europei e negli USA.
Scorgo invece un preoccupante atteggiamento cinico in
talune affermazioni riportate dai quotidiani di questi giorni, che sembrano
quasi dispiaciute del fatto che la pillola abortiva, evitando l'intervento
chirurgico, comporti, di fatto, una minore sofferenza per la donna. Chi teme
che questa pratica abortiva possa facilitare il processo decisionale della
donna a favore dell'aborto - ed è realistico pensarlo - dovrebbe cominciare a
preoccuparsi seriamente della donna che vive questa situazione. Ma per poterlo fare occorre che la morale
cattolica dominante abbandoni il suo
atteggiamento di secolare sfiducia nella donna, in molti
casi una vera e propria misoginia. Penso che qui stia il punto fondamentale:
soltanto una chiesa che saprà dare fiducia alla donna e riguadagnare la loro
fiducia, sarà in grado di trovare parole e atteggiamenti evangelicamente
ispirati, parole e atteggiamenti che non siano soltanto di giudizio e di
condanna. Ritrovare questa fiducia, cari vescovi, è l'arma vincente contro
l'aborto e la pillola abortiva.
* Decano della Facoltà valdese di teologia di Roma e membro
della
Commissione bioetica della Tavola valdese.
VERSO UN FORUM DELLE RELIGIONI
NELLA CAPITALE
Iniziativa dell'Amministrazione
capitolina
Roma (NEV), 30 ottobre 2002 - Su iniziativa della
consigliera Franca Coen Eckart, delegata del sindaco Walter Veltroni per le
politiche della multiculturalità, si è svolto il 29 ottobre un incontro tra i
rappresentanti delle principali comunità di fede della capitale. Obiettivo
della riunione
era verificare la possibilità di avviare un percorso teso a
costituire un "Forum" delle religioni che si ponga come interlocutore
dell'Amministrazione per riaffermare il carattere pluralistico e multireligioso
della città. "Si tratta di lavorare insieme per costruire una convivenza
arricchente e
dinamica - ha affermato la consigliera Coen - promuovendo
campagne di informazione nelle scuole, negli uffici pubblici, nei municipi. In
questo Roma conferma la sua vocazione a città della pace e del dialogo, come
tante volte è accaduto". All'incontro del 29 hanno partecipato anche
numerosi esponenti dell'evangelismo della capitale: valdesi, battisti,
luterani, Esercito della Salvezza, avventisti, pentecostali,
"liberi". Metodisti e Assemblee di Dio hanno fatto giungere un
messaggio di interessamento all'iniziativa. All'incontro non erano presenti i
rappresentanti del
Vicariato, che però hanno espresso attenzione nei confronti
dell'iniziativa.
A conclusione dell'incontro, i rappresentanti delle varie
comunità - oltre a cristiani di diverse tradizioni erano presenti induisti,
buddhisti, musulmani - hanno deciso di aggiornarsi in tempi brevi per discutere
una proposta di statuto che dovrebbe formalizzare la costituzione del Forum.
"Questa convocazione e la proposta di istituire un
forum permanente delle
religioni è un passo importante sotto il profilo civile, culturale e
politico - ha commentato la pastora Maria Bonafede, vicemoderatora della Tavola
valdese - che dà il giusto riconoscimento al carattere pluralistico e
multireligioso della città. Ora si tratta di lavorare
insieme perché il forum si costituisca e definisca le sue linee operative. Ma
il primo passo è stato compiuto". (nev/pn)
ANNO DIACONALE EUROPEO: IN
UNGHERIA LA X CONFERENZA ANNUALE
Favorire lo scambio e l'incontro
fra giovani volontari europei
Roma (NEV), 30 ottobre 2002 - Si è conclusa il 28 ottobre a
Revfulop (Ungheria) la X Conferenza annuale della rete dell'Anno diaconale
europeo (EDYN) di cui la Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (FCEI)
è membro dal 1987. I 25 partecipanti provenienti da 12 diverse nazioni europee
più due "ospiti" della Chiesa Presbiteriana e della Chiesa Unita di
Cristo degli Stati Uniti, si sono confrontati su numerosi temi del lavoro
comune, e su progetti per il futuro.
Attività dei membri della rete dell'Anno diaconale è quella
di offrire ai giovani e alle Opere delle chiese nazionali un'occasione di
incontro e di scambio attraverso lavoro volontario a tempo pieno per periodi
medio/lunghi (normalmente 10-12 mesi).
Attenzione è stata posta nella consueta definizione e
aggiornamento della fase di preparazione, formazione e seguito per i giovani
volontari che le singole organizzazioni effettuano a livello nazionale. In
particolare quest' anno sono due gli aspetti analizzati: la formazione
interculturale e il "faith journey" (percorso di fede). Si è discusso
inoltre sul ruolo dell' EDYN come membro fondatore e parte del Consiglio
Direttivo dell'AVSO (Association of Voluntary Service Organisation) in
particolare per quanto riguarda i rapporti con le istituzioni europee poiché
all'interno di questa associazione-ombrello è presente una parte considerevole
di organizzazioni
della società civile a vario titolo impegnate a fianco, o
in parziale delega e/o convenzione con le istituzioni locali.
Le attività previste per il futuro si riferiscono al
settore della solidarietà tra Chiese attraverso lo scambio di giovani volontari
tra le differenti realtà del protestantesimo internazionale offrendo ai giovani
l' occasione di conoscere e comprendere una realtà a loro nuova (dentro e fuori
il contesto ecclesiastico), ai singoli centri e a coloro che li frequentano di
conoscere le realtà di provenienza attraverso la quotidianità della loro
presenza. Tra i progetti: la collaborazione tra più Paesi per realizzare
occasioni di incontro e formazione con le comunità Rom dell'Est europeo; la
creazione di occasioni di scambio e di formazione tra i diversi operatori per
trovare o consolidare le forme di collaborazione, e consolidare le attività in
favore di volontari, non solo esclusivamente giovani, che
vogliono prestare un
periodo di volontariato presso strutture di un altro paese. (nev/gu)
Allarme
ogm:
Secondo il
settimanale Il salvagente in edicola il 31 ottobre ormai sono anche negli alimenti per bambini, persino nei biberon e nella pastina. Il
Salvagente ha fatto analizzare...
Per saperne di
più:
www.fareverde.it/informati/notizie_dettagli.php?CodNews=153
La copertina
del nuovo numero di Carta settimanale è dedicata a quel che hanno scoperto le
associazioni ambientaliste: i prodotti con organismi geneticamente modificati
violano le regole del commercio mondiale stabilite dalla Omc. Semplicemente,
non possiedono il codice doganale internazionale, per cui dovrebbero essere
respinti a tutte le frontiere. Tutti i particolari in una articolo di Ivan
Verga, di Verdi Ambiente Società, più la "lista rossa" di Greenpeace,
tutte le aziende che si rifiutano di dire se usano Ogm.
www.carta.org/rivista/settimanale/2002/41/sommario.htm
Clicca su:
Inediti. La bozza De Marco per la pace tra Israele e Palestina
L’autore è uno specialista in geopolitica religiosa. Il suo piano di pace
circola da mesi in ambienti responsabili ed è molto critico di Europa e
Vaticano. Eccolo integrale
di Sandro Magister (da L’espresso On Line)
Posta ricevuta sulla giornata di
preghiera per Israele:
“…Io sarò fra questi, pur non essendo un conservatore
o un fondamentalista, e tu?
Maurizio”
(Marco O).: Anch’io. ![]()

[a.longhitano] Non mi sento di condividere la tua
posizione, pur avvertendo un grave disagio per la situazione che si è creata in
Palestina. Partendo dallo spirito evangelico, che mi invita a condividere la
sorte degli ultimi, mi sento più vicino ai palestinesi che agli israeliani.
Entrambi i popoli hanno diritto di vivere in Palestina: perché Israele non ha
mai accettato le dichiarazioni dell'ONU per far nascere uno stato palestinese?
Perché ha attuato da sempre una politica di espansione e di oppressione? Il
terrorismo dei palestinesi va condannato; ma che dire del terrorismo degli israeliani?
In questa situazione mi sembra del tutto fuori luogo manifestare in favore
degli oppressori e contro gli oppressi.
Mi
permetto solo di consigliarti di navigare anche nel sito www.israele.net per avere un’informazione
completa e riporto brevemente un intervento pubblicato in queste ore su una ML
ebraica. Attendo volentieri il tuo
impegno in favore degli oppressi (spero anche quelli israeliani)
…ha fatto
anche una ricerca sulla poverta' in Israele da quando e' iniziata l'Intifada?
Lo sa che i
bambini della scuola Bialik di Tel Aviv e altri, tanti d'Israele ricevono a
ricreazione un panino preparato dall'Associazione "Pitchon Lev " "Apri il cuore" perche' i
genitori sono disoccupati e non in
grado di sfamarli?
Ha idea di
quanti israeliani siano sulla soglia di poverta' per via
dell'intifada che ha bloccato il turismo nostro e loro, il commercio
nostro e loro, lo sviluppo del sistema educativo, industriale e di tutto il
resto? …
Non e' SOLO
l'occupazione israeliana il
problema...... mentre si preparava Oslo, mentre noi preparavamo i nostri figli
all'era della pace, loro educavano frotte di giovani disgraziati alla
morte.....proprio
come stanno facendo in tante parti del mondo usando il terrorismo come mezzo di
potere.
Purtroppo il
problema e' molto, ma molto piu' grave e profondo !
C'e' ancora
speranza, bisogna cercare il punto di unione, senza giudicare.
Sto' iniziando
un progetto educativo con dei bambini palestinesi....per uscire insieme del
buio. Ma da qua e' piu' facile battersi per il dialogo, non e' come stare
dietro a un computer e analizzare come fanno molti......scusa il tono ma e'
sempre con affetto"
Angelica Calò
- Livnè.
Galilea del
Nord”
(NEV/NS) - "Non siamo a favore del divorzio, ma ci
pare giusto che una legge che regola il matrimonio civile contempli la
possibilità di divorziare": così è scritto in una lettera aperta inviata
al presidente cileno Ricardo Lagos dal Consiglio delle chiese evangeliche del
Cile. Il Parlamento cileno è da tempo impegnato in un dibattito sul tema del
divorzio, fortemente osteggiato dalla locale gerarchia cattolica.
(NEV) - Nata nel gennaio 1900 con il nome di
"Alba", "Impegno" è ancora oggi la rivista dell'Unione
cristiana delle giovani (YWCA-UCDG). Nel suo numero del terzo trimestre 2002,
presenta articoli su problemi sociali, ambiente ed ecologia, ecumenismo,
recensioni e notizie dalle associazioni sorelle di tutto il mondo. Impegno, via
San Secondo 70, 10128 Torino.
(NEV) - 115 anni di pubblicazione per "Il
cristiano", mensile di edificazione e informazione diretto da Paolo
Moretti, che nel numero di ottobre presenta studi biblici (G.Buccheri,
G.Venturini. R.Diprose, E.Coscia), articoli su Bibbia e cultura, dialogo con i
lettori, notizie dalle comunità e dalle missioni in Kosovo e Albania. Il
cristiano, via del Campo della Fiera 16, 52031 Anghiari (AR).
(NEV/ME) - Un "Grande fratello" teologico: è la
sorprendente notizia dalla Germania dove 171 pastori e 77 sacerdoti cattolici
hanno partecipato alle selezioni per trovare i candidati ad un nuovo programma
televisivo di taglio religioso. Ogni settimana dovranno presentare la loro
chiesa ai
telespettatori che ad ogni programma voteranno
l'eliminazione del meno brillante tra i concorrenti.
APPUNTAMENTI
BARI - Giovedì 31, nei locali della chiesa valdese,
conferenza del pastore Alfredo Berlendis su "La Riforma: dono dello
Spirito". Alle 18,30, corso Vittorio Emanuele 138.
SALERNO - Giovedì 31, a cura del Collegio dei pastori
evangelici della Provincia, riflessione e informazione sul significato della
Riforma protestante. Dalle 18 nell'Aula del Consiglio provinciale a Palazzo
S.Agostino, con la partecipazione delle Corali locali.
CIVITAVECCHIA (Roma) - Giovedì 31, al Centro di cultura
biblica e teologica, incontro con il prof. Paolo Ricca su "La Riforma
protestante in Germania: Martin Lutero". Ore 18,30 via dei Bastioni 18.
PIAZZA ARMERINA (Enna) - Giovedì 31, tavola rotonda su
"La Riforma protestante in Sicilia", con padre Giovanni Scorderio e
il pastore valdese Ulrich Eckert. Alle 18 nel tempio avventista.
FORMIA (Latina) - Da venerdì 1 novembre a domenica 3, 27°
incontro nazionale delle Comunità di base, sul tema "Chiamati alla
speranza oltre i confini di ogni fondamentalismo". Segreteria: 081
5534150.
CALTANISSETTA - Domenica 3, presentazione del volume
"Il movimento evangelicale" di Pietro Bolognesi e Leonardo De Chrico,
edito dalla Queriniana. Alle 17,30 nella Sala Consiliare a Palazzo del Carmine.
MEANA DI SUSA (Torino) - Domenica 3, incontro giovanile su
"Confessare la fede oggi" e conferenza del pastore Giorgio Bouchard
su "Martin Luther King, l'uomo del secolo". Dalle 16,30 nel tempio
battista di Campo del Carro.
TELEVISIONE - Domenica 3, alle 10,05 in Eurovisione su
RAIDUE, "Culto della Riforma" dalla Chiesa di Chaindon, nel Jura
bernese. Lunedì 4, alle 9,30 sempre su RAIDUE, la rubrica
"Protestantesimo" manda in onda la replica del programma
"Beneficenza o ricerca di giustizia?": un'iniziativa evangelica a
Napoli per affrontare la dignità della vita.
RADIO - Ogni domenica mattina, alle 7,30 su RAI Radiouno,
"Culto Evangelico" manda in onda una predicazione (27 ottobre,
pastore Salvatore Ricciardi), notizie dal mondo evangelico, appuntamenti e
commenti di attualità.
DOCUMENTAZIONE
LE CHIESE CRISTIANE DI TORINO
CONTRO LA GUERRA IN IRAQ
Il documento che presentiamo è stato elaborato
congiuntamente dalla Commissione evangelica della città di Torino (di cui fanno
parte le chiese valdesi, battiste, avventiste e la Chiesa evangelica della
riconciliazione) e dalla Commissione diocesana per l'ecumenismo. E' stato
inoltre condiviso
dalle chiese ortodosse rumena, greca, russa della città di
Torino.
La Commissione Evangelica e la Commissione Diocesana per
l'Ecumenismo, riunite in assemblea congiunta, intendono prendere decisamente
posizione, a nome delle rispettive Chiese, contro la guerra che si minaccia di
scatenare contro l'Iraq.
Voci autorevoli, sia delle Chiese che della Società civile
si sono già pronunciate in questo senso. Vogliamo unirci a tutti coloro che
vogliono la pace e la vogliono conseguire attraverso vie pacifiche: "Beati
gli operatori di Pace" (Mt., 5,9).
Non intendiamo negare la realtà terrificante del
terrorismo, che unanimemente condanniamo e intendiamo contrastare
efficacemente. Neppure ignoriamo i seri pericoli per la stessa pace che
derivano dalla dittatura irachena.
Siamo tuttavia coscienti che le vie della pace non passano
attraverso la violenza delle guerre, comunque le si voglia giustificare.
Il terrorismo trova fertile terreno soprattutto nelle
situazioni di povertà diffusa e di sottosviluppo. Tra coloro che sono
esasperati per le loro condizioni di vita, è fin troppo facile reclutare
manovalanza terroristica.
Ricordiamo quindi:
1. che un efficace contrasto al terrorismo passa attraverso
la promozione di un giusto sviluppo dei popoli e attraverso un'equa
distribuzione delle risorse della terra e del frutto del lavoro umano;
2. le guerre, lungi dal risolvere i problemi dei rapporti
tra popoli e culture, spesso li aggravano.
3. una guerra preventiva è sempre una guerra di aggressione
e come tale non può essere accettata, neppure quando la si voglia giustificare
adducendo la particolare pericolosità della controparte.
4. la via del dialogo, nei rapporti diplomatici diretti tra
Stati e in sede ONU, appare come unica via giusta e percorribile.
5. un'aggressione bellica di questo genere, nei tempi in
cui viviamo, darebbe maggiori motivazioni ad un nefasto estremismo di stampo
religioso-fondamentalista. Rafforzerebbe, a nostro avviso, i movimenti
terroristici con motivazioni religiose improprie e inaccettabili, ma fortemente
convincenti per tanta povera gente, strumentalizzata con appelli a difendere la
propria fede. Inganno e violenza che si sommano l'uno all' altra. Pensiamo che
al riguardo non siano sufficienti espressioni rassicuranti che potrebbero
apparire ai loro occhi come ambigue o addirittura false.
Nel nome dell'unico Dio cui si riferisce, pur con fedi
diverse, ogni sincero credente ed ogni appassionato cercatore di verità,
pronunciamo il nostro
"NO" più netto a questa guerra in particolare e a tutte le
guerre che ancora dividono l'umanità, soprattutto quando pretendono di
ammantarsi di motivazioni religiose.
Invitiamo tutti i credenti in Cristo, riuniti nelle
rispettive Chiese: - a pregare con fede costante Dio perché converta i cuori e
le coscienze, fermando ogni volontà di terrorismo e di guerra; - ad elevare la
loro voce, in tutte le possibili occasioni e in tutti i loro ambiti di vita e
di lavoro, per contribuire a far crescere un'opinione pubblica favorevole a
rapporti di pace e contraria ad ogni forma di violenza dell'uomo sull'uomo.
Il Signore Gesù, che ci chiama ad "essere
perfetti nell'unità" (Giov. 17,23) perché il mondo creda, aiuti e sostenga
le nostre Chiese perché sappiano continuare la Sua missione: "radunare
nell'unità i figli dispersi di Dio"
(Giov. 11,52).
PARTECIPO PERCHE' ESISTO
29 novembre
2002
"Giornata
del non acquisto"
Terre di mezzo
e Altreconomia
propongono la
seconda edizione del
BND CONTEST
concorso di
anti pubblicita'
Amati lettori!
Manca poco più
di un mese alla "giornata del non acquisto", in programma per il 29
novembre 2002: appuntamento mondiale di quanti per un giorno lasciano a casa il
portafogli e decidono che, sia pur per 24 ore, la smettono di essere
"consumatori".
Una moratoria
di un giorno per liberarsi dalle raccolte punti, dalle carte fedelta', dalle
promozioni, dal tre per due, dal target, dal modello dell'acquisto compulsivo,
dall'ipnotico messaggio che "sei quello che compri".
La giornata
del non acquisto e' la festa di quanti per un giorno ripensano al tempo che il
consumismo ci estorce o semplicemente la festa di chi ha voglia di gridare uno
slogan "Buy nothing day". E, per quelli più impegnati, e' un giorno
per ripensare al consumo etico, al valore economico della gratuita', alle
relazioni senza scambi monetari.
Quest'anno la
partecipazione delle associazioni si preannuncia generosa. Siete tutti
invitati! Se sei un singolo unisciti alla folla dei "non acquirenti";
se fai parte di un'associazione c'e' spazio per festeggiare con banchetti
informativi, animazione di strada, dimostrazioni pacifiche fuori dai centri di
consumo che si ergono come nuove cattedrali della vita moderna.
Se vuoi
proporre un'iniziativa nella tua citta' o piu' semplicemente, se la stai
cercando, facci sapere. Per ora puoi trovare informazioni aggiornate ai siti:
www.terre.it/bnd e www.retelilliput.org
ECCO, INFINE,
COSA PROPONGONO TERRE DI MEZZO E ALTRECONOMIA per celebrare la giornata del non
acquisto.
Terre di mezzo
e Altreconomia lanciano la seconda edizione del BND Contest, concorso di
anti-pubblicità.
Ovvero, come
usare lo strumento della pubblicita' per difendersi dalla propagazione del
modello consumista. Una palestra di creativita' per distruggere il messaggio,
esercitare la fantasia, plasmare nuovi immaginari assolutamente "non
marketing oriented".