Orientamenti ecumenici
Alla ricerca di strade da percorrere insieme laicamente

Parola per domenica 3 novembre 2002
Tu ci hai messi alla prova, o DIO,
tu ci hai raffinati come si raffina l'argento.
Salmo 66:10
Noi tutti dobbiamo comparire
davanti al tribunale di Cristo,
affinché ciascuno riceva la retribuzione
delle cose fatte nel corpo in base a ciò che ha fatto.
2 Corinzi 5:10
Destati, dunque, renditi conto del tuo misero stato, e rifugiati nel Signore Gesù; e mediante la sua giustizia, che è la giustizia di Dio,
sarai liberato dalla condanna.
John Bunyan
Orientamenti ecumenici Ti invita a sottoscrivere un abbonamento annuale alla rivista “Shalom” della Comunità ebraica di Roma, specificando che si tratta di un gesto di solidarietà cristiana al popolo ebraico.
E’ possibile visionare alcuni articoli editi on line sul sito www.shalom.it
Posta ricevuta:
Caro Maurizio,
la solidarietà con chi soffre è sempre una cosa buona, immagino.
Solidarietà dunque alle vittime degli attentati dei kamikaze.
Sopratutto perché sono vittime due volte:
ovviamente vittime di chi li ha ammazzati ma prima ancora vittime del fanatismo politico-religioso di chi li ha mandati ad abitare in territori altrui, occupati con la forza delle armi e
'colonizzati' contro la legge internazionale. (mi riferisco in particolare ai caduti di Itamar, Ariel, Maalè Adumin, ecc)
Più volte il Papa e - in questi giorni - anche il presidente Ciampi - parlando contro il terrorismo aggiungono che non bastano le armi ma ci voglio anche opere di giustizia ...
Un caro saluto
Don Natale Trevisan - Belluno
Buon giorno Don Natale,
sarebbe bello anche ascoltare discorsi meno generici e più mirati e manifestare gesti concreti di solidarietà: io mi permetto di chiedere l'abbonamento dei cristiani iscritti a questa ML alla rivista Shalom della comunità ebraica di Roma.
Non è molto ma si può partire anche da qui... Vada al sito www.shalom.it per acquisire maggiori informazioni e grazie per quello che potrà fare.
Un cordiale shalom
Maurizio
PS: lo sa che la questura di Milano (ma non solo) impedisce ai giovani ebrei di non usare propria simboli durante le manifestazioni pubbliche, per non “urtare” la sensibilità di estremisti che insozzano le strade con scritte antisioniste e inneggiano all’odio antiebraico? Tempi duri per la civile convivenza anche in Italia, purtroppo.
Caro Benazzi,
apprezzo molto Orientamenti ecumenici e in generale il dialogo e la conoscenza tra le religioni, i popoli e le culture.
Credo anche io che vada tutelata la sicurezza di Israele e dei suoi cittadini ma quando si parla di questi temi, come avete fatto il 26 ottobre sollevando un problema di scarsa solidarietà cristiana, bisognerebbe almeno un attimo - una, due righe, non di più - inquadrare il discorso in uno scena- rio completo e appropriato, come si dovrebbe fare sempre peraltro.
Mi stupisco quindi che non venga almeno di sfuggita citato il problema del popolo palestinese, che da decenni attende una patria, vede violati i suoi diritti fondamentali, trova la sua terra calpestata dai carri armati israeliani e è stato sacrificato sull'altare della sicurezza (interna e esterna) di Israele.
Ovviamente, chi ti scrive condanna il terrorismo, perché cristianamente non accetta qualsiasi forma di violenza, ma non per questo dimentica che il principio dell'autodeterminazione dei popoli si applica a tutti.
Fraterni saluti.
Andrea Ambrogetti
Caro Andrea,
premetto che il mio seguire Cristo non è inquadrabile come professare una religione (mi sento francamente oltre il concetto di religione): l'Evangelo (il significato della morte e della risurrezione del Figlio di Dio e la santificazione per opera dello Spirito Santo) è infatti per me oltre ogni religione ed ha le sue sante radici nell'ebraismo. E' - in sintesi estrema - la pienezza totale e compiuta della Scrittura ebraica e, a ben vedere, la grande prospettiva di unità escatologica, che sta di fronte a noi (col popolo ebraico), come promessoci. Gli ebrei non sono quindi un'altra religione ma nostri fratelli. Il Risorto è e rimane un ebreo, non lo dimentichiamo. Il Dio rivelato dalle Scritture è uno solo. Le premetto questo per farLe capire il mio pensiero.
Le preciso poi che Orientamenti ecumenici non è il punto di riferimento di chi si occupa dell'autodeterminazione di uno o più popoli (perfino l'Arci se ne occupa in Italia...). E' semmai un occasione di riflessione per chi - come seguace di Cristo e non solo - è alla ricerca di strade di riconciliazione fra cristianesimo e ebraismo, nelle forme storiche che si sono determinate nel tempo.
Mi spiace che non abbia letto i numerosi interventi sulle questione palestinese fin qui pubblicati, ma lo può fare su Yahoo.it, visto che sono archiviati tutti i numeri dell'anno 2002. Non ho infatti mai censurato le numerose posizione espresse sia da ambienti evangelici che cattolici sul tema (e notoriamente esposti sul fronte filopalestinese). Questo fa parte dello spirito di ascolto maturato nel tempo, il che non significa ovviamente condivisione.
Il problema sollevato domenica scorsa è semmai il silenzio assordante del Vaticano e delle chiese protestanti storiche sul tema della lotta al terrorismo criminale e sanguinario in Israele e alla contemporanea enfatizzazione di proposte di pace, che per la loro stessa natura, non potrebbe essere accettate nemmeno da un governo israeliano laburista. Il che è tutto dire... Anche in questo numero troverà un articolo sugli aiuti della FLM (Federazione Luterana Mondiale) al popolo palestinese... peccato però che - tanto per non fare nomi - la Chiesa Luterana in Italia non abbia ancora preso le distanze ufficiali dalle dichiarazioni antisemite di Lutero (la FLM sì) o dai suoi stessi anni bui durante la seconda guerra mondiale (a fianco delle truppe di occupazione nazista). Circa due anni fa provai poi tutto il mio disagio (fisico e morale) sedendo sugli stessi banchi di quella chiesa a Milano, vicino a personaggi dalla testa rapata e look naziskin.
La stessa cosa vale ovviamente anche per il cattolicesimo a Milano (e non solo in quella città): durante il regime, a sentire messa ci andavano anche quelli in divisa, che avevano ammazzato civili inermi, ebrei in fuga, sospetti partigiani. I vescovi in Germania giuravano addirittura fedeltà a Hitler.
L'esperienza della chiesa confessante - non dimentichiamolo! - coinvolgeva infatti solo un piccolo gruppo di fedeli e pastori. La massa applaudiva i dittatori e “gli uomini della Provvidenza” (sigh)
Questa non è, in ogni caso, una ML che si schiera a favore dei movimenti rivoluzionari armati (di sinistra o di destra poco importa) o di appoggio a qualsiasi causa nazionalista.
Fra le ultime sue righe mi sembra però di leggere che il principio di autodeterminazione dei popoli dovrebbe prevalere su quello della non violenza. Beh io continuo a cercare il Regno di Cristo... e a fare della Scrittura il mio centro di interesse e di impegno. Lei faccia come le detta la sua coscienza. Ognuno ha la sua strada.
Con schiettezza e in fraternità
Suo Maurizio Benazzi

IL GOVERNO NIGERIANO PROMETTE DI BLOCCARE LE LAPIDAZIONI
29 ottobre 2002: la Nigeria ha promesso martedì che impedirà ai tribunali islamici di eseguire qualsiasi lapidazione, assicurando che resterà contrario a quelle condanne emesse negli stati del nord che hanno causato le proteste internazionali e le minacce di boicottaggio, ha riportato l’AP. Le assicurazioni fornite dal Ministro di Stato per gli Affari Esteri Dubem Onyia rappresentano finora le più esplicite dichiarazioni sulle condanne alla lapidazione emesse da tribunali islamici, o della sharia, nei confronti di almeno quattro persone per adulterio o stupro.
“Nessuno sarà mai lapidato in base alla legge della sharia. Nessuno”, ha detto Onyia.
Ha parlato in una conferenza stampa sui preparativi in Nigeria per il concorso di Miss Mondo, colpito dal boicottaggio da parte di un numero crescente di candidate e dovuto alla condanna alla lapidazione comminata a una donna nigeriana a marzo.
“In nessun modo i tribunali federali possono confermare quella condanna”, ha affermato Onya. Ha detto di parlare come “un membro del governo”.
Onyia ha detto che il governo non costringerà il sistema delle corti islamiche nei dodici stati settentrionali a maggioranza mussulmana a cambiare le proprie leggi. Invece, ha detto, le sentenze saranno annullate una per una negli appelli presso le corti federali.
Onya e altri leader nigeriani, compreso il Presidente Olusegun Obasanjo, hanno detto che la Costituzione non consente lapidazioni, amputazioni, frustate o altre punizioni imposte dalla legge islamica.
La legge nigeriana prevede la pena capitale. Onyia non ha chiarito come il governo possa dare garanzie su future sentenze emesse dai giudici.
Anche Ahmadu Ibrahim, 35 anni, e Fatima Usman, 32 anni, amanti rei-confessi, sono in attesa dell’appello per la condanna a morte emessa contro di loro ad agosto per adulterio da un tribunale della sharia.
Surimu Mohammed Baranda è stato condannato alla lapidazione perché ritenuto responsabile dello stupro di una bambina di nove anni. La sua famiglia ha detto che ha disturbi mentali ed ha fatto richiesta di clemenza.
Per saperne di piu' :
www.ctv.ca/servlet/ArticleNews/story/CTVNews/1035934538031_31343738/?hub=World
NTC RILANCIA DA NORIMBERGA LA CAMPAGNA ON LINE CONTRO LA PENA DI MORTE
29 ottobre 2002: si è svolta oggi a Norimberga la terza presentazione della campagna on-line contro la pena di morte nel mondo e per la moratoria delle esecuzioni capitali. Una campagna che dopo Roma, Madrid e Norimberga, continuerà a Parigi, Atene, Tokyo e New York.
Alla Conferenza stampa di lancio in Germania della campagna denominata “Ferma la pena di morte attraverso Internet” hanno partecipato il sindaco della città Horst Förther (SPD), Elisabetta Zamparutti di Nessuno tocchi Caino, Emma Bonino, parlamentare europeo, Sophia Hedmark, Miss Svezia Mondo e Peter Beat della Pocket Opera Company.
Inaugurando con l’evento di oggi un’intera settimana di eventi musicali e artistici contro la pena di morte, il sindaco ha ricordato l’impegno della città di Norimberga per lo sviluppo dei diritti umani.
Elisabetta Zamparutti ha affermato la necessità che le opinioni pubbliche dei 15 paesi della Unione Europea sappiano che la UE nel 2003, quando la presidenza di turno sarà dell’Italia, presenterà all’Assemblea Generale dell’ONU una risoluzione per la moratoria delle esecuzioni.
Emma Bonino ha affermato la sua contrarietà al boicottaggio della finale di Miss Mondo che si svolgerà in Nigeria il 7 dicembre prossimo. “Con i boicottaggi non si sostiene la causa dei diritti umani. Nel caso della Nigeria e di Amina boicottare Miss Mondo significa inoltre fare il gioco degli integralisti che hanno definito sacrilega questa manifestazione.”
Le ha fatto eco Sophia Hedmark che in rappresentanza della Svezia vuole invece partecipare ed usare quell’occasione per sollevare il problema della pena di morte.
Per saperne di piu' :
www.pocket-opera.com/en/index.html
L’AUTORITA’ PALESTINESE CONDANNA A MORTE UN ATTIVISTA PER I DIRITTI UMANI
Lunedì un'altra persona si e' aggiunta al braccio della morte dell'Autorita' Palestinese, quando una corte di Gaza ha condannato Haidar Ghanem, un attivista per i diritti umani e giornalista, a morte tramite fucilazione, dopo averlo trovato colpevole di "collaborazione con Israele".
Dopo soltanto due udienze la corte di sicurezza palestinese ha condannato a morte Ghanem, un ricercatore sul campo per B'tselem [organizzazione pacifista israeliana, N.d.T.], residente a Rafah.
Secondo la corte avrebbe aiutato Israele ad uccidere quattro attivisti di Fatah a Rafah.
Ghanem si e' dichiarato colpevole di collaborazionismo, ma ha negato il coinvolgimento negli omicidi. È il quarto palestinese ad essere condannato a morte nelle ultime settimane. La sentenza non può essere eseguita, finche' non sara' autorizzata dal presidente dell'Autorita' Palestinese Yasser Arafat.
Il procuratore Wael Zakut ha detto alla corte che Ghanem era stato reclutato come informatore nel 1996. Ha detto che gli era stato affidato il compito di seguire il movimento dei membri di Fatah Jamal Abdel Razek, Awni Dahir, Sami Abu Laban, e Nael Liddawi in cambio di una somma di denaro non meglio specificata.
Il procurato ha sostenuto che l'IDF li avesse uccisi 15 minuti dopo che Ghanem aveva informato lo Shin Bet su dove si trovasse la loro macchina. Un'unità in borghese dell'IDF avrebbe poi intercettato la macchina e ucciso tutti e quattro, ha aggiunto.
Ghanem e' stato arrestato nel luglio scorso dai Servizi di Sicurezza Preventiva con l'accusa di collaborazionismo con Israele.
Trentanovenne, padre di due figli, aveva lavorato come ricercatore per B'tselem fin dal settembre del 2001.
Un agente dei Servizi di Sicurezza Preventiva coinvolto negli interrogatori di Ghanem ha detto ai tre giudici che l'accusato aveva aperto un ufficio stampa a Rafah che forniva informazioni allo Shin Bet. Aveva anche intervistato per lo Shin Bet il leader e fondatore di Hamas, lo sceicco Ahmed Yassin e l'ex capo dei Servizi di Sicurezza Preventiva Dahlan, secondo l'accusa del testimone. Ghanem era pagato mensilmente per i suoi "servizi stampa".
L'agente dei Servizi di Sicurezza Preventiva ha anche sostenuto che Ghanem avrebbe fornito ad Israele dettagliati rapporti sui movimento del personale di sicurezza dell'Autorita' Palestinese e i nomi dei palestinesi coinvolti in attacchi terroristici. Fra le altre cose, Ghanem avrebbe preparato rapporti sulle opinioni prevalenti a Gaza, sull'importanza dell'Autorita' Palestinese e avrebbe fornito dettagli sui salari dei suoi impiegati.
L'agente ha detto alla corte che lo Shin Bet avrebbe dato a Ghanem il permesso di lavorare come ricercatore per B'tselem per facilitare la sua missione e fornirgli la copertura per le sue attività spionistiche.
Ghanem ha detto alla corte che egli aveva confessato volontariamente perche' finora aveva sperato di poter fare il doppio gioco. Ha ammesso di aver fatto da informatore, ma ha detto di non aver spiato i movimento dei ricercati di Fatah con lo scopo di ucciderli.
C'e' stato un applauso fragoroso nel tribunale quando il presidente della corte ha letto la sentenza.
Un rappresentante di B'tselem che lo aveva incontrato poco prima del suo arresto ha riferito che Ghanem gli aveva detto che sarebbe stato arrestato per via del suo lavoro per B'tselem. Aveva raccolto testimonianze di palestinesi della zona di Rafah.
Fonti di B'tselem hanno detto al "Jerusalem Post" lunedì sera che l'Autorita' Palestinese non era contenta del lavoro di Ghanem perche' "aveva cominciato a fare troppe domande che imbarazzavano gli agenti dell'Autorita' Palestinese".
In una dichiarazione emanata dall'organizzazione pochi giorni dopo l'arresto si poteva leggere: "B'tselem e' molto preoccupata che Ghanem sia stato arrestato per via del suo lavoro con l'organizzazione. B'tselem teme anche che lo scopo del suo arresto sia impedire agli attivisti per i diritti umani di svolgere il loro lavoro onestamente e con l'intenzione di scoprire la verità. B'tselem teme che sia stata usata la tortura negli interrogatori di Ghanem"
B'tselem aveva rifiutato decisamente qualsiasi accusa di collaborazionismo contro Ghanem e pretendeva che l'Autorita' Palestinese provasse le sue accuse con prove che fossero all'altezza degli standard legali internazionalmente accettati.
L'organizzazione ha sottolineato che i palestinesi accusati di collaborazionismo vengono spesso condannati a morte da corti di sicurezza in processi farsa che violano i principi fondamentali di procedura penale.
Khaled Abu Toameh
28 ottobre 2002
Fonte:
www.jpost.com/servlet/Satellite?pagename=JPost/A/JPArticle/PrinterFull&cid=1035817159576
IL PASTORE SCHÄFER È IL NUOVO PRESIDENTE DELLA CHIESA EVANGELICA DEL RIO DE LA PLATA
Di fronte alla crisi argentina le chiese devono battersi contro la corruzione e la povertà
Roma (NEV), 30 ottobre 2002 - Il pastore argentino Federico Schäfer, 59 anni, è stato eletto nuovo presidente della Chiesa evangelica del Rio de la Plata (IERP). Succede al pastore Juan Pedro Schaad, che ha concluso il suo incarico dopo quattro anni di presidenza. Intervistato dall'agenzia luterana LWI, il pastore Schäfer ha affermato che la crisi politica ed economica in cui si dibatte l'Argentina richiede che le chiese si concentrino su nuovi obiettivi. "La nostra chiesa - ha detto - è in una situazione molto critica, ma allo stesso tempo ha anche una grande sfida davanti a sé", perché può offrire alla società argentina delle valide alternative, "in una specifica prospettiva protestante". Più del 90% della popolazione argentina è cattolica; la Chiesa evangelica del Rio de la Plata conta 35.000 fedeli in Argentina, Uruguay e Paraguay. "La chiesa evangelica - prosegue il neo
eletto presidente - deve esprimersi a favore della giustizia, poiché la vita non è solo possibilità di acquisire sempre più potere e risorse. La chiesa ha la responsabilità di combattere contro la corruzione e sostenere uno stile di vita in cui le persone più indigenti non siano costantemente
sopraffatte". Il pastore Schäfer è nato nel 1943 a Buenos Aires e ha studiato teologia in Argentina, in Brasile e in Germania. Negli ultimi due anni ha esercitato il ministero pastorale a Buenos Aires. (nev/md)
PRESI I CECCHINI DI WASHINGTON. LE CHIESE: NO A STRUMENTALIZZAZIONI IN
CHIAVE ANTI-ISLAMICA
Appello dei rappresentanti religiosi del paese: continuare a lavorare contro ogni forma di violenza
Roma (NEV), 30 ottobre 2002 - Dopo l'arresto dei due "cecchini" che nelle scorse tre settimane hanno ucciso 10 persone sconvolgendo l'intera area di Washington e tutti gli Stati Uniti, le chiese cristiane USA rivolgono un appello agli americani ad astenersi da ogni possibile forma di Stru- mentalizzazione dell'accaduto in chiave anti-islamica: John Allen Muhammad, arrestato per gli omicidi con il suo giovane complice John Lee Malvo è infatti un afroamericano convertito all'Islam negli anni '80. Il Consiglio nazionale delle Chiese USA (NCCCUSA), insieme alla Conferenza Inter- religiosa di Washington (che include tutte le principali confessioni religiose presenti sul territorio), chiede agli americani di pregare sia per le vittime che per gli assassini e di continuare a lavorare contro ogni tipo di violenza. "Non dobbiamo, sull'onda delle emozioni del momento, insinuare possibili connessioni fra il crimine commesso e l'appartenenza religiosa dei suoi artefici - è l'opinione del pastore Clark Lobenstine, direttore esecutivo della Conferenza interreligiosa -. Nessuna religione ammette l'uccisione di innocenti". Dello stesso tono il commento del segretario generale del Consiglio nazionale delle chiese, Robert Edgar, che ha detto in una intervista per l'agenzia ecumenica ENI che "non si può accusare tutti i musulmani per le azioni di una sola persona, così come, ad esempio, non si può accusare l'intera Chiesa cattolica per la scelta di Tim McVeigh", l' attentatore di Oklahoma City che nel 1995 uccise 168 persone. "Il collegamento fra islam e violenza è fin troppo strumentalizzato - è l' opinione di Jay Rock, direttore del Programma per le relazioni interreligiose del NCCCUSA -: non dobbiamo alimentare altri stereotipi". (nev/gu)
CISGIORDANIA. UNITÀ MOBILI DELLA FLM PER OFFRIRE ASSISTENZA MEDICA AI
PALESTINESI
Il servizio della Federazione luterana riesce a raggiungere i villaggi palestinesi più isolati
Roma (NEV), 30 ottobre 2002 - Sono attive in Palestina da varie settimane alcune unità mediche mobili della Federazione luterana mondiale (FLM), che offrono aiuto e assistenza medica agli abitanti dei villaggi palestinesi più isolati ed ancora occupati dalle forze militari israeliane: per alcuni di essi il soccorso offerto dalla Federazione luterana costituisce l'unico collegamento con l'esterno. "La gente, semplicemente, ha bisogno di aiuto - spiega uno dei responsabili del team medico -. L'accesso agli ospedali delle maggiori città palestinesi è sempre più difficile. I checkpoint israeliani tagliano fuori dal mondo molti villaggi palestinesi e non sono rari i casi di donne che partoriscono prima di avere il permesso di attraversarli". Fra le priorità delle unità mobili, attrezzate anche come piccoli laboratori di analisi, c'è l'assistenza alle donne e ai neonati. Ma vengono anche offerte cure per malattie della pelle, problemi respiratori o piccole ferite. Negli ultimi mesi le unità mobili hanno potuto assicurare cure mediche di base ed educazione alla salute per circa 40.000 persone in Cisgiordania: "Dipendono completamente dal nostro servizio", spiegano ancora i medici luterani, che fanno notare come raggiungere alcuni villaggi non sia sempre agevole: a volte sono costretti a tornare indietro, senza aver portato a termine il loro compito. Le unità mobili fanno capo all'ospedale Augusta Victoria, che fin dal 1950 è stato amministrato dalla Federazione luterana e ha un ruolo cruciale nell'offrire assistenza medica alla popolazione palestinese in Cisgiordania. (nev/ln)
(NEV) - Laurea "honoris causa" della Facoltà valdese di teologia di Roma a Carlo Papini per la sua "doppia e fruttuosa passione di studioso e di editore". Direttore della Casa editrice Claudiana per 34 anni, Papini ha affiancato all'attività editoriale un paziente lavoro di ricerca storico-scientifica. specialmente sul versante della religiosità popolare, indagando sulle radici storiche del movimento valdese medievale.