Orientamenti ecumenici
Alla ricerca di strade da percorrere insieme laicamente

Parola per venerdì 8 novembre 2002
L'Eterno disse a Geremia:
"Ecco, io ho messo le mie parole nella tua bocca."
Geremia 1:9
Avete infatti bisogno di perseveranza
affinché, fatta la volontà di Dio
otteniate ciò che vi è stato promesso.
Ebrei 10:36
O Dio, fà che la tua parola abiti abbondantemente in noi, che possiamo parlare tra di noi il linguaggio del tuo spirito e che ci raccolga la tua forza che agisce in noi tutti.
(F. Cromphout)
TERREMOTO IN MOLISE: LA SOLIDARIETÀ DELLE CHIESE EVANGELICHE
La Federazione evangelica e l'Unione battista lanciano sottoscrizioni a favore delle vittime
Roma (NEV), 6 novembre 2002 - Le chiese evangeliche italiane si stanno mobilitando in questi giorni per contribuire a portare solidarietà alle vittime del terremoto che il 31 ottobre ha colpito il Molise. La Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) ha deciso di lanciare una sottoscrizione speciale a favore delle vittime. I fondi saranno utilizzati per sostenere progetti di aiuto, che verranno elaborati di concerto con le chiese membro della FCEI.
Per contribuire: versamenti sul ccp n. 38016002 intestato a Federazione delle chiese evangeliche in Italia. Causale: "Pro terremotati Molise". Oppure: versamenti su Banca popolare etica, ABI 05018, CAB 12100, n. conto 502060.
Anche l'Unione cristiana evangelica battista d'Italia (UCEBI) ha deciso di promuovere una raccolta di fondi di solidarietà da far pervenire in loco. Il presidente dell'UCEBI, Aldo Casonato, scrive oggi una lettera a tutte le chiese battiste in Italia per informare sulla situazione delle tre chiese battiste presenti a Campobasso, Ripabottoni e Macchia Valfortore. La situazione più difficile al momento è a Ripabottoni, dove tutto il paese è stato evacuato. Il locale di culto di Macchia Valfortore è lesionato, mentre quello di Campobasso, pur avendo due grosse lesioni, è stato giudicato agibile dai vigili del fuoco. Il presidente UCEBI esprime "affetto, vicinanza, solidarietà" a tutti coloro che sono stati colpiti dal terremoto e chiede alle chiese di far sentire la propria vicinanza ai fratelli e alle sorelle colpite e a tutta la popolazione.
Per contribuire: versamenti su Banca popolare di Novara, CIN Y, Banca 05608, CAB 03201, n. conto 1048. Causale: "Aiuto alle chiese battiste del Molise". (nev/md)
Posta ricevuta:
Care amiche e cari amici, vi invito ad aderire alla campagna "PACE DA TUTTI I BALCONI" esponendo al balcone la bandiera della pace o un pezzo di lenzuolo bianco con su scritto "pace". Vi invito inoltre a visitare il sito www.bandieredipace.org dove troverete informazioni e materiali sull'iniziativa
NON DITE TANTO NON SERVE A NULLA PERCHE' LA PACE CI RIGUARDA, ECCOME!
E NON POSSIAMO FREGARCENE O STARE A GUARDARE
Con affetto, Bruno
Federico Z. ci trasmette il comunicato stampa sulla giornata per il dialogo cristiano-islamico:
L'appello a fare del 29 novembre 2002, ultimo venerdì del Ramadàn di quest'anno, la giornata ecumenica del dialogo cristiano islamico, ha raccolto e sta raccogliendo molti consensi in tutte le confessioni cristiane e fra le comunità islamiche del nostro paese. Dal nord al sud, sono annunciate importanti iniziative di preghiera e di riflessione comune, momenti di mobilitazione contro una montante islamofobia e contro ogni forma di razzismo.
Segnaliamo, fra le tante, una conferenza stampa di presentazione dell'Appello ecumenico e degli eventi che si svolgeranno a Roma il 29 novembre, che si terrà il giorno 11 novembre 2002 alle ore 11.00 presso il Campidoglio alla presenza di alcune fra le massime autorità islamiche e cristiane della capitale, oltre che del sindaco Valter Veltroni. Ma molte altre sono previste, nelle località in cui la Giornata verrà celebrata.
Sulla base dei consensi ottenuti e sulla linea di documenti quali la "Nostra Aetate" del Concilio Vaticano II e la recente "Carta Ecumenica" europea, i firmatari dell'Appello ecumenico al dialogo cristianoislamico chiedono a tutte le chiese, a tutti i cristiani, ai fratelli e alle sorelle musulmani, alle donne e agli uomini di buona volontà, a tutti gli educatori di speranza e agli operatori di pace di fare del 29 novembre un'occasione di incontro, di conoscenza reciproca, di scambio di esperienze.
Suggeriamo di dar vita, con grande libertà, ad una qualsiasi delle seguenti iniziative:
1- Organizzare incontri pubblici fra cristiani e musulmani;
2- Invitare esperti a parlare delle opportunità e dei problemi delle relazioni cristiano-musulmane;
3- Visitare una moschea e rompere insieme il digiuno di Ramadan;
4- Invitare nella propria chiesa, in parrocchia o nella comunità un musulmano, immigrato o no, a raccontare la propria esperienza ("spazio di narrazione");
5- Pregare da soli, insieme, in comunità per la pace nel mondo e il ruolo delle religioni nel processo di pace. Nelle eucaristie, nelle Sante Cene e nelle divine liturgie di quel giorno e dei giorni seguenti, pregare per il dialogo ecumenico e interreligioso;
6- affermare, con un comunicato stampa, un volantino, una dichiarazione pubblica, il proprio rifiuto alla logica della guerra e dello "scontro di civiltà", a favore del dialogo ecumenico e interreligioso;
7- digiunare (come il 14/12/2001) e devolvere il risparmio ai poveri o ad azioni di solidarietà
Per tale occasione è disponibile un libro della EMI, dal titolo «La rivincita del dialogo» ed un numero speciale del periodico «il dialogo» (sito internet www.ildialogo.org) con articoli, documenti, proposte di liturgie, finalizzate ad aiutare quanti vogliano approfondire le ragioni del dialogo e i contenuti dell'Appello ecumenico a fare del 29 novembre 2002 la giornata nazionale del dialogo cristiano islamico.
Il libro può essere richiesto direttamente alla Emi, www.emi.it, Tel: 051326027 Fax: 051327552, Email: sermis@....
Il numero speciale può essere richiesto alla Redazione de Il Dialogo via email, redazione@... o telefonando al 333.7043384. Il costo dello speciale è di 50 centesimi di euro a copia comprese le spese di spedizione con un invio minimo di 25 copie. In alternativa lo speciale può essere scaricato gratuitamente dal sito de «il dialogo» www.ildialogo.org, e riprodotto a proprie spese.
Chiediamo a tutti di impedire con la propria presenza, partecipazione ed impegno che il 29 novembre 2002 venga ricordato come giornata di lutto e di tragedia. Sempre più forti, infatti, si fanno i rumori di guerra. Proprio alla fine di novembre potrebbe prendere avvio una nuova guerra nello scenario mediorientale, che rischia di trasformarsi in un ulteriore e più drammatico conflitto mondiale. Facciamo sentire le nostre voci di pace - shalom - salaam. Opponiamoci ai venti di guerra e impegniamoci per il dialogo e per quella che un grande vescovo del sud, don Tonino Bello, chiamava la "convivialità delle differenze".
Per firmare l'Appello e per adesioni o segnalazione di iniziative, ci si può rivolgere a:
- redazione@... Tel: 333.7043384
- b.salvarani@... tel.329.1213885
Controinformazione
Orientamenti ecumenici ha chiesto e ottenuto l’autorizzazione nel riportare le principali notizie e commenti pubblicati dal Gruppo ebraico Rimon : si ringrazia Gabriele Levy e la sua ML per la disponibilità manifestata. In fondo alla newsletter vengono inoltre pubblicate alcune brevi agenzie di stampa tratte dal sito www.israele.net congiuntamente al recente comunicato stampa pubblicato da Amnesty International.
Forum:
http://forums.delphiforums.com/italya/start
Mailing list:
www.topica.com/lists/rimongroup
Nel tentativo di di provocare Israele e portare ad una reazione militare e forse ad una guerra, i libanesi hanno cominciato a scaricare le fogne nel fiume Ayun che va a finire nel lago di Tiberiade di cui Israele trae la sua acqua potabile. Ricordiamo che il Lago di Tiberiade e' un lago importante anche per il Cristianesimo, dato che esso e', secondo la tradizione Cristiana, il lago sulle cui acque camminò Gesù Cristo.
Nel frattempo il sito www.debka.com riferisce che il presidente siriano Assad ha deciso di nominare il capo dei terroristi sciiti Hezbollah, Hassan Nasrallah, come leader di tutto Libano, essendo il paese sotto occupazione siriana.
Qui di seguito si riporta le fonti in Inglese:
Dr. Aaron Lerner, Director IMRA (Independent Media Review & Analysis)
(mail POB 982 Kfar Sava)
Tel 972-9-7604719/Fax 972-3-7255730
INTERNET ADDRESS: imra@...
pager 03-6106666 subscriber 4811
Website: http://www.imra.org.il
Caro Maurizio,
non c'era forse bisogno di una risposta così lunga. Grazie per tutte le informazioni, le riflessioni e le segnalazioni. Sono peraltro sicuro che condividiamo alcuni grandi principi. A parte l'andare oltre il concetto di religione (che è troppo per me, già faccio fatica a un essere un cattolico che cerca di rimanere fedele più al Vangelo che alle Chiese) condivido tutto quello che scrive.
Sul fatto che come cristiani consideriamo gli ebrei nostri fratelli non ci piove. Non entro nel merito della visione di Gesù che poi lei propone perché non ne ho le competenze. Ma credo anche io che le religioni non possono essere rigidi steccati.
Sulle responsabilità storiche delle religioni, e delle varie chiese cristiane, e delle loro complicità in tante pagine buie della storia, siamo d'accordo (mi occupo di storia contemporanea...).
La mia preoccupazione è relativa a questo periodo storico, e ai rischi che l'opposizione al terrorismo - sacrosanta - purtroppo si porta con sé. Pensiamo solo alla dotrina della guerra preventiva, alle questioni delicatissime della proporzionalità del diritto di risposta E non penso che
il principio di autodeterminazione dei popoli dovrebbe prevalere su quello della non violenza. Penso che oggi c'è il rischio che il contrasto del terrorismo, la solidarietà (cristiana ma anche civile) alle vittime del terrorismo siano usati dal potente di turno per suoi interessi, che vanno oltre la risposta e la prevenzione. Forse è il caso della Cecenia. Forse, temo purtroppo, è il caso della Palestina.
Ovviamente non ho nulla contro Israele e l'ebraismo (da bravi cattolici post-conciliari noi agli scout seguivamo più il calendario delle feste ebraiche e cantavamo e ballavamo i canti delle varie tradizioni ebratiche molto più che altro) e non mi interessa tanto essere filopalestinese. Vedo però che l'eterna sindrome del più forte ha colpito anche lo stato di Israele. Che usa strumentalmente l'argomento della difesa preventiva da vicini di casa nemici prevenuti , quando essa non ha più sostanza reale almeno dai primi anni ottanta (Egitto) e poi da metà dei novanta (Giordania), per non parlare degli accordi di Madrid-Oslo-Washington, con i quali i palestinesi hanno preso atto che due terzi della regione storica della Palestina vanno a Israele e un terzo ai palestinese.
E' a proposito di silenzi (che hanno profonde cause politiche e culturali, come lei sa) c'è anche quella della politica democratica del nostro mondo occidentale, dellaquale mi sforzo di credere che abbia ancora da dare il suo piccolo contributo alla convivenza giusta di tutti i popoli del nostro amato pianeta.
Non pensa che, in occidente, gli stati democratici e le chiese cristiane non hanno il coraggio di dire ad Israele che si deve ritirare dai territori che occupa illeggitamente E CON LA VIOLENZA per il perdurante senso di colpa provocato da 1950 anni di persecuzione antisemita e da 5 di olocausto? Non pensa che questo possa provocare un pericoloso senso di impunità negli israeliani? Non pensa che per noi - europei, occidentali e cristiani – per chiudere davvero con 2000 anni di antisemitismo sia necessaria la liberta di dire ANCHE ad Israele che la violenza non dovrebbe fare parte della storia e delle relazioni tra i popoli?
Con i soliti fraterni saluti. Andrea.
Sono contento di aver ricevuto la sua risposta e La ringrazio; temo però che le chiese non abbiano il coraggio di dire il no alla continua e ripetuta violenza dei terroristi (pensi anche all'odierna strage del 4 /11/2002). Israele è nato per le ragioni storiche di cui Lei ha fatto cenno e proprio per questo ha diritto all'autodifesa della sua identità e dei suoi abitanti, sebbene il governo Sharon sia stato oggettivamente il peggiore da molti anni a questa parte. . E deve – senza ombra di dubbio - rispondere a livello internazionale della violazione dei diritti umani recentemente contestati da Amnesty.
Se trova un’associazione cristiana non integralista (non necessariamente una chiesa...sarebbe sufficiente un qualsiasi associazione cattolica o protestante) che abbia pubblicamente condannato l'attentato odierno sono pronto a ricredermi. Mi faccia sapere, grazie.
Maurizio
Mentre in America il Presidente in carica vince le elezioni di medio termine…
ROWAN WILLIAMS: "UNA GUERRA ALL'IRAQ SAREBBE ILLEGALE ED IMMORALE"
Il neo eletto arcivescovo di Canterbury attacca la politica estera di Bush e Blair
Roma (NEV), 6 novembre 2002 - Intervistato da "Newsweek", Rowan Williams, neo eletto arcivescovo di Canterbury, critica duramente l'attuale politica estera americana ed inglese, esprimendo preoccupazione per un eventuale attacco militare all'Iraq. Williams, che sarà insediato ufficialmente il prossimo febbraio a capo della Chiesa anglicana (70 milioni di fedeli nel mondo), è noto per le sue posizioni progressiste su temi scottanti di carattere etico (sacerdozio femminile, questione dell'omosessualità): la sua impostazione "liberal" ha già suscitato molte reazioni dentro e fuori la chiesa.
Di recente Williams ha firmato una petizione che descrive l'attacco all'Iraq come "immorale ed illegale": "Una guerra all'Iraq sarebbe illegale – spiega nell'intervista al Newsweek - in quanto non sussistono attualmente atti di aggressione da parte di quel paese. Inoltre questa iniziativa sarebbe
immorale, poiché nell'etica e nella filosofia cristiana classica la prudenza è parte della moralità e inoltre il calcolo delle conseguenze è parte fondamentale di qualsiasi processo decisionale. E ciò a prescindere dall' ovvia questione dell'uccisione di civili". Rivolgendosi al primo ministro inglese Blair e al presidente USA Bush l'arcivescovo della Chiesa anglicana afferma che "la morale ha a che fare con il calcolo (sebbene possa sembrare strano, detto da un ecclesiastico), e non è solo 'passione'". Ciò nonostante egli si dice pienamente consapevole dell'atrocità del regime di Saddam
Hussein. Fra le conseguenze politiche ed umane di un eventuale conflitto c'è il fatto che gli stati di quell'area "non sono certo modelli di stabilità politica - afferma l'arcivescovo Williams -. Qualsiasi azione che presenti falsamente Saddam Hussein come una sorta di martire musulmano non farebbe che rafforzare i gruppi di estremisti islamici presenti in vari paesi come Egitto, Giordania, Siria, Arabia Saudita. Inoltre, i cristiani presenti come minoranze in questi paesi vedrebbero peggiorare la propria situazione, con gravi rischi per la loro incolumità". Solo nel caso di "un chiaro atto di aggressione da parte dell'Iraq", conclude Williams, si potrebbe giustificare un intervento militare. Ma questo dovrebbe avere le caratteristiche di "un' azione concertata e basata su una coalizione di più stati, anche musulmani". (nev/gu)
FORUM SOCIALE EUROPEO DI FIRENZE: LA PARTECIPAZIONE DELLE CHIESE EVANGELICHE
Esponenti evangelici intervengono su dialogo interreligioso e costruzione della nuova Europa
Roma (NEV), 6 novembre 2002 - Anche le chiese evangeliche partecipano al Social forum europeo (FSE), che si apre oggi e prosegue fino al 10 novembre a Firenze: hanno aderito al FSE, infatti, la Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), così come la Federazione giovanile evangelica italiana (FGEI) e il Centro ecumenico valdese Agape. In una recente delibera, il Consiglio della Federazione evangelica ha inteso precisare che la propria adesione "si iscrive nell'impostazione nonviolenta che risulta dalla 'Carta dei principi', approvata a Porto Alegre a gennaio del 2001", e a cui lo stesso FSE fa riferimento. Il Consiglio FCEI dunque "si dissocia da
iniziative che nei propositi o nei fatti contraddicano l'impostazione nonviolenta del Forum".
Nell'ambito del fitto programma del Forum si svolge il 7 novembre (ore 14,30-17,30) un seminario sul tema "Il contributo delle chiese nella costruzione della nuova Europa: l'impegno per una società fondata sulla pace, la giustizia e la salvaguardia del creato", promosso da numerose associazioni e gruppi cristiani (fra cui Pax Christi, Agesci, Noi siamo chiesa, Beati i costruttori di pace, la rivista Confronti e la stessa FCEI); intervengono la pastora valdese Gianna Sciclone, il vescovo ausiliario di Atene Athanasios Hatzopoulos, Rogate Mshana, del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC), Grazia Bellini, della presidenza di Agesci. Venerdì 8 (ore 14,30-17,30) si tiene un incontro sul tema "Cristianesimo, Islam, ebraismo in Europa: la sfida di percorrere le strade del dialogo e della collaborazione per costruire insieme il 'sogno' di un'Europa 'segno e strumento' di pace". Intervengono Paolo Naso, direttore di "Confronti", Stefano Allievi, Tariq Ramadan, Brunetto Salvarani, direttore di "Qol", e un esponente della comunità israelitica. Nell'ambito del seminario su "La nonviolenza come rivoluzione? Alle radici della violenza e della guerra nelle sistemazioni religiose e culturali, in particolare in quelle che connotano l'identità europea", sempre l'8 novembre, interviene fra gli altri la pastora valdese Daniela Di Carlo, direttora del Centro ecumenico di Agape. A conclusione del Forum, il 10 novembre, si terrà in piazza Isolotto un "Incontro laico-religioso dei partecipanti al Forum": un happening per la pace, con brevi interventi, letture, preghiere, testimonianze ed alternanza di simbologie e canti. (nev/ln)
ANNEMARIE DUPRÉ MODERATRICE DELLA COMMISSIONE DELLE CHIESE PER I MIGRANTI IN EUROPA
E' stata eletta dalla XV Assemblea. E' la prima donna del Sud Europa a ricoprire l'incarico
Roma (NEV), 6 novembre 2002 - E' Annemarie Dupré, coordinatrice del Servizio rifugiati e migranti della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (SRM/FCEI), la nuova moderatrice della Commissione delle chiese per i migranti in Europa (CCME). E' stata eletta nel corso della XV Assemblea generale, che ha avuto luogo ad Aegina (Grecia) dal 1° al 3 novembre. E' la prima volta che una donna del Sud Europa viene eletta a ricoprire tale incarico.
L'Assemblea è stata introdotta da una conferenza a cui è intervenuto l' Arcivescovo d'Atene e di tutta la Grecia, Christodoulous, che ha posto due domande precise al governo greco, rappresentato alla conferenza dal Ministro dell'Interno: in primo luogo la garanzia dei diritti umani per tutte le persone indipendentemente dal loro status legale, in particolare per gli immigrati irregolari. Questo comprende l'accesso alla procedura di riconoscimento come rifugiato. In secondo luogo l'Arcivescovo ha sottolineato la problematica della chiusura troppo rigida delle frontiere e la politica "dell'immigrazione zero", che porta ad un incremento dell' immigrazione irregolare e delle attività ambigue e in molti casi criminali che sfruttano i flussi migratori irregolari. L'Arcivescovo ha quindi sottolineato la necessità della tutela del diritto di vivere in famiglia.
Infine, ha criticato i vincoli eccessivi che attualmente vengono proposti insistentemente da vari governi europei in vista di una direttiva UE in merito.
I temi toccati dall'Assemblea sono stati la legislazione europea in materia di asilo, immigrazione e razzismo; la tutela dei diritti umani dei migranti irregolari e i problemi di una politica migratoria troppo restrittiva; la
presenza di migranti cristiani, la loro esigenza di poter esprimere la loro fede e la necessità delle chiese nel paese ospitante di rapportarsi con loro in modo fraterno; il crescere dei fenomeni di razzismo e xenofobia in tutti i paesi europei e la necessità che le chiese si facciano carico di combattere questi atteggiamenti. L'assemblea ha trattato inoltre la questione della collaborazione tra i vari organismi ecumenici, in particolare tra la Conferenza delle chiese europee (KEK) e il CCME, auspicando di aprirsi sempre di più a nuovi membri dell'Europa centrale e dell'Est. Durante l'assemblea sono stati ricevuti nuovi membri dall'Austria, dalla Repubblica Ceca e dalla Romania. (nev/gu)
LA TAVOLA VALDESE RENDE NOTA L'ASSEGNAZIONE DEI FONDI OTTO PER MILLE 2002
Tutti i fondi sono riservati a progetti di tipo culturale, sociale, di assistenza umanitaria
Roma (NEV), 6 novembre 2002 - La Tavola valdese rende nota in questi giorni l'assegnazione dei fondi otto per mille per l'anno 2002. I fondi si riferiscono alla dichiarazione dei redditi del 1999. Secondo una prassi ormai consolidata La Chiesa evangelica valdese (Unione delle chiese valdesi
e metodiste) utilizza i fondi provenienti dall'otto per mille Irpef esclusivamente per finanziare dei progetti di carattere sociale, culturale,
di assistenza, sia in Italia che all'estero. Dei 3.433.425 euro incassati nel 2002, il 65,07% è stato utilizzato per sostenere progetti in Italia, mentre il 27,89% per progetti all'estero. Il restante 7,05% è stato impiegato per spese di gestione. Sono cinque le aree di intervento per i progetti in Italia (2.233.997 euro): occupazione e assistenza sociale (27,59%), cultura, pace e diritti umani (23,05%), anziani e sanità (22,16%), bambini e giovani (21,59%), rifugiati, migranti e nomadi (5,61%). Per quanto riguarda i progetti all'estero (957.427 euro), si è scelto di sostenere progetti a favore di bambini e giovani (40%), per assistenza e sviluppo sociale (21,73%), sviluppo agricolo e attività produttive (16,08%), sanità (12,67%), diritti umani (9,50). Diversi partner internazionali, laici e religiosi, assicurano la progettazione, l'esecuzione dei programmi di intervento e il controllo in loco sulla destinazione dei fondi. (nev/gu)
CONGRESSO DELLA FEDERAZIONE DONNE EVANGELICHE: DANIELA FERRARO ELETTA NUOVA PRESIDENTE
Per la prima volta nel Comitato nazionale rappresentanti luterane e avventiste
Roma (NEV), 6 novembre 2002 - E' la valdese Daniela Ferraro, di Torino, insegnante, la nuova presidente nazionale della Federazione delle donne evangeliche in Italia (FDEI), eletta dall'ultimo Congresso che si è tenuto a Velletri (Roma) dal 1° al 3 novembre. La FDEI è nata nel 1976, come
movimento interdenominazionale di donne provenienti dall'area evangelica battista, metodista e valdese; ma con questo Congresso nazionale, spiega all 'agenzia NEV la nuova presidente, "si è consolidato il progetto di 'rete' delle donne evangeliche. Hanno infatti aderito le donne della Chiesa evangelica luterana (CELI) e le donne evangeliche del Canton Ticinino in Svizzera. Diverse donne della Chiesa avventista hanno inoltre aderito come singole". Per la prima volta, quindi, sono entrate a far parte del Comitato nazionale (composto da nove donne inclusa la presidente ed eletto dal Congresso) una rappresentante luterana, Anna Belli, e un'avventista, Dora Bognandi. Fra le priorità individuate per il lavoro della FDEI nei prossimi anni, la cura della "visibilità" della rete delle donne evangeliche, in Italia e all'estero. Uno degli strumenti privilegiati a questo scopo è il
"Notiziario FDEI", che viene pubblicato circa ogni due mesi come inserto del settimanale evangelico "Riforma": il Congresso ha chiesto che almeno un numero all'anno venga tradotto in inglese per favorirne la diffusione all' estero. Uno dei temi che vedrà ancora impegnata la FDEI è la questione della violenza contro le donne: "Un problema su cui abbiamo già lavorato in questi anni - spiega Daniela Ferraro -, anche promuovendo una piccola indagine nelle stesse chiese evangeliche". Di questi temi il neo eletto Comitato nazionale inizierà a discutere nella sua prima riunione, prevista per il prossimo 18 gennaio. (nev/ln)
LIBERTÀ RELIGIOSA: UNA CONSULTAZIONE DELLA KEK SU CHIESE E RAPPORTI CON LO
STATO
Si svolge dal 6 al 10 novembre a Vienna, convocata dalla Commissione chiesa e società
Roma (NEV), 6 novembre 2002 - La libertà religiosa è e resta un tema importante nell'agenda europea dei diritti umani. Il processo di elaborazione della "nuova" Europa e l'emergere di nuovi movimenti religiosi pongono nuove sfide, tanto ai governi che alle chiese, sia all'Ovest che all'Est. Sulla base di queste osservazioni la Commissione chiesa e società della Conferenza delle chiese europee (KEK) organizza dal 6 al 10 novembre una consultazione a Vienna, a cui prendono parte più di 70 partecipanti da 30 paesi. Il titolo dell'incontro è "Libertà religiosa: chiese di
maggioranza e di minoranza e la loro relazione con lo Stato". La consultazione studierà più da vicino alcuni casi (fra questi, Austria, Russia, Francia), con l'aiuto di esperti di diritto e la partecipazione di leader ecclesiastici. Gli eventi dell'11 settembre, spiegano gli organizzatori della Conferenza delle chiese europee, hanno portato con sé molte nuove domande, come ad esempio la gestione dei fondamentalismi religiosi, oppure la domanda su quanto la crescente richiesta di sicurezza influisca sulla libertà religiosa e sulla difesa dei diritti umani. Sullo sfondo poi, resta la fondamentale questione della futura "Costituzione europea", in fase di elaborazione. Come verrà definita la relazione fra Stati e chiese, quale sarà il ruolo delle comunità di fede nella nuova Europa? Su questi interrogativi, la KEK insieme al suo partner cattolico, la Commissione delle Conferenze episcopali presso la Comunità europea (COMECE), ha già elaborato alcuni documenti comuni. Fra gli speaker della consultazione, il segretario generale della KEK, il pastore Keith Clements, il direttore della Commissione chiesa e società Rüdiger Noll, vari esponenti di governi europei che si occupano nei rispettivi paesi dei rapporti stato-chiesa. Dall'Italia partecipano Juerg Kleemann (Chiesa luterana) e Franco Scaramuccia (Chiesa battista). (nev/ln)
IL NOME DI VALDO DI LIONE SUL MURO DEI RIFORMATORI A GINEVRA
Fra le nuove iscrizioni inaugurate, anche una donna, Marie Dentière, storica della Riforma
Roma (NEV), 6 novembre 2002 - Domenica 3 novembre, in occasione della Festa della Riforma protestante, è avvenuta a Ginevra l'inaugurazione di quattro nuove iscrizioni sul Muro dei Riformatori. I nuovi nomi incisi sono quelli di tre precursori della Riforma: anzitutto il fondatore del movimento valdese, Valdo (o Valdès) di Lione (circa 1140-1217), poi John Wycliffe (1329-1384) e Jan Hus (1369-1415). Il quarto nome è quello di una donna: Marie Dentière (1490-1561), teologa e storica della Riforma. Inaugurato nel 1909 in occasione del quarto centenario della nascita di Calvino, il Muro dei Riformatori (o Monumento della Riforma) illustra su una larghezza di alcune decine di metri la storia della Riforma calvinista-zwingliana in Europa. L'iniziativa di aggiungere i nomi dei precursori e quello di unadonna (per ora l'unica) è partita da un comitato promotore presieduto da Olivier Barde, ginevrino la cui famiglia è in parte di origine valdese. La cerimonia di inaugurazione è stata presieduta da Isabel Graesslé, moderatrice della Compagnia dei pastori e dei diaconi della Chiesa protestante di Ginevra. "La Riforma è un movimento sempre vivo – ha dichiarato la pastora Graesslé durante un incontro con la stampa - e per questo spero che nei prossimi anni si aggiungeranno altri nomi al Muro dei Riformatori. D'altronde c'è ancora molto spazio!". (nev/lmn)
(NEV/BT) - E' meglio prendere atto delle differenze che esistono tra cristiani e musulmani e discuterne apertamente, piuttosto che ignorarle ipocritamente. E' il parere del Catholikos ortodosso Aram I che, nel corso di un incontro interreligioso a Ginevra nella sede del Consiglio ecumenico delle chiese, ha anche sottolineato come l'appartenenza religiosa sia un legame che supera anche i vincoli etnici e culturali divenendo la principale causa delle incomprensioni tra i popoli. "E' fondamentale per noi credenti abbattere questa muraglia", ha concluso.
(NEV/ENI) - Tensione in Sudafrica dove una serie di attentati (di matrice reazionaria e razzista secondo il governo) hanno distrutto una moschea e un tempio buddista, causando anche una vittima a Soweto. Il Consiglio delle chiese del Sudafrica ha duramente condannato gli episodi "che colpiscono una nazione che è ormai pienamente democratica e che garantisce a tutti libertà di religione". "Auspichiamo - dice un documento - che i leader di tutte le fedi reagiscano insieme contro chi tenta di fomentare un pericoloso conflitto religioso".
(NEV/ADN) - E' stato definito "senza precedenti" dagli stessi organizzatori il risultato di un programma evangelistico trasmesso via satellite in ottobre dalla Bolivia. "Gesù è la speranza" era il titolo della serie, durata sette giorni, che ha avuto come risultato il battesimo di circa 10 mila persone. Il programma è stato prodotto da Adsat, un'organizzazione avventista che opera in Sudamerica, collegata al sistema internazionale satellitare ATN della Chiesa avventista.
(NEV/BT) - A Santiago, Cile, una piazza e un monumento sono stati dedicati rispettivamente alla Riforma protestante e a Martin Lutero. La cerimonia, significativamente avvenuta il 31 ottobre, è anche la prima in tutta l' America Latina che vede uno spazio pubblico dedicato al riformatore
protestante.
(NEV) - E' dedicato in particolare alle tematiche della Riforma protestante il numero di novembre di "Voce Evangelica", mensile della Conferenza delle chiese evangeliche di lingua italiana in Svizzera. In sommario anche articoli sulla musica di Mendelssohn, su Bibbia e arte, Dietrich Bonhoeffer, il commercio equo e solidale e notizie dal mondo evangelico. Al centro del numero un ampio inserto con notizie e attività delle comunità locali. Voce Evangelica, via Landiani 10, CH - 6900 Lugano.
APPUNTAMENTI
PIACENZA - Venerdì 8, presentazione del libro dello storico Giorgio Spini "Italia liberale e protestanti". Alle 17,30 nel tempio metodista in via S.Giuliano 7, con il pastore Emanuele Fiume.
ROMA - Venerdì 8 e sabato 9, concerto dei "Solisti di Roma" sul tema "La musica degli ebrei nel mondo dal 1500 al 2000". Alle 21 di venerdì e alle 18,30 di sabato nel tempio battista di via del Teatro Valle 27.
MESTRE (Venezia) - Da venerdì 8 a domenica 10, incontri con Luigi Caratelli sul tema "L'archeologia conferma la Bibbia". Ogni sera alle 20,30 nel tempio avventista in via Manin 48.
BERGAMO - Sabato 9, incontro conclusivo del ciclo del Centro culturale protestante su "Il contributo dei protestanti alla costruzione dell'Italia moderna". Alle 17 nella sede di via Tasso 55, il prof. Gianni Long parla sulla laicità dello Stato.
TORRE PELLICE (Torino) - Da sabato 9 a lunedì 11, tre giorni per festeggiare i primi 18 anni di trasmissioni di Radio Beckwith Evangelica. Laboratori, conferenze, pranzi comunitari, musica e teatro dal pomeriggio di sabato.
SUSA (Torino) - Sabato 9, incontro con il pastore Giorgio Bouchard su "La storia di Israele e l'intervento di Dio nella storia umana". Alle 16 nel tempio valdese di via Mazzini 21.
MONREALE (Palermo) - Da domenica 10 al 1° dicembre (domenica ore 18, martedì e venerdì alle 19) incontri con il pastore Giuseppe Laguardia su "Capire le profezie della Bibbia". Nel tempio avventista di via XVI Marzo 5.
ROMA - Lunedì 11, conferenza stampa di presentazione dell'iniziativa per una giornata ecumenica del dialogo cristiano-islamico. Alle 11 nella Sala del Carroccio in Campidoglio.
MILANO - Lunedì 11, per il ciclo del Segretariato attività ecumeniche su "L' iniziazione cristiana nelle diverse tradizioni", incontro con il padre ortodosso Traian Valdmann. Alle 18,15 a piazza San Fedele 4.