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La proposta di accogliere Israele nell'Unione europea per favorire i   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #119 di 289 |

Per l’amicizia cristiano-ebraica

Orientamenti ecumenici

 

Parola per martedì 12 novembre 2002

 

Ti amo, o Eterno, mia forza!

Salmo 18:1

 

Fortificatevi nel Signore

e nella forza della sua potenza.

Efesini 6:10

 

Signore, che tu sia lodato per la tua vittoria nelle nostre sconfitte,

per il tuo entusiasmo  nelle nostre esitazioni,

per la tua gioia nei nostri drammi

(Michel Bouttier, France)

 

Orientamenti ecumenici si rallegra della nuova occasione di crescita nei rapporti di amicizia ebraico-cristiani con la disponibilità del referente del portale dell’ebraismo italiano in rete  Morashà  (http://www.morasha.it ), sig. Davide Piazza, di vedere diffusi regolarmente anche su questa Mailing list notizie, informazioni e inviti pubblicati dal principale circuito informativo ebraico. Lo stesso invito è stato rivolto alla ML degli ebrei liberal.

 

(RadioRadicale.it, 9 Nov - 13:27) - Potrebbe essere un segnale positivo  per l'idea più volte sostenute dai Radicali di accogliere Israele  nell'Unione europea: il nuovo ministro degli Esteri israeliano Benyamin  Netanyahu ha chiesto l'aiuto dell'Italia per facilitare l'ingresso  d'Israele nell'Unione europea. Lo ha riferito oggi la radio militare israeliana.

Secondo l'emittente, subito dopo la sua nomina a ministro degli Esteri, Netanyahu avrebbe avanzato questa richiesta in un colloquio telefonico  con il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. Israele è tuttora legato all'Ue da un accordo di associazione che è  stato rinnovato nel 1995 ed è quindi entrato in vigore nel giugno 2000 dopo essere stato ratificato dai Parlamenti dei Quindici.

L'accordo di associazione ha durata illimitata e prevede la creazione di una zona di libero scambio tra Israele e l'Ue, primo partner commerciale dello Stato ebraico, oltre alla liberalizzazione dei servizi e alla libera circolazione dei capitali. (RRFP)

 

ISRAELE: GEREMEK "ISRAELE NELL'UNIONE EUROPEA RAFFORZEREBBE LA CAUSA

DELLA PACE IN MEDIO ORIENTE”

 

"Se l'Unione Europea offrisse una prospettiva di questo tipo a Israele e Palestina, avrebbe un ruolo costruttivo nella crisi Medio Orientale".

 

Seul, 09 novembre 2002. Trascrizione della risposta di Bronislaw Geremek, già Ministro degli Esteri della Polonia, a Radio Radicale durante la Conferenza stampa di presentazione del Forum delle ONG della Community of Democracies.

 

Radio Radicale: "Pensa che l'adesione di Israele all'Unione Europea rafforzerebbe la democrazia in Medio Oriente?"

 

Bronislaw Geremek: "Io conosco l'iniziativa del Partito Radicale sull'adesione di Israele all'Unione Europea. IO credo che rafforzerebbe la democrazia in Israele, ma rafforzerebbe anche la causa della pace in Medio Oriente.

 

Mi lasci dire che, secondo me, se vogliamo ottenere un processo politico, dovremmo pensare a entrambi gli Stati: lo Stato di Israele e lo Stato Palestinese che diventino membri dell'Unione Europea.

L'ho detto pubblicamente qualche mese fa e sono stato preso per un sognatore. Immaginare Israele e la Palestina dentro l'Unione Europea sembra cosa impossibile e incredibile. Io non lo penso. Io sono un sognatore molto pragmatico, nel senso che credo che se Israele e la Palestina diventassero membri dell'Unione Europea, questo significherebbe che devono iniziare un processo di adesione. Il processo di adesione richiederebbe alcuni anni, e duranti questi anni i criteri di Copenaghen, che riguardano innanzitutto la democrazia, e non solo l'economia, dovrebbero essere applicati ad entrambi i paesi. Ed entrambi i paesi avrebbero una prospettiva di aderire all'Unione Europea, il che significa stabilità, prosperità e democrazia.

 

Dal mio punto di vista, se l'Unione Europea offrisse una prospettiva di questo tipo ad entrambi i paesi, l'Unione avrebbe un ruolo costruttivo in questa crisi. Non si deve sostenere solo una parte di questo conflitto.

L'Unione europea deve trovare una soluzione che soddisfi entrambi i popoli e che crei una vera prospettiva di pace nella regione.

Se l'Unione europea offrisse una prospettiva di questo tipo, allora lavorerebbe davvero per la pace in Medio Oriente".

L'audio video della conferenza stampa di Madeleine Albright e Bronislaw Geremek a Seul sarà presto disponibile sul sito www.radioradicale.it.

 

 

Mercoledì 13 novembre 2002 ore 21.00

presso Società Umanitaria (Via Daverio 7, Milano, Sala Facchinetti)

 

Sotto gli occhi dell’Occidente:

L’immagine e il destino di Israele tra Europa e Stati Uniti

 

Conversazione di Ernesto Galli Della Loggia e Piero Ostellino

Introduce Massimo Della Campa, presidente della Società Umanitaria

 

Organizzazione: ADEI/WIZO, Associazione Italia-Israele di Milano, Bene’  Berith di Milano

 

 
Due anni di inutile strage -

 

L'ondata di violenze e terrorismo scatenata quasi due anni fa da miliziani e terroristi palestinesi con l'uccisione a freddo di due soldati israeliani il 27 e il 29 settembre 2000 ha provocato finora la

morte in Israele di piu' di 600 persone.

Nessuna di loro aveva scelto la violenza. Sono vittime di un atroce e inutile spargimento di sangue.

La loro eta' va da meno di un anno a piu' di ottanta. Vi sono tanti israeliani (ebrei e arabi), ma anche cittadini statunitensi, cinesi, tailandesi e altri.

Vi sono soldati, turisti, studenti, nonni, intere famiglie. Fra gli israeliani, si va da quelli appena immigrati a quelli che vivevano nel paese da cinque generazioni.

Sono stati uccisi durante feste di famiglia, celebrazioni religiose, in una pizzeria, davanti a una discoteca, in un bar, in una postazione militare, all'universita', sui luoghi di lavoro, alla fermata

dell'autobus o sull'autobus stesso, per la strada e persino all'interno della loro abitazione.

Sono caduti praticamente in ogni parte di Israele, dalle grandi citta' alle zone rurali, dal nord al centro al sud del paese.

Il minimo che possiamo fare e' ricordarli. Per questo il sito web del quotidiano israeliano Jerusalem Post ha creato una sorta di "memoriale virtuale" dedicato alle vittime dell'attuale ondata di terrorismo palestinese. Le pagine che seguono (e' impressionante vedere anche solo quante sono)

contengono gli articoli originali (in inglese) con i quali il Jerusalem Post diede a suo tempo la notizia dei vari attentati.

In calce a ogni pagina sono stati aggiunti i nomi delle persone uccise in quell'attacco, comprese quelle decedute nei giorni seguenti.

Cliccando su ciascun nome di apre una finestra con l'immagine della  persona.

La speranza e' che non si debba piu' aggiungere neanche un nome.

 

Visita il memoriale virtuale delle vittime di due anni di terrorismo  palestinese:

 

http://info.jpost.com/C002/Supplements/CasualtiesOfWar/index.html

 

Il memoriale del Jerusalem Post e' stato preparato grazie agli sforzi di  Doreen Ravona e Kira Volvovsky.

 

(Jerusalem Post)

 

 

Sul sito www.topchretien.com sono disponibili varie informazioni  di cui si rimanda la consultazione diretta, cliccando sul titolo della notizia di proprio interesse.

Trattasi di informazioni il cui reperimento in Italia è assai difficile se non impossibile.

 

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Notizie da ENI – Ginevra

 

Les luthériens polonais veulent un statut égal à celui de l'Eglise catholique romaine  

Varsovie, le 5 novembre (ENI) - La minorité luthérienne de Pologne réclame un accord spécial avec le gouvernement qui permettrait à l'Eglise luthérienne d'avoir un statut égal à celui de l'Eglise catholique romaine, majoritaire dans le pays. "Si un tel accord n'est pas signé, l'avenir de notre Eglise deviendra incertain", s'inquiète Jan Gross, président du synode de l'Eglise évangélique (luthérienne) de la confession d'Augsbourg de Pologne.  (ENI-02-0305\F)  

 

Les enfants des pasteurs néerlandais ont peut-être perdu la foi, mais ils n'ont pas oublié le goût des pastilles de menthe 

Amsterdam, le 5 novembre (ENI) - Les enfants de pasteurs protestants néerlandais sont plus enclins que d'autres à quitter l'Eglise, même si un grand nombre d'entre eux conservent encore des principes moraux solides à l'âge adulte et s'inquiètent de la sécularisation de plus en plus forte de la culture. Un sondage réalisé auprès de 200 enfants de pasteurs par le quotidien Trouw a en effet révélé que les enfants de pasteurs s'orientent généralement vers des carrières sociales - enseignement, domaine médical - mais que seuls 3 % d'entre eux choisissent l'ordination.

 

La dramatique prise d'otages de Moscou a suscité la colère des orthodoxes de Russie 

Moscou, le 4 novembre (ENI) - Durant la tragique prise d'otages dans un théâtre de Moscou par des séparatistes tchétchènes, qui s'est terminée à l'aube du samedi 26 octobre, chrétiens et musulmans ont prié pour la libération des 800 personnes retenues à l'intérieur du bâtiment. Mais ce siège qui s'est terminé par un assaut des forces spéciales et a fait 119 morts parmi les otages a laissé les chrétiens et les musulmans de Russie profondément divisés et les responsables orthodoxes en colère.

 

Un site pour aider le Vatican à trouver le saint patron d'Internet 

Rome, le 7 novembre (ENI\Luigi Sandri) - Pour le Vatican, le choix du saint patron d'Internet se complique un peu, car un groupe catholique italien a lancé sur la toile un sondage dont les résultats pourraient priver saint Isidore de Séville de la place privilégiée qu'il occupait jusqu'alors. En effet, alors que la "candidature" de saint Isidore semblait l'emporter, un site italien consacré uniquement aux saints et aux bienheureux a lancé sur Internet un sondage demandant aux gens de nommer le patron des internautes. 

 

Les évêques français soutiennent fermement l'élargissement de l'Union européenne 

Lourdes le 8 novembre (ENI) - Réunis à Lourdes pour leur assemblée générale annuelle, les évêques catholiques français ont manifesté un ferme soutien à la construction européenne et à l'élargissement de l'Union européenne aux pays de l'Est. Ils souhaitent également que la constitution, actuellement à l'étude au sein de la Convention européenne, reconnaisse l'apport et la place des religions.

 

Des Eglises et groupes de défense des droits du Malawi obtiennent le droit de protester 

Harare, Zimbabwe, le 11 novembre (ENI) - Des Eglises et groupes de défense des droits, qui avaient interjeté appel de la décision présidentielle d'interdire toute manifestation concernant le projet de loi visant à prolonger le mandat du président Bakili Muluzi, ont obtenu gain de cause. En effet, le juge de la Haute Cour Edward Tesa a déclaré le 22 octobre que les citoyens du Malawi avait le droit de manifester pacifiquement et que la police était obligée, conformément à la loi, de leur assurer protection. (ENI-02-0312\F)  

 

Plusieurs responsables chrétiens nigérians réclament la restitution des fonds transférés à l'étranger par le général Abacha 

Akure, Nigéria, le 11 novembre (ENI) - Plusieurs responsables chrétiens du Nigeria réclament le rapatriement immédiat des millions de dollars placés à l'étranger par l'ancien dictateur, le général Sani Abacha, décédé en 1998. Cet argent qui, selon les responsables religieux, a été "volé" au peuple nigérian, aurait dû être rendu au Nigéria selon un accord conclu au début de l'année entre le gouvernement et la famille du général Abacha.

 

Notizia da NEV - Roma

 

Religioni: dialogare per costruire insieme la "casa di tutti i cittadini".

Il 29 novembre la Giornata ecumenica per il dialogo cristiano-islamico.

Roma, 11 novembre 2002 (NEV-CS44) - Si terrà il 29 novembre, ultimo venerdì del periodo di Ramadan, la Giornata ecumenica per il dialogo cristiano-islamico: una iniziativa promossa dall'Ufficio politiche della multietnicità del Comune di Roma e dalla rivista interreligiosa "Confronti".

"La giornata del 29 novembre rappresenta una occasione di vitale importanza per tutta la città - ha detto Franca Coen, delegata alle politiche della multiculturalità del Comune di Roma, nella conferenza stampa di presentazione questa mattina in Campidoglio -. Per dialogare è necessario

prima conoscersi: è un percorso lungo, ma iniziative del genere ci aiutano a rendere il Comune la casa di tutti i cittadini romani, a prescindere dalla loro appartenenza religiosa".

Negli ultimi mesi centinaia di personalità del mondo delle religioni e della cultura hanno sottoscritto l'appello per l'istituzione della Giornata di dialogo cristiano-islamico: tra gli altri, i vescovi Antonio Forte e Raffaele Nogaro, i teologi cattolici Carlo Molari, Brunetto Salvarani, Paolo

De Benedetti; fra i primi firmatari anche il presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), Gianni Long. "E' una iniziativa che accogliamo con gioia - è l'opinione di Omar Camilletti, del Centro culturale islamico di Roma -: speriamo che servirà a facilitare la conoscenza reciproca e che sia preludio di numerosi altri incontri. Sull'Islam - ha aggiunto - manca ancora in Italia una sufficiente informazione. Noi speriamo che questa iniziativa favorisca un vero incontro con la società italiana".

Sono numerose le realtà cattoliche, evangeliche, islamiche, che a livello locale si preparano a celebrare la Giornata del 29 novembre. A Roma si terrà una tavola rotonda presso il Comune, con la partecipazione del sindaco Veltroni e di vari esponenti delle diverse confessioni religiose coinvolte.

Nel pomeriggio è prevista una visita presso la Moschea; al tramonto verrà celebrata la fine del mese di digiuno per il Ramadan. "La buona collaborazione fra comunità di fede - questo il fulcro dell' iniziativa, nelle parole del direttore di "Confronti", Paolo Naso – ha importanti ricadute anche sulla crescita della società civile". Gli fa eco la pastora Maria Bonafede, vicemoderatora della Tavola valdese: "Conoscere e rispettare l'altro nella sua diversità religiosa costituisce una importante premessa per vivere insieme da cittadini adulti. Dialogo non è sincretismo, ma conoscenza dell'altro, anche attraverso la discussione su ciò che divide" . L'iniziativa del 29 novembre, è l'opinione di don Francesco De Lucia, responsabile del Centro Astalli  che si occupa di accoglienza degli immigrati, è anche un'occasione per credenti di diverse fedi per interrogarsi "sulla costruzione del bene comune. L'incontro con l'Islam – ha detto - per noi del Centro Astalli passa soprattutto attraverso la valigia dell'immigrato che giunge in Italia. Solo moltiplicando queste occasioni di incontro concreto, e accettando il cambiamento che deriva dall'incontro stesso, potremo lavorare insieme come uomini e donne di fede per una società più giusta".

 

Per ulteriori informazioni sull'iniziativa: Confronti, tel. 06 4820503, e-mail: direttore@...

 

 

 

 



Lun 11 Nov 2002 10:48 pm

mauriziobenazzi
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Maurizio Benazzi
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