
Cari amici,
vi ricordiamo che il 29 Novembre è la GIORNATA DEL NON ACQUISTO appuntamento mondiale di quanti per un giorno lasciano a casa il portafogli e decidono che per 24 ore la smettono di essere consumatori. Una moratoria di un giorno dalle raccolte punti, dalle carte fedeltà, dalle promozioni, dal tre per due, dal target, dal modello dell'acquisto compulsivo, dall'ipnotico messaggio che "sei quello che compri".
La giornata del non acquisto è la festa di quanti per un giorno ripensano al tempo che il consumismo ci estorce o semplicemente chi ha voglia di gridare uno slogan "BUY NOTHING DAY"; per un giorno. E per quelli più impegnati è un giorno per ripensare al consumo etico, al valore economico della gratuità, alle relazioni senza scambi monetari.

Il Sindaco di Firenze
La Fondazione Circolo Fratelli Rosselli
Claudiana Editrice
Invitano:
Venerdì 29 novembre alle ore 17,15
nel Salone dei Duecento
Palazzo Vecchio
Piazza della Signoria, Firenze
Enzo Biagi, Pierluigi Ballini e Mario Miegge
presentano
La strada della Liberazione
Dalla riscoperta di Calvino al Fronte della VIII Armata
di Giorgio Spini
a cura di Valdo Spini
Intervengono l’Autore e il Curatore
Biobibliografia di Giorgio Spini
nato a Firenze nel 1916, Giorgio Spini si è occupato di storia europea e nordamericana del Seicento, in particolare delle correnti spirituali sia religiose che antireligiose, ha ricostruito la storia cinquecentesca del principato mediceo e di Firenze dopo l’Unità d’Italia nonché dei rapporti tra il Risorgimento italiano e i movimenti protestanti europei e statunitensi. Ha inoltre studiato le origini del socialismo.
Presidente dell’Istituto Socialista di Studi Storici e condirettore della “Rivista Storica italiana”, ha insegnato nelle Università di Messina e Firenze e, negli Stati Uniti, ad Harvard, alla University of Wisconsin e alla University of California - Berkeley.
Della sua vastissima produzione storica ricordiamo:
Storia dell’età moderna (1515-1763), Torino, Einaudi, 1965
Autobiografia della giovane America: la storiografia americana dai Padri Pellegrini all’indipendenza, Torino, Einaudi, 1968
Cosimo I dei Medici, Firenze, Vallecchi, 1970
Architettura e politica da Cosimo I a Ferdinando I, Firenze, Olschki, 1976
Ricerca dei libertini. La teoria dell’impostura delle religioni nel Seicento italiano, Firenze, La Nuova Italia, 1980
Incontri europei e americani col Risorgimento, Firenze, Vallecchi, 1990
Barocco e Puritani. Studi sulla storia del Seicento in Italia, Spagna e New England, Firenze, Vallecchi, 1991
Le origini del socialismo. Da Utopia alla bandiera rossa, Torino, Einaudi, 1992
Studi sull’evangelismo italiano tra Otto e Novecento, Torino, Claudiana, 1994
Risorgimento e protestanti, Torino Claudiana, 1998
Italia liberale e protestanti, Torino, Claudiana, 2002
A 86 anni Giorgio Spini ha deciso di raccontare i suoi anni giovanili attraverso un montaggio autobiografico, da me curato, di scritti editi, inediti e di interviste dettate per l’occasione.
Giorgio Spini, metodista, fautore del patto di integrazione tra metodisti e valdesi, viene da una famiglia evangelica. La sua estraneità, prima, e la sua avversione, poi, al fascismo discendono dunque da una matrice religiosa ancor prima che politica.
Aderì subito al Partito d’Azione e dopo l’8 settembre 1943 passò le linee e raggiunse al Sud l’esercito regolare. Nel giugno 1944 venne distaccato presso l’VIII Armata britannica e con essa compì tutta la guerra di Liberazione, fino a Belluno e al congedo definitivo del giugno 1945.
Ne La strada della Liberazione, i soldati indiani di fronte ai capolavori degli Uffizi nascosti nel castello di Montegufoni, le notti passate a convincere i commilitoni neo-zelandesi che in Italia libertà e democrazia potevano affermarsi, l’inchiesta sulla fucilazione dei disertori tedeschi di nazionalità sovietica e le gesta della banda Corbari sono pezzi di autentico reportage di guerra.
Ma insieme a questi scritti sulla guerra, nel volume si trovano brani impegnati sulla formazione calvinista di Spini, sul clima culturale italiano durante il fascismo, sulle esperienze nelle riviste letterarie fiorentine degli anni Trenta e Quaranta, come “La Riforma Letteraria”, sulla maturazione alla vocazione di storico.
Un’esperienza di vita che viene a far rivivere da un’angolatura originale un pezzo drammatico di storia italiana.
Valdo Spini
Quanti sanno che i tedeschi persero 430.000 dei loro tra morti, feriti e scomparsi? Pochi certamente. Sulla Resistenza e i partigiani ci sono – giustamente – molti libri. Ma poco o nulla c’è sull’altra guerra, che infuriò contemporaneamente in Italia: quella tra le armate tedesche e quelle alleate, a base di scontri tra i mostri di acciaio delle unità corazzate, di piogge infernali di granate da batterie a tiro rapido e armi sofisticate micidiali, come la mitragliera Bren dei britannici o le onnipresenti trappole delle mine tedesche.
Questo mio libro è una testimonianza oculare, tanto più rara, in quanto, col nome di Valdo Gigli, dalla Resistenza nel Partito d’Azione passai al fronte dell’VIII Armata britannica con la posizione di un ufficiale italiano “prestato” agli Inglesi per compiti di intelligence. E così, dal placido mondo degli studi storici, mi trovai catapultato in quello segreto dei «servizi»: un punto di osservazione delle vicende belliche non troppo comune.
Non troppo comune è stato pure il cammino amaro degli evangelici italiani sotto il giogo fascista, e della loro ventennale «obiezione di coscienza». Fu il rinnovamento spirituale portato dalla Teologia della crisi di Karl Barth e dalla lotta contro il nazismo della «Chiesa Confessante» in Germania. E anche questa è una storia ignota o quasi al grande pubblico italiano, su cui questo libro reca una testimonianza di vita vissuta.
Giorgio Spini
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Approfondimenti a cura di Maria Antonietta
Verso Gerusalemme/3
Il mio cammino verso Gerusalemme
Parla il cardinale Martini.
“Come si affina lo sguardo verso Gerusalemme,o meglio quali sono le vicende mediante cui si affina e si forma il nostro sguardo verso Gerusalemme come meta finale di un cammino?
Rievocherò alcune tappe personali e insieme cruciali della mia esperienza.Ricordo come fosse ieri il mio primo incontro con Gerusalemme,nel 1959,una esperienza di vita e di morte.Con altri facevo il primo viaggio di studi in Medio Oriente alla scoperta degli scavi;arrivando a Gerusalemme la sera del 12 luglio,mi resi conto che il giorno dopo ricorreva il settimo anniversario della mia prima messa,e, nonostante l’ora tarda, ottenni di poter celebrare, la mattina dopo,al Santo Sepolcro. Durante la celebrazione ebbi fortissima la sensazione che in quel luogo si concentrava ogni speranza,ogni certezza,tutta la fiducia di vita,che tutte le religioni si giocano sul tema della vita per sempre, della risurrezione,e che quindi, a partire da qui, tutto doveva essere compreso e giudicato.
L’esperienza di morte la ebbi quando, visitando i pozzi di El Gib,una montagnola di materiale di riporto cominciò a franare ed io rischiai di cadere in un pozzo;ricordo che mi sentivo sereno, tranquillo, e che pensai:come è bello morire in questa terra!
Un secondo momento di crescita della coscienza delle radici l’ho vissuto parecchi anni dopo, quando ormai, rettore del pontificio istituto biblico di Roma,visitavo regolarmente Gerusalemme.Una sera,contemplando il cielo stellato,ebbi con prepotenza questa percezione:io sono nato qui, a Gerusalemme.
Infine i miei molti contatti di studio e le profonde amicizie conseguitene rafforzarono l’esperienza delle radi ci culturali con la città.Ricordo con gioia una Pasqua ebraica celebrata nella casa del prof. Talmon con tutta la sua famiglia,che mi introdusse in maniera straordinaria nella mentalità, nella cultura, nella tradizione religiosa del popolo ebraico.Quanti nomi di amici potrei evocare!
Penso al prof.David Flusser, uno dei migliori conoscitori del Nuovo Testamento, a padre Marcel Dubois, fondatore della Maison d’Isaie, a padre Bruno Hassar, fondatore di Nevè Shalom.
Io penso che, come me,ogni cristiano possa compiere, in qualche modo, tale cammino attraverso letture, simboli, conoscenze di persone.L’incontro porta a sintonizzarsi gradualmente con il popolo ebraico e la sua storia, la sua cultura, le sue sofferenze e le sue glorie.Ne consegue che si comprende che la pace in Gerusalemme è il segno della pace nel mondo,è una questione cruciale per i popoli che vi abitano e insieme per l’umanità intera, in quanto è simbolo, segno del destino umano.Concludo con una citazione del Salmo 122:
Domandate pace per Gerusalemme:
sia pace a coloro che ti amano,
sia pace sulle tue mura,sicurezza nei tuoi baluardi.
Per i miei fratelli e i miei amici io dirò:”Su di te sia pace!”.
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Info da Federico Z. , di "Noi siamo chiesa"