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29 novembre: Giornata del non acquisto   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #126 di 289 |
Orientamenti ecumenici
 
 
Quanto sono numerose le tue opere, Signore!
Tu le hai fatte tutte con sapienza;
la terra è piena delle tue ricchezze
(Salmo 8, 24)
 
 
Posta ricevuta:
 
Caro Maurizio,
ho visto con piacere la "pubblicazione" della "campana" che vi ho inviato riguardo l'aborto, proveniente dal Movimento per la vita; soprattutto ho letto con vivo interesse la sua risposta in merito.
Questa mia non vuol essere certo una "replica" (troppo in ritardo) né tantomeno una polemica (non è il mio stile e non serve a nulla).
Semplicemente, sollecitato dagli interventi presentati sulla ML in merito alla visita del Papa in Parlamento, desidero comunicarle la mia impressione e reazione "a caldo".
Nei toni e soprattutto nei contenuti che ho riscontrato mi sembra di cogliere proprio quelle "pregiudiziali e quei toni da crociata" cui lei faceva cenno nella sua risposta. Diceva anche che tale atteggiamento della chiesa cattolica era d'ostacolo al dialogo e che nella vostra ML avete scelto di dar voce alle "minoranze" o alle voci inascoltate, anche in ambito cattolico. Scelta più che legittima e che rispetto pienamente. 
Ma il dialogo, per sua natura, mette a confronto posizioni necessariamente diverse, se non addirittura opposte; classificare, ad es., in modo "sistematico" le posizioni della chiesa cattolica, della sua gerarchia e specialmente del Papa secondo uno schema "dialettico", non è esattamente pregiudiziale e "spirito da crociata"? Non è forse partire da un "giudizio" e perciò dal contrario di uno spirito di dialogo?
Parlare oggi di "ingerenza" della chiesa cattolica nei confronti dello stato laico è quanto meno anacronistico, come accostare il "potere del Papa" oggi ai tempi del Medioevo...
Se questo Papa esercita a tutt'oggi un grande carisma e gli è riconosciuta una forte autorità anche fuori della cattolicità, dovremmo chiederci - tutti - il perché...
A me personalmente, non stupisce affatto questo, anzi; né mi scandalizza un "cerimoniale" quanto mai essenziale nei confronti  del Papa (quanto siamo lontani da certe "cerimonie papali" del ME, verso cui peraltro frate Francesco di Assisi - vero uomo del dialogo - non disdegnò mai di dare il proprio ossequio). Ciò che mi scandalizza, invece e che dà scandalo al mondo, a chi cristiano non è, sta proprio nella divisione dei cristiani, nel lanciare giudizi ed accuse tra coloro che si confessano e chiamano fratelli. Questo, a mio modestissimo parere, dovrebbe essere il nostro primo e maggior sforzo.
Molto spesso alla base di atteggiamenti critici e polemici, verso la chiesa cattolica come verso ogni altra realtà, vi sono esperienze personali negative e frustranti. Forse non è un caso, mi permetta, che lei facesse cenno a ricordi negativi riguardanti la sua educazione cattolica del passato. Ho la massima comprensione ed il massimo rispetto per le situazioni ed i vissuti personali di ogni singolo individuo; proprio per questo però, ritengo che il vero terreno su cui porre la "questione polemica" nei confronti della chiesa cattolica, specie della sua gerarchia, sia quello dell'esperienza personale, non come orizzonte unico ed esclusivo, ma come autentica base di partenza per un dialogo vero e pacifico, cioè portatore di pace.
Con l'augurio di frate Francesco, il Signore vi dia pace!
tra fra' Paolo
 
 
Caro Frà Paolo,
visto che ama carta e penna La invito a scrivere anche una ferma lettera di protesta - tanto per fare un esempio - nei confronti della redazione del programma radiofonico cattolico domenicale, andato in onda su Radio RAI domenica scorsa alle ore 12.15, in cui un un esponente del PIME, subito dopo la benedizione del Papa, definiva "sette" i movimenti evangelici del Brasile (che sono ormai "la" chiesa del Brasile). A questa gravissima affermazione se ne aggiungevano poi molte altre di un'arroganza sconcertante. Motivo? La chiesa di Roma così come quella luterana ed episcopale (che per impostazioni ecclesiologiche sono assai lontane dal modello evangelico) sono ormai del tutto minoritarie e politicamente insignificanti in quel paese.
Credo che  la pace manchi - di questi tempi - proprio nel mondo cattolico... mi faccia sapere se avrà modo di scrivere al Pontificio Istituto Missionario...
Suo
Maurizio
 
PS: sono disponibile ovviamente al confronto in RAI come e quando i redattori cattolici lo riterranno opportuno. A proposito Fra' Paolo non ha mai letto la storia biblica di Davide e Golia? Non le suggerisce niente per analogia ?
 
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Cari amici,

vi ricordiamo che il 29 Novembre è la GIORNATA DEL NON ACQUISTO appuntamento mondiale di quanti per un giorno lasciano a casa il portafogli e decidono che per 24 ore la smettono di essere consumatori. Una moratoria di un giorno dalle raccolte punti, dalle carte fedeltà, dalle promozioni, dal tre per due, dal target, dal modello dell'acquisto compulsivo, dall'ipnotico messaggio che "sei quello che compri".

La giornata del non acquisto è la festa di quanti per un giorno ripensano al tempo che il consumismo ci estorce o semplicemente chi ha voglia di gridare uno slogan "BUY NOTHING DAY"; per un giorno. E per quelli più impegnati è un giorno per ripensare al consumo etico, al valore economico della gratuità, alle relazioni senza scambi monetari.

Da Bruno:

 
 
 
Stati Uniti: evangelici lanciano la campagna "Cos'avrebbe guidato Gesù?"
La scelta dell'automobile come questione morale
  
Roma (NEV), 27 novembre 2002 - La campagna interreligiosa "Cos'avrebbe guidato Gesù?" lanciata dall' Evangelical Environmental Network (EEN) lscorso 10 novembre negli Stati Uniti, ha un duplice scopo: da una parte  vuole sensibilizzare i consumatori rispetto alla loro scelta di trasporto privato, "perché - come dice il pastore Jim Ball, direttore esecutivo dell'EEN - le scelte di trasporto sono scelte morali". Dall'altra, la  campagna vuole spingere i costruttori automobilistici a fabbricare macchine più pulite.
Infatti, lo scorso 20 novembre una delegazione composta da leaders protestanti, cattolici ed ebrei, giunta a Detroit (Michigan) - capitale americana dell'industria automobilistica - con un convoglio di macchine  rigorosamente elettriche, ha incontrato gli esecutivi della General Motors,   della Ford, nonché della Chrysler. La delegazione, cui faceva parte anche  Robert Edgar, segretario generale del Consiglio Nazionale delle chiese USA   (NCCUSA), ha portato agli industriali del settore automobilistico una  lettera aperta firmata da più di 100 gruppi religiosi denunciando il fatto   che i loro prodotti stanno inquinando il pianeta e contribuiscono   all'innalzamento della temperatura globale. Contestualmente la delegazione   ha chiesto agli industriali di incentivare la costruzione di macchine   ecologicamente compatibili. Per il pastore Ball, promotore della campagna,   "Gesù Risorto è preoccupato per il tipo di macchine che guidiamo, perché   nuocciono alla sua gente e alla sua creazione. Crediamo che Gesù vorrebbe   che viaggiassimo in modo da ridurre l'effetto serra e l'uso di   combustibile." Per ulteriori informazioni rimandiamo al sito della campagna . 
www.whatwouldjesusdrive.org, oppure al sito www.protectingcreation.org .
(nev/gc)
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Orientamenti ecumenici dal prossimo numero dedicherà spazio alla campagna SBOICOITTIAMO ISRAELEin collaborazione con l'amico Piero Valetto, Presidente dell'Associazione Italia Israele di Roma. Lo ringrazio pubblicamente  per la grande sensibilità umana e etica e i vivi apprezzamenti manifestati per questo foglio controcorrente. Mi scuso inoltre coi lettori per i numerosi errori di battitura apparsi nell'ultimo numero e motivati dall'ora assai tarda utilizzata per la stesura del riassunto del libro "Ebrei e cristiani oggi". 
Per le adesioni al raduno per  Israele di Loreto si prega di contattare direttamente Ivan Basana a ivan.b@... : è confermata la partecipazione di Orientamenti ecumenici con iniziative di solidarietà e di preghiera che verranno condivisi con evangelici ed ebrei.
 
------------------ Eventi -------------------
 

Il Sindaco di Firenze

La Fondazione Circolo Fratelli Rosselli

Claudiana Editrice

 

Invitano:

 

Venerdì 29 novembre alle ore 17,15

nel Salone dei Duecento

Palazzo Vecchio

 Piazza della Signoria, Firenze

 

Enzo Biagi, Pierluigi Ballini e Mario Miegge
 
presentano

 

La strada della Liberazione

Dalla riscoperta di Calvino al Fronte della VIII Armata

 

di Giorgio Spini

a cura di Valdo Spini

Intervengono l’Autore e il Curatore

 

 

Biobibliografia di Giorgio Spini

nato a Firenze nel 1916, Giorgio Spini si è occupato di storia europea e nordamericana del Seicento, in particolare delle correnti spirituali sia religiose che antireligiose, ha ricostruito la storia cinquecentesca del principato mediceo e di Firenze dopo l’Unità d’Italia nonché dei rapporti tra il Risorgimento italiano e i movimenti protestanti europei e statunitensi. Ha inoltre studiato le origini del socialismo.

Presidente dell’Istituto Socialista di Studi Storici e condirettore della “Rivista Storica italiana”, ha insegnato nelle Università di Messina e Firenze e, negli Stati Uniti, ad Harvard, alla University of Wisconsin e alla University of California - Berkeley.

 

 

Della sua vastissima produzione storica ricordiamo:

Storia dell’età moderna (1515-1763), Torino, Einaudi, 1965

Autobiografia della giovane America: la storiografia americana dai Padri Pellegrini all’indipendenza, Torino, Einaudi, 1968

Cosimo I dei Medici, Firenze, Vallecchi, 1970

Architettura e politica da Cosimo I a Ferdinando I, Firenze, Olschki, 1976

Ricerca dei libertini. La teoria dell’impostura delle religioni nel Seicento italiano, Firenze, La Nuova Italia, 1980

Incontri europei e americani col Risorgimento, Firenze, Vallecchi, 1990

Barocco e Puritani. Studi sulla storia del Seicento in Italia, Spagna e New England, Firenze, Vallecchi, 1991

Le origini del socialismo. Da Utopia alla bandiera rossa, Torino, Einaudi, 1992

Studi sull’evangelismo italiano tra Otto e Novecento, Torino, Claudiana, 1994

Risorgimento e protestanti, Torino Claudiana, 1998

Italia liberale e protestanti, Torino, Claudiana, 2002

 

A 86 anni Giorgio Spini ha deciso di raccontare i suoi anni giovanili attraverso un montaggio autobiografico, da me curato, di scritti editi, inediti e di interviste dettate per l’occasione.

Giorgio Spini, metodista, fautore del patto di integrazione tra metodisti e valdesi, viene da una famiglia evangelica. La sua estraneità, prima, e la sua avversione, poi, al fascismo discendono dunque da una matrice religiosa ancor prima che politica.

Aderì subito al Partito d’Azione e dopo l’8 settembre 1943 passò le linee e raggiunse al Sud l’esercito regolare. Nel giugno 1944 venne distaccato presso l’VIII Armata britannica e con essa compì tutta la guerra di Liberazione, fino a Belluno e al congedo definitivo del giugno 1945.

Ne La strada della Liberazione, i soldati indiani di fronte ai capolavori degli Uffizi nascosti nel castello di Montegufoni, le notti passate a convincere i commilitoni neo-zelandesi che in Italia libertà e democrazia potevano affermarsi, l’inchiesta sulla fucilazione dei disertori tedeschi di nazionalità sovietica e le gesta della banda Corbari sono pezzi di autentico reportage di guerra.

Ma insieme a questi scritti sulla guerra, nel volume si trovano brani impegnati sulla formazione calvinista di Spini, sul clima culturale italiano durante il fascismo, sulle esperienze nelle riviste letterarie fiorentine degli anni Trenta e Quaranta, come “La Riforma Letteraria”, sulla maturazione alla vocazione di storico.

Un’esperienza di vita che viene a far rivivere da un’angolatura originale un pezzo drammatico di storia italiana.

 

                                                                                                                              Valdo Spini

 

Quanti sanno che i tedeschi persero 430.000 dei loro tra morti, feriti e scomparsi? Pochi certamente. Sulla Resistenza e i partigiani ci sono – giustamente – molti libri. Ma poco o nulla c’è sull’altra guerra, che infuriò contemporaneamente in Italia: quella tra le armate tedesche e quelle alleate, a base di scontri tra i mostri di acciaio delle unità corazzate, di piogge infernali di granate da batterie a tiro rapido e armi sofisticate micidiali, come la mitragliera Bren dei britannici o le onnipresenti trappole delle mine tedesche.

Questo mio libro è una testimonianza oculare, tanto più rara, in quanto, col nome di Valdo Gigli, dalla Resistenza nel Partito d’Azione passai al fronte dell’VIII Armata britannica con la posizione di un ufficiale italiano “prestato” agli Inglesi per compiti di intelligence. E così, dal placido mondo degli studi storici, mi trovai catapultato in quello segreto dei «servizi»: un punto di osservazione delle vicende belliche non troppo comune.

Non troppo comune è stato pure il cammino amaro degli evangelici italiani sotto il giogo fascista, e della loro ventennale «obiezione di coscienza». Fu il rinnovamento spirituale portato dalla Teologia della crisi di Karl Barth e dalla lotta contro il nazismo della «Chiesa Confessante» in Germania. E anche questa è una storia ignota o quasi al grande pubblico italiano, su cui questo libro reca una testimonianza di vita vissuta.

 

                                                                                                                                Giorgio Spini

 

 

Ufficio Stampa:

Claudiana Editrice – Via Principe Tommaso, 1 – 10125 Torino. Tel. 011-6689804 fax 011-657542 e-mail biancapiazzese@... sito web: www.claudiana.it.

Segreteria organizzativa:

Fondazione Circolo Rosselli – Piazza della Libertà 16 – 50129 Firenze. Tel.055-575835 fax 055-571758 e-mail segreteria@... sito web: www.rosselli.org.

 

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Approfondimenti a cura di Maria Antonietta

 

Verso Gerusalemme/3

 

 

Il mio cammino verso Gerusalemme

 

 

Parla il cardinale Martini.

“Come si affina lo sguardo verso Gerusalemme,o meglio quali sono le vicende mediante cui si affina e si forma il nostro sguardo verso Gerusalemme come meta finale di un cammino?

Rievocherò alcune tappe personali e insieme cruciali della mia esperienza.Ricordo come fosse ieri il mio primo incontro con Gerusalemme,nel 1959,una esperienza di vita e di morte.Con altri facevo il primo viaggio di studi in Medio Oriente alla scoperta degli scavi;arrivando a Gerusalemme la sera del 12 luglio,mi resi conto che il giorno dopo ricorreva il settimo anniversario della mia prima messa,e, nonostante l’ora tarda, ottenni di poter celebrare, la mattina dopo,al Santo Sepolcro. Durante la celebrazione ebbi fortissima la sensazione che in quel luogo si concentrava ogni speranza,ogni certezza,tutta la fiducia di vita,che tutte le religioni si giocano sul tema della vita per sempre, della risurrezione,e che quindi, a partire da qui, tutto doveva essere compreso e giudicato.

L’esperienza di morte la ebbi quando, visitando i pozzi di El Gib,una montagnola di materiale di riporto cominciò a franare ed io rischiai di cadere in un pozzo;ricordo che mi sentivo sereno, tranquillo, e che pensai:come è bello morire in questa terra!

Un secondo momento di crescita della coscienza delle radici l’ho vissuto parecchi anni dopo, quando ormai, rettore del pontificio istituto biblico di Roma,visitavo regolarmente Gerusalemme.Una sera,contemplando il cielo stellato,ebbi con prepotenza questa percezione:io sono nato qui, a Gerusalemme.

Infine i miei molti contatti di studio e le profonde amicizie conseguitene rafforzarono l’esperienza delle radi ci culturali con la città.Ricordo con gioia una Pasqua ebraica celebrata nella casa del prof. Talmon con tutta la sua famiglia,che mi introdusse in maniera straordinaria nella mentalità, nella cultura, nella tradizione religiosa del popolo ebraico.Quanti nomi di amici potrei evocare!

Penso al prof.David Flusser, uno dei migliori conoscitori del Nuovo Testamento, a padre Marcel Dubois, fondatore della Maison d’Isaie, a padre Bruno Hassar, fondatore di Nevè Shalom.

Io penso che, come me,ogni cristiano possa compiere, in qualche modo, tale cammino attraverso letture, simboli, conoscenze di persone.L’incontro porta a sintonizzarsi gradualmente con il popolo ebraico e la sua storia, la sua cultura, le sue sofferenze e le sue glorie.Ne consegue che si comprende che la pace in Gerusalemme è il segno della pace nel mondo,è una questione cruciale per i popoli che vi abitano e insieme per l’umanità intera, in quanto è simbolo, segno del destino umano.Concludo con una citazione del Salmo 122:

Domandate pace per Gerusalemme:

sia pace a coloro che ti amano,

sia pace sulle tue mura,sicurezza nei tuoi baluardi.

Per i miei fratelli e i miei amici io dirò:”Su di te sia pace!”.

 

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Info da Federico Z. , di "Noi siamo chiesa"

 

TETTAMANZI  
Il nostro Arcivescovo lunedì ha parlato di globalizzazione ad un convegno dell'Assolombarda ( il testo si trova sul sito della Diocesi di Milano) . Ha ripetuto la posizione dei vescovi liguri durante il G8 di Genova nel luglio dell'anno scorso che esprimeva, tra l'altro,  una linea abbastanza esplicita nel denunciare gli aspetti negativi del fenomeno. Ha poi ripreso a lungo documenti del papa  e la posizione ufficiale su come gestire la globalizzazione a tutela dell'uomo. Non ha fatto alcun accenno, neppure indiretto,  al recente Forum di Firenze. L'Avvenire , con il consueto settarismo, ha titolato "Esiste anche un globalismo che fa bene"  il pezzo sul discorso di Tettamanzi  senza dire alcunchè sulle frasi critiche sulla globalizzazione del suo intervento.
 
Mercoledì ha ricevuto a Roma la laurea honoris causa dalla Pontificia Università della Santa Croce ( è l'università dell'Opus Dei ) . Personalmente ritengo deplorevole questo inciucio con l'Opus Dei .
Non c'è  santificazione di Escrivà che tenga : l'Opus rappresenta sempre l'ala più anticonciliare, di destra e "complottarda" della Chiesa.
Ma  siamo i soli a dire che il re è nudo ? 
 

 

 



Mer 27 Nov 2002 9:54 pm

mauriziobenazzi
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Maurizio Benazzi
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