Per l’amicizia cristiano-ebraica
Orientamenti ecumenici

Salmo della settimana: nr. 80, 1-7
Intercessione per la restaurazione d'Israele
(2Cr 30:1-11; Is 5:1-7) Sl 44
Al direttore del coro. Sopra «i gigli della testimonianza». Salmo di Asaf.
Porgi orecchio, o Pastore d'Israele,
che guidi Giuseppe come un gregge;
o tu che siedi sopra i cherubini,
fa' risplendere la tua gloria!
Davanti a Efraim, a Beniamino e a Manasse, risveglia la tua potenza
e vieni a salvarci!
O Dio, ristoraci,
fa' risplendere il tuo volto e saremo salvi.
SIGNORE, Dio degli eserciti,
fino a quando sarai irritato contro la preghiera del tuo popolo?
Tu li hai cibati di pane intriso di pianto
e li hai dissetati con lacrime in abbondanza.
Tu ci hai resi oggetto di contesa per i vicini
e i nostri nemici ridono di noi.
O Dio degli eserciti, ristoraci,
fa' risplendere il tuo volto e saremo salvi.
Non credere più alle nostre impossibilità, ma credere soltanto nelle sue possibilità. Non dire: io non posso pregare, credere, amare, ma : con te e per mezzo di te ne sono capace. Per questo alzarsi e coricarsi, vivere e morire con la preghiera che dice “Fai quello che hai promesso. Vieni e soccorri la mia debolezza”. Sulla base della tua promessa voglio ricominciare oggi a pregare, a credere, ad amare e a sperare.
Helmut Gollwitzer
I cristiani devono rinunciare a chiamarsi “il nuovo popolo di Dio”, perché non lo sono
“Ebrei e cristiani oggi”
Parte seconda
Nella prima parte si è accennato alla dichiarazione Nostra Aetate del Concilio Vaticano II: in essa si ribadiva anche che “la chiesa (quella cattolica) è il nuovo popolo di Dio”, affermazione questa che, ripresa anche dal catechismo romano, non può essere certo considerata oggi come affermazione “ecumenica”.
La svolta teologica su questi argomenti avverrà solo nel 1980, nell’ambito del Sinodo della chiesa evangelica Renana. Vi fu in quella sede innanzitutto “l’accentuazione del “riconoscimento della corresponsabilità e colpa dei cristiani nell’olocausto” che venne ribadito per ben due volte sotto forma di confessione: “Confessiamo contriti la corresponsabilità e colpa dei cristiani della Germania nell’olocausto….”. In questa sede la domanda se fosse stato possibile un dialogo alla luce della Shoah trovò una risposta positiva solo a patto che la Shoah venisse assunta come punto di partenza ineludibile, prima che si affrontassero altri argomenti. La storia bimillenaria dell’antigiudaismo cristiano non consente infatti risposte diverse a quell’interrogativo.
Esponenti di quel Sinodo fecero notare tra l’altro che la nostra autocomprensione di cristiani, giunti alla fede dal paganesimo, ci pone - di fatto - nell’ordine della “storia della salvezza”, comunque dietro a Israele.
Per quanto concerne poi la questione cristologica avvenne una vera e propria rivoluzione di pensiero per l’epoca, laddove si affermava - nei documenti sinodali - che: “professiamo la nostra fede in Gesù Cristo, l’ebreo, che come Messia di Israele è il Salvatore del mondo e unisce i popoli del mondo col popolo di Dio”.
Il popolo di Dio essendo espresso al singolare non poteva che essere individuato nel popolo ebraico. Gli altri popoli (fra cui le chiese) erano ciò che sono di fatto nella realtà: altri popoli.
Rendtorf fa subito notare che la chiesa cristiana non è nata in opposizione al giudaismo ma anzi ha mosso i primi passi proprio in seno al giudaismo. Da qui l’esigenza di recuperare un rapporto positivo con le nostre radici ebraiche. Gli elementi che accomunano ebraismo e cristianesimo sono ben più significativi e importanti di tutte le contrapposizioni sedimentatesi nel corso dei secoli. Per questo è assolutamente necessario recuperare (oggi in particolare!) ciò che abbiamo in comune.
Dobbiamo - in termini più precisi - riconoscere la priorità dell’ebraismo nelle nostre teologie, dare valore alla nostra origine ebraica ossia all’elemento ebraico del cristianesimo, lasciando il titolo onorifico di “popolo di Dio” solo al popolo ebraico. Questo vale per cattolici, ortodossi e evangelici.
L’autore raccomanda inoltre una cosa veramente importante allorquando chiede a ciascuno di noi cristiano di mantenere una rispettosa distanza verso il mondo ebraico, lasciando che gli ebrei siano ebrei, perché ne hanno semplicemente pieno diritto.
Concludendo questo primo capitolo, da un punto di vista infine del linguaggio e dell’ attualizzazione biblica dovremmo iniziare a abituarci, quando leggiamo la bibbia ebraica (in uso con lo stesso canone per il momento solo nelle chiese evangeliche), a porci la domanda: che cosa possiamo fare insieme come cristiani ed ebrei, uomini e donne, in relazione al mondo di oggi? Sembra una cosa da poco ma in realtà cambierà il mondo. Perché è la strada che porta al Regno promesso, in cui saremo tutti in Uno.
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Sulla pace e sulla Grazia a buon mercato
Ricevo ogni settimana decine di messaggi da parte delle più diverse organizzazioni impegnate sul c.d. fronte pacifista. Tutti questi messaggi fanno ben riflettere (direi giustamente) sui pericoli delle conseguenze di una guerra dichiarata all’Iraq ma “stranamente” tutti i messaggi ignorano la guerra in corso dichiarata a Israele. Gli italiani in particolare tacciono sui loro traffici d’armi. Del resto certi imprenditori senza scrupoli troveranno sempre qualcuno che gli dirà che “Gesù Cristo è morto per i nostri peccati”, ecc. ecc. Grazia a buon mercato, in svendita 24 ore su 24 per 365 giorni all’anno… mille o più euro ovviamente di contributo per le necessità delle comunità e tutto proseguirà come prima, anzi – è molto probabile – che quello stesso Ministro ecclesiastico non mancherà, alla prima occasione, di ricordare il tanto bene fatto alla chiesa di appartenenza da questi personaggi molto indaffarati in queste ore, con telefonate e contatti d’affari in Giordania, in Siria, ecc. ecc.…
Sappiamo che il nostro Governo è impegnato su altri fronti in questi momenti ma possiamo ricordargli che esistono anche i tabulati Telecom, le prenotazioni dei viaggi presso Agenzie turistiche, le missioni ufficiali di associazioni varie, ecc. ecc.
Il Presidente Bush deve riflettere anche su questo: il business del petrolio non è l’unico in gioco; a volte contano anche viti e bulloni (che serviranno per macchine di distruzione e di morte), mine, sostanze chimiche dai nomi apparentemente innocui,…
Nel contempo però molti pacifisti si danno un gran da fare nel sostenere la campagna di boicottaggio nei confronti di Israele, non rendendosi conto che affamano anche i palestinesi.
E in tutte queste ipocrisie, di silenzi assordanti, di manipolazione della realtà (come quella operata dalla trasmissione RAI di sabato 30/11 “Mediterraneo”), un leader europeo che riesce a dire qualcosa di sensato in queste ore è il Cancelliere tedesco, che ha contemporaneamente confermato il suo NO alla guerra, ma ha anche assicurato la difesa senza riserve di Israele. Per ragioni “storiche e morali”. Figuriamoci se l’Italia e gli italiani si pongano certe opzioni morali e storiche.
Mi chiedo solo quanti fra di noi sarebbero disposti a fare eventualmente da scudo umano a sinagoghe, centri ebraici, imprese israeliane operanti in Italia, in caso di conflitto ma mi rendo conto che a volte è più comodo non porsi certe domande…
M.B.
Sboicottiamo Israele!
Ricordate di controllare il codice a barre sui prodotti che acquistate: se i primi tre numeri sono 729 significa che il prodotto proviene da Israele. Preferisci nel tuo eventuale acquisto questo codice, al fine di sostenere un’economia in grave crisi, che sta affamando indistintamente non solo ebrei ma anche palestinesi.
Ed ecco la risposta dello straordinario comico Sam Levinson a tutti quelli che stanno boicottando i prodotti israeliani :
"Viviamo in un mondo libero e non siete obbligati ad amare gli Ebrei; ma se proprio non vi piacciono, allora vi propongo di boicottare alcuni tipici prodotti ebraici, quali:
- il test della reazione di Wassermann per la diagnosi della sifilide;
- la digitale, scoperta dal dottor Nuslin;
- l'insulina, scoperta dal dottor Minofsky;
- il Chloral hydrate, scoperto dal dottor Lifreich;
- il test di Schick per la diagnosi della difterite;
- le vitamine, scoperte dal dottor Funk;
- la streptomicina, scoperta dal dottor Woronan;
- la pillola antipoliomielite del dottor Sabin e il vaccino del dottor Jonas Salk.
Avanti, boicottateli pure!
Per essere coerenti con l'umanità, gli Ebrei hanno offerto questi doni a ogni persona nel mondo.
Per essere coerente con se stesso, il fanatico antisemita deve accettare, per questioni di principio:
- la sifilide;
- il diabete;
- l'epilessia;
- la malnutrizione;
- la poliomielite;
- la tubercolosi
- la difterite;
- disturbi cardiaci;
Volete avercela con gli Ebrei? Abbiatecela pure!
Ma lasciate che vi dica una cosa: non vi sentirete poi tanto bene."
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L'esprit de générosité
1. C'est une façon de penser.
La générosité est plus qu'une action. C'est une façon de penser, de voir et de vivre. Dieu veut que son peuple soit de nature généreuse. Les signes de Marc 16 sont dépendant de ce que vous croyez. Le signe qui devrait suivre chaque croyant est une générosité débordante.
(NEV/ENI) - Sono stati solo 3422 (su un totale di 2.240.000) i voti che domenica scorsa in Svizzera hanno causato la sconfitta della proposta referendaria per una nuova legge sul diritto d'asilo, che da più parti era stata definita "la più rigida e restrittiva in Europa". Il risultato è stato accolto con sollievo sia dalla Federazione protestante che dalla Conferenza episcopale cattolica: "la Svizzera, che è una delle nazioni più ricche del mondo deve continuare ad essere anche una delle più generose; è una questione di coscienza".
(NEV) - "Le iniziative indette in occasione del 50° anniversario della costruzione del tempio della chiesa valdese di San Giovanni in Conca a Milano, contribuiscono a stabilire un dialogo fra le culture e le religioni nel rispetto delle diverse identità. Agli organizzatori e a tutti i partecipanti il Capo dello Stato invia un augurio e un saluto cordiali". Con questo telegramma, siglato dal Segretario generale della Presidenza della Repubblica, Gaetano Gifuni, il presidente Ciampi ha voluto partecipare all' iniziativa dei valdesi milanesi "I valdesi di Milano dal dopoguerra ad oggi"
(16-23 novembre).
NEV) - E' in distribuzione il n. 181 di "Gioventù Evangelica", rivista trimestrale della Federazione giovanile evangelica italiana (FGEI). Nel numero uno studio biblico sulla violenza (E.Green), le relazioni tenute all' ultimo Forum della cultura (P.Naso, E.Bein, F.Spano), tre interviste sulla
globalizzazione (M.Passini, U.Koenigsmann, D.Rosso), resoconti di incontri e convegni e l'inserto "Theologica" a cura della Libreria Claudiana. Gioventù Evangelica, via Porro Lambertenghi 28, 20159 Milano.
(NEV) - E' dedicata in particolare al dialogo cristiano-islamico il n. 3 del quindicinale "Il dialogo", periodico di Monteforte Irpino diretto da Giovanni Sarubbi. Un interessante contributo rivolto a chi vuole approfondire le ragioni e i contenuti della giornata ecumenica del 29 novembre. Il periodico ha inoltre un sito elettronico dedicato al dialogo ecumenico ed interreligioso: www.ildialogo.org. Il dialogo, via Nazionale 44, 83024 Monteforte Irpino, Avellino.
(NEV/BIP) - Nuovo capitolo del rapporto Bibbia-tecnologia. Alle oltre 2000 lingue in cui il "Libro dei libri" è stato tradotto, in parte o completamente, si aggiunge ora il linguaggio SMS, quello che permette di comunicare con simboli tra telefoni cellulari. L'organizzazione norvegese "Gospel Search" ha infatti messo a punto una traduzione del "Padre Nostro" in linguaggio SMS utilizzando 160 simboli e ha annunciato la prossima traduzione di alcuni fondamentali versetti biblici.
(NEV) - "L'ecumenismo: un tesoro in vasi di creta" è il tema portante del numero 3 di "Studi Ecumenici", rivista trimestrale dell'Istituto di studi ecumenici San Bernardino di Venezia, diretto da Tecle Vitali. Nel numero articoli di R.Fabris, P.Stefani, V.Fedorov, G.Dal Ferro, L.Sartori, O.Bolzon e del pastore Juerg Kleemann. Studi Ecumenici, Castello 2786, 30122 Venezia.
Prospettiva ebraica: approfondimenti sulla festa di Hanukka’
Hanukka', il cui giorno iniziale e' il 25 di Kislev (che di solito cade di dicembre. Quest'anno inizia Sabato 30 novembre), commemora il trionfo degli Ebrei, sotto i Maccabei, sui dominatori greci (164 a.e.v.): la vittoria fisica della piccola nazione ebraica contro la potente Grecia e la vittoria spirituale della fede ebraica contro l'Ellenismo dei Greci.
La santita' della festa deriva da questo aspetto spirituale della vittoria e dal miracolo dell'ampolla d'olio, quando una piccola quantita' d'olio d'oliva sacramentale che sarebbe dovuto bastare a mantenere acceso il candelabro del Tempio per un solo giorno, duro' per otto giorni quando il
Tempio fu riconsacrato.
Hanukka' viene osservata in Israele, come nella Diaspora, per otto giorni. La caratteristica centrale di questa festa l'accensione delle candele ogni sera una la prima sera, due la seconda, e cosi' via in commemorazione del miracolo avvenuto nel Tempio. In Israele, il messaggio di Hanukka' e' molto
incentrato su aspetti relativi alla sovranita' ripristinata; sono anche comuni usanze ampiamente praticate nella Diaspora, quali lo scambio di doni e il dreidl (trottola).
I lati del dreidl sono segnati con le iniziali ebraiche che rappresentano il messaggio ''Un grande miracolo accadde qui'', mentre nella Diaspora le iniziali stanno per ''Un grande miracolo accadde l?''. Le scuole sono chiuse durante questa settimana, ma i posti di lavoro operano regolarmente.
L'Associazione Italia Israele celebra l'accensione del lume di Chanukkà insieme al Keren Kayemeth Le-Israel, domenica 1 dicembre dalle 18 in avanti presso la sede del KKL, Via P. A. Micheli 53, Roma.
Notizie da AdN:
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Cina – La Chiesa avventista celebra il centenario |
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Russia – Avventisti siberiani elogiati per i programmi sulla salute Gli avventisti del 7° giorno della Siberia si sono uniti alle organizzazioni mediche e pubbliche locali per migliorare lo stato di salute dei cittadini dell’Irkutsk, in Russia. |
CINA, DENUNCIA DI AMNESTY INTERNATIONAL: GLI UTENTI DI INTERNET
RISCHIANO DETENZIONI ARBITRARIE, TORTURE E PERSINO ESECUZIONI
Amnesty International ha chiesto oggi alle autorita’ di Pechino di rilasciare tutte le persone attualmente agli arresti o condannate per aver utilizzato Internet per esprimere pacificamente le proprie opinioni o condividere informazioni.
“Chiunque sia detenuto solo per aver pacificamente diffuso su Internet le proprie opinioni o altre
informazioni o per aver visitato determinati siti e’ un prigioniero di coscienza e dev’essere rilasciato immediatamente e senza condizioni” - ha dichiarato Francesco Visioli, coordinatore per la Cina della Sezione Italiana di Amnesty International.
In un rapporto diffuso oggi, intitolato Repubblica Popolare Cinese: il controllo dello Stato su Internet, Amnesty International segnala i casi di almeno 33 persone arrestate o condannate per reati relativi a Internet: si tratta di attivisti politici, scrittori ed appartenenti a organizzazioni non ufficiali, tra cui il movimento spirituale Falun Gong.
Una delle sentenze piu’ lunghe e’ stata emessa nei confronti di un ex agente di polizia, Li Dawei,
condannato a 11 anni di carcere per aver scaricato articoli dai siti Internet dei movimenti democratici cinesi all’estero. Tutti i suoi appelli sono stati respinti.
Il rapporto di Amnesty denuncia anche i casi di due seguaci del Falun Gong, detenuti per reati relativi a Internet, apparentemente deceduti a seguito di torture o maltrattamenti da parte della polizia. Il Falun Gong e’ stato bandito come “organizzazione eretica” nel luglio 1999.
“Mentre l’industria di Internet continua ad espandersi in Cina, il governo prosegue a intensificare i controlli sull’informazione on-line con misure come il filtro o il blocco di siti stranieri, l’istituzione di corpi speciali di polizia, il blocco di motori di ricerca e la chiusura di siti che pubblicano informazioni sulla corruzione o articoli critici nei confronti del governo” - ha affermato Visioli.
Alla fine di agosto, la Cina ha bloccato per un breve periodo l’accesso al motore di ricerca Google, deviando gli utenti su motori di ricerca locali. Nelle ultime settimane Pechino ha cambiato ancora tattica, consentendo l’accesso ad alcuni siti Internet precedentemente bloccati, ma rendendo impossibile agli utenti l’apertura dei documenti sui siti relativi alla Cina. Secondo quanto appreso da Amnesty International, il ministero per la Sicurezza dello Stato ha fatto installare dei meccanismi di rilevamento sui sistemi dei fornitori di accesso ad Internet con l’obiettivo di controllare le caselle di posta elettronica individuali, mentre tutti gli Internet café sono stati obbligati a tenere un registro dei propri clienti e ad informarne la polizia.
“Gli utenti di Internet sono sempre piu’ intrappolati in una fitta rete di norme che limitano i loro diritti umani fondamentali” - ha aggiunto Visioli. “Chiunque navighi in Internet puo’ rischiare l’arresto arbitrario e l’imprigionamento”. Nei casi estremi, coloro che diffondono su Internet informazioni considerate “segreti di Stato” possono persino essere condannati a morte.
Le autorita’ cinesi hanno anche obbligato le societa’ che si occupano di Internet ad assumersi maggiori responsabilita’ nel controllare la rete. I firmatari dell’Impegno pubblico di autodisciplina, introdotto nell’agosto 2002, acconsentono a non pubblicare informazioni “perniciose” che possano “mettere a repentaglio la sicurezza dello Stato, disgregare la stabilita’ sociale, contravvenire alle leggi e diffondere superstizione e oscenita’”. L’Impegno e’ stato sottoscritto da oltre 300 societa’, compreso il noto motore di ricerca internazionale Yahoo.
Amnesty International chiede al governo di Pechino di rivedere i regolamenti e le misure che limitano la liberta’ di espressione su Internet, per renderli conformi agli standard internazionali.
L’organizzazione per i diritti umani ha anche espresso la propria preoccupazione per il fatto che alcune societa’ straniere avrebbero venduto alla Cina tecnologia che e’ stata usata per censurare Internet.
“In un momento in cui il ruolo della Cina come partner economico e commerciale e’ in crescita, le multinazionali hanno una particolare responsabilita’ nell’assicurare che la loro tecnologia non sia utilizzata per violare i diritti umani fondamentali” - ha commentato Visioli.
Ulteriori informazioni
Fin dall’inizio della commercializzazione di Internet in Cina, nel 1995, questo paese e’ diventato uno dei mercati dalla crescita piu’ rapida nel mondo. Il numero degli utenti a livello nazionale raddoppia ogni sei mesi e si stanno lanciando migliaia di siti. Nel giugno di quest’anno il numero degli utenti ha raggiunto circa 46 milioni e gli esperti ritengono che entro i prossimi quattro anni la Cina diverra’ probabilmente il principale mercato mondiale. Dal 1995 le autorita’ di Pechino hanno introdotto oltre 60 norme e regolamenti sull’uso di Internet.
Dopo un incendio scoppiato in un Internet café di Pechino nel giugno di quest’anno, le autorita’ hanno chiuso migliaia di Internet café e a quelli cui e’ stato permesso di riaprire hanno richiesto di installare programmi per bloccare siti considerati “politicamente sensibili” o “reazionari”. Questi programmi impediscono l’accesso a 500.000 diversi siti Internet stranieri.