Orientamenti ecumenici
Alla ricerca di strade da percorrere insieme

Salmo della settimana: nr.85
Preghiera per la salvezza d'Israele
Ed 1-3; Sl 126
Al direttore del coro. Salmo dei
figli di Core.
O SIGNORE, tu sei stato propizio alla tua terra,
hai ricondotto Giacobbe dalla deportazione.
Hai perdonato l'iniquità del tuo popolo,
hai cancellato tutti i suoi peccati. [Pausa]
Hai placato il tuo sdegno,
hai desistito dalla tua ira ardente.
Ristoraci, o Dio della nostra salvezza,
fa' cessare la tua indignazione contro di noi.
Sarai adirato con noi per sempre?
Prolungherai la tua ira d'età in età?
Non tornerai forse a darci la vita,
perché il tuo popolo possa gioire in te?
Mostraci la tua bontà, SIGNORE,
e concedici la tua salvezza.
Io ascolterò quel che dirà Dio, il SIGNORE:
egli parlerà di pace al suo popolo e ai suoi fedeli,
purché non ritornino ad agire da stolti!
Certo, la sua salvezza è vicina a quelli che lo temono,
perché la gloria abiti nel nostro paese.
La bontà e la verità si sono incontrate,
la giustizia e la pace si sono baciate.
La verità germoglia dalla terra
e la giustizia guarda dal cielo.
Anche il SIGNORE elargirà ogni bene
e la nostra terra produrrà il suo frutto.
La giustizia camminerà davanti a lui,
e seguirà la via dei suoi passi.
Signore,
perdona alla tua chiesa la sua ricchezza in mezzo ai poveri, il suo timore
davanti agli ingiusti, la sua ignavia davanti agli oppressi.
(Consiglio
ecumenico delle chiese)
Ma che genere di amore è?
Appunti dal raduno per
Israele di Loreto del 6-7-8 dicembre 2002
Il primo intervento
ufficiale della Conferenza raduno per Israele del 7 dicembre è curato dal un
insegnante, Mark Surey, ebreo convertitosi al movimento cristiano-messianico
nonché pastore battista; la traduzione fornita era dall’inglese. Dopo essersi
presentato come un figlio di genitori hippies, studente modello di un campus
cattolico (ci cui si vanta per le solide basi religiose acquisite all’epoca),
ex militante del movimento giovanile marxista, ecc. ecc. prende spunto da un
versetto del libro dei Proverbi per confutare l’intero libro della Genesi. Ci
informa che così come Gesù non è nato il 25 dicembre e non esiste il babbo
natale (sigh), lui ha desunto –
ovviamente da un solo versetto della bibbia! - che la Creazione è frutto dell’opera del Messia, individuato
prima della creazione come un’ entità sapienziale onnipotente.
Poco importa se la
dottrina trinitaria scompare improvvisamente dallo scenario teologico
cristiano, nessuno pare infatti
preoccuparsene o solo semplicemente accorgersene a Loreto. Al termine
dell’intervento c’è addirittura chi parla dal microfono di illuminanti
riflessioni, senza rendersi conto che la critica evangelical alla teologia
liberale protestante (accusata di poca aderenza al testo biblico) si ritorceva
contro gli stessi organizzatori del raduno. Sembrava infatti di ascoltare le
parole del teologo nazista Vischer scritte nel 1934, in cui si negava
l’esistenza del Dio creatore dell’Antico Testamento…
Il clima di confusione e
sbandamento teologico si è inoltre accentuato coll’intervento del neopresidente
dell’Alleanza Evangelica Italiana, che, rivolgendosi polemicamente agli
evangelici della FCEI, affermava che la Bibbia è la Parola di Dio! Ma quale è
la Parola di Dio, mi domandavo io, visto che in quella circostanza emergeva
chiaramente un’interpretazione biblica che di fatto negava l’esistenza stessa
del Dio d’Israele. Non è un caso
se durante il dibattito serale ci si poneva perfino l’interrogativo se gli
ebrei avessero un Dio e se – per caso – non finissero all’inferno visto che non
riconoscevano in Gesù, il Messia. Guarda caso chi si interrogava su questi
quesiti – sia pur in modo retorico - era il nipote di un importante
ecclesiastico cattolico-romano, che durante il regime fascista perseguitava gli
ebrei… “eredità di famiglia” potremmo dire.
La questione del mancato
riconoscimento del Messia da parte degli ebrei è riemersa poi col successivo
intervento del rev. Glashouwer, riformato olandese e presidente del ministerio
“Friends for Israel” (pare riconosciuto anche dal governo israeliano!) il quale
spiegava le vicissitudini anche più recenti del popolo ebraico coll’indurimento
del loro cuore di fronte al Messia Gesù. Questo pastore non si ricorda
probabilmente del racconto dei discepoli di Emmaus in Luca 24, ove quei
discepoli di Gesù affermano “Noi speravamo che fosse lui che avrebbe liberato
Israele”, attendendosi un Messia politico. E’ infatti solo il Risorto che
spiegherà a loro che l’idea di Messia che avevano era sbagliata, proponendogli la visione invece del
Messia sofferente.
Come dire, se altri ebrei,
che per di più non facevano parte della ristretta cerchia dei discepoli di
Gesù, aspettavano anch’essi un simile Messia politico, pronti a riconoscere
Gesù come tale, se avesse sgominato gli occupanti romani, li si dovrebbe forse
rimproverare, se - dopo la morte in croce di Gesù - ritennero che quell’attesa
messianica fosse fallita, proprio come i discepoli sulla via di Emmaus? Il
riconoscere Gesù quale Messia è - in ultima analisi - una confessione post-pasquale
della comunità cristiana e tale questione non rientra a ben vedere con gli
ebrei, che non fanno parte di questa comunità.
Quello che è stato
sconcertante ascoltare è la “solidarietà” di quest’associazione verso migliaia
di ebrei della ex Unione sovietica: si offre loro un viaggio di solo andata in
Israele (talvolta anche in navi cargo) in modo da “accelerare” il compimento
degli ultimi tempi e portare Israele alla conversione cristiana definitiva: vi
assicuro che la reazione avuta all’ascolto di quelle parole allucinanti è stata di abbandonare l’aula. Pare -
tra l’altro - che si intenda aprire una rappresentanza di “Friends for Israel”
anche in Italia.
Era questo l’amore di cui
sapevano parlare questi “fratelli” verso Israele? Possibile che il più
importante e autorevole giornale israeliano come Ha-aretz, dia spazio a
quest’associazione, senza rendersi conto delle finalità in realtà ben poco
amichevoli? E’ informato inoltre il rabbino di Ancona circa i contenuti della
predicazione di questi personaggi, che ha ricevuto in visita in Sinagoga il
giorno successivo? Domande che forse rimarranno in sospeso ma su cui è bene iniziare ad aprire una seria
riflessione all’interno dell’intero mondo evangelico. Con urgenza!
C’è un tentativo - nemmeno
troppo velato - di stravolgere la successione (storica e pratica direi) della
storia della salvezza, in cui l’ebraismo precede il cristianesimo. Desidero
ricordare che fu proprio l’apostolo Paolo che nella sua lettera ai Romani
(11,16-18) paragonò il popolo ebraico ad un ulivo: “Se la radice è santa anche
i rami sono santi”. Al lettore cristiano egli dice: “Tu che eri ulivo
selvatico, sei stato innestato nell’ulivo e sei diventato partecipe della
radice e della linfa dell’ulivo. Dunque non insuperbirti contro gli altri rami.
Ma se ti insuperbisci, sappi che non sei tu che porti la radice, ma è la radice
che porta te”.
Il falso biblicismo sbandierato da certi gruppi
testimonia non solo un uso strumentale della Scrittura ma nega agli ebrei
stessi la pretesa - del tutto legittima - di decidere in modo autonomo sul loro
rapporto con questa Scrittura. Considerazione ovvia ma non scontata in
moltissimi ambienti cristiani.
L’amore verso Israele urlato da questi gruppi appare allora per quello
che è: solo una dichiarata simpatia politica nei confronti della destra
politica e conservatrice di quel paese. Ma mi domando che genere di amore è?
E’ come se dichiarassi l’amore ad una persona, a cui nego la sua stessa
identità.
Pleonastico forse precisare che il mattino dopo ero in partenza col
primo treno per Milano.
Maurizio Benazzi
ROMA - Domenica 15, per il ciclo "Leggere la Bibbia
oggi" a cura dell' Amicizia ebraico-cristiana, tavola rotonda con Paolo
Ricca, Lea Sestrieri e Carlo Buzzetti. Alle 17 in via Pietro Cossa 40.
ROMA
- Domenica 15, a cura del Segretariato attività ecumeniche, tavola rotonda su
"Pluralismo religioso e convivenza multiculturale", con Amza
Boccolini, Paolo Naso, Brunetto Salvarani. Alle 16 in via Don Orione 8.
ROMA
- Martedì 17, presentazione del libro dello storico protestante Giorgio Spini
"La strada della Liberazione". Alle 18 nell'aula magna della Facoltà
valdese di teologia, via Pietro Cossa 40, con l'autore, Valdo Spini, Giorgio
Ruffolo, Rosario Villari, Maria Bonafede e il presidente della Camera
Pierferdinando Casini.
TELEVISIONE
- Lunedì 16, alle 9,30 su RAIDUE, la rubrica "Protestantesimo" manda
in onda la replica del programma dedicato al tema dell'eutanasia: una
riflessione etica sull'accanimento terapeutico, le terapie palliative e la
possibilità di una legge in materia in Italia.
RADIO
- Ogni domenica mattina, alle 7,30 su RAI Radiouno, "Culto
Evangelico" manda in onda una predicazione (15 dicembre, pastore Giuseppe
Platone), notizie dal mondo evangelico, appuntamenti e commenti di attualità.
OCCHI DI GERUSALEMME
Mostra organizzata dal Comune di
Roma dal 17 dicembre 2002 al 12 gennaio 2003
presso il Museo di Roma in
Trastevere - Piazza S. Egidio, 1/b
Orario 9-18
Ingresso libero
INAUGURAZIONE: Lunedi' 16 dicembre ore 12,30 - Ingresso
Libero
CHE FINE HA FATTO LA FAMIGLIA AL-SAKHRI?
AMNESTY INTERNATIONAL, CONSORZIO
ITALIANO DI SOLIDARIETA' E MEDICI
SENZA FRONTIERE DENUNCIANO IL RIMPATRIO FORZATO DA MALPENSA DI UNA FAMIGLIA
SIRIANA. "SONO SCOMPARSI E RISCHIANO LA TORTURA".
Amnesty International, Consorzio
Italiano di Solidarieta' e Medici senza Frontiere esprimono preoccupazione per
la mancanza di sviluppi in relazione alla vicenda di una famiglia siriana,
rimpatriata dalle autorita' italiane il 28 novembre, e di cui si e' persa ogni
traccia. Il caso e' stato segnalato con urgenza al ministero degli Affari
Esteri e a quello dell'Interno.
Muhammad Sa'id al-Sakhri, un ex
oppositore politico del governo di Damasco, sua moglie Maysun Lababidi e i loro quattro figli di eta'
compresa tra 2 e 11 anni, sono arrivati all'aeroporto milanese di Malpensa il
23 novembre, provenienti da Baghdad - dove la coppia aveva vissuto in esilio
per 11 anni - via Amman. All'arrivo in Italia hanno presentato domanda di asilo. Le autorita' italiane
hanno respinto la richiesta di asilo in modo del tutto sommario e, il 28
novembre, li hanno costretti a rimpatriare in Siria. Da allora non si hanno
piu' loro notizie. Si teme che possano trovarsi in stato di detenzione in uno
dei centri d'interrogatorio dei servizi segreti siriani, a Damasco, dove la
tortura e' praticata regolarmente.
Amnesty International, Consorzio
Italiano di Solidarieta' e Medici senza Frontiere, impegnate nella campagna "Diritto di asilo: una
questione di civilta'", sottolineano che l'Italia e' uno Stato parte della
Convenzione relativa allo status dei rifugiati e della Convenzione contro la
tortura e gli altri trattamenti o pene crudeli, inumani e degradanti, che
proibiscono espressamente il rimpatrio forzato in circostanze del genere.
Il rimpatrio forzato in Siria
della famiglia al-Sakhri, senza un esame della richiesta di protezione
nell'ambito di una procedura d'asilo equa, completa e soddisfacente, rappresenta una violazione dei principio
di non respingimento, vincolante per tutti gli Stati, che proibisce il
rimpatrio forzato di una persona in un paese nel quale la sua vita o la sua
liberta' sarebbero in pericolo.
Le tre associazioni sollecitano
ulteriormente le autorita' italiane affinche' intraprendano con la massima urgenza tutti i passi necessari
per assicurare l'incolumita' e il pieno rispetto dei diritti di Muhammad Sa'id
al-Sakhri e della sua famiglia e rinnovano la richiesta al Governo e al
Parlamento di adoperarsi per dotare l'Italia di una legge specifica sul diritto
di asilo, armonizzandosi alle altre normative europee.
Il commento avventista (da AdN):
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Tano Grasso commenta la morte del
giudice Caponnetto
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Polonia
– Pastore avventista prosciolto dopo 48 anni
È trascorso circa metà secolo dall’arresto e dalla condanna a un anno e mezzo
di reclusione del pastore avventista Konrad Janyszka, a opera del regime
stalinista, per crimini “contro lo Stato”, e finalmente la Corte Suprema
polacca, dopo tre anni di riesame, ha annullato la sentenza emessa nel 1954.
Il past. Janyszka era stato accusato: di “diffondere false informazioni” che,
secondo quanto è addotto come pretesto, miravano a “minare in maniera
significativa gli interessi dello Stato polacco”; di proiezione pubblica di
diapositive, che dovevano essere tutelate dalla censura statale e di possedere
pubblicazioni usate dal clero avventista di nascosto dalle autorità statali.
Konrad Janyszka, che oggi ha 79 anni e una salute che risente ancora di quel
periodo di prigionia, dopo aver appreso la decisione della corte, si è
inginocchiato e ha ringraziato Dio perché giustizia è stata fatta. Fu arrestato
il 3 luglio del 1953, due settimane dopo la nascita della seconda figlia, non
poté ricevere lettere dalla famiglia che ebbe il permesso di fargli visita una
sola volta, gli fu proibito di tenere la Bibbia e fu continuamente
ridicolizzato per l’osservanza del sabato. Quando arrivò in prigione, la prima
cosa che fece fu quella di digiunare. “Pregai il Signore di sostenermi. E così
è stato. Mi è stato sempre vicino e mi ha aiutato a sopportare tutto”, ha
affermato Konrad Janyszka.
Janyszka fu rilasciato il 3 gennaio del 1955. Andrzej Sicinski, portavoce della
Chiesa avventista polacca, riferisce che la Corte Suprema ha preso in
considerazione la richiesta di annullamento del giudizio del 1954 e ha
decretato che la sentenza rappresentava una palese violazione della legge da
parte delle autorità del tempo.
La corte ha poi sentenziato che Janyszka aveva agito entro i parametri dei
diritti garantiti per il libero esercizio della religione e della propria fede.
La traversia di Janyszka non fu un caso isolato di dura restrizione in quegli
anni di comunismo polacco. Tutte le Chiese ne soffrirono le conseguenze, anche
la Chiesa cattolica. Nel 1953 fu arrestato pure il cardinale cattolico
Wyszynski. La repressione spinse le Chiese a operare di nascosto. L’anziano
pastore avventista ricorda che sei mesi prima di essere rilasciato, fu
informato che altri tre pastori avventisti erano stati arrestati, e si rese
allora conto che non stavano combattendo solo contro di lui, ma contro l’intera
Chiesa, contro la Chiesa di Cristo.
L’annullamento della corte è una delle tante riparazioni a favore dei gruppi
religiosi da parte dello Stato polacco dopo la caduta del comunismo.
da Ann
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Da NEV - Roma
(NEV/MP) - Si è
costituito ad Oslo, Norvegia, il Consiglio europeo dei leader religiosi. Nato
su proposta della Conferenza mondiale delle religioni per la pace (WCRP), ne
fanno parte 30 membri: cinque per ciascuna tradizione cristiana e religione
(ortodossi, anglicani e protestanti, cattolici, musulmani, ebrei) ed un
rappresentante per ognuna delle nuove presenze religiose in Europa (induismo,
buddismo, baha'ì, sikh)."Come leader religiosi europei - si legge nella
dichiarazione costitutiva - ci impegniamo a lavorare insieme per porre fine ai
conflitti, per riaffermare la nostra
condanna del
terrorismo, promuovere la giustizia e la convivenza pacifica fra i diversi
popoli, religioni e tradizioni presenti in Europa".
CHIESE PROTESTANTI ED ORTODOSSE
DISCUTONO DI ECCLESIOLOGIA
Consultazione
promossa dalla Conferenza delle chiese europee e dalla Concordia di Leuenberg
Roma (NEV), 12
dicembre 2002 - Una consultazione sull'ecclesiologia (la branca della teologia
che si occupa della natura e della costituzione della chiesa) si è svolta dal
28 novembre al 1° dicembre all'Accademia ortodossa di Creta (Grecia),
sponsorizzata dalla Conferenza delle chiese europee (KEK) e dalla Concordia di
Leuenberg. Hanno preso parte all'incontro vescovi e teologi di chiese
ortodosse, luterane, riformate ed unite appartenenti alla Concordia.
"Questa
consultazione sull'ecclesiologia - affermano i partecipanti nel comunicato
stampa conclusivo - è stata particolarmente significativa anche perché questi
problemi non hanno mai ricevuto sufficiente attenzione in precedenti dialoghi
fra la Chiesa ortodossa e le chiese della Riforma. La consultazione ha inteso
anche offrire un contributo importante per la reciproca comprensione fra le
chiese mentre l'Europa diventa sempre più unita". I partecipanti hanno
preso in esame un documento della Concordia di Leuenberg del 1994, "La
Chiesa di Gesù Cristo". Dalla discussione è emerso che mentre alcune
questioni sono condivisibili fra protestanti ed ortodossi,
altre hanno
bisogno di ulteriori chiarimenti o sono comunque oggetto di controversie. Fra
le posizioni condivise c'è senz'altro il fondamento trinitario della Chiesa e
il suo carattere apostolico. I partecipanti hanno anche affermato che superare
le reciproche condanne dottrinali è un prerequisito indispensabile per l'unità
della chiesa. "La questione dell' ecclesiologia - afferma Viorel Ionita
della KEK - è uno dei punti centrali per il movimento ecumenico oggi. Solo
chiarificando la reciproca comprensione dell'essere chiesa e riconoscendo le
altre chiese come vere chiese in Gesù Cristo, le comunità cristiane potranno
superare ogni forma di confessionalismo. La consultazione di Creta è stata un
passo in questa direzione". Per il segretario generale della KEK, il
pastore Keith Clements, che ha anche partecipato alla consultazione, questo
appuntamento è stato "l' inizio di un nuovo ed incoraggiante viaggio per
il dialogo fra protestanti ed ortodossi". (nev/gu)
(NEV/ENI) - 80
mila profughi e un numero imprecisato di morti è il tragico bilancio di uno
strano conflitto in atto nella regione dai labili confini tra Kenya e Uganda.
La violenza, ormai endemica, è generata dal sistematico e reciproco furto di
bestiame che le etnie interessate praticano da oltre 10
anni. Un
tentativo per risolvere il conflitto è stato ora messo a punto congiuntamente
dal Consiglio nazionale delle chiese del Kenya e dal Consiglio unito delle
chiese dell'Uganda che hanno varato un piano annuale di distribuzione di cibo e
medicinali come primo passo verso la pacificazione della regione.
(NEV/EP) -
"Nel nostro quotidiano lavoro pastorale siamo chiamati a confrontarci non
solo con il Dio della chiesa ma anche con il Dio del mondo" : con questa
affermazione è stata aperta martedì scorso a Buenos Aires la "Giornata del
Movimento ecumenico per i diritti umani". Significativa per il contesto in
cui si è svolta la Giornata, è la dichiarazione che "le chiese ritengono che
la salvaguardia dei diritti umani è parte integrante del messaggio
dell'Evangelo che chiama alla difesa della dignità degli ultimi del
mondo".
PER UNA INFORMAZIONE RELIGIOSA AL PLURALE
di Gianni Long
* (NEV)
Dal 9 all'11
dicembre si è svolto a Roma un Convegno sul tema "Pluralismo religioso e
mass media - L'Italia e l'Europa" , promosso dal Servizio stampa radio e
televisione della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI). Il
presidente FCEI Gianni Long offre una valutazione dell'incontro, che ha visto
un denso confronto fra giornalisti, intellettuali, docenti universitari, sulla
necessità di "dare visibilità al mosaico di tradizioni religiose"
presenti nel paese.
Non è semplice
per una minoranza religiosa misurarsi con il tema del pluralismo nel sistema
dell'informazione. Da una parte, infatti, come evangelici ci sentiamo spinti ad
assumere toni polemici, necessariamente tesi a denunciare l'omologazione alla
voce della maggioranza confessionale di questo paese. E non è un rischio
teorico. Basta sfogliare i giornali e guardare con occhio vigile la
programmazione televisiva per verificare che l'informazione religiosa
sostanzialmente coincide con quella cattolica la quale, a sua volta, coincide
con quella vaticana. Insomma per la massima parte dei media italiani parlare di
fede e di religione equivale a parlare del papa. Se questa valutazione fosse
vera fino in fondo e senza eccezione, lo spazio di comunicazione che si apre
alle confessioni di fede non cattoliche, sarebbe davvero poca cosa. Il Convegno
promosso dalla Federazione delle chiese evangeliche in Italia, in gran parte ha
confermato questa ipotesi. Dati alla mano risulta vero che il sistema della
comunicazione religiosa in Italia è ancora centrato sul vertice della Chiesa di
Roma, incapace di cogliere due dati pure assolutamente evidenti: da una parte
l'articolazione interna al mondo cattolico e la crescita di fermenti e spinte
assai distanti dalla strategia ufficiale e di vertice; dall'altra il crescente
pluralismo religioso che si esprime anche all'interno della società italiana. I
tempi dell'Italia naturalmente "cattolica" sono insomma finiti sia
perché il cattolicesimo si esprime in forme differenziate e talvolta divaricate
tra loro; sia perché l'Italia appare un paese in gran parte secolarizzato; sia
perché è sempre più visibile la presenza di diverse comunità di fede, musulmani
ed ebrei, evangelici ed ortodossi, induisti e buddisti. Insomma un mosaico
sempre più visibile di tradizioni religiose, di forme di spiritualità e di
luoghi di culto. Il fatto che ancora non vi sia un pieno riconoscimento
giuridico di questa pluralità - né attraverso lo strumento delle intese né per
mezzo di una legge organica sulla libertà di culto - non è una scusante, semmai
un'aggravante per un sistema politico disattento ed incapace di cogliere questa
rilevante novità culturale della società italiana, resa ancora più evidente dal
quadro europeo.
Ma parlando di
pluralismo nel sistema dell'informazione, insieme al rischio della polemica -
pure necessaria - vi è quello del pessimismo, di una visione tutta in negativo,
incapace di cogliere quei segnali che pure si esprimono sia nella società
italiana che nello specifico campo dei media. Il Convegno è stato promosso,
oltre che dalla FCEI, da due istituzioni accademiche - il Corso di laurea in
Scienze storico religiose e la Facoltà di Sociologia della "Sapienza
" di Roma e dalle testate "Confronti" e "Jesus"; al convegno, inoltre
- tre giorni di confronto intenso e serrato - hanno partecipato oltre cento
persone e oltre venti qualificati relatori, in massima parte non evangelici.
Sono segni di un interesse non superficiale, di una attenzione nuova che si
esprime sia nel campo culturale ed accademico che in quello della comunicazione
di massa. Di fronte a questi dati il bicchiere non è solo "mezzo
vuoto": rileviamo infatti degli elementi di novità che si esprimono nello
spazio al pluralismo confessionale offerto da alcuni organi di stampa, in una
evoluzione dell'informazione religiosa e nelle attenzioni ecumeniche e interreligiose
della stessa stampa cattolica. Un dato ancora più significativo quando si
consideri che il convegno è stato sostenuto dalla Commissione europea.
Insomma siamo
di fronte a un quadro in chiaroscuro, nel quale antichi ritardi culturali e
politici della società italiana, incapace di cogliere tutte le implicazioni di
un quadro religioso sempre più complesso e pluralista, si confondono con nuove
aperture e alcune coraggiose innovazioni anche nel campo della comunicazione di
massa.
Questo il
convegno ci ha detto, invitandoci ed essere vigili ed a richiamare con forza
principi di laicità e pluralismo; ma ci ha anche confermato che non siamo
all'anno zero e che, tanto più in un quadro sempre più globale ed europeo, c'è
spazio per un'informazione religiosa al plurale. Un'opportunità ed una sfida al
tempo stesso.
* Presidente
della Federazione delle chiese evangeliche in Italia
Da ENI – Ginevra:
L'Alliance oecuménique "agir
ensemble" lance une campagne pour changer les règles commerciales
Genève, le 13 décembre (ENI) -
L'Alliance oecuménique "agir ensemble", qui représente des centaines
de milliers de chrétiens dans le monde, vient de lancer une campagne de trois
ans en faveur de pratiques commerciales "justes" et des droits de la
personne. La campagne lancée sur le thème "le commerce doit servir les
personnes et non les asservir" vise à assurer que les droits de l'homme et
la protection de l'environnement sont des critères essentiels dans les ententes
commerciales et les accords économiques.
Les Eglises canadiennes se félicitent
du refus de la Cour suprême d'accorder un brevet pour une souris génétiquement
modifiée
Vancouver, le 12 décembre (ENI) -
La Cour suprême du Canada a pris une décision historique en refusant à
l'université américaine de Harvard l'obtention d'un brevet pour une souris
génétiquement modifiée à des fins de recherche médicale. Le jugement, qui met
fin à une bataille juridique de 17 ans, est une victoire pour les Eglises qui
ont toujours soutenu que breveter la souris revenait à transformer des êtres
vivants en propriété intellectuelle.
Les Eglises hongroises critiquent un projet visant à libéraliser la législation sur les stupéfiants
Varsovie,
le 12 décembre (ENI) - Les responsables d'Eglise de Hongrie ont condamné le
projet du gouvernement de ne plus infliger d'amendes pour la possession de
petites quantités de cannabis et d'autres drogues "douces". Le projet
de loi a été soumis une première fois au Parlement à la fin novembre et il
devrait être de nouveau débattu au début de l'an prochain.
Da Adistanews:
LE NOTIZIE IN CHIARO:
-
Troppo
"disordinati" per essere ordinati. Mai pii preti gay
Leggi qui: www.adista.it/numeri/adista02/adi89/adi89-preti_gay.htm
- Parere della Congregazione per il Culto Divino
sull'ordinazione delle persone omosessuali
-
Questo
si che è "fumo di Satana" - di Gianni Geraci
-
I
vescovi spagnoli condannano il nazionalismo. Ma solo quello basco
Leggi qui: www.adista.it/numeri/adista02/adi89/adi89-vescovispa.htm