La Parola di Dio impegna il mio tempo:
Dio stesso entrò nel tempo e ora vuole che gli dia il mio.
Essere cristiani non è affare di un attimo, richiede tempo.
(Dietrich Bonhoeffer)
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Orientamenti ecumenici
Salmo di Natale: nr. 96
Inno alla grandezza e alla gloria di Dio
=1Cr 16:23-33 (Sl 97-98; 67)
Cantate al SIGNORE un cantico nuovo,
cantate al SIGNORE, abitanti di tutta la terra!
Cantate al SIGNORE, benedite il suo nome,
annunziate di giorno in giorno la sua salvezza!
Proclamate la sua gloria fra le nazioni
e i suoi prodigi fra tutti i popoli!
Perché il SIGNORE è grande e degno di sovrana lode;
egli è tremendo sopra tutti gli dèi.
Poiché tutti gli dèi delle nazioni sono idoli vani;
il SIGNORE, invece, ha fatto i cieli.
Splendore e maestà sono davanti a lui,
forza e bellezza stanno nel suo santuario.
Date al SIGNORE, o famiglie dei popoli,
date al SIGNORE gloria e forza.
Date al SIGNORE la gloria dovuta al suo nome,
portategli offerte e venite nei suoi cortili.
Prostratevi davanti al SIGNORE vestiti di sacri ornamenti,
tremate davanti a lui, abitanti di tutta la terra!
Dite fra i popoli: «Il SIGNORE regna»;
il mondo quindi è saldo e non potrà vacillare;
il SIGNORE giudicherà le nazioni con rettitudine.
Gioiscano i cieli ed esulti la terra;
risuoni il mare e quanto contiene;
esultino i campi e quanto è in essi;
tutti gli alberi delle foreste emettano gridi di gioia
in presenza del SIGNORE; poich'egli viene,
viene a giudicare la terra.
Egli giudicherà il mondo con giustizia,
e i popoli con verità.
Proposte di lettura per queste festività:
L’origine della festa del Natale
La nostra festa di Natale del 25 dicembre era sconosciuta ai cristiani dei primi tre secoli. Nel mondo pagano dell’impero si festeggiava in quella data l’adorazione del sole.
Prima che la nascita di Gesù venisse celebrata in questo giorno, in Oriente (e più tardi anche in Occidente) se ne faceva memoria il 6 gennaio, come del resto ancora oggi avviene nelle chiese ortodosse. La chiesa delle origini era infatti concorde nel ritenere che la data della nascita di Gesù era sconosciuta.
In Israele tra l’altro i pastori vivono sui campi all’incirca da marzo/aprile fino a novembre. Chi avvisava quei pastori di quell’evento (chiamiamoli pure “Angeli”, sebbene si tratti di un chiaro intervento redazionale a cura di teologi dell’epoca) lo faceva in un periodo compreso fra la primavera e l’autunno.
Ciò che è importante notare è come le varie e numerose ipotesi di calcolo della data di nascita di Gesù non avevano nella chiesa una decisiva importanza dogmatica e solo un pensiero teologico può aver dato il primo impulso a celebrare la comparsa del Cristo sulla terra. In ogni caso la morte e la risurrezione interessavano la chiesa antica molto più della sua incarnazione.
In un primo momento ogni “giorno del Signore” (la nostra domenica, chiamata in seguito nell’area anglosassone “giorno del sole”) era un giorno che ricordava la risurrezione del “Signore” Gesù, ed accanto ad esso nacque in seguito l’uso del festeggiare la Pasqua.
Nel cristianesimo antico anche le feste dedicate agli apostoli e ai martiri facevano riferimento alla loro morte, non al loro giorno natale. Lo scrittore Origine protestava esplicitamente contro l’usanza di celebrare un compleanno: secondo lui, si tratta di un uso pagano; nella Bibbia solo pagani ed empi festeggiano il loro compleanno, come il Faraone ed Erode.
Ma il Natale non è la commemorazione di una data…
Spunti di riflessione tratti da “L’origine della festa del Natale” di Oscar Cullmann, 1993, Queriniana, pagg. 63, Euro 7,50.
Lettere / 1942-1943
Di Etty Hillesum
Campo di Westerbork, 29/6/1943
…Da Leguyt ho ricevuto una lettera che mi ha molto commossa, anche lui è fra coloro che per i quali si vorrebbe proprio riuscire a farcela per rivederli in futuro. Mi ha mandato questa frase del Dr Korff : “Eppure Dio è amore”. Sottoscrivo pienamente quest’affermazione, che vale ora più che mai. Il signore Leguyt scrive tra l’altro: “Mi stupirei se Lei avesse tanta elasticità spirituale da poter prestare più di mezzo orecchio a chi ne è rimasto fuori”.
Io ho conservato tutt’e due le mie orecchie e tutta la mia attenzione per voi, continuo a vivere in vostra compagnia e di tanto in tanto mi riposo presso di voi dai troppi pesi che mi tocca portare. Per voi digerire i fatti di qui è più difficile che per noi. Mi accorgo che in ogni situazione, anche nella più difficile, l’uomo sviluppa degli organi nuovi grazie a cui si può continuare a vivere. Su questo punto Dio è abbastanza misericordioso.
E per il resto: diversi suicidi stanotte prima che partisse il treno, con rasoi, ecc.
Stamattina mentre mi lavavo insieme con una collega, le ho detto dal profondo del cuore pressappoco così: “I domini dell’anima e dello spirito sono tanto vasti e infiniti che un po’ di disagio fisico e di dolore non ha troppa importanza, io non ho la sensazione di essere privata della mia libertà e non c’è nessuno che mi possa fare veramente del male”.
Sì, miei cari, sono in uno strano stato di addolorata contentezza. Se dovessi scrivervi una lettera disperata non prendetela troppo sul serio, vorrà dire che sarà stato solo un momento, si può soffrire ma non per questo si deve essere disperati.
Ora mi rituffo in basso e vado in ospedale, con un barattolino sotto il braccio per il mio caro papà e la mia cartella da impiegata sotto l’altro braccio. Troverò molti letti vuoti dopo la partenza di questo treno. State in gamba, miei cari!…
Nata nel 1914 a Middelburg da una famiglia della borghesia intellettuale ebraica, Etty Hillesum morì ad Auschwitz nel novembre 1943. E’ uno dei testi di più elevata spiritualità ebraica moderna. Adelphi Edizioni, 1990, pagg. 149, Euro 6,20.
Carissimi amici
abbiamo messo online il nuovo numero di www.ebraismoedintorni.it che nel frattempo si sta rinnovando dove vogliamo andare lo sappiamo e la meta rimane sempre la stessa: proprio per realizzare la speranza di arrivare che stiamo modificando gli strumenti con la speranza che il giornale ci faccia essere sempre un passo più vicini quando di nuovo diremo "... l'anno prossimo a Gerusalemme".
Nel frattempo auguriamo a tutti i nostri lettori una buona lettura.
la Redazione
Ho ricevuto il numero 12/2002 di Viator (www.viator.it) : si segnala l’inchiesta su “Disagio mentale: la fede al servizio della scienza medica”.
Fra gli auguri ricevuti in questi giorni ho scelto per condividerli con tutti voi quelli di un cattolico, di un evangelico e di un ebreo:
Il “bambino” è il segno stesso di Dio. Per capire chi è lui, all’anselmiana definizione: «Colui del quale non si può pensare nulla di più grande», è da anteporre quella evangelica: Dio è colui del quale non si può pensare nulla di più piccolo. La grandezza dell’amore consiste nel farsi piccolo per lasciare spazio a tutti e proprio la sua piccolezza estrema dimostra la grandezza di chi si fa solidale con tutti, cominciando dall’ultimo.
S. Fausti s.i.
Con i miei più cari Auguri di un sereno Natale
P. Stefano Bittasi
Dato che non l’ uomo diventa DIO, ma DIO diventa uomo,
il mistero di Natale resta nascosto nel suo significato più profondo
e si rivela
all’ intelletto come miracolo paradossale,
all’ occhio come spettacolo sentimentale,
al cuore però come fiamma di un amore che non si spegne mai.
Auguro un buon e benedetto Natale
e un felice anno 2003
vostro Holger (Banse)
Vi auguro a tutti quanti un anno di salute, pace, ed amore
Giacomo
Ci diamo appuntamento nel 2003…
Vostro Maurizio
