ma solo dalla parola di Dio.
Pertanto la gratitudine va imparata ed esercitata.
La gratitudine va in cerca del donatore che c’è oltre il dono.
Nasce dall’amore che la concepisce.
La gratitudine è abbastanza umile da lasciarsi donare qualcosa.
L’orgoglioso prende solo ciò che gli spetta.
Si rifiuta di accogliere un regalo.
Per colui che è grato ogni cosa diventa un dono,
poiché sa che per lui non esiste assolutamente un bene meritato.
La gratitudine rende la vita davvero ricca.
E’ facile sopravvalutare l’importanza del proprio agire ed operare
Rispetto a ciò che si è diventati solamente grazie agli altri.
(Dietrich Bonhoeffer – Da “Libertà di vivere”)
Orientamenti ecumenici

Salmo della settimana : nr. 33
Salmo di gioia
(Sl 104; 135; 147)
Esultate, o giusti, nel SIGNORE; la lode s'addice agli uomini retti.
Celebrate il SIGNORE con la cetra; salmeggiate a lui con il saltèrio a dieci corde.
Cantategli un cantico nuovo, sonate bene e con gioia.
Poiché la parola del SIGNORE è retta e tutta l'opera sua è fatta con fedeltà.
Egli ama la giustizia e l'equità; la terra è piena della benevolenza del SIGNORE.
I cieli furono fatti dalla parola del SIGNORE, e tutto il loro esercito dal soffio della sua bocca.
Egli ammassò le acque del mare come in un mucchio; rinchiuse gli oceani in serbatoi.
Tutta la terra tema il SIGNORE; davanti a lui abbiano timore tutti gli abitanti del mondo.
Poich'egli parlò, e la cosa fu; egli comandò e la cosa apparve.
Il SIGNORE rende vano il volere delle nazioni, egli annulla i disegni dei popoli.
La volontà del SIGNORE sussiste per sempre, i disegni del suo cuore durano d'età in età.
Beata la nazione il cui Dio è il SIGNORE; beato il popolo ch'egli ha scelto per sua eredità.
Il SIGNORE guarda dal cielo; egli vede tutti i figli degli uomini;
dal luogo della sua dimora osserva tutti gli abitanti della terra;
egli ha formato il cuore di tutti, egli osserva tutte le loro opere.
Il re non è salvato da un grande esercito; il prode non scampa per la sua gran forza.
Il cavallo è incapace di salvare, esso non può liberare nessuno con il suo gran vigore.
Ecco, l'occhio del SIGNORE è su quelli che lo temono, su quelli che sperano nella sua benevolenza,
per liberarli dalla morte e conservarli in vita in tempo di fame.
Noi aspettiamo il SIGNORE; egli è il nostro aiuto e il nostro scudo.
In lui, certo, si rallegrerà il nostro cuore, perché abbiamo confidato nel suo santo nome.
La tua benevolenza, o SIGNORE, sia sopra di noi, poiché abbiamo sperato in te.
Anche quest’anno sarebbe interessante rendere pubblico, in occasione della giornata della memoria, un testo scritto (tesina, lavoro di ricerca o altro) redatto da un/a giovane delle scuole medie inferiori o superiori che tratti il tema della Shoah: si invitano pertanto i lettori di O.E. a segnalare per tempo la disponibilità in tal senso di un lavoro già portato a termine. Grazie fin da ora per la partecipazione!
Martiri battisti nello Yemen
Ali Abdel Razzak al-Kamel, yemenita trentaduenne islamico originario della provincia di Damar e parente dell'estremista responsabile dell'assassinio del numero due del Partito socialista yemenita (Psy, all'opposizione, ucciso pochi giorni or sono), è colui che ha commesso il feroce assassinio di 3 missionari medici, americani e di fede battista, all’interno dell’ospedale di Jibla, a 170 chilometri a sud di Sanaa, la capitale.
Per riuscire ad entrare nell’ospedale l'attentatore ha mostrato una vistosa fasciatura a un braccio, fingendosi ferito. Non ha avuto poi nessuna pietà nello sparare a dei medici che prestavano la loro opera in favore soprattutto delle fasce di popolazione più povere di quel paese.
Alla polizia l’attentatore avrebbe dichiarato di aver messo in atto l'attacco per "purificare" la sua fede "ed essere più vicino a Dio".
L'attentatore, in seguito fermato dalla polizia locale, avrebbe anche ammesso di essere stato addestrato in Afghanistan, nei campi speciali messi a punto da al-Qaeda. Stando al suo racconto sarebbe un membro della Jihad islamica, e la colpa delle sue vittime sarebbe quella di "fare proselitismo cristiano in terra islamica".
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Si segnala che sul sito della Libreria Claudiana di Milano (www.claudiana.it/milano - e-mail: libclaud@... ) sono disponibili diversi numeri di Judaica, una raccolta ragionata dei principali testi ebraici diffusi in lingua italiana e distinti per le categorie: linguistica, narrativa, pensiero, ragazzi, riviste, storia, testi e varie…
Judaica è anche un inserto della rivista “Gioventù evangelica”.
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Approfondimenti
Martin Buber, Il cammino dell'uomo, ed. Qiqajon, pp. 67, € 5,50
Il centro del pensiero, delle meditazioni e dell'opera di Martin Buber è l'uomo nella sua interezza, l'uomo unione di spirito e materia, l'uomo «quale veramente è, di voi e di me, della nostra vita e del nostro mondo, non di un Io in se stesso o di un Essere in se stesso» ("L'io e il tu", 1923).
Il testo "Il cammino dell'uomo" è molto breve, un capolavoro in miniatura frutto di una conferenza che Martin Buber tenne al Congresso di Woodbrook, a Bentveld, nell'aprile del 1947. Hermann Hesse fu profondamente colpito da quest'opera che affermò di aver letto e riletto più volte, trovandovi ogni volta nuovi e sempre più profondi spunti di riflessione, e che perciò riteneva un "dono prezioso ed inesauribile".
Il messaggio di Buber inizia con la domanda: "Uomo, dove sei?", rivolta per la prima volta da Dio ad Adamo che cercava di nascondersi alla sua vista. Che senso aveva per Adamo nascondersi alla vista di Dio onnisciente? Anzi, ha senso l'intero passaggio biblico? Certo, ne ha, soprattutto se crediamo che il messaggio biblico sia rivolto a ciascun uomo. Infatti la vera domanda è: che senso ha quella domanda: "Uomo, dove sei?", nella vita di ciascuno di noi? Che cosa risponderemmo noi, interpellati?
La spiritualità chassidica alla base dell'opera di Buber cerca le risposte sul piano "reale", sul quotidiano, su ciascun uomo, rendendo così davvero feconda la Parola di Dio, come il seme gettato sulla terra. Quella domanda è rivolta infatti non solo ad Adamo, ma a ciascuno di noi, in ogni momento. Dio ci cerca e non è affatto muto. E' piuttosto l'esistenza ad essere trasformata in un "efficace" congegno di nascondimento "davanti al volto di Dio". Ma come può essere davvero così "efficace"?
La voce di D-o è "la voce di un silenzio simile a un soffio" (I Re 19, 12), ecco perché è facile soffocarla, ma così facendo il cammino si arresta. Per quanto successo e potere possa riscuotere l'opera dell'uomo, la sua vita non compie alcun passo avanti in direzione di Dio, finché non affronterà quella voce e riconoscerà, come Adamo: "Mi sono nascosto".
A partire da questa ammissione il cammino di Adamo comincia.
Ma fermiamoci qui, il testo è così breve, illuminante e sorprendente che sarebbe un vero peccato intromettersi oltre nel rapporto unico che si creerà tra il libro e il lettore. Un carissimo amico milanese mi ha scritto queste parole: "Ci volevano queste poche pagine, consigliate da un vero amico, per scoprire il tesoro prezioso che custodivo dentro di me, a mia insaputa". In lingua tedesca, senza alcuna pubblicità se non il passaparola, "Il cammino dell'uomo" è arrivato a ben nove edizioni... sicuramente un dato significativo.
Per approfondimenti e commenti personali scrivere a Carmine Monaco: carmine.monaco@...
Verso Gerusalemme
Sesta sezione
Continuando nella lettura del libro del cardinale Martini, che concluderemo la prossima volta, leggiamo:
“Non si può parlare di Gerusalemme senza amarla. Facciamo nostre le parole di un Midrash: ”Dieci porzioni di bellezza sono state accordate al mondo dal Creatore, e Gerusalemme ne ha ricevuto nove.Dieci porzioni di scienza sono state accordate al mondo dal Creatore, e Gerusalemme ne ha ricevute nove.Dieci porzioni di sofferenza sono state accordate al mondo dal Creatore, e Gerusalemme ne ha ricevute nove. ”Si può parlare di Gerusalemme orientandosi intorno a tre linee tematiche:la storia,il mistero, la profezia.
La storia:il destino di Gerusalemme come città contesa comincia verso l’anno 1000 a.C.,quando forse non contava più di duemila abitanti.La sua esistenza come capitale pacifica,pur in mezzo ad avvenimenti travagliati, dura quattrocento anni. Tutto il resto della storia è un susseguirsi di invasioni e di conquiste:egiziani, babilonesi, persiani, romani, arabi, cristiani d’occidente, turchi, sino agli eventi più recenti.
Il mistero di questa città ruota intorno ai simboli che essa evoca in chi la contempla;ne citiamo due soltanto,la pietra e la porta.Pietra non soltanto perché costruita su colline rocciose,per la sua architettura di sassi,ma anche perché pietra sono i tre centri della città;la pietra del Muro del Pianto,
la pietra della Cupola, la pietra ribaltata del Sepolcro.Porta perché entrare a Gerusalemme indica una dinamica, un passaggio,un entrare nel combattimento per la giustizia, è assumere la responsabilità della lotta.
Gerusalemme ha quasi senza fine potenzialità di rappresentare i diversi aspetti del cammino dell’uomo e dell’esprimersi dell’uomo davanti a Dio.
La profezia;possiamo usare le parole del Crisostomo:”Teniamo nel nostro spirito la città di Gerusalemme,contempliamola senza sosta avendo sempre davanti agli occhi le sue bellezze.E’ la capitale del Re dei secoli, ove tutto è immutabile,ove nulla passa,ove tutte le bellezze sono incorruttibili.Contempliamola per divenire ogni giorno più affettuosi coi nostri fratelli e così ereditare il regno dei cieli
L’elezione di Israele non è un torto fatto ad altri popoli,.non può essere vissuta come ingiustizia da chi non è ebreo.Dobbiamo imparare a contemplare la passione di amore di Dio, che crea una storia di salvezza. Finché non la comprenderemo saremo sempre sotto la minaccia di divisioni e di guerre.
A cura di Maria Antonietta – mac43@...
Perché ridere è proprio una cosa seria!
Un pastore protestante, un sacerdote cattolico ed un rabbino, tutti appassionati di poker, si incontrano la notte di nascosto e giocano forti somme di denaro. Una notte improvvisamente la polizia irrompe nell’appartamento. Tutti e tre cercano di nascondere in fretta i soldi e le carte da gioco, ma è troppo tardi.
Tuttavia il commissario, non volendo infierire su questi venerabili sacerdoti, dice: - Signori miei, visto che siete uomini di Dio, mi è sufficiente il vostro giuramento che non avete giocato per soldi.
Il sacerdote prende il rosario e giura: - Non ho mai giocato a poker per soldi!
Il pastore afferra la Bibbia e giura: - Io non ho mai giocato per soldi!
Il commissario vede che il rabbino stava se ne sta in silenzio; lo apostrofa: - E lei signor rabbino? – Signor commissario, può un uomo da solo giocare per soldi?
(Da ride bene, chi ride ebraico, Daniel Lifschitz, Ed. Paoline)
- Per info su siti principalmente cattolici, clicca su:
CHIESA WEB. Magazzino di siti. Ultimo aggiornamento 3.1.2003
Dal Vaticano al Monte Athos, dalla Bibbia al Corano, tutto a portata di mouse. New entry: il patriarcato russo, a Mosca e in Italia
La home page del sito è www.chiesa.espressonline.it
- Orientamenti ecumenici ha avuto oggi uno spazio di pubblicità gratuita sulla newsletter di Evangelici.net. Si ringrazia vivamente il sig. Walter Aresca per la collaborazione dimostrata.
Da non perdere la lettura:
Si segnala questa settimana un’intervista a cura di Guia Flint del settimanale l’Espresso del 1-1-03 ad Avraham Yehoshua, il più importante scrittore israeliano vivente. Ecco solo alcuni passi significativi:
“Sono sicuro che non ci sarà la pace nel 2003, né l’accordo finale fra noi e i palestinesi secondo le linee generali tracciate da Bill Clinton: due stati che vivano uno accanto all’altro. Nel 2003 avremo probabilmente una continuazione brutale degli eventi del 2002. Il corso delle cose potrebbe cambiare se ci fosse una separazione dichiarata da Israele. Questa –unilaterale e parziale – potrebbe essere raggiunta se la UE e gli USA ponessero quest’idea al centro della loro azione diplomatica e appoggiassero le forze che, in Israele, difendono la separazione fra palestinesi e israeliani. Sottolineo ancora: separazione unilaterale e parziale”. Con parziale mi riferisco al ritiro di Israele da gran parte dei territori e alla definizione di una frontiera chiara fra Israele e i palestinesi. …. Secondo i sondaggi la maggioranza degli israeliani appoggia questi piani…”
E più avanti continua: “…Nessuno vuole e nessuno ha bisogno di integrazione. Siamo due popoli diversi ed ognuno ha bisogno di avere la propria sovranità. Abbiamo solo bisogno di una frontiera: è come una casa, è come una porta nella nostra casa, è fondamentale per poter definire chi può e chi non può entrare in casa nostra. Dovrà sempre esserci una frontiera. Frontiera significa identità.
Io credo nella capacità degli esseri umani di mutare la realtà e di cambiare se stessi:…”
Da “Studi Fatti e Ricerche”nr. 99 (abbonamento Euro 20, ccp 12429205 intestato a SFR – via Boccaccio 27 – 20123 Milano):
“Giustizia e misericordia secondo la voce dei profeti e dei maestri d’Israele”, un articolo del Rav. Elia Kopciowski a circa 6 mesi dalla sua scomparsa; essendo vietata la riproduzione anche parziale dello stesso si rimanda al testo originale, che merita effettivamente un’ attenta e appassionata lettura. Ad avviso di chi scrive infatti si tratta di uno degli articoli più belli letti in questi ultimi anni in cui si richiama alla comportamento ispirato dalla Torà e dai profeti in favore del diritto del più debole e alla difesa di questo debole.
E’ uscito il Quaderno di Qol (disponibile anche in libreria): “Raccontare Dio. Il Midrash e la tradizione di Israele”, a cura di Raffaello Zini e con contributi di Anderlini, Contessa, Fontana, Lenhardt e Remaud). Aliberti editori, pagg. 180 Euro 14,90 (prenotabile al 0522 654251 o 432190).
Dalla newsletter del sito di www.israele.net si segnala:
Cristiani di Betlemme sotto il giogo di Fatah
Documenti ufficiali palestinesi venuti in possesso delle Forze di Difesa israeliane durante l'operazione anti-terrorismo "Scudo Difensivo" rivelano che negli ultimi due anni gli abitanti di Betlemme, soprattutto cristiani, hanno subito tutta una serie di violenze e intimidazioni ad opera di milizie armate, criminali e teppisti...
http://www.israele.net/analisi/30122bet.html