Dio ha fatto di tutto per spezzare la mia fede in lui…
Ho seguito Dio anche quando mi ha respinto…
L’ho amato e lo amo anche se mi ha torturato fino alla
morte,
mi ha ridotto alla vergogna e alla derisione…
Ma io crederò sempre in Te e muoio come ho vissuto,
in una fede incrollabile in Te.
(proveniente dal ghetto ebraico di Varsavia)
Orientamenti ecumenici
Invito a inviare un messaggio di solidarietà e
cordoglio all’Ambasciata d’Israele, dopo la strage odierna
A nome della
Mailing List di amicizia ebraico-cristiana Orientamenti ecumenici (visitabile
sul sito http://it.groups.yahoo.com/group/orientamentiecumenici/ ) esprimo il
vivo dolore per le vittime dell'attentato odierno a Tel Aviv.
Vogliate
accettare l'espressione del nostro cordoglio e la nostra preghiera per i
feriti.
Siamo vicini a
Israele e al Suo popolo.
Maurizio
Benazzi

Martin Buber in una riunione di Stoccarda rispondeva alla
domanda su che cosa avessero in comune cristiani ed ebrei:
Un libro e un attesa. La vostra attesa
è diretta alla seconda venuta del Signore; la nostra, di ebrei, alla venuta che
non è stata anticipata dalla prima. Ma possiamo attendere insieme l’avvento
dell’Uno, e vi sono momenti in cui possiamo preparare la via, davanti a Lui,
insieme.
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Sul raduno di Taizé conclusosi a Parigi
Apertura del responsabile
delle relazioni ecumeniche della Federazione protestante di Francia, Gill Daud,
e del Presidente Jean-Arnold de Clermont.
(Info principali da La voix
protestante di Parigi)
Se in Italia il gruppo di Taizé rimane sostanzialmente chiuso nelle dimensioni istituzionali della chiesa di Roma (con carattere fortemente censorio per quanto concerne la ML di Yahoo.it) , in Francia i responsabili della Federazione Protestante (FPF) hanno recentemente visitato il piccolo villaggio di Bourgogne presso Cluny. Qui, nel 1940 un giovane protestante, studente di teologia, di nazionalità svizzera, Roger Schutz, s’installò attirato dalla vita comunitaria e dall’ideale della riconciliazione. Ospitò in piena guerra degli ebrei e nel 1949 fondò la comunità, dopo che si erano uniti attorno a lui altre persone evangeliche e qualche cattolico.
Oggi la comunità monastica raccoglie centinaia di “fratelli” provenienti da 25 paesi. Dalla fine degli anni ‘60 gruppi sempre più numerosi si ritrovavano su quelle colline francesi , provenienti da diverse chiese e nazionalità e partecipando ai tre diversi momenti di preghiera quotidiana, organizzati da questi monaci vestiti di bianco.
I rapporti col protestantesimo sono stati complessi: la scelta monastica non è ovviamente condivisibile in un’ottica prettamente evangelica. Siamo infatti su questa terra per servire il prossimo e rendere testimonianza dell’ebreo risorto non all’interno di conventi o di monasteri ma in mezzo alla gente, vivendo fino in fondo tutte le gioie e le amarezze di questo mondo; dietro quelle mure non c’è infatti un mondo diverso o migliore, perché ci sono semplicemente uomini e donne, peccatori e peccatrici come noi. Quei fratelli protestanti e cattolici sono anch’essi mondo, sebbene questo aspetto si tenda spesso a dimenticare o a mettere in secondo piano.
In ogni caso i rapporti con gli evangelici si deteriorarono sensibilmente con l’ordinazione a prete del pastore, Max Thurian, segno di uno spostamento verso il cattolicesimo della comunità originariamente protestante. Oggi la situazione sembra però riaprirsi al dialogo.
La FPF sottolinea che per Taizé ha importanza la coscienza di una chiesa universale, il valore della preghiera (anche per i giovani allergici alla religione), lo scambio delle esperienze spirituali fra membri di chiesa appartenenti a confessioni diverse, che lascia spazio alla riconciliazione interiore con Dio e con gli altri.
Taizé può - secondo la FPF – rappresentare quindi una tappa spirituale sul cammino della vita, da cui si possono trarre degli insegnamenti per la Fede.
Approfondimenti:
Ebrei e cristiani oggi – Rolf Rendtorff – Claudiana – pp. 144
Il concetto fondamentale che l’autore cerca di esporre nel testo in esame è “solo perché ciò che sta scritto nelle Scritture è valido per l’ebraismo, può essere valido anche per noi cristiani”. Noi siamo infatti posteriori all’ebraismo, ci collochiamo nella sua sequela. In Romani 15,4 il rabbino Paolo scriveva non a caso: “Poiché tutto ciò che fu scritto nel passato, fu scritto per nostra istruzione, affinché mediante la pazienza e la consolazione che ci provengono dalle Scritture, conserviamo la Speranza”. E’ ovvio che le Scritture ebraiche non contengono tutto ciò che costituisce la nostra fede cristiana; si suggerisce tra l’altro di utilizzare delle espressioni alternative a quella di Antico Testamento; ad esempio Primo Testamento, Bibbia degli ebrei, Bibbia ebraica, il Tanakh, Bibbia d’Israele, Scrittura. La parola antico ha solitamente un senso negativo, di svalutazione, nel senso di superato, revocato…
Occorre poi prendere coscienza che la Bibbia d’Israele è rivolta innanzitutto a Israele. Ne consegue che gli ebrei non devono diventare cristiani per poter essere partecipi di ciò che la Scrittura dice. Noi siamo semmai i fratelli minori, che siamo stati fatti partecipi del dono di Dio all’umanità dopo Israele e nella sequela di Israele.
Come cristiani dobbiamo valorizzare ad es. il patto con Noè dopo il diluvio (Genesi 9), che si rivolge a tutta l’umanità e all’intera creazione ma anche il racconto dell’elezione di Abramo, come singola persona. Il concetto di popolo d’Israele si riscontra infatti solo nel primo capitolo dell’Esodo, sulle labbra addirittura del Faraone! E’invece in Genesi 12,1-3 che leggiamo il coinvolgimento di tutte le famiglie (o stirpi) della terra. Noi apparteniamo infatti ai popoli, alle “nazioni”, ai gojim. Questa è la prospettiva di lettura della Bibbia d’Israele per noi più consona.
Il testo dell’autore continua poi con alcuni capitoli che trattano la questione del cristianesimo dopo Auschwitz e della cristologia in generale, con una coraggiosa presa di distanza da talune affermazioni contenute nel Vangelo di Giovanni. Il che apre ovviamente scenari di autocomprensione cristiana del tutto inediti e interessanti, sebbene assai impegnativi.
La lettura del testo proseguirà pertanto ora a livello individuale, con la speranza di avervi suggerito un testo che vale la pena meditare e rileggere anche più volte nel tempo.
Grazie per la preziosa attenzione fin qui prestata.
M.B.
Musée virtuel du
protestantisme français
Les protestants français ont leur Musée virtuel sur
la Toile, www.museeprotestant.org pour expliquer de façon ludique et esthétique
comment l'identité protestante s'est construite. Ce musée virtuel comporte
trois bâtiments principaux, le premier retraçant l'histoire du protestantisme
français né dans les passions violentes du 16e siècle, reconnu au 19e siècle
seulement, après deux siècles d'intolérance et de persécutions. Le second
bâtiment abrite les grands thèmes du protestantisme, ses diverses communautés
et son implantation régionale. Une troisième partie présente les oeuvres et les
objets des collections protestantes, ainsi qu'une galerie de portraits, un
agenda, des visites guidées, des expositions et une bibliothèque. (ProtestInfo/nml)
Strategie internazionali del terrore
Usa: individuate 15 navi di Al Qaida,
Washington Post
(ANSA) - I servizi segreti statunitensi hanno
individuato nel mondo una quindicina di navi che sarebbero utilizzate da al
Qaida. Lo scrive il Washington Post. Secondo il giornale Usa, le navi sarebbero
utilizzate per trasportare terroristi, armi, esplosivi o denaro. Citando fonti
dell'intelligence, il quotidiano scrive che i servizi segreti degli Usa
riescono a 'pedinare' le navi sospette con satelliti e aerei spia,tuttavia le
fonti hanno ammesso che a volte si sono perse le tracce.