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Versetto del mese: Sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di q   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #150 di 289 |

Testardi nel chiedere una scelta di pace duratura

…nella sicurezza e nella giustizia

 

Questa mailing list non condivide le posizioni e i comportamenti assunti dal direttivo della Federazione delle Associazioni Italia-Israele durante la recente campagna elettorale israeliana; invita questo organismo a ripensare la propria funzione e ad assumere un ruolo di coordinamento e di espressione della pluralità delle espressioni politiche e culturali presenti in Israele e in Italia.  

C’è molto rammarico per quanto successo nel complesso ma occorre prenderne atto realisticamente e dare “voce” all’altra Israele. Di questo posso impegnarmi personalmente. Qui.

M.B.

 

Orientamenti ecumenici

… sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano il Signore

 

 

Prima sezione

Parola per sabato 8 febbraio 2003:

 

Il Signore è colui che ti protegge;

il Signore è la tua ombra;

egli sta alla tua destra.

Di giorno il sole non ti colpirà, né la luna di notte.

Salmo 121:5-6

 

Umiliatevi dunque sotto la potente mano di Dio,

affinché egli vi innalzi a suo tempo.

1 Pietro 5:6

 

Newsletter europea e non solo… di amicizia ebraico-cristiana

Amiche e amici da Israele e dagli U.S.A . si sono infatti iscritti a questa mailing list

nell’ultimo mese: un cordiale benvenuto

 

Ringrazio inoltre coloro che mi hanno inviato degli e-mail sulla giornata della memoria: avremo modo di riprendere il tema nel corso del 2003 e riproporre il contenuto di queste laddove possibile. A causa degli elevati costi gestionali nel seguire la stampa italiana, quella francese e svizzera di lingua francese si chiede la disponibilità di uno sponsor privato o istituzionale nel condividerle: si ringrazia fin da ora i giornali, le riviste, le case editrici e  i giornalisti che hanno già fatto dono di un abbonamento gratuito o anche un solo libro o altro materiale. Inizio a segnalare Viator, la casa editrice della comunità di Bose, Maria Antonietta, … 

M. B.

 

Se questo è un uomo

Voi che vivete sicuri

Nelle vostre tiepide case,

Voi che trovate tornando a casa

Il cibo caldo e visi amici:

Considerate se questo è un uomo

Che lavora nel fango

Che non conosce pace

Che lotta per mezzo pane

Che muore per un si o per un no .

Considerate se questa è una donna,

Senza capelli e senza nome

Senza più forza per ricordare

Vuoti gli occhi e freddo il grembo

Come una rana d?inverno

Meditate che questo è stato:

Vi comando queste parole

Scolpitele nel vostro cuore

Stando in casa, andando per la via,

Coricandovi e alzandovi;

Ripetete ai vostri figli

O vi si sfaccia la casa,

La malattia vi impedisca,

I vostri nati torcano il viso da voi.

 

Primo Levi - Se questo è un uomo – Einaudi

 

 

Esempio luminoso dell’umana dignità è stato Primo Levi.

 

Un uomo buono; incorruttibile combattente per la giustizia e la verità, artista sapiente del cuore dell’uomo e della struttura del mondo, testimone del dolore e portatore della virtù della memoria; partigiano, deportato ad Auschwitz, scrittore limpido e profondo, militante democratico, intellettuale laico, persona di teneri affetti, squisita cortesia, lucidità e umanità incomparabili; filologo, poeta e filosofo dell’evento decisivo del nostro secolo, e dei radicali interrogativi che l’orrore del lager pone all’ umanità.

 

Abbiamo spesso meditato quella tradizione ebraica dei trentasei uomini giusti che soffrono tutto il dolore del mondo, e così consentono al mondo di non disgregarsi, donano all’umanità di esistere: Primo Levi è stato un Giusto.

 

Nei momenti di smarrimento, di sfinimento, quando sembra che il male ingigantisca e prevalga, e le nostre forze inani, o schiantate, allora tutti noi ci siamo rifugiati tra le braccia di Primo Levi; dalla sua esistenza abbiamo tratto la coscienza e la forza di resistere, di lottare. Dinanzi al dolore del mondo, dinanzi all’eredità malefica del nazismo, alla logica sterminista degli attuali poteri del mondo, ebbene, nella necessaria resistenza in lui abbiamo avuto una guida ed un sostegno, il dolce maestro, il caro fratello; perché per l’intera vita Primo Levi ha combattuto contro il male, contro la sopraffazione e la menzogna: ne restano testimonianza sconvolgente ed indimenticabile le sue opere.

 

Ora che non è più, vorremmo, e speriamo, che abbia conosciuto, a lenire l’ immedicabile dolore del giusto, i sentimenti descritti nelle parole conclusive di quel memorabile dialogo leopardiano: "e anche in quell’ultimo tempo gli amici e i compagni ci conforteranno: e ci rallegrerà il pensiero che, poi che saremo spenti, essi molte volte ci ricorderanno, e ci ameranno ancora".

 

Che Primo Levi sia esistito: quale grandezza per l’umanità! Mesti e orgogliosi lo salutiamo.

 

Peppe Sini – Tratta da internet

 

 

 

 

Spazio di controinformazione (riproposizione di una scheda dall’archivio di Yahoo!  di O.E.– Digest. Nr. 84):

 

Tratto da “Le ragioni di un silenzio”

La persecuzione degli omosessuali durante il nazismo e il fascismo (a cura del circolo Pink /Ombre corte / culture - Euro 13,50)

 

....Ogni cultura viene caratterizzata anche attraverso i suoi limiti, ogni discorso anche attraverso ciò che non dice. La posizione degli uomini con il triangolo rosa, in riferimento alla cultura della memoria, è quella di un silenzio quasi assoluto.

La loro vergogna, il loro senso di colpa, la continuità della persecuzione, il loro isolamento e il loro silenzio su tutto ciò: questa è la loro storia. ...

Le testimonianze sono scritte per acquisire nuovamente un'identità: i sopravvissuti scrivono contro il mancato riconoscimento della persecuzione. Nelle loro famiglie il periodo del campo risultava un grande tabù. ...Il loro silenzio dura non soltanto per il periodo della persecuzione, ma anche dopo il 1945. ...

La cultura in Germania (ma non solo…) è ancor sempre caratterizzata da una "gerarchia delle vittime". Una inchiesta condotta nel 1993 dal Comitato ebraico-americano ha accertato che soltanto la metà degli adulti in Gran Bretagna e un quarto di quelli statunitensi erano a conoscenza delle vittime del nazifascismo col triangolo rosa. ... "Fuori da qui, pervertiti!", così urlò un disturbatore alla prima funzione commemorativa Memorial Museum Yad Vashem di Gerusalemme, il 30 maggio 1994. Il fatto che la ricerca storica possa fornire finora soltanto una stima approssimativa del numero di uomini e donne internate ci parla dell'estremo isolamento in cui i sopravvissuti omosessuali sono stati costretti a vivere, sentendosi raramente parte di un collettivo. Il silenzio loro imposto dalle società li ha atomizzati. La loro persecuzione divenne destino individuale. Deliberatamente esclusi dalla cultura della memoria, non è stata loro riconosciuta la dignità di "sopravvissuti". Essi hanno unicamente sopravvissuto. Si è coscientemente taciuto per decenni la violenta repressione che i regimi nazista e fascista operarono, con modalità e intensità diverse, nei confronti degli omosessuali, contribuendo così al silenzio sulle vittime e i sopravvissuti. Ancora oggi, determinata da un clima di pregiudizi e conflitti che rendono difficile sviluppare forme appropriate di memoria, la ricerca sullo loro persecuzione ha un ruolo poco più che marginale fra i materiali e gli interventi storici.

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WWW.Viator.it

Sulla rivista cartacea si segnalano in particolare questi articoli:

·      C’è bisogno di pace , di Gino Strada

·      Guidare, non dominare, di William Jefferson Clinton

·      Ebrei, Cristiani e Musulmani insieme in un ospedale di Nazareth, di L. Fazzini

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Cari amici

è online il nuovo numero del giornale www.ebraismoedintorni.it buona lettura La Redazione

 

 

Le info dal sito   www.israele.net

 

Elezioni in Israele 2003
Seggi e percentuali...
http://www.israele.net/nbrevi/28013elz.html


Elezioni 2003: i risultati in cifre assolute

Sulla base dei 3.033.115 voti scrutinati, il Likud risulta aver ottenuto oltre 400.000 voti in più rispetto alle scorse elezioni per la Knesset (1999)...
http://www.israele.net/analisi/30013ass.html


Le possibili formule di governo

Le varie combinazioni per arrivare a piu' di 60 seggi su 120...
http://www.israele.net/analisi/29013clz.html

 

Corrispondenza da Israele

In tempi in cui la destra israeliana trionfa e prende (quasi) tutto, iniziamo da questo numero a dare spazio anche alle altre voci in Israele; partiamo da una iscritta alla nuova forza politica di centro: lo Shinui. Grazie per chi vorrà intervenire senza sventolare la bandiera della democrazia e contemporaneamente quella della negazione del diritto di esistere per lo stato di Israele o quello Palestinese, senza soprattutto gli insulti, le mille volgarità verbali e la criminalizzazione dell’avversario, lette troppo spesso in queste ultime settimane.

Esprimo al leader laburista di quel paese la capacità di aver colto oggettivamente il problema di fondo, preannunciando in ogni caso il suo rifiuto ad un governo con la destra religiosa e politica.

L’alternativa a volte la si costruisce anche da una sonora sconfitta: l’importante è capire la direzione, perché agli errori politici del passato c’è comunque un rimedio.

Grazie anche a chi segnalerà siti o traduzioni di articoli “fuori dal coro”, associazioni di obiettori di coscienza, gruppi di azione non violenta, movimenti sindacali, collettivi studenteschi, gruppi informali, … insomma l’altra Israele, quella che non getta la spugna per la ricerca di una soluzione pacifica del conflitto in atto senza rinunciare alla propria sicurezza ma anche alla giustizia.

 


Gentili signori, sono una italiana che abita in Israele da 27 anni. Sono membro del partito Shinui, ed ho festeggiato il successo del partito. Contrariamente a quello che scrivono qui sotto, io gioisco alla venuta dell'era del Shinui.
Noi del Shinui non siamo anti religiosi rispettiamo le credenze degli altri non siamo contrario al Shabat come giorno di riposo ma auspichiamo per un servizio militare uguale a tutti siamo contrari agli studenti di Yeshiva che vivono da parassiti mantenuti da noi contribuenti, siamo contrari all'esclusivita' del Rabbinato per quello che riguarda i matrimoni ed i divorzi
Vogliamo riconoscere i Conservativi ed i Riformati ed i loro convertiti facenti parte del popolo ebraico
Consideriamo il Sabato una giornata di riposo, e chi stabilira' se per me il riposo significa andare in Sinagoga o al mare?
E se uno non ha la macchina, perche' non puo' andare in autobus? Trovo ipocrita l'affermazione: il Sabato e' un giorno senza smog. Cioe' chi ha soldi puo' girare, chi no e' condannato a stare a casa?
kASHERUT: noi non siamo contrari al Kasherut. Pero' troviamo inutile che un prodotto debba passare 4 o 5 esami, secondo i vari rabbini, che si fanno pagare per rilasciare l'agognato certificato.Il prodotto sara' molto piu' caro di quello che ha passato l'esame del Rabbinato ufficiale, per noi sufficente.
ossequi
Clara Banon Kirshner, Ness Ziona

 

Apparso sul sito www.morasha.it

 

 

STORIELLA - LE PIU' BELLE*

 


Youssef dice a Ezra:
- Sono malato! Molto malato ma ho paura ad andare dal dottore perche' costa tanto. Chissa' quanto mi prendera'!!??
- Beh dovresti andare dal dottor Samuele
. Pratica una tariffa di fidelizzazione!! Quando torni a trovarlo prende solo la meta'!!!

Youssef si presenta quindi dal Dott. Samuele e appena entra dichiara:
- Buongiorno dottore!! Eccomi di nuovo!!

 

* Le piu' belle sono le storielle gia' pubblicate in passato da puntoj.


__________________________
www.puntoj.com
una storiella ebraica via e-mail!
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Nuova pagina / New page on www.chiesa:

Le confessioni di un ex Legionario: “Perché ho rotto il silenzio”
L’autore del testo è uno degli otto che accusano padre Marcial Maciel, fondatore dei Legionari di Cristo
. Ma su questo e altri casi simili il Vaticano non fa chiarezza
( ALSO IN ENGLISH )

Home page in English, where you can find links to the last translated articles and web resources:
www.chiesa.espressonline.it/english

 

 

Info da ENI- Ginevra

 

Les baptistes réclament des mesures énergiques après l'attaque d'une église en Géorgie 

Varsovie, le 3 février (ENI) - Plusieurs organisations baptistes internationales ont protesté après l'attaque perpétrée contre une église baptiste à Tbilissi, la capitale de la Géorgie, par une foule menée par un prêtre orthodoxe défroqué, que les autorités n'ont pas été capables de contenir. Des pasteurs et des fidèles ont été agressés et  battus le 24 janvier dans l'église baptiste centrale de Tbilissi, où était célébré un service oecuménique.

 

Après la mort de son fondateur, le service d'écoute téléphonique Lifeline continue d'aider les personnes en difficulté 

Sydney, le 7 février (ENI) - Dans toutes les régions du monde, il y a un service d'écoute téléphonique et de soutien psychologique, une "main tendue" au bout du fil pour les personnes en détresse, et cela continuera même après la mort du fondateur d'une des permanences les plus importantes, Lifeline, à Sydney, en Australie.

 

Les remarques de l'archevêque de Cantorbéry relancent le débat sur l'asile 

Londres, le 7 février (ENI) - L'archevêque de Cantorbéry, Rowan Williams, a surpris aussi bien ses partisans que ses détracteurs en déclarant qu'il était "parfaitement raisonnable" de placer les demandeurs d'asile dans des unités sécurisées en attendant que leur dossier soit examiné. Lors d'une interview accordée au  journal Sunday Times (Londres), l'archevêque a indiqué qu'il était inquiet pour la sécurité de la population.    

 

Mondo pentecostale

 

 

Dal sito degli evangelici pentecostali delle A.D. I. (Assemblee di Dio – maggiore comunità evangelica in Italia) soffia un vento di crisi… forse c’è posto  per il dialogo in un futuro non molto lontano?  Occorrerà comunque partire dal riconoscimento che loro non sono il popolo eletto…

 

Pace a tutti!

 

Credo che molte affermazioni che vengono fatte sulle ADI siano viziate da errori come osservazioni selettive e conclusioni generali basate su pochi dati. In parole povere: non facciamo di ogni erba un fascio!

 

Come Alfonso, anche io sono libero di fare visita ad "altre" chiese evangeliche, che poi non esistono altre chiese evangeliche, anzi esistono solo le chiese del Signore!

 

Tuttavia, non posso fare a meno di constatare un atteggiamento di chiusura determinato da un eccesso di zelo, ma niente di più. Dopo, e' chiaro, ci sono i singoli problemi dei singoli fratelli poco consacrati, ma ripeto, la situazione cambia da zona a zona.

 

Io vi prego, nell'amore del Signore, di non abbandonare la chiesa nella quale siete cresciuti spiritualmente, affinché i fratelli che lasciate non ne rimangano scandalizzati. Oppure mettetevi una macina da mulino al collo! :)

 

Del resto, siamo tutti grandi qua per sapere cos'e' la "Chiesa della Riconciliazione". Si', riconciliazione tra la verità e la menzogna, fra chi vuole tenere alta la luce e fra chi la vuole nascondere sotto il letto. Ed in questo caso, la soluzione di mezzo (il comodino?) non e' per nulla la migliore... Non ci preoccupiamo di riconciliarci con i fratelli sinceri che ancora non sono usciti da essa, se sono sinceri Dio li riconcilierà a se'...”

 

Lettera firmata

 

 

Anch’io ho esposto la bandiera della Pace e tu lo hai già fatto?

A Milano l’iniziativa ha un successo di adesioni così “visibile” da scomodare il “Corriere della Sera” in più riprese…

Segnalo ove è disponibile acquistarle:

 

Pax Christi Onlus - Segreteria Nazionale

Via Quintale per Le Rose 131

50029 Tavarnuzze   FI

055.2020375

info@...

www.paxchristi.it

 

 

 

  Carissimi,

  vorrei comunicare a tutti che presso la Segreteria Nazionale di Pax Christi sono di nuovo disponibili le bandiere della pace. Il costo è di 5 euro; possono essere richieste e saranno inviate senza alcuna aggiunta di prezzo per le spese postali.

  Shalom

  Barbara

 

TIBET: AMNESTY INTERNATIONAL DENUNCIA L’ESECUZIONE DI UNA CONDANNA A MORTE PER MOTIVI POLITICI

 

Amnesty International ha appreso la notizia dell’esecuzione di Lobsang Dhondhup, un monaco tibetano di 28 anni, avvenuta il 26 gennaio immediatamente dopo la lettura della sentenza che respingeva la richiesta d’appello.

 

Lobsang Dhondhup era stato condannato a morte a dicembre assieme ad un suo correligionario, Tenzin Delek Rinpoche’, con l’accusa di essere implicato in una serie di attentati avvenuti nella regione del Sichuan tra il 2001 ed il 2002. La condanna di Tenzin Delek e’ stata invece sospesa per due anni.

 

La sentenza era arrivata al termine di un processo molto lontano dagli standard internazionali di equità e correttezza; dal momento dell’arresto, avvenuto in aprile, i due imputati sono stati costretti a trascorrere lunghi periodi senza poter vedere familiari o avvocati ed hanno subito pesanti torture e maltrattamenti. Vi e’ il timore fondato che i due possano essere stati indicati come colpevoli unicamente a causa delle loro attività pacifiche e non violente a favore dell’indipendenza del Tibet e della preservazione della sua identità culturale.

 

Amnesty International esprime anche la sua forte preoccupazione per la sorte di altri cinque monaci arrestati insieme a loro di cui non si e’ più avuta notizia; tre di loro sarebbero stati brutalmente picchiati dalle forze di polizia prima di essere portati in carcere.

 

‘Si tratta di un segnale terribile che riporta la situazione indietro di anni’ - ha commentato Paolo Pobbiati, coordinatore per il Tibet di Amnesty Italia - ‘e che cancella gli importanti gesti di distensione dei mesi scorsi, tra cui la liberazione di alcuni prigionieri politici e l’abbozzo di ripresa del dialogo con il governo tibetano in esilio. Erano anni che non veniva registrata in Tibet una condanna a morte per motivi politici e temiamo che le autorità cinesi vogliano estendere l’utilizzo della pena di morte ad accuse legate ad attività separatiste o contro la sicurezza nazionale, come già avvenuto negli ultimi mesi nella regione del Xinjiang, il Turkestan cinese’.

 

‘Il sistema giuridico cinese non fa alcuna distinzione tra reati di opinione e reati violenti’ - ha aggiunto Pobbiati. ‘La Cina sta portando avanti la sua particolare lotta contro il terrorismo e la criminalità colpendo senza distinzioni anche dissidenti ed attivisti che adottano strumenti di lotta non violenti. A questo va aggiunto che i tribunali sono sottoposti a forti ingerenze politiche e non danno garanzie anche minime ai diritti degli imputati: i processi sono solamente una ratifica di sentenze decise in altra sede. In questo contesto l’applicazione della pena di morte non fa che aggravare enormemente il quadro di una situazione già di per sé drammatica’.

 

 

 

 

 

 



Sab 8 Feb 2003 3:13 pm

mauriziobenazzi
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Maurizio Benazzi
mauriziobenazzi
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8 Feb 2003
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