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Per un giorno, il 15 febbraio 2003, liberiamo le città del mondo da   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #152 di 289 |

Orientamenti ecumenici

 

Salmo della settimana: nr. 97

Il Signore, sicuro rifugio

(Pr 18:10; Gb 5:19-26; Sl 121) Sl 34; 62; De 33:12, 28

Chi abita al riparo dell'Altissimo riposa all'ombra dell'Onnipotente.

Io dico al SIGNORE: «Tu sei il mio rifugio e la mia fortezza, il mio Dio, in cui confido

Certo egli ti libererà dal laccio del cacciatore e dalla peste micidiale.

Egli ti coprirà con le sue penne e sotto le sue ali troverai rifugio.

La sua fedeltà ti sarà scudo e corazza.

Tu non temerai gli spaventi della notte, né la freccia che vola di giorno,

la peste che vaga nelle tenebre, né lo sterminio che imperversa in pieno mezzogiorno.

Mille ne cadranno al tuo fianco e diecimila alla tua destra; ma tu non ne sarai colpito.

Basta che tu guardi, e con i tuoi occhi vedrai il castigo degli empi.

Poiché tu hai detto: «O SIGNORE, tu sei il mio rifugio», e hai fatto dell'Altissimo il tuo riparo,

nessun male potrà colpirti, né piaga alcuna s'accosterà alla tua tenda.

Poiché egli comanderà ai suoi angeli di proteggerti in tutte le tue vie.

Essi ti porteranno sulla palma della mano, perché il tuo piede non inciampi in nessuna pietra.

Tu camminerai sul leone e sulla vipera, schiaccerai il leoncello e il serpente.

Poich'egli ha posto in me il suo affetto, io lo salverò;

lo proteggerò, perché conosce il mio nome.

Egli m'invocherà, e io gli risponderò;

sarò con lui nei momenti difficili; lo libererò, e lo glorificherò.

Lo sazierò di lunga vita e gli farò vedere la mia salvezza.

 

 

 

…Non mi spaventa la libertà, né quella individuale, declinata in ebraico dalla parola chofesh, né quella collettiva, che è invece cherut. Mi limito a consigliare, un libro dell'insospettabile Jonathan Sacks, chief rabbi delle united hebrew congregations di Inghilterra, intitolato "La dignità della differenza". la gloria del mondo creato dall'Eterno, ci dice il maestro, è proprio la sua stupefacente molteplicità! (basti leggere, ad esempio, Mishnah, Sanhedrin, IV, 5). il riconoscimento dell'altro non è per l'ebraismo una tiepida concessione alla multiforme modernità: è piuttosto un principio intrinseco alla sua teologia. siamo stati schiavi del faraone in Egitto, e dobbiamo sapere come ci si sente in quei panni... la rivelazione avviene spesso, poi, nei panni di stranieri (gli angeli nell'ora più calda del giorno, presso la tenda di Abramo, ad esempio) e noi stessi siamo stati a lungo stranieri.  all'interno stesso della nostra identità c'è il confronto con chi la pensa diversamente da te e non per questo è inferiore. Il fondamentalismo, cioè l'esclusione di chi non la pensa e non vive come te, è insomma estraneo per natura all'ebraismo, che non ha mai ambito a rendere il mondo tutto eguale.

Elena Loewenthal

 

Botta e risposta su Evangitalia di “Yahoo!”

 

Lo sapevate che Rick Husband, comandante dello Shuttle Columbia, era un credente evangelico?

 

Ecco l'articolo http://www.icn-news.com/live/index.php?pg=011&id=1044483664

Stefano

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Non ho niente contro questo astronauta, ma la mia opinione sullo Shuttle è che i settanta milioni di dollari - solo di apparecchiature (secondo quanto ascoltato in TV)- oltre a tutti gli altri soldi andati in fumo, e alle inestimabili vite umane perdute, avrebbero avuto uno scopo migliore se utilizzati in modo adeguato, magari per vaccini, medicine e aiuti al Terzo Mondo.

Giusi

 

 

 

 

Piena e incondizionata solidarietà al Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche in Italia.

 

 

 

«Ma così fanno il gioco di Sharon!», esclama Amos Luzzatto, presidente dell’ Unione delle comunità ebraiche italiane. Oggetto dell’indignazione è l’ iniziativa di boicottare le istituzioni culturali israeliane presa da alcuni docenti italiani. Un manifesto che invita a non partecipare a conferenze in Israele e a non esaudire le richieste scientifiche e culturali provenienti da quel Paese è stato diffuso a Ca’ Foscari dal professor Riccardo Zipoli, direttore del Dipartimento di studi euro-asiatici: dopo l’adesione di sei docenti veneziani (Gabriella Buffa, Alessandro Costantini, Rodolfo Delmonte, Francesco Gatti, Daniela Meneghini, Malcolm Sylvers), sono arrivate firme da professori di altri atenei fra i quali Giuseppe Martella di Urbino, Federico Zanettin dell’Università per stranieri di Perugia, Ehab El-Shaer di Bari e Anna Redaelli di Genova. I nomi vanno idealmente ad aggiungersi alle 700 firme raccolte in Europa dopo una petizione apparsa l’anno scorso sul quotidiano The Guardian . «Gli italiani arrivano sempre per ultimi», commenta Luzzatto, ricordando che l’idea di un embargo culturale aveva cominciato a diffondersi fin dall’autunno 2000, dopo l’inizio della seconda intifada. Tutto era iniziato quando il professor Steven Rose della Open University britannica - fra l’altro un ebreo che perse la famiglia nell’Olocausto - guidò una petizione di 120 docenti che invitavano a rompere i rapporti con i colleghi israeliani almeno fino a quando fossero durate «l’occupazione militare dei territori palestinesi e la violazione da parte di Israele dei diritti umani». Ma per Luzzatto tutto ciò è controproducente: «L’idea di embargo culturale è orribile», ribatte, «anche perché le principali forze che lottano per la pace e per un’intesa con il mondo arabo si trovano nelle università israeliane. Sabotare gli atenei, quindi, è come pugnalare alle spalle le forze che con grande rischio fanno nelle loro sedi proprio quello che alcuni accademici italiani fanno nei loro salotti con un tratto di penna». L’appello è arrivato agli indirizzi di posta elettronica di molti docenti provocando reazioni contrastanti nell’ateneo. Qualcuno, come Giovanni Levi di Storia Moderna, ha parlato di antisemitismo, ma uno dei firmatari, Francesco Gatti, docente di storia dell’Asia, ha

replicato: «Ho aderito perché sono antisionista e non antisemita: credo che Israele avrebbe dovuto rispettare le risoluzioni dell’Onu sui territori occupati, ma dal ’67 c’è stata una continua escalation di violenza. Alla luce di questo, i rapporti con gli istituti israeliani vanno ripensati». La tensione, dunque, sale a Ca’ Foscari, al punto di richiedere un intervento del rettore Maurizio Rispoli: «La firma di tale appello è avvenuta a titolo personale da parte di sei degli oltre 500 docenti e, ovviamente, non può essere assunta come posizione dell’istituzione. L’ Università di Ca’ Foscari sottoscrive e sviluppa accordi di collaborazione didattica e scientifica con istituzioni internazionali sue pari, a prescindere dalle scelte e dagli orientamenti politici dei governi di ciascuno Stato». Amos Luzzatto, comunque, contesta l’uso della cultura come arma in una situazione tragica come la crisi palestinese: «Se c’è un sistema», afferma, «per avvicinare i popoli e le genti in un momento di conflittualità, questo è la cultura intesa come critica e confronto. Sabotare gli scambi culturali, quindi, significa solo favorire la cronicizzazione dell’escalation. Ma le strade dell’inferno sono lastricate di buone intenzioni».

 

L’APPELLO E’ partito dal quotidiano inglese The Guardian : boicottiamo gli intellettuali israeliani per isolare Sharon. E’ stato sottoscritto da professori e studenti della Università di Harvard e del Mit A CA’ FOSCARI Sette docenti della Università di Venezia hanno sottoscritto l’appello. Sono Riccardo Zipoli, Gabriella Buffa, Alessandro Costantini, Rodolfo Delmonte, Francesco Gatti, Daniela Meneghini e Malcolm Sylvers GLI ALTRI Altri quattro docenti italiani si sono uniti: Giuseppe Martella di Urbino, Federico Zanettin di Perugia, Ehab El-Shaer di Bari e Anna Redaelli di Genova

 

Cesare Medail

 

Nessun commento ulteriore se non la constatazione che una persona colla quale lavoro ogni giorno è malata di miastenia (grave malattia di cui la maggioranza delle persone in Italia ignora perfino l’esistenza) e che l’unico centro scientifico di alto livello che ha saputo dare delle coordinate per un tentativo di terapia (in tutto il mondo) è proprio un ospedale d’ Israele. Mi domando se questi professori firmatari dell’appello abbiano mai pensato di trovarsi loro in certe condizioni… sarebbe forse curati dai loro principi o visioni politiche?

Fino a prova contraria sono gli ebrei che hanno saputo donarci il loro genio e l’amore per la scienza. C’è tra l’altro in queste settimane un bel libro da leggere a questo proposito: “Il secolo degli ebrei”. Ne riparleremo a breve.

Maurizio

 

 

In ricordo di martin luther king, pastore battista, profeta del domani

La segregazione razziale ieri e oggi


USA - Lui, Martin Luther King, pastore battista, aveva un sogno che non si è ancora realizzato. In occasione del Martin Luther King day (il 20 gennaio) gli evangelici americani si sono poste in generale alcune domande anche  sui progressi dell’integrazione razziale.

“Gli evangelici bianchi sono stati in massima parte assenti nella lotta per i diritti civili” ammette Daniel Argue presidente della National Association of Evangelicals (NAE).

Argue, pastore delle Assemblee di Dio, ha sempre lavorato in stretto contatto con la National Black Evangelical Association (l’associazione delle congregazioni di colore), ma ha potuto costatare che la strada che porta alla riconciliazione era ed è assai lunga e difficile.

Non è un caso che la maggioranza degli aderenti di quelle chiese fosse all’epoca decisamente ostile alle idee e ai comportamenti del pastore battista , Martin Luther King. E’ sufficiente ricordare che – per fare un solo esempio - in Sudafrica molte chiese evangeliche e cattoliche  si schieravano  nei decenni scorsi in favore del mantenimento del regime della segregazione razziale. E per molti anni gli organismi mondiali di coordinamento di queste chiese hanno avuto ritardi e difficoltà nell’espellere tali comunità dalla Comunione di chiesa (Federazione Luterana Mondiale, Alleanza Riformata, ecc.).

   
Sono passati trent’anni dalla morte di King e la realizzazione del sogno sperato è ancora senza attualizzazione.

Sarebbe sufficiente leggere il rapporto di Amnesty sui condannati a morte negli USA. La semplice domanda da porsi è la seguente: chi viene condannato? Le risposte assai spesso sono: “Afroamericani” e “poveri”. Ancora oggi nel lavoro, nella scuola, a causa dei pregiudizi, un nero non ha le stesse opportunità di un bianco. Oggi alcune università evangeliche non ammettono studenti di colore. L’11 dicembre Betsy Clewett unica professoressa nera del Northwest Christian College dell’Oregon è stata licenziata senza motivo. I suoi colleghi sono convinti che il motivo sia il colore della sua pelle, in protesta tre di loro si sono licenziati.

C’è chi addirittura pensa che la domenica mattina sia ancora il momento di massima separazione tra le due anime degli Stati Uniti. Le chiese interraziali sono ancora poche, anche se il quadro non è però cosi negativo.

In occasione del Martin Luther King Day, chiese agli antipodi per stile ed appartenenza etnica dei partecipanti, si sono ritrovate unite. Ottimo esempio sono la “First Presbiterian church” e la Mount Calvary di Seattle. Da dieci anni le due comunità diverse in tutto si uniscono in occasione di questa giornata. Quest’anno la predicazione è stata affidata a Reggie Witherspoon, pastore della Mount Calvary che ha concluso: "Dobbiamo superare tutte le barriere di razza e denominazione. Dobbiamo essere una sola nazione per Dio.

Forse basterebbe seguire i passi dell’ebreo risorto… o no?

Sono convinto che nel rifugio del Signore non ci si chiederà di mostrare il passaporto o la carta d’identità.

 

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Da NEV - NOTIZIE EVANGELICHE
protestantesimo - ecumenismo - religioni

* Berlino: esponenti religiosi americani ed europei insieme contro la guerra
* Il Consiglio della Federazione evangelica prende posizione contro un attacco all'Iraq
* USA: 46 leader religiosi in una lettera chiedono con urgenza un incontro con Bush
* Viterbo: il Convegno ecumenico sulle Beatitudini
* Comunità di Sant'Egidio: preghiera per il teologo luterano ucciso dai nazisti
* Passaggio ad Est e dialogo diretto con i musulmani per le Chiese d'Europa
* "Semi di pace" in Campidoglio, un iniziativa del mensile "Confronti"
* Notizie in breve
* APPUNTAMENTI


BERLINO: ESPONENTI RELIGIOSI AMERICANI ED EUROPEI INSIEME CONTRO LA GUERRA
Previsto per il 26 febbraio l'arrivo Roma di una delegazione delle chiese americane

Roma (NEV), 5 febbraio 2003 - I più autorevoli tra i leader religiosi d' Europa, degli Stati Uniti e del Medio Oriente, incontrandosi oggi a Berlino (Germania), hanno lanciato un appello congiunto contro la guerra. Mentre a New York il Segretario di Stato americano Colin PowelI tenta di dimostrare al Consiglio di Sicurezza dell'ONU la mancata cooperazione da parte del raìs iracheno nella distruzione del proprio arsenale, rappresentanti di varie chiese europee, americane e mediorientali stamattina hanno stilato insieme una risposta alla minaccia impellente di un attacco militare contro l'Iraq.
L'iniziativa lanciata dalla Chiesa evangelica tedesca (EKD), con il sostegnodel Consiglio ecumenico delle  chiese (CEC) e con la partecipazione della Conferenza delle chiese europee (KEK), ha visto la presenza di una delegazione del Consiglio nazionale delle chiese degli Stati Uniti (NCCCUSA) e del Consiglio delle chiese del Medio Oriente (MECC). Nel documento le chiese esprimono la loro più grande preoccupazione per la situazione in Iraq, appellandosi ai governi del mondo occidentale perché venga presa in
considerazione la complessità della questione nella sua interezza, al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite perché garantisca il rispetto della Carta dell'ONU e al governo iracheno perché collabori senza indugio con gli ispettori ONU affinché vengano eliminate tutte le armi di distruzione di massa. Il testo verrà sottoposto al Cancelliere tedesco Gerhard Schröder, che nel tardo pomeriggio di oggi riceverà una delegazione di rappresentanti religiosi, tra i quali Konrad Raiser, segretario generale del CEC; Keith Clements, segretario generale della KEK; Bob W. Edgar, segretario generale del NCCCUSA e capo-delegazione americano; Manfred Kock, presidente della Chiesa evangelica tedesca (EKD).
"Come credenti, l'amore per il prossimo ci costringe ad opporci alla guerra per trovare soluzioni pacifiche ai conflitti - recita il testo -. Deploriamo il fatto che le nazioni più potenti della terra ancora una volta guardano alla guerra come strumento accettabile di politica estera. Questo crea una cultura internazionale di terrore, minaccia e insicurezza". I firmatari dell'autorevole documento invitano tutte le chiese a unirsi a questo atto di testimonianza e di preghiera: "Essere contro una guerra in Iraq - dicono – è per noi un obbligo spirituale, basato sull'amore di Dio per l'umanità tutta intera".
Per la delegazione del NCCCUSA all'incontro di Berlino seguirà una serie di visite in quattro capitali europee, tra cui anche Roma (26-27 febbraio). Partner nella visita romana dell'organismo americano, impegnato su vari fronti nella ricerca di una soluzione pacifica del conflitto iracheno, sarà la Federazione delle chiese evangeliche in Italia. Previsto un incontro con esponenti del governo e con rappresentanti delle varie chiese italiane. Per la delegazione del NCCCUSA altri incontri tra leader politici e religiosi
sono previsti a Parigi, Mosca e Londra. Oggi presenti a Berlino tra gli altri: Jean-Arnold de Clermont, presidente della Federazione protestante di Francia; Thomas Wipf, presidente della Federazione protestante svizzera; Jonas Jonson, vescovo della Chiesa di Svezia; Trond Bakkevig, della Chiesa di Norvegia; Jukka Parma, arcivescovo della Chiesa evangelica luterana della Finlandia; Karsten Nissen, vescovo della Chiesa evangelica luterana di Danimarca; Alison Elliot della Chiesa di Scozia; Arie W. van der Plas, delle Chiese protestanti unite dei Paesi Bassi; l'arcivescovo Feofan di Berlino della Chiesa ortodossa russa; Athanasius di Achaja, vescovo della Chiesa di Grecia; Nuhad Daoud Tomeh in
rappresentanza del segretario generale del MECC. Il documento intitolato "Leader di chiese insieme contro la guerra in Iraq" è disponibile in versione inglese presso la nostra redazione (nev/gc).


IL CONSIGLIO DELLA FEDERAZIONE EVANGELICA PRENDE POSIZIONE CONTRO UN ATTACCO ALL'IRAQ
Il presidente: "Sono le stesse religioni a doversi impegnare a che il fossato fra civiltà non si crei"

Roma (NEV), 5 febbraio 2003 - Il Consiglio della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), riunitosi il 3 e il 4 febbraio a Milano, ha preso posizione rispetto ad un attacco statunitense all'Iraq. Di seguito il testo dell'atto approvato durante i lavori.
"Il Consiglio, di fronte al pericolo della deflagrazione di una nuova guerra del Golfo, che potrebbe avere effetti ancor più dirompenti della prima, rifiuta il concetto di guerra preventiva; denuncia i motivi geopolitici ed economici che stanno alla base dell'iniziativa bellica statunitense; riafferma che l'opposizione al terrorismo sarà efficace solo se si baserà su una effettiva lotta contro la povertà e l'ingiustizia; auspica che i credenti di tutte le fedi si impegnino nel contrastare i fondamentalismi attivi nelle rispettive organizzazioni religiose; si unisce alle voci di chiese ed organismi ecumenici (tra cui il National Council of Christian Churches degli Stati Uniti), governi e parlamenti che hanno manifestato analoghe posizioni".
"Mi sembra molto importante sottolineare l'importanza dell'impegno di tutte le organizzazioni religiose nel contrastare i propri fondamentalismi – ha dichiarato all'Agenzia stampa NEV Gianni Long, presidente FCEI – per contrastare lo schema di contrapposizione fra civiltà e religioni che sta purtroppo sempre più prevalendo e che è all'origine di molte delle situazioni drammatiche che si verificano nel mondo."
Le chiese americane del Consiglio Nazionale delle chiese cristiane (NCCCUSA), a cui la FCEI fa riferimento nel suo documento, sono da tempo impegnate in una massiccia opera di sensibilizzazione ed azione contro la "guerra preventiva", definendola "immorale" ed "illegittima". L'Assemblea generale del NCCCUSA - 36 chiese protestanti, ortodosse e anglicane in rappresentanza di più di 50 milioni di fedeli negli USA - già nel novembre scorso in un documento chiedeva al presidente George W. Bush e al Congresso di "fare tutto il possibile per evitare di arrivare alla guerra" contro l' Iraq, sviluppando insieme alle Nazioni Unite una politica comune per la sicurezza globale (vedi NEV 46/02). (nev/gu)


USA: 46 LEADER RELIGIOSI IN UNA LETTERA CHIEDONO CON URGENZA UN INCONTRO CON
BUSH
"La guerra non è soltanto un fatto militare, ma è soprattutto una questione morale ed etica"

Roma (NEV), 5 febbraio 2003 - Sono 46 i leader religiosi statunitensi firmatari di una lettera indirizzata al presidente Bush nella quale i rappresentanti di 11 denominazioni ortodosse e protestanti chiedono "con la massima urgenza" di avere un incontro faccia a faccia con il loro presidente. I firmatari - tra cui una ventina di vescovi della Chiesa Metodista Unita (United Methodist Church) - hanno espresso la loro grande preoccupazione rispetto ad un eventuale attacco da parte degli Stati Uniti contro l'Iraq.
"La guerra non è soltanto un fatto militare, ma è una questione morale ed etica di prim'ordine" si legge nella lettera inviata il 30 gennaio 2003. Allarmati di fronte alla escalation dell'attività militare americana i leader cristiani chiedono che sia data loro una "opportunità pastorale" per portare di persona il loro messaggio al presidente, che è membro della Chiesa Metodista Unita. Da mesi ormai la ricerca per una soluzione pacifica del conflitto iracheno è una delle priorità del Consiglio delle chiese americane (NCCCUSA) e del suo segretario generale Bob Edgar: "Vogliamo riuscire ad incontrare il presidente - ha dichiarato - prima che egli decida di entrare in guerra contro l'Iraq". Il testo integrale della lettera inviata al presidente Bush è consultabile sul sito
www.ncccusa.org/news/03news4.html (nev/gc).


VITERBO: SI APRE DOMANI IL CONVEGNO ECUMENICO SULLE BEATITUDINI
Dal 6 all'8 febbraio esponenti di varie confessioni cristiane parleranno dfelicità

Roma (NEV), 5 febbraio 2003 - Si apre domani a Viterbo il Convegno ecumenico sulle "Beatitudini". Ancora una volta - come in occasione di quello sul "Padre Nostro", svoltosi a Perugia quattro anni fa - ne sono promotori la Commissione episcopale per l'ecumenismo e il dialogo della CEI, la Federazione delle chiese evangeliche in Italia e la Sacra Arcidiocesi Ortodossa d'Italia. Per due giorni esponenti di varie confessioni parleranno, ognuno da una prospettiva diversa, delle Beatitudini. Ma qual è il senso, oggi, di parlare ecumenicamente delle Beatitudini? L'Agenzia stampa NEV lo ha chiesto al prof. Yann Redalié, docente della Facoltà valdese di teologia di Roma, e uno tra i relatori al Convegno. "Le Beatitudini richiamano senz'altro temi di assoluta attualità come quelli della giustizia e della pace: a questo aspetto sarà dedicato il pomeriggio di venerdì 7 febbraio. Ma il Convegno vorrebbe porre anche in chiave sociologica la questione della felicità: come cioè si esprime oggi la ricerca della felicità? Quali sono le richieste effettive che ci vengono dalla società? Ecco, vorremmo tentare una rilettura delle Beatitudini con a fronte questi interrogativi, ponendoci però in una situazione di ascolto per poter meglio sviluppare una pastorale ecumenica della felicità. Impariamo prima dai più minacciati e dai più deboli che cos'è la felicità – dice Redalié - convinto che i "veri pedagoghi della felicità" siano proprio loro, i più sprovveduti. Sottolineando l'importanza del carattere continuativo di questi incontri, Redalié ne ricorda l'importanza per il dialogo ecumenico nel nostro paese: "questo tipo di manifestazione - il cui programma si annuncia intenso e vivace - favorisce non solo la riflessione sui temi, ma anche la costituzione di una rete di rapporti che vanno molto al di là di quelli puramente ufficiali". Il Convegno si concluderà sabato 8 febbraio con alcune riflessioni sul significato delle Beatitudini nella vita del mondo. (nev/gc)


CELEBRAZIONE PROMOSSA DALLA COMUNITÀ DI SANT'EGIDIO IN RICORDO DI PAUL
SCHNEIDER
Nella Basilica di San Bartolomeo a Roma, preghiera per il teologo luterano ucciso dai nazisti

Roma
(NEV), 5 febbraio 2003 - Il primo febbraio nella Basilica di San Bartolomeo all'Isola Tiberina di Roma, si è svolta una preghiera ecumenica promossa dalla Comunità di Sant'Egidio per ricordare il pastore evangelico tedesco Paul Schneider ucciso nel campo di concentramento di Buchenwald nel luglio del 1939. Alla celebrazione hanno partecipato Ishmael Noko, segretario generale della Federazione luterana mondiale (FLM), e il cardinale Walter Kasper, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani, insieme al vicepresidente della Chiesa evangelica della Renania, Nikolaus Schneider (la chiesa da cui proveniva il pastore ucciso nel campo di concentramento), il pastore Jens Martin Kruse, per la Chiesa evangelica luterana in Italia (CELI), e numerosi altri rappresentanti ecumenici. Durante la preghiera il figlio del pastore Schneider, accompagnato da altri membri della famiglia, ha consegnato alla Comunità di Sant'Egidio una lettera autografa del padre scritta dalla prigione di Buchenwald, che sarà conservata nella Basilica di San Bartolomeo insieme alle memorie dei cristiani martiri e testimoni della fede nel ventesimo secolo. "Se, come dice Tertulliano, il sangue dei martiri è seme di nuovi cristiani, allora possiamo essere sicuri che il sangue versato da così tanti cristiani di Chiese separate, potrà divenire il seme dell'unità di queste Chiese", sono le parole con cui il cardinale Walter Kasper ha ricordato il martirio del teologo e pastore luterano. "Possa la testimonianza dei martiri - ha detto Ishmael Noko - essere la nostra fonte d'ispirazione mentre lavoriamo per l'unità del Corpo di Cristo e per la trasformazione della razza umana". Il cardinale Kasper ha inoltre sottolineato che "Questi testimoni sono portavoce di una nuova spiritualità ecumenica". (nev/gmg)

…Si ricorda che tra le forme di tortura  impiegate dai nazisti a questo pastore fino ad oggi dimenticato (il libro che la Claudiana gli aveva dedicato anni fa, pare proprio che sia stato un “flop commerciale” in Italia) era di rovesciargli addosso le sue urine, in modo particolare allorquando iniziava ad urlare agli altri condannati a morte che si avviavano al patibolo: “E’ risorto”.

PASSAGGIO AD EST E DIALOGO DIRETTO CON I MUSULMANI PER LE CHIESE D'EUROPA
Prevista una terza assemblea ecumenica europea nel 2007 in un paese dell'Est europeo

Roma (NEV), 5 febbraio 2003 - Il Comitato congiunto del Consiglio delle conferenze episcopali in Europa (CCEE) e della Conferenza delle chiese europee (KEK) si è riunito a Bucarest dal 30 gennaio al 2 febbraio, su invito del Patriarcato ortodosso rumeno. Dal 1972 il Comitato congiunto si riunisce una volta l'anno ed è formato da 14 membri, 7 per la KEK e 7 per il CCEE con il suo presidente, monsignor Amèdèe Grab, ed è ospitato presso il patriarcato ortodosso nell'edificio a lungo adibito a sede del Parlamento rumeno. I membri del Comitato si sono incontrati per pregare con il Patriarca Teoctist e con le diverse comunità cristiane di Bucarest. Aprendo i lavori il Patriarca ha ringraziato le chiese europee per il loro sostegno
al popolo rumeno, che ha dovuto affrontare difficoltà e ristrettezze economiche prima e dopo i cambiamenti politici avvenuti nel paese. Gli ha fatto eco il vescovo Finn Wagle, della Chiesa di Norvegia, nella meditazione biblica che ha aperto i lavori, esprimendo la convinzione che la fondamentale missione dei cristiani è di aiutare ogni persona a rialzarsi e vivere la vita in pienezza. Una delle preoccupazioni maggiori del Comitato è stata la prospettiva di un conflitto armato contro l'Iraq. "I responsabili politici hanno il serio obbligo di proteggere il bene comune globale contro qualunque minaccia alla pace" è stato rilevato. Il Comitato ha inoltre rivolto un appello ai responsabili politici ad agire secondo le leggi internazionali e le norme morali.
L'altro grande tema in discussione è stato quello del dialogo interreligioso. La Carta Ecumenica, al punto 11, parla del desiderio di rafforzare il dialogo islamo-cristiano. In questa prospettiva, il Comitato
congiunto ha raccomandato che le discussioni sull'Islam siano ulteriormente approfondite, anche attraverso il lavoro del Comitato CCEE-KEK per le relazioni con i musulmani in Europa, in modo che cristiani e musulmani possano dialogare sulla loro fede in Dio e la loro convivenza in Europa. Il Comitato ha proposto che una terza Assemblea ecumenica europea si svolga nel 2007, in un paese dell'Est europeo di tradizione ortodossa, sviluppando così il percorso e lo spirito delle assemblee di Basilea (1989) e Graz (1997).
L'incontro si è concluso con una celebrazione liturgica, alla presenza del Patriarca Teoctist e di altri responsabili delle chiese della Romania.
Evidenziata nell'incontro una duplice volontà: da parte delle chiese europee l'apertura di un varco di stima, fiducia e dialogo, verso Est; e da parte della Romania, di aprirsi un varco   ad Ovest, in una prospettiva chiaramente europea. L'apertura all'Est appare sempre più una delle sfide principali dell'ecumenismo europeo per i prossimi anni. (nev/gmg)


"SEMI DI PACE" IN CAMPIDOGLIO, UN INIZIATIVA DEL MENSILE "CONFRONTI"
Israeliani e palestinesi, esperienze di dialogo e di impegno per la pace

Roma (NEV), 5 febbraio 2003 - Il 4 febbraio a Roma, presso il Campidoglio, si è svolto un incontro pubblico nell'ambito dell'iniziativa "Semi di Pace", promosso dalla rivista "Confronti". Vi ha partecipato una  delegazione di israeliani e palestinesi formata da attivisti impegnati in diverse iniziative di dialogo per la convivenza e la pace. Numerosa la partecipazione di pubblico interessato al tema dell'incontro: "L'infanzia negata", patrocinato dall'Unicef e dal Comune di Roma. Il direttore di "Confronti", Paolo Naso, ha evidenziato lo spirito dell'iniziativa: "Ci spinge la volontà di conoscere la realtà israeliana e palestinese tramite la società civile, la voce di operatori di pace e non quella di leader politici, le cui posizioni sono ampiamente note". Gli ospiti israeliani e palestinesi, psicologi, giornalisti, pacifisti, hanno raccontato le loro esperienze, riflettendo in modo particolare sulle ricadute che il conflitto quotidianamente provoca sui minori. "Negli ultimi due anni sono rimaste uccise circa tremila persone in prevalenza bambini e giovani; lo scopo delle varie associazioni rappresentate è quello di promuovere il dialogo tra israeliani e palestinesi, abbattendo le barriere psicologiche e politiche che separano i due popoli. In questa linea è necessario che la coscienza di tutti sia aperta alla comprensione per tutte e due le parti", ha sottolineato Elon Portugaly giovane Israeliano attivista per la pace. Due importanti temi sono stati evidenziati nell'incontro: l'emergenza psicologica e la tragica situazione della società civile sempre più stretta
dalla violenza dello scontro militare. "Semi di pace" approderà in numerose altre città in Italia: Perugia, Piombino, Carpi, Milano, Bergamo, Cuneo, per concludersi con una serie di iniziative anche in territorio svizzero. L' iniziativa "Semi di pace" si realizza grazie al sostegno dei fondi otto per mille della Tavola valdese. Per informazioni più dettagliate rivolgersi a "Confronti", Tel. 06 4820503 - 06 48903241; e-mail programmi @confronti.net (nev/gmg)


(NEV) - "L'attacco militare all'Iraq annunciato dal governo Bush si configura ormai, a giudizio di esponenti di tutte le confessioni religiose, come un'aggressione con intenti di dominio geopolitico e infliggerà ulteriori atroci sofferenze alla popolazione irachena". Con queste motivazioni il Comitato esecutivo dell'Unione cristiana evangelica battista d'Italia (UCEBI), associandosi ai numerosi organismi laici e religiosi che hanno chiamato alla mobilitazione contro la guerra e in favore della trattativa e il dialogo, ha aderito alla manifestazione nazionale del prossimo 15 febbraio a Roma.

(NEV/ENI) - Importante riconoscimento al piano di lotta contro l'AIDS lanciato dalla Federazione luterana mondiale (FLM) nel maggio 2002
. Il "Global Fund", un'organizzazione internazionale che raccoglie fondi pubblici e privati per combattere AIDS, tubercolosi e malaria, ha devoluto alla FLM
circa 500 mila euro per appoggiare la campagna di informazione e prevenzione che le chiese luterane conducono in 76 nazioni di tutto il mondo. E' la prima volta che il "Global Fund" decide di appoggiare concretamente l'azione di una organizzazione ecclesiastica.

(NEV/BIP) - Ancora critiche alla legge approvata all'inizio dell'anno in Bulgaria, che definisce la Chiesa ortodossa "l'unica vera chiesa cattolica apostolica dal dopo Cristo" e obbliga tutte le altre chiese a registrarsi presso le autorità statali. Secondo Theodor Angelov, segretario generale della Federazione battista europea che ha sede proprio nella capitale Sofia, la legge limita pesantemente l'attività delle chiese minoritarie e rende praticamente impossibile la nascita di nuove comunità. E' previsto un ricorso alla Corte europea per i diritti dell'uomo. In Bulgaria, su circa 8 milioni di abitanti, l'83% è ortodosso, i musulmani sono il 12,1%, cattolici e protestanti il 2,5%.

(NEV/ADN) - Soddisfazione dell'Unione delle chiese avventiste in Italia (UICCA) per il decreto amministrativo approvato il 17 gennaio sul riposo settimanale dei lavoratori. Il decreto, che stabilisce la giornata di riposo in coincidenza con la domenica, specifica al comma 4: "Sono fatte salve le disposizioni speciali che consentono la fruizione del riposo settimanale in giorno diverso dalla domenica". Una buona legislazione - commenta la UICCA - rispettosa delle esigenze della maggioranza come anche delle minoranze che non si riconoscono nella domenica come giorno sacro di riposo.

(NEV) - Tutti d'accordo, Comune, chiesa valdese e chiesa cattolica, per l'apertura di un locale di ritrovo e di preghiera a Torre Pellice (TO) per la comunità musulmana della Val Pellice. "Un'occasione di dialogo per isolare ogni possibile fanatismo" - secondo il parroco don Girardi; "perfettamente in linea con la posizione della nostra chiesa - ha commentato il pastore Claudio Pasquet -; i valdesi hanno sempre combattuto per la libertà di culto, di tutti i culti".

(NEV) - Il movimento ecumenico di base va avanti, anche se su strade non sempre prevedibili.
A Friburgo, in Germania, le comunità cattolica e protestante del quartiere di Rieselfeld hanno deciso di costruire una nuova chiesa in comune, dividendo le spese del progetto e della costruzione. Lo riferisce il quotidiano cattolico "Avvenire" che specifica "ognuna delle due comunità celebrerà naturalmente riti e funzioni per proprio conto, ma saranno anche possibili iniziative in comune". Costo dell'iniziativa 5,7
milioni di euro.

…A dir il vero in Alsazia (Francia) è del tutto normale - da circa un secolo - che il tempio cristiano sia utilizzato comunemente da cattolici e protestanti.

(NEV/ENI) - Preoccupazione e disappunto sono stati espressi dal Consiglio ecumenico delle chiese cristiane dell'India (AICC) per i continui soprusi e violenze dei gruppi fondamentalisti indù contro le comunità cristiane.
Proprio in questi giorni è stato commemorato l'anniversario della morte del missionario evangelico australiano Graham Stuart Staines, bruciato vivo nella sua auto con i figli nello stato dell'Orissa il 22 gennaio 1999. Il Consiglio delle chiese cristiane sottolinea la necessità di giungere ad una condanna ufficiale dell'operato dei fondamentalisti indù.

(NEV) - Nel numero di febbraio di "Voce Evangelica", mensile della Conferenza delle chiese evangeliche di lingua italiana in Svizzera, articoli su pluralismo religioso e mass media, i valdesi in Italia e Svizzera, israeliani e palestinesi in Ticino; inoltre lo studio biblico "I lati oscuri di Dio", la campagna "Sdebitarsi", notizie dal mondo e un ampio inserto sulla vita delle comunità. Voce Evangelica, via Landriani 10, CH 6900 Lugano.

(NEV) - 42 anni di pubblicazioni, 638 numeri: è "Il grido di guerra" periodico dell'Esercito della Salvezza in Italia, che nel numero di febbraio propone studi biblici, un ricordo di Martin Luther King e l'inserto "Il Salutista", dedicato ai membri dell'Esercito, con notizie e informazioni dalle comunità. Il grido di guerra, via degli Apuli 39, 00185 Roma.

(NEV) - Sarà a Praga, dal 03 al 9 agosto, l'incontro europeo dell'YMCA (Associazione cristiana dei giovani), il movimento giovanile ecumenico di ispirazione protestante che riunisce ragazzi dai 13 ai 25 anni. In programma nel grande Parco Letna sulla rive della Moldava, eventi culturali e sportivi, momenti di raccoglimento e dibattiti su sviluppo, globalizzazione, AIDS, emigrazione.

(NEV/BIP) - Secondo il teologo protestante svizzero Walter Hollenweger, specialista del movimento pentecostale, oggi nel mondo i fedeli pentecostali sono 500 milioni, ossia quanti sono gli aderenti alle chiese non cattoliche (luterani, riformati, battisti e ortodossi). La crescita del movimento pentecostale è tale che, prevede Hollenweger, entro una generazione i pentecostali supereranno come numero anche i fedeli cattolici.


APPUNTAMENTI

 ROMA - Domenica 9, a cura del Segretariato per le attività ecumeniche, incontro-dibattito su "I 75 anni di 'Fede e Costituzione' del Consiglio ecumenico delle chiese". Alle 16 in via Don Orione 8.

ROMA - Lunedì 10, per il ciclo "Leggere la Bibbia oggi" dell'Associazione amicizia ebraico-cristiana, incontro con padre Innocenzo Gargano e il rabbino Cesare Moscati. Alle 17 in via Calamatta 38.

VENEZIA - Tutti i giovedì è possibile visitare la mostra documentaristica "I valdesi, otto secoli di storia". Dalle 16 alle 18 presso il Centro culturale Palazzo Cavagnis, Castello 5170.

TORRE PELLICE (Torino) - Fino al 31 marzo, mostra storica "Da
Valdo di Lione alla chiesa valdese". Da martedì a sabato (9-12; 14-18) presso il Centro culturale valdese, via Beckwith 3.

TELEVISIONE - Lunedì 10, alle 9,30 su RAIDUE, la rubrica "Protestantesimo" propone la replica del programma "Convivere nella diversità" e "Getta il tuo pane sulle onde": le radio evangeliche in Italia.

RADIO - Ogni domenica mattina alle 7.30 su RAI Radiouno, "Culto Evangelico" manda in onda una predicazione (9 febbraio, pastore Raffaele Volpe), notizie dal mondo evangelico, appuntamenti e commenti di attualità.


 

Io aderisco e tu?

 

Associazione Italia Israele di Roma

 

L’Associazione ha lo scopo di diffondere informazione e conoscenza dei problemi riguardanti lo Stato d’Israele, l’ebraismo ed il sionismo, e di sviluppare il senso di solidarietà verso Israele e gli Ebrei di ogni Paese. Prevalente finalità statutaria è pertanto l’organizzazione di eventi di natura culturale, fra i quali l’organizzazione di dibattiti, seminari, mostre, convegni, spettacoli, programmazione di rassegne cinematografiche o teatrali, presentazione di libri, corsi di aggiornamento gratuiti ed ogni altra iniziativa culturale ritenuta opportuna. Per favorire l’approfondimento diretto dell’esperienza sociale e politica di Israele, l’Associazione si appoggerà ad Agenzie od Organismi operanti nel settore per promuovere viaggi in Israele, anche in uniformità ad analoghe proposte della Federazione delle Associazioni Italia Israele.

 

Il sito web della sede di Roma e' stato rinnovato e si trova qui: http://www.italiaisraele.org/

 

Attivita' molto interessanti per i residenti a Roma e dintorni! La mailing list di Yahoo! segnala questi eventi:

 

CORSO FORMATIVO

Tenuto dalla Dr.ssa Simonetta Della Seta, giornalista e scrittrice sulla

STORIA CONTEMPORANEA DELLO STATO D’ISRAELE

da Lunedì 3 Marzo alle ore 18,30

 

Con lettura approfondita di alcune tematiche di stretta attualità:

 

La nascita delle istituzioni e lo sviluppo del sistema politico israeliano (Stato ebraico, Stato degli ebrei, Stato di tutti i cittadini) La struttura economica e la necessità di sicurezza Immigrazione, emigrazione, integrazione sociale tra vari gruppi etnici Il rapporto con i palestinesi: i punti di conflitto e i tentativi di dialogo La questione dei profughi (rifugiati palestinesi, rifugiati ebrei) La costituzione di un¹identità nazionale palestinese di fronte a quella nazionale ebraica (istituzioni, governi, movimenti di opposizione) Il rapporto con i Paesi arabi confinanti e quello con il resto del mondo arabo Il rapporto con gli Stati Uniti Il rapporto con l¹Europa

 

 

Il Corso è articolato in otto incontri di due ore ciascuno, le lezioni si svolgeranno nella Biblioteca del Collegio Rabbinico, Lungotevere Sanzio, 14- 00153 Roma Il Corso è indirizzato a tutte le persone che per lavoro o per cultura personale siano interessate ad approfondire la propria conoscenza sulla storia politica e sociale dello Stato di Israele.

 

La partecipazione è aperta a tutti, il numero dei posti è limitato e verrà assegnato secondo l¹ordine di prenotazione. Al termine del Corso, a coloro che sosterranno l¹esame finale, verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

 

 

Per informazioni ed iscrizioni rivolgersi a: Collegio Rabbinico Italiano, Lungotevere Sanzio, 14- Tel. 06- 5809196 (Dr.ssa Lucilla Efrati) tutti i pomeriggi dalle 15.00 alle 19.00 - E-mail luefrati@...

 

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La S. V. è invitata alla inaugurazione della mostra

 

"A piedi nudi per la terra"

 

dipinti di  Silvia Dayan

 

 

Roma, 13 febbraio 2003 - Ore 18,00 - Cocktail

 

Complesso Monumentale del Vittoriano

Via S. Pietro in carcere

 

L' Associazione Culturale Bolero

in collaborazione con

Comunicare Organizzando S.r.l.

 e

con il patrocinio di:

AMBASCIATA D'ISRAELE IN ITALIA

AMBASCIATA DI ARGENTINA IN ITALIA

COMUNE DI ROMA - ASSESSORATO ALLE POLITICHE CULTURALI

 

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La mostra resterà aperta tutti i giorni dal 13 febbraio al 2 marzo 2003 dalle 10,00 alle 19,00 INGRESSO LIBERO

 

Ufficio stampa : Athena Parthenos - Nissirio

06 44237261 - 347 3571655 - 333 5768914

www.silviadayan.com

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Incontri "a due voci" tra ebrei e cristiani


 

Promossi dalla Comunità Ebraica di Milano e dal Centro Culturale San Fedele in collaborazione con l'Arcidiocesi cattolica ambrosiana.

E' stato promosso a Milano il nuovo ciclo di incontri tra ebrei e cristiani, giunto quest'anno alla sua quarta edizione.
Gli enti promotori sono la Comunità Ebraica del capoluogo lombardo ed il Centro Culturale San Fedele, in collaborazione con l'ufficio Ecumenismo e Dialogo dell'Arcidiocesi milanese.

 
Il ciclo di incontri presenta come filo conduttore il tema Giuseppe ed i suoi fratelli: un itinerario di fraternità riconciliata, tratto da un passo del libro della Genesi: ”Poi baciò tutti i fratelli e pianse stringendoli a sé. Dopo i suoi fratelli si misero a conversare con lui” (Gn 45,15).

 Ogni appuntamento propone all'attenzione dei partecipanti una lettura biblica.

 Gli incontri hanno data bisettimanale e si tengono presso la “Sala Trasfigurazione” del Centro San Fedele, ubicato in Piazza San Fedele, 4.

 Ogni appuntamento è fissato dalle ore 19 alle 20:30.
Qui di seguito è possibile leggere i temi delle restanti letture bibliche ed i nomi dei relatori:

Mercoledì 12 febbraio 2003:
Rav Alberto Sermoneta: Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Bologna;
Rosanna Virgili: Laureata in filosofia presso l'Università degli Studi di Urbino, ha conseguito anche il baccalaureato in Teologia alla Pontificia università lateranense e la licenza in Sacra Scrittura presso il Pontificio istituto biblico.
Sta conseguendo il dottorato presso il Pontificio istituto biblico.
Presso le sedi di Ancona e Fermo dell'Istituto teologico marchigiano aggregato alla Pontificia università lateranense e presso l'Istituto di superiore di scienze religiose di Fermo, Terni e Pescara insegna Esegesi dell'Antico Testamento e del corpus paolino.
Autrice di Geremia, l'incendio e la speranza. La figura ed il messaggio del profeta;
Lettura biblica:
”La carestia continuava a gravare sul paese… Giuseppe uscì in fretta, perché si era commosso nell'intimo alla presenza di suo fratello e sentiva il bisogno di piangere; entrò nella sua camera e pianse… Ma egli rispose: “Lungi da me il far questo!
L'uomo trovato in possesso della coppa, lui sarà il mio schiavo: quanto a voi, tornate in pace da vostro padre”
(Gn, 43-1 44,17).

Mercoledì 26 febbraio 2002:
Rav Alfonso Arbib: Direttore per le materie ebraiche alle Scuole elementari della Comunità Ebraica di Milano ed insegnante al centro Josèf Tehillòt;
Padre Giancarlo Gola;
Lettura biblica: ”Allora Giuda gli si fece innanzi e disse: “Mio signore, sia permesso al tuo servo di far sentire una parola agli orecchi del mio signore; non si accenda la tua ira contro il tuo servo, perché il faraone è come te!... Giuseppe disse ai fratelli: “Io sono Giuseppe! Vive ancora mio padre?”.
Ma i suoi fratelli non potevano rispondergli, perché atterriti dalla sua presenza… Israele disse: “Basta! Giuseppe, mio figlio, è vivo.
Andrò a vederlo prima di morire!”
(Gn 44,18- 45,28).

Mercoledì 12 marzo:
Rav Giuseppe Laras: Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Milano e presidente dell'Assemblea dei rabbini italiani;
Armido Rizzi: Teologo, docente, animatore di comunità, collaboratore a varie riviste, autore di numerosi libri quali: Differenza e responsabilità, Infinito e persona, Scandalo e beatitudine della povertà, Esodo, L'Europa e l'altro, La solidarietà andina, Pensare la carità;
Lettura biblica: ”Grida a squarciagola, non aver riguardo;
come una tromba alza la voce;
dichiara la mio popolo i suoi delitti,
alla casa di Giacobbe i suoi peccati…
Il digiuno che voglio… non consiste forse nel dividere il pane con l'affamato,
nell'introdurre in casa i miseri, senza tetto,
nel vestire chi è nudo,
senza distogliere gli occhi dalla tua gente?...
Allora troverai la delizia nel Signore.
Io ti farò calcare le alture della terra,
ti farò gustare l'eredità di Giacobbe tuo padre,
poiché la bocca del Signore ha parlato”
(Is 58,1-14)

Come ricordato dagli operatori del Centro Culturale San Fedele, questo ciclo di incontri è rivolto a tutti coloro che desiderano approfondire la conoscenza delle Scritture attingendo al grande patrimonio spirituale delle tradizioni ebraica e cristiana.
Il clima è quello di un fraterno incontro centrato sull'ascolto della Parola arricchito dalla polifonia di voci: per questo si parla di letture bibliche e non di un ciclo di conferenze.
La partecipazione agli incontri è libera: è richiesto solo di condividere lo spirito di accoglienza e di ascolto.

Info:
Centro Culturale San Fedele

Piazza San Fedele, 4
20121 Milano
Tel.: 02- 863521

Centro Culturale San Fedele
Servizio per l'Ecumenismo ed il Dialogo

 

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Jerusalem Post  -  2002-02-07  -  "I crimini del fondamentalismo" Almeno 31 donne sono state uccise in Cisgiordania e Gaza per aver perso l'onore http://www.informazionecorretta.it/showPage.php?template=rassegna&id=761

 

 

Parlamentari europei chiedono commissione d’inchiesta sugli aiuti della UE all’Autorità Palestinese

Francois Zimeray ha vinto la sua scommessa: la deputata europea francese ha raccolto le firme di più di un quarto degli eletti al Parlamento di Bruxelles per richiedere la costituzione di una commissione d'inchiesta sull'utilizzazione degli aiuti dati dall'Unione Europea all'Autorità Palestinese.

http://212.143.236.29/Web/main/document.asp?DocumentID=19369&MissionID=41

 

 

Notizie da Eni – Ginevra

 

A Notre-Dame de Paris, Gérard Depardieu lira "Les Confessions" de saint Augustin 

Paris, le 6 février (ENI) - Acteur français à la renommée internationale, Gérard Depardieu va lire, dimanche 9 février à la cathédrale Notre-Dame de Paris, des extraits des "Confessions" de saint Augustin. L'idée de ce spectacle est née après une rencontre, à Rome au cours du jubilé de l'an 2000, du comédien avec le pape Jean-Paul II.  

 

Un évêque anglican de Jérusalem menace d'entamer des poursuites contre Israël après la destruction d'une église 

Jérusalem, le 6 février (ENI) - Un évêque anglican de Jérusalem menace de porter plainte contre le gouvernement israélien si celui-ci refuse de payer des dédommagements pour la destruction d'une église de Gaza. L'évêque Riah Abu El-Assal a déclaré n'avoir d'autre choix que celui d'aller devant les tribunaux si Israël ne finance pas les coûts de réparation de l'église épiscopale St Philip, située dans les locaux de l'hôpital Ahli Arab, détruite le mois dernier.

 

Des responsables religieux veulent rencontrer le président Bush "avant qu'il ne décide de lancer une guerre contre l'Irak" 

New York, le 4 février (ENI) - Quarante-six responsables religieux des Etats-Unis ont appelé à la prudence et ont demandé à rencontrer le président George W. Bush pour le mettre en garde contre une guerre avec l'Irak. "La guerre n'est pas seulement - ou même essentiellement - une affaire militaire", écrivent les responsables protestants et orthodoxes dans une lettre adressée le 30 janvier au président qui, depuis plusieurs semaines, déclare qu'il peut être nécessaire de lancer une guerre contre l'Irak, si son leader, Saddam Hussein, refuse de désarmer complètement son pays. 

 

Le Vatican publie un document sur le New Age  

Rome, le 4 février (ENI) - Le Vatican prend position contre le New Age, défini presque comme la nouvelle hérésie qui menace les fidèles. "Jésus-Christ le porteur d'eau vive.  Une réflexion chrétienne sur le Nouvel Age" - ainsi s'intitule un nouveau document du Vatican, publié le 3 février, fruit de la collaboration de deux Conseils pontificaux: pour la culture et pour le dialogue interreligieux - mais aussi d'autres organismes de la Curie romaine. 

 

Da Adista



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Dom 9 Feb 2003 1:37 pm

mauriziobenazzi
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Inoltra Messaggio #152 di 289 |
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Orientamenti ecumenici Salmo della settimana: nr. 97 Il Signore, sicuro rifugio (Pr 18:10; Gb 5:19-26; Sl 121) Sl 34; 62; De 33:12, 28 Chi abita al riparo...
Maurizio Benazzi
mauriziobenazzi
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9 Feb 2003
1:51 pm
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