Orientamenti ecumenici
Salmo
della settimana: nr. 97
Il Signore,
sicuro rifugio
(Pr
18:10; Gb 5:19-26; Sl 121) Sl 34; 62; De 33:12, 28
Chi abita al riparo dell'Altissimo riposa all'ombra dell'Onnipotente.
Io dico al SIGNORE: «Tu sei
il mio rifugio e la mia fortezza, il mio Dio, in cui confido!»
Certo egli ti libererà dal
laccio del cacciatore e dalla peste micidiale.
Egli ti coprirà con le sue
penne e sotto le sue ali troverai rifugio.
La sua fedeltà ti sarà
scudo e corazza.
Tu non temerai gli spaventi
della notte, né la freccia che vola di giorno,
né
la peste che vaga nelle tenebre, né lo sterminio che imperversa in pieno
mezzogiorno.
Mille ne cadranno al tuo fianco e diecimila alla tua destra; ma tu non ne
sarai colpito.
Basta che tu guardi, e con
i tuoi occhi vedrai il castigo degli empi.
Poiché
tu hai detto: «O SIGNORE, tu sei il mio rifugio», e hai
fatto dell'Altissimo il tuo riparo,
nessun
male potrà colpirti, né piaga alcuna s'accosterà alla tua tenda.
Poiché
egli comanderà ai suoi angeli di proteggerti in tutte le tue vie.
Essi ti porteranno sulla
palma della mano, perché il tuo piede non inciampi in nessuna pietra.
Tu camminerai
sul leone e sulla vipera, schiaccerai il leoncello
e il serpente.
Poich'egli
ha posto in me il suo affetto, io lo salverò;
lo
proteggerò, perché conosce il mio nome.
Egli m'invocherà, e io gli
risponderò;
sarò
con lui nei momenti difficili; lo libererò, e lo glorificherò.
Lo sazierò di lunga vita e
gli farò vedere la mia salvezza.
…Non mi spaventa la
libertà, né quella individuale, declinata in ebraico
dalla parola chofesh, né quella collettiva, che è
invece cherut. Mi limito a consigliare, un libro
dell'insospettabile Jonathan Sacks,
chief rabbi delle united hebrew congregations di Inghilterra, intitolato "La dignità della
differenza". la gloria del mondo creato
dall'Eterno, ci dice il maestro, è proprio la sua stupefacente molteplicità!
(basti leggere, ad esempio, Mishnah, Sanhedrin, IV, 5). il
riconoscimento dell'altro non è per l'ebraismo una tiepida concessione alla multiforme
modernità: è piuttosto un principio intrinseco alla sua teologia. siamo stati schiavi del faraone in Egitto, e dobbiamo sapere
come ci si sente in quei panni... la rivelazione avviene spesso, poi, nei panni
di stranieri (gli angeli nell'ora più calda del giorno, presso la tenda di
Abramo, ad esempio) e noi stessi siamo stati a lungo stranieri. all'interno stesso della nostra identità c'è il confronto
con chi la pensa diversamente da te e non per questo è inferiore. Il fondamentalismo, cioè l'esclusione
di chi non la pensa e non vive come te, è insomma estraneo per natura
all'ebraismo, che non ha mai ambito a rendere il mondo tutto eguale.
Elena Loewenthal
Botta e risposta su Evangitalia
di “Yahoo!”
Lo sapevate che Rick
Husband, comandante dello Shuttle Columbia, era un
credente evangelico?
Ecco l'articolo http://www.icn-news.com/live/index.php?pg=011&id=1044483664
Stefano
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Non ho niente contro questo
astronauta, ma la mia opinione sullo Shuttle è che i settanta milioni di
dollari - solo di apparecchiature (secondo quanto ascoltato in TV)- oltre a
tutti gli altri soldi andati in fumo, e alle inestimabili vite umane perdute,
avrebbero avuto uno scopo migliore se utilizzati in modo adeguato, magari per
vaccini, medicine e aiuti al Terzo Mondo.
Giusi
Piena e incondizionata solidarietà al
Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche in Italia.
«Ma così fanno il gioco di Sharon!», esclama Amos Luzzatto,
presidente dell’ Unione delle comunità ebraiche
italiane. Oggetto dell’indignazione è l’ iniziativa
di boicottare le istituzioni culturali israeliane presa da alcuni docenti
italiani. Un manifesto che invita a non partecipare a conferenze in Israele e a
non esaudire le richieste scientifiche e culturali provenienti da quel Paese è stato diffuso a Ca’ Foscari dal professor Riccardo Zipoli, direttore del
Dipartimento di studi euro-asiatici: dopo l’adesione di sei docenti
veneziani (Gabriella Buffa, Alessandro Costantini,
Rodolfo Delmonte, Francesco Gatti, Daniela Meneghini,
Malcolm Sylvers), sono
arrivate firme da professori di altri atenei fra i quali Giuseppe Martella di
Urbino, Federico Zanettin dell’Università per
stranieri di Perugia, Ehab El-Shaer di Bari e Anna Redaelli
di Genova. I nomi vanno idealmente ad aggiungersi alle 700 firme raccolte in
Europa dopo una petizione apparsa l’anno scorso sul quotidiano The Guardian . «Gli italiani arrivano
sempre per ultimi», commenta Luzzatto, ricordando che
l’idea di un embargo culturale aveva cominciato a diffondersi fin
dall’autunno 2000, dopo l’inizio della seconda intifada.
Tutto era iniziato quando il professor Steven Rose della Open University britannica - fra l’altro un
ebreo che perse la famiglia nell’Olocausto - guidò una petizione di 120
docenti che invitavano a rompere i rapporti con i colleghi israeliani almeno
fino a quando fossero durate «l’occupazione militare dei territori
palestinesi e la violazione da parte di Israele dei diritti umani». Ma per Luzzatto tutto ciò è
controproducente: «L’idea di embargo culturale è
orribile», ribatte, «anche perché le principali forze che lottano per la pace e
per un’intesa con il mondo arabo si trovano nelle università israeliane.
Sabotare gli atenei, quindi, è come pugnalare alle spalle le forze che con grande rischio fanno nelle loro sedi proprio quello che
alcuni accademici italiani fanno nei loro salotti con un tratto di penna».
L’appello è arrivato agli indirizzi di posta elettronica di molti docenti
provocando reazioni contrastanti nell’ateneo. Qualcuno, come Giovanni
Levi di Storia Moderna, ha parlato di antisemitismo,
ma uno dei firmatari, Francesco Gatti, docente di storia dell’Asia, ha
replicato: «Ho aderito perché sono
antisionista e non antisemita: credo che Israele avrebbe dovuto rispettare le
risoluzioni dell’Onu sui territori occupati, ma
dal ’67 c’è stata una continua escalation di violenza. Alla luce di
questo, i rapporti con gli istituti israeliani vanno ripensati». La tensione,
dunque, sale a Ca’ Foscari,
al punto di richiedere un intervento del rettore Maurizio Rispoli:
«La firma di tale appello è avvenuta a titolo personale da parte di sei degli
oltre 500 docenti e, ovviamente, non può essere assunta come posizione
dell’istituzione. L’ Università di Ca’
Foscari sottoscrive e sviluppa accordi di
collaborazione didattica e scientifica con istituzioni internazionali sue pari,
a prescindere dalle scelte e dagli orientamenti politici dei governi di
ciascuno Stato». Amos Luzzatto, comunque,
contesta l’uso della cultura come arma in una situazione tragica come la
crisi palestinese: «Se c’è un sistema», afferma, «per avvicinare i popoli
e le genti in un momento di conflittualità, questo è
la cultura intesa come critica e confronto. Sabotare gli scambi culturali,
quindi, significa solo favorire la cronicizzazione
dell’escalation. Ma le strade dell’inferno
sono lastricate di buone intenzioni».
L’APPELLO E’ partito dal
quotidiano inglese The Guardian :
boicottiamo gli intellettuali israeliani per isolare Sharon.
E’ stato sottoscritto da professori e studenti della Università
di Harvard e del Mit A CA’ FOSCARI Sette docenti della Università di Venezia
hanno sottoscritto l’appello. Sono Riccardo Zipoli, Gabriella Buffa,
Alessandro Costantini, Rodolfo Delmonte,
Francesco Gatti, Daniela Meneghini e Malcolm Sylvers GLI ALTRI Altri quattro
docenti italiani si sono uniti: Giuseppe Martella di Urbino,
Federico Zanettin di Perugia,
Ehab El-Shaer di Bari e
Anna Redaelli di Genova
Cesare Medail
Nessun commento ulteriore
se non la constatazione che una persona colla quale lavoro ogni giorno è malata
di miastenia (grave malattia di cui la maggioranza delle persone in Italia
ignora perfino l’esistenza) e che l’unico centro scientifico di
alto livello che ha saputo dare delle coordinate per un tentativo di terapia
(in tutto il mondo) è proprio un ospedale d’ Israele. Mi domando se
questi professori firmatari dell’appello abbiano mai
pensato di trovarsi loro in certe condizioni… sarebbe forse curati
dai loro principi o visioni politiche?
Fino a prova contraria sono gli ebrei che
hanno saputo donarci il loro genio e l’amore per la scienza. C’è
tra l’altro in queste settimane un bel libro da leggere a questo
proposito: “Il secolo degli ebrei”. Ne riparleremo a breve.
Maurizio
In ricordo di martin luther
king, pastore battista, profeta del domani
La segregazione razziale
ieri e oggi
USA - Lui, Martin Luther King, pastore battista, aveva un sogno che non si è ancora realizzato. In
occasione del Martin Luther
King day (il 20 gennaio) gli evangelici americani si sono
poste in generale alcune domande anche sui progressi dell’integrazione
razziale.
“Gli evangelici bianchi sono stati in massima parte assenti nella lotta per i diritti
civili” ammette Daniel Argue presidente della
National Association of Evangelicals
(NAE).
Argue,
pastore delle Assemblee di Dio, ha sempre lavorato in stretto contatto con la
National Black Evangelical Association
(l’associazione delle congregazioni di colore), ma ha potuto costatare
che la strada che porta alla riconciliazione era ed è assai lunga e difficile.
Non è un caso che la maggioranza degli aderenti di
quelle chiese fosse all’epoca decisamente ostile
alle idee e ai comportamenti del pastore battista , Martin
Luther King. E’
sufficiente ricordare che – per fare un solo esempio - in Sudafrica molte
chiese evangeliche e cattoliche si
schieravano nei decenni scorsi in favore
del mantenimento del regime della segregazione
razziale. E per molti anni gli organismi mondiali di
coordinamento di queste chiese hanno avuto ritardi e difficoltà nell’espellere
tali comunità dalla Comunione di chiesa (Federazione Luterana Mondiale,
Alleanza Riformata, ecc.).
Sono passati trent’anni dalla morte di King e la realizzazione del sogno sperato
è ancora senza attualizzazione.
Sarebbe sufficiente leggere il rapporto di Amnesty sui condannati a morte negli USA. La semplice
domanda da porsi è la seguente: chi viene condannato? Le risposte assai spesso sono: “Afroamericani”
e “poveri”. Ancora oggi nel lavoro, nella scuola, a causa dei
pregiudizi, un nero non ha le stesse opportunità di un bianco. Oggi alcune
università evangeliche non ammettono studenti di colore. L’11
dicembre Betsy Clewett
unica professoressa nera del Northwest Christian
College dell’Oregon è stata licenziata senza motivo. I suoi colleghi sono
convinti che il motivo sia il colore della sua pelle, in
protesta tre di loro si sono licenziati.
C’è chi addirittura pensa che la domenica
mattina sia ancora il momento di massima separazione tra le due anime degli
Stati Uniti. Le chiese interraziali sono ancora poche,
anche se il quadro non è però cosi negativo.
In occasione del Martin Luther King Day, chiese agli
antipodi per stile ed appartenenza etnica dei partecipanti, si sono ritrovate
unite. Ottimo esempio sono la “First Presbiterian church” e la Mount Calvary di Seattle. Da
dieci anni le due comunità diverse in tutto si uniscono in occasione di questa
giornata. Quest’anno la predicazione è stata
affidata a Reggie Witherspoon,
pastore della Mount Calvary
che ha concluso: "Dobbiamo superare tutte le
barriere di razza e denominazione. Dobbiamo essere una sola nazione per Dio.”
Forse basterebbe seguire i passi dell’ebreo
risorto… o no?
Sono convinto che nel rifugio del Signore non ci si
chiederà di mostrare il passaporto o la carta d’identità.
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Da
NEV - NOTIZIE EVANGELICHE
protestantesimo - ecumenismo - religioni
* Berlino: esponenti religiosi americani ed europei insieme
contro la guerra
* Il Consiglio della Federazione evangelica prende posizione contro un attacco
all'Iraq
* USA: 46 leader religiosi in una lettera chiedono con urgenza un incontro con
Bush
* Viterbo: il Convegno ecumenico sulle Beatitudini
* Comunità di Sant'Egidio: preghiera per il teologo
luterano ucciso dai nazisti
* Passaggio ad Est e dialogo diretto con i musulmani per le Chiese d'Europa
* "Semi di pace" in Campidoglio, un iniziativa del mensile
"Confronti"
* Notizie in breve
* APPUNTAMENTI
BERLINO: ESPONENTI RELIGIOSI AMERICANI ED EUROPEI INSIEME CONTRO LA GUERRA
Previsto per il 26 febbraio l'arrivo Roma di una delegazione delle chiese americane
Roma (NEV), 5 febbraio 2003 - I più autorevoli tra i leader religiosi d' Europa,
degli Stati Uniti e del Medio Oriente, incontrandosi oggi a Berlino (Germania),
hanno lanciato un appello congiunto contro la guerra. Mentre a New York il
Segretario di Stato americano Colin PowelI tenta di dimostrare al Consiglio di Sicurezza
dell'ONU la mancata cooperazione da parte del raìs iracheno
nella distruzione del proprio arsenale, rappresentanti di varie chiese europee,
americane e mediorientali stamattina hanno stilato insieme
una risposta alla minaccia impellente di un attacco militare contro l'Iraq.
L'iniziativa lanciata dalla Chiesa evangelica tedesca (EKD), con il sostegnodel Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) e con la partecipazione della Conferenza
delle chiese europee (KEK), ha visto la presenza di una delegazione del
Consiglio nazionale delle chiese degli Stati Uniti (NCCCUSA) e del Consiglio
delle chiese del Medio Oriente (MECC). Nel documento le chiese esprimono la
loro più grande preoccupazione per la situazione in Iraq,
appellandosi ai governi del mondo occidentale perché venga presa in
considerazione la complessità della questione nella sua interezza, al Consiglio
di Sicurezza delle Nazioni Unite perché garantisca il rispetto della Carta
dell'ONU e al governo iracheno perché collabori senza indugio con gli ispettori
ONU affinché vengano eliminate tutte le armi di distruzione di massa. Il testo verrà sottoposto al Cancelliere tedesco Gerhard
Schröder, che nel tardo pomeriggio di oggi riceverà
una delegazione di rappresentanti religiosi, tra i quali Konrad
Raiser, segretario generale del CEC; Keith Clements, segretario
generale della KEK; Bob W. Edgar,
segretario generale del NCCCUSA e capo-delegazione americano; Manfred Kock, presidente della
Chiesa evangelica tedesca (EKD).
"Come credenti, l'amore per il prossimo ci costringe ad opporci alla
guerra per trovare soluzioni pacifiche ai conflitti - recita il testo -. Deploriamo il fatto che le nazioni più potenti della terra
ancora una volta guardano alla guerra come strumento accettabile di politica
estera. Questo crea una cultura internazionale di terrore, minaccia e
insicurezza". I firmatari dell'autorevole documento invitano tutte le
chiese a unirsi a questo atto di testimonianza e di
preghiera: "Essere contro una guerra in Iraq - dicono – è per noi un
obbligo spirituale, basato sull'amore di Dio per l'umanità tutta intera".
Per la delegazione del NCCCUSA all'incontro di Berlino seguirà una serie di visite
in quattro capitali europee, tra cui anche Roma (26-27 febbraio). Partner nella
visita romana dell'organismo americano, impegnato su vari fronti nella ricerca
di una soluzione pacifica del conflitto iracheno, sarà la Federazione delle
chiese evangeliche in Italia. Previsto un incontro con esponenti
del governo e con rappresentanti delle varie chiese italiane. Per la
delegazione del NCCCUSA altri incontri tra leader politici e religiosi
sono previsti a Parigi, Mosca e Londra. Oggi presenti a Berlino tra gli altri: Jean-Arnold de Clermont,
presidente della Federazione protestante di Francia; Thomas
Wipf, presidente della Federazione protestante
svizzera; Jonas Jonson,
vescovo della Chiesa di Svezia; Trond Bakkevig, della Chiesa di Norvegia; Jukka
Parma, arcivescovo della Chiesa evangelica luterana della Finlandia; Karsten Nissen, vescovo della
Chiesa evangelica luterana di Danimarca; Alison Elliot della Chiesa di Scozia;
Arie W. van der Plas, delle Chiese protestanti unite dei Paesi Bassi;
l'arcivescovo Feofan di Berlino della Chiesa ortodossa russa; Athanasius di Achaja, vescovo della Chiesa di Grecia; Nuhad Daoud Tomeh
in
rappresentanza del segretario generale del MECC. Il documento intitolato
"Leader di chiese insieme contro la guerra in Iraq" è disponibile in
versione inglese presso la nostra redazione (nev/gc).
IL CONSIGLIO DELLA FEDERAZIONE EVANGELICA PRENDE POSIZIONE CONTRO UN ATTACCO ALL'IRAQ
Il presidente: "Sono le stesse religioni a doversi impegnare a che il fossato
fra civiltà non si crei"
Roma (NEV), 5 febbraio 2003 - Il Consiglio della Federazione delle chiese evangeliche
in Italia (FCEI), riunitosi il 3 e il 4 febbraio a Milano, ha preso posizione
rispetto ad un attacco statunitense all'Iraq. Di seguito il testo dell'atto
approvato durante i lavori.
"Il Consiglio, di fronte al pericolo della deflagrazione di una nuova
guerra del Golfo, che potrebbe avere effetti ancor più dirompenti della prima, rifiuta
il concetto di guerra preventiva; denuncia i motivi geopolitici ed economici
che stanno alla base dell'iniziativa bellica statunitense; riafferma che l'opposizione
al terrorismo sarà efficace solo se si baserà su una effettiva
lotta contro la povertà e l'ingiustizia; auspica che i credenti di tutte le
fedi si impegnino nel contrastare i fondamentalismi attivi nelle rispettive
organizzazioni religiose; si unisce alle voci di chiese ed organismi ecumenici
(tra cui il National Council of Christian Churches degli Stati Uniti), governi
e parlamenti che hanno manifestato analoghe posizioni".
"Mi sembra molto importante sottolineare l'importanza dell'impegno di
tutte le organizzazioni religiose nel contrastare i propri fondamentalismi –
ha dichiarato all'Agenzia stampa NEV Gianni Long, presidente FCEI – per contrastare
lo schema di contrapposizione fra civiltà e religioni che sta purtroppo sempre
più prevalendo e che è all'origine di molte delle situazioni drammatiche che si
verificano nel mondo."
Le chiese americane del Consiglio Nazionale delle chiese cristiane (NCCCUSA), a
cui la FCEI fa riferimento nel suo documento, sono da tempo impegnate in una
massiccia opera di sensibilizzazione ed azione contro la "guerra
preventiva", definendola "immorale" ed "illegittima".
L'Assemblea generale del NCCCUSA - 36 chiese protestanti, ortodosse e anglicane
in rappresentanza di più di 50 milioni di fedeli negli USA - già nel novembre scorso
in un documento chiedeva al presidente George W. Bush e al Congresso di
"fare tutto il possibile per evitare di arrivare alla guerra" contro l' Iraq, sviluppando insieme alle Nazioni Unite una politica
comune per la sicurezza globale (vedi NEV 46/02). (nev/gu)
USA: 46 LEADER RELIGIOSI IN UNA LETTERA CHIEDONO CON URGENZA UN INCONTRO CON
BUSH
"La guerra non è soltanto un fatto militare, ma è soprattutto una
questione morale ed etica"
Roma (NEV), 5 febbraio 2003 - Sono 46 i leader religiosi statunitensi firmatari
di una lettera indirizzata al presidente Bush nella quale i rappresentanti di
11 denominazioni ortodosse e protestanti chiedono "con la massima
urgenza" di avere un incontro faccia a faccia con il loro presidente. I
firmatari - tra cui una ventina di vescovi della Chiesa Metodista Unita (United Methodist Church) - hanno espresso la loro grande
preoccupazione rispetto ad un eventuale attacco da parte degli Stati Uniti contro
l'Iraq.
"La guerra non è soltanto un fatto militare, ma è una questione morale ed etica
di prim'ordine" si legge nella lettera inviata
il 30 gennaio 2003. Allarmati di fronte alla
escalation dell'attività militare americana i leader cristiani chiedono che sia
data loro una "opportunità pastorale" per portare di persona il loro
messaggio al presidente, che è membro della Chiesa Metodista Unita. Da mesi
ormai la ricerca per una soluzione pacifica del conflitto iracheno è una delle
priorità del Consiglio delle chiese americane
(NCCCUSA) e del suo segretario generale Bob Edgar:
"Vogliamo riuscire ad incontrare il presidente - ha dichiarato - prima che
egli decida di entrare in guerra contro l'Iraq". Il testo integrale della
lettera inviata al presidente Bush è consultabile sul sito
www.ncccusa.org/news/03news4.html
(nev/gc).
VITERBO: SI APRE DOMANI IL CONVEGNO ECUMENICO SULLE BEATITUDINI
Dal 6 all'8 febbraio esponenti di varie confessioni
cristiane parleranno dfelicità
Roma (NEV), 5 febbraio 2003 - Si apre domani a Viterbo il Convegno ecumenico sulle
"Beatitudini". Ancora una volta - come in occasione di quello sul "Padre
Nostro", svoltosi a Perugia quattro anni fa - ne
sono promotori la Commissione episcopale per l'ecumenismo e il dialogo della
CEI, la Federazione delle chiese evangeliche in Italia e la Sacra Arcidiocesi Ortodossa
d'Italia. Per due giorni esponenti di varie confessioni parleranno, ognuno da
una prospettiva diversa, delle Beatitudini. Ma qual è il senso, oggi, di
parlare ecumenicamente delle Beatitudini? L'Agenzia stampa NEV lo ha chiesto al prof. Yann
Redalié, docente della Facoltà valdese di teologia di
Roma, e uno tra i relatori al Convegno. "Le Beatitudini richiamano senz'altro temi di assoluta attualità come quelli della
giustizia e della pace: a questo aspetto sarà dedicato il pomeriggio di venerdì
7 febbraio. Ma il Convegno vorrebbe porre anche in chiave sociologica la
questione della felicità: come cioè si esprime oggi la
ricerca della felicità? Quali sono le richieste effettive che ci vengono dalla
società? Ecco, vorremmo tentare una rilettura delle Beatitudini con a fronte questi interrogativi, ponendoci però in una
situazione di ascolto per poter meglio sviluppare una pastorale ecumenica della
felicità. Impariamo prima dai più minacciati e dai più deboli che cos'è la felicità – dice Redalié
- convinto che i "veri pedagoghi della felicità" siano proprio loro, i
più sprovveduti. Sottolineando l'importanza del
carattere continuativo di questi incontri, Redalié ne
ricorda l'importanza per il dialogo ecumenico nel nostro paese: "questo
tipo di manifestazione - il cui programma si annuncia intenso e vivace -
favorisce non solo la riflessione sui temi, ma anche la costituzione di una
rete di rapporti che vanno molto al di là di quelli puramente ufficiali".
Il Convegno si concluderà sabato 8 febbraio con alcune
riflessioni sul significato delle Beatitudini nella vita del mondo. (nev/gc)
CELEBRAZIONE PROMOSSA DALLA COMUNITÀ DI SANT'EGIDIO
IN RICORDO DI PAUL
SCHNEIDER
Nella Basilica di San Bartolomeo a Roma, preghiera per il teologo luterano ucciso
dai nazisti
Roma (NEV), 5 febbraio 2003 - Il primo febbraio nella Basilica di San Bartolomeo
all'Isola Tiberina di Roma, si è svolta una preghiera ecumenica promossa dalla
Comunità di Sant'Egidio per ricordare il pastore
evangelico tedesco Paul Schneider
ucciso nel campo di concentramento di Buchenwald nel luglio
del 1939. Alla celebrazione hanno partecipato Ishmael
Noko, segretario generale della Federazione luterana
mondiale (FLM), e il cardinale Walter Kasper,
presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell'unità
dei cristiani, insieme al vicepresidente della Chiesa evangelica della Renania, Nikolaus Schneider (la chiesa da cui proveniva il pastore ucciso nel
campo di concentramento), il pastore Jens Martin Kruse, per la Chiesa
evangelica luterana in Italia (CELI), e numerosi altri rappresentanti
ecumenici. Durante la preghiera il figlio del pastore Schneider, accompagnato da altri membri della famiglia, ha
consegnato alla Comunità di Sant'Egidio una lettera
autografa del padre scritta dalla prigione di Buchenwald,
che sarà conservata nella Basilica di San Bartolomeo insieme alle memorie dei
cristiani martiri e testimoni della fede nel ventesimo secolo. "Se, come dice Tertulliano, il sangue dei martiri è seme di
nuovi cristiani, allora possiamo essere sicuri che il sangue versato da così
tanti cristiani di Chiese separate, potrà divenire il seme dell'unità di queste
Chiese", sono le parole con cui il cardinale Walter Kasper
ha ricordato il martirio del teologo e pastore luterano. "Possa la testimonianza
dei martiri - ha detto Ishmael Noko
- essere la nostra fonte d'ispirazione mentre lavoriamo per l'unità del Corpo
di Cristo e per la trasformazione della razza umana". Il cardinale Kasper ha inoltre sottolineato che
"Questi testimoni sono portavoce di una nuova spiritualità ecumenica".
(nev/gmg)
…Si ricorda che tra le forme di tortura impiegate dai nazisti a questo pastore fino ad
oggi dimenticato (il libro che la Claudiana gli aveva dedicato anni fa, pare proprio
che sia stato un “flop commerciale” in
Italia) era di rovesciargli addosso le sue urine, in
modo particolare allorquando iniziava ad urlare agli altri condannati a morte
che si avviavano al patibolo: “E’ risorto”.
PASSAGGIO AD EST E DIALOGO DIRETTO CON I MUSULMANI PER LE CHIESE D'EUROPA
Prevista una terza assemblea ecumenica europea nel 2007 in un paese dell'Est europeo
Roma (NEV), 5 febbraio 2003 - Il Comitato congiunto del Consiglio delle conferenze
episcopali in Europa (CCEE) e della Conferenza delle chiese europee (KEK) si è
riunito a Bucarest dal 30 gennaio al 2 febbraio, su invito del Patriarcato
ortodosso rumeno. Dal 1972 il Comitato congiunto si riunisce una volta l'anno
ed è formato da 14 membri, 7 per la KEK e 7 per il CCEE con il suo presidente,
monsignor Amèdèe Grab, ed è
ospitato presso il patriarcato ortodosso nell'edificio a lungo adibito a sede
del Parlamento rumeno. I membri del Comitato si sono incontrati per pregare con
il Patriarca Teoctist e con le diverse comunità
cristiane di Bucarest. Aprendo i lavori il Patriarca ha ringraziato le chiese
europee per il loro sostegno
al popolo rumeno, che ha dovuto affrontare difficoltà e ristrettezze economiche
prima e dopo i cambiamenti politici avvenuti nel paese. Gli ha fatto eco il
vescovo Finn Wagle, della Chiesa di Norvegia, nella
meditazione biblica che ha aperto i lavori, esprimendo la convinzione che la fondamentale
missione dei cristiani è di aiutare ogni persona a rialzarsi e vivere la vita
in pienezza. Una delle preoccupazioni maggiori del Comitato è stata la
prospettiva di un conflitto armato contro l'Iraq. "I responsabili politici
hanno il serio obbligo di proteggere il bene comune globale
contro qualunque minaccia alla pace" è stato rilevato. Il Comitato ha
inoltre rivolto un appello ai responsabili politici ad agire secondo le leggi internazionali
e le norme morali.
L'altro grande tema in discussione è stato quello del
dialogo interreligioso. La Carta Ecumenica, al punto 11,
parla del desiderio di rafforzare il dialogo islamo-cristiano.
In questa prospettiva, il Comitato
congiunto ha raccomandato che le discussioni sull'Islam siano
ulteriormente approfondite, anche attraverso il lavoro del Comitato CCEE-KEK
per le relazioni con i musulmani in Europa, in modo che cristiani e musulmani possano
dialogare sulla loro fede in Dio e la loro convivenza in Europa. Il Comitato ha
proposto che una terza Assemblea ecumenica europea si svolga
nel 2007, in un paese dell'Est europeo di tradizione ortodossa, sviluppando
così il percorso e lo spirito delle assemblee di Basilea (1989) e Graz (1997).
L'incontro si è concluso con una celebrazione liturgica, alla presenza del Patriarca
Teoctist e di altri responsabili delle chiese della
Romania.
Evidenziata nell'incontro una duplice volontà: da parte delle chiese europee l'apertura
di un varco di stima, fiducia e dialogo, verso Est; e da parte della Romania,
di aprirsi un varco ad Ovest, in una
prospettiva chiaramente europea. L'apertura all'Est appare sempre più una delle
sfide principali dell'ecumenismo europeo per i prossimi anni. (nev/gmg)
"SEMI DI PACE" IN CAMPIDOGLIO, UN INIZIATIVA
DEL MENSILE "CONFRONTI"
Israeliani e palestinesi, esperienze di dialogo e di impegno per la pace
Roma (NEV), 5 febbraio 2003 - Il 4 febbraio a Roma, presso il Campidoglio, si è
svolto un incontro pubblico nell'ambito dell'iniziativa "Semi di
Pace", promosso dalla rivista "Confronti". Vi ha partecipato
una delegazione di israeliani e palestinesi
formata da attivisti impegnati in diverse iniziative di dialogo per la
convivenza e la pace. Numerosa la partecipazione di pubblico
interessato al tema dell'incontro: "L'infanzia negata", patrocinato
dall'Unicef e dal Comune di Roma. Il direttore
di "Confronti", Paolo Naso, ha evidenziato lo spirito
dell'iniziativa: "Ci spinge la volontà di conoscere la realtà israeliana e
palestinese tramite la società civile, la voce di operatori
di pace e non quella di leader politici, le cui posizioni sono ampiamente
note". Gli ospiti israeliani e palestinesi, psicologi, giornalisti,
pacifisti, hanno raccontato le loro esperienze, riflettendo in modo particolare
sulle ricadute che il conflitto quotidianamente provoca sui minori. "Negli
ultimi due anni sono rimaste uccise circa tremila persone in prevalenza bambini
e giovani; lo scopo delle varie associazioni rappresentate è quello di
promuovere il dialogo tra israeliani e palestinesi, abbattendo le barriere
psicologiche e politiche che separano i due popoli. In questa linea è
necessario che la coscienza di tutti sia aperta alla comprensione per tutte e
due le parti", ha sottolineato Elon Portugaly giovane Israeliano
attivista per la pace. Due importanti temi sono stati evidenziati
nell'incontro: l'emergenza psicologica e la tragica situazione della società
civile sempre più stretta
dalla violenza dello scontro militare. "Semi di pace" approderà in
numerose altre città in Italia: Perugia, Piombino,
Carpi, Milano, Bergamo, Cuneo, per concludersi con una
serie di iniziative anche in territorio svizzero. L' iniziativa "Semi di
pace" si realizza grazie al sostegno dei fondi otto per mille della Tavola
valdese. Per informazioni più dettagliate rivolgersi a "Confronti", Tel. 06 4820503 - 06 48903241; e-mail programmi
@confronti.net (nev/gmg)
(NEV) - "L'attacco militare all'Iraq annunciato dal governo Bush si configura
ormai, a giudizio di esponenti di tutte le confessioni
religiose, come un'aggressione con intenti di dominio geopolitico
e infliggerà ulteriori atroci sofferenze alla popolazione irachena". Con queste motivazioni il Comitato esecutivo dell'Unione cristiana
evangelica battista d'Italia (UCEBI), associandosi ai numerosi organismi laici
e religiosi che hanno chiamato alla mobilitazione contro la guerra e in favore
della trattativa e il dialogo, ha aderito alla manifestazione nazionale del prossimo
15 febbraio a Roma.
(NEV/ENI) - Importante riconoscimento al piano di lotta contro l'AIDS lanciato
dalla Federazione luterana mondiale (FLM) nel maggio 2002. Il "Global Fund",
un'organizzazione internazionale che raccoglie fondi pubblici e privati per
combattere AIDS, tubercolosi e malaria, ha devoluto
alla FLM
circa 500 mila euro per appoggiare la campagna di informazione e prevenzione che
le chiese luterane conducono in 76 nazioni di tutto il mondo. E' la prima volta
che il "Global Fund"
decide di appoggiare concretamente l'azione di una organizzazione
ecclesiastica.
(NEV/BIP) - Ancora critiche alla legge approvata all'inizio dell'anno in Bulgaria,
che definisce la Chiesa ortodossa "l'unica vera chiesa cattolica apostolica
dal dopo Cristo" e obbliga tutte le altre chiese a registrarsi presso le
autorità statali. Secondo Theodor Angelov,
segretario generale della Federazione battista europea che ha sede proprio
nella capitale Sofia, la legge limita pesantemente l'attività delle chiese
minoritarie e rende praticamente impossibile la
nascita di nuove comunità. E' previsto un ricorso alla Corte europea per i
diritti dell'uomo. In Bulgaria, su circa 8 milioni di abitanti,
l'83% è ortodosso, i musulmani sono il 12,1%, cattolici e protestanti il 2,5%.
(NEV/ADN) - Soddisfazione dell'Unione delle chiese avventiste in Italia (UICCA)
per il decreto amministrativo approvato il 17 gennaio sul riposo settimanale
dei lavoratori. Il decreto, che stabilisce la giornata di riposo in coincidenza
con la domenica, specifica al comma 4: "Sono fatte salve le disposizioni
speciali che consentono la fruizione del riposo
settimanale in giorno diverso dalla domenica". Una buona legislazione -
commenta la UICCA - rispettosa delle esigenze della
maggioranza come anche delle minoranze che non si riconoscono nella domenica
come giorno sacro di riposo.
(NEV) - Tutti d'accordo, Comune, chiesa valdese e chiesa cattolica, per l'apertura
di un locale di ritrovo e di preghiera a Torre Pellice
(TO) per la comunità musulmana della Val Pellice. "Un'occasione di dialogo per isolare ogni possibile
fanatismo" - secondo il parroco don Girardi;
"perfettamente in linea con la posizione della nostra chiesa - ha
commentato il pastore Claudio Pasquet -; i valdesi
hanno sempre combattuto per la libertà di culto, di tutti i culti".
(NEV) - Il movimento ecumenico di base va avanti, anche se su strade non sempre
prevedibili. A Friburgo, in Germania, le comunità
cattolica e protestante del quartiere di Rieselfeld
hanno deciso di costruire una nuova chiesa in comune, dividendo le spese del
progetto e della costruzione. Lo riferisce il quotidiano cattolico
"Avvenire" che specifica "ognuna delle due comunità celebrerà
naturalmente riti e funzioni per proprio conto, ma saranno anche possibili
iniziative in comune". Costo dell'iniziativa 5,7
milioni di euro.
…A
dir il vero in Alsazia (Francia) è del tutto normale - da circa un secolo - che
il tempio cristiano sia utilizzato comunemente da
cattolici e protestanti.
(NEV/ENI) - Preoccupazione e disappunto sono stati espressi dal Consiglio ecumenico
delle chiese cristiane dell'India (AICC) per i continui soprusi e violenze dei
gruppi fondamentalisti indù contro le comunità
cristiane.
Proprio in questi giorni è stato commemorato l'anniversario della morte del missionario
evangelico australiano Graham Stuart
Staines, bruciato vivo nella sua auto con i figli
nello stato dell'Orissa il 22 gennaio 1999. Il Consiglio
delle chiese cristiane sottolinea la necessità di
giungere ad una condanna ufficiale dell'operato dei fondamentalisti
indù.
(NEV) - Nel numero di febbraio di "Voce Evangelica", mensile della Conferenza
delle chiese evangeliche di lingua italiana in Svizzera, articoli su pluralismo
religioso e mass media, i valdesi in Italia e Svizzera, israeliani e
palestinesi in Ticino; inoltre lo studio biblico "I lati oscuri di
Dio", la campagna "Sdebitarsi", notizie dal mondo e un ampio
inserto sulla vita delle comunità. Voce Evangelica, via
Landriani 10, CH 6900 Lugano.
(NEV) - 42 anni di pubblicazioni, 638 numeri: è "Il grido di guerra" periodico
dell'Esercito della Salvezza in Italia, che nel numero di febbraio propone
studi biblici, un ricordo di Martin Luther King e l'inserto "Il Salutista",
dedicato ai membri dell'Esercito, con notizie e informazioni dalle comunità. Il
grido di guerra, via degli Apuli 39, 00185 Roma.
(NEV) - Sarà a Praga, dal 03 al 9 agosto, l'incontro europeo dell'YMCA
(Associazione cristiana dei giovani), il movimento giovanile ecumenico di ispirazione
protestante che riunisce ragazzi dai 13 ai 25 anni. In programma nel grande
Parco Letna sulla rive della
Moldava, eventi culturali e sportivi, momenti di
raccoglimento e dibattiti su sviluppo, globalizzazione,
AIDS, emigrazione.
(NEV/BIP) - Secondo il teologo protestante svizzero Walter Hollenweger,
specialista del movimento pentecostale, oggi nel mondo i fedeli pentecostali sono
500 milioni, ossia quanti sono gli aderenti alle chiese non cattoliche (luterani,
riformati, battisti e ortodossi). La crescita del movimento pentecostale è tale
che, prevede Hollenweger, entro una generazione i pentecostali supereranno come numero anche i
fedeli cattolici.
APPUNTAMENTI
ROMA - Domenica 9, a cura del
Segretariato per le attività ecumeniche, incontro-dibattito su "I 75 anni
di 'Fede e Costituzione' del Consiglio ecumenico
delle chiese". Alle 16 in via Don Orione 8.
ROMA - Lunedì 10, per il ciclo "Leggere la Bibbia oggi"
dell'Associazione amicizia ebraico-cristiana, incontro con padre Innocenzo
Gargano e il rabbino Cesare Moscati. Alle 17 in via Calamatta 38.
VENEZIA - Tutti i giovedì è possibile visitare la mostra documentaristica
"I valdesi, otto secoli di storia". Dalle 16 alle
18 presso il Centro culturale Palazzo Cavagnis,
Castello 5170.
TORRE PELLICE (Torino) - Fino al 31 marzo, mostra storica "Da Valdo
di Lione alla chiesa valdese". Da martedì a sabato (9-12; 14-18) presso il
Centro culturale valdese, via Beckwith
3.
TELEVISIONE - Lunedì 10, alle 9,30 su RAIDUE, la rubrica
"Protestantesimo" propone la replica del programma "Convivere
nella diversità" e "Getta il tuo pane sulle onde": le radio
evangeliche in Italia.
RADIO - Ogni domenica mattina alle 7.30 su RAI Radiouno,
"Culto Evangelico" manda in onda una predicazione (9 febbraio,
pastore Raffaele Volpe), notizie dal mondo evangelico, appuntamenti e commenti
di attualità.

Io aderisco e tu?
Associazione Italia
Israele di Roma
L’Associazione ha lo
scopo di diffondere informazione e conoscenza dei problemi riguardanti lo Stato
d’Israele, l’ebraismo ed il sionismo, e di sviluppare il senso di solidarietà
verso Israele e gli Ebrei di ogni Paese. Prevalente
finalità statutaria è pertanto l’organizzazione di eventi
di natura culturale, fra i quali l’organizzazione di dibattiti, seminari,
mostre, convegni, spettacoli, programmazione di rassegne cinematografiche o
teatrali, presentazione di libri, corsi di aggiornamento gratuiti ed ogni altra
iniziativa culturale ritenuta opportuna. Per favorire l’approfondimento
diretto dell’esperienza sociale e politica di Israele,
l’Associazione si appoggerà ad Agenzie od Organismi operanti nel settore
per promuovere viaggi in Israele, anche in uniformità ad analoghe proposte
della Federazione delle Associazioni Italia Israele.
Il sito web della sede di Roma e' stato
rinnovato e si trova qui: http://www.italiaisraele.org/
Attivita' molto interessanti per i residenti a Roma
e dintorni! La mailing list di Yahoo! segnala questi eventi:
CORSO FORMATIVO
Tenuto dalla Dr.ssa
Simonetta Della Seta, giornalista e scrittrice sulla
STORIA CONTEMPORANEA DELLO STATO D’ISRAELE
da Lunedì 3 Marzo alle ore 18,30
Con lettura approfondita di
alcune tematiche di stretta attualità:
La nascita delle istituzioni e lo sviluppo
del sistema politico israeliano (Stato ebraico, Stato degli ebrei, Stato di
tutti i cittadini) La struttura economica e la
necessità di sicurezza Immigrazione, emigrazione, integrazione sociale tra vari
gruppi etnici Il rapporto con i palestinesi: i punti di conflitto e i tentativi
di dialogo La questione dei profughi (rifugiati palestinesi, rifugiati ebrei)
La costituzione di un¹identità nazionale palestinese di fronte a quella
nazionale ebraica (istituzioni, governi, movimenti di opposizione) Il rapporto
con i Paesi arabi confinanti e quello con il resto del mondo arabo Il rapporto
con gli Stati Uniti Il rapporto con l¹Europa
Il Corso è articolato in otto incontri di
due ore ciascuno, le lezioni si svolgeranno nella Biblioteca del Collegio
Rabbinico, Lungotevere Sanzio, 14- 00153 Roma Il Corso è indirizzato a tutte le
persone che per lavoro o per cultura personale siano interessate ad
approfondire la propria conoscenza sulla storia politica e sociale dello Stato di Israele.
La partecipazione è aperta a tutti, il numero dei posti è limitato e verrà assegnato
secondo l¹ordine di prenotazione. Al termine del Corso, a coloro
che sosterranno l¹esame finale, verrà rilasciato un attestato di
partecipazione.
Per informazioni ed iscrizioni rivolgersi
a: Collegio Rabbinico Italiano, Lungotevere Sanzio, 14- Tel.
06- 5809196 (Dr.ssa Lucilla Efrati)
tutti i
pomeriggi dalle 15.00 alle 19.00 - E-mail luefrati@...
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La S. V. è invitata alla inaugurazione
della mostra
"A piedi nudi per la terra"
dipinti di
Silvia Dayan
Roma, 13 febbraio 2003 - Ore 18,00 - Cocktail
Complesso Monumentale del Vittoriano
Via S. Pietro in carcere
L' Associazione Culturale Bolero
in collaborazione con
Comunicare Organizzando S.r.l.
e
con il patrocinio di:
AMBASCIATA D'ISRAELE IN ITALIA
AMBASCIATA DI ARGENTINA IN ITALIA
COMUNE DI ROMA - ASSESSORATO ALLE POLITICHE
CULTURALI
,
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La mostra resterà aperta tutti i giorni dal
13 febbraio al 2 marzo 2003 dalle 10,00 alle 19,00 INGRESSO LIBERO
Ufficio stampa : Athena Parthenos - Nissirio
06 44237261 - 347 3571655 - 333 5768914
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Jerusalem Post
- 2002-02-07 -
"I crimini del fondamentalismo"
Almeno 31 donne sono state uccise in Cisgiordania e
Gaza per aver perso l'onore http://www.informazionecorretta.it/showPage.php?template=rassegna&id=761
Parlamentari europei chiedono commissione d’inchiesta
sugli aiuti della UE all’Autorità Palestinese
Francois Zimeray ha vinto
la sua scommessa: la deputata europea francese ha raccolto le firme di più di
un quarto degli eletti al Parlamento di Bruxelles per
richiedere la costituzione di una commissione d'inchiesta sull'utilizzazione
degli aiuti dati dall'Unione Europea all'Autorità Palestinese.
http://212.143.236.29/Web/main/document.asp?DocumentID=19369&MissionID=41
Notizie
da Eni – Ginevra
A
Notre-Dame de Paris, Gérard Depardieu lira "Les Confessions" de saint
Augustin
Paris, le 6 février
(ENI) - Acteur français à la renommée internationale, Gérard Depardieu va lire,
dimanche 9 février à la cathédrale Notre-Dame de Paris, des extraits des
"Confessions" de saint Augustin. L'idée de ce spectacle est née après
une rencontre, à Rome au cours du jubilé de l'an 2000, du comédien avec le pape
Jean-Paul II.
Un
évêque anglican de Jérusalem menace d'entamer des poursuites contre Israël
après la destruction d'une église
Jérusalem, le 6
février (ENI) - Un évêque anglican de Jérusalem menace de porter plainte contre
le gouvernement israélien si celui-ci refuse de payer des dédommagements pour
la destruction d'une église de Gaza. L'évêque Riah Abu El-Assal a déclaré
n'avoir d'autre choix que celui d'aller devant les tribunaux si Israël ne
finance pas les coûts de réparation de l'église épiscopale St Philip, située
dans les locaux de l'hôpital Ahli Arab, détruite le mois dernier.
Des
responsables religieux veulent rencontrer le président Bush "avant qu'il
ne décide de lancer une guerre contre l'Irak"
New York, le 4 février
(ENI) - Quarante-six responsables religieux des Etats-Unis ont appelé à la
prudence et ont demandé à rencontrer le président George W. Bush pour le mettre
en garde contre une guerre avec l'Irak. "La guerre n'est pas seulement -
ou même essentiellement - une affaire militaire", écrivent les
responsables protestants et orthodoxes dans une lettre adressée le 30 janvier
au président qui, depuis plusieurs semaines, déclare qu'il peut être nécessaire
de lancer une guerre contre l'Irak, si son leader, Saddam Hussein, refuse de
désarmer complètement son pays.
Le
Vatican publie un document sur le New Age
Rome, le 4 février
(ENI) - Le Vatican prend position contre le New Age, défini presque comme la
nouvelle hérésie qui menace les fidèles. "Jésus-Christ le porteur d'eau
vive. Une réflexion chrétienne sur le
Nouvel Age" - ainsi s'intitule un nouveau document du Vatican, publié le 3
février, fruit de la collaboration de deux Conseils pontificaux: pour la
culture et pour le dialogue interreligieux - mais aussi d'autres organismes de
la Curie romaine.
Da Adista