Parola per giovedì 1
maggio 2003
O SIGNORE,
tu esaudisci il desiderio degli umili;
tu fortifichi il cuor loro.
Salmo 10:17
Gesù disse:
"Tutte le cose che domanderete in preghiera,
se avete fede, le otterrete."
Matteo 21:22
Per il socialismo religioso con Leonhard Ragaz oggi!
Leonhard Ragaz (1868-1945): Teologo
svizzero nato a Tamins (Cantone dei Grigioni) e morto a Zurigo. Figlio di
contadini di montagna. Segnato da Christoph Blumhard (1845-1919), Ragaz è una
delle figure maggiori della lotta pacifista e del socialismo religioso (non
statale), conseguenza della sua teologia del Regno di Dio e della Giustizia su
tutta la terra. Ecologista avant la lettre, federalista, egli unisce la
preoccupazione comunitaria (Tolstoi) e il personalismo (Vinet) e si oppone nel
1919 ai principi violenti del lennismo.
E’ uno dei primi a reclamare, prima del dramma della Shoah,
un dialogo autentico fra ebrei e cristiani, sans arrière-pensée di conversione,
apertura che riflette la sua prossimità e la sua amicizia con Martin Buber
(1878-1965). Per 40 anni Ragaz commenta
l’attualità politica nella sua rivista “Neue Wege”
(1906-1945). Abbandona nel 1921 la sua cattedra di Teologia all’Università
di Zurigo per una libera attività di educazione degli adulti nel cuore di un
quartiere popolare.
Fra le sue numerose pubblicazioni, segnaliamo i suoi commentari
delle parabole di Gesù (Die Gleichnisse Jesu, Berna, Lang, 1944) e del Sermone
della montagna (Die Bergpredigt Jesu, Berna, Lang, 1945 e la sua imponente Die
Bibel – eine Deutung (1947-1950, redatta in 4 volumi, Friburgo-Briga,
Exodus, 1990).
A cura di Alfred Berchtold – Enciclopedia del
protestantesimo
Chi volesse segnalare o trasmettere opere già scritte in lingua
italiana sulla testimonianza di Leonhard Ragaz può per favore scrivere un
e-mail a mauriziobenazzi@...
Chi desidera invece impegnarsi in un lavoro di ricerca sulle fonti
bibliografiche di lingua tedesca e francese è calorosamente invitato a darne
segnalazione, per aver un aiuto concreto nel corso dei lavori.
Shalom e buon primo maggio alle lavoratrici e ai lavoratori!
Maurizio
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