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Rispondi | Inoltra Messaggio #213 di 289 |

Orientamenti ecumenici sostiene la campagna www.lagiustacausa.it

 

Invitiamo tutti a partecipare

 

SABATO 10 MAGGIO 2003 GIORNATA NAZIONALE DEL SI'

 

Inizia la campagna referendaria per il SI' al referendum sull’articolo 18. Il comitato promotore LA GIUSTA CAUSA e il Comitato Nazionale per il SI' indicono la

 

GIORNATA NAZIONALE PER IL SI'

Sabato 10 maggio manifestazione nazionale a Milano in Piazza del Duomo dalle ore 18.00 alle 24.00 e una iniziativa in ogni città d’Italia

 

 

 

 

Parola per venerdì 9 maggio 2003:

 

Non essere per me uno spavento; tu sei il mio rifugio nel giorno della calamità.

Geremia 17:17

 

Il centurione rispose a Gesù:

"Signore, io non sono degno che tu entri sotto il mio tetto, ma di' soltanto una parola e il mio servo sarà guarito."

Matteo 8:8

 

Salmo 23

Salmo di Davide.

 

Il SIGNORE è il mio pastore: nulla mi manca.

 

Egli mi fa riposare in verdeggianti pascoli,

mi guida lungo le acque calme.

 

Egli mi ristora l'anima,

mi conduce per sentieri di giustizia,

per amore del suo nome.

 

Quand'anche camminassi nella valle dell'ombra della morte,

io non temerei alcun male, perché tu sei con me;

il tuo bastone e la tua verga mi danno sicurezza.

 

Per me tu imbandisci la tavola,

sotto gli occhi dei miei nemici;

cospargi di olio il mio capo;

la mia coppa trabocca.

 

Certo, beni e bontà m'accompagneranno

tutti i giorni della mia vita;

e io abiterò nella casa del SIGNORE

per lunghi giorni.

 

Orientamenti ecumenici ringrazia Raffaele di Verona per il precedente Digest realizzato in “coedizione” con la sua Ml denominata “ebraistica”: un cordiale ben ritrovato!

 

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Si prega cortesemente i lettori informati tramite comunicazione riservata ad inoltrare la corrispondenza richiesta : si ringrazia fin d’ora per la collaborazione prestata.  Il mancato riscontro è interpretato come mancanza di un interesse specifico ai contenuti di cui si fa riferimento.  Chi volesse avanzare una candidatura quale co-moderatore, responsabile del settore musicale, può farlo nelle prossime ore specificando in particolar modo le sue capacità tecniche e culturali utilizzabili in una newsletter elettronica.

Maurizio

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Come Zwingliani chiediamo scusa ai fratelli mennoniti  e ai fratelli Amish

 

Un culte scelle la réconciliation entre les réformés de Zurich et les communautés amish et mennonites 

 

Genève, le 6 mai (ENI) - Les réformés du canton suisse de Zurich ont présenté des excuses publiques pour les persécutions perpétrées durant la Réforme contre le mouvement des anabaptistes, dont les descendants actuels comprennent de nombreux mennonites et la communauté amish en Amérique du Nord. Durant un culte célébré dans la cathédrale de Zurich le samedi 3 mai, des chrétiens réformés de Suisse, des mennonites et des membres de la communauté amish des Etats-Unis ont échangé des paroles de réconciliation.  

 

 

 

La tua firma per l’otto per mille in favore della chiesa evangelica valdese: un impegno per costruire un mondo solidale e non violento

 

PARTE IN QUESTI GIORNI LA CAMPAGNA 2003 DELLA TAVOLA VALDESE PER L'OTTO PER MILLE

Tutti i fondi sono riservati a progetti di tipo culturale, sociale e di assistenza

 

Roma (NEV), 7 maggio 2003 - Tanti sguardi diversi, tante facce, di diversi colori, di diverse età, di diverse etnie, e una scritta: "Gemelli valdesi", e ancora: "Il tuo 8°/oo: speso al 100% per chi ne ha bisogno". Così si presenta quest'anno la campagna otto per mille della Tavola valdese (organo esecutivo del Sinodo delle chiese valdesi e metodiste) per l'anno in corso e che sarà lanciata in questi giorni. Tutti i proventi dell'otto per mille Irpef ricevuti dalla Chiesa valdese sono impiegati per finanziare progetti ed azioni di solidarietà, sia in Italia che nel mondo. Dei 3.433.425 euro incassati nel 2002 (i fondi si riferiscono alla dichiarazione dei redditi del 1999), il 65,07% è stato utilizzato per sostenere progetti in Italia, mentre il 27,89% per progetti all'estero (inoltre il 7,12% ha coperto le spese di gestione e il rimanente 4,13% ha coperto il deficit del 2000). "Non un euro serve a finanziare le attività di culto" tiene a precisare la Chiesa valdese nel suo depliant per la campagna 2003. "Anche per quest'anno il nostro impegno è teso a finanziare programmi sociali, culturali ed assistenziali in Italia e all' estero". Sono cinque le aree di intervento per i progetti in Italia (2.233.997 euro): occupazione e assistenza sociale (27,59%), cultura, pace e diritti umani (23,05%), anziani e sanità (22,16%), bambini e giovani (21,59%), rifugiati, migranti e nomadi (5,61%). Per quanto riguarda i progetti all'estero (957.427 euro), si è scelto di sostenere progetti a favore di bambini e giovani (40%), per assistenza e sviluppo sociale (21,73%), sviluppo agricolo e attività produttive (16,08%), sanità (12,67%), diritti umani (9,50%). Diversi partner internazionali, laici e religiosi, assicurano la progettazione, l'esecuzione dei programmi di intervento e il controllo in loco sulla destinazione dei fondi. Il resoconto dettagliato è consultabile sul sito web: www.chiesavaldese.org. Ricordiamo che il Sinodo delle Chiese valdesi e metodiste dell'agosto 2001 ha stabilito di fare richiesta allo Stato per accedere anche alle quote non espressamente destinate alla Chiesa valdese, cioè quella quota di dichiarazioni non firmate, che viene ripartita in percentuale fra le chiese che ne abbiano fatto esplicita richiesta. La Tavola valdese in merito ha avviato da tempo le pratiche burocratiche con la Presidenza del Consiglio, purtroppo ancora senza risultati concreti.

L'Unione cristiana evangelica battista d'Italia (UCEBI), anch'essa membro della FCEI, attraverso le sue Assemblee generali, a più riprese ha deliberato di non includere nella trattativa dell'Intesa con il Governo la possibilità di accedere alla ripartizione della quota dell'otto per mille dell'Irpef. Le motivazioni vanno ricercate nel principio della separazione fra compiti delle chiese e compiti dello Stato, proprio della tradizione battista. (nev/gc)

 

USA: LEADER RELIGIOSI INSIEME PER LA PACE

In un appello congiunto chiedono a Bush di abbandonare la logica della guerra preventiva

 

Roma (NEV), 7 maggio 2003 - "Caro presidente, abbandoni l'uso e la minaccia della guerra preventiva". Ecco quanto chiedono in una dichiarazione congiunta del 30 aprile, 75 leader religiosi degli Stati Uniti: cristiani, musulmani, ebrei. Riuniti a Chicago in occasione di un summit interreligioso, i leader hanno voluto dare insieme un segnale forte presentando le loro "linee guida per la pace". Il documento intitolato "Un appello urgente per la riflessione, la speranza e l'azione" chiede al presidente George W. Bush di abbandonare anche la pretesa del controllo unilaterale sulla ricostruzione dell'Iraq, portando a termine l'occupazione statunitense e trasferendo l'autorità - per lavorare insieme al popolo iracheno verso una ricostruzione del paese - alle Nazioni Unite e alle organizzazioni multilaterali e non governative. L'appello chiede inoltre di rendere disponibili le risorse statunitensi necessarie ai bisogni e alle decisioni del popolo iracheno. Durante il summit sono stati affrontati i risvolti dei costi umanitari, spirituali e civili della guerra senza tralasciare le conseguenze che hanno questi aspetti sulla società statunitense. I leader religiosi hanno chiamato tutte le persone di fede a fare di questo tempo post-bellico un momento di riflessione, per cercare insieme ed esplorare "nuovi modi di essere società". I leader, tra cui anche Bob Edgar, segretario generale del Consiglio nazionale delle chiese cristiane degli Stati Uniti (NCCCUSA) e altri autorevoli rappresentanti di fede - vescovi, rabbini, imam, pastori, pope ortodossi, suore - in un secondo documento, intitolato "Parole di riflessione" hanno messo in particolare evidenza la necessità di incontri interreligiosi. "Facciamo inoltre appello al Presidente - si legge in questo documento - di prendere distanza da quei leader religiosi che demonizzano la fede altrui". Il testo dei documenti e la lista dei firmatari sono consultabili sul sito http://www.ncccusa.org/news/03news51.html. (nev/gc)

 

(NEV) - "I ritmi della resurrezione": su questo tema si è conclusa martedì scorso a Cardiff l'annuale Assemblea dell'Unione battista inglese e della Società Missionaria. Oltre 2000 persone hanno preso parte a quattro giorni di incontri, dibattiti e conferenze in un clima di grande partecipazione che, secondo il presidente uscente, pastore David Coffey, ha fatto di questa Assemblea "la più riuscita degli ultimi dieci anni". Tra gli oratori ufficiali anche il segretario generale dell'Alleanza battista mondiale, Denton Lotz, e, per la prima volta, un rabbino: Jonathan Romain della sinagoga di Maidenhead. Dal 5 maggio il nuovo presidente dell'Unione battista inglese è il pastore John Rackley.

 

(NEV/WCCI) - "Le chiese devono formulare proposte alternative per contrastare una globalizzazione che porta solo povertà a chi è già povero": è il duro giudizio del Premio Nobel per l'economia (1980) Adolfo Perez Esquivel, che ha tenuto la relazione principale al convegno sulla globalizzazione in America Latina che si è concluso il 1° maggio a Buenos Aires, convocato dal Consiglio delle chiese latinoamericane (CLAI) e dal Consiglio ecumenico delle chiese (CEC). Critiche anche al ruolo assunto da alcune chiese "che, inavvertitamente, tendono a sostituirsi all'assistenza sociale che deve essere compito dei governi".

 

(NEV/WCCI) - Il segretario generale del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC), pastore Konrad Raiser, ha scritto al governatore della Florida, Jeb Bush, fratello del presidente USA, per chiedere una revisione del processo a carico di Lionel Tate, condannato all'ergastolo per un crimine commesso quando aveva 12 anni. Raiser, che appoggia una richiesta simile già avanzata dal vescovo anglicano della Florida, ha dichiarato che la condanna all' ergastolo di un minore è una punizione che non dovrebbe neanche essere presa in considerazione.

 

(NEV/ENI) - La crisi sanitaria prodotta dall'epidemia di polmonite atipica (SARS), ha ripercussioni anche sull'attività delle chiese. L'Alleanza battista mondiale (BWA) è stata costretta a cambiare luogo e data di due importanti incontri internazionali, La Conferenza mondiale della gioventù battista (prevista a Hong Kong dal 16 al 20 luglio) è stata rinviata all' agosto del prossimo anno e la riunione del Consiglio centrale è stata spostata da Seul, Corea, a Rio de Janeiro, dall'8 al 12 luglio. L'Alleanza battista mondiale, fondata nel 1905, riunisce 206 chiese e unioni battiste di tutti i continenti.

 

(NEV) - "Teologia come preghiera": la prolusione tenuta dal prof. Fulvio Ferrario per l'apertura del 148° anno accademico della Facoltà valdese di teologia a Roma, apre il primo numero dell'anno di "Protestantesimo", rivista trimestrale pubblicata, appunto, dalla Facoltà valdese. Completano il numero due contributi orientati alla liturgia e alla preghiera: "Nikolaj Gogol e Christian Bunsen" di Cesare De Michelis e "Glossolalia, il linguaggio dell'ineffabilità" di L.Zanasi; rassegne, convegni, recensioni e libri ricevuti. Protestantesimo, via Pietro Cossa 42, 00193 Roma.

 

(NEV) - Un editoriale di Dora Bognandi ("Tante patrie, una patria") apre il numero di aprile de "Il Messaggero avventista", mensile dell'Unione italiana delle chiese cristiane avventiste del 7° giorno (UICCA). In sommario studi biblici, approfondimenti teologici, testimonianze, notizie dalle comunità e dalle istituzioni e un inserto in lingua per le comunità romena e latinoamericana. Chiude il numero "Chiesa, non setta": una precisazione al settimanale "Panorama", a cura del Dipartimento della libertà religiosa. Il Messaggero avventista, via Chiantigiana 30, Falciani, 50023 Impruneta (FI).

 

(NEV) - Ampiamente commentata e tradotta in numerose lingue, "La Nobla Leicon" è il più noto degli otto poemetti valdesi della cosiddetta "Biblioteca dei barba", la raccolta di libri e poemi utilizzati fino all' adesione alla Riforma protestante per la formazione dei "barba", i predicatori itineranti valdesi. "Un manifesto del valdismo di fronte alla chiesa romana persecutrice e una lucida testimonianza su un tempo di aspre polemiche". Il volume (Editrice Claudiana, pagg. 113, euro 9), curato dallo storico Carlo Papini, presenta il testo provenzale con traduzione italiana a fronte di Luciana Borghi Cedrini.

 

(NEV) - E' in corso (5-12 maggio) a Cassano delle Murge (Bari) presso l'Oasi Santa Maria, la sessione plenaria del Gruppo misto di lavoro (GML), costituito da trentaquattro membri: 17 designati dal Pontificio Consiglio per la promozione dell'unità dei cristiani, e 17 designati dal Consiglio ecumenico delle chiese (CEC). I lavori del GML prevedono lo studio e l' approvazione di documenti riguardanti la collaborazione fra i due organismi nel campo teologico, nella pastorale dei matrimoni misti e nell'impegno sociale in favore della pace, della giustizia e dell'integrità del creato.

 

(NEV/ENI) - I protestanti in Cina sono oltre 14 milioni e il 75% è costituito da donne. La cifra, sorprendente, è stata resa nota durante un seminario teologico tenuto a Ginevra nella sede del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) al quale hanno partecipato esponenti del Consiglio cristiano della Cina (CCC), un organismo che riunisce tutte le denominazioni protestanti del paese. I seminari teologici sono 18, le donne pastore 400.

 

(NEV/ME) - Curiosa situazione in Inghilterra dove una legge appena approvata contro la discriminazione sessuale potrebbe portare in tribunale quei vescovi della Chiesa anglicana che rifiutano l'ordinazione pastorale degli omosessuali dichiarati. Un ricorso della Chiesa contro la nuova legge, basato sull'affermazione della libertà di fede, ha per ora portato alla sospensione degli effetti pratici della legge.

 

(NEV) - L'Università degli studi di Milano-Bicocca ha indetto un premio di studio e di ricerca di 4131 euro sul tema "Le religioni di Abramo". Il concorso è aperto a laureati da non più di due anni di tutte le Facoltà che non abbiano compiuto il 30° anno di età; scadenza della domanda di partecipazione il 31 maggio. Informazioni: 02 644 86 151; nangeroni@...

 

 

APPUNTAMENTI

 

UDINE - Venerdì 9, tavola rotonda su "Venti di guerra e religioni: le ragioni di un dialogo" con A.De Piero, A.Abou Abdallah e A.Köhn. Alle 18 nei locali della chiesa metodista, piazzale d'Annunzio 9.

 

FIRENZE - Sabato 10, giornata di studio sulla figura e l'opera del predicatore evangelico del '700 Jonathan Edwards. Dalle 10,30 alla Casa della cultura, via Forlanini 164, a cura dell'Alleanza evangelica italiana e dell'IFED.

 

ROMA - Domenica 11, a cura del Segretariato per le attività ecumeniche, incontro con il pastore Luca Maria Negro su "La Carta Ecumenica", processo europeo di comunione". Alle 16 in via Don Orione 8.

 

MOTTOLA (Taranto) - Domenica 11, Festa degli evangelici di Puglia e Lucania. Dalle 9,30 nella piazza principale, Forum sulla globalizzazione, musica e animazione biblica.

 

MILANO - Mercoledì 14, secondo incontro del ciclo di studio sul tema della pace, condotto dal pastore Antonio Adamo per il Centro culturale protestante. Alle 18 in via Sforza 12 a.

 

TELEVISIONE - Domenica 11, alle 24 circa su RAIDUE, la rubrica "Protestantesimo" manda in onda un numero con servizi sui cristiani in Egitto e sulle chiese evangeliche italiane e l'otto per mille. Replica lunedì 12 alle 24 sempre su RAIDUE.

 

RADIO - Ogni domenica mattina alle 7,30 su RAI Radiouno, "Culto Evangelico" manda in onda una predicazione (11 maggio, pastore Luca Anziani), notizie dal mondo evangelico, appuntamenti e commenti di attualità.

 

 

 

L'AMERICA DEL DOPO IRAQ

di Francis Rivers

 

L'articolo che presentiamo in anteprima sarà pubblicato sul numero del 9 maggio del settimanale evangelico "Riforma" (redazione.torino@...). L 'autore è pastore presbiteriano e presidente della American Waldensian Society.

 

Giovedì scorso il discorso del presidente George W. Bush alla nazione è stato notevolmente simbolico, a partire dallo stesso sottofondo scelto appositamente dall'amministrazione. Bush è arrivato sulla portaerei Abraham Lincoln in un caccia bombardiere che lui stesso aveva aiutato a pilotare. È sceso dall'aereo vestito con la divisa e il casco di un pilota di caccia ed è stato subito accolto dai marinai come uno di loro. Per diverse ore Bush ha girato la nave, abbracciando e scherzando con i ragazzi dell'equipaggio. La visita di Bush all'Abraham Lincoln ha fatto furore anche tra i giornalisti, i quali hanno subito notato che mai prima un presidente degli Stati Uniti aveva utilizzato un aereo da caccia per arrivare sul ponte di una nave da guerra. Tra l'altro, si è aperto anche un breve dibattito in cui diversi giornalisti cercavano di ricordare qual era stato l'ultimo presidente americano ad apparire pubblicamente in divisa militare. La prima conclusione era chiara: una cosa del genere non si vedeva dall'epoca di Teddy Roosevelt, all'inizio del Novecento. La visita di Bush all'equipaggio dell'Arbaham Lincoln è stata un successo di relazioni pubbliche, un tocco maestro degno della tradizione reaganiana che lo ha ispirato. Adesso che stanno per iniziare le prime fasi della campagna presidenziale del 2004, le immagini di Bush soldato sicuramente saranno riciclate a raffica in tutti gli spot pubblicitari del partito repubblicano. Meno chiaro è il significato politico di un presidente Usa che si identifica così pienamente con le forze militari. Il fatto è che la stragrande maggioranza degli americani rifiuta categoricamente qualsiasi tentativo di interpretare la guerra in Iraq come un atto imperialistico. È vero che non sono mancati atti e parole tipiche di un'arroganza imperiale, ma gli americani sono convinti di avere combattuto, e di stare combattendo ancora, una guerra di liberazione. L'America pensa insomma di avere riscoperto la sua vocazione. I mezzi e le armi dell' esercito più potente del mondo saranno utilizzati da adesso in poi per l' esportazione aggressiva dell'idealismo che ispirò la rivoluzione americana. L'antecedente di Bush soldato non è Teddy Roosevelt, ma George Washington, il padre della patria e il primo presidente degli Usa. La presenza di Bush sulla portaerei Abraham Lincoln richiama alla memoria la famosa immagine di Washington in divisa che sta attraversando in barca il fiume Delaware, un' immagine così popolare da poter essere riconosciuta da tutti i bambini americani. L'attrazione di una lettura di Bush come erede dell'antica tradizione del guerriero repubblicano si basa sul profondo senso di malessere che si diffuse negli Stati Uniti durante gli anni Novanta. Mentre il boom della Borsa faceva nuovi milionari quasi quotidianamente, il divario tra i ricchi e i poveri cresceva a livelli mai visti da prima della seconda guerra mondiale. I film e la televisione presentavano un'immagine di un'America ossessionata dalla droga, la violenza e il sesso. Le istituzioni governative erano in crisi (si pensi alla rivolta parlamentare organizzata da Newt

Gingrich) e le chiese storiche, non riuscendo più a rispondere ai bisogni spirituali di grandi settori della popolazione, perdevano membri a ritmi preoccupanti. Il colpo finale fu dato dallo scandalo Clinton-Lewinski, che convinse moltissimi americani che la nazione era caduta in una fossa di corruzione e decadenza. Fu proprio in questo contesto di rabbia e angoscia che accadde l'11 settembre. Nonostante l'orribile tragedia di quel giorno, il fatto si presentò anche come una solenne chiamata per gli americani a voltare pagina. Questo senso di aver cacciato i demoni della corruzione e di aver iniziato una rigorosa disciplina di purificazione sta animando lo sfrenato patriottismo che si vive oggigiorno negli Usa. Certamente, non mancano le voci della destra religiosa e politica, ma l'amministrazione Bush si è guardata bene dal lasciare il suo messaggio principale nelle mani dei telepredicatori o ideologisti. Più che un'alta manifestazione di religione civile, secondo cui l'America è una nazione scelta da Dio e la bandiera a stelle e strisce è l'equivalente della croce, l'aria che tira oggi negli Usa è un senso di virtù e di civitas che si vivono con una passione quasi religiosa. Sicuramente, non è sempre facile distinguere tra idolatria e passione civica. Io abito nel North Carolina e la settimana scorsa mi è capitato di frequentare l'assemblea di Salem Presbytery, il circuito di cui sono membro come pastore presbiteriano. Una collega di Riedsville, una piccola città di campagna, mi ha raccontato con le lacrime agli occhi di un recente e fortissimo scontro che ha avuto con il Concistoro della sua chiesa. Otto anziani della sua comunità hanno insistito perché si recitasse «the Plegde of Allegiance» (una dichiarazione di fedeltà alla bandiera americana) durante il culto. Lei si è rifiutata ma dopo due settimane, trovandosi sempre più sola e isolata, ha dovuto cedere. Forse è proprio questa la grande ironia che si vive adesso negli Usa. Avendo ritrovato la loro vocazione nel mondo, gli americani dovranno imparare di nuovo, a casa loro, il senso della democrazia e i pericoli dell'entusiasmo patriottico.

 

Posta ricevuta da “Tempi di fraternità”

 

Caro Maurizio
innanzi tutto ti ringrazio per aver pubblicato il sommario, anche se tagliato
sapevo di una prossima messa tridentina a Roma, celebrata da una persona importante (forse vogliono far rientrare i lefebriani)

ma che ce ne fossero altre in giro per l'Italia è una novità molto grave

se puoi documentare questo, penso che debba essere pubblicato su TdF

non per polemica, ma per spirito fraterno fra appartenenti a diverse chiese cristiane (sorelle), non capisco la tua prevenzione sul Vaticano II

con i suoi limiti è stato il momento più alto di collegialità che la chiesa cattolica abbia mai avuto

sono interessato alla tua opinione ma devi presentarti (stavolta tocca a te) per capire anche le tue osservazioni

ciao

Giorgio

 

 

Caro Giorgio,

 

l’amarezza di quanto scritto deriva da incomprensioni prolungate nel tempo: le cose sono state segnalate parte mia anche pubblicamente al responsabile ecumenico della chiesa cattolica ambrosiana durante un Convegno del SAE a Milano, già un paio d’anni or sono. Ma è meglio non esasperare ulteriormente i conflitti in questo difficile momento che attraversiamo a livello interconfessionale.

 

Se visiti comunque  il sito www.amiciziacristiana.it troverai perfino delle segnalazioni regionali di cui facevo cenno nello scritto. Per non parlare poi della continua ingerenza di Alleanza Cattolica e di altre organizzazioni tradizionaliste a vari livelli della Chiesa di Roma ma anche sul potere politico-economico locale e nazionale.

 

In tutta franchezza posso affermare che lo strumento sinodale possa essere l’unico in grado di garantire la rappresentatività all’interno di una chiesa, intendo di tutte le sue componenti interne, a patto che su di esso non esista alcuna autorità con potere d’imperio e che la componente laica (non consacrata per intenderci) in esso abbia una pari rappresentanza rispetto a quella pastorale.

 

Mi pare che queste due condizioni non sussistano ancora oggi nell’ambito della chiesa cattolica e la conseguenza di questa situazione è sotto gli occhi di tutti: i tanti contenuti positivi maturati nell’ambito del Concilio Vaticano II sono -non a caso - un ricordo del passato, fra illusioni e forse sogni infantili. La recente enciclica papale del venerdì santo mi pare che si inserisca perfettamente in questo quadro.

 

Conosco comunque persone del movimento “Noi siamo chiesa” di cui nutro profonda stima personale e coi quali mantengo un dialogo aperto anche oggi come protestante: sono persone che però hanno una scarsa incidenza in termini concreti. Certo vale la loro testimonianza cristiana personale, di alto valore etico e umano ben inteso, ma la chiesa istituzionale è fatta di comportamenti e scelte operative come ben sai. I profeti contano poco, anzi niente…

 

Come Dietrich Bonhoeffer spero comunque in un grande concilio veramente ecumenico, che veda rappresentate tutte le chiese sorelle nelle loro diversità di doni dello Spirito Santo: sembrerà a Te un’utopia ma forse è la sola strada che possiamo imboccare insieme come protestanti e cattolici, con la speranza che anche le antiche chiese orientali e le chiese ortodosse possano seguirci in questo difficile ma grande cammino del futuro !

 

Premessa di quest’incontro non potrà non essere che la definitiva chiarificazione dei rapporti fra ebraismo e cristianesimo, riscoprendo le nostre sante e comuni radici ebraiche.

 

Preghiamo insieme perché lo Spirito del Signore possa darci la forza e il coraggio per almeno avviare, col suo aiuto, questa gioia di ricerca…

 

Ti ringrazio per lo spazio concesso. Un cordiale shalom

 

Maurizio Benazzi

 

 

Sono d'accordo, solo qualche sfumatura dovuta alle diverse origini

buon lavoro, dunque

Giorgio

 

 

 

IRAQ: LA DELEGAZIONE DI AMNESTY INTERNATIONAL A BASSORA CHIEDE L’URGENTE DISPIEGAMENTO DI OSSERVATORI DELLE NAZIONI UNITE SUI DIRITTI UMANI

 

 

Mentre il personale umanitario delle Nazioni Unite sta ristabilendo una propria presenza fissa a Bassora, la delegazione di Amnesty International presente in citta’ ha ribadito la propria richiesta per il dispiegamento immediato in tutto il paese di osservatori delle Nazioni Unite sui diritti umani.

 

Amnesty International ha chiesto inoltre l’istituzione di una commissione di esperti delle Nazioni Unite che, in stretta

consultazione con la societa’ civile irachena, formuli proposte per un ampio programma diretto ad assicurare giustizia per i passati e recenti abusi dei diritti umani ed incentrato sulla necessita’ di riformare il sistema di giustizia penale iracheno.

 

L’organizzazione per i diritti umani, che si trova in Iraq per svolgere ricerche sull’attuale situazione dei diritti umani nel paese, raccogliere testimonianze e incontrare rappresentanti delle forze angloamericane e delle organizzazioni non governative presenti sul posto, ha chiesto infine alle Potenze Occupanti di prestare piena collaborazione e supporto alle Nazioni Unite nel loro lavoro in favore dei diritti umani. Amnesty International chiede in particolare che

vengano conservati e custoditi elementi di prova ed archivi del governo iracheno.

 

 

Info da ENI - Ginevra

 

Des organisations chrétiennes suisses jouent un rôle moteur dans la préparation du Sommet mondial sur la société de l'information 

 

Berne, le 5 mai (ENI) - Vers la mi-mai, la société civile suisse devra présenter des propositions concrètes au gouvernement suisse relatives au prochain Sommet mondial sur la société de l'information (SMSI), dont la première étape aura lieu du 10 au 12 décembre 2003 à Genève. En effet, Genève accueillera cet événement organisé par l'Union internationale des télécommunications sous les auspices de l'Organisation des Nations Unies, le premier pas d'un processus qui se poursuivra du 16 au 18 novembre 2005 à Tunis.

 

Un Britannique imagine une église gonflable pour attirer davantage de fidèles 

 

Londres, le 5 mai (ENI) - Si l'on ne peut pas faire venir les fidèles à l'église, alors il faut leur apporter l'église. C'est ce que pense Michael Gill, de Grande-Bretagne, organisateur d'événements, qui pense qu'une église gonflable peut être placée n'importe où comme un moyen amusant d'attirer les fidèles. Cette structure remplie d'air est faite de P.V.C (chlorure de polyvinyle) ininflammable, et la flèche s'élève à 14 mètres. Elle possède des vitraux et même un autel gonflable.

 

Les chrétiens du Cachemire démentent avoir obtenu des conversions en distribuant de l'argent  

 

New Delhi, le 6 mai (ENI) - Des Eglises et groupes chrétiens de la partie du Cachemire contrôlée par l'Inde se sont déclarés consternés par les articles parus dans les journaux qui les accusent d'inciter les musulmans à la conversion en distribuant de l'argent. "Nous n'obtenons pas de conversions par la force ou la ruse", a déclaré l'évêque Pradeep Kumar Samantaroy, de l'Eglise de l'Inde du Nord, dont le diocèse d'Amritsar couvre le Cachemire, majoritairement musulman. "Ceci semble faire partie d'une conspiration plus vaste visant à causer la division entre les chrétiens et les musulmans."   

 

 

Un représentant catholique tchèque, dont le nom figurait sur une liste de collaborateurs de la police secrète, est maintenu dans ses fonctions 

 

Varsovie, le 7 mai (ENI) - La Conférence épiscopale catholique de la République tchèque vient de rejeter la proposition de démission de son secrétaire général, Karel Simandl, qui aurait collaboré avec la police secrète sous le régime communiste. "Karel Simandl est un collaborateur loyal et précieux, dont l'histoire a été sans faute depuis la chute du communisme", a souligné Lawrence Cada, un porte-parole de la Conférence épiscopale.  

 

Pour lutter contre le SRAS, la présidente des Philippines demande l'aide de Dieu  

 

Manille, le 7 mai (ENI) - Alors que les scientifiques se mobilisent pour trouver un traitement contre le syndrome respiratoire aigu sévère (SRAS), la présidente des Philippines, Gloria Macapagal Arroyo, a demandé l'intervention divine et le soutien des responsables religieux dans la lutte contre cette maladie qui a déjà fait de nombreuses victimes. "Je vous implore de préserver notre peuple du SRAS et d'autres maladies", a déclaré la présidente lors d'un rassemblement de prière oecuménique organisé par un groupe chrétien dans l'enceinte du palais présidentiel le 2 mai.

 

Plusieurs personnalités religieuses déplorent la condamnation pour blasphème d'un chrétien pakistanais 

 

New Delhi, le 8 mai (ENI) -  Plusieurs responsables d'Eglise pakistanais ont exprimé leur consternation après la condamnation d'un autre chrétien en vertu de la loi draconienne sur le blasphème. "Nous devons vivre avec cela", a déclaré le pasteur Sardar Feroze Khan, président de l'Eglise presbytérienne du Pakistan, au correspondant d'ENI, qui lui demandait quelle était sa réaction après le verdict prononcé le 26 avril contre  Ranjha Masih, un catholique de 52 ans.  

 

Les responsables religieux du Kenya approuvent la décision du gouvernement de rapatrier les milliards déposés à l'étranger  

 

Nairobi, le 8 mai (ENI) - Les responsables religieux du Kenya ont accueilli avec satisfaction l'annonce du gouvernement qui veut rapatrier 160 milliards de shillings kényens (2.21 milliards de dollars EU) déposés illégalement sur des comptes bancaires à l'étranger. La plus grande partie de ces fonds aurait été prélevée sur les fonds publics par des politiciens de l'ancienne administration, qui a été écartée du pouvoir en décembre 2002.   

 

 

Notizie da AdN – Avventisti

 

Aosta – La morte, l’anima e l’aldilà
Dopo
aver tenuto a Torino un seminario sulla dottrina riguardante la morte, sia nell’Antico Testamento sia nel Nuovo Testamento, il past. Roland Meyer, professore di teologia sistematica presso il seminario avventista in Francia e l’università avventista di Fridensau in Germania, lunedì 28 aprile ha condotto una conferenza sul tema dell’immortalità dell’anima presso il tempio valdese di Aosta. Erano presenti per l’occasione numerosi valdesi, cattolici, ortodossi, avventisti e credenti di altre religioni come i baha’ì, la christian science e scientology.
Il prof. Meyer ha ripercorso la storia della dottrina dell’immortalità dell’anima partendo dal VII secolo con l’Orfismo, passando per Pitagora, Socrate, Platone, Aristole e continuando fino ai nostri giorni, descrivendo molto bene l’influenza del pensiero greco in seno al cristianesimo. Sono stati esaminati altresì gli scritti apocrifi o deuterocanonici, quelli intertestamentari e gli apocrifi cristiani del II-VI secolo dopo Cristo, come le apocalissi di Pietro e Paolo, nei quali compaiono le preghiere per i morti, la vergine Maria e l’inferno. Poi, attr
averso l’analisi di alcuni testi biblici come Genesi, Ecclesiaste, Giovanni, 1 Corinzi 15 e 1 Tessalonicesi 4, il relatore ha delineato invece l’insegnamento della mortalità e della risurrezione. Il pubblico ha seguito molto attentamente ed è rimasto molto soddisfatto dall’esposizione del past. Meyer.

 

Serbia – Chiese e pastore ancora vittime di atti vandalici
Le condizioni fisiche del pastore
avventista Josip Tikvicki, ferito il 15 aprile, sono peggiorate domenica 27, quando ha avuto un collasso in seguito alle sofferenze inflittegli. Come descritto nell’Adn del 25 aprile, Tikvicki era stato picchiato duramente davanti alla sua chiesa nella città di Zrenjanin, situata a 65 km a nord-est di Belgrado. I suoi aggressori erano stati poi rintracciati e arrestati dalla polizia.
Inoltre, nelle ultime settimane, dieci luoghi di culto
avventisti sono stati oggetto di atti vandalici in quella che, secondo quanto riferiscono i dirigenti di chiesa, è stata ritenuta “una campagna orchestrata contro una minoranza religiosa” in un paese a predominanza ortodossa.
Domenica 27 aprile, un’altra chiesa
avventista ha subito atti vandalici. Si tratta della chiesa di Sivac, dove alcuni sconosciuti hanno rotto i vetri delle finestre, con una furia contro una denominazione cristiana minoritaria mai vista prima.
“Siamo presi di mira e non sappiamo quale chiesa e chi di noi sarà il prossimo bersaglio”, ha affermato Radivoj Vladis
avljevic, presidente regionale della Chiesa.
La settimana scorsa il past. Tikvicki è stato trasferito in una clinica più piccola vicina alla sua chiesa, ma le sue condizioni restano gr
avi. Abbozzando un debole sorriso (il pastore ha anche la mandibola fratturata), Tikvicki ha affermato: “Gli assalitori non sapevano quello che facevano. Li ho perdonati perché questo è l’atteggiamento che deve avere un cristiano”. Ha anche espresso ringraziamento per le manifestazioni d’affetto con cui è stato sommerso dalla chiesa di Zrenjanin e da tutte le parti del mondo. “Questo incidente ha avuto un effetto potente sulla mia comunità. Sono più uniti che mai, ringrazio ciascuno di loro per le preghiere nei miei confronti”, ha aggiunto. Secondo Miodrag Zivanovic, direttore delle comunicazioni della Chiesa avventista serba, tutta la Chiesa avventista del mondo prega per il pastore serbo e a essa si sono uniti i membri delle altre denominazioni cristiane presenti nel paese. Sono diverse le confessioni religiose minoritarie che sono state oggetto di attacchi negli ultimi anni, tra cui battisti, nazareni e Chiesa di Cristo.
La stampa serba ha riportato ampiamente l’accaduto evidenziando le proteste contro questi “atti evidenti di intolleranza religiosa nel nostro paese di predominanza ortodossa”, ha affermato Zivanovic. Le migliaia di
avventisti nel paese sono molto preoccupati per gli ultimi attacchi, si sentono in pericolo e insicuri. La Chiesa avventista in Serbia continua ad appellarsi alle autorità perché intervengano per risolvere la situazione.
L’influente partito democratico della Serbia, il cui primo ministro Zoran Djindic è stato recentemente assassinato, ha pubblicato una dichiarazione di protesta contro l’attacco di Zrenjanin. In esso è scritto: “Condanniamo fermamente il brutale attacco contro il pastore
avventista Josip Tikvicki, tenendo presente che non è la prima volta che atti del genere accadono e che potenzialmente possono mettere in pericolo le buone relazioni nella nostra società multietnica”.
In un’intervista televisiva, il ministro serbo per gli Affari religiosi, dott. Vojisl
av Milovanovic, ha condannato l’attacco al pastore e ha affermato che si occuperà della situazione.
L’ufficio di Affari pubblici e Libertà religiosa (Parl) della sede mondiale della Chiesa
avventista, con sede a Silver Spring, Stati Uniti, ha inviato, il 17 aprile, una lettera all’ambasciatore serbo a Washington D.C in cui John Graz, direttore Parl, affermava che gli avventisti non capivano il motivo di tanta violenza nei loro confronti ed esprimeva la convinzione che il governo serbo “proteggerà i cittadini avventisti, le loro chiese e tutte le minoranze religiose contro siffatta intolleranza”.
Secondo Dusan Rakitic, del ministero degli Affari religiosi in Serbia, che recentemente ha incontrato una delegazione dell’Associazione Internazionale per la Difesa della Libertà Religiosa (Aidlr), “ci sono elementi nella nostra società che stanno tentando, per ragioni politiche proprie, di destabilizzare l’ordine sociale nel paese”. Ha poi ripetuto parole di condanna per il violento attacco al pastore
avventista e ha affermato che le autorità locali continueranno a occuparsi di questi deplorevoli sviluppi.
da Ann

 

Polonia – La polizia di Gdansk indaga sulle minoranze religiose
La città, famosa per il movimento Solidarnosh che ha portato la Polonia alla democrazia nel 1980, è ora il luogo in cui Chiese cristiane e gruppi religiosi minoritari sono oggetto di indagini da parte della polizia regionale.
In una direttiva ufficiale firmata da Witold Murczkiewicz, capo del Dipartimento di prevenzione della polizia di Gdansk, gli uffici della polizia locale nella provincia di Pomerania hanno ricevuto istruzioni per creare archivi e raccogliere informazioni sulle “sette dannose e i nuovi movimenti religiosi”.
Il documento ufficiale è stato recentemente rivelato da un settimanale di “Fakty i Mity” (fatti e miti) ed elenca diverse Chiese cristiane e denominazioni tra le quali testimoni di Geova, battisti, pentecostali,
avventisti e altre organizzazioni religiose. La lista è un miscuglio di minoranze cristiane legalmente riconosciute, registrate e rispettate, di gruppi definiti terapeutici e di medicina non convenzionale e di chiaroveggenti e indovini.
Il documento afferma che le attività di controllo della polizia devono essere fatte in cooperazione con le organizzazioni e le istituzioni coinvolte in attività simili. La rivista commenta che questi argomenti sarebbero interessanti per i sacerdoti locali e i vescovi cattolici romani, come pure per il Centro domenicano di informazioni sui nuovi movimenti religiosi.
Gli
avventisti del 7° giorno hanno reagito inviando, il 9 aprile, una lettera aperta ufficiale di protesta, indirizzata a Krzysztof Janik, ministro degli Interni e dell’Amministrazione, chiedendo che sia data spiegazione sull’estensione dell’indagine, se si tratta di un’attività isolata o più ampia, e sul ruolo della sede generale della polizia in tutto questo.
Nella lettera si chiede se la polizia di Gdansk intende stabilire dei controlli per il “gruppo religioso cattolico” e che l’azione della polizia a Gdansk e nella provincia Pomerania venga subito fermata.
Definendo l’accaduto “scandaloso”, Andrzej Sicinski, segretario della Chiesa
avventista in Polonia, ha espresso timore che l’affare di Gdansk diventi una “realtà orwelliana in cui esistano uguali e ancora più uguali”. La protesta è rivolta alla nozione dei “controlli” stabiliti, che ricordano l’era staliniana. Secondo il documento, i controlli devono includere una lista di membri e dirigenti, di strutture sociali, età e sesso, così come l’analisi se un determinato gruppo religioso agisce entro i principi dell’interazione sociale.
Gli
avventisti chiedono “come questo sia in relazione con il principio di uguaglianza delle chiese e delle organizzazioni religiose” davanti alla legge polacca, custodito nella Costituzione del paese. La lettera, firmata da Sicinski, chiede anche se gli atti del parlamento polacco, in cui sono stabiliti i rapporti Stato-Chiesa per molte denominazioni protestanti, garantiscano ancora la libertà religiosa a questi organismi religiosi ufficialmente registrati. Ogni denominazione, prima di essere riconosciuta ufficialmente, ha ricevuto un controllo dettagliato delle proprie attività e governo.
La lettera di protesta afferma anche che i gruppi religiosi non ancora riconosciuti legalmente, non debbano essere soggetti ai controlli della polizia, ma che siano valutati da istituzioni rappresentative designate dallo Stato a tale compito. “La sfera della pratica religiosa è una sfera di libertà di ogni cittadino”, afferma il documento
avventista.
Il 6 maggio la Chiesa
avventista ha ricevuto una lettera dal Ministero degli Interni e dell’Amministrazione in cui si afferma che la questione riguarda la sede generale della polizia di Varsavia, con la richiesta del ministero di ricevere una loro risposta.
Copie della lettera di protesta sono state inviate a istituzioni che hanno a che fare con i diritti umani e a gruppi selezionati di senatori e membri del Sejm (il parlamento). Uno dei deputati del parlamento, Boguslaw Wantor, ha proposto che, se la risposta da parte delle autorità non sarà soddisfacente, interverrà personalmente sulla questione.
da Ann

           

Sfogliando poi  il giornale


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avrà luogo a Padova presso Civitas, la Mostra convegno della Solidarietà e dell’Economia sociale e civile
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mauriziobenazzi
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Maurizio Benazzi
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