IRAQ: LA DELEGAZIONE DI AMNESTY INTERNATIONAL
CONTINUA A SCOPRIRE GLI ORRORI DEL PASSATO
I delegati di Amnesty International hanno visitato oggi il sito di una
fossa comune ad Abul Khasib dove dovrebbero trovarsi i corpi di
moltissime persone uccise nel corso della repressione del 1991. Due
uomini hanno potuto identificare i resti del loro padre dai frammenti
di vestiario presenti sul suo corpo.
La delegazione di Amnesty International presente nella zona di
Bassora continua a raccogliere orrende testimonianze da parte di
famiglie che hanno subito violazioni dei diritti umani e a documentare
torture, "sparizioni" ed esecuzioni.
Sempre a Bassora, i rappresentanti dell'organizzazione per i diritti
umani hanno anche visitato una prigione segreta sotterranea. La
delegazione ha poi intervistato un medico dell'Ospedale Generale
della citta' che era stato minacciato col fucile da un soldato
britannico per aver rifiutato di firmare un certificato di morte di una
donna prima di eseguire gli esami sul suo corpo.
Amnesty International sta incontrando regolarmente i capi della
comunita' e delle tribu' locali per esaminare congiuntamente la
situazione a Bassora. La principale preoccupazione pare essere
quella della sicurezza e in molti lamentano anche la mancanza di
acqua potabile e le interruzioni di energia elettrica.
La delegazione di Amnesty International continua a raccogliere
informazioni sugli eventi della guerra che hanno coinvolto la
popolazione civile di Bassora.
FINE DEL COMUNICATO
Roma, 9 maggio 2003
Per ulteriori informazioni, approfondimenti ed interviste:
Amnesty International - Ufficio stampa
Tel. 06 44.90.224, cell. 348-6974361, e-mail:
press@...
www.amnesty.it/crisi/iraq/
IRAQ: AMNESTY INTERNATIONAL RIBADISCE, E'
INDISPENSABILE UN APPROCCIO COMPLESSIVO AL TEMA
DELLA GIUSTIZIA
Di fronte all'annuncio da parte statunitense della possibile istituzione
di un tribunale speciale per processare gli autori delle passate
violazioni dei diritti umani in Iraq, Amnesty International ha rinnovato
la propria richiesta per una completa revisione delle modalita' con
cui si dovra' assicurare giustizia alla popolazione irachena.
Secondo quanto appreso dall'organizzazione per i diritti umani,
questo tribunale speciale opererebbe sulla base del sistema
giudiziario iracheno. "Apprezziamo l'idea che gli iracheni siano
coinvolti nella ricerca della giustizia per gli abusi perpetrati nel
corso
degli ultimi trent'anni. Questo percorso sarebbe tuttavia reso piu'
facile dalla presenza di esperti internazionali, incaricati di valutare
il
funzionamento del sistema giudiziario iracheno e di formulare
raccomandazioni sia per riforme a lungo termine che per individuare
gli strumenti necessari in questa fase di transizione" - ha dichiarato
Amnesty International. "Ogni soluzione adottata dovra' comunque
rispettare pienamente le disposizioni del diritto internazionale in
materia di giusto processo e non dovra' prevedere il ricorso alla
pena di morte".
Amnesty International continua a chiedere l'invio in Iraq di una
commissione di esperti delle Nazioni Unite, che nel giro di pochi
mesi sia in grado di avanzare proposte per un programma che
affronti in modo complessivo il problema della giustizia in Iraq, in
stretta consultazione con la societa' civile irachena.
"Sono state gia' formulate diverse proposte per portare di fronte alla
giustizia gli autori delle passate violazioni dei diritti umani;
tuttavia,
nessuna di esse si basa su un'analisi approfondita della situazione
del paese. Ecco perche' la consulenza degli esperti e' essenziale. Le
Nazioni Unite hanno una riconosciuta esperienza e autorita' in
questo campo e dovrebbero quindi assumere un ruolo di primo piano
nella ricostruzione del sistema giudiziario del paese".
In quanto Potenze Occupanti, come prevede il diritto internazionale
umanitario, gli Usa e il Regno Unito devono assicurare il rispetto
della legge e dell'ordine e cio' richiede il ristabilimento delle
funzioni
di polizia e giudiziaria. Le Potenze Occupanti devono utilizzare le
leggi irachene ma non applicare le disposizioni che sono in contrasto
con il diritto internazionale dei diritti umani e con il diritto
internazionale umanitario.
"Da questo punto di vista, apprezziamo la revisione del codice
penale e del codice di procedura penale che, a quanto pare, e' in
corso da parte delle autorita' angloamericane presenti in Iraq, se cio'
abbia l'obiettivo di assicurare processi equi per gli autori degli
attuali
reati" - ha aggiunto Amnesty International. "Tuttavia, come Potenze
Occupanti, gli Usa e il Regno Unito non possono impegnarsi in una
profonda e definitiva revisione del sistema penale iracheno: questo
compito spettera' al governo iracheno, quando verra' istituito".
La popolazione irachena ha bisogno di verita' e che siano individuati
e puniti gli autori delle violazioni dei diritti umani. Da quando la
delegazione di Amnesty International e' giunta nel paese, e' stata
avvicinata da un numero incredibile di persone che volevano
denunciare le proprie drammatiche esperienze. I delegati
dell'organizzazione hanno incontrato parenti di persone scomparse
addirittura alla fine degli anni '70. In un caso, un capo locale ha
consegnato ad Amnesty International l'elenco di 154 persone fucilate
nel 1999 a Bassora.
"Ogni forma di giustizia che si riveli selettiva e parziale manchera'
clamorosamente di rispetto nei confronti della popolazione irachena.
Assicurare giustizia e' fondamentale per le innumerevoli vittime di
decenni di gravi violazioni dei diritti umani commesse dalle forze
irachene, cosi' come per le vittime degli abusi commessi da ogni
parte nelle varie guerre che hanno interessato il paese, compresa
quella in corso" - ha concluso Amnesty International.
FINE DEL COMUNICATO
Roma, 9 maggio 2003
Per ulteriori informazioni, approfondimenti ed interviste: Amnesty
International - Ufficio stampa
Tel. 06 44.90.224, cell. 348-6974361, e-mail:
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