Orientamenti ecumenici
nella prospettiva del
sacerdozio universale dei credenti
È una newsletter a cura del ”Gruppo laico di
spiritualità ecumenica”.
Disponibile su http://www.solideogloria.ch/newsletter
e alla pagina
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L’iscrizione al gruppo assicura una serie di
informazioni extra, non altrimenti disponibili
Scrivere a mauriziobenazzi@...
fondatore e responsabile del gruppo

Pace subito !
E-mail informativa e formativa gratuita inviata a cristiani di diverse chiese (riformati, cattolici, luterani e anglicani) appartenenti a diverse nazionalità (svizzeri, italiani, tedeschi, francesi e spagnoli), che hanno in comune il desiderio di camminare insieme, sui difficili sentieri dell'ecumenismo.
Per aderire o
annullare la richiesta d’adesione è sufficiente inviare un e-mail all'indirizzo
elettronico: mauriziobenazzi@...
In questo numero si consiglia il sito www.nonviolenti.org e la campagna per l’obiezione alle
spese militari: per tale iniziativa occorre essere ben informati. Le spiegazioni e il modulo da
compilare e spedire alle autorità si trovano sul sito del movimento
nonviolento. Per ulteriori domande
ancora aperte, dopo aver letto il dossier, è possibile contattare Patrizia
Pascalis: sppascalis@... Si
ringrazia Patrizia per la sua preziosa collaborazione e un cordiale benvenuto
fra noi.
Ritengo, con l’occasione, di ringraziare anche tutte le
altre donne lettrici di Orientamenti Ecumenici, che in Italia e in Svizzera
sono impegnate anche ai più alti livelli e in prima persona nelle lotte per la
libertà, la pace e la giustizia.
Preghiera per il tempo di Passione
Padre onnipotente, eterno Iddio, che per noi hai fatto
patire al tuo figlio il supplizio della croce, allontanando così da noi la
potenza del nemico, concedici di celebrare e rendere grazie per la sua
Passione, così da ottenere per mezzo di essa il perdono dei peccati e la
liberazione dalla morte eterna, per lo stesso tuo Figlio, Gesù Cristo, Signore
nostro. AMEN.
(dottor Martin Lutero)
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Salmo 22 per il venerdì santo
Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?
Te ne stai lontano, senza soccorrermi, senza dare ascolto
alle parole del mio gemito!
Dio mio, io grido di giorno, ma tu non rispondi,
e anche di notte, senza interruzione.
Eppure tu sei il Santo,
siedi circondato dalle lodi d'Israele.
I nostri padri confidarono in te;
confidarono e tu li liberasti.
Gridarono a te, e furon salvati;
confidarono in te, e non furono delusi.
Ma io sono un verme e non un uomo,
l'infamia degli uomini, e il disprezzato dal popolo.
Chiunque mi vede si fa beffe di me;
allunga il labbro, scuote il capo, dicendo:
«Egli si
affida al SIGNORE;
lo liberi dunque;
lo salvi, poiché lo gradisce!»
Sì, tu m'hai tratto dal seno materno;
m'hai fatto riposar fiducioso sulle mammelle di mia madre.
A te fui affidato fin dalla mia nascita,
tu sei il mio Dio fin dal seno di mia madre.
Non allontanarti da me, perché l'angoscia è vicina,
e non c'è alcuno che m'aiuti.
Grossi tori mi hanno circondato;
potenti tori di Basan m'hanno attorniato;
aprono la loro gola contro di me,
come un leone rapace e ruggente.
Io sono come acqua che si sparge,
e tutte le mie ossa sono slogate;
il mio cuore è come la cera,
si scioglie in mezzo alle mie viscere.
Il mio vigore s'inaridisce come terra cotta,
e la lingua mi si attacca al palato;
tu m'hai posto nella polvere della morte.
Poiché cani mi hanno circondato;
una folla di malfattori m'ha attorniato;
m'hanno forato le mani e i piedi.
Posso contare tutte le mie ossa.
Essi mi guardano e mi osservano:
spartiscono fra loro le mie vesti
e tirano a sorte la mia tunica.
Ma tu, SIGNORE, non allontanarti,
tu che sei la mia forza, affréttati a soccorrermi.
Libera la mia vita dalla spada,
e salva l'unica vita mia dall'assalto del cane;
salvami dalla gola del leone.
Tu mi risponderai liberandomi dalle corna dei bufali.
Io annunzierò il tuo nome ai miei fratelli,
ti loderò in mezzo all'assemblea.
O voi che temete il SIGNORE, lodatelo!
Voi tutti, discendenti di Giacobbe, glorificatelo,
temetelo voi tutti, stirpe d'Israele!
Poiché non ha disprezzato né sdegnato l'afflizione del
sofferente,
non gli ha nascosto il suo volto;
ma quando quello ha gridato a lui, egli l'ha esaudito.
Tu sei l'argomento della mia lode nella grande assemblea;
io adempirò i miei voti in presenza di quelli che ti
temono.
Gli umili mangeranno e saranno saziati;
quelli che cercano il SIGNORE lo loderanno;
il loro cuore vivrà in eterno.
Tutte le estremità della terra si ricorderanno del SIGNORE
e si convertiranno a lui;
tutte le famiglie delle nazioni adoreranno in tua presenza.
Poiché al SIGNORE appartiene il regno,
egli domina sulle nazioni.
Tutti i potenti della terra mangeranno e adoreranno;
tutti quelli che scendon nella polvere
e non possono mantenersi in vita
s'inchineranno davanti a lui.
La discendenza lo servirà;
si parlerà del Signore alla generazione futura.
Essi verranno e proclameranno la sua giustizia,
e al popolo che nascerà diranno com'egli ha agito.

IMMIGRAZIONE.
LA LEGGE BOSSI-FINI E' "UN PROVVEDIMENTO DISUMANO, PER DI PIÙ
INEFFICACE"
La
Federazione evangelica condivide le preoccupazioni espresse dal cardinale
Ruini
Roma
(NEV), 13 marzo 2002 - Le chiese evangeliche ribadiscono ferma opposizione alla
legge Bossi-Fini sull'immigrazione, condividendo le preoccupazioni espresse in
merito dal cardinale Ruini. "E' un provvedimento
disumano
e per di più inefficace rispetto al male dell'immigrazione clandestina che
vorrebbe contrastare", spiega la coordinatrice del Servizio rifugiati e
migranti della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (SRM/FCEI),
Annemarie Dupré.
I
tragici eventi che hanno causato lunedì la morte di sei albanesi al largo delle
coste pugliesi, e in particolare la recente tragedia di Lampedusa, dimostrano,
secondo la coordinatrice del SRM, come "un irrigidirsi della difesa delle
frontiere, senza offrire realistiche alternative di immigrazione legale e di
corretto accesso e dello sfruttamento di persone disperate, che rischiano la
vita e spesso la perdono, come accaduto
purtroppo nei giorni scorsi".
"Condividiamo
le preoccupazioni espresse del cardinale Ruini, presidente della CEI, a
proposito di alcuni aspetti della legge sull'immigrazione recentemente approvata; già da tempo organizzazioni cattoliche come la
Caritas hanno espresso forti perplessità sulla legge alla protezione come
richiedenti asilo, comporta un aumento degli arrivi irregolari. Come chiese
evangeliche attendevamo un'autorevole presa di posizione da parte della Chiesa
cattolica e la salutiamo con grande favore. Anche per noi – prosegue Dupré -
una legge che collega così rigidamente il permesso di soggiorno con il
contratto di lavoro in Italia non è efficace contro l'immigrazione clandestina
né aiuta gli immigrati che intendono regolarizzare il proprio status".
Le
chiese evangeliche, prosegue la coordinatrice del Servizio rifugiati e migranti,
si erano espresse criticamente fin da quando il Governo aveva annunciato
iniziative legislative in questo senso. In particolare nell' ambito del
"Gruppo di riflessione" (di cui fanno parte fra gli altri Caritas,
ARCI, Migrantes) il SRM ha espresso ripetutamente, negli scorsi mesi, forte
preoccupazione per la linea severa intrapresa dal Governo. "Tutte
preoccupazioni - conclude Annemarie Dupré - che si sono purtroppo dimostrate
del tutto giustificate". (nev/lni)
(NEV/LWI)
- Impressionano i dati forniti da Amnesty International sulla applicazione
della pena di morte negli Stati Uniti. Dal 1977 sono state eseguite 750
condanne (600 dal 1990); per l'80% ha coinvolto neri responsabili della morte
di un bianco anche se in quegli anni il numero dei neri e dei bianchi vittime
di omicidi è lo stesso; l'80% delle condanne è stato pronunciato negli stati
del Sud (1/3 nel Texas).
(NEV/ENI)
- Il Consiglio nazionale delle chiese dell'India (NCCI) ha formalmente chiesto al governo nazionale di
intervenire con misure più severe ed efficaci nel conflitto tra indù e
musulmani che da oltre 10 anni insanguina lo stato del Gujarat. "Non è
tollerabile una violenza che coinvolge tutti i cittadini in nome della
fede" scrive l'NCCI, che raggruppa 29 chiese ortodosse e protestanti.
"CONTRO
I MERCANTI DI MORTE": LA TAVOLA VALDESE IN DIFESA DELLA 185
"Una
legge da difendere: pone il nostro paese in posizione esemplare in Europa"
Roma
(NEV), 13 marzo 2002 - La Tavola valdese ha aderito alla campagna per la difesa
della Legge 185/90 che regola il commercio e l'esportazione di armi: iniziativa
promossa da numerose organizzazioni (fra cui Pax Christi, Rete Lilliput,
Peacelink) e già sottoscritta da un ampio numero di organismi e associazioni
fra cui, in ambito evangelico, la Federazione delle chiese evangeliche e
l'Unione delle chiese battiste.
Aderendo
all'appello, le chiese valdesi sottolineano come la legge 185/90 sul commercio
delle armi, che una proposta di legge vorrebbe modificare nei suoi aspetti
salienti, "fu il risultato dell'impegno di molte organizzazioni pacifiste
che, negli anni '80, diedero vita al cartello 'Contro i mercanti di morte'. La
legge 185 pone il nostro paese in posizione esemplare in Europa per la sua
severità e per la possibilità di controllo e di regolamentazione di questo
settore consentendo una verifica della destinazione finale delle armi vendute
dal nostro paese".
La
Tavola valdese ritiene dunque che la legge 185/90 non debba essere modificata;
al contrario, dovrebbero esserne valorizzati i principi in seno al dibattito
parlamentare. Tale legge, spiega ancora l'organismo delle chiese valdesi,
"può costituire il contributo essenziale e qualificato al formarsi
dell'identità europea sulla base della difesa dei diritti umani, del controllo
democratico anche di un settore così delicato come il commercio delle
armi". (nev/gu)
RILANCIARE
IL DIBATTITO SU CHIESE E PERSONE OMOSESSUALI
Gruppo
di lavoro nominato dalle chiese valdesi, metodiste e battiste
Roma
(NEV), 13 marzo 2002 - Un Gruppo di lavoro sull'omosessualità - nominato dagli
esecutivi delle Chiese battiste, metodiste e valdesi – ha individuato i temi
principali su cui intende lavorare nei prossimi mesi, in vista
dell'elaborazione di un documento di riflessione per le chiese.
Il
Gruppo di lavoro è stato nominato a seguito di una decisione presa nel 2000
dall'ultima Assemblea congiunta dell'Unione delle chiese battiste e del Sinodo
delle chiese valdesi e metodiste: in quell'occasione si decise di promuovere un
rilancio del dibattito nelle chiese a proposito del tema dell' omosessualità.
Il Gruppo, nominato a marzo del 2001, intende concentrare la propria ricerca su
quattro temi: chi sono gli omosessuali; la Bibbia e l' omosessualità; come
accogliere e valorizzare la diversità; le relazioni d' amore, sessuali,
matrimoniali. Su ciascuno di questi argomenti è disponibile ad offrire a gruppi
o comunità locali degli interventi mirati (conferenze, animazioni, incontri di
una giornata, sessioni di più giornate o cicli di conferenze), secondo le
esigenze di chi ne farà richiesta. Alcune schede di presentazione dei quattro
temi individuati sono già disponibili per comunità locali, singole persone e
chiunque sia interessato all'argomento.
Per
richieste e contatti: Claudia Angeletti, coordinatrice, e mail:
claudiangeletti@...
USA.
LEADER RELIGIOSI CRISTIANI ED EBREI PER UNA POLITICA DI SVILUPPO SOSTENIBILE
1200
rappresentanti religiosi hanno firmato un appello contro la politica ambientale
di Bush
Roma
(NEV), 6 marzo 2002 - Mentre l'Unione Europea si allinea pienamente con gli
standard del protocollo di Kyoto sul clima (impegnandosi per una riduzione nel
corso dei prossimi anni dell'8% dell'emissione dei gas nocivi per l'atmosfera
terrestre), negli Stati Uniti i leader delle maggiori confessioni religiose esprimono
forte dissenso sulla politica di Bush
in tema di ambiente: 1200 rappresentanti cristiani (cattolici,
protestanti, ortodossi), ed ebrei hanno sottoscritto un "appello
interreligioso" in cui si propongono alternative alla politica ambientale
annunciata nelle ultime settimane dal presidente Bush che prevede, appunto, il
rifiuto di agganciarsi agli standard del protocollo di Kyoto per la riduzione
dei gas ritenuti dannosi per l'atmosfera.
La
dichiarazione dei leader religiosi - fondata in ciò che essi definiscono
"valori morali e cura della creazione di Dio" - chiede una più
efficace politica di "conservazione delle risorse energetiche" e
chiede in modo circostanziato di facilitare la produzione e la possibilità di
accesso a veicoli che utilizzano le cosiddette tecnologie "pulite",
nonché maggiori investimenti per i trasporti pubblici. I politici, afferma la
dichiarazione, dovrebbero favorire inoltre investimenti più consistenti in
ricerca e sperimentazione per l'utilizzo di forme di energia alternativa.
Fra
i firmatari, Robert Edgar, segretario generale del Consiglio nazionale delle
chiese USA (NCCCUSA), la maggiore organizzazione ecumenica del paese. (nev/gu)
USA.
LEADER RELIGIOSI CRISTIANI ED EBREI PER UNA POLITICA DI SVILUPPO SOSTENIBILE
1200
rappresentanti religiosi hanno firmato un appello contro la politica ambientale
di Bush
Roma
(NEV), 6 marzo 2002 - Mentre l'Unione Europea si allinea pienamente con gli
standard del protocollo di Kyoto sul clima (impegnandosi per una riduzione nel
corso dei prossimi anni dell'8% dell'emissione dei gas nocivi per l'atmosfera
terrestre), negli Stati Uniti i leader delle maggiori confessioni religiose
esprimono forte dissenso sulla politica di Bush in tema di ambiente: 1200 rappresentanti cristiani
(cattolici, protestanti, ortodossi), ed ebrei hanno sottoscritto un
"appello interreligioso" in cui si propongono alternative alla
politica ambientale annunciata nelle ultime settimane dal presidente Bush che
prevede, appunto, il rifiuto di agganciarsi agli standard del protocollo di
Kyoto per la riduzione dei gas ritenuti dannosi per l'atmosfera.
La
dichiarazione dei leader religiosi - fondata in ciò che essi definiscono
"valori morali e cura della creazione di Dio" - chiede una più
efficace politica di "conservazione delle risorse energetiche" e
chiede in modo circostanziato di facilitare la produzione e la possibilità di
accesso a veicoli che utilizzano le cosiddette tecnologie "pulite",
nonché maggiori investimenti per i trasporti pubblici. I politici, afferma la
dichiarazione, dovrebbero favorire inoltre investimenti più consistenti in
ricerca e sperimentazione per l'utilizzo di forme di energia alternativa.
Fra
i firmatari, Robert Edgar, segretario generale del Consiglio nazionale delle
chiese USA (NCCCUSA), la maggiore organizzazione ecumenica del paese. (nev/gu)
Digiuno totale dai prodotti delle multinazionali senza scrupoli
In
difesa innanzitutto dei bambini
e per
la salvaguardia del creato
Si segnalano in questo numero e nel prossimo i nomi delle
multinazionali che a vario titolo si sono rese responsabili di gravi
comportamenti criminali contro l’umanità e il creato.
Si invitano le lettrici e i lettori di Orientamenti
ecumenici a non acquistare i prodotti
delle marche qui elencate e a sconsigliarne l’acquisto ad amici e
conoscenti.
(dati estratti dal dossier “tolleranza zero” del marzo 2002
di “Tempi di fraternità”)
L’impero Nestlé coi suoi marchi Mio, Fruttolo, LC1,
Nesquik, Dadi Maggi, Orzoro, Malto, Kneipp, Olio Sasso Buitoni, Pezzullo,
Marefresco, Surgela, La valle degli orti, Alemagna, Motta, acqua San Bernardo… è colpevole nei paesi africani di
monopolizzare la raccolta del
latte vaccino fresco per trasformarlo in latte in polvere. La massiccia
pubblicità per l’allattamento artificiale, a scapito di quello materno, ha
contribuito ad aggravare la situazione già precaria della salute dei bambini.
Infatti: a) vengono a mancare gli anticorpi che solo il latte materno è in
grado di dare; b) la diluzione della polvere avviene spesso in acqua non
perfettamente potabile ma ricca semmai di germi; c) le famiglie per spendere
meno tendono a mettere nel biberon meno polvere andando così a diminuire la
concentrazione nutritiva. Nestlé è fra i maggiori sostenitori delle
manipolazioni genetiche e commercializza Alsoy, alimento in polvere per
l’infanzia, contenente soia geneticamente notificata. Con l’intimidazione dei sindacalisti e il subappalto a
società scarsamente controllabili cerca di ovviare ai controlli interni. Per
info: Rete per il boicottaggio Nestlé – Varese, in via Macchi nr. 12, telefono
0332 310092 e fax 0332 238281.

Il gruppo Philips Morris di New York (Osella, Mozarì,
Jocca, Invernizzi, Philadelphia, Kraft, Maman Louise, Nabisco, Simmenthal,
Spuntì…) coi suoi marchi Malboro, Chesterfield, Merit - primo produttore di sigarette al
mondo - finanzia partiti e candidati politici statunitensi di entrambi gli
schieramenti al fine di impedire provvedimenti contro il fumo attivo e passivo;
finanzia ingenti campagne pubblicitarie nel sud america per assicurarsi il
mercato del fumo nei paesi poveri (Argentina, Venezuela, Costa Rica..); in
Italia è sotto inchiesta per una presunta evasione di novemila miliardi di lire. Nello specifico la Kraft usa
abitualmente organismi geneticamente modificati, pratica la sperimentazione
animale in modo cruento e il suo hamburger “Beef Frankfurters” è inserito negli alimenti cancerogeni, a
causa dei pesticidi presenti nella carne trattata.
Ricordo che la preghiera di intercessione proposta per il
mese di marzo è in favore della Chiesa ortodossa russa e i suoi laici (in
particolare per quelli del seminario di Kostroma).
![]()

Qui di seguito si riporta il contenuto integrale da “Ortodossia cristiana”, ai fini della riflessione personale sulle recenti iniziative vaticane in Russia.
DICHIARAZIONE
DEL PATRIARCA ALESSIO II DI MOSCA E DI TUTTA LA RUSSIA E DEL SANTO SINODO DELLA CHIESA RUSSO-ORTODOSSA
riguardo alla recente costituzione di quattro diocesi Cattolico-Romane in
territorio russo.
Proponiamo questa dichiarazione che non ha trovato se non un
piccolissimo eco nella stampa italiana. Dispiace osservare come tale reazione
non sia compresa e possa essere passata sotto silenzio se non irrisa. Se nel
mondo Cattolico attuale esistono persone di grande levatura umana e spirituale
esiste ancora, ed è molto forte, una corrente di pensiero tradizionale secondo
la quale bisogna convertire gli altri e invadere la loro casa (compelle
intrare!). Perciò chi veramente divide la
Cristianità non è l’Oriente che non ha mai fatto proselitismi in Occidente, quanto, piuttosto l’Occidente e questo
tipo di Occidente. Purtroppo è
caratteristica dei vertici del Cattolicesimo del nostro tempo quella di battere
un colpo al cerchio e un colpo alla botte, dichiarare che esistono delle Chiese
sorelle (il che riconoscerebbe una "certa" parità e un dovere di
ascolto) e poi, come se nulla fosse stato detto, comportarsi da Unica e Valida
Chiesa che, quindi, è esautorata dall’osservare anche le minime norme di buon
comportamento (come se gli altri non
valessero e quindi non
esistessero!). Questa dicotomia fa
fortemente pensare che dietro a queste diverse tattiche esista un solo fine per
il quale ogni mezzo è giustificato sia che comporti l'amicizia sia che comporti
la sfacciata invasione. Commentare diversamente i fatti non copre la vergogna
di tale gravità. Si può aggiungere che è facile invadere i paesi meno abbienti
e drenare loro risorse umane agevolati dalla loro urgente necessità. Siamo
perfettamente informati che diversi aderenti a movimenti ecclesiali cattolici
si recano in Russia partendo anche dall'Italia. Che fanno se non convertire al cristianesimo popolazioni già cristiane?!?
Ma – come giustamente diceva il card. Camillo Ruini qualche tempo fa’ – non è
nei paesi poveri che si vedrà quanto i Cattolici saranno riusciti a predicare
il Vangelo e contrastare la secolarizzazione ma in quelli ricchi e,
soprattutto, nella nostra Italia. Qui e solo qui si potrà vedere la reale capacità della Chiesa Cattolica.
L'11 Febbraio scorso (2002) è stato
annunciato in Vaticano che Papa Giovanni Paolo II ha deciso d'elevare a diocesi
le strutture amministrative della Chiesa cattolico-romana nel territorio russo.
D'ora in poi il Vaticano, nei suoi documenti, chiamerà il territorio del nostro
paese "provincia della chiesa" condotta da un metropolita.
Alla
Chiesa russo-ortodossa si è presentato ciò come fatto compiuto mentre, tali
materie, secondo la nostra opinione, richiedono una preliminare discussione.
Vediamo questa decisione come ostile e minante le prospettive anche le migliori
relazioni tra le due Chiese.
Storicamente
la Chiesa cattolica nel territorio del nostro paese ha curato pastoralmente il
gregge che tradizionalmente le è appartenuto - polacchi, lituani, tedeschi,
[etc]. Proprio per questa ragione il territorio russo non è stato diviso in
diocesi cattoliche e le parrocchie cattoliche etniche erano parte delle diocesi
di Mogilev e Tiraspol. La fondazione di una "provincia della chiesa",
di un "metropolitanato", comporta, di fatto, lo stabilimento di una
Chiesa nazionale cattolica in Russia con centro a Mosca e con persone russe
che, invece, appartengono culturalmente al gregge russo della Chiesa Ortodossa
dal punto di vista spirituale e storico.
La
formazione di una tale chiesa in Russia tende, di fatto, a sfidare l'Ortodossia
radicata nel paese da secoli. Nulla di ciò è mai accaduto nella nostra storia.
Inoltre, questa forma d'organizzazione della vita della chiesa cattolica è
atipica pure in altri paesi cattolici dove non esiste alcuna provincia della
chiesa o diocesi che sia stata propriamente governata da un metropolita.
Il
fatto dovrebbe dimostrare che, nell'avere cura dei suoi fedeli nei paesi
cattolici, la Chiesa Ortodossa non ha mai cercato di stabilire delle
istituzioni ecclesiastiche parallele a quelle cattoliche. Le nostre diocesi
stabilite per curare la diaspora ortodossa di lingua russa, ossia i figli della
Chiesa russa lontani dalla loro Madrepatria, non seguono alcun lavoro
missionario tra la popolazione locale. Se la Chiesa cattolica avesse lavorato
in Russia con lo stesso tatto e maniera, come facciamo noi nei paesi cattolici,
allora non sarebbe insorta alcuna difficoltà nelle nostre relazioni.
Vediamo,
dunque, come qualcosa di assolutamente sbagliato il fatto di riferire a
strutture cattoliche esistenti in Russia prima della Rivoluzione del 1917 dei
rappresentanti della Chiesa cattolico-romana i quali vorrebbero ripristinare
quanto esistente nel passato. Quasi tutte le diocesi cattolico-romane esistiti
nell'impero russo all'inizio del XX secolo, erano situate nel territorio di
quella che oggi è la Polonia, la Lituania, l'Ucraina e la Bielorussia e non
avevano un centro nella città della capitale russa o in una sua altra città. Da
allora, i confini del nostro paese come la composizione etnica e confessionale
della sua popolazione è cambiata notevolmente. Il numero di cattolici nella
Russia attuale è incomparabilmente più piccolo di quello esistente nell'Impero
russo del XX secolo.
Siamo
convinti che per curare dei cattolici, che non sono così numerosi nel nostro
paese, non era necessario elevare la struttura della già esistente chiesa
cattolica, stabilendo, così, una speciale divisione della chiesa. Tali azioni
della Chiesa cattolico-romana, non condizionate da alcune reali necessità
pastorali, rivelano le mire missionarie con le quali è stato fatto il
cambiamento. Questa realtà è corroborata da numerosi fatti che mostrano come
missionari del clero cattolico lavorino tra la popolazione russa. E'
quest'attività che noi chiamiamo proselitistica ed è essa che mantiene uno tra
i basilari ostacoli che impediscono il miglioramento delle relazioni tra le
nostre due Chiese.
E'
particolarmente disdicevole che il Vaticano abbia preso questa decisione
proprio prima della prossima tavola rotonda ufficiale tra le nostre Chiese che
si terrà alla fine di febbraio. Come risultato, è emersa una seria minaccia per
la fragile negoziazione, per cui sarà estremamente difficile sistemare i
problemi e le perplessità esistenti tra noi.
La
leaderschip della
Chiesa cattolica romana è ora responsabile davanti a Dio e alla storia per un
tale aggravamento delle nostre relazioni, per la frustrazione della speranza,
per la mancata normalizzazione che prima si cominciava a plasmare. L'azione del
Vaticano ha posto in pericolo l'abilità dell'Occidente cattolico e dell'Oriente
ortodosso di cooperare come due grandi civiltà per il beneficio dell'Europa e
del mondo. L'opportunità di una testimonianza cristiana comune davanti
all'umanità divisa è stata nuovamente sacrificata per dei momentanei benefici.
Segue,
dunque, la domanda: il Vaticano guarda ancora alle relazioni con la Chiesa
Ortodossa nei termini di dialogo e cooperazione, come ha continuamente dichiarato,
o vede l'Ortodossia come un concorrente indesiderabile? Se è il secondo caso,
ogni accordo tra noi è fuori questione.
Ciononostante,
continuiamo a ricordare al Vaticano che dovremmo lavorare assieme piuttosto che
avere inimicizie dal momento che il mondo confuso aspetta che ortodossi e
cattolici prendano posizione in comuni azioni pubbliche. Abbiamo buone
relazioni con diocesi, parrocchie e monasteri della Chiesa cattolica e
cooperiamo con organizzazioni cattoliche filantropiche e istituzioni educative.
Questi esempi rendono possibile sperare che, qualunque difficoltà possa essere
stata provocata dall'errata politica del Vaticano verso la Chiesa russa
ortodossa, si svilupperanno tra ortodossi e cattolici delle relazioni per
instaurare un importante risultato nella conservazione dei valori cristiani e
nella vita dell'Europa e del mondo.
Indirizzandoci
al nostro gregge, li incitiamo ad essere fedeli alla Santa Ortodossia.
Risponderemo con calma e pacificamente, ma fermamente ad ogni tentativo di dividere
spiritualmente la nostra gente.
"State
dunque ben fermi, cinti i fianchi con la verità, rivestiti con la corazza della
giustizia, e avendo come calzatura ai piedi lo zelo per propagare il vangelo
della pace" (Ef 6, 14-15).
Altre notizie dall’Agenzia di stampa NEV di Roma
LA KEK POTREBBE GIOCARE UN RUOLO
DI MEDIAZIONE FRA CATTOLICI E ORTODOSSI RUSSI
Visita del segretario della KEK
Clements alla Chiesa ortodossa russa
Roma
(NEV), 6 marzo 2002 - La Conferenza delle chiese europee (KEK) potrebbe giocare
un ruolo importante nel facilitare il dialogo fra la Chiesa ortodossa russa e
la Chiesa cattolica, dopo il "gelo ecumenico" conseguente alla
recente iniziativa del Pontefice romano di creare quattro nuove diocesi
cattoliche in Russia.
Durante
una sua recente visita in Russia, dal 23 al 27 febbraio, il segretario generale
della KEK, il pastore Keith Clements, ha discusso con i maggiori rappresentanti
della chiesa ortodossa sulle prospettive ecumeniche e in particolare sul ruolo
degli ortodossi nell'ambito della KEK, sulla Carta Ecumenica e sulla prossima
Assemblea della KEK (in Norvegia nel 2003), ma anche sulle tensioni conseguenti
alla creazione delle nuove diocesi russe da parte cattolica. "E' stata una
discussione franca ed aperta – ha osservato Clements a conclusione della sua
visita -. La leadership della Chiesa ortodossa russa ha riaffermato il suo
forte sostegno alla KEK e il desiderio di proseguire il proprio impegno nel
contesto ecumenico. Fra le priorità espresse - prosegue Clements -, la
prosecuzione del dialogo teologico, in particolare con le chiese riformate, e
il lavoro nella Commissione Chiesa e società della KEK. Pur avendo ancora molte
perplessità su alcuni punti della Carta Ecumenica, la Chiesa russa ha espresso
l'impegno di formulare quanto prima una articolata risposta alla Carta,
proseguendo così insieme il processo iniziato un anno fa con la sua firma a
Strasburgo".
In
collaborazione con il Consiglio delle Conferenze episcopali (CCEE), osserva
ancora Clements, la KEK potrà giocare in futuro un ruolo di mediazione
importante nelle relazioni ecumeniche fra ortodossia e cattolicesimo. E la
visita in Russia è stata un primo passo in questa direzione. (nev/lni)
LIBERTA'
RELIGIOSA: ATTENZIONE DEGLI EVANGELICI ALLA PROPOSTA DI LEGGE DEL GOVERNO
Ma
devono proseguire le trattative per l'approvazione delle Intese
Roma
(NEV), 6 marzo 2002 - Attenzione e una prima valutazione positiva da parte
della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) al disegno di legge
sulla libertà di religione e di coscienza che è stato approvato il 1° marzo dal
Consiglio dei Ministri: un provvedimento con il quale si intende dare piena attuazione ai
principi costituzionali in materia di libertà di coscienza e contestualmente
abrogare la normativa ancora vigente sui cosiddetti "culti ammessi"
(Legge del 1929), vale a dire l'esercizio di culti diversi da quello cattolico.
"L'iniziativa
del Governo - afferma il presidente FCEI, Gianni Long -, sostanzialmente simile
a quella discussa nella passata legislatura, merita apprezzamento. I contenuti
del disegno di legge - attualmente non ancora noto nella sua interezza -
andranno esaminati con attenzione. Nel corso del lungo iter parlamentare nella
scorsa legislatura molti punti del progetto, a suo tempo presentato dal Governo
Prodi, erano stati migliorati, in un serrato confronto della Commissione Affari
Costituzionali della Camera con le confessioni religiose interessate, oltre che
con il mondo scientifico e culturale. E' sperabile - afferma ancora Long - che
il nuovo progetto mantenga gli equilibri che erano stati individuati e che
soprattutto venga mantenuto il metodo del confronto".
"Le
chiese evangeliche italiane - precisa il presidente della FCEI – avevano negli
anni scorsi espresso il timore che una legge generale potesse porre in secondo
piano l'attuazione dell'art. 8 della Costituzione, cioè la stipula di Intese
con tutte le confessioni religiose che lo desiderano. Auspichiamo quindi che
proseguano le trattative per nuove Intese e che vengano votate dal Parlamento
quelle approvate nel 2000 con l'Unione Buddista Italiana e con i Testimoni di
Geova".
"Occorre
comunque prendere atto del fatto - conclude il presidente della FCEI - che
alcune confessioni, anche numericamente rilevanti, auspicano che sia fissata
una nuova normativa sulla libertà religiosa, nell'attesa di specifiche Intese o
- per alcune confessioni - anche al posto delle Intese.
E'
auspicabile - conclude - che l'iniziativa del Governo possa portare ad un
positivo risultato, garantendo i diritti costituzionali e migliorando la
condizione giuridica delle confessioni religiose minoritarie". (nev/lni)
CHIESE
E SOCIETA' CIVILE DI FRONTE ALLA GLOBALIZZAZIONE DELL'ECONOMIA
Un
documento della Commissione globalizzazione e ambiente della FCEI
Roma
(NEV), 6 marzo 2002 - "La globalizzazione e l'Italia" è un documento
elaborato dalla Commissione globalizzazione e ambiente della Federazione delle
chiese evangeliche in Italia (GLAM/FCEI), in preparazione di una Consultazione
delle chiese dell'Europa occidentale sul tema "Globalizzazione e
finanza" (in Olanda a giugno), indetta dall'Alleanza riformata mondiale
(ARM), dalla Federazione luterana mondiale (FLM), dal Consiglio ecumenico delle
chiese (CEC) e dalla Conferenza delle chiese europee (KEK).
Il
documento analizza il modo in cui la società italiana ha percepito e reagito in
questi anni al fenomeno della globalizzazione economica, esamina alcuni effetti
sulla società e offre infine un quadro sintetico della risposta della società e
delle chiese italiane alla globalizzazione economica.
Solo
una minoranza di persone ha rilevato inizialmente gli aspetti negativi del
fenomeno della globalizzazione, osserva il documento, diventati più visibili in
questi anni con l'inversione del ciclo economico e la recessione delle economie
occidentali. In particolare il documento si sofferma sugli "effetti
negativi della 'finanziarizzazione dell'economia'. L'obiettivo della
massimizzazione del profitto - si legge nel testo - porta alla prevalenza degli
investimenti speculativi su quelli produttivi; gli intermediari finanziari e
gli investitori istituzionali puntano molto più sull'investimento finanziario
che non su quello reale legato alla produzione di beni e servizi; l'obiettivo è
quello di ottenere il massimo rendimento nel breve termine".
Il
documento prosegue con una analisi del "Ruolo dei governi" degli
ultimi anni. In particolare nella seconda metà del quinquennio di governo del
centrosinistra, "le misure di tipo liberista hanno avuto il
sopravvento", con provvedimenti che hanno privilegiato la liberalizzazione
del mercato del lavoro, la privatizzazione di enti di stato, aziende pubbliche,
e dato avvio all'ingresso dei privati nel sistema scolastico pubblico e nelle
università.
Quanto
all'attuale governo di centro-destra, questo si presenta come "entusiasta
fautore della globalizzazione e propenso ad approfondire ulteriormente le
misure liberiste".
Agli svariati "Effetti sulla società" provocati dalla globalizzazione (sul versante sociale, politico, culturale), il documento fa seguire un' articolata analisi della "Risposta della società" e della "Risposta delle chiese". Il movimento antiliberista - si legge - si è esteso e radicato in Italia negli ultimi anni, nonostante "il tentativo di delegittimazione a mezzo della violenza" subito al G8 a Ge