Entra
Nuovo su Yahoo! Gruppi? Registrati
orientamentiecumenici
? Già Iscritto? Entra su Yahoo!

Suggerimenti

Lo sapevi che...
Puoi imposatare la cronologia dei messaggi? Clicca nel link datea. le tue preferenze verranno salvate.

Messaggi

  Messaggi Aiuto
Avanzata
Per il sacerdozio universale dei credenti   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #22 di 289 |

Orientamenti ecumenici

nella prospettiva del sacerdozio universale dei credenti

 

È una newsletter a cura del ”Gruppo laico di spiritualità ecumenica”.

Disponibile su http://www.solideogloria.ch/newsletter e alla pagina

www.it.groups.yahoo.com/group/orientamentiecumenici/

L’iscrizione al gruppo assicura una serie di informazioni extra, non altrimenti disponibili

Scrivere a mauriziobenazzi@...

fondatore e responsabile del gruppo

 

 

 

Pace subito !

 

 

E-mail informativa e formativa gratuita inviata a cristiani di diverse chiese (riformati, cattolici, luterani e anglicani) appartenenti a diverse nazionalità (svizzeri, italiani, tedeschi, francesi e spagnoli), che hanno in comune il desiderio di camminare insieme, sui difficili sentieri dell'ecumenismo.

Per aderire o annullare la richiesta d’adesione è sufficiente inviare un e-mail all'indirizzo elettronico: mauriziobenazzi@...

 

In questo numero si consiglia il sito www.nonviolenti.org  e la campagna per l’obiezione alle spese militari: per tale iniziativa occorre essere ben informati. Le spiegazioni e il modulo da compilare e spedire alle autorità si trovano sul sito del movimento nonviolento.  Per ulteriori domande ancora aperte, dopo aver letto il dossier, è possibile contattare Patrizia Pascalis: sppascalis@... Si ringrazia Patrizia per la sua preziosa collaborazione e un cordiale benvenuto fra noi.

 

Ritengo, con l’occasione, di ringraziare anche tutte le altre donne lettrici di Orientamenti Ecumenici, che in Italia e in Svizzera sono impegnate anche ai più alti livelli e in prima persona nelle lotte per la libertà, la pace e la giustizia.

 

 

Preghiera per il tempo di Passione

 

Padre onnipotente, eterno Iddio, che per noi hai fatto patire al tuo figlio il supplizio della croce, allontanando così da noi la potenza del nemico, concedici di celebrare e rendere grazie per la sua Passione, così da ottenere per mezzo di essa il perdono dei peccati e la liberazione dalla morte eterna, per lo stesso tuo Figlio, Gesù Cristo, Signore nostro. AMEN.

(dottor Martin Lutero)

 

 

Salmo 22 per il venerdì santo

 

Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?

Te ne stai lontano, senza soccorrermi, senza dare ascolto alle parole del mio gemito!

Dio mio, io grido di giorno, ma tu non rispondi,

e anche di notte, senza interruzione.

Eppure tu sei il Santo,

siedi circondato dalle lodi d'Israele.

I nostri padri confidarono in te;

confidarono e tu li liberasti.

Gridarono a te, e furon salvati;

confidarono in te, e non furono delusi.

Ma io sono un verme e non un uomo,

l'infamia degli uomini, e il disprezzato dal popolo.

Chiunque mi vede si fa beffe di me;

allunga il labbro, scuote il capo, dicendo:

 «Egli si affida al SIGNORE;

lo liberi dunque;

lo salvi, poiché lo gradisce!»

Sì, tu m'hai tratto dal seno materno;

m'hai fatto riposar fiducioso sulle mammelle di mia madre.

A te fui affidato fin dalla mia nascita,

tu sei il mio Dio fin dal seno di mia madre.

Non allontanarti da me, perché l'angoscia è vicina,

e non c'è alcuno che m'aiuti.

Grossi tori mi hanno circondato;

potenti tori di Basan m'hanno attorniato;

aprono la loro gola contro di me,

come un leone rapace e ruggente.

Io sono come acqua che si sparge,

e tutte le mie ossa sono slogate;

il mio cuore è come la cera,

si scioglie in mezzo alle mie viscere.

Il mio vigore s'inaridisce come terra cotta,

e la lingua mi si attacca al palato;

tu m'hai posto nella polvere della morte.

Poiché cani mi hanno circondato;

una folla di malfattori m'ha attorniato;

m'hanno forato le mani e i piedi.

Posso contare tutte le mie ossa.

Essi mi guardano e mi osservano:

spartiscono fra loro le mie vesti

e tirano a sorte la mia tunica.

Ma tu, SIGNORE, non allontanarti,

tu che sei la mia forza, affréttati a soccorrermi.

Libera la mia vita dalla spada,

e salva l'unica vita mia dall'assalto del cane;

salvami dalla gola del leone.

Tu mi risponderai liberandomi dalle corna dei bufali.

Io annunzierò il tuo nome ai miei fratelli,

ti loderò in mezzo all'assemblea.

O voi che temete il SIGNORE, lodatelo!

Voi tutti, discendenti di Giacobbe, glorificatelo,

temetelo voi tutti, stirpe d'Israele!

Poiché non ha disprezzato né sdegnato l'afflizione del sofferente,

non gli ha nascosto il suo volto;

ma quando quello ha gridato a lui, egli l'ha esaudito.

Tu sei l'argomento della mia lode nella grande assemblea;

io adempirò i miei voti in presenza di quelli che ti temono.

Gli umili mangeranno e saranno saziati;

quelli che cercano il SIGNORE lo loderanno;

il loro cuore vivrà in eterno.

Tutte le estremità della terra si ricorderanno del SIGNORE e si convertiranno a lui;

tutte le famiglie delle nazioni adoreranno in tua presenza.

Poiché al SIGNORE appartiene il regno,

egli domina sulle nazioni.

Tutti i potenti della terra mangeranno e adoreranno;

tutti quelli che scendon nella polvere

e non possono mantenersi in vita

s'inchineranno davanti a lui.

La discendenza lo servirà;

si parlerà del Signore alla generazione futura.

Essi verranno e proclameranno la sua giustizia,

e al popolo che nascerà diranno com'egli ha agito.

 

 

Per apprendere l’ebraico biblico in modo facile e via internet vai al sito www.ivrit.it

 

 

 

 

IMMIGRAZIONE. LA LEGGE BOSSI-FINI E' "UN PROVVEDIMENTO DISUMANO, PER DI PIÙ INEFFICACE"

La Federazione evangelica condivide le preoccupazioni espresse dal cardinale

Ruini

 

Roma (NEV), 13 marzo 2002 - Le chiese evangeliche ribadiscono ferma opposizione alla legge Bossi-Fini sull'immigrazione, condividendo le preoccupazioni espresse in merito dal cardinale Ruini. "E' un provvedimento

disumano e per di più inefficace rispetto al male dell'immigrazione clandestina che vorrebbe contrastare", spiega la coordinatrice del Servizio rifugiati e migranti della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (SRM/FCEI), Annemarie Dupré.

I tragici eventi che hanno causato lunedì la morte di sei albanesi al largo delle coste pugliesi, e in particolare la recente tragedia di Lampedusa, dimostrano, secondo la coordinatrice del SRM, come "un irrigidirsi della difesa delle frontiere, senza offrire realistiche alternative di immigrazione legale e di corretto accesso e dello sfruttamento di persone disperate, che rischiano la vita e spesso la perdono, come accaduto  purtroppo nei giorni scorsi".

"Condividiamo le preoccupazioni espresse del cardinale Ruini, presidente della CEI, a proposito di alcuni aspetti della legge sull'immigrazione recentemente approvata; già da tempo organizzazioni cattoliche come la Caritas hanno espresso forti perplessità sulla legge alla protezione come richiedenti asilo, comporta un aumento degli arrivi irregolari. Come chiese evangeliche attendevamo un'autorevole presa di posizione da parte della Chiesa cattolica e la salutiamo con grande favore. Anche per noi – prosegue Dupré - una legge che collega così rigidamente il permesso di soggiorno con il contratto di lavoro in Italia non è efficace contro l'immigrazione clandestina né aiuta gli immigrati che intendono regolarizzare il proprio status".

Le chiese evangeliche, prosegue la coordinatrice del Servizio rifugiati e migranti, si erano espresse criticamente fin da quando il Governo aveva annunciato iniziative legislative in questo senso. In particolare nell' ambito del "Gruppo di riflessione" (di cui fanno parte fra gli altri Caritas, ARCI, Migrantes) il SRM ha espresso ripetutamente, negli scorsi mesi, forte preoccupazione per la linea severa intrapresa dal Governo. "Tutte preoccupazioni - conclude Annemarie Dupré - che si sono purtroppo dimostrate del tutto giustificate". (nev/lni)

 

(NEV/LWI) - Impressionano i dati forniti da Amnesty International sulla applicazione della pena di morte negli Stati Uniti. Dal 1977 sono state eseguite 750 condanne (600 dal 1990); per l'80% ha coinvolto neri responsabili della morte di un bianco anche se in quegli anni il numero dei neri e dei bianchi vittime di omicidi è lo stesso; l'80% delle condanne è stato pronunciato negli stati del Sud (1/3 nel Texas).

 

(NEV/ENI) - Il Consiglio nazionale delle chiese dell'India (NCCI) ha formalmente  chiesto al governo nazionale di intervenire con misure più severe ed efficaci nel conflitto tra indù e musulmani che da oltre 10 anni insanguina lo stato del Gujarat. "Non è tollerabile una violenza che coinvolge tutti i cittadini in nome della fede" scrive l'NCCI, che raggruppa 29 chiese ortodosse e protestanti.

 

 

"CONTRO I MERCANTI DI MORTE": LA TAVOLA VALDESE IN DIFESA DELLA 185

"Una legge da difendere: pone il nostro paese in posizione esemplare in Europa"

 

Roma (NEV), 13 marzo 2002 - La Tavola valdese ha aderito alla campagna per la difesa della Legge 185/90 che regola il commercio e l'esportazione di armi: iniziativa promossa da numerose organizzazioni (fra cui Pax Christi, Rete Lilliput, Peacelink) e già sottoscritta da un ampio numero di organismi e associazioni fra cui, in ambito evangelico, la Federazione delle chiese evangeliche e l'Unione delle chiese battiste.

Aderendo all'appello, le chiese valdesi sottolineano come la legge 185/90 sul commercio delle armi, che una proposta di legge vorrebbe modificare nei suoi aspetti salienti, "fu il risultato dell'impegno di molte organizzazioni pacifiste che, negli anni '80, diedero vita al cartello 'Contro i mercanti di morte'. La legge 185 pone il nostro paese in posizione esemplare in Europa per la sua severità e per la possibilità di controllo e di regolamentazione di questo settore consentendo una verifica della destinazione finale delle armi vendute dal nostro paese".

La Tavola valdese ritiene dunque che la legge 185/90 non debba essere modificata; al contrario, dovrebbero esserne valorizzati i principi in seno al dibattito parlamentare. Tale legge, spiega ancora l'organismo delle chiese valdesi, "può costituire il contributo essenziale e qualificato al formarsi dell'identità europea sulla base della difesa dei diritti umani, del controllo democratico anche di un settore così delicato come il commercio delle armi". (nev/gu)

 

 

RILANCIARE IL DIBATTITO SU CHIESE E PERSONE OMOSESSUALI

Gruppo di lavoro nominato dalle chiese valdesi, metodiste e battiste

 

Roma (NEV), 13 marzo 2002 - Un Gruppo di lavoro sull'omosessualità - nominato dagli esecutivi delle Chiese battiste, metodiste e valdesi – ha individuato i temi principali su cui intende lavorare nei prossimi mesi, in vista dell'elaborazione di un documento di riflessione per le chiese.

Il Gruppo di lavoro è stato nominato a seguito di una decisione presa nel 2000 dall'ultima Assemblea congiunta dell'Unione delle chiese battiste e del Sinodo delle chiese valdesi e metodiste: in quell'occasione si decise di promuovere un rilancio del dibattito nelle chiese a proposito del tema dell' omosessualità. Il Gruppo, nominato a marzo del 2001, intende concentrare la propria ricerca su quattro temi: chi sono gli omosessuali; la Bibbia e l' omosessualità; come accogliere e valorizzare la diversità; le relazioni d' amore, sessuali, matrimoniali. Su ciascuno di questi argomenti è disponibile ad offrire a gruppi o comunità locali degli interventi mirati (conferenze, animazioni, incontri di una giornata, sessioni di più giornate o cicli di conferenze), secondo le esigenze di chi ne farà richiesta. Alcune schede di presentazione dei quattro temi individuati sono già disponibili per comunità locali, singole persone e chiunque sia interessato all'argomento.

 

Per richieste e contatti: Claudia Angeletti, coordinatrice, e mail:

claudiangeletti@...

 

USA. LEADER RELIGIOSI CRISTIANI ED EBREI PER UNA POLITICA DI SVILUPPO SOSTENIBILE

1200 rappresentanti religiosi hanno firmato un appello contro la politica ambientale di Bush

 

Roma (NEV), 6 marzo 2002 - Mentre l'Unione Europea si allinea pienamente con gli standard del protocollo di Kyoto sul clima (impegnandosi per una riduzione nel corso dei prossimi anni dell'8% dell'emissione dei gas nocivi per l'atmosfera terrestre), negli Stati Uniti i leader delle maggiori confessioni religiose esprimono forte dissenso sulla politica di Bush  in tema di ambiente: 1200 rappresentanti cristiani (cattolici, protestanti, ortodossi), ed ebrei hanno sottoscritto un "appello interreligioso" in cui si propongono alternative alla politica ambientale annunciata nelle ultime settimane dal presidente Bush che prevede, appunto, il rifiuto di agganciarsi agli standard del protocollo di Kyoto per la riduzione dei gas ritenuti dannosi per l'atmosfera.

La dichiarazione dei leader religiosi - fondata in ciò che essi definiscono "valori morali e cura della creazione di Dio" - chiede una più efficace politica di "conservazione delle risorse energetiche" e chiede in modo circostanziato di facilitare la produzione e la possibilità di accesso a veicoli che utilizzano le cosiddette tecnologie "pulite", nonché maggiori investimenti per i trasporti pubblici. I politici, afferma la dichiarazione, dovrebbero favorire inoltre investimenti più consistenti in ricerca e sperimentazione per l'utilizzo di forme di energia alternativa.

Fra i firmatari, Robert Edgar, segretario generale del Consiglio nazionale delle chiese USA (NCCCUSA), la maggiore organizzazione ecumenica del paese. (nev/gu)

 

 

USA. LEADER RELIGIOSI CRISTIANI ED EBREI PER UNA POLITICA DI SVILUPPO SOSTENIBILE

1200 rappresentanti religiosi hanno firmato un appello contro la politica ambientale di Bush

 

Roma (NEV), 6 marzo 2002 - Mentre l'Unione Europea si allinea pienamente con gli standard del protocollo di Kyoto sul clima (impegnandosi per una riduzione nel corso dei prossimi anni dell'8% dell'emissione dei gas nocivi per l'atmosfera terrestre), negli Stati Uniti i leader delle maggiori confessioni religiose esprimono forte dissenso sulla politica di Bush  in tema di ambiente: 1200 rappresentanti cristiani (cattolici, protestanti, ortodossi), ed ebrei hanno sottoscritto un "appello interreligioso" in cui si propongono alternative alla politica ambientale annunciata nelle ultime settimane dal presidente Bush che prevede, appunto, il rifiuto di agganciarsi agli standard del protocollo di Kyoto per la riduzione dei gas ritenuti dannosi per l'atmosfera.

La dichiarazione dei leader religiosi - fondata in ciò che essi definiscono "valori morali e cura della creazione di Dio" - chiede una più efficace politica di "conservazione delle risorse energetiche" e chiede in modo circostanziato di facilitare la produzione e la possibilità di accesso a veicoli che utilizzano le cosiddette tecnologie "pulite", nonché maggiori investimenti per i trasporti pubblici. I politici, afferma la dichiarazione, dovrebbero favorire inoltre investimenti più consistenti in ricerca e sperimentazione per l'utilizzo di forme di energia alternativa.

Fra i firmatari, Robert Edgar, segretario generale del Consiglio nazionale delle chiese USA (NCCCUSA), la maggiore organizzazione ecumenica del paese. (nev/gu)

 

 

Digiuno totale dai prodotti delle multinazionali senza scrupoli

In difesa innanzitutto dei bambini
e per la salvaguardia del creato

Si segnalano in questo numero e nel prossimo i nomi delle multinazionali che a vario titolo si sono rese responsabili di gravi comportamenti criminali contro l’umanità e il creato.

Si invitano le lettrici e i lettori di Orientamenti ecumenici a non acquistare i prodotti  delle marche qui elencate e a sconsigliarne l’acquisto ad amici e conoscenti.

(dati estratti dal dossier “tolleranza zero” del marzo 2002 di “Tempi di fraternità”)

L’impero Nestlé coi suoi marchi Mio, Fruttolo, LC1, Nesquik, Dadi Maggi, Orzoro, Malto, Kneipp, Olio Sasso Buitoni, Pezzullo, Marefresco, Surgela, La valle degli orti, Alemagna, Motta, acqua San Bernardo… è colpevole nei paesi africani di monopolizzare la raccolta  del latte vaccino fresco per trasformarlo in latte in polvere. La massiccia pubblicità per l’allattamento artificiale, a scapito di quello materno, ha contribuito ad aggravare la situazione già precaria della salute dei bambini. Infatti: a) vengono a mancare gli anticorpi che solo il latte materno è in grado di dare; b) la diluzione della polvere avviene spesso in acqua non perfettamente potabile ma ricca semmai di germi; c) le famiglie per spendere meno tendono a mettere nel biberon meno polvere andando così a diminuire la concentrazione nutritiva. Nestlé è fra i maggiori sostenitori delle manipolazioni genetiche e commercializza Alsoy, alimento in polvere per l’infanzia, contenente soia geneticamente notificata. Con l’intimidazione  dei sindacalisti e il subappalto a società scarsamente controllabili cerca di ovviare ai controlli interni. Per info: Rete per il boicottaggio Nestlé – Varese, in via Macchi nr. 12, telefono 0332 310092 e fax  0332 238281.

 

 

 

Il gruppo Philips Morris di New York (Osella, Mozarì, Jocca, Invernizzi, Philadelphia, Kraft, Maman Louise, Nabisco, Simmenthal, Spuntì…) coi suoi marchi Malboro, Chesterfield, Merit - primo produttore di sigarette al mondo - finanzia partiti e candidati politici statunitensi di entrambi gli schieramenti al fine di impedire provvedimenti contro il fumo attivo e passivo; finanzia ingenti campagne pubblicitarie nel sud america per assicurarsi il mercato del fumo nei paesi poveri (Argentina, Venezuela, Costa Rica..); in Italia è sotto inchiesta per una presunta evasione di  novemila miliardi di lire. Nello specifico la Kraft usa abitualmente organismi geneticamente modificati, pratica la sperimentazione animale in modo cruento e il suo hamburger  “Beef Frankfurters” è inserito negli alimenti cancerogeni, a causa dei pesticidi presenti nella carne trattata.

 

Ricordo che la preghiera di intercessione proposta per il mese di marzo è in favore della Chiesa ortodossa russa e i suoi laici (in particolare per quelli del seminario di Kostroma).

 

 

Qui di seguito si riporta il contenuto integrale da “Ortodossia cristiana”, ai fini della riflessione personale sulle recenti iniziative vaticane in Russia.

DICHIARAZIONE
DEL PATRIARCA ALESSIO II DI MOSCA E DI TUTTA LA RUSSIA E DEL SANTO SINODO DELLA CHIESA RUSSO-ORTODOSSA
riguardo alla recente costituzione di quattro diocesi Cattolico-Romane in territorio russo.

 

Proponiamo questa dichiarazione che non ha trovato se non un piccolissimo eco nella stampa italiana. Dispiace osservare come tale reazione non sia compresa e possa essere passata sotto silenzio se non irrisa. Se nel mondo Cattolico attuale esistono persone di grande levatura umana e spirituale esiste ancora, ed è molto forte, una corrente di pensiero tradizionale secondo la quale bisogna convertire gli altri e invadere la loro casa (compelle intrare!). Perciò chi veramente divide la Cristianità non è l’Oriente che non ha mai fatto proselitismi in Occidente, quanto, piuttosto l’Occidente e questo tipo di Occidente. Purtroppo è caratteristica dei vertici del Cattolicesimo del nostro tempo quella di battere un colpo al cerchio e un colpo alla botte, dichiarare che esistono delle Chiese sorelle (il che riconoscerebbe una "certa" parità e un dovere di ascolto) e poi, come se nulla fosse stato detto, comportarsi da Unica e Valida Chiesa che, quindi, è esautorata dall’osservare anche le minime norme di buon comportamento (come se gli altri non valessero e quindi non esistessero!). Questa dicotomia fa fortemente pensare che dietro a queste diverse tattiche esista un solo fine per il quale ogni mezzo è giustificato sia che comporti l'amicizia sia che comporti la sfacciata invasione. Commentare diversamente i fatti non copre la vergogna di tale gravità. Si può aggiungere che è facile invadere i paesi meno abbienti e drenare loro risorse umane agevolati dalla loro urgente necessità. Siamo perfettamente informati che diversi aderenti a movimenti ecclesiali cattolici si recano in Russia partendo anche dall'Italia. Che fanno se non convertire al cristianesimo popolazioni già cristiane?!?
Ma – come giustamente diceva il card. Camillo Ruini qualche tempo fa’ – non è nei paesi poveri che si vedrà quanto i Cattolici saranno riusciti a predicare il Vangelo e contrastare la secolarizzazione ma in quelli ricchi e, soprattutto, nella nostra Italia. Qui e solo qui si potrà vedere la
reale capacità della Chiesa Cattolica.


 

L'11 Febbraio scorso (2002) è stato annunciato in Vaticano che Papa Giovanni Paolo II ha deciso d'elevare a diocesi le strutture amministrative della Chiesa cattolico-romana nel territorio russo. D'ora in poi il Vaticano, nei suoi documenti, chiamerà il territorio del nostro paese "provincia della chiesa" condotta da un metropolita.

Alla Chiesa russo-ortodossa si è presentato ciò come fatto compiuto mentre, tali materie, secondo la nostra opinione, richiedono una preliminare discussione. Vediamo questa decisione come ostile e minante le prospettive anche le migliori relazioni tra le due Chiese.

Storicamente la Chiesa cattolica nel territorio del nostro paese ha curato pastoralmente il gregge che tradizionalmente le è appartenuto - polacchi, lituani, tedeschi, [etc]. Proprio per questa ragione il territorio russo non è stato diviso in diocesi cattoliche e le parrocchie cattoliche etniche erano parte delle diocesi di Mogilev e Tiraspol. La fondazione di una "provincia della chiesa", di un "metropolitanato", comporta, di fatto, lo stabilimento di una Chiesa nazionale cattolica in Russia con centro a Mosca e con persone russe che, invece, appartengono culturalmente al gregge russo della Chiesa Ortodossa dal punto di vista spirituale e storico.

La formazione di una tale chiesa in Russia tende, di fatto, a sfidare l'Ortodossia radicata nel paese da secoli. Nulla di ciò è mai accaduto nella nostra storia. Inoltre, questa forma d'organizzazione della vita della chiesa cattolica è atipica pure in altri paesi cattolici dove non esiste alcuna provincia della chiesa o diocesi che sia stata propriamente governata da un metropolita.

Il fatto dovrebbe dimostrare che, nell'avere cura dei suoi fedeli nei paesi cattolici, la Chiesa Ortodossa non ha mai cercato di stabilire delle istituzioni ecclesiastiche parallele a quelle cattoliche. Le nostre diocesi stabilite per curare la diaspora ortodossa di lingua russa, ossia i figli della Chiesa russa lontani dalla loro Madrepatria, non seguono alcun lavoro missionario tra la popolazione locale. Se la Chiesa cattolica avesse lavorato in Russia con lo stesso tatto e maniera, come facciamo noi nei paesi cattolici, allora non sarebbe insorta alcuna difficoltà nelle nostre relazioni.

Vediamo, dunque, come qualcosa di assolutamente sbagliato il fatto di riferire a strutture cattoliche esistenti in Russia prima della Rivoluzione del 1917 dei rappresentanti della Chiesa cattolico-romana i quali vorrebbero ripristinare quanto esistente nel passato. Quasi tutte le diocesi cattolico-romane esistiti nell'impero russo all'inizio del XX secolo, erano situate nel territorio di quella che oggi è la Polonia, la Lituania, l'Ucraina e la Bielorussia e non avevano un centro nella città della capitale russa o in una sua altra città. Da allora, i confini del nostro paese come la composizione etnica e confessionale della sua popolazione è cambiata notevolmente. Il numero di cattolici nella Russia attuale è incomparabilmente più piccolo di quello esistente nell'Impero russo del XX secolo.

Siamo convinti che per curare dei cattolici, che non sono così numerosi nel nostro paese, non era necessario elevare la struttura della già esistente chiesa cattolica, stabilendo, così, una speciale divisione della chiesa. Tali azioni della Chiesa cattolico-romana, non condizionate da alcune reali necessità pastorali, rivelano le mire missionarie con le quali è stato fatto il cambiamento. Questa realtà è corroborata da numerosi fatti che mostrano come missionari del clero cattolico lavorino tra la popolazione russa. E' quest'attività che noi chiamiamo proselitistica ed è essa che mantiene uno tra i basilari ostacoli che impediscono il miglioramento delle relazioni tra le nostre due Chiese.

E' particolarmente disdicevole che il Vaticano abbia preso questa decisione proprio prima della prossima tavola rotonda ufficiale tra le nostre Chiese che si terrà alla fine di febbraio. Come risultato, è emersa una seria minaccia per la fragile negoziazione, per cui sarà estremamente difficile sistemare i problemi e le perplessità esistenti tra noi.

La leaderschip della Chiesa cattolica romana è ora responsabile davanti a Dio e alla storia per un tale aggravamento delle nostre relazioni, per la frustrazione della speranza, per la mancata normalizzazione che prima si cominciava a plasmare. L'azione del Vaticano ha posto in pericolo l'abilità dell'Occidente cattolico e dell'Oriente ortodosso di cooperare come due grandi civiltà per il beneficio dell'Europa e del mondo. L'opportunità di una testimonianza cristiana comune davanti all'umanità divisa è stata nuovamente sacrificata per dei momentanei benefici.

Segue, dunque, la domanda: il Vaticano guarda ancora alle relazioni con la Chiesa Ortodossa nei termini di dialogo e cooperazione, come ha continuamente dichiarato, o vede l'Ortodossia come un concorrente indesiderabile? Se è il secondo caso, ogni accordo tra noi è fuori questione.

Ciononostante, continuiamo a ricordare al Vaticano che dovremmo lavorare assieme piuttosto che avere inimicizie dal momento che il mondo confuso aspetta che ortodossi e cattolici prendano posizione in comuni azioni pubbliche. Abbiamo buone relazioni con diocesi, parrocchie e monasteri della Chiesa cattolica e cooperiamo con organizzazioni cattoliche filantropiche e istituzioni educative. Questi esempi rendono possibile sperare che, qualunque difficoltà possa essere stata provocata dall'errata politica del Vaticano verso la Chiesa russa ortodossa, si svilupperanno tra ortodossi e cattolici delle relazioni per instaurare un importante risultato nella conservazione dei valori cristiani e nella vita dell'Europa e del mondo.

Indirizzandoci al nostro gregge, li incitiamo ad essere fedeli alla Santa Ortodossia. Risponderemo con calma e pacificamente, ma fermamente ad ogni tentativo di dividere spiritualmente la nostra gente.

"State dunque ben fermi, cinti i fianchi con la verità, rivestiti con la corazza della giustizia, e avendo come calzatura ai piedi lo zelo per propagare il vangelo della pace" (Ef 6, 14-15).

Altre notizie dall’Agenzia di stampa NEV di Roma

 

LA KEK POTREBBE GIOCARE UN RUOLO DI MEDIAZIONE FRA CATTOLICI E ORTODOSSI RUSSI

Visita del segretario della KEK Clements alla Chiesa ortodossa russa

 

Roma (NEV), 6 marzo 2002 - La Conferenza delle chiese europee (KEK) potrebbe giocare un ruolo importante nel facilitare il dialogo fra la Chiesa ortodossa russa e la Chiesa cattolica, dopo il "gelo ecumenico" conseguente alla recente iniziativa del Pontefice romano di creare quattro nuove diocesi cattoliche in Russia.

Durante una sua recente visita in Russia, dal 23 al 27 febbraio, il segretario generale della KEK, il pastore Keith Clements, ha discusso con i maggiori rappresentanti della chiesa ortodossa sulle prospettive ecumeniche e in particolare sul ruolo degli ortodossi nell'ambito della KEK, sulla Carta Ecumenica e sulla prossima Assemblea della KEK (in Norvegia nel 2003), ma anche sulle tensioni conseguenti alla creazione delle nuove diocesi russe da parte cattolica. "E' stata una discussione franca ed aperta – ha osservato Clements a conclusione della sua visita -. La leadership della Chiesa ortodossa russa ha riaffermato il suo forte sostegno alla KEK e il desiderio di proseguire il proprio impegno nel contesto ecumenico. Fra le priorità espresse - prosegue Clements -, la prosecuzione del dialogo teologico, in particolare con le chiese riformate, e il lavoro nella Commissione Chiesa e società della KEK. Pur avendo ancora molte perplessità su alcuni punti della Carta Ecumenica, la Chiesa russa ha espresso l'impegno di formulare quanto prima una articolata risposta alla Carta, proseguendo così insieme il processo iniziato un anno fa con la sua firma a Strasburgo".

In collaborazione con il Consiglio delle Conferenze episcopali (CCEE), osserva ancora Clements, la KEK potrà giocare in futuro un ruolo di mediazione importante nelle relazioni ecumeniche fra ortodossia e cattolicesimo. E la visita in Russia è stata un primo passo in questa direzione. (nev/lni)

 

LIBERTA' RELIGIOSA: ATTENZIONE DEGLI EVANGELICI ALLA PROPOSTA DI LEGGE DEL GOVERNO

Ma devono proseguire le trattative per l'approvazione delle Intese

 

Roma (NEV), 6 marzo 2002 - Attenzione e una prima valutazione positiva da parte della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI) al disegno di legge sulla libertà di religione e di coscienza che è stato approvato il 1° marzo dal Consiglio dei Ministri: un provvedimento con il quale si  intende dare piena attuazione ai principi costituzionali in materia di libertà di coscienza e contestualmente abrogare la normativa ancora vigente sui cosiddetti "culti ammessi" (Legge del 1929), vale a dire l'esercizio di culti diversi da quello cattolico.

"L'iniziativa del Governo - afferma il presidente FCEI, Gianni Long -, sostanzialmente simile a quella discussa nella passata legislatura, merita apprezzamento. I contenuti del disegno di legge - attualmente non ancora noto nella sua interezza - andranno esaminati con attenzione. Nel corso del lungo iter parlamentare nella scorsa legislatura molti punti del progetto, a suo tempo presentato dal Governo Prodi, erano stati migliorati, in un serrato confronto della Commissione Affari Costituzionali della Camera con le confessioni religiose interessate, oltre che con il mondo scientifico e culturale. E' sperabile - afferma ancora Long - che il nuovo progetto mantenga gli equilibri che erano stati individuati e che soprattutto venga mantenuto il metodo del confronto".

"Le chiese evangeliche italiane - precisa il presidente della FCEI – avevano negli anni scorsi espresso il timore che una legge generale potesse porre in secondo piano l'attuazione dell'art. 8 della Costituzione, cioè la stipula di Intese con tutte le confessioni religiose che lo desiderano. Auspichiamo quindi che proseguano le trattative per nuove Intese e che vengano votate dal Parlamento quelle approvate nel 2000 con l'Unione Buddista Italiana e con i Testimoni di Geova".

"Occorre comunque prendere atto del fatto - conclude il presidente della FCEI - che alcune confessioni, anche numericamente rilevanti, auspicano che sia fissata una nuova normativa sulla libertà religiosa, nell'attesa di specifiche Intese o - per alcune confessioni - anche al posto delle Intese.

E' auspicabile - conclude - che l'iniziativa del Governo possa portare ad un positivo risultato, garantendo i diritti costituzionali e migliorando la condizione giuridica delle confessioni religiose minoritarie". (nev/lni)

 

 

CHIESE E SOCIETA' CIVILE DI FRONTE ALLA GLOBALIZZAZIONE DELL'ECONOMIA

Un documento della Commissione globalizzazione e ambiente della FCEI

 

Roma (NEV), 6 marzo 2002 - "La globalizzazione e l'Italia" è un documento elaborato dalla Commissione globalizzazione e ambiente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (GLAM/FCEI), in preparazione di una Consultazione delle chiese dell'Europa occidentale sul tema "Globalizzazione e finanza" (in Olanda a giugno), indetta dall'Alleanza riformata mondiale (ARM), dalla Federazione luterana mondiale (FLM), dal Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) e dalla Conferenza delle chiese europee (KEK).

Il documento analizza il modo in cui la società italiana ha percepito e reagito in questi anni al fenomeno della globalizzazione economica, esamina alcuni effetti sulla società e offre infine un quadro sintetico della risposta della società e delle chiese italiane alla globalizzazione economica.

Solo una minoranza di persone ha rilevato inizialmente gli aspetti negativi del fenomeno della globalizzazione, osserva il documento, diventati più visibili in questi anni con l'inversione del ciclo economico e la recessione delle economie occidentali. In particolare il documento si sofferma sugli "effetti negativi della 'finanziarizzazione dell'economia'. L'obiettivo della massimizzazione del profitto - si legge nel testo - porta alla prevalenza degli investimenti speculativi su quelli produttivi; gli intermediari finanziari e gli investitori istituzionali puntano molto più sull'investimento finanziario che non su quello reale legato alla produzione di beni e servizi; l'obiettivo è quello di ottenere il massimo rendimento nel breve termine".

Il documento prosegue con una analisi del "Ruolo dei governi" degli ultimi anni. In particolare nella seconda metà del quinquennio di governo del centrosinistra, "le misure di tipo liberista hanno avuto il sopravvento", con provvedimenti che hanno privilegiato la liberalizzazione del mercato del lavoro, la privatizzazione di enti di stato, aziende pubbliche, e dato avvio all'ingresso dei privati nel sistema scolastico pubblico e nelle università.

Quanto all'attuale governo di centro-destra, questo si presenta come "entusiasta fautore della globalizzazione e propenso ad approfondire ulteriormente le misure liberiste".

Agli svariati "Effetti sulla società" provocati dalla globalizzazione (sul versante sociale, politico, culturale), il documento fa seguire un' articolata analisi della "Risposta della società" e della "Risposta delle chiese". Il movimento antiliberista - si legge - si è esteso e radicato in Italia negli ultimi anni, nonostante "il tentativo di delegittimazione a mezzo della violenza" subito al G8 a Ge



(Il messaggio è stato troncato perché superiore a 64k)
Mer 13 Mar 2002 9:31 pm

mauriziobenazzi
Offline Offline
Invia email Invia email

Inoltra Messaggio #22 di 289 |
Espandi messaggi Autore Disponi per data

Orientamenti ecumenici nella prospettiva del sacerdozio universale dei credenti È una newsletter a cura del â€Gruppo laico di spiritualità ecumenicaâ€. ...
Maurizio Benazzi
mauriziobenazzi
Offline Invia email
13 Mar 2002
9:22 pm

Orientamenti ecumenici Orientamenti ecumenici nella prospettiva del sacerdozio universale dei credenti È una newsletter a cura del ”Gruppo laico di...
Maurizio Benazzi
mauriziobenazzi
Offline Invia email
7 Apr 2002
1:42 pm
Avanzata

Copyright ? 2009 Yahoo! Tutti i diritti riservati.
La Tua Privacy - Testo aggiornato - Condizioni generali di utilizzo del servizio - Linee guida - Aiuto

?