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Fra la veglia di Pentecoste di Milano e le lettere ricevute   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #232 di 289 |

 Orientamenti ecumenici non esprime preferenze partitiche in occasioni di elezioni ma, in occasione delle imminenti regionali friulane, solidarizza col candidato valdese alla carica della Presidenza della regione di fronte a spropositati attacchi, di tipo etico e confessionale, provenienti dall’organo di informazione di Forza Italia.  Si invitano pertanto gli evangelici simpatizzanti di forze governative a riflettere seriamente e, se è il caso, a cambiare la propria scelta di voto, proprio in quella regione, al fine di dare un chiaro segnale di dissenso a certe metodologie che appaiono più di regime che di dialettica e confronto democratico. Troppi silenzi inoltre abbiamo ascoltato intorno a quanto qui denunciato da parte sia di altre aree confessionali che dallo stesso ebraismo italiano e dintorni.

 

Orientamenti ecumenici è una voce controcorrente per dire quello che pensi ….

 

 

Parola per venerdì 6 giugno 2003

 

Tu hai fatto l'uomo dominare

sulle opere delle tue mani,

hai posto ogni cosa sotto i suoi piedi.

Salmo 8:6

 

Spunto di riflessione

 

Dammi coraggio
Signore, dammi
coraggio per vivere.
Un coraggio gioioso, Signore.
Permettimi di sorridere anche quando il cuore trema.
Permetti che i segni di un sorriso
intorno ai miei occhi
lascino traccia sulle mie guance.

Signore, dammi coraggio per vivere.
Un coraggio che viene
dalla certezza del tuo perdono
.
Coraggio per affrontare me stesso.
Coraggio per essere testimone di te
di fronte a chi mi minaccia
.
Coraggio nel sapere che tu mi accogli. Sempre.

Signore, dammi coraggio per vivere.
Un coraggio nelle ore vuote di senso.
Un coraggio di sfidare la violenza dei potenti.
Il coraggio della fede in chi sa rovesciare i troni,
riempire di beni gli affamati
e rimandare a mani vuote i ricchi.
Il coraggio della giustizia e della pace.

Signore, donami coraggio per vivere
se i sentimenti spariscono.
E se perderò qualcosa o qualcuno
fa’ che non perda me stesso.
Permettimi di rimanere stretto a te
sapendo che tu ci sei, che sei vivo
e che mi accompagni
tutti i giorni della mia vita. Amen!
da Riforma 9/5/03

 

Leggi la Bibbia diventerai un genio ;-)

 


Un curioso studio statistico sull’origine delle personalità eccezionali asserisce che un quinto sono orfani di padre, uno su sei ha studiato poco e il 5% è figlio di pastore protestante.


Come nascono i geni? In quali condizioni e in quali situazioni appaiono le personalità eccezionali, capaci di influenzare il destino dei loro simili? A una simile domanda ha cercato di dare una risposta scientifica Claude Thélot, presidente dell’Haut Conseil de l’évaluation de l’école; il risultato delle sue riflessioni è apparso in un libro pubblicato da Seuil: «L’Origine des génies». L’umanità ha sempre sognato di trovare il metodo giusto per produrre un’élite di cervelloni, se non proprio dei geni. Con il feroce umorismo che lo distinse, Georges Bernard Shaw mise in guardia i suoi contemporanei: non basta incrociare un premio Nobel con una seducente attricetta per ottenere un individuo bello e intelligente; la natura potrebbe vendicarsi di tanta ingenuità dando vita ad una progenitura brutta e stupida. […] Il primo dato messo in evidenza in questo interessante studio è inconfutabile: i geni sono sempre stati rarissimi. Secondo l’autore, ogni secolo non ne produce più di tre ogni dieci milioni di abitanti. Il calcolo è presto fatto. Dal XV secolo ad oggi Thélot ha passato al setaccio le personalità eccezionali che in Europa e in America si sono distinte in campi diversi come la filosofia, la letteratura, le arti, le scienze e «l’azione». In tutto ha catalogato 350 «creatori» sui quali non è possibile, secondo lui, alcuna contestazione in quanto dotati delle qualità indispensabili del genio: creatività, accanimento, intuizione folgorante. Leonardo da Vinci, Shakespeare, Gutenberg, Wagner, Darwin, Laplace, Einstein […]. Thélot ha poi analizzato con la lente della sociologia le personalità da lui sistemate nel Pantheon dell’eccezionalità intellettuale. Emergono una serie di interessanti informazioni. Se un genio su due è frutto di un ambiente ricco e colto, come Voltaire, Proust, Tolstoj (il che non ci coglie di sorpresa), ben uno ogni 4 esce da un ambiente popolare. Si tratta per lo più di artisti e inventori, probabilmente frutto dell’incontro fortunato tra una personalità originale e gli opportuni stimoli culturali. Insomma, anche in questo caso non esiste determinismo: tutto è possibile, o quasi. L’autore cita alcuni esempi, tra cui quello del grande architetto e scultore brasiliano Aleijadinho (1738-1814), figlio di un architetto portoghese e di una schiava nera, e quello del musicista Georges Bizet, il cui padre era un parrucchiere e la madre una signora di una famiglia importante. Un genio su sei ha usufruito solo di un’istruzione elementare; ma in ogni caso è più facile trovare creatori autodidatti nel campo letterario che in quello scientifico. L’analisi sociologica di Thélot si è spinta fino ad esaminare la composizione della famiglia degli eletti, da cui trae conclusioni sorprendenti: tra i letterati molti sono gli orfani di padre (22% circa), quindi l’assenza del padre sembra favorire il bernoccolo letterario. Non solo: i geni, dice l’autore, sono spesso figli di pastori protestanti (il 5%), un fatto che non può essere casuale. Hobbes, Nietzsche, Martin Luther King, Albert Schweitzer, Euler, MacLaurin, Abel… Quale la ragione? L’autore non ha dubbi: l’importanza attribuita alla Bibbia. «Tranne che per le arti e la musica, non solo la lettura è fonda mentale, ma spiega spesso la genialità»

.
da Avvenire 4/5/03

 

 

Anche questo mese  O.E. sostiene i lettori e le lettrici del foglio della comunità cristiana di base di Pinerolo (TO) mediante la diffusione, nel prossimo numero, dei files integrali ricevuti; si ringrazia Paolo Sales per il servizio fornito anche a questa newsletter elettronica: non ci dimentichiamo di Voi!

 

 

Pace con Dio

pace fra le creature

Veglia Ecumenica

di Pentecoste

 

sabato 7 giugno 2003

 

In cammino verso Pentecoste

 

Ore 20.00

Ritrovo e preghiera allo Spirito in tre differenti Chiese di Milano:

 

Parrocchia S. Maria del Carmine

piazza del Carmine, 2

 

Chiesa Copta Ortodossa

Via Senato, 4

 

Chiesa Evangelica Valdese

Via Francesco Sforza, 12

 

Itinerari convergenti nel Duomo di Milano a partire dalle tre diverse Chiese.

Invochiamo lo Spirito sul mondo

 

Ore 21.00

Nel Duomo di Milano.

L’Arcivescovo Card. Dionigi Tettamanzi

accoglie rappresentanti di Chiese Cristiane e di Comunità etniche.

 

Veglia di Preghiera

 

Rendiamo grazie a Dio per la bontà della Creazione.

Chiediamo perdono per il peccato della divisione.

Lodiamo il Signore per il dono dello Spirito Santo.

 

I popoli cantano per la pace

 

Ore 22.00:

In Piazza Duomo.

Festa con cori di diverse tradizioni

culturali e confessionali.

 

La Veglia ecumenica è promossa dal Consiglio delle Chiese Cristiane di Milano con la collaborazione di:

Agesci

Centro ecumenico europeo per la pace

Comunità filippina presso S. Maria del Carmine

Comunità di S. Egidio

Federazione giovanile evangelica italiana

Federazione oratori milanesi

Gruppo giovani ortodossi

Giovani del movimento dei focolari

Rinnovamento nello Spirito

Segretariato attività ecumeniche

Servizi per l’ecumenismo e il dialogo e per la pastorale

dei migranti dell’Arcidiocesi di Milano

Per informazioni: tel. 02 8556 303 - 02 8556 337

 

 

 

Informazioni da NEV

 

Il presidente della FCEI scrive al presidente del Consiglio Berlusconi

L’ultimo progetto di legge sulla libertà religiosa: “E’ peggiore della legislazione del 1929-1930”

 

Roma (NEV), 4 giugno 2003 - In una lettera al presidente del Consiglio, on. Silvio Berlusconi, il presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), prof. Gianni Long, esprime una serie di critiche sul testo di legge in materia di libertà religiosa che in questi giorni è giunto all’esame parlamentare.

Long, scrivendo a nome delle chiese evangeliche italiane – quindi anche di quelle che non aderiscono alla FCEI, come le Assemblee di Dio in Italia (ADI) o l’Unione delle chiese cristiane avventiste (UICCA) – ricorda al presidente Berlusconi che le chiese evangeliche italiane restano persuase che in materia di libertà religiosa “la via più rispettosa del dettato costituzionale sia quella della stipula di nuove intese, riducendo sempre più l’area delle cosiddette ‘confessioni senza intesa’. Tuttavia queste chiese – prosegue il presidente della FCEI - hanno sempre collaborato lealmente con gli organismi governativi e parlamentari per l’individuazione di una normativa idonea a regolare le diverse situazioni nel rispetto dei principi costituzionali.  In questo senso il disegno di legge presentato dal Suo Governo il 18 marzo 2002 appariva idoneo a risolvere in modo positivo il problema”.

Del tutto diverso è invece il giudizio degli evangelici italiani sul testo giunto alla Camera nei giorni scorsi: “I numerosi emendamenti approvati in Commissione hanno completamente snaturato il testo che oggi sembra tale da non garantire la libertà e la chiarezza delle disposizioni normative” scrive Long, temendo che le norme in discussione possano produrre delle “discriminazioni” nei confronti di chi non ha una fede religiosa; così come desta molte perplessità il meccanismo di riconoscimento delle “guide spirituali” sulle quali il Ministro dell’Interno avrebbe una sorta di controllo. “Era molto più chiaro ed efficace il disegno di legge governativo – scrive Long - che affidava alle confessioni con personalità giuridica, oltre che a quelle con intese, la certificazione dei propri ministri, lasciando l’approvazione ministeriale per i ministri di confessioni prive di personalità giuridica”.

Perplessità vengono avanzate anche relativamente alle norme in materia di celebrazioni di matrimoni e di manifestazione del pensiero mediante affissioni nei luoghi di culto. A questo riguardo il presidente della FCEI giudica del tutto tautologica la norma secondo cui “La libertà di manifestare la propria religione o il proprio credo può essere sottoposta unicamente alle restrizioni previste dalla legge e che siano necessarie per la tutela della sicurezza pubblica, dell’ordine pubblico e della sanità pubblica, della morale pubblica o degli altrui diritti e libertà fondamentali”. Questa formulazione, “piuttosto oscura, rischia di configurare forme di censura preventiva”.

Molto negativo il giudizio del presidente della FCEI riguardo alle norme per il riconoscimento giuridico: il progetto in discussione prevede che possa essere garantito solo alle confessioni ed agli enti esponenziali che le rappresentano, escludendo così associazioni e fondazioni che hanno fine di religione o culto.  Seguono quindi alcuni rilievi in materia di iscrizione dei ministri di culto al Fondo speciale di Previdenza.

In conclusione, scrive Long “l’insieme del progetto, così come modificato, sembra dare l’impressione che la libertà, e in primo luogo quella religiosa, sia vista come un pericolo da scongiurare. Ben comprendiamo le preoccupazioni sollevate dal terrorismo internazionale o da degenerazioni di movimenti pseudo-religiosi. Ma certo la libertà di tutti, minoranze e maggioranze, è un bene che deve essere perseguito da tutti. Il testo come oggi configurato sembra delineare un passo indietro anche rispetto alla situazione esistente. E’ meglio la legislazione del 1929-30, così come modificata e interpretata negli ultimi decenni, di una normativa confusa e che rischia di porsi in contrasto con la Costituzione, con i documenti internazionali ed europei sui diritti fondamentali e con la nobile tradizione di libertà religiosa che ha caratterizzato la recente storia italiana”. Da qui una richiesta molto precisa al presidente Berlusconi: “intervenga” affinché il testo sia “approvato nella sua originaria formulazione”. (nev/gu)

(In documentazione il testo integrale della lettera)

 

 

Kirchentag/1. Concluso a Berlino il primo “Kirchentag” ecumenico della storia

Più di 200 mila protestanti e cattolici hanno partecipato all’avvenimento

 

Roma (NEV), 4 giugno 2003 - Chiusura in grande stile per il primo “Kirchentag” (giornata della chiesa) ecumenico (KTE) della storia. Una cerimonia religiosa sul palco installato davanti il Reichstag berlinese ha posto la parola fine a questo evento unico (si è parlato della possibilità di organizzarne un secondo), lanciando una prospettiva che ora sta alle chiese e al popolo ecumenico dei laici, raccogliere. 

Manfred Kock, presidente della Chiesa evangelica tedesca (EKD), e il cardinale Karl Lehmann, presidente della Conferenza episcopale tedesca, hanno predicato a voci alterne sul Salmo 67: “Ti lodino i popoli, o Dio, tutti quanti i popoli ti lodino!” nel quadro di una celebrazione liturgica condotta a più voci dai più autorevoli rappresentanti delle chiese cristiane in Germania. “L’ecumenismo marca qui in Germania un'altra pietra miliare del suo cammino. Quello che è stato fatto qui non si potrà cancellare”, ha detto Kock, durante la cerimonia di chiusura, riferendosi anche alla firma della “Carta Ecumenica” (vedi notizia successiva).

Bilancio più che positivo per la manifestazione: i 200 mila protestanti e cattolici (la cifra è accurata perché chi si iscrive e partecipa deve pagare un modesto contributo che copre le spese della mastodontica organizzazione) hanno vissuto insieme una full immersion di incontri, dibattiti, feste. Si era partiti 5 giorni prima con un culto comune davanti alla porta di Brandeburgo, per gettarsi poi in un programma di più di 3200 eventi, incontri, riunioni di preghiera, studi biblici. Una kermesse cui hanno partecipato anche il cancelliere Schröder, il Dalai Lama, 5000 stranieri e i rappresentanti del mondo ebraico ed islamico. Nell’enorme “agorà”, centinaia di stand dei gruppi laici e religiosi. Il dibattito teologico ha richiamato molti giovani, il 40% dei partecipanti con meno di 30 anni.

“Ci sono molte più cose che ci uniscono di quelle ce ci dividono” hanno tenuto a sottolineare Elisabeth Raiser, presidente evangelica del KTE e Joachim Meyer, presidente cattolico.

Il tutto molto “religiously correct”, le voci fuori dal coro - ce ne sono state - sono state tenute a bada, magari ospitati, ma in tono minore e senza il marchio KTE. Tra di loro, Hans Küng, controverso teologo cattolico, è stato tuttavia festeggiato come una pop star. Non meno di 3000 persone si erano raccolte per ascoltarlo e altrettante sono rimaste fuori. “C’è una discrepanza dolorosa tra le istituzioni ecclesiastiche e la realtà della chiesa” ha notato il 75enne teologo.

Una Santa Cena protestante aperta a tutti è stata organizzata nella chiesa ugonotta più antica di Berlino sita sulla Gendarmen Marktplatz: un migliaio di protestanti e cattolici hanno condiviso il pane e il vino. Il culto è stato celebrato in tre lingue (francese, tedesco e italiano). Per la parte italiana il pastore valdese Giuseppe Platone ha ribadito l’esistenza di differenze e ostacoli che, pur frapponendosi nel cammino verso l’unità dei cristiani, costituiscono una ricchezza sulla quale strutturare il futuro lavoro comune.

Domenica mattina, durante la cerimonia di chiusura, scandita da ritmi televisivi, ma da una intensa partecipazione emotiva, l’eucaristia è stata sostituita da un gesto simbolico: i fedeli, provvisti di ciotole piene d’acqua, hanno segnato una croce sulla fronte gli uni degli altri. Non ancora l’intercomunione, ma un gesto di fratellanza impegnativo e per molti emozionante. (nev/pel)

 

 

Kirchentag/2. Firmata da 16 chiese cristiane tedesche la “Carta Ecumenica”

In occasione del “Kirchentag “ecumenico tutti riuniti in una solenne cerimonia

 

Roma (NEV), 4 giugno 2003 – La “Carta Ecumenica” è stata firmata e varata a Berlino il 30 maggio scorso da tutte le chiese tedesche in occasione del primo “Kirchentag” ecumenico (28 maggio – 1 giugno). Tra i firmatari del documento rappresentanti di tutte le tradizioni cristiane presenti in Germania: ortodossi (etiopi, armeni-apostoloci, copti, siri di Antiochia), cattolici, protestanti (luterani, riformati, metodisti, Esercito della salvezza e chiese libere, ecc.), mennoniti, anglicani e vecchio-cattolici. Il documento tradotto in 30 lingue e lanciato nell’aprile del 2001 a Strasburgo (Francia) dalla Conferenza delle chiese europee (KEK) e dal Consiglio delle conferenze episcopali d’Europa (CCEE), descrive i fondamentali doveri e diritti ecumenici tracciando delle linee-guida per la crescita della cooperazione tra le chiese in Europa. Firmando ora questo documento, che in altri paesi d’Europa è ancora in via di approvazione, i cristiani tedeschi si impegnano insieme al dialogo e alla collaborazione.

Durante la solenne cerimonia, alla quale ha partecipato un migliaio di persone, hanno preso la parola i presidenti della KEK e del CCEE, rispettivamente il metropolita Geremia (Svizzera) e il vescovo Amedée Grab di Coira (Svizzera). Ha partecipato alla cerimonia di Berlino anche il segretario generale della KEK, il pastore battista Keith Clements, per il quale questa celebrazione rappresenta una pietra miliare nella recente storia della “Carta” dal suo concepimento ad oggi. Clements si è augurato che la firma apposta al documento possa dare un nuovo impulso alle grandi sfide oggi esistenti tra i cristiani, inclusa quella dell’intercomunione. (nev/gc)

 

 

Ospitalità eucaristica: una chiesa protestante di Berlino ospita i cattolici disubbidienti

A latere del “Kirchentag” ecumenico si è celebrata l’intercomunione

 

Roma (NEV), 4 giugno 2003 - Bernhard Kroll e Gotthold Hasenhüttl sono i due sacerdoti cattolici che - in occasione del primo “Kirchentag” ecumenico (KTE) della storia, tenutosi a Berlino (Germania) dal 28 maggio al 1° giugno - hanno infranto la dottrina cattolica circa l’impossibilità dell’intercomunione. Rischiando grosso i due preti dissidenti hanno sfidato il divieto papale dell’ospitalità eucaristica tra cattolici e protestanti recentemente ribadito nell’enciclica “Ecclesia de Eucharistia”.

Seppure auspicata da più parti, al primo grande raduno ecumenico tedesco non era prevista dal programma ufficiale nessuna celebrazione di intercomunione tra cattolici e protestanti. Dopo la pubblicazione dell’enciclica papale gli organizzatori hanno preferito rinunciarci.

A latere del "Kirchentag" – quindi non nell’ambito del programma ufficiale – lo scorso giovedì sera nella chiesa evangelica dei Gethsemani situata nel quartiere Prenzlauer Berg Nord, il 69enne sacerdote cattolico Gotthold Hasenhüttl, professore emerito di teologia sistematica, ha presieduto insieme alla pastora luterana Brigitte Enzer-Probst la cerimonia ecumenica secondo il rito cattolico. In una chiesa gremita – più di 2500 i partecipanti - Hasenhüttl ha invitato i non-cattolici a prendere il pane e il vino dell’eucarestia cattolica. Al termine della celebrazione organizzata dalla comunità evangelica Prenzlauer Berg Nord di Berlino, dai cattolici di “Wir sind Kirche” (Noi siamo chiesa) e dall’”Iniziative Kirche von unten” (Iniziativa chiesa dal basso), Hasenhüttl ha dichiarato all’Agenzia ecumenica ENI: ”Spero che quello che abbiamo vissuto stasera si possa ripetere sempre più spesso”. Più difficile la situazione del prete cattolico Bernhard Kroll che sabato sera, nella stessa chiesa protestante di Berlino, ha accettato di ricevere durante il culto ecumenico la “Cena del Signore” infrangendo il divieto della chiesa cattolica: ai cattolici è infatti vietato prendere il pane e il vino della “Cena” evangelica. Il 42enne sacerdote della diocesi di Eichstätt ha affrontato consapevolmente il rischio della sospensione: “I tempi sono maturi per fare questo passo”, ha dichiarato lunedì scorso alla “Süddeutsche Zeitung”, sottolineando come nella sua parrocchia l’ospitalità eucaristica sia la prassi ai matrimoni, ai battesimi, ai funerali. Per Kroll l’eucarestia è un segno di unità in un mondo lacerato e ingiusto, non è ammissibile che cristiani si escludano a vicenda, ha sostenuto. (nev/gc)

 

 

Messaggio dei presidenti del CEC alle chiese: “Una guida è giunta a noi”

Pentecoste 2003: ”Lo Spirito Santo è il nostro aiuto, la nostra guida, quando siamo afflitti”

 

Roma (NEV), 4 giugno 2003 – Lo Spirito Santo come guida e consolazione quando siamo afflitti: nel tradizionale messaggio di Pentecoste dei presidenti del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) c’è quest’anno il richiamo alla forza dello Spirito come guida nel momento del bisogno. Si legge nel testo: “Il termine greco utilizzato da Giovanni per descrivere lo Spirito Santo è ‘Parakletos’, che significa avvocato, consigliere, consolatore e difensore. Lo Spirito è la nostra guida, la nostra consolazione quando siamo nell’afflizione”. Ribadita nel messaggio la forza dello Spirito Santo per tutto il mondo: “Annunciando la sua partenza, Gesù fa la promessa che un avvocato, lo Spirito Santo, sarà inviato per agire come guida, per insegnare che il mondo ha fondamentalmente torto sulla sua concezione di peccato e di giustizia (…) Gesù dice chiaramente ai suoi discepoli che lo Spirito non rimpiazzerà mai la sua opera e la sua persona, ma continuerà a trasmettere ai credenti la ricchezza della benedizione dell’attività di Dio che i primi discepoli hanno conosciuto in Cristo, che li ha guidati – e che ci guida oggi – nell’interezza della verità”. Rinnovato anche quest’anno nel messaggio un riferimento all’iniziativa: “Decennio contro la violenza” che il CEC ha lanciato nel 2001 e da quella data celebrato in tutto il mondo: “Per noi credenti la Pentecoste è il giorno in cui celebriamo lo Spirito Santo, la guida che Gesù ha promesso ai suoi discepoli, guida di verità e giustizia”. Il messaggio dei presidenti del CEC conclude: “Lo Spirito Santo, la guida, ci dona la possibilità di amare colui che è diverso da noi per riunirci in una sola famiglia, nella ricchezza della diversità. Siamo chiamati dalla grazia di Dio a parlare con una sola voce e a servire con un solo cuore agendo nell’unità”. La tradizione del messaggio di Pentecoste alle chiese risale agli anni ‘50: viene redatto dagli 8 presidenti del CEC, che rappresentano le regioni del mondo in cui il Consiglio ecumenico è presente. (nev/gmg)

 

 

Grecia: quale ruolo per gli ortodossi nel Consiglio ecumenico delle chiese?

Per rispondere a questa domanda, riunita a Salonicco la Commissione speciale del CEC

 

Roma (NEV), 4 giugno 2003 - Quali modalità di partecipazione per gli ortodossi in seno al Consiglio ecumenico delle chiese (CEC)? Questa la domanda alla quale tenterà di dare una risposta il Comitato direttivo della Commissione speciale del CEC che si occupa di valorizzare la componente ortodossa dell’autorevole organismo ecumenico internazionale con sede a Ginevra.

Dal 4 al 7 giugno i 14 membri del Comitato direttivo della “Commissione speciale sulla partecipazione degli ortodossi al CEC” – sette ortodossi e sette rappresentanti di altre chiese membro - si riuniranno a Salonicco (Grecia) dove, 5 anni fa, per la prima volta furono pubblicamente espressi i malumori degli ortodossi nei confronti del CEC.

Nell’agosto dello scorso anno la Commissione speciale - creata dopo l’ultima Assemblea del CEC (Harare, Zimbawe, 1998) per rispondere ad alcune richieste specifiche degli ortodossi - aveva sottoposto al Comitato del CEC una serie di raccomandazioni con l’intento di migliorare la partecipazione degli ortodossi al Consiglio ecumenico; l’incontro previsto per i prossimi giorni è ora teso ad esaminare la reale efficacia di queste raccomandazioni.

Il Comitato direttivo della Commissione speciale valuterà i progressi ottenuti e proporrà delle misure per conseguire meglio alcuni obiettivi: meccanismo del processo decisionale attraverso il consenso; ridefinizione della veste di membro del CEC e del sistema di rappresentanza; proposta di massima per la preghiera comune; studio sulle fondamentali differenze che si manifestano tra le concezioni che le chiese ortodosse e le chiese sorte dalla Riforma hanno di loro stesse. La Commissione speciale cercherà di capire se con queste raccomandazioni sarà possibile ovviare alle preoccupazioni espresse da tempo dagli ortodossi. Secondo Konrad Raiser,  segretario generale del CEC, la messa in pratica di queste raccomandazioni può realisticamente favorire “un cambiamento della nostra cultura istituzionale,  un allargamento del tavolo ecumenico, un rafforzamento del rapporto tra le varie chiese cristiane, ed infine, un rinnovamento della loro testimonianza e del loro ministero”.

L’incontro del Comitato direttivo della Commissione speciale è stato preceduto da un simposio internazionale sul tema “La teologia ortodossa e il futuro del dialogo ecumenico: prospettive e problemi”, organizzato dall’Università “Aristotele” della Scuola di teologia di Salonicco, sotto l’egida di Sua Beatitudine Christodoulos, arcivescovo di Atene e di tutta la Grecia.  (nev/gc)

 

 

CEC: ma a nome di chi parla il G-8?

 

Roma (NEV), 4 giugno 2003 – Durante il summit del G-8 a Evian, Francia (1-3 giugno), a 40 chilometri di distanza, a Ginevra, Svizzera, nella sede del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC), si è tenuto un incontro di leader religiosi del mondo “per sottolineare che si può dissentire pacificamente da quanto stabiliscono i leader delle otto nazioni più industrializzate del mondo”.  Convocato dal CEC, dalla Federazione luterana mondiale (FLM), dalla Conferenza delle chiese europee (KEK) e dall’Alleanza riformata mondiale (ARM), l’incontro è stato coordinato dal direttore del Dipartimento del CEC per l’economia e la giustizia, Rogate Mshana. “Noi pensiamo che il G-8 sia un gruppo illegittimo, non eletto dai popoli, che vuole governare il mondo – è stato il duro commento di Mshana -. Ci chiediamo a quale titolo prenda decisioni che coinvolgono tutto il mondo”. Un documento sul ruolo dei credenti nel quadro dei temi affrontati dal G-8 (globalizzazione, sicurezza, democrazia, lotta all’Aids) verrà successivamente diffuso alle chiese. (nev/gu)

 

 

TELEGRAFO

 

(NEV/ENI) -Si riuniscono domani a Parigi leader religiosi francesi con il Dipartimento per gli affari internazionali del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC-CCIA) per esaminare gli sviluppi della situazione in Medio Oriente. Alla riunione, coordinata dal pastore Jean Arnold de Clermont, presidente della Federazione protestante francese, partecipano leader cattolici, battisti, anglicani, luterani, pentecostali e riformati per "riflettere sul ruolo delle chiese nella regione, per riconfermare l'importanza del ruolo delle Nazioni Unite e del diritto internazionale nel rapporto tra i popoli". Al termine dei lavori i partecipanti saranno ricevuti dal Ministro degli Esteri francese.

 

(NEV/ENI) - "L'islam sarà la religione ufficiale dello Stato; le altre religioni monoteistiche saranno rispettate": così è scritto all'articolo 6 della bozza di Costituzione preparata dall'Autorità Palestinese; articolo che ha subito suscitato la preoccupazione dei leader cristiani palestinesi. L'arcivescovo anglicano di Gerusalemme, Riah Abu Al-Assal, ha rilevato che, pur essendo la maggioranza dei palestinesi di religione musulmana, una costituzione veramente democratica non può contemplare l'esistenza di una "religione di Stato".

 

(NEV) - "Non dobbiamo pensare che noi cristiani siamo i luogotenenti di Cristo, che la Chiesa possa sostituirlo; la chiesa può solo riconoscere la Sua Parola, vivendo sotto la sua benedizione e il suo sguardo favorevole". Così ha ricordato la pastora Maria Bonafede, vicemoderatore della Tavola valdese, nel corso di una riunione ecumenica in preparazione della Pentecoste che ha visto riuniti a Roma nella chiesa luterana leader religiosi della capitale. Erano presenti anglicani, luterani, riformati, ortodossi e cattolici, tra i quali monsignor Rino Fisichella, presidente della Commissione diocesana per l'ecumenismo.

 

(NEV/ICP) - "Non possiamo essere chiesa se non affrontiamo seriamente i problemi economici, sociali e politici che i nostri popoli subiscono quotidianamente". Così ha commentato chiudendo i lavori dell'ottava Assemblea del Consiglio delle chiese metodiste dell'America Latina e dei Caraibi (CIEMAL, San Paolo, Brasile, 17-22 maggio) il vescovo metodista argentino Aldo Etchegoyen, segretario generale dell'organizzazione. Il leader metodista ha esortato le chiese del continente a proseguire con fermezza nel cammino di testimonianza a fianco dei popoli latinoamericani alla ricerca della pace, della giustizia e della salvaguardia del creato.

 

(NEV) – “E' opportuno che la scuola pubblica offra a tutti gli allievi gli elementi critici di lettura del fatto religioso nella pluralità delle sue manifestazioni affinchè imparino a rispettare le diversità religiose in un orizzonte di pacificazione sociale". Così è scritto in una dichiarazione ufficiale del Sinodo della Chiesa evangelica riformata nel Ticino (CERT). Inoltre, prosegue il documento, è necessario che venga garantita "la reale e piena laicità di tale insegnamento e che lo Stato si assuma la scelta dei docenti, la loro formazione e la vigilanza didattica sui programmi e sulla loro applicazione".

 

(NEV) - Il "Premio Crotone Storia e Memoria" è stato assegnato, significativamente il 2 giugno, al volume dello storico metodista Giorgio Spini "La strada della Liberazione", edito dalla Claudiana. Una ricostruzione per tappe che, dagli anni della formazione religiosa e civile nella famiglia fiorentina divenuta protestante durante il Risorgimento, attraversa fasi cruciali della vita straordinaria di Spini: gli anni universitari e le prime esperienze culturali e politiche, l'arruolamento nell'esercito, l'adesione al Partito d'Azione, il passaggio delle linee del Fronte dopo l'8 settembre, la partecipazione alla guerra di Liberazione nell'ottava Armata britannica, la fine del conflitto in Italia e il ritorno alla vita civile. Editrice Claudiana, via Principe Tommaso 1, 10125 Torino.

 

(NEV) - Accogliere ed esaminare i risultati della critica biblica moderna, lasciando l'ultima parola al testo nella forma in cui è arrivato fino a noi, nel rispetto degli autori biblici. E' la formula adottata da Rolf Rendtorff anche nel secondo volume di "Teologia dell'Antico Testamento" (Editrice Claudiana, pagg. 110, euro 10) in cui affronta lo sviluppo tematico, ossia i temi principali, delle varie parti dell'Antico Testamento, cercando di trarne un'immagine complessiva. Conclude il volume un'ampia sezione dedicata allo studio del rapporto fra le teologie ebraica e cristiana della Bibbia. Rendtorff è professore emerito di teologia dell'Antico Testamento all'Università di Heidelberg.

 

(NEV) - Una raccolta di documenti delle chiese protestanti sulla guerra in Iraq e uno studio biblico di Cristina Arcidiacono ("La strada interrotta") aprono il numero 183 di "Gioventù Evangelica", rivista trimestrale della Federazione giovanile evangelica italiana (FGEI), diretta da Giorgio Guelmani e Michele Rostan. In sommario anche un saggio di Giacomo Marramao ("Il ritorno del sacro e le sue ambivalenze"), articoli di Francesca Spano ("Waldensian Heritage"), Erika Tomassone ("Chiese cristiane e Costituzione europea"), Sabina Baral ("La crisi come spazio di crescita e riflessione"); inoltre: appuntamenti, lettere, dibattito e l'inserto "Theologica" a cura della Libreria Claudiana di Milano. Gioventù Evangelica, via Porro Lambertenghi 28, 20159 Milano.

 

(NEV/PE) - Grandi festeggiamenti anche in Argentina per ricordare il 300° anniversario della nascita di Giovanni Wesley, fondatore del movimento metodista (28 giugno 1703).Particolarmente rilevante il culto del 28 giugno a Buenos Aires che vedrà riuniti metodisti, riformati, pentecostali ed Esercito della Salvezza per "ringraziare il Signore della testimonianza resa da Wesley nella storia del cristianesimo".

 

(NEV/BIP) - Maratona biblica a Strasburgo, Francia, a cura della Chiesa mennonita che in sette giorni, circa 100 ore, dalle 6 alle 22, ha coordinato oltre cento fedeli che hanno letto ad alta voce tutta la Bibbia. "Un'occasione per riscoprire capitoli dimenticati o mal compresi - ha commentato il pastore Michel Sommer -. La Bibbia non finisce mai di stupirci con il suo universo affascinante, al tempo stesso così lontano e così vicino ai nostri problemi quotidiani".

 

 

APPUNTAMENTI

 

 

SAN MAURO TORINESE (Torino) - Venerdì 6, dalle 13 alle 21, mostra sul movimento valdese e alle 21 conferenza del pastore Giuseppe Platone su "Una minoranza cristiana chiamata 'valdesi'". Nella sala conferenze del Comune.

 

SAN GIACOMO SCHIAVONI (Campobasso) - Sabato 7, incontro su "La grande sete", con la pastora Laura Leone, i giornalisti Davide Rosso e Chiara Santomiero. Alle 17 nel tempio valdese, via Frentana 56.

 

ROMA - Sabato 7, spettacolo teatrale "Il piccolo principe" della Compagnia L'Autobus. Alle 21 nel tempio battista di Centocelle, via delle Spighe 8.

 

TORINO - Da lunedì 9 a giovedì 12, a cura del Centro di documentazione su cinema e televisione a carattere religioso "Ecumenica", proiezioni di film, documentari e video "Guardare oltre". Tutti i pomeriggi con ingresso libero in via Verdi 18.

 

TELEVISIONE - Domenica 8, alle 10 su RAIDUE, culto di Pentecoste dalla chiesa metodista di Bologna con la predicazione del pastore Massimo Aquilante. Alle 24 circa, sempre su RAIDUE, la rubrica "Protestantesimo" presenta un servizio sul Kirchentag ecumenico di Berlino e "Vecchie miniere e zuppa valdese: il futuro della memoria".

 

RADIO – Ogni domenica mattina alle 7,30 su RAI Radiouno, “Culto Evangelico” manda in onda una predicazione (8 giugno, pastora Lidia Maggi), notizie dal mondo evangelico, appuntamenti e commenti di attualità.

 

 

DOCUMENTAZIONE

 

LETTERA A SILVIO BERLUSCONI SULLA LEGGE SULLA LIBERTA' RELIGIOSA

 

Il 30 maggio Gianni Long, presidente della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI), ha scritto una lettera al presidente del Consiglio, on. Silvio Berlusconi, esprimendo una serie di critiche sul testo di legge in materia di libertà religiosa che in questi giorni è giunto all’esame parlamentare. Long scrive come presidente della Commissione delle chiese evangeliche per i rapporti con lo Stato  (CCERS). Riproduciamo il testo integrale della lettera che è stata inviata anche a tutti i capigruppo parlamentari della Camera e al relatore della legge, on. Sandro Bondi (FI).

 

Onorevole Presidente del Consiglio,

Le scrivo per incarico della Commissione delle Chiese evangeliche per i rapporti con lo Stato. La Commissione riunisce le Chiese che fanno parte della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia e le altre Chiese evangeliche italiane. Tra le prime, tre hanno i loro rapporti con lo Stato regolati per legge sulla base di intese, ai sensi dell’art. 8 della Costituzione (Chiese rappresentate dalla Tavola valdese, Chiesa evangelica luterana in Italia, Unione cristiana evangelica battista d’Italia). Tra quelle che non fanno parte della FCEI, due sono le confessioni con intesa (Unione italiana delle chiese cristiane avventiste del 7° giorno e Assemblee di Dio in Italia). Tra le Chiese senza intesa che fanno parte della Commissione, alcune hanno personalità giuridica, altre no. La Commissione rappresenta quindi le diverse tipologie di confessioni religiose previste dall’ordinamento giuridico italiano.

 

Tutte queste Chiese si sono trovate concordi nel formulare le osservazioni che seguono a proposito del disegno di legge sulla libertà religiosa di prossima discussione presso l’Assemblea della Camera dei deputati (Camera n. 2531 e collegati).

 

L’idea di un disegno di legge “generale” di riforma della legislazione sui “culti ammessi” del 1929-30 non nasce dalle Chiese evangeliche, persuase che la via più rispettosa del dettato costituzionale sia quella della stipula di nuove intese, riducendo sempre più l’area delle cosiddette “confessioni senza intesa”. Tuttavia queste Chiese hanno sempre collaborato lealmente con gli organismi governativi e parlamentari per l’individuazione di una normativa idonea a regolare le diverse situazioni nel rispetto dei principi costituzionali.

 

In questo senso il disegno di legge presentato dal Suo Governo il 18 marzo 2002 appariva idoneo a risolvere in modo positivo il problema. Nonostante qualche osservazione di dettaglio, esso era pienamente rispettoso della libertà religiosa e offriva soluzioni tecnicamente pregevoli per le diverse situazioni. Vi era quindi la speranza che esso potesse percorrere rapidamente il proprio iter parlamentare.

 

Del tutto diverso è il giudizio sul testo approvato dalla Commissione Affari Costituzionali e oggi all’esame dell’Assemblea della Camera dei deputati. I numerosi emendamenti approvati in Commissione hanno completamente snaturato il testo che oggi sembra tale da non garantire la libertà e la chiarezza delle disposizioni normative.

 

Non è qui possibile enumerare tutti i problemi sollevati  dal testo all’esame della Camera dei deputati. Mi limito ad enumerare i più evidenti, restando a disposizione per un esame più analitico del testo.

 

Art. 2. Nel testo approvato scompare, rispetto a quello governativo, la menzione della credenza che nei trattati internazionali indica la libertà di non credere. Ciò potrebbe configurare una discriminazione, tanto più che all’art. 3 si dice che nessuno può essere discriminato o soggetto a costrizioni in ragione della propria fede religiosa. Ciò significa forse che può essere discriminato per non avere una fede religiosa?

 

Art. 10. Il concetto di guida spirituale non appare chiaro. Le intese vigenti con confessioni evangeliche e anche quelle firmate con altre confessioni introducono chiari criteri di equivalenza tra il concetto legislativo di ministro di culto e quelli propri delle diverse confessioni. E’ meglio quindi attenersi al concetto tradizionale di min



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Gio 5 Giu 2003 9:11 pm

mauriziobenazzi
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Maurizio Benazzi
mauriziobenazzi
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5 Giu 2003
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