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Una protesta ai giornali di "Orientamenti ecumenici"   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #234 di 289 |

Gli iscritti a Orientamenti ecumenici scrivono al Corriere della sera, alla Stampa, a Repubblica e in RAI

 

 

 

APPELLO dei/ai CITTADINI

 

IL 15 e 16 Giugno saremo chiamati a votare per il referendum sull'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori. Votando SI estenderemo il diritto a non essere licenziati senza una giusta causa anche nelle imprese con meno di sedici dipendenti. E' un diritto fondamentale che riguarda milioni di lavoratori che, ad oggi, ne sono esclusi.

 

Perché il referendum sia valido è necessario che si rechi alle urne il 50% più uno degli elettori.

Per impedire che i cittadini possano esprimersi su una questione così importante le forze che si oppongono al SI, governo e Confindustria in testa, hanno fatto calare una cappa di silenzio sul referendum del 15 e 16 giugno. Quasi tutti i giornali e le TV si sono prontamente accodati, tanto che si può parlare di un vero e proprio scippo ai nostri danni. Si tratta di una grave ed aperta violazione dei nostri diritti, come cittadini e come elettori.

Per far vincere il SI dobbiamo far sapere ai tanti cittadini che ancora non sono stati informati che il 15 e il 16 giugno saranno chiamati a votare per questo referendum. Per questo ciascuno di noi è invitato a inoltrare questa e-mail a tutti gli indirizzi della rubrica personale, invitando i destinatari a fare altrettanto.

 

Diamo la vittoria ai si per rafforzare anche le battaglie sociali per la difesa delle pensioni, per il salario minimo di sussistenza ai disoccupati e contro lo smantellamento della sanità pubblica. Oggi viviamo in una società di incertezza e di paura per il futuro; ai giovani vengono offerte solo occasioni di lavoro precarie e sottopagate. Pensiamo che solo il rafforzamento dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori può contribuire a costruire una società più giusta e più civile, includendo in essa ogni credo religioso e non, etnia, orientamento sessuale... Sappiamo che purtroppo la realtà presenta migliaia di casi di abusi e ingiustizie di ogni genere: non per questo smettiamo di rinunciare a sperare in una visione più umana e vera di questo mondo.

 

Ti preghiamo anche di firmare il nostro appello on-line all'indirizzo

http://www.lagiustacausa.it/petizione

 

E' importante raggiungere un alto numero di firme, per ottenere una maggiore attenzione da parte dei mass media.

 

Ti invitiamo inoltre a far spedire un'e-mail agli indirizzi di importanti organi di informazione che riportiamo in basso, invitandoli a dare un maggiore spazio ad un tema così importante e delicato e che riguarda così da vicino la vita di milioni di persone che lavorano.

 

Grazie per il tuo aiuto

Anche da parte del Comitato Promotore - Comitato per il SI

 

Per maggiori informazioni visita il nostro sito www.lagiustacausa.it e segui la campagna "Diritti per tutti" di Orientamenti ecumenici sul portale di Yahoo.it

 

 

Invita ad inviare un un'e-mail di protesta a:

 

La Repubblica    larepubblica@...

La Stampa                    lettere@...

Il Corriere della Sera      cdrcorriere@...

RAI TV                                      rai-tv@...

 

Ricordati infine che non riceverai alcun certificato elettorale per votare poiché devi recarti al voto con la tua tessera elettorale con un semplice documento d´identità. Se voti per la prima vota o se hai smarrito la tessera richiedi subito al Comune ove risiedi un certificato sostitutivo. Ci contiamo anche sul tuo voto personale!

 

 

 

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Si invitano tutte le lettrici e i lettori di O.E. a non inviare file allegati ai moderatori Maurizio e Bruno (Jean ha preferito al momento rinunciare a questo ruolo): il servizio di diffusione di notizie e informazioni di carattere ecumenico si fonda sul presupposto della gratuità e della ricerca della verità: non siamo pertanto vigilantes della correttezza informatica dei nostri interlocutori sui loro files allegati (stamani mi risultano sul PC ben tre nuovi virus di cui uno giunto, pare, anche da una lettrice evangelicale finlandese residente in inghilterra... forse filo Bush o pro governativa inglese) e nemmeno - a scanso di equivoci - segretari di chiunque.

Le attività previste per gli iscritti alla newsletter (cambiamento indirizzo, annullamento adesione, disponibilità di lettura solo su web, ...)

sono infatti da esercitare in piena e totale autonomia sul portale di Yahoo!.

I moderatori dovrebbero limitarsi a invitare e/o aggiungere solo gli iscritti in linea di massima (tutti hanno attivato tra l´altro attivato in Yahoo.it la funzione di invito di terzi)

Si constata purtroppo che nel solo anno 2003 sono state spese dal fondatore oltre EUR 1.300, per la sostituzione dell´hardware danneggiato,

e sono stati ricevuti, fino ad oggi,  EUR 50 quale contributo personale di Piero V. a O.E.

  Grazie per l´attenzione e, per favore, fate una scansione del Vs. P.C. con antivirus aggiornato a ieri,

sebbene tutte le e-mail in partenza sono controllate.

 

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Dal sito Traduttori per la Pace

 

Dal Digest numero 253 sulle buone notizie e non da Amnesty International

 

DATA=28 maggio 2003 LINK=http://www.lemonde.fr/article/0,5987,3220--321909-,00.html

TRADUTTRICE=Giulia Castorani / Traduttori per la Pace

TITOLO= Amnesty International teme il sacrificio delle libertà in nome della sicurezza AUTORE=Jean-Pierre Langellier(corrispondente di Le Monde a Londra) SOTTOTITOLO= Nel rapporto annuale, vero e proprio atlante della repressione mondiale, l'organizzazione mette in epigrafe le derive della lotta contro il terrorismo.

 

 

TESTO

Quando si parla di diritti umani le buone notizie sono rare, e quindi preziose. Sono state tutte debitamente elencate in un allegato del rapporto annuale di Amnesty International, presentato mercoledì mattina dal segretario generale dell'organizzazione, Irene Khan, durante una conferenza stampa.

Eccone alcune, raccolte nei diversi continenti. In Etiopia nel maggio del 2002 è stato liberato Taye Wolde-Semayat, segretario generale dell'associazione degli insegnanti ed ex-professore di scienze politiche. Prigioniero d'opinione, era detenuto da sei anni. Nella Guinea equatoriale nell'ottobre scorso Fabian Nsué Nguema Obono è stato rilasciato, dopo aver subito torture che gli hanno spezzato i polsi.

 

Sono stati liberati anche il dissidente cinese Xu Wenli, che soffre di epatite, il poeta siriano Faraj Ahmad Birqdar, e il giornalista liberiano Hassan Bility. Tutti hanno raccontato quanto le campagne condotte in tutto il mondo in loro favore, soprattutto da parte di Amnesty, abbiano alimentato il loro coraggio e confortato il loro morale. Il deputato bielorusso Andreï Klimov quando ha lasciato, nel marzo del 2002, la colonia di lavoro in cui aveva passato quattro anni, aveva in mano un sacco pieno delle lettere di sostegno che aveva ricevuto dall'estero.

 

L'entrata in vigore dello statuto di Roma della Corte penale internazionale è un'altra buona notizia, che Amnesty considera "una tappa decisiva nella lunga lotta ingaggiata per deferire alla giustizia i colpevoli dei crimini più odiosi : il genocidio, i crimini contro l'umanità e i crimini di guerra". La più celebre ed influente organizzazione di difesa dei diritti umani da sempre milita contro l'impunità, fedele al suo motto : "Scrivere contro l'oblio".

 

 

Per il resto il rapporto 2003 di Amnesty International, come tutti i precedenti, somiglia ad un vero e proprio inventario mondiale delle repressioni di ogni tipo, commesse da autorità legali o da gruppi armati : esecuzioni extragiudiziali e "omicidi illegali" censiti in 42 paesi, "sparizioni" di persone avvenute in 33 paesi, torture e maltrattamenti perpetrati in 106 paesi, detenzione di prigionieri d'opinione, arresti ed imprigionamenti senza capi d'accusa né processi, condanne a morte, seguite o no da esecuzione, rapimenti, attentati-suicidi.

 

Situazioni critiche

"La sicurezza.per chi?" chiede Irene Khan nell'epigrafe della prefazione del rapporto. Quest'anno Amnesty intensifica una campagna lanciata sulla scia degli attentati dell'11 settembre, incentrata su due temi : sicurezza e "terrorismo". L'organizzazione utilizza tale termine solo tra virgolette perché, a suo parere, sfugge a qualsiasi definizione giuridica internazionale precisa. Secondo Amnesty il bisogno di sicurezza ha portato molti stati a sacrificare i diritti umani.

 

"L'hanno che si è appena concluso, scrive Irene Khan, non ha fatto che confermare i nostri timori di fronte a questa campagna di sicurezza che si è estesa sempre di più, un po' ovunque nel mondo. Alcuni governi hanno deliberatamente scelto di ignorare o addirittura di minacciare il sistema di sicurezza rappresentato dal diritto internazionale, un sistema che avevano elaborato insieme. Non sempre il risultato della restrizione delle libertà è il miglioramento della sicurezza. I governi non hanno il diritto di rispondere al terrore con il terrore."

 

A questo riguardo, Amnesty cita due esempi, legati allo stesso conflitto : il campo X-ray, nella base americana di Guantanamo a Cuba, dove 600 persone catturate durante la guerra contro i talebani sono ancora in attesa di essere incriminati e non hanno il diritto di contattare un avvocato, e la prigione di Bagram, in Afghanistan, un paese in cui il sistema penitenziario dev'essere interamente ricostruito.

 

Tra le altre regioni del mondo in cui la situazione è particolarmente critica, Amnesty cita la Colombia, dove la guerra civile non fa che aggravarsi, la Russia, in cui l'organizzazione ha lanciato la campagna "Giustizia per tutti", che si occupa della situazione della Cecenia, e infine l'Africa dei Grandi Laghi, dove crimine e impunità regnano ancora sovrani.

 

Nel settembre 2002, in visita in Burundi, Irene Khan ha incontrato Claudine, una bambina di sei anni miracolosamente scampata dieci giorni prima ad un massacro in cui l'esercito aveva ucciso 170 persone. La bambina non ricordava più il suo cognome, ma aveva impresso nella memoria il ricordo del massacro, durante il quale tutti i suoi parenti erano stati uccisi a colpi di baionetta. Ferita, era fuggita strisciando fra le gambe dei soldati.

 

 

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Una "condizione" con ebraistica di Raffaele, suggerita da Orientamenti ecumenici: si invitano in particolar modo (e quanto meno i pastori protestanti) ad iscriversi e a aggiornarsi sugli aspetti linguistici. Il libro di riferimento è reperibile in Claudiana. Sul penultimo numero di Gioventù evangelica apparso "Giudaica". Appena possibile speriamo di metterlo on line anche qui. Tra le altre notizie fornite da Raffaele segnaliamo che è stato aperto tra un nuovo portale ebraico in inglese al seguente sito:  http://www.nextbook.org./

 

 

 

Un'altra delle mie pseudo-newsletter si chiama

 

Liang_ISBN_3447040823

 

e vi sto archiviando la traduzione parziale di questo libro:

 

Takamitsu Muraoka

Modern Hebrew for Biblical Scholars

An Annotated Crestomathy with an Outline Grammar and a Glossary Wiesbaden Harassowitz 1998 ISBN 3-447-04082-3

 

L'idea mi è venuta perché un signore mi ha proposto di parlare delle differenze tra l'Ebraico Biblico e l'Ebraico Contemporaneo. Non potendo ritenermi un esperto in materia, ho pensato di cavarmi d'impaccio traducendo le prime 30 pagine del volume suddetto, che spiegano appunto queste differenze.

 

L'indice della traduzione è:

 

§0 - Introduzione: le componenti dell'Ebraico moderno

 

§1 - La scrittura piena

 

§2 - La scrittura delle parole e dei nomi stranieri

 

§3 - L'attuale pronunzia israeliana

 

§4 - Il pronome

§4.1 - I pronomi personali indipendenti

§4.2 - I pronomi suffisso

§4.3 - I pronomi dimostrativi

§4.4 - Il pronome relativo

§4.5 - I pronomi riflessivi

§4.6 - Il pronome possessivo enfatico

§4.7 - Il pronome interrogativo e l'avverbio

§4.8 - Il pronome indefinito

§4.9 - Il pronome di riferimento generale

§4.10 - Il pronome comparativo

§4.11 - Espressioni di reciprocità

 

§5 - Il nome

§5.1 - La formazione del plurale

§5.2 - I sostituti dello stato costrutto

§5.3 - La formazione dei nomi

 

§6 - L'aggettivo

§6.1 - La derivazione

§6.2 - La comparazione

 

§7 - Il verbo

§7.1 - Le radici verbali secondarie ed i verbi di origine straniera §7.2 - Le coniugazioni (binyanim) §7.3 - I tempi §7.4 - L'uso di pronomi con i verbi finiti §7.5 - Il plurale femminile di seconda e terza persona §7.6 - Il soggetto indefinito §7.7 - L'imperfetto in luogo dell'imperativo §7.8 - I verbi composti §7.9 - Il nome verbale §7.10 - I verbi deboli §7.11 - Il passivo

 

§8 - L'avverbio

 

§9 - Le preposizioni

§9.1 - La molteplicità delle preposizioni

§9.2 - _eth_ ed _'im_

§9.3 - _min_ e _me-_

§9.4 - _ke-_ e _kemo_

 

§10 - La frase nominale e la copula

 

§11 - L'espressione dell'oggetto

 

§12 - L'ordine delle parole

 

§13 - La sintassi dell'infinito

 

§14 - La sintassi del nome verbale

 

§15 - Le espressioni modali

 

§16 - Le proposizioni relative

 

§17 - Le frasi composte

 

§18 - Le proposizioni circostanziali

 

§19 - Le proposizioni condizionali

 

§20 - La consecutio temporum

 

§21 - Riempitivi

 

§22 - Marcatori del discorso

 

§23 - Abbreviazioni

 

§24 - Opere di riferimento

 

§25 - Ulteriore bibliografia

 

Chi volesse ricevere la traduzione via via che viene compiuta può iscriversi o cliccando su:

 

http://groups.yahoo.com/group/Liang_ISBN_3447040823/join?referer=1

 

o mandando una mail vuota a:

 

Liang_ISBN_3447040823-subscribe@yahoogroups.com

 

Altrimenti può comunque leggerne i paragrafi cliccando qui:

 

http://groups.yahoo.com/group/Liang_ISBN_3447040823/messages

 

Buona lettura.

 

 

 

 



Dom 8 Giu 2003 10:18 am

mauriziobenazzi
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Maurizio Benazzi
mauriziobenazzi
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8 Giu 2003
10:22 am
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