"Cristiani e musulmani devono lavorare insieme in una società laica".
La dodicesima Assemblea della Conferenza delle chiese europee (KEK)
lancia un chiaro messaggio affinchè venga accolta la sfida di una
Europa, anche religiosamente, sempre più "plurale"
Roma, 30 giugno 2003 (NEV-CS27) "Cristiani e musulmani devono
lavorare insieme in una società laica". La dodicesima Assemblea della
Conferenza delle chiese europee (KEK*) lancia un chiaro messaggio
affinchè venga accolta la sfida di una Europa, anche religiosamente,
sempre più "plurale". Una chiara indicazione di dialogo e accoglienza
che non trasformi l'Europa in una fortezza politica, culturale e
religiosa. "Nel corso della sua storia, l'Europa ha accolto culture
diverse – sottolinea Jean Arnold De Clermont, presidente della
Federazione protestante francese (FPF) – dalla cultura greca a quella
romana e poi quella islamica ed ebraica. Possibile che oggi non sia
in grado di accogliere o meglio ri-accogliere l'Islam tra le sue
culture?". Il riferimento al dibattito sulla Costituzione Europea è
evidente. Ne parla esplicitamente Gianni Long, presidente della
Federazione delle chiese evangeliche in Italia (FCEI): "…parlare di
radici cristiane dell'Europa, potrebbe significare escludere chi non
condivide queste radici, laici, ebrei o persone di altre fedi. Ha un
ben diverso valore riconoscere invece la rilevanza del patrimonio
religioso, quello cristiano in particolare, nella costruzione
dell'Europa. Sarebbe riduttivo e miope non riconoscerlo".
Un importante messaggio è venuto anche dal segretario generale del
Consiglio delle Chiese del Medio Oriente, Riad Jarjour, che ha
portato all'Assemblea le preoccupazioni dei cristiani del Medio
Oriente per la situazione di forte conflitto dell'area, ma ha anche
sottolineato l'urgente bisogno di dialogo tra cristiani e musulmani,
che in varie parti del mondo vivono momenti di conflitto. "Voi dovete
comprendere gli altri, come voi volete essere compresi – ha
sottolineato Jarjour –; c'è una crescente cultura del dialogo che si
è realizzata anche in occasione della recente guerra in Iraq. Il
fatto che le chiese cristiane abbiamo preso posizione contro la
guerra ha facilitato il dialogo tra l'islam e il cristianesimo in
molte parti del mondo, in particolare nel Medio Oriente".
L'Assemblea è stata anche l'occasione per il vescovo luterano di
Oslo, Gunnar Staalsett, di comunicare che proprio in questi giorni si
svolgerà per la prima volta a Baghdad, in Iraq, un incontro tra
ventidue leader religiosi di fedi diverse, importante segno di
speranza e dialogo.
(* Del KEK fanno parte le principali chiese protestanti e ortodosse)