La gratitudine è la virtù dei credenti
E' un principio di ciascuna fede
E il Messaggero di Dio disse;
"Chi non esprime gratitudine alla gente non è grato a Dio"
Grazie
Grazie alla cita di Lugano e ad Sabrina Antorini-Massa ,
Caoordinatrice Dicastero Integrazione e differenza culturali della
Citta` di Lugano .
Grazie onorevole Alex Pedrazzini ex consigliere di Stato e deputato
in Gran gia membro della Commissione Federale contro il razzismo e
della commissione Federale per i rifugiati.
Grazie pastore Giuseppe La Torre dalla Chiesa Evangelica riformata
del Mendrisiotto.
Grazie Hamza Roberto Piccardo , segretario dell`Unione delle Comunità
e Organizzazione Islamica in Italia.
Grazie a tutti i partecipanti che erano presenti a testimoniare di
essere insieme a noi nel nostro cammino di pace per un'integrazione
corretta.
Grazie a tutti quelli che hanno partecipato alla tavola rotonda di
venerdì 27.06.2003
"incontro di civiltà".
Grazie a tutti quelli che hanno fatto uno sforzo affinché un incontro
di questo tipo abbia successo.
La verità è che siamo convinti che il dialogo è l'unica via davanti
l'umanità da percorrere per superare questo momento, e come posiamo
non esserlo se la nostra fede ce lo propone nel Corano e nella
tradizione profetica, come possiamo negare gli obiettivi Divini della
nostra propria esistenza come "reciproca conoscenza e pacifica
convivenza".
Siamo consapevoli delle difficoltà che si trovano nel nostro cammino,
ma siamo determinati a superarle assieme a tutti quelli che ci
tendono la mano, tutti quelli che hanno scelto il dialogo per il
nostro comune futuro.
Crediamo che i cammini di pace svolti a Chiasso e Lugano e gli
incontri di Festate di Chiasso e quello di Poestate di Lugano, e
l'incontro di civiltà a Lugano sono solo l'inizio, sono solo tappe,
fermate, passi in un cammino comune per la nostra reciproca
conoscenza e pacifica convivenza .
Tuttavia, ci ha disturbato molte assenza ,e la mancata presenza anche
di una semplice lettera di coraggio per uno sforzo che non può che
favorire il dialogo e l'integrazione positiva dei musulmani nel
tessuto sociale nel cantone Ticino.
Vogliamo credere che questi assenza erano solo un caso! e che nel
futuro Tutti , non ci escludano dai loro piani di
lavoro "personalmente non lo credo, conoscendo personalmente tanti
fra di loro" .ma come posso spiegare tutto ciò a molti di noi che si
danno da fare e spesso si trovano davanti a muri di indifferenza e
paura.
Spero che si tratti solo di una tappa mancata, e che in futuro ci
siano lavori in comune per il bene del nostro amato Cantone, e per la
nostra amata Svizzera.
Comunità Islamica
Hassan El Araby
islamsf@...
islamsf2@...
0041792301355
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Si è alla ricerca di una nuova collocazione della Ml di "Orientamenti
ecumenici": il rapporto di insoddisfazione con il portale di "Yahoo!"
è tale che non ci consente di gestire con efficienza la newsletter.
Troppi infatti sono i disservizi: pubblicità indesiderata nelle
caselle elettroniche e sulle pagine del gruppo, la sparizione di
diverse decine di indirizzi elettronici senza formale disdetta al
gruppo, la mancata gestione in autonomia del formato delle
comunicazioni per le attività dei co-moderatori, l'inesistenza di un
antivirus anche per la posta in arrivo alla newsletter, ecc. Chiunque
abbia sperimentato altri portali (non necessariamente in lingua
italiana)che presentano requisiti di affidabilità è pregato di
segnalarlo con cortese sollecitudine, onde migliorare il servizio
complessivo a beneficio di tutti.
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La posta ricevuta:
Gentile Maurizio Benazzi,
Le invio in allegato la traccia dell'intervento che ho tenuto alla
recente Fiera del Libro a Torino.
Per ciò che concerne il cammino comune fra Protestanti e Bahà'ì, esso-
almeno in Italia- si è estrinsecato all'interno dei vari gruppi
interreligiosi, in special modo nell'organismo "Consulta delle
Religioni" del Comune di Roma.
Resto a Sua disposizione per ogni ulteriore informazione
Lucia Ricco
Direttore Ufficio Relazioni Esterne
Assemblea Spirituale Nazionale dei Bahá'í d'Italia
Via Stoppani, 10
00197 Roma
tel. 06 8079647
fax 06 8070184
website www.bahai.it
email segreteria@...
AI CAPI RELIGIOSI DEL MONDO
Torino, 18 maggio 2003 Fiera del Libro
Il Messaggio "Ai Capi religiosi del mondo" indirizzato dalla Casa
Universale di Giustizia, suprema istituzione consultiva che da Haifa
in Terra Santa governa la comunità bahá'í, un messaggio indirizzato
ai Leader spirituali del pianeta, è stato presentato alla recente
edizione della Fiera del Libro di Torino, edito dalla Casa Editrice
Bahá'í.
Il messaggio, consegnato ai Leader religiosi del pianeta,
offre l'opportunità di intraprendere un decisivo passo in avanti nel
dialogo fra le religioni, indicando una strada verso l'eliminazione
del pregiudizio religioso. Se i due processi dell'integrazione
razziale e dell'emancipazione delle donne hanno compiuto grandi
progressi nell'eliminazione del pregiudizio razziale e di quello di
genere, "l'ipotesi che le grandi religioni del mondo siano tutte
egualmente valide per natura e per origine è [ancora] caparbiamente
ostacolata da antiquati modelli settari di pensiero". Di fatto la
maggior parte dei Capi religiosi resta trincerata su posizioni
esclusiviste. In altre parole essi insegnano che la propria religione
è l'unica vera e che le altre sono nell'errore.
Nel migliore dei casi, ossia nella visione inclusivista, i Capi
religiosi insegnano che le altre religioni sono espressioni umane e
minori della Verità spirituale assoluta e definitiva insegnata dalla
propria. Le conseguenze di queste posizioni sono state e sono tuttora
disastrose, perché la religione non solo "resta un elemento
inestinguibile della coscienza umana", ma "è altresì capace di
influenzare profondamente la struttura dei rapporti sociali".
È questa la sfida lanciata dalla Casa Universale di
Giustizia. Riconoscendo che, guidate da una "intuitiva consapevolezza
scaturita da una crescente esperienza dell'altro e da un'incipiente
accettazione dell'unità dell'umana famiglia" "un numero crescente di
persone sta arrivando a capire che la verità sulla quale tutte le
religioni sono fondate è essenzialmente una", essa raccomanda,
soprattutto a quei Capi religiosi "dai quali tuttora le masse della
popolazione della terra si aspettano una guida", "la rinuncia a tutte
quelle pretese di esclusività o finalità che, avviluppando nelle loro
radici la vita dello spirito, sono state il più importante singolo
fattore nel soffocare impulsi all'unità e nel promuovere odio e
violenza".
Sono troppo gravi i pericoli creati dal fondamentalismo e dal
fanatismo religiosi per permettere che qualsiasi considerazione di
parte impedisca alle religioni di conseguire questo importante
traguardo di unità, un'unità che darà alla loro voce a favore della
pace e dell'armonia fra i popoli una nuova e necessaria autorevolezza
e che farà sì "che il discorso interreligioso contribuisca
significativamente alla guarigione dei mali che affliggono un'umanità
disperata".
È ora che le religioni affermino apertamente quello che molti ormai
pensano: "Dio è uno e… al di là di ogni diversità di espressione
culturale o interpretazione umana, anche la religione è una". Il
riconoscimento di questa unità è fondamentale, perché, come ha
scritto Bahá'u'lláh, il Fondatore della Fede bahá'í: "Il benessere,
la pace e la sicurezza dell'umanità saranno irraggiungibili, a meno
che e finché la sua unità non sia saldamente stabilita".
Consapevoli del crescente pericolo cui l'intera umanità è
esposta dal dilagare del fanatismo e del terrorismo, consapevoli che
la religione –qualunque essa sia- ha la capacità di toccare le radici
delle motivazioni, consapevoli altresì che è nelle mani dei governi
la possibilità di accelerare il processo di pace nel mondo, i Bahá'í,
presenti e attivi da oltre un secolo nella Repubblica Italiana, hanno
presentato tale messaggio anche al Presidente del Consiglio dei
Ministri affinché per Suo tramite questa Repubblica, nello spirito di
libertà e di tolleranza che le hanno permesso di nascere e
prosperare, voglia – in tutte le sedi nelle quali si parla e si
parlerà di pacifica convivenza delle religioni – svolgere la sua
parte per ottenere che le religioni accelerino il processo del loro
reciproco avvicinamento.
La pubblicazione di tale messaggio sottolinea la fiducia dei
Bahà'ì italiani nei confronti dei cittadini del nostro paese e nella
loro capacità di lavorare perché il dialogo e l'avvicinamento tra
culture e religioni diverse possa essere fonte di arricchimento e di
convivenza pacifica.