SERVIRE
Circa due settimane fa, mi sono
“arruolato” tra le file dei volontari staffisti per andare a
lavorare al centro ecumenico Luciano Menegon durante
il campo cadetti 2003. E’ stata un ottima esperienza,
per me la seconda, stavolta non più in cucina,ma nei servizi generali.
Tutti noi appartenenti alla squadra dello
staff, a nostro tempo avevamo tutti partecipato ai passati campi cadetti e ad
alcuni campi giovani, più recentemente.
Mi è capitato molte volte di pensare che il
servizio è una mansione umile, e il fatto stesso di
servire qualcuno ti porta inevitabilmente in una posizione, oserei dire,
“subordinata”, è difficile accettarlo per me che sono una persona
piuttosto, ahimè, orgogliosa.
Allo stesso tempo, però servire ti rende
eccezionalmente forte e potente. La Torah ci insegna
che servire un Re per avere qualcosa da lui è molto
meglio che, violentemente, pretenderla.
E, anche Gesù ci ricorda che il vero forte è
colui che serve, è il motivo per cui in molti canti
cristiani si definisce Cristo “Re servitore”.
Perché il vero Re è quello
che serve (come Davide).
Ricordo che quando partecipavo ai campeggi
da campista, mi svegliavo la mattina, scendevo per fare colazione e trovavo
magicamente tutto apparecchiato, e pensavo che le tazzine e i piatti fossero
“caduti dal cielo”, non pesavo, certo che un servitore avesse disposto 40 piatti, 40 tazze, 40 cucchiaini 40
tovaglioli e 40 coltelli, e tutte le brocche di latte, caffè, la marmellata
ecc… la notte prima, mentre io dormivo.
E lo stesso atteggiamento ho
notato, giustamente, nei campisti di quest’anno.
Il lavoro del servitore non è mai rispettato
e non gli è mai attribuito il suo giusto valore, è spesso, addirittura
disprezzato. Ecco che, però se i servitori si ritirano, tutti si accorgono che
il loro lavoro volontario (fra parentesi!) è indispensabile!
Si potrebbe fare questo tipo di esperimento, un giorno i campisti scendono e non
trovano apparecchiato, non trovano i
pavimenti spazzati, non trovano i bagni puliti, trovano tutti i sacchi della
spazzatura ammassati, “migliaia” di lavatrici da fare, le camere
sporche, i piatti del giorno prima non lavati e altre cose del genere…
Ma il servitore nella sua obbligata
“inferiorità” sa che è inutile aspettare un grazie da qualcuno, che
servire è la cosa più nobile che si possa fare, il
servitore sa che il suo lavoro vale, e che un giorno (come è successo a me)
qualcuno si accorgerà della sua esistenza e del suo lavoro.
Sarebbe molto buono che ognuno dei campisti facesse, almeno una volta nella vita un campo lavoro,
per rendersi conto di quanta fatica c’è dietro l’organizzazione di
un buon campeggio.
Abbiamo esempi di grandi servitori in tutta
la Bibbia, alcuni sono servi di D-o, come Sansone, consacrato all’ Eterno, altri sono stati servi di uomini come
Giuseppe, altri ancora hanno servito Re, (come Davide con Saul), uno solo ha
servito l’umanità intera (Gesù).
Tutti questi servitori sono stati premiati,
Sansone, ha avuto infine il perdono di D-o e ha ottenuto la sua vendetta sui filistei
che era infondo l’unica cosa che desiderava (dopo Dalila :o)
Giuseppe servì Potifar e il Faraone e D-o lo
premiò facendolo diventare la persona più potente
d’ Egitto dopo il Faraone stesso. Davide servì il suo Re Saul, suonando
la sua cetra e cantando quando Saul era tormentato, e come tutti sanno, Davide
diventò Re di Israele ed ebbe una grande discendenza.
Gesù ha servito tutti per tutta la vita,
senza mai peccare di arroganza d’orgoglio o di
presunzione, D-o premiò la sua umiltà innalzandolo al di sopra di tutti,
rendendolo il Re che Israele attendeva.
Tutti dobbiamo
imparare a servire, perché imparando a servire gli uomini, possiamo servire
meglio D-o.
La vita del servitore non è facile e non
manca certo di delusioni, amarezze o di dolori, ma, colui che
serve si porta al sicuro tra le braccia di D-o ed egli non dovrà avere paura di
nulla perché il Signore lo proteggerà, come protesse tutti quelli che lo
servirono fedelmente.
Gioele Bianchi
Co-moderatore giovanile di
O.E.
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Potete visitare il nuovo sito dell'Associazione
TERRA DI DANZA con i nuovi programmi per l'anno 2003/2004
http://www.terradidanza.it/
Buona estate a tutti!
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A cura di
Salvatore Rapisarda [sdmrapis@...]:
Attenzione ! le categorie a rischio
sono legate "alla religione, alle convinzioni personali,
all’handicap, all’età o all’orientamento sessuale".
tratto
da: L'UNITA'
03.07.2003
Adesso è
possibile licenziare una persona perché omosessuale
di Massimo Solani
«Faccio un esempio: se lei mi chiede se un
maestro omosessuale può fare il maestro, la mia risposta è “no”». A
parlare così era il non ancora vice presidente del Consiglio
Gianfranco Fini durante la puntata del Maurizio Costanzo Show
dell’8 aprile del 1998. E a poco più di cinque anni di
di distanza quelle parole sono diventate legge. Il Consiglio dei
ministri, infatti, ha approvato ieri il decreto legislativo per
l’applicazione della direttiva europea (la 2000/78) contro le
discriminazioni sui luoghi di lavoro. Una norma, quella europea,
che era stata studiata per evitare che sui luoghi di lavoro fossero messi in
atto comportamenti discriminatori «basati su religione o convinzioni personali,
handicap, età o tendenze sessuali».
Peccato però che il governo,
nell’approvazione del decreto legislativo, abbia inserito una indicazione che di fatto stravolge l’intenzione
della direttiva europea lasciando campo aperto ad interpretazioni quanto meno
sospette. «Non costituiscono atti di discriminazione - si legge
all’articolo 3 comma 3 del decreto - quelle differenze di trattamento
dovute a caratteristiche connesse alla religione, alle convinzioni personali,
all’handicap, all’età o all’orientamento sessuale di una
persona, qualora si tratti di caratteristiche che incidono sulle modalità di svolgimento dell’attività lavorativa o che
costituiscono un requisito essenziale e determinante ai fini dello svolgimento
dell’attività lavorativa». Una formulazione volutamente
«fumosa», che a ben vedere non tutela assolutamente nessuno sul luogo di lavoro
e che difficilmente potrebbe essere utile ad evitare discriminazioni.
Fatta la legge, insomma, trovato
l’inganno. E da quanto trapelato a Palazzo
Chigi, sembra che sia stato proprio il ministro del Welfare Roberto Maroni, e
la Lega tutta con lui, ad aver voluto l’aggiunta del comma in questione.
Una presa di posizione che avrebbe irritato non poco anche il ministro per le
Pari Opportunità Stefania Prestigiacomo, che ha dovuto capitolare però davanti
alle insistenze «celoduriste» del Carroccio
Il decreto concepito in questa
maniera, ha quindi denunciato l’Arcigay, «stravolge in maniera
sostanziale lo spirito della direttiva comunitaria, introducendo in modo
palesemente anticostituzionale, l’ipotesi di licenziamento sulla base
dell’orientamento sessuale». Una aggiunta al
testo originario della direttiva che ha gravemente allarmato
l’associazione omosessuale che ha deciso di indire una manifestazione di
protesta per domani sotto Palazzo Chigi, nel giorno del Gay Pride capitolino.
«Secondo questo assurdo testo - ha commentato infatti
il presidente nazionale di Arcigay Sergio Lo Giudice - un gay potrà essere licenziato
se considerato non adatto a svolgere un lavoro a causa della sua omosessualità.
Un provvedimento degno dell’Iran di Khamenei, lontano anni luce dalla
volontà del legislatore europeo».
Una indignazione che non riesce a nascondere nemmeno Franco Grillini,
deputato Dei Democratici di Sinistra. «D’ora in avanti per un datore di
lavoro sarà possibile discriminare per omosessualità, per religione, per
handicap - ha commentato - Si tratta di un fatto di
gravità inaudita tanto più se si considera che l’Italia sta guidando il
semestre europeo, di un’Europa, dove undici paesi su quindici hanno una
legislazione che tutela le persone omosessuali dalle discriminazioni sui luoghi
di lavoro e, persino, riconosce i diritti delle coppie omosessuali. Ancora una
volta - ha concluso il parlamentare - questa
maggioranza di centrodestra si dimostra radicalmente insensibile alle istanze
delle minoranze sociali promuovendo una legislazione discriminatoria totalmente
fuori dal quadro giuridico europeo».
Così come concepita però, la norma
non prepara il campo soltanto alle discriminazioni basate
sull’orientamento sessuale, ma lascia rischiosamente poco tutelate tutte
le categorie di lavoratori e soprattutto i disabili. Una condizione contro cui hanno espresso un giudizio fortemente negativo anche
Cesare Damiano, responsabile Lavoro dei Ds e Elena Cordoni, capogruppo Ds in
Commissione Lavoro alla Camera. «Noi riteniamo che le scelte del governo non
vadano nella direzione prevista dalla direttiva - hanno spiegato in un
comunicato - ma in quella opposta: anziché tutelare i
lavoratori dalle discriminazioni per motivi di religione, convinzioni
personali, handicap, età e orientamento sessuale, la formulazione prevista
introduce un concetto di deroga al principio antidiscriminatorio qualora si
tratti di caratteristiche che incidono sulle modalità di svolgimento
dell’attività lavorativa. Una scelta - hanno concluso
- che rappresenta un nuovo attacco ai diritti che pone anche un problema di
legittimità costituzionale».
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Da
Associazione Viottoli - Comunità cristiana di base di Pinerolo(To)
Per richieste del bollettino scrivere a : info@...
Nel numero di LUGLIO – AGOSTO del
foglio potete leggere:
- gli appuntamenti e le notizie della
vita comunitaria
- Collegamento nazionale cdb di Olbia di Franco Picotto
- Semi di cambiamento di Beppe
Pavan
- Solidarietà a Padre
Carini e a mons. Jeffrey John
- IIa giornata
nazionale del dialogo cristianoislamico
- Noi Siamo Chiesa e l'8 per mille
2003 di Noi Siamo Chiesa Italia
- Peccato non è di p. Gareth
Moore
- "Fame
zero" - il programma brasiliano contro la fame di Giobbe Gentili e
don Tino Treccani
- Gabbia birmana di Juan Carlos
Galindo
- Donne islamiche e occidentali
discutono in rete di nonviolenza e libertà di Monica Lanfranco
- Convenzionali o di distruzione di
massa, le armi uccidono i civili di Chantal Bismith e Patrick Barrot
- i commenti alla lettura
biblica liturgica domenicale di giugno (pubblicati settimanalmente sul
nostro sito)