PERCHE´ NON SEI STATO COME MOSE´?
Chi di noi non ha mai desiderato una volta nella vita di possedere... la devozione del Re David... o la caparbia di Mosè, o la saggezza di Salomone, o ancora... l´umiltà di Gesù, o la fede di Daniele, l´intelligenza e il coraggio di Paolo, la devozione di Pietro, l´equità e la giustizia di Debora, la bellezza di Ester, l´obbedienza al volere di D-o di Geremia o la forza e la combattività di Giosuè?
Dice una vecchia storiella ebraica: Rabbi Yehuda era da tutta la vita ossessionato dal giorno in cui sarebbe comparso davanti a D-o, pensava che sarebbe stato rimproverato duramente... che D-o gli avrebbe detto:
Yehuda, è possibile..! Perché non sei stato come Mosè?! Oppure:.. Perchè non sei stato come il Re David?!
E allora Rabbi Yehuda si sforzava in tutti i modi per avere la fermezza di Mosè e l´equità di David.
Un giorno egli morì e andò al cospetto del "Ribbono shel Olomo" che gli si presentò come un D-o gentilissimo, cordiale, buono e assolutamente diverso da come il Rabbi se l´era immaginato... Allora D-o lo fece accomodare, con un gran sorriso e poi gli disse:
mmh... Yehuda... ma perché non sei stato Yehuda?!!?
Anche io in certi momenti vorrei essere come David, che si alzava nel cuore della notte per pregare il Signore, o come Mosè che confidò fino all´ultimo nell´Onnipotente. Ma ho capito che non sono e non sarò mai come il "Malkè David" E che devo costruire la mia vita giorno per giorno con quello che Il Signore mi ha dato, con i doni che mi ha concesso, senza voler assomigliare a tutti i costi a questo o a quest´altro...
D-o ci ha creati tutti diversi, e questo è un bene... che cosa se ne sarebbe fatto Il Signore di schiere di Mosè o di milioni di David?? :o)
Come vuole insegnare la parabola dei talenti, ognuno di noi ha una qualità, un dono che D-o ci ha concesso, è nostro dovere mettere a frutto questo dono per "dare una mano" al regno di D-o! E la cosa bella è che ognuno di noi ha un dono diverso, ciascuno di noi può insomma offrire qualcosa e stavolta non conta niente se siamo cattolici, protestanti, ebrei o mussulmani... a tutti noi D-o ha fatto un regalo, proprio come fece quando donò la saggezza al Re Salomone. Immagino il Regno di D-o come una fabbrica dal socialismo dal volto umano, dove ognuno svolge un diverso compito, e nessuno ritiene il suo lavoro più importante di quello dell´altro... come in realtà avviene oggi.
Una fabbrica in cui si considerano tutte le mansioni indispensabili e ugualmente di valore. E´ così che dovrebbe essere anche la nostra chiesa o il nostro tempio... come dice Gesu’, come un corpo. Ed è così che vorrei che fossero le tre piu’ grandi religioni monoteiste: Islam, Cristianesimo ed Ebraismo: come parti di uno stesso corpo che cooperano per svolgere movimenti armonici.
Ma forse lo sono già agli occhi di D-o! I nostri occhi in effetti sono limitati…
Dovremmo tutti essere noi stessi, accontentandoci e rallegrandoci di quello che D-o ci ha donato...non pretendere di più ma semmai chiederlo in preghiera! Che il Signore vi benedica tutti e che vi faccia mettere a frutto il vostro dono!
Gioele & C.
(ossia con un piccolissimo contributo di Maurizio)
Sameach shabbath gam lekhà! = felice sabato anche a te!
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Un commento sul disegno di Legge approvato dalla Camera dei Deputati per gli insegnanti di religione
Alziamo le nostre bandiere della laicità perché é il momento di dialogare a muso duro …
Si rimane oggettivamente sconcertati nel leggere il testo di legge contenete le norme sullo stato giuridico degli insegnati di religione cattolica degli istituti e delle scuole di ogni ordine e grado (che riguarda circa 13.000 docenti), approvato ieri dal Parlamento.
E’ un ritorno al passato oscurantista e clericale, che immaginavo solo un lontano ricordo del passato, per lo meno fino a non molto tempo fa. Ma i tempi sono veramente cambiati e occorre prenderne atto con estremo realismo, assumendo tutte le necessarie contromisure del caso. Non è del resto un mistero per nessuno che il prossimo obiettivo della compagine governativa, schierata col Cupolone romano, sia tra l’altro l’attacco alla Legge 194 e piu’ in generale alle conquiste sociali e femministe degli anni ’70.
Siamo di fronte, per essere piu’ espliciti, a un prezzo che il Governo di centro-destra sta pagando alle gerarchie ecclesiastiche cattoliche-romane, per l’incondizionato appoggio della Chiesa di Karol Woitila alle scelte neoliberiste e conservatrici del regime di Berlusconi in questi ultimi anni.
La copertura finanziaria di quest’operazione ammonta, secondo una stima de Il Sole 24 ore di oggi 16 luglio (pagina 26), a circa 7,4 milioni di Euro per il 2003 e a quasi 19,3 milioni di Euro dal 2004!
Niente male come favore di cortesia corrisposto dopo le ultime campagne politiche ma anche referendarie. Teniamo poi presente che il sig. Formigoni si ricandiderà il prossimo anno…
Pensate che si sono perfino utilizzati i giardini delle Facoltà Teologiche per “appoggiare” i manifesti pubblicitari de “Il Giornale” … Niente è stato trascurato da tempo: anche le nuove leve religiose e laiche hanno infatti avuto il necessario indottrinamento del caso. Il vecchio è presentato ovunque come il nuovo.
Ma la sfortuna vuole che qualche protestante frequenti da sempre anche gli ambienti cattolici… e curiosi un po’ dappertutto, ponendosi delle domande. Va perfino a sentire le omelie cattoliche per capire che aria tira…
Ci appaiono oggi estremamente chiari i toni, fortemente polemici, usati dalle ACLI, dai Gesuiti, e dalla Compagnia delle Opere (solo per fare alcuni esempi) durante la recente campagna referendaria sull’articolo 18.. E pensare che il sig. Vittadini, Presidente della CdO, si affanna a dire nella mia citta’ natale di Busto Arsizio (VA), ma anche sulle colonne del giornale di Forza Italia, che “lui non fa politica” e che è semmai interessato alle questioni dell’estetica (…i soliti comunisti trinariciuti si domandano ovviamente se i soldi in Euro abbiano effettivamente un bel colore… e danno in parte ragione a questo buon uomo, un po’ disordinato e senza ancora la patente di guida).
Da fonti giornalistiche bene informate pare inoltre che in autunno si organizzera’ anche un formale concorso per titoli ed esami per queste cattedre, ma si sa già in anticipo che cio’ che conterà sara’ l’accertamento dell’idoneita’ disciplinare a cura della Diocesi, ossia in ultima istanza del Vescovo. Immaginiamo fin da ora cosa accadra’ dalle parti di Bologna o di Como, in applicazione dell’articolo 9 di questa scellerata e incostituzionale Legge di regime.
Siamo di fronte ad uno scandalo, che va ben oltre i confini confessionali e che riguarda noi tutti, come cittadini ma anche come discepoli del Risorto.
Orientamenti ecumenici non è mai intervenuta in questi anni su questioni interne della chiesa di Roma, quale le squallide vicende di Padre Milingo, gli abusi pedofili del clero non solo americano, le speculazioni finanziarie e non su santi e madonnine piangenti varie, il pesante clima contro le Associazioni e i gruppi di base, di cui sono stato peraltro vittima, come ex cattolico, nel lontano 1996, ecc. ecc.
Credo però che sia venuto il tempo di riflettere seriamente su quali iniziative intraprendere come protestanti (e non solo) nell’ambito delle Assemblee ecumeniche e/o degli incontri religiosi in Italia, ove vi sia anche la partecipazione della componente della Chiesa cattolica; occorre piu’ precisamente pensare ad una risposta molto seria a queste minacce della libertà religiosa in Italia. Ovviamente nella libertà dello Spirito…e dei suoi doni dati a ciascuno/a.
Quello che appare certo a noi “acattolici” (come “loro” ci amano definire) fin da ora è che non staremo in silenzio. A ben vedere, si tratta di una messa in discussione non solo dei nostri principi cristiani essenziali che riguardano le nostre ragioni profonde di coscienza ma anche dei nostri soldi di contribuenti evangelici, ebrei, non credenti, anglicani, ortodossi e di altre fedi viventi. Per non parlare poi della concezione di Stato, in cui stentiamo ormai a riconoscerci con fiducia.
Mi aspetto infine come valdese, proprio su questo tema, che la mia chiesa non mi deluda, …altrimenti dovrei rimettermi in cammino, per nuovi sentieri, in cerca forse di un luogo e di un tempo che semplicemente in Italia non esistono altrove. E questo, comunque lo si veda, è veramente tragico.
Scusate la schiettezza, ma questa è proprio una delle peggiori estati che io ricordi nella mia vita di quarantenne e di cristiano. La temperatura è veramente elevata…
Maurizio Benazzi
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Intervento inviato a Orientamenti ecumenici, quale firmataria dell’appello contro la guerra del Consiglio Ecumenico Mondiale delle Chiese
Cari amici,
cordiali ringraziamenti dal Concilio Mondiale delle Chiese!
E’ passato un po’ di tempo da quando avete aggiunto la vostra
firma in favore della campagna del Concilio Mondiale delle Chiese ( WCC) contro
un invasione delle forze armate degli USA in Iraq e in favore di una
risoluzione pacifica a quel conflitto.
Quando le azioni militari in Iraq furono dichiarate ufficialmente concluse,
quelli come voi e noi che si erano opposti all’invasione militare hanno
dovuto affrontare la valutazione di media e militari che l’ operazione è
stata “un successo”.
Nell’ intervista che vi abbiamo spedito, il segretario generale del WCC,
il Reverendo Dr Konrad Raiser risponde alle dure questioni pose da quelli che
parteciparono attivamente al movimento in favore della pace.
Speriamo che voi la possiate trovare una stimolante lettura che essa vi possa rafforzare nella convinzione che, come disse il Dr. Raiser il 20 Marzo quando l’invasione cominciò: "Le guerre non possono essere vinte, solo la pace può esserlo”.
"La posizione delle chiese contro la Guerra ha incrementato la loro morale correttezza nella società” - Intervista al Rev. Konrad Kaiser
(Traduzione a cura di Gioele Bianchi)
Domanda: Come segretario generale del WCC lei, definì subito la Guerra come immorale, illegale e male informata. Poi la guerra fu rapida e fu presentata come un successo con minime perdite. Gli iracheni sembravano gioire per la liberazione da un brutale dittatore. Ora, moltissime persone si stanno chiedendo se il WCC ammetterà che il suo atteggiamento nei confronti della guerra era sbagliato.
Risposta: … Il successo militare non stabilisce la legittimità morale.
Secondo il criterio dell’etica classica riguardo la guerra e la pace,
questa guerra ha tutte le caratteristiche per essere definita immorale. Era un
attacco preventivo. Nessuno, neppure l’Amministrazione degli Stati Uniti,
nega che la guerra ha violato (di fatto) le norme esistenti del diritto
Internazionale, a cominciare dalla carta delle Nazioni Unite e includendo anche
le Convenzioni di Ginevra; essa deve essere pertanto classificata come
“illegale”. Questo lascia aperta poi la questione della correttezza
politica dell’ uso della forza militare contro quello stato.
La ragione principale adottata è quella di imputazione per il possesso di armi di distruzione di massa e il fatto che l’Iraq fosse pronto a usarle, creando conseguentemente un’imminente minaccia alla pace mondiale e alla sicurezza degli Stati Uniti. Fino a questo momento non sono state trovate tali armi e anche se esistessero, comunque, non sono state mai usate. Dunque, l’accusa di minaccia alla sicurezza dei cittadini americani, è infondata. Così, il maggiore successo di questa guerra è stato di invalidare la sua ufficiale e presunta giustificazione.
In fin dei conti io resto convinto che diverrà chiaro che la guerra non ha risolto alcuno dei problemi politici che sono stati menzionati come obbiettivi ed ha creato semmai una situazione caotica, per la quale non è in vista alcuna soluzione.
Domanda: Sebbene ci siano state naturalmente, delle vittime civili, sembra che questa stima sia stata più bassa rispetto a ciò che ci si aspettava e “la catastrofe umanitaria” preannunciata dal WCC e altri, non è accaduta. E sicuramente non c’è stato un grande spostamento di profughi dall’Iraq, come quello del quale lei ci aveva avvertito nel suo discorso. Organizzazioni come il WCC hanno forse esagerato nei loro ammonimenti riguardo le conseguenze della guerra?
Risposta: Naturalmente ci rallegra che, dai dati disponibili, la distruzione causata dalla guerra sia stata più limitata del previsto. Però, siamo anche consapevoli che le forze della coalizione e i mezzi di comunicazioni di massa hanno finito per proiettare un immagine di guerra “pulita” , nella quale le vittime civili erano quasi invisibili. In ogni caso, dato l’assoluto valore di ogni vita umana agli occhi di D-o, noi crediamo che, qualsiasi guerra è una tragedia umana che non può essere sottoposta a una valutazione numerica. Per di più una delle insinuazioni delle guerre tecnologiche che colpiscono sia civili che militari, è che gli effetti distruttivi e gli incidenti si manifesteranno solo a lungo termine.
Quanti saranno i civili innocenti che continueranno a morire a causa delle bombe a grappolo inesplose e delle mine sparse sul territorio, o gli effetti delle munizioni all’uranio rinforzato, senza contare le migliaia di piccole armi disperse tra la popolazione durante la guerra che continueranno il loro lavoro di morte. Quanti bambini moriranno a causa della distruzione dei sistemi idrici? Mentre, comincerà presto la ricostruzione materiale, il recupero psicologico e sociale impiegherà più tempo, senza contare la perdita dello straordinario patrimonio culturale dell’ Iraq.
E’ diventato evidente
riconoscere, come dimostrano alcuni recenti cambiamenti nella struttura
direttiva degli Stati Uniti , che le amministrazioni militari sono divenute
incapaci, impreparate a fronteggiare la valanga di critiche provenienti dai
giornali contro la guerra .
Domanda: Il WCC ha protestato contro le azioni degli Stati Uniti e dei suoi alleati,
ma molte persone si domandano, con le Nazioni Unite che sono diventate così
inefficaci, quali reali alternative ci sono per combattere I dittatori o le
serie violazioni dei diritti umani come quelle perpetrate in Iraq per decenni.
Risposta Nessuno dei recenti interventi militari contro regimi dittatoriali e contro situazioni di gravi violazioni dei diritti umani ha portato a effettive soluzioni. C’è, all’inizio una parvenza che il problema sia stato risolto, ma in realtà gli interventi militari non vanno mai alla radice della cause e lasciano la maggior parte dei problemi irrisolti. La guerra in Iraq non ha prodotto un cambiamento di regime, ma una demolizione di un regime senza un costruttivo e stabile cambiamento. Le Nazioni Unite potrebbero essere molto più efficaci se, governi come quello degli U.S.A le permettessero di fortificarsi per usare liberamente i suoi strumenti politici .
In più, il voler rivendicare i diritti umani da parte degli U.S.A, è invalidato dalla selettività del loro intervento. In passato, il governo degli Stati Uniti ha, per esempio supportato, finanziato e rafforzato Osama Bin Laden e la sua organizzazione, ma anche il regime stesso di Saddam Hussain.
Domanda:Lei ha criticato il governo degli Stai Uniti prima e anche durante questa conversazione. Il WCC ha un atteggiamento anti-americano, come pensano alcune persone?
Risposta: Il WCC non è nè pro nè anti nessun governo. Il Concilio ha sempre cercato di difendere la giustizia, il rispetto dei diritti umani, la legge e ha cercato di dare una risposta pacifica a utti I conflitti. Le chiese hanno una responsabilità morale e devono essere in grado di parlare fuori, contro un modo di pensare che contro gli insegnamenti di Cristo.
In ogni caso, le posizioni del WCC sono state con quelle dei nostri membri di chiesa negli U.S.A che hanno costantemente criticato la posizione del loro governo riguardo l’Iraq, come fecero le chiese della Gran Bretagna. Il comitato esecutivo del WCC ha elogiato il coraggioso atteggiamento di entrambi i gruppi di chiese. Essi hanno fronteggiato, come anche noi abbiamo fatto, ogni genere di critica che sostituisce quasi sempre il vero volto del potente.
Domanda: Immediatamente dopo la fine della Guerra, una persona ci ha scritto chiedendo se lei, personalmente, sarebbe stato abbastanza coraggioso da andare a Baghdad e spiegare la posizione del WCC alla gente che stava soffrendo sotto il regime di Saddam prima della guerra. L’avrebbe fatto?
Risposta: Se ci fosse stato un invito dalle chiese Cristiane o anche dalla comunità Musulmana di venire in Iraq a spiegare la posizione presa del WCC sarei stato pronto ad andare. La posizione del WCC fu comunicata alle chiese del Medio Oriente tanto bene tanto quanto le chiese in Iraq dall’inizio alla fine della crisi, in inglese e in arabo. Esse non si erano mantenute isolato dalle altre chiese, al contrario, si era formata una collaborazione e una consultazione con il Concilio delle Chiese del Medio Oriente. Da così lontano, tutti i commenti e le lettere ricevute dall’ Iraq e dagli altri paesi dell’area dimostrano che la posizine del WCC fu sempre ben capita e apprezzata.
Domanda: Riguardo le relazioni fra cristiani dell’occidente e musulmani del Medio Oriente, la precedente affermazione del WCC avvertiva che la guerra mirava a destabilizzare la regione Mediorientale. Ma ora c’è una Road Map per portare la pace fra israeliani e palestinesi, e molte persone pensano che la dura azione in Iraq possa servire come deterrente per dittatori e terroristi. Qual è la sua opinione?
Risposta: La "road map" è seriamente carente in dettagli ed è lontana da essere ideale. Ci sono molti vaghi e disturbanti elementi. Comunque la road map provvede almeno in piccolissima parte ad aprire una finestra di opportunità per una soluzione “a due stati”. In particolar modo, mette bene in chiaro che la risoluzione del conflitto sarà basata sulle risoluzioni ONU 224 e 338. L’attuazione di queste risoluzioni potrebbe significare la fine dell’occupazione israeliana, che iniziò nel 1967 e lascerà emergere un indipendente, democratico e vitale stato Palestinese, che vivrebbe accanto a Israele (in pace, ma anche in sicurezza) e agli altri suoi vicini…
Come il processo di pace di Oslo, menziona che i palestinesi e gli israeliani dovranno negoziare lo status permanente della questione dei confini, di Gerusalemme, dei rifugiati, degli insediamenti ecc.., ma la "road map" non fa quasi menzione di questi problemi dall’inizio alla fine del processo di pace.
…Sicuramente la guerra in Iraq non ha reso la regione più stabile, ma ha introdotto nuovi fattori di incertezza.
C’è un’intuizione da parte del mondo musulmano riguardo la guerra: essa è stata una parte di una lunga strategia per portare l’oriente più vicino agli interessi dell’occidente
Domanda: L’enorme movimento contro la Guerra non poteva impedirla e
la maggior parte di questo movimento era composto dalle chiese. Alcune persone
hanno visto questo come un’indicazione che l’istituzione delle
chiese nella nostra società è irrilevante e inefficace. Qual è la sua
valutazione?
Risposta: Se le chiese nella loro partecipazione al movimento anti-guerra avessero adottato lo stesso criterio di giudizio di quello usato dai governanti, i loro interventi sarebbero potuti considerarsi vani, perchè non potevano cambiare la determinazione degli U.S.A. ad andare in guerra. Comunque la protesta della chiese non era focalizzata ai breve termine per impedire questa guerra, bensì nella questione di non accettare l’uso della guerra e della violenza come normale strumento del potere politico.
Le chiese non erano state e non sono al primo posto riguardo una pragmatica efficace, ma erano mosse da motivazioni di fede e di testimonianza e da convinzioni etiche fondamentali anche se le loro battaglie in un primo tempo sembravano essere state perse. L’unanimità delle proteste delle chiese ha tutta via rafforzato la loro voce e ha aumentato il loro ruolo sociale. Questo è più importante del loro potere istituzionale
Domanda: Con il WCC, insieme alle altre chiese del mondo, tutti sono stati
coinvolti a pregare per la pace. In realtà queste preghiere non sono state
esaudite. Cosa crede che sia il potere della preghiera?
Risposta: La preghiera è il primo esempio di metterci in contatto con D-o perchè si prenda cura del nostro cuore e della nostra mente . Sappiamo che il nostro volere è diverso da quello di D-o e che lui può rispondere alle nostre preghiere in modi inaspettati.