Salmo della settimana: nr. 22, 23-27°
( tratto dalle Losungen )
O voi che temete il SIGNORE, lodatelo!
Voi tutti, discendenti di Giacobbe, glorificatelo,
temetelo voi tutti, stirpe d'Israele!
Poiché non ha disprezzato né sdegnato l'afflizione del sofferente,
non gli ha nascosto il suo volto;
ma quando quello ha gridato a lui, egli l'ha esaudito.
Tu sei l'argomento della mia lode nella grande assemblea;
io adempirò i miei voti in presenza di quelli che ti temono.
Gli umili mangeranno e saranno saziati;
quelli che cercano il SIGNORE lo loderanno;
il loro cuore vivrà in eterno.
Tutte le estremità della terra si ricorderanno del SIGNORE e si convertiranno a lui;
Si chiede a tutte le lettrici e lettori svizzeri, tedeschi, francesi di O.E. di segnalare alle organizzazioni per i diritti umani e per la difesa dei diritti civili dei propri paesi di appartenenza il testo di legge integrale qui sotto riportato.
Grazie fin d’ora per la fattiva collaborazione.
Maurizio
Salmo della settimana: nr. 22,23-27°
O voi che temete il SIGNORE, lodatelo!
Voi tutti, discendenti di Giacobbe, glorificatelo,
temetelo voi tutti, stirpe d'Israele!
Poiché non ha disprezzato né sdegnato l'afflizione del sofferente,
non gli ha nascosto il suo volto;
ma quando quello ha gridato a lui, egli l'ha esaudito.
Tu sei l'argomento della mia lode nella grande assemblea;
io adempirò i miei voti in presenza di quelli che ti temono.
Gli umili mangeranno e saranno saziati;
quelli che cercano il SIGNORE lo loderanno;
il loro cuore vivrà in eterno.
Tutte le estremità della terra si ricorderanno del SIGNORE e si convertiranno a lui
(tratto dalle Losungen)
Ecco il decreto che attende di essere firmato dal presidente Ciampi (attenzione all'art. 3,3).
(Segnalazione di Salvatore Rapisarda, battista)
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Decreto Legislativo Attuazione della
Direttiva 2000/78/CE per la parità di trattamento in materia di occupazione e
di condizioni di lavoro |
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Notizie da Adn (Avventisti)
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Da Amnesty International
IRAN: ATTIVISTI STUDENTESCHI E MANIFESTANTI DEVONO ESSERE TRATTATI SECONDO GLI STANDARD INTERNAZIONALI SUI DIRITTI UMANI, CHIEDE AMNESTY INTERNATIONAL
Amnesty International e' preoccupata per gli arresti, avvenuti nei giorni scorsi, dei leader studenteschi Reza Ameri Nassab, Ali' Moghtadari e Arash Hashemi, presi di mira unicamente per l'espressione pacifica delle loro opinioni politiche. Tutti e tre sono stati arrestati dopo aver preso parte ad una conferenza stampa pubblica tenutasi presso gli uffici di Daftar-e Tahkim-e Vahdat (Ufficio per il consolidamento dell'unita' o OCU) in occasione dell'anniversario delle manifestazioni studentesche del 18 Tir (9 luglio 1999), nel corso della quale avevano criticato le restrizioni alla liberta' di espressione e associazione in Iran. Sono stati spinti a terra, fatti salire su tre diversi veicoli e portati verso una destinazione sconosciuta. Si e' appreso che Ali' Moghtadari e' stato poi rilasciato la sera stessa.
Tali arresti s'inseriscono nel quadro delle violazioni dei diritti umani relative alle proteste e le manifestazioni studentesche successive alle dimostrazioni del 18 Tir. Dall'11 giugno sono stati arrestati 4000 manifestanti, circa 2000 dei quali restano detenuti senza accusa ne' processo. Ad almeno 65 persone e' stato detto di essere state incriminate, sebbene le accuse non siano state rese pubbliche. Molti di questi detenuti sembrano essere stati presi di mira per aver manifestato pacificamente. Amnesty International li considera prigionieri di coscienza e chiede il loro immediato e incondizionato rilascio. L'organizzazione chiede inoltre che ogni persona arrestata per un crimine riconoscibile abbia diritto ad un processo equo.
Le autorita' devono adottare tutte le misure necessarie per assicurare che gli attivisti studenteschi e i manifestanti pacifici siano trattati secondo gli standard internazionali sui diritti umani.
Ulteriori informazioni
A seguito delle manifestazioni studentesche del luglio 1999 a Teheran, Ahmad Batebi, Abbas Deldar, Javid Tehrani, Mehrdad Lohrasebi, Akbar e Manuchehr Mohammadi e altri studenti dimostranti sono stati arrestati arbitrariamente. Decine di essi hanno subi'to tortura e maltrattamenti in detenzione incommunicado e, come il leader studentesco Ali' Afshari, sono stati incarcerati al termine di un processo palesemente iniquo. Nei giorni
scorsi, Ahmad Batebi e Manuchehr Mohammadi sono stati rilasciati dalla prigione di Evin e trasferiti in localita' ignota.
L'11 giugno circa 80 studenti, alloggiati presso le residenze studentesche nell'area di Amir Abad a Teheran, hanno manifestato pacificamente contro le proposte relative alla privatizzazione delle universita' iraniane, temendo per il conseguente aumento delle tasse scolastiche. Ad essi si sono aggiunti dei residenti locali e la manifestazione, secondo quanto riferito, si e' ingrandita divenendo sempre piu' politicizzata. Gruppi organizzati in borghese, i lebas shakhsi-ha (noti in Iran come i poliziotti in borghese), hanno cominciato ad attaccare i manifestanti e la polizia e' intervenuta per porre fine agli scontri. Con l'intensificarsi delle proteste per tutta la notte, sono state dispiegate unita' delle Forze Speciali (Nirou-ye Vijeh) al fine di disperdere i manifestanti.
Tuttavia, secondo quanto riferito, le Forze Speciali hanno permesso che alcuni lebas shakhsi-ha attaccassero i dimostranti pacifici e che in alcuni casi si facesse ricorso un uso eccessivo della forza per porre fine alle proteste.
Amnesty International ha ripetutamente chiesto alle autorita' di occuparsi delle violazioni dei diritti umani compiute nei confronti dei manifestanti, ma non ha ancora ricevuto alcuna risposta.
Per ulteriori informazioni e' possibile consultare:
- la dichiarazione pubblica del 14 luglio 1999 Iran: le autorita' devono garantire i diritti fondamentali (AI INDEX: MDE 13/18/99; News Service: 134/99):
http://web.amnesty.org/library/Index/ENGMDE130181999?open&of=ENG-IRN
- l'appello di Amnesty International in favore di Ahmad Batebi:
http://web.amnesty.org/web/content.nsf/pages/gbr_iran
- il rapporto Iran: un sistema legale che fallisce nella protezione della
liberta' di espressione e associazione (AI Index MDE 13/045/2001):
- http://web.amnesty.org/web/content.nsf/pages/gbr_iran_freedom
Per ulteriori informazioni, approfondimenti ed interviste:
Amnesty International - Ufficio stampa Tel. 06 4490224 ? 348 6974361,
e-mail: press@...
IRAN: AMNESTY INTERNATIONAL CHIEDE UN’INCHIESTA
INDIPENDENTE SULLA MORTE DELLA FOTOGIORNALISTA
ZAHRA KAZEMI
Amnesty International si e’ unita agli appelli della Commissione islamica per i diritti umani dell’Iran e di altri organismi internazionali per i diritti umani affinche’ sia avviata un’inchiesta indipendente sulla morte della 54enne fotogiornalista Zahra Kazemi, avvenuta il 12 luglio.
“L’Iran e’ obbligato, in base al diritto internazionale, ad aprire un’inchiesta giudiziaria imparziale e indipendente per determinare le cause della morte di Zahra Kazemi”, ha dichiarato Massimo Cipolla, coordinatore Iran della Sezione Italiana di Amnesty International.
“Tale inchiesta dovra’ inoltre chiarire se, come indicano alcune fonti, Zahra Kazemi sia stata sottoposta a maltrattamenti e torture durante il periodo di custodia”.
Zahra Kazemi, di doppia cittadinanza canadese e iraniana, e’ deceduta il 12 luglio all’ospedale Baghiyetollah di Tehran, dove era sorvegliata a vista. Era stata arrestata per aver fotografato alcune persone che protestavano per la detenzione dei propri familiari
all’esterno della prigione di Evin, nella zona settentrionale della capitale.
Amnesty International registra da anni casi di maltrattamenti e torture durante la detenzione in Iran. L’organizzazione ha accolto favorevolmente le notizie secondo cui il presidente Mohammad Khatami avrebbe ordinato ad alcuni ministeri di aprire un’inchiesta sulla morte di Zahra Kazemi.
“Le autorita’ iraniane devono adottare misure concrete per porre fine a tutte le forme di maltrattamento nel paese, come ad esempio accedere alla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani e degradanti” – ha aggiunto Cipolla. “Solo una inchiesta immediata, esauriente, indipendente e imparziale potra’ fare gli interessi della giustizia”.
Posta ricevuta
Caro fratello,
leggo ciò che mi hai inviato e ne traggo notizie interessanti. Mi viene chiesta una breve presentazione del gruppo. Penso di scrivere in merito e di inviarti quanto richiesto, ma dovrai avere un po' di pazienza. Sicuramente l'argomento di base è il carcere, i detenuti e le detenute, i diritti spesso violati ma anche il percorso difficile e per nulla scontato del ravvedimento. L'ottica sarà evangelica, ovviamente, ma la mia convinzione è che nessuno debba essere escluso o non invitato a dare un'opinione ed anche un contributo nell'aiuto agli ultimi, veramente ultimi, coloro che hanno violato sia la Legge di Dio che la legge degli uomini. Ma di questo parleremo.... Il Paese di Nod (Gen, 4,16) è un piccolissimo contributo cartaceo e informatico (e-mail) per parlare di chi non vogliamo neppure ricordare. Ora ti saluto e ci risentiremo.
Viviana
Il Paese di Nod - Milano
Sono diverse le e-mail di autopresentazione che sono giunte in queste ultime settimane:
ci si scusa con le persone interessate se in questi mesi estivi dobbiamo necessariamente contenere questo spazio. A settembre, se i messaggi verranno ripresentati, avranno la dovuta evidenziazione!
Segnalazioni librarie:
Communio sanctorum. La
Chiesa come comunione dei santi
Morcelliana
12,50 Euro
Personaggi biblici
nell'esegesi ebraica
Perani Mauro, La Giuntina
12,00 Euro
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Da Carta
Dalla parte degli iracheni
E finalmente i grandi media si sono resi conto che qualcosa, nella "liberazione" dell'Iraq, non ha funzionato, e adesso gridano tutti alla "guerriglia". Noi già in maggio, all'indomani della caduta delle statue, dedicammo due copertine all'"Iraq free" e alle sue trappole. E non molliamo la presa: nel nuovo numero del settimanale, un bellissimo reportage di Fernando Evangelista, brasiliano del mensile Caros Amigos, e le foto altrettanto belle di Matt Corner, che lo accompagnava, sulla guerra che non finisce (è infinita, infatti) vista dalla parte degli iracheni, della gente comune, dei palestinesi profughi da decenni, di quelli che hanno recuperato contenitori in una fabbrica abbandonata per tenerci acqua e cibo, e nessuno li aveva avvertiti che quei bidoni avevano contenuto uranio. Nel sito, la delegazione di pacifisti italiani che si trova in Iraq per stabilire rapporti con la società civile irachena. http://www.carta.org/rivista/settimanale/2003/25/sommario.htm
http://www.carta.org/agenzia/notmov030708/030708pacifisti.htm
Notizie dalla LAV – Lega anti vivisezione
Ministero dell'Ambiente: no al riconoscimento della LAV come associazione di protezione Ambientale.
Negato alla LAV il riconoscimento come associazione di protezione Ambientale da parte del Ministro dell'Ambiente che, secondo la legge n. 349 del 1986, è deputato a riconoscere le "Associazioni di protezione ambientale". Grazie a questo riconoscimento, le associazioni possono usufruire di una serie di prerogative giuridiche importanti: impugnare presso le autorità giudiziarie atti e provvedimenti della Pubblica Amministrazione contrari alla tutela dell'ambiente e degli animali, nominare propri rappresentati presso comitati, consigli ed altri organi pubblici, istituire proprie guardie ambientali volontarie, ecc.
La LAV aveva iniziato nel 1998 quella che sarebbe diventata una battaglia per il riconoscimento dello status di "Associazione di protezione Ambientale". Dopo varie richieste rimaste inascoltate, finalmente il TAR del Lazio, con sentenza n. 5267 del 2002, ordina al Ministero di definire e concludere il procedimento di riconoscimento della LAV entro 90 giorni. Il Ministero continua a rimanere inadempiente e la LAV lo diffida altre due volte, nel settembre 2002 e nel marzo 2003, ad osservare l'ordine del TAR. Il 13 maggio scorso il ministro Matteoli scrive alla LAV allegando il suo Decreto con cui respinge la richiesta! Motivazione: per il Ministro la LAV non merita il riconoscimento perché si occupa prioritariamente <<dell'affermazione di quelli che sono definiti "diritti degli animali">> e non di ambiente. Questo mentre la Ekoclub, nota per essere sostanzialmente una diramazione della Federcaccia, ha ottenuto e mantenuto il riconoscimento! La LAV, naturalmente, presenterà un nuovo ricorso al TAR Lazio.
Sostieni la LAV in questo difficile riconoscimento: invia al ministro Matteoli il messaggio seguente!
APPELLO AL MINISTRO DELL'AMBIENTE
Egregio Ministro Matteoli,
le chiedo di revocare il Suo decreto n.233/SvS/DEC/2003 con cui ha recentemente respinto la richiesta della LAV-Lega Anti Vivisezione di ottenere l'importante riconoscimento di "Associazione di protezione ambientale".
Affermare che la LAV, Ente Morale, Associazione di Volontariato riconosciuta anche nei settori "Ambiente" da Regioni, Onlus, una delle principali voci in difesa degli animali e del loro ambiente, non meriti questo riconoscimento perché si occupa prioritariamente <<dell'affermazione di quelli che sono definiti "diritti degli animali">>, significa dare alla materia ambientale un'interpretazione parziale che non corrisponde affatto alla realtà.
Gli animali sono infatti parte integrante e preziosa dell'Ambiente e la LAV da 26 anni è impegnata, con migliaia di attivisti in tutta Italia, nella difesa dei diritti degli animali e dell'ambiente ed in materie proprie del Suo dicastero: zoo, animali selvatici ed esotici, specie animali in via d'estinzione, attività venatoria, parchi, regolarmente chiamata peraltro da Uffici del Suo Ministero come interlocutrice.
Grazie per l'attenzione che vorrà dedicare al mio appello. In attesa di positivo riscontro, porgo cordiali saluti.
Nome e Cognome
Firma
Ministro Altero Matteoli
Ministero dell'Ambiente e Tutela del Territorio
Via Cristoforo Colombo, 44
00147 ROMA
Fax 06.57288513
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CITAZIONE
L'immaginazione e' molto piu' importante della conoscenza.
La conoscenza e' limitata, l'immaginazione abbraccia il mondo.
Albert Einstein
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