In questo numero:
- La riflessione sul Dio vivente
-Una proposta di lettura suggerita da "Aprile per la sinistra"
-La ricerca di diverse collaboratrici provenienti dall'area teologica femminista
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L'articolo che segue è tratto dal numero veramente speciale di Protestantesimo (vol. 58:2-3 - 2003) dal titolo "Parola in dialogo - Scritti in onore dei professori Paolo Ricca e Sergio Rostagno". Orientamenti ecumenici esprime in questo modo un tributo ai due grandi professori della Facoltà Valdese di Teologia in Roma per la loro attività di ricerca e di insegnamento, da cui anche il sottoscritto ha potuto trarne beneficio in questi ultimi anni.
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Qui, più concretamente, quest'articolo serve per farci capire il punto di vista di un evangelico tedesco in visita in Italia... da a pensare anche ai c.d. "non credenti".
M.B.
Perché cercate il vivente fra i morti?
(Discorso tenuto il 1 ottobre 1978, due giorni dopo l'improvvisa morte di Papa Giovanni Paolo I, da Gottfried Maron, professore emerito di Storia della chiesa moderna a Berlino e a Kiel nonché presidente della Fondazione Evangelica)
Questa volta, da che sono a Roma, mi assilla il pensiero che qui abbiamo avuto troppo - assolutamente troppo - a che fare con tombe e con morti.
Al primo posto sta certamente la tomba di Pietro, che la grandiosa cupola di Michelangelo fa risaltare nel significato storico e dogmatico che la chiesa di Roma le ha attribuito. Sotto questa stessa cupola giacciono sepolti anche altri papi, a rivendicare la pretesa, di essere successori della roccia degli apostoli. Tra qualche giorno vi giacerà anche l'uomo di fronte al quale abbiamo potuto stare solo pochi giorni fa in San Pietro (si riferisce all'udienza generale del 27 settembre tenuta interamente in lingua tedesca e all'interno della Basilica, conclusasi con "Lobe den Herren"). Con questo evento che ci ha tutti profondamente colpiti, il pensiero dei morti ha avuto qui a Roma una drammatica accentuazione.
A Roma abbiamo anche visitato la tomba di Paolo. Sotto una cupola molto più modesta, giace anche Ignazio di Loyola, la principale figura del ripensapento cattolico-romano dopo la catastrofe della Riforma tedesca. Siamo stati anche nella stanza in cui è deceduto e poi, rispettivamente in S. Andrea della Valle e in una cappella laterale di S. Pietro, abbiamo visto illuminati dietro un vetro i corpi morti di un santo dell'Ordine dei Teatini e di S. Pio X. Si tratta verosimilmente di riproduzioni di cera
In Assisi si può veramente vedere il cadavere di Santa Chiara che nel 1850 fu riesumato dalla bara in cui aveva riposato per 600 anni. La gente si affolla curiosa davanti al vetro per vedere questi morti. Che cosa cerca veramente?
Chi può contare tutti i sepolcri romani? Dai grandi edifici funebri degli imperatori Augusto e Adriano - tra i quali si trova esattamente il nostro alloggiamento - ai sepolcri nelle catacombe fino alle moderne "case dei morti" (meglio grattacieli dei morti) dietro S. Lorenzo fuori le Mura che irradiano una singolare "vita", quando la sera le lampade vengono accese dai vivi. A che scopo? Che cosa si cerca presso questi morti? Non dà anche da pensare che il nostro collega di Erlangen sia venuto con noi a ROma soprattutto per studiare catacombe e sarcofaghi? Sì, non fa riflettere il fatto che l'arte protocristiana sia sorta qui con le tombe - in ultima analisi contro la volontà della chiesa e della teologia?
Paolo Ricca, che ci ha accompagnato più volte, in questi giorni è stato anche a Torino dove ora, dopo 45 anni, è stato nuovamente esposto il famoso lenzuolo funebre di Cristo che attira centinaia di migliaia di pellegrini. Non ci interessano qui né la fiera turistica che si sviluppa intorno ad un evento così "pio" (fino alle T-shirt con il "sacro volto"), né la questione scientifica di sapere se questo lenzuolo potrebbe essere l'autentico sudario di Cristo o almeno un lenzuolo di quell'area del I sec. Qui ci interessa un'altra questione: che cosa cercano queste numerose persone in una reliquia di questo tipo? Che cosa cercano accanto alle tombe?
In questo quadro, da giorni mi agita un brano del racconto di Pasqua del Vangelo di Luca. Il giorno dopo il tremendo evento le donne vennero all'alba al sepolcro e lo trovarono vuoto. E quando esse se ne accorgono con spavento, appaiono "due uomini con le vesti splendenti" che pongono loro, appunto, la questione decisiva: "Perché cercate il vivente tra i morti?" "Ricordate come egli vi parlò quand'era ancora in Galilea...Esse si ricordarono delle sue parole. Tornate dal sepolcro, annunziarono tutte queste cose agli indici e tutti agli altri (Lc 24,6 vers. NRiv). Ovviamente il racconto procede in un primo tempo in modo davvero deprimente. Il testo infatti afferma: agli apostoli "quelle parole sembrarono un vaneggiare e non prestarono fede alle donne". Io trovo che questo sia un racconto chiave per l'intera storia della chiesa in tutti i secoli. In esso si cela la domanda decisiva del cristianesimo: perchè cercate il vivente fra i morti? E' questa una domanda che ci deve essere posta di nuovo, non solo a Roma. E' una domanda che, evidentemente, non trova risposta a Pasqua, ma solo tramite la Pentecoste.
Io credo che Francesco d'Assisi abbia disposto, coscientemente, che non gli si facesse una tomba identificabile proprio in questo spirito di Pentecoste. Eppure che cosa è avvenuto? Già poco dopo la sua morte fu eretta sulla sua tomba la monumetale doppia chiesa di San Francesco e il misero luogo in cui morì è dal XVI secolo avviluppato, e così "composto", da una gigantesca cupola barocca. Il desiderio di Francesco non era merà "umiltà", sgorgava chiaramente da una profonda conoscenza cristiana, ma egli viveva in un'epoca in cui la cristianità cercava con uno sforzo secolare di riconquistare dai musulmani il sepolcro - vuoto e presunto - di Cristo. Lo sappiamo: Dio non ha allora benedetto né coronato di successo questo intento dei cristiani d'occidente. Grazie a Dio, si potrebbe dire, perché questo sepolcro è vuoto: sì tutti i sepolcri cristiani sono vuoti, se la nostra fede deve avere un senso (Lutero scrisse a tal proposito "di questo sepolcro, in cui il Signore ha giaciuto e che ora è possesso dei Saraceni, Dio si interessa altrettanto che delle mucche in Svizzera").
Ogni culto dei morti è affare pagano. I faraoni egizi hanno in tal prospettiva eretto i loro enormi monumenti di pietra e gli Etruschi le loro città dei morti. Noi cristiani, però dobbiamo sapere che Dio "non è un Dio dei morti ma dei viventi" come appunto afferma proprio Luca al capitolo 20 vesetto 38.
Questa parola che ci è tramandata dalla bocca di Gesù, contiene al tempo stesso la risposta alla domanda degli uomini al sepolcro. Si parla di Dio con una affermazione ed una negazione. Vale la pena meditare su questa parola più a lungo e più precisamente di quanto possiamo fare qui. Significa che la morte e la vita hanno mutato senso e valore. Non possiamo più considerare la morte come un assoluto e proprio questo significa che non possiamo più considerare la nostra vita terrena come un assoluto, come se si trattasse di dover realizzare tutto tra la nascita e la morte o di dover carpire tutto ciò che la vita ha da offrire. Dio è un Dio dei viventi: ciò significa che abbiano soltanto in lui la pienezza e la vita eterna.
Dio è un Dio dei viventi e non dei morti. Perciò non dobbiamo cercare i viventi fra i morti anche in un senso più ampio: Francesco non nella sua tomba, ma là dove egli viveva nella Parola di Dio; Pietro non sotto la cupola di San Pietro, ma nella sua confessione di Cristo; Paolo non in San Paolo, ma nelle sue lettere alla cristianità di tutti i tempi e il nostro Signore in nessun altro luogo che nella sua Parola e nel suo Spirito.
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Da "Aprile per la sinistra": nuove alleanze per “Orientamenti ecumenici”?...
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Know
Global di P.Folena e U.Sulpasso |
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A proposito vien da sorridere ma ci coglie anche un po' di tristezza quando pensiamo che taluni sistematicamente tentano ogni settimana di attaccarci con ogni sorta di files di disturbo, virus informatici (a proposito ho bisogno di consigli urgenti su uno chiamato W32.BLASTER.WORM che è presente su un PC), posta di vario tipo non richiesta,... ecc. ecc.
Si prega tutti di collaborare con i co-moderatori evitando di inviare files con allegati. La posta degli ultimi due giorni ad esempio è andata persa, per problemi di inoltri diciamo "non corretti"…
Grazie per l'attenzione che vorrete prestare per questo comportamento di base che reputiamo corretto e di tutela per il proseguimento di questa iniziativa, frutto della gratuità evangelica. Penso che l’On. Folena ne abbia sentito già parlare di quei cocciuti di Valdesi…
