Aperti per ferie: continua il dibattito sulla Bozza di costituzione europea e notizie e commenti da NEV
Appuntamenti d’estate:
ROCCA di PAPA (Roma) - Dal 23 al 31 agosto, campo di ricerca su "La spiritualità della Resistenza". Al Centro evangelico battista, segreteria: 06 94999014.
PRALI (Torino) - Dal 17 al 24, al Centro ecumenico Agape, campo per bambini delle elementari sul tema "Il fuoco è la cosa più importante". Segreteria: 0121 807514.
MILANO - Mercoledì 20, per la serie dei concerti estivi, nel tempio valdese, serata di musica ebraica Klezmer con il gruppo Schnaftl Ufftschik di Berlino. Alle 21 in via Sforza 12a. Entrata libera.
TORRE PELLICE (Torino) - Il 30 e 31 agosto, a cura della Società di studi valdesi, annuale convegno storico, quest'anno dedicato allo scrittore Piero Jahier. Alla Casa valdese di via Beckwith.
TELEVISIONE - Domenica 17 agosto, alle 24 circa su RAIDUE, la rubrica "Protestantesimo" presenta "Il papato: una questione ecumenica?" e un DVD sulle tre religioni abramitiche. Replica lunedì 18 alle 24 e lunedì 25 alle 10 sempre su RAIDUE.
RADIO - Ogni domenica mattina alle 7,30 su RAI Radiouno, "Culto Evangelico" manda in onda una predicazione (17, 24, 31 agosto, pastore Domenico Tomasetto), notizie dal mondo evangelico, appuntamenti e commenti di attualità.
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Parola per sabato 16 agosto 2003, dopo il blackout in America del nord liberista…
Dio ha scelto le cose pazze del mondo
per svergognare i sapienti;
Dio ha scelto le cose deboli del mondo
per svergognare le forti.
1 Corinzi 1:27
(dalle Losungen di oggi)
Il nostro è un Dio a cui importano gli avvenimenti politici…
E’ il mondo (intendo con questo il mondo politico e secolare) la sfera dell’attività liberatrice e rinnovatrice di Dio. Esso è il teatro della presenza di Dio accanto all’uomo. Il Dio della Bibbia, in chiaro contrasto con gli altri dei o divinità dell’antico Medio oriente, era caratterizzato proprio dal fatto di operare dentro e per mezzo degli avvenimenti politici. Egli non partecipava la sua divinità con le stelle, il sole, la luna; questi corpi erano semplicemente delle cose create da Dio, non essere divini. Il Dio degli ebrei era il Dio che si rivelava nell’esodo, nella conquista, nell’esilio e nella sconfitta del regno; si rivelava negli eventi politici, nella liberazione del popolo dalla servitù economica e dalla schiavitù politica, nella conquista e nella sconfitta per mano di una potenza secolare… per compiere la sua opera, Dio non esitava (e non esita anche oggi) neppure a servirsi di gente che lo negava, di gente che non aveva mai sentito parlare di lui o che lo sfidava. Il capitolo 45 di Isaia mostra in che modo Dio faccia uso di coloro che lo negano: Dio parla a Ciro, re dei persiani, e Ciro è un pagano, non certo un ebreo o un cristiano : a Dio importano gli avvenimenti politici. Prima bisogna sempre leggere l’Esodo e poi la Genesi. Perrchè questa è l’ordine in cui gli ebrei giunsero alla comprensione.
Così dice il Signore al suo unto, a Ciro,
la cui mano destra ha afferrato,
per soggiogare davanti a lui le nazioni
e per discingere i fianchi dei re,
per spalancare innanzi a lui le porte
in modo che i battenti non possano essere chiusi:
“…Io sono il Signore,
e non c’è nessun altro, all’infuori di me;
non c’è nessun Dio;
io ti cingo, benché tu non mi conosca,
perché gli uomini sappiano,
dall’oriente all’occidente,
che non v’è alcuno all’infuori di me;
Io sono il Signore,
e non c’è nessun altro…”
(Harvey Cox)
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In questo numero:
Il dibattito sulla bozza di convenzione europea (il sito su internet, il documento di Vittorio Bellavite di “Noi siamo chiesa”, la manifestazione di settembre a Riva del Garda)
Alcune notizie da NEV
Il prossimo numero sarà curato dal moderatore giovanile Gioele Bianchi; si ringrazia qui il partito socialista francese e taluni esponenti dei DS in Italia per il libero spazio concesso a questa newsletter su diverse ML di Yahoo. Il partito socialista svizzero ci ha tra l’altro inviato un libro su Leonhard Ragaz, che necessiterà di una rigorosa traduzione dal tedesco. Invitiamo il gruppo riformato svizzero o altre realtà interessate ad una eventuale pubblicazione in Italia dello stesso a dare un cenno della propria disponibilità per aiutarci a tal fine. Grazie a chi non rimarrà in silenzio.
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Si ringrazia Mario Agostinelli (CGIL Lombardia) anche per la segnalazione del sito internet sul quale è possibile consultare, nelle principali lingue europee, il testo (con commenti) della bozza di Convenzione europea
http://european-convention.eu.int/
Il punto di vista di un esponente cattolico di “Noi siamo chiesa”
A cura di Vittorio Bellavite
Il coinvolgimento dell'opinione pubblica europea nei lavori della Convenzione europea è stato complessivamente molto modesto; per la sua composizione e per l'andamento dei suoi lavori si è parlato, non a torto, di un deficit di democrazia. Nel frattempo il movimento critico nei confronti della globalizzazione è continuato e si è esteso (Forum di Firenze e Forum di Porto Alegre) e la guerra in Iraq per le sue caratteristiche ha creato un movimento di massa contro alcuni governi e contro gli USA.Ci troviamo di fronte ad una situazione schizofrenica a un esempio da manuale di scissione tra sensibilità diffuse e situazioni nuove (la guerra preventiva) ed un apparato istituzionale quello della Convenzione delegato ad occuparsi di grandi questioni ma che discute quasi solamente di competenze, mercati, monete ecc…….
Si trascineranno ancora per alcuni mesi problemi di questo tipo rimasti aperti perché sarà la Conferenza intergovernativa da ottobre a dicembre a risolverli . Si tratta del maggiore o minore ruolo delle diverse strutture comunitarie (Consiglio, Commissione, Parlamento), del voto a maggioranza sulla politica estera e sulla politica fiscale e di altre questioni di questo tipo. Dietro a questi problemi si nasconde da una parte il grado di maggiore o minore federalismo, dall'altra il maggiore o minore ruolo degli Stati membri nella nuova Europa. Non sono questi i problemi principali ma sono tuttavia importanti per chi cerca di riflettere su questa vicenda da un punto di vista pacifista e terzomondista. Per orientarsi su questa questione basta identificare quali sono le forze tiepide verso un potenziamento del ruolo dell'Unione Europea : esse sono tutte collocate sulla destra e caratterizzate da un esplicito filoamericanismo ( Spagna, Polonia, Regno Unito …) .L'Italia è un caso a sé, il Governo è fortemente filoamericano ma la politica europea è ondivaga e non esplicitamente antifederale . Per capire definitivamente la situazione basta essere consapevoli che i neoconservatori al potere negli USA cercano in forme diverse di dividere gli Stati europei ed osteggiano o diffidano dell' euro in quanto moneta divenuta concorrente sullo scenario mondiale .
Un'Europa federale per fare che cosa ?
Espressa un'opzione di fondo a favore di maggiori poteri all'Unione Europea si pone il grande interrogativo : una Europa federale, più forte ed autorevole, per fare che cosa ? per quali politiche ? Nella Convenzione si è parlato solo di strutture , di metodi, di ruoli, di apparati o si è parlato anche di contenuti ? Si è discusso se l'Europa dovesse avere una unica politica estera ma niente si è detto su quali potrebbero essere gli orientamenti di fondo per esempio, sul rapporto pace/guerra, sul rapporto Nord/sud……..La politica estera è stata intrecciata sempre a quella della sicurezza e della difesa, mai ad altro. In Italia ed in Europa la sinistra "federale" si è occupata poco della Convenzione ed ha valorizzato alcuni aspetti anche molto interessanti ( l'allargamento, il superamento di un secolo di lotte fratricide, la comune lotta contro il crimine….) ma tutto in un'ottica di un'Europa che guarda a sè stessa. Vediamo in concreto cosa dice la bozza della nuova Costituzione, lasciando ad un momento successivo un'analisi del cruciale problema della cittadinanza e dei migranti.
Pace/guerra
La pace non è stata "ammessa" tra i valori dell'Unione Europea di cui parla l'art.2 ma è stata accettata solo come obiettivo ( art. 3) . La differenza esiste e c'è stato dibattito. Affermare che la pace è un "valore" in sé avrebbe avuto come conseguenza che si sarebbe potuto almeno prendere in considerazione il contenuto dell'art.11 della nostra Costituzione . Questo nostro articolo è stato proposto senza successo, per esempio, dagli italiani Elena Paciotti e Valdo Spini e dagli spagnoli Borrell, Carnero e Lopez Garrido.
Dire invece che "l'Unione si prefigge di promuovere la pace…" non significa quasi niente.
Non esiste niente di più equivoco e ambivalente della generica invocazione alla pace non accompagnata da prese di posizione esplicite, da denunce, da azioni coerenti. Chi fa la guerra sostiene sempre che essa è indispensabile per portare la pace. Anche in Iran, anche in Afghanistan , sempre mascherata da nobili motivi. Sarebbe stato significativo affermare che l'Europa "ripudia la guerra" preventiva ed offensiva come dice la Costituzione italiana. Ma i nostri costituenti erano dei visionari, degli estremisti ?
Una Costituzione eurocentrica
Ogni vocabolo soprattutto nei primi articoli delle costituzioni viene discusso infinite volte, scritto, riscritto ( tradotto e ritradotto nelle principali lingue nel caso dei testi internazionali) dovrà poi essere interpretato dai magistrati, sarà un'indicazione per i legislatori e per l'azione di governo oltre che punto di riferimento per tutti.
Lascia allora perplessi il testo del predetto art.3 primo comma dove si dice che "L'Unione si prefigge di promuovere la pace, nonché i suoi valori e il benessere dei suoi popoli ". E' un testo a prima vista fortemente eurocentrico. Ben peggio è il successivo quarto comma che dice "Nelle sue relazioni con il resto del mondo l'Unione afferma e promuove i suoi valori e interessi" Il riferimento agli "interessi" è di una sincerità sconcertante, è un messaggio esplicito. Identico messaggio viene dall'art.39 quinto comma dove si afferma che "Gli Stati membri assicurano, mediante la convergenza delle loro azioni, che l'Unione possa affermare i suoi interessi e valori sulla scena internazionale ". Quanto si scrive nei testi costituzionali deve essere sempre ben esaminato nel contesto, nella collocazione, nello "spirito" del testo. Si resta allora sconcertati nel leggere nell'art.3 (l'articolo solenne sugli "obiettivi") che l'Unione offre ai propri cittadini "un mercato unico nel quale la concorrenza è libera e non distorta" ; e come se non bastasse al successivo comma terzo si parla di "un'economia sociale di mercato fortemente competitiva". All'art.4 si parla di "libera circolazione delle persone, delle merci, dei servizi e dei capitali " e di " libertà di stabilimento". E' lo spirito della vecchia Comunità Economica Europea (CEE) (oppure addirittura del vecchio Mercato Comune, MEC).
Politica estera, di sicurezza e di difesa
Da tempo manca all'Unione una politica estera e da tanto tempo è prevalsa nelle istituzioni comunitarie l'idea che essa debba intrecciarsi con la politica della sicurezza e della difesa. Nella Convenzione su questa questione non è emersa alcuna idea nuova che andasse aldilà delle proprie preoccupazioni e dell'organizzazione delle proprie strutture o delle discussioni sulle competenze e sul modo di decidere ( nuovo Ministro degli esteri, voto a maggioranza o diritto di veto) . Appunto l'eurocentrismo. Già a Laeken nel dicembre 2001 quando il Consiglio europeo varò la Convenzione si affermò la necessità di "un'Europa più presente sulle questioni di politica estera, di sicurezza e di difesa". Nei lavori della Convenzione la Commissione VIII Difesa enfatizzò questa posizione e tutto il progetto di Costituzione vi è coerente con un seguito di elaborati ed impegnativi articoli. L'art. 11 quarto comma è lapidario :"L'Unione ha competenza per la definizione e l'attuazione di una politica estera e di sicurezza comune , compresa la definizione progressiva di una politica di difesa comune" Testo simile nell'art.15. Gli artt. 39 e 40 sono i più lunghi del progetto di Costituzione ( otto commi ciascuno) e sviluppano i complicati meccanismi di gestione di questo settore unificato (il Parlamento europeo non ha alcuna competenza). Il primo comma dell'art.40 recita :" La politica di sicurezza e di difesa comune costituisce parte integrante della politica estera e di sicurezza comune . Essa assicura che l'Unione disponga di una capacità operativa ricorrendo a mezzi civili e militari" L'articolo continua affermando l'impegno degli Stati membri a migliorare le loro capacità militari, prevede l'istituzione di un'Agenzia europea degli armamenti ed "una cooperazione più stretta in materia di difesa reciproca", prevede la possibilità di cooperazioni rafforzate in materia di difesa. Qualcosa di più morbido si scrive nell'art..205 dove si fa un elenco di interventi "accettabili" che l'Unione potrebbe fare ("in materia di disarmo, di missioni umanitarie e di soccorso, di missioni di consulenza e di assistenza in materia militare, …." ) . Non è però un elenco tassativo ma esemplificativo ( ed anche la guerra in Iraq è stata considerata da chi l'ha fatta come un'azione di disarmo).
Rapporto Nord/Sud
Nel preambolo si afferma che "l'Europa desidera….operare a favore della pace, della giustizia e della solidarietà nel mondo" e nell'art.3 quarto comma che "contribuisce alla solidarietà e al rispetto reciproco tra i popoli" . Queste affermazioni potrebbero avere una qualche importanza se non fossero poi seguite dal vuoto completo. Il problema del rapporto col Sud del mondo è stato il grande assente sia nei propositi iniziali di Laeken sia in tutto il corso dei lavori della Convenzione. Nel concreto nulla si dice, per esempio, su una possibile politica agricola di apertura ai mercati del terzo mondo (art.118), nulla sulla riduzione del debito estero, nulla nella elencazione (art.66 e 74 e 211) degli obiettivi e degli strumenti della politica economica e monetaria (gli obiettivi sono "prezzi stabili, finanze pubbliche e condizioni monetarie sane, bilancia dei pagamenti sostenibili" ), nulla di significativo nei rapporti con le istituzioni finanziarie internazionali (art.81). Si potrebbe obiettare che questi problemi non dovrebbero essere oggetto di norme costituzionali. L'osservazione è pertinente ma non nel caso specifico. Infatti questa bozza di Costituzione parla in modo dettagliato di tutto. Si tratta di 460 articoli e di quattro protocolli allegati ! Certi aspetti sono regolamentati in modo molto minuzioso e ripetitivo ( bilancio, mercati, euro, concorrenza ecc…).
Per quanto riguarda la cooperazione allo sviluppo c'è una quasi letterale ripetizione di quanto dicevano le norme precedenti (si vedano da una parte gli attuali articoli 188 secondo comma punto d e 213-215 , dall'altra gli articoli 177-181 della versione consolidata del Trattato). Siamo nella più evidente ordinaria amministrazione. Fa specie poi leggere nel vecchio e nel nuovo testo che " L'Unione e gli Stati membri rispettano gli impegni e tengono conto degli obiettivi riconosciuti nel quadro delle Nazioni Unite e delle altre organizzazioni internazionali competenti". Ci si riferisce all'indicazione più ignorata che ci sia, quella di destinare, da parte dei paesi sviluppati, lo 0,7% del PIL alla cooperazione. Infine un'ipocrisia del linguaggio da denunciare : sia nell'art.3 quarto comma sia nell'art.188 e nell'art.213 si parla di "eliminare la povertà". Ma , per essere seri, perché non si parla di "eliminare la miseria" ? Questa è la vera condizione diffusa nel terzo mondo davanti a cui questa bozza di Costituzione ha chiuso gli occhi.
La questione delle "radici cristiane "
Nei lavori della Convenzione tanto si è parlato poco delle grandi questioni planetarie che l'Europa, chiusa nel suo eurocentrismo, ha di fronte, quanto si è parlato molto di una questione di principio, quella del richiamo alle "radici cristiane" nel preambolo della Costituzione. Nella gran parte delle Costituzioni europee, ed in quella degli Stati Uniti, mancano questi tipi di riferimenti . Le sensibilità e le culture sono tante in Europa, altre sono emergenti . Pretendere di affermare in un testo legislativo le proprie specifiche identità è cosa difficile da ottenere; anche da parte di molti credenti questa richiesta non è stata ben compresa ed è forse controproducente in ordine al messaggio di fede e di speranza che i cristiani hanno il compito di annunciare. La disputa si è chiusa in modo accettabile, quella di lasciare la storia agli storici e di non fare riferimenti ad alcuna eredità nel preambolo. Sarebbe del resto stato inaccettabile richiamarsi, come nella prima versione del preambolo, ad alcune radici ( la cultura grecoromana, l'illuminismo) e non ad altre ( il cristianesimo ed il socialismo). A prescindere dalla questione delle "radici" la Chiesa cattolica, le Chiese della Riforma e le Chiese ortodosse hanno ottenuto, nell'art. 51, lo status autorevole di interlocutrici particolari dell'Unione a causa della loro "identità e del loro contributo specifico" . Impegnandosi sulla questione delle "radici" e per ottenere questo dialogo permanente le Chiese (soprattutto la Chiesa cattolica) hanno speso per un lungo periodo tutte le loro energie trascurando o dimenticando del tutto le altre grandi questioni.
I grandi valori del tutto evangelici, e del tutto umani, sottesi al definitivo rifiuto della guerra ed al problema del rapporto Nord/Sud sono passati in secondo piano. E' anche per questo che sta mancando un po' di "anima" all'Europa.
Ringrazio Vittorio per il gradito intervento: mi permetto di far notare che le Chiese della Riforma oggi rappresentano solo un parte del mondo evangelico e che il problema posto in sede di dibattito è semmai se le minoranze religiose e non religiose abbiamo un adeguato spazio di tutela giuridica nella Bozza.
Non è un mistero che qui in Italia su internet – senza scomodare la bozza di convenzione europea - ad es. “Orientamenti ecumenici” abbia serie difficoltà a far passare il proprio manifesto o le richieste di intervento sollecitate dagli stessi interlocutori (sob!) presso anche quegli ambienti cattolici non conservatori come Tempi di Fraternità, Adista, …
In Europa non è in gioco una questione di rappresentanza istituzionale delle principali confessioni (anche perché i rapporti di forza col protestantesimo non consentiranno certi macroscopici abusi qui esistenti) ma semmai di non esclusione di nessuno, in particolare di chi ha una fede religiosa maturata ad es. in ambiente non europeo e di chi non ne ha alcun credo confessionale. Su questo verte esattamente il dibattito in merito alla libertà religiosa ma anche sulla libertà dalla religione e, visto i tempi, dalle chiese istituzionali.
Sarebbe interessante che si commentassero, a questo proposito, le elevate percentuali di rifiuto di pagamento delle tasse ecclesiastiche in Germania da parte sia di cittadini cattolici che luterani…C’è di più da dire: i luterani in Italia (circa 2000 persone), grazie ai soldi percepiti con 8 per mille (che tassa non è) restaurano già chiese (semivuote!) nella c.d. mitteleuropea…come dire hanno trovato l’America in Italia, fino almeno al primo blackout…
MB
FORUM ALTERNATIVO l'Europa che vogliamo
Riva del Garda - 4,5,6 settembre 2003 - Palafiere alla Baltera
PROGRAMMA
3 settembre: serata inaugurale
4 settembre: l'Europa ripudia la guerra
* Guerre e Neoliberismo in Europa: i due volti della violenza
* L'Europa non è una fortezza: i diritti dei migranti
* Dieci anni di liberismo: l'Europa in s/vendita?
* Quale costituzione europea? Verso gli Stati Generali dell'"altra Europa"
in serata: Festa in Piazza: giù le mani dai beni pubblici!
5 settembre: per un'Europa sociale
* L'acqua come merce: l'Europa non se la beve
* Precarietà, flessibilità e pensioni: l'Europa che fatica
* Europa e Wto: Pac, Trips, Gats
* Sovranità alimentare: l'Europa dei semi in serata: Il cantiere del "nuovo municipio": incontro tra cittadini e amministrazioni locali
e inoltre il 4 e 5 iniziative autogestite
workshop: i temi della giornata e argomenti di carattere locale gruppi creativi: idee, azioni, gemellaggio tra città, preparazione di strumenti per i militanti
proposte culturali e artistiche: musica, video, appuntamenti con testimoni della cultura e delle pratiche alternative 6 settembre Manifestazione nazionale "Fermiamo il Wto!" assemblea conclusiva delle reti del movimento e concerto ci chiusura
Per raggiungere Riva del Garda
Per chi intende partecipare a tutte le giornate del forum:
- Pernottamento in campeggio o albergo;
- Partenza da Bergamo in pullman giovedì 4 settembre, ore 6.30 Per la manifestazione nazionale del 6 settembre:
- Partenza da Bergamo in pullman sabato 6 sett. ore 6.30
Per adesioni, informazioni, prenotazioni:
email: alternainsieme@...
fax : 035.959098 oppure 035.236912
tel. 348.2645549 (Carlo), 338.9759975 (Maurizio), 035.225034 (Roberta)
Notizie da NEV - Roma
A FINE AGOSTO A TORRE PELLICE IL SINODO DELLE CHIESE VALDESI E METODISTE
Roma (NEV), 13 agosto 2003 - Si svolgerà dal 24 al 29 agosto, a Torre Pellice (TO), capoluogo delle "Valli Valdesi" del Piemonte, il Sinodo annuale delle chiese valdesi e metodiste a cui partecipano 180 membri con diritto di voto (pastori e "laici" in numero uguale), più numerosi ospiti e osservatori dall'Italia e dall'estero. L'assise costituisce il massimo organo di queste due denominazioni evangeliche che insieme contano circa 35 mila fedeli. Il Sinodo si aprirà il pomeriggio di domenica 24 agosto, alle 15.30, con un culto presieduto dal pastore Giuseppe Platone durante il quale saranno consacrati al ministero pastorale Pawel Gajewski e Milena Martinat. Fra i temi all'ordine del giorno proposti per la discussione del Sinodo la "diaconia" delle chiese valdesi e metodiste, ma anche la riorganizzazione della formazione e dell'attività pastorale. Non mancano preoccupazioni sul versante generale della società italiana (stato sociale, immigrazione, libertà religiosa) e degli scenari internazionali (Iraq, crisi mediorientale, globalizzazione, ecc.) In primo piano, comunque, ci sarà senz'altro la vicenda legata alla cessione degli ospedali valdesi alla Regione Piemonte; decisione sofferta, ma necessaria (vedi NEV 27-28/03). "Ne parleremo ancora perché il Sinodo è la sede istituzionale in cui la chiesa discute della propria vita e alla quale la Tavola rimette il proprio mandato - spiega il pastore Gianni Genre, moderatore della Tavola valdese. - La mia impressione è comunque che l'ampia maggioranza dei membri delle nostre chiese abbia capito il senso dell' operazione che è avvenuta, per quanto dolorosa e certamente impopolare essa sia stata. Come membri della Tavola valdese siamo convinti che non c'erano
alternative: la Chiesa tutta stava per essere travolta da una situazione debitoria incompatibile con i nostri mezzi e le nostre possibilità". Tra gli ospiti italiani, in rappresentanza della Conferenza episcopale italiana (CEI), ci sarà mons. Giuseppe Chiaretti, vescovo di Perugia e presidente della Commissione CEI per l'ecumenismo e il dialogo; numerosi anche gli ospiti stranieri, tra cui Setri Nyomi, segretario generale dell' Alleanza riformata mondiale; Arnold de Clermont, presidente della Federazione protestante di Francia; Marcel Manoël, presidente della Chiesa riformata di Francia. (nev/gc)
AVVISO AI GIORNALISTI. L'Agenzia Stampa NEV sarà presente come Ufficio stampa del Sinodo delle chiese valdesi e metodiste sin da sabato 23 agosto presso la Casa Valdese in via Beckwith 2, tel. 0121/950035, fax 0121/91604, (dal 24 agosto anche 339 30 48 448) e sarà a disposizione dei giornalisti distribuendo comunicati stampa quotidiani, fornendo informazioni e contatti per interviste ed organizzando conferenze stampa sui principali argomenti in discussione.
CONCLUSA LA XL SESSIONE DI FORMAZIONE DEL SEGRETARIATO ATTIVITÀ ECUMENICHE (SAE)
Disagio per la difficoltà di realizzare l'ospitalità eucaristica durante le celebrazioni liturgiche
Roma (NEV), 13 agosto 2003 - "Ancora una volta si sono create situazioni di 'convivenza' non realizzabili in altre sedi". Ecco quanto ha affermato in conclusione della XL Sessione di formazione del Segretariato Attività Ecumeniche (SAE) - svoltasi a Chianciano Terme (SI) dal 27 luglio al 1 agosto 2003 - il teologo cattolico Simone Morandini, e moderatore, quest' anno, della Sessione insieme al giornalista valdese Paolo Naso. Morandini ha messo in evidenza la varietà confessionale e religiosa che da sempre contraddistingue questi incontri di riflessione. Quest'anno la Sessione - che ha visto un più alto numero di partecipanti rispetto agli anni scorsi, e tra di loro una significativa presenza di giovani - era dedicata al tema: "Leggere i segni dei tempi. Europa, culture, religioni". Proprio riferendosi ai tanti giovani presenti, Paolo Naso, direttore della rivista "Confronti" e co-moderatore della Sessione, ha
dichiarato: "I giovani non sono il futuro dell'ecumenismo, sono la sua attualità e la sua forza" e ha ricordato l'unicità, almeno nel panorama italiano, di quanto viene proposto dal SAE. "Proprio nel riconoscere la validità di questo lavoro, tutt'altro che scontato - ha detto Naso - dobbiamo individuare motivi di gioia e uno sprone a continuare in questa direzione". "A Chianciano - ha sottolineato Morandini - la lettura dei segni dei tempi è stata fatta come comunità ecumenica. Ed è stata riservata un'attenzione particolare all'Europa, in quanto ci si è accorti che le chiese sono state in grado di elaborare proposte che la comunità politica ha potuto accogliere solo quando esse hanno collaborato ecumenicamente". E' su questa linea che entrambi i moderatori hanno ricordato l'importanza dell'accoglimento da parte della Conferenza Episcopale Italiana (CEI) delle due proposte di giornate tematiche, dedicate l'una al dialogo con l'Islam, e l'altra al Creato. Durante la Sessione, come ogni anno, erano previste celebrazioni liturgiche
confessionali: molti partecipanti hanno vissuto con sofferenza la divisione al momento dell'Eucaristia e della Santa Cena. In particolare i membri del Comitato direttivo del SAE hanno voluto esprimere il loro disagio per la difficoltà di realizzare l'ospitalità eucaristica, praticando una sorta di "digiuno" preferendo rimanere in preghiera e in silenzio nel momento della condivisione. In occasione del culto protestante, tutti i partecipanti della Sessione sono stati comunque invitati ad accostarsi al tavolo alla Santa Cena per condividere la distribuzione di un versetto biblico, quale espressione della unità di tutti i cristiani attorno alla Parola di Dio. Il volto giovane dell'ecumenismo, manifestato in particolare durante la "Cattedra dei giovani" - una tavola rotonda interreligiosa sul tema: Le ragioni della speranza - è da annoverare certamente tra i punti salienti della Sessione tutta, ed ha visto impegnati nel dibattito Sumaya Al Barq, vicepresidente dell'associazione Giovani musulmani d'Italia; Ernesto Diaco, dell'Azione cattolica di Cesena; Peter Ciaccio, della Federazione giovanile evangelica italiana (FGEI); Zeno Popescu, della Chiesa ortodossa romena di Venezia. I quattro relatori hanno cercato di individuare le ragioni della speranza attraverso un dialogo e un confronto innanzitutto tra di loro e poi con un' assemblea attenta e partecipe. Ne sono emerse alcune interessanti piste di analisi e di azione. Tutti e quattro, in primo luogo, hanno sottolineato che ai giovani non interessa essere considerati come "futuro", bensì preferiscono essere valorizzati nel loro presente di giovani, che vivono e si relazionano con un mondo fatto di coetanei e di adulti, coi quali intendono compiere un cammino di crescita e di collaborazione. Da questa affermazione iniziale, sono scaturite alcune istanze fondamentali, come il bisogno di definire la propria identità, ponendosi però in atteggiamento dialettico nei confronti della propria esistenza. Riconoscendo le diversità che caratterizzano ciascuno di noi, per nascita, per provenienza, per discendenza famigliare, impariamo a cogliere ciò che portiamo dentro di "straniero", per giungere a riconoscere nell'altro qualcosa di noi stessi. Tra i segni di speranza, la richiesta dei giovani di continuare questa esperienza della cattedra anche negli anni a venire. Essi hanno sollecitato il SAE a rendersi disponibile per diventare sempre di più 'spazio aperto', in cui portare avanti il dialogo tra esponenti di religioni diverse, che si aprono al mondo circostante, in un confronto intergenerazionale che deve vedere tutti impegnati per la costruzione di un'Europa in cui i valori umani
vengano salvaguardati. (www.saenotizie.it - sede SAE: 02.878569) (nev/gu)
WINNIPEG (CANADA): CONCLUSA LA X ASSEMBLEA DELLA FEDERAZIONE LUTERANA MONDIALE Fino al 31 luglio luterani di tutto il mondo si sono confrontati sul tema della guarigione
Roma (NEV), 13 agosto 2003 - L'Assemblea della Federazione luterana mondiale
(FLM) (Winnipeg, Canada, 21-31 luglio 2003) ha chiuso i lavori con l' approvazione unanime di una dichiarazione sul Medio Oriente, laddove si dice che la road-map offre un vero potenziale per una soluzione nella regione. Il vescovo palestinese Munib A. Younan della Chiesa evangelica luterana in Giordania, ha espresso soddisfazione per l'impegno mostrato dagli Stati Uniti nella risoluzione del conflitto. A suo avviso la road-map offre un'" opportunità d'oro" per trovare un accordo tra israeliani e palestinesi: "per la prima volta gli Stati Uniti sono attivamente impegnati nel processo di pace" ha detto Younan. Circa 800 persone provenienti da ogni parte del mondo hanno partecipato nella città di Winnipeg, in Canada, alla X Assemblea FLM con il tema "Per la guarigione del mondo". E' stato eletto nuovo presidente della FLM il vescovo Mark S. Hanson, presidente della Chiesa evangelica luterana in America. Rinnovato anche il Consiglio della FLM: 48 sono i membri in rappresentanza di tutte le aree del mondo. (nev/gc)
"DIALOGO TRA LE RELIGIONI": INCONTRO PUBBLICO A TORRE PELLICE DURANTE IL SINODO Per sensibilizzare su un tema centrale nell'identità culturale, politica e spirituale
Roma (NEV), 13 agosto 2003 - Durante i lavori del Sinodo delle chiese valdesi e metodiste (24-29 agosto), la Fondazione Centro culturale valdese di Torre Pellice, nel quadro delle attività previste per la settimana, e in collaborazione con l'amministrazione comunale, propone un dibattito pubblico sul tema: "Dialogo tra le religioni", lunedì 25 agosto alle 21 nel tempio valdese di via Beckwith. La serata si pone come occasione di sensibilizzazione per un tema centrale nell'identità culturale, politica e spirituale di oggi e insieme di approfondimento per chi voglia ascoltare punti di vista specifici. All'incontro parteciperanno, infatti, autorevoli esponenti del mondo protestante, islamico, ebraico e cattolico. I relatori presenti alla serata saranno: monsignor Piero Coda, della Pontificia Università Lateranense, Amos Luzzatto, presidente dell'Unione delle comunità ebraiche in Italia; Mostafa El Ayoubi, caporedattore della rivista "Confronti"; Paolo Naso, direttore della rivista "Confronti" ed esperto del dialogo interreligioso. "Il tema del dialogo interreligioso - afferma il teologo Daniele Garrone, docente della Facoltà valdese di teologia di Roma e tra i promotori dell'evento culturale - è di estrema attualità, soprattutto in questa fase delicata per la costruzione di un'Europa sempre più attenta al pluralismo religioso e alle diverse appartenenze spirituali. Questo incontro si inserisce inoltre, per la prima volta, nell'ambito di una manifestazione culturale estiva del Comune di Torre Pellice. Denominato 'Mediterraneo', l'evento prevede rappresentazioni teatrali, concerti e conferenze, ritengo che sia un segnale evidente di interesse al 'fatto religioso', elemento fondamentale del tessuto culturale di qualsiasi popolo e nazione". (nev/gmg)
KONRAD RAISER "NUOVA CONFIGURAZIONE DEL CONSIGLIO ECUMENICO DELLE CHIESE" Convocato per metà novembre un incontro per elaborare obiettivi e strategie future
Roma (NEV), 13 agosto 2003 - "Il concetto centrale dell'ecumenismo è fortemente radicato, ma le strutture ecumeniche devono essere riesaminate per seguire l'evoluzione dei tempi". Questa convinzione ha spinto il segretario generale del Consiglio ecumenico delle chiese (CEC), Konrad Raiser, a convocare un incontro di dialogo e confronto sulla "nuova configurazione del movimento ecumenico" dal 17 al 20 novembre 2003 ad Antelias in Libano, presso la Chiesa apostolica Armena. Nella lettera di convocazione, inviata a circa 25 persone, Konrad Raiser ha sottolineato che la dimensione stessa delle organizzazioni ecumeniche attuali e le nuove occasioni di contatto con i movimenti di base, la società civile e le realtà economiche, indicano la necessità di un dibattito per raggiungere un "nuovo modello" di lavoro ecumenico a livello nazionale, regionale e mondiale. "Gli obiettivi di quest'incontro si possono riassumere in tre punti - ha rilevato Raiser - il mondo è in continua trasformazione e questo stimolo deve portarci a nuovi sviluppi per la configurazione dei movimenti ecumenici. Inoltre sentiamo la necessità di identificare le principali richieste di rinnovamento che giungono dalle nostre chiese, ed infine, dopo il processo di consultazione e di studio di novembre, è necessario redigere un rapporto da presentare alla prossima riunione del Comitato centrale del CEC (convocata per il 2005) ed in seguito all'Assemblea generale del CEC del 2006". All'incontro di Antelias parteciperanno responsabili e membri di chiese appartenenti a Comunioni cristiane mondiali, Consigli regionali e nazionali, Organizzazioni missionarie e Organizzazioni ecumeniche internazionali. "Ogni partecipante ci arricchirà con le proprie esperienze personali, la propria conoscenza e le proprie capacità maturate in movimenti ecumenici diversi, sia per contesto sia per provenienza". Raiser ha dunque posto l'accento sul fatto che i partecipanti all'incontro sono stati scelti "non in rappresentanza delle loro organizzazioni ma per la loro capacità di contribuire allo sviluppo futuro delle nostre strutture".
(nev/gmg)
(NEV) - La figura di Maria divide i cristiani: i cattolici la considerano un essere quasi divino, per i protestanti è una semplice credente. Elian Cuvillier, protestante, docente di Nuovo Testamento alla Facoltà di teologia di Montpellier, nel volume "Maria, chi sei veramente?" (Editrice Claudiana, pagg. 82, euro 5,00) torna alle testimonianze bibliche, alle poche pagine che il Nuovo Testamento dedica a Maria, mettendo in discussione numerosi stereotipi, proponendosi, con successo, di avvicinare la madre di Gesù alla quotidianità della vita umana in cui Dio oggi interpella noi come ieri interpellò lei.
(NEV) - Nuovo corso di laurea specialistica interfacoltà in Scienze delle religioni, all'Università di Torino. Aperto a laureati delle Facoltà di Giurisprudenza, Lettere e filosofia, Scienze della formazione e Scienze politiche, il corso offre la possibilità di studiare in una prospettiva multidisciplinare la storia delle religioni con particolare attenzione alla situazione contemporanea. Presentazione del corso il 22 settembre alle 16 nella Sala Pellegrino della Biblioteca di Scienze religiose "E.Peterson", via Giulia di Barolo 3a.
(NEV) - Cambio di direzione per "Gioventù Evangelica", pubblicazione della Federazione giovanile evangelica italiana, che dal numero 184, attualmente in distribuzione, è diretta da Mariangela Fadda e Luisa Nitti. Nell' editoriale di presentazione le nuove direttrici specificano di voler proporre una rivista "che resti un luogo di incontro aperto fra le
generazioni: un posto dove si apprendono modi diversi di fare critica, di elaborare informazioni, di relazionarsi al reale". In sommario: studi biblici; riflessioni e ricerche sul fatto religioso nella scuola pubblica, sul dialogo tra istituzioni e religioni; dibattito sul diritto internazionale e la guerra in Iraq; rubriche, appuntamenti, lettere e l' inserto "Judaica", rassegna bibliografica a cura della Libreria Claudiana. Gioventù Evangelica, via Porro Lambertenghi 28, 20159 Milano.
A Luisa Nitti, che conosco personalmente, un caloroso incoraggiamento anche a farsi portatrice delle istanze giovanili, che spesso hanno lasciato il posto ad articoli pesanti su G.E., non certo scritti da giovani, …
Insomma la disobbedienza è proprio una virtù in campo evangelico, in modo particolare per un* giovane e talvolta il reale (la crisi del nostro mondo giovanile evangelico) va affrontata con gesti di coraggio e di sfida, oltre che di chiarezza. Non è un caso che qui il moderatore giovanile sia proprio un giovanissimo… al quale non gli e stato chiesto se frequenta la chiesa, la sinagoga o entrambe.
Buon lavoro!
Maurizio
(NEV) - 116 anni di pubblicazioni per "Il Cristiano", mensile dell' Associazione stampa e pubblicazioni evangeliche, attualmente diretto da Paolo Moretti, che nel numero 7 presenta tre relazioni tenute nel recente incontro dei Fratelli anziani delle Assemblee (Poggio Ubertini, maggio 2003), uno studio biblico sulla prima lettera ai Corinzi, recensioni, notizie dalle comunità e dal mondo. Il Cristiano, via del Campo della Fiera 16, 52031 Anghiari, Arezzo.
(NEV/ICP) - Secondo l'ultimo censimento effettuato in Cile (2002), oltre il 70% della popolazione è di confessione cattolica, ma gli evangelici sono in forte crescita (+7,5% negli ultimi 5 anni). Curiosamente, dal censimento risulta che la minoranza evangelica è concentrata prevalentemente nella parte meridionale del paese: a Talcahuano, una chiesa pentecostale registra oltre 50 mila fedeli.
(NEV) - L'Ufficio volontariato internazionale della Federazione delle chiese evangeliche in Italia (UVI-FCEI), rende noto che è stato approvato dalla Commissione Europea il progetto per l'accoglienza di un volontario/a presso l'International Centre di Betlemme (ICB) per il periodo 1 settembre 2003 - 31 maggio 2004. L'ICB è un centro culturale impegnato nella promozione della pace attraverso percorsi artistici e lo scambio interculturale, situato nel centro della città vecchia di Betlemme. Informazioni: UVI, via Firenze 38, 00184 Roma, tel. 06 4825120.
(NEV/ICP) - "Che auto guiderebbe oggi Gesù?": con questa surreale domanda inizia uno spot televisivo di 30 secondi in onda in questi giorni negli USA, commissionato dalla Evangelical Environmental Network, una organizzazione non governativa a maggioranza evangelica fondata nel 1993. Naturalmente la risposta è che guiderebbe un veicolo elettrico o ecocompatibile o si servirebbe dei mezzi pubblici di trasporto perché "inquinare l'aria è proprio il contrario del precetto evangelico 'ama il tuo prossimo'".
Posta ricevuta
Appuntamenti aggiornati con TERRA DI DANZA
Venerdì 29 Agosto 2003 ore 21
VILLAMINOZZO (RE) - Piazza
della Pace
SPETTACOLO "ETHNOS", danze,
profumi & sapori dei popoli della terra - estratto
con la compagnia TERRA DI DANZA - partecipazione gratuita
Sabato 30 Agosto 2003 ore 21
S. SECONDO PARMENSE (PR) -
Piazza Martiri della Libertà
SPETTACOLO "ETHNOS", danze,
profumi & sapori dei popoli della terra
con la compagnia TERRA DI DANZA - partecipazione gratuita
Domenica 7 Settembre 2003 ore 16/20
MODENA - Piazza Mazzini
ANIMAZIONE DI DANZE EBRAICHE
con Carla Padovani e Sara Calzetti - partecipazione gratuita
Martedi 9 Settembre 2003 ore 21
REGGIO EMILIA - Festival
Provinciale dell'Unità - Palacoop
SPETTACOLO "MAZAL TOV" danze,
suoni & racconti della tradizione ebraica
con la compagnia TERRA DI DANZA - partecipazione gratuita
Giovedì 11 Settembre 2003 ore 18,30
REGGIO EMILIA - Festival
Provinciale dell'Unità - Spazio balera
LABORATORIO GRATUITO DI DANZE CELTICHE
con la compagnia TERRA DI DANZA - partecipazione gratuita
Domenica 14 Settembre 2003 ore 18,30
REGGIO EMILIA - Festival
Provinciale dell'Unità - Spazio balera
LABORATORIO E SPETTACOLO GRATUITO DI DANZE POLINESIANE
con TERRA DI DANZA - partecipazione
gratuita
Sabato 27 Settembre 2003 ore 20,30
MODENA - Palazzetto
Anderlini - Via Schiocchi 106
HARKADA - Danze ebraiche
con Roberto Bagnoli
Gli aggiornamenti settimanali sul sito www.terradidanza.it
INFO
tel. 0522/371698
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