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Lo spirito della libertà: lottiamo per la Pace, la Giustizia e la n   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #280 di 289 |

In questo numero potete leggere:

 

-          Una introduzione alla figura ispiratrice di questo gruppo: Leonhard Ragaz

-          Ultime notizie da ENI – Ginevra

-          Lettera dalla rete Glam

 

Ringraziamo per gli attestati di stima ricevuti recentemente e le numerose conferme di iscrizione, nonostante l’imposizione dei messaggi pubblicitari di “Yahoo!” (non graditi ovviamente a tutti); grazie per la fiducia accordataci: ci rediamo conto che la visibilità sul portale ha questo tipo di “prezzo”, che non dipende dalla nostra diretta volontà e soprattutto che non provvediamo noi ad incassare.

Possiamo infatti sventolare con soddisfazione la bandiera del servizio resa anche per questo mese.

Di questo rendiamo grazie solo al Signore!

 

O.E. ha richiesto una collaborazione continuativa ai Traduttori per la Pace, per seguire gli sviluppi della situazione in Medio Oriente: il periscopio sarà orientato essenzialmente sulle attività delle organizzazioni pacifiste e antimilitariste israeliane. La prima disponibilità ricevuta è quella di Michela Bellino. Sono gradite e auspicabili ovviamente anche altre collaborazioni.

E’ questa la nostra testimonianza come cristiani e non, di rispondere alle parole di vendetta e di odio che leggiamo troppo spesso anche su internet in Italia e che coinvolgono anche la dimensione religiosa!

 

 

                                 

 

Pacifisti israeliani in azione

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Se vi sono delegate/i al Sinodo valdese iscritte/i in questa ML è gradita una corrispondenza a mezzo fax o e-mail (benazzimaurizio@...) sui lavori e i documenti approvati dall’Assemblea ma anche su alcune impressioni personali sull’esperienza vissuta.

 

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Il Signore è lo Spirito

Dove c’è lo Spirito del Signore c’è la libertà.

Ora noi tutti rispecchiamo a viso scoperto la gloria del Signore.

Egli ci trasforma sempre più nella sua immagine

E noi riflettiamo il suo splendore in modo sempre più chiaro.

Poiché il Signore è lo Spirito.

(II Corinzi 3,17-18)

 

 

Ciò significa : Cristo ha percorso tutto il duro cammino dell’angoscia e dell’abbandono di Dio. Se noi percorriamo con Lui questo cammino, il Suo Spirito ci accompagna. Dove c’è questo Spirito, lo Spirito del Cristo che soffre e ha paura, li c’è la libertà. Nella misura in cui, nella nostra paura, siamo simili al Cristo sofferente, rispecchiamo la sua gloria e la sua libertà.

Ma la libertà si trova soltanto là dove si ama, e l’amore esiste solo dove esiste la libertà. La libertà dai carri armati nelle strade, dai muri di odio che i regimi delle dittature militari e delle democrazie apparenti costruiscono sulle terre degli esseri umani, la libertà dalle mille ingiustizie e soprusi che continuano a segnare questi tempi duri contrassegnati dalla violenza delle armi e degli eserciti stranieri che invadono terre che non gli appartengono. Non siamo liberi ovviamente dalla paura, ma solo dal suo dominio. Fede e fiducia crescono dove la paura è superata e nell’esperienza della fedeltà di Dio: esse si sviluppano appunto nella libertà.

Cristo ci indica che cosa sia la libertà. Perché egli, che era libero, ha usato la sua libertà per legarsi alle sorti degli esseri umani sulla terra. Non è andato dietro alle sue aspirazioni egoiste ma si è interessato a questa terra, all’umanità e alla sua miseria. Chi può far questo, senza essere impedito dal proprio desiderio di felicità, è veramente libero.

Piangiamo le tante vittime innocenti di queste ore, colpite dalla mano assassina del terrorismo, ma non dimentichiamo nemmeno le morti di questo occidente opulento, che per l’oro nero ha sacrificato la Pace sull’altare della sicurezza dei suoi interessi economici mentre nel mondo intero criminali (anche coi colletti bianchi e magari con curriculum rispettabile ) e dittatori di ogni sorta continuano indisturbati la loro razzia del creato, le loro ingiustizie quotidiane e la violenza silenziosa di questo status quo… Solo in quest’ultimo anno sono morte decine e decine di milioni di persone per fame. E nessuno trova la forza per gridare!

 

 

 

Il jazzista Duke Ellington ha detto una volta:

Che cosa desidero per i miei 70 anni? Accanto alla libertà per il mio popolo, desidero la libertà dall’odio, la libertà dalla paura, poiché solo chi è libero dalla paura può fare qualcosa per gli altri e la libertà dal proprio orgoglio, per il quale ci riteniamo migliori dei nostri fratelli.

 

 

Sermone sul Ghana pronunciato da Martin Luther King il 7-4-1957:

Stamani mi sembra di poter sentire Dio che parla. Lo sento parlare in tutto l’universo; dice “Fermatevi e sappiate che io sono Dio. E se non vi fermate, se non tornate sulla retta via, se non smettete di sfruttare la gente, io mi alzerò e spezzerò la spina dorsale del vostro potere. E il vostro potere non sarà più”. Così il potere della Gran Bretagna non è più. Ho guardato alla Francia. Ho guardato all’Inghilterra. Ed ho pensato all’Inghilterra che poteva vantarsi: “Sul nostro grande impero il sole non tramonta mai”. E adesso, dico, è arrivata al punto in cui il sole a malapena riesce a sorgere sull’impero britannico”.

 

 

 

 

 

Il rinnovamento socialista non violento: un primo ritratto di Leonhard Ragaz

 

Leonhard Ragaz (1868-1945) attraverso la rivista Neue Wege (Nuove vie) riuscirà a rinnovare lo scenario etico-politico e religioso non solo della Svizzera ma anche del socialismo europeo.

Nato nei Grigioni prima del fenomeno dell’industrializzazione, in un contesto socio-culturale segnato dalle istituzioni comunitarie tradizionali delle valli retiche, Ragaz ha concepito una forma di socialismo proudhoniano*, fondato sull’associazione di individui e sulle cooperative di produzione e di consumo. Il capitalismo è visto da lui come il regno di Mammona, conducente alla distruzione dell’attività creatrice di Dio, della vera libertà individuale ma anche delle antiche solidarietà comunali e federali.

E’ dal capitalismo che nascono a ben vedere le guerre, tutte, ivi compresa la lotta di classe.

Influenzato dal luteranesimo di Naumann, confuso dalla lentezza con la quale le chiese della Riforma protestante prendevano coscienza dell’importanza della questione sociale, non volendosi accontentare degli appelli ai padroni alla carità verso gli operai (e per gli operai all’obbedienza verso i padroni), Ragaz ha tentato dopo altri (Lamennais per esempio) una sintesi del messaggio evangelico e del progetto socialista. Logicamente, aderirà dapprima al Gruetli (organizzazione operaia patriottica) di cui condivide i principi di cooperativismo e mutualismo, per poi intraprendere un cammino del tutto personale e nuovo.

Allorquando diventa pastore alla cattedrale di Bale, entrerà in contatto con la popolazione operaia della città renana. Nell’aprile del 1903 uno sciopero di muratori lo vede intervenire pubblicamente a fianco del proletariato, che lui non dispera di riconciliare con l’Evangelo, allorquando l’Evangelo avrà ritrovato la sua vocazione originaria del messaggio rivoluzionario della chiesa delle origini.

Nel novembre 1906 fonda la sua nota rivista di fede socialista e cristiana, attraverso le pagine della quale preciserà il suo pensiero.

Dal 1908 insegna teologia all’Università di Zurigo ed esprime nel suo insegnamento alla Fede la sua sfiducia riguardo le istituzioni ecclesiali ma anche la sua attesa di un rinnovamento comunitario e sociale del cristianesimo (qui proprio nella città culla delle riforme zwingliane del XVI secolo). Ai suoi occhi cristianesimo e socialismo si “fondono” insieme come una forma di profetismo complementare l’uno all’altro.

 

Intellettuale nel senso pieno del termine, Ragaz sarà anche un attore politico, direttamente impegnato nei conflitti del tempo.

All’epoca dello sciopero generale zurighese del 1912 egli denuncierà l’intervento dell’esercito contro i lavoratori. Il suo articolo su Neue Wege è multicopiato nel partito socialista e gli vale violenti attacchi da parte della stampa c.d. “borghese”. Le sue scelte sono però fatte: Ragaz aderisce al PS nell’ottobre del 1913, facendo della sua adesione un vero atto di contrizione: “Entrare nel Partito socialista è riconoscere l’errore l’errore della società, del cristianesimo in particolare” . Ragaz non è il primo pastore a fare il passo dell’adesione al PS ( Paul Brandt e Paul Pfueger l’avevano fatto prima di lui) ma la sua adesione ha un’importanza e una visibilità politica che i precedenti casi non avevano avuto. All’epoca appariva scandalosa per un teologo riconosciuto, un universitario stimato e il redattore di una rivista rispettata.

Senza abbandonare la sua sfiducia verso le istituzioni (il PS finirà per divenirne una) Ragaz manifesta attraverso quest’ adesione la sua volontà di andare verso il popolo, un po’ come i populisti russi della seconda metà del 19° secolo, riprendendo – per descrivere questo popolo -  le parole dell’Evangelo delle Beatitudini ma anche quelle di Marx dell’ introduzione alla “Critica del diritto pubblico di Hegel”…  “la classe dei sradicati,  dei diseredati, dei rigettati, di quelli che sono disprezzati politicamente, religiosamente e moralmente…”  “Noi siamo entrati nel socialismo democratico e non violento perché pensiamo di trovare là qualche cosa del Regno di Dio”, scrive Ragaz nel 1917. Il Regno di Dio non può che essere quello della Pace; Ragaz sarà dunque pacifista e antimilitarista, poiché socialista e cristiano.

Dopo il congresso dei socialisti a Besançon del 1910, il pastore evangelico ha iniziato ad esprimere il progetto di un socialismo umano e fraterno, capace di restaurare una comunità cristiana delle origini. Ma fu proprio la prima Guerra Mondiale a mettere a dura prova la sua esperienza.  Come patriota svizzero fu molto preoccupato della rottura del “Consenso federale” e l’emergere delle solidarietà nazionali (di prossimità  culturale, linguistica e politica): ticinese e italofona, alemanna e germanofila,  romande e francofona. Contrariamente alla maggioranza degli svizzeri di lingua germanofila e senza dubbio di una buona maggioranza dei socialisti di quei cantoni, Ragaz denuncierà fin dai primi tempi della guerra l’imperialismo tedesco, la violazione della neutralità belga e la germanofonia dello stato maggiore svizzero, senza tra l’altro dimenticare di denunciare il delirio sciovinista della chiesa luterana tedesca (come in fondo anche alla chiesa cattolica francese…).

Ragaz vivrà i primi anni della guerra a Zurigo, ove la sinistra socialista è particolarmente attiva. Fu un luogo privilegiato per il dibattito e la messa a punto delle azioni all’interno del movimento socialista nel suo complesso, per il pacifismo e il movimento antimilitarista. Ragaz partecipa anche al dibattito anche con i lenisti, scontrandosi duramente sull’ipotesi di una guerra civile rivoluzionaria. La posta in gioco sarà a ben vedere anche il controllo della gioventù socialista, fra socialisti cristiani e marxisti. Il tema del dibattito sarà la violenza, il suo uso, la sua funzione ostetrica della storia. Non a caso Lenin quando sarà a Zurigo denuncerà quei pastori “piccoli corvi virtuosi”, che noleggiano il pacifismo di Tolstoj.  Ragaz condannerà da subito la teoria della violenza rivoluzionaria e prenderà le distanze dalla fraseologia, dal programma e dal suo fondatore (si parlò del ritratto di Gengis-Khan) della IIa Internazionale.

Ragaz teorico del movimento socialista cristiano, attraverso la sua storia personale mostrerà la storia collettiva del movimento operaio socialista in quel periodo. Si iscriverà ai Comitati per la Pace e sosterrà gli obiettori sia politici che religiosi.

Sarà un sostenitore dell’adesione svizzera alla Società delle Nazioni, in favore del diritto e dei buoni propositi umani che sappiano respingere l’impero della violenza e del fanatismo.

Ragaz si ritirerà progressivamente dall’azione politica diretta e pubblica dal 1921 e si impegnerà quasi esclusivamente in un tentativo di impiantazione cristiana nel mondo operaio, a metà cammino fra evangelizzazione e azione culturale.

L’avvento del fascismo e del nazismo ma anche l’impotenza della Società delle Nazioni di fronte alle aggressioni italiane, tedesche e giapponesi mettono a dura prova la sua fiducia nell’Istituzione di Ginevra. Quello che non abbandonerà mai sarà il valore della non violenza anche di fronte alle dittature. Lascerà infatti il PS svizzero quando nel 1935 si accettò il principio della difesa nazionale. Ragaz si trova ancora una volta a discutere con la sinistra socialista di un tempo, ma questa volta come partner di un dialogo aperto, franco e ricco di frutti sul piano etico, umano, politico e sindacale.

 

 

Non è un caso che la figura di Ragaz  è vista ancora oggi come una delle più alte esperienze di solidarietà all’interno del movimento socialista (nelle sue diverse componenti gauchiste, cristiana, libertaria, ecc…) ed è presa ad esempio non solo dai militanti socialisti ma anche dai sindacalisti internazionalisti e terzomodisti sia per l’attualità del suo messaggio che per la metodologia sviluppata in Svizzera, prima che altrove in Europa, fin dai primi decenni del secolo scorso.

 

MB

 

 

*Pierre-Joseph Proudhon sosteneva – in estrema sintesi - sia l’autogestione operaia della produzione (senza per questo accettare qualsiasi forma di dittatura del proletariato), sia la teoria che la proprietà può avere una giustificazione unicamente come condizione di libertà;  quand’ essa è organizzata in modo da rendere liberi solo i pochi (padroni) a scapito dello sfruttamento dei molti (lavoratori) allora essa è un furto! Rifiuta lo Stato da caserma, il dispotismo poliziesco e crede di riorganizzare efficientemente l’economia facendo sì che i lavoratori diventino proprietari dei mezzi di produzione e che, pertanto, abbiano la possibilità di autogestire il processo produttivo.

 

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Notizie da Eni – Ginevra

 

Le Festival des programmes de télévision et de radio orthodoxes aura lieu à Moscou 

 

Sofia, Bulgarie, le 19 août (ENI) - Le Festival international des programmes de télévision et de radio orthodoxes aura lieu à Moscou, du 15 au 19 septembre. Une centaine de sociétés de radio et télévision, privées ou publiques, devraient participer au Festival, qui se tient chaque année. 

 

Desmond Tutu félicite les Kényens d'avoir décidé de se pencher sur leur "douloureux" passé  

 

Nairobi, le 19 août (ENI) - L'ancien archevêque anglican sud-africain Desmond Tutu s'est félicité des efforts déployés par le Kenya face à son passé "douloureux" grâce à la mise en place d'une Commission de la vérité, après la mise à l'écart, lors des élections de décembre dernier, du gouvernement en place depuis des années.  

 

La nouvelle loi bulgare sur les religions pourrait entraîner l'intervention de la police 

 

Sofia, Bulgarie, le 18 août (ENI) - A la suite de l'adoption d'une loi controversée sur les communautés religieuses en Bulgarie, les évêques et les prêtres d'un synode orthodoxe dissident pourraient être expulsés des églises qu'ils utilisent, avertissent les opposants à cette loi.  La loi sur les communautés religieuses, approuvée cette année par le Parlement bulgare, exclut la reconnaissance du synode dissident et exige que les religions minoritaires soient approuvées par les tribunaux pour être autorisées en Bulgarie.   

 

Une religieuse des Philippines distinguée pour son engagement féministe  

 

Manille, le 18 août (ENI) - Une religieuse catholique romaine, fervente militante des droits de la personne, figure parmi les lauréates du Prix de la paix des femmes d'Asie de l'Est pour son "engagement au service des relations interculturelles, de la paix dans la région et dans le monde".  Soeur Mary John Mananzan, une religieuse bénédictine, a reçu cette distinction, entre autres aux côtés de Aung San Suu Kyi, leader de la Ligue nationale pour la démocratie à Myanmar et lauréate du Prix Nobel de la paix 1991, et de l'ancienne présidente philippine Corazon Aquino. 

 

 

Konrad Raiser ouvre un débat sur une nouvelle configuration du mouvement oecuménique, "dominé par l'institutionnalisme" 

 

Genève, le 14 août (ENI) - Faisant remarquant que le mouvement oecuménique a été "dominé par l'institutionnalisme", le secrétaire général sortant du Conseil oecuménique des Eglises (COE), le pasteur Konrad Raiser, a convoqué un colloque en novembre qui pourrait déboucher sur un changement radical des méthodes de travail des Eglises chrétiennes. "Il nous faut donc songer à une nouvelle configuration [du mouvement oecuménique], plus souple et plus réactive", a souligné le pasteur Raiser, qui prendra sa retraite à la fin de l'année. (ENI-03-0267\F) 

 

Après la mort du métropolite Antoine de Souroge, les hommages se multiplient 

 

Londres, le 14 août (ENI) - Des personnalités religieuses de Grande-Bretagne et de l'étranger figuraient parmi les centaines de personnes venues assister le 13 août à Londres aux funérailles du métropolite Antoine de Souroge, considéré comme l'une des figures les plus connues de l'orthodoxie en Europe occidentale et en Russie même. Le métropolite Antoine, décédé le 4 août à l'âge de 89 ans, servait l'Eglise orthodoxe russe en Grande-Bretagne depuis plus de 50 ans, dont plus de 40 ans comme évêque. (ENI-03-0268\F)  

 

A Bethléem, une querelle éclate à propos des clefs de la basilique de la Nativité 

 

Jérusalem, le 13 août (ENI) - L'Eglise grecque-orthodoxe de Bethléem a provoqué la colère des Eglises catholique romaine et arménienne en Terre Sainte en prenant le contrôle des "serrures et clefs" de la basilique de la Nativité, considérée par de nombreux fidèles comme le  lieu de naissance de Jésus. "Nous affirmons être les détenteurs des clefs, nous sommes les gardiens de la porte [de la basilique de la Nativité]", a déclaré l'archevêque Aristarchos, du Patriarcat grec-orthodoxe de Jérusalem, au correspondant d'ENI. (ENI-03-0266\F)  

 

Six religieux anglicans victimes du conflit qui déchire les îles Salomon 

 

Genève, le 12 août (ENI) - Six membres d'un ordre religieux anglican, pris en otages il y a quatre mois aux îles Salomon par le chef de guerre Harold Keke, ont été tués. C'est ce qu'a annoncé un autre membre de la Communauté mélanésienne. "Hier, nos craintes les plus sombres ont été confirmées", a déploré Richard Carter, aumônier de la Communauté, dans un message adressé par voie électronique le samedi 9 août. "La Communauté a officiellement été avisée par le commissaire de police William Morrel qui avait été lui-même informé par Harold Keke que les six otages étaient morts." (ENI-03-0264\F)  

 

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Dalla lettera della rete evangelica Glam

 

 

V CONFERENZA MINISTERIALE DELL'ORGANIZZAZIONE MONDIALE DEL COMMERCIO (WTO)

CANCUN, MESSICO: 10 - 14 SETTEMBRE

 

Dal 1995, anno della fondazione del WTO, ogni due anni ha luogo una Conferenza ministeriale, sorta di Assemblea generale, dell'Organizzazione. E' noto che quella del millennio, Seattle 1999, fu bloccata dall'opposizione di molti paesi del Terzo mondo e dalle manifestazioni della prima "uscita" visibile del movimento antiliberista. La Conferenza di Doha, novembre 2001, fortemente influenzata dall'attacco terroristico dell'11 settembre che scosse tutto l'Occidente, impresse un'accelerazione al programma del GATS (General Agreement on Trade of Services, Accordo generale sul commercio dei servizi): una tabella di marcia fu stabilita per  i negoziati in vista della conclusione dell'Accordo (ogni paese o unione doveva indicare in quali campi si rendeva disponibile a liberalizzare i servizi: sanità, istruzione, comunicazioni, trasporti, acqua, ecc.). Si giunge ora alla V Conferenza di Cancun con l'eventualità di un fallimento della Conferenza e di una crisi profonda del WTO.

Tutte le scadenze previste per la negoziazione del GATS sono saltate e a metà agosto si registra uno stallo: non c'è accordo né tra una sponda e l'altra dell'Atlantico, né tra il Nord e il Sud. Già negli ultimi mesi nell'Unione europea si erano registrate delle crepe sul muro che sembrava unanimemente a favore del GATS: il nuovo governo belga aveva chiesto che fosse ridiscusso il mandato al Commissario Lamy, incaricato della negoziazione del GATS per parte europea e il parlamento inglese aveva impegnato il governo a non riconoscere una priorità all'agenda negoziale dell'UE. Forti opposizioni si sono manifestate nei paesi del Terzo mondo. Ora anche il direttore generale del WTO Panitchpakdi inizia a ventilare l'ipotesi di un fallimento.

Oltre al GATS, a Cancun saranno di scena i "nuovi temi", detti "Singapore Issues", che riguardano la liberizzazione degli investimenti all'estero, le politiche sulla competizione, la trasparenza sugli appalti pubblici internazionali, la facilitazione delle pratiche commerciali.

Un altro nodo non facilmente risolvibile sarà costituito dal persistente problema dell'agricoltura e delle sovvenzioni con cui USA e UE continuano a proteggere la propria produzione agricola in barba ad ogni regola sbandierata di liberalizzazione di tutti i mercati.

Sono facilmente intuibili gli effetti che l'allargamento e la stipula dell'accordo GATS avrebbe per il potere pubblico in tutto il mondo: dopo aver sancito la libera concorrenza nella produzione di beni - con un enorme potere accumulato dalle grandi multinazionali - con la libera concorrenza nei servizi il progetto neoliberista metterebbe ulteriormente in crisi la responsabilità del potere pubblico ad ogni livello. Già ora, in base agli accordi bilaterali o di area sulla liberalizzazione dei servizi, gli arbitrati davanti al WTO hanno costretto paesi membro a modificare le proprie leggi di tutela dell'ambiente, della sicurezza, della salute, dei diritti sociali, a favore degli interessi delle multinazionali che traggono il massimo profitto da tali liberalizzazioni. E' ovvio infatti che se il potere pubblico è in funzione dell'interesse collettivo (o almeno sempre dovrebbe esserlo), il potere privato è in funzione  degli interessi degli azionisti secondo il criterio (praticamente senza eccezioni) della massima resa del profitto.

Ma non meno devastanti sarebbero gli accordi sui "nuovi temi", in particolare sugli investimenti internazionali. Si tratta della riproposizione in chiave WTO del MAI (Multilateral Agreement on Investment, Accordo multilaterale sugli investimenti) che sul finire del secolo naufragò in campo OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) perché la Francia uscì dal negoziato (Il Consiglio Ecumenico delle Chiese ebbe un ruolo considerevole nella denuncia delle trattative segrete che, secondo il costume dei potentati economici, stavano negoziando l'accordo multilaterale al di fuori di un mandato dei parlamenti dei paesi implicati). Ora le potenze economiche tornano alla carica cercando di imporre un nuovo accordo sugli investimenti. E' il tassello che manca al completamento del progetto neoliberista: la libertà totale per le multinazionali di investire all'estero e perciò di comprare gli enti pubblici privatizzati o le ditte fallite per la spietata concorrenza sui mercati più appettibili. Dopo aver avuto la libertà di penetrare nei mercati con le loro merci, ora le multinazionali si apprestano a dominare i sistemi economici nazionali direttamente con il loro capitale, passando dalla fase della competizione sfrenata a quella di una riorganizzazione degli assetti produttivi globali, integrando i concorrenti locali nel loro sistema o riducendoli al ruolo di fornitori subordinati o chiudendoli. Non a caso lo scorso giugno i paesi del Terzo mondo che si sono riuniti a Dhaka nel Bangladesh, Cina e India in testa, hanno manifestato una posizione fortemente contraria riguardo ai "nuovi temi". Gli USA per parte loro sono in testa alla battaglia per la liberalizzazione degli investimenti e vogliono imporre un accordo particolarmente aggressivo in questo campo. Altrimenti..

Un fallimento su tutta la linea della Conferenza ministeriale di Cancun, per ciò che riguarda sia l'accordo GATS, sia "i nuovi temi", in primo luogo l'accordo sugli investimenti internazionali, non è cosa auspicabile. Un fallimento di Cancun potrebbe favorire la tendenza ultraconservatrice presente negli USA che ha totale sfiducia nelle trattative multilaterali (basta pensare al voluto sabotaggio dell'ONU che l'amministrazione Bush ha operato nella vicenda della guerra dell'Iraq). Gli USA potrebbero essere indotti a ritirarsi, almeno temporaneamente, dal WTO per ripiegare sul piano alternativo degli accordi bilaterali o di area (l'accordo NAFTA che riguarda l'area di libero scambio del Nord America e il perfezionando accordo ALCA che riguarda le Americhe, compresa quella del Sud), in cui gli USA esercitano uno strapotere ancor più egemonico di quello esercitato in seno al WTO. Questa eventualità darebbe un colpo mortale al multilateralismo in campo economico che è altrettanto importante quanto quello in campo politico in vista di una governance, di accordi veramente multilaterali, globali e democratici che inquadrino le relazioni internazionali.

Ciò che è invece auspicabile è una frenata del WTO. Non a caso lo slogan della campagna "Questo mondo non è in vendita" che percorre via internet la rete dell'opposizione al neoliberismo è "fermiamo il WTO", non annulliamolo o eliminiamolo. Una frenata a Cancun significherebbe rendersi conto che con la ricetta del neoliberismo aggressivo e antidemocratico l'economia mondiale si avvita su se stessa e rischia la paralisi; che è necessaria una pausa per ripensare l'impostazione del WTO, solo apparentemente  più democratica della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale nel dare un voto a nazione membro anziché un voto ponderato in base ai contributi finanziari erogati: mille sono i trucchi con cui nell'ambito WTO le grandi potenze hanno imposto decisioni e procedure a danno dei paesi del Terzo mondo che spesso si sono visti costretti ad abbandonare i tavoli delle trattative, ricattati poi dal sistema del "single undertaking", una sola firma per l'insieme di tutti gli accordi, altrimenti si è fuori; che nella falsa alternativa "o efficienza o democrazia" non è legittimo far prevalere la prima, ma che è necessario ricostruire un percorso che tenga conto del divario di potenza, di sviluppo e di reddito del Nord e del Sud.

In concreto le ONG e il movimento dei movimenti che premono per una frenata a Cancun chiedono:

- una chiara affermazione della supremazia delle regole internazionali su ambiente, diritti sociali e del lavoro e diritti umani rispetto alla legislazione commerciale del WTO;

- l'esclusione dai negoziati del GATS dei servizi essenziali e di quelli concernenti i beni comuni come l'acqua;

- la limitazione della protezione dei brevetti nei casi in cui siano in pericolo la salute pubblica e la sicurezza;

- l'esclusione della brevettazione di qualsiasi forma vivente;

- l'abbattimento dei sussidi per l'esportazione in ambito agricolo;

- l'esclusione dal regime WTO delle misure prese al fine di proteggere la sovranità e la sicurezza alimentare dei singoli paesi:

- il riconoscimento di un trattamento speciale e differenziato per i paesi in via di sviluppo;

- la democratizzazione del sistema decisionale del WTO;

- la riforma in senso democraticoe e trasparente del sistema di risoluzione delle dispute del WTO.

La frenata che si vuole imprimere al WTO si può avvalere di due leve: l'opposizione di molti paesi del Terzo mondo in seno al WTO e la mobilitazione dell'opinione pubblica, oggi enormemente più attenta di una volta, contro l'ingiustizia dell'economia neoliberista. Di quest'ultima forza fa parte la campagna "Questo mondo non è in vendita" (e i suoi omologhi in tutto il mondo). La Commissione "Globalizzazione e ambiente" della Federazione Chiese Evangeliche in Italia ha aderito alla campagna e si è impegnata nell'opera di informazione e di sostegno delle iniziative.

Le prossime scadenze della mobilitazione sono:

4 - 6 settembre a Riva del Garda: manifestazioni in occasione del vertice europeo dei ministri degli esteri;

sabato 13 settembre: giornata di azione globale in difesa dei beni comuni. Informazioni dettagliate sul sito della Campagna.

Le informazioni contenute in questa nota sono tratte dalla newsletter "Questo mondo non è in vendita" (www.campagnawto.org) e da un documento su Cancun del "Tavolo campagne" (redazione@...). Un'informazione più completa sul WTO e su Cancun è disponibile nel libretto "Questo mondo non è in vendita" pubblicato da AltrEconomia (redazione@...). In Italia promuovono queste azioni, tra gli altri, Arci, Attac, Banca Etica, Campagna Riforma Banca Mondiale, Centro Nuovo Modello di Sviluppo, CIPSI, Lila Cedius, Mani Tese, Rete Lilliput, Roba dell'altro Mondo, Sdebitarsi, CTM-Altromercato, Nigrizia, Pax Christi, Beati costruttori di pace, WWF-Italia, ecc.

 

 

RIPRENDIAMOCI IL TEMPO

 

Come gli anni scorsi, la Commissione "Globalizzazione e ambiente" ha predisposto un dossier per la serie "Il tempo del creato" al fine di fornire alle chiese materiale utile per una riflessione sui temi della salvaguardia dell'ambiente, secondo la proposta dell'Assemblea di Graz, 1997, di dedicare a questo scopo un tempo specifico dell'anno. Per le chiese che fanno parte della Federazione il tempo proposto va dall'inizio di settembre a metà ottobre. Dopo gli OGM (2000), la Mobilità (2001) e l'Acqua (2002), tema indicato per quest'anno è il Tempo, i cui ritmi forzati rischiano di destabilizzare il creato.

Il dossier si presenta quest'anno nella veste di una pubblicazione Claudiana al fine di facilitarne la diffusione. Contiene scritti di Anna Maffei, Gianni Mattioli, Giorgio Guelmani, Antonella Visintin, Giorgio Girardet, Luca Baschera, Ugo Fabietti, Franco Giampiccoli, Didi Saccomani, Matteo Passini, Piera Egidi Bouchard, Bruno Gabrielli. L'indice completo è consultabile sul sito della Federazione www.fcei.it, nelle pagine della commissione "Globalizzazione e ambiente". Il volumetto è disponibile al prezzo di  5 euro durante il sinodo valdese-metodista, presso la Federazione a Roma e presso le librerie Claudiana.

 

 



Mer 20 Ago 2003 4:52 pm

mauriziobenazzi
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Benazzi Maurizio
mauriziobenazzi
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20 Ago 2003
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