La scorsa domenica è stata caratterizzata dal consueto oscuramento del Sinodo Valdese di Torre Pellice: in compenso per la settima domenica consecutiva RAI, Fininvest e la stampa italiana non hanno dimenticato di riportare le parole e gli starnuti di Giovanni Paolo II sulla Bozza di Costituzione Europea: anche questo fa parte del regime religioso imperante in Italia ed anche per questo noi continuiamo a dare notizia di quest´evento come ogni anno - per quanto ci è possibile fare - su quest´ umile foglio, sotto forma di newsletter elettronica....
Il Signore voglia garantire un soffio di vento del Suo Spirito Santo in questa lunga estate calda e per certi versi soffocante!
MB
Dal sito ufficiale della Chiesa evangelica Valdese - www.chiesavaldese.org
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Domenica 24 agosto si apre a Torre Pellice
l'annuale sinodo delle chiese valdesi e metodiste d'Italia. Vi partecipano i
deputati delle diverse chiese locali e i ministri di culto in attività, le
sedute si concludono venerdì 29 con la nomina del consiglio direttivo (detto
Tavola) presieduto dal moderatore. Durante il culto di apertura verranno
consacrati ( l'equivalente di "ordinati") due nuovi pastori; Milena
Martinat e Pawel Gajewski. |
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IL PROSSIMO SINODO: OSPEDALI, MA NON SOLO
di Alberto Corsani
Ci avviamo verso il Sinodo successivo alla cessione degli ospedali valdesi di Torino, Torre Pellice e Pomaretto Non poteva che partire da qui il colloquio con il moderatore della Tavola valdese Gianni Genre alla vigilia di questa sessione: si parlerà ancora della vicenda, e in che termini?
"Ne parleremo ancora perché il Sinodo è la sede istituzionale in cui la chiesa discute della propria vita e alla quale la Tavola rimette il proprio mandato. La mia impressione è comunque che l'ampia maggioranza dei membri delle nostre chiese abbia capito il senso dell'operazione che è avvenuta, per quanto dolorosa e certamente impopolare essa sia stata. Come membri della Tavola valdese siamo convinti che non c'erano alternative: la Chiesa tutta stava per essere travolta da una situazione debitoria incompatibile con i nostri mezzi e le nostre possibilità. Le banche ci avevano avvertito in modo inequivocabile.
Dobbiamo purtroppo riconoscere di non avere, oggi, le forze che vengono richieste a chi gestisca un'azienda complessa come quella ospedaliera. D'altronde, purtroppo, un ridimensionamento, più o meno profondo, del Welfare State è all'ordine del giorno e non solo in Italia (lo fa un governo di centro-destra in Francia e uno di centro-sinistra in Germania). Ho parlato, pochi giorni or sono, con un nostro attento amico della chiesa della Westfalia, Ulrich Moeller: mi ha comunicato la chiusura per bancarotta, appena avvenuta, di uno dei loro ospedali. E la loro chiesa regionale conta più di tre milioni di membri...".
Un'altra questione su
cui la Tavola ha lavorato nel corso dell'anno è quella del campo di lavoro,
della sua riorganizzazione e degli strumenti che si possono attivare per
favorire l'attività pastorale: che cosa c'è in cantiere?
"Abbiamo cercato e cerchiamo di rispondere al mandato del Sinodo 2002 in
merito alla riorganizzazione del campo di lavoro: abbiamo dovuto concentrarci
sui modi di preparare i candidati, sull'economia delle famiglie monoreddito,
sulla mappatura delle sedi pastorali. Si tratta di trovare le risorse per
consentire a studenti in teologia, candidati e pastori di avere sostegni ed
essere seguiti nei periodi della loro formazione e del loro servizio. Sono già
stati sperimentati degli incontri di "supervisione", curati dalla
pastora Mirella Abate e da alcuni suoi colleghi, articolati in opzioni di una
settimana o di sei settimane (tre cicli di due settimane l'uno), in cui insieme
si procede a un'analisi profonda del proprio lavoro pastorale. Per mantenere e
rendere ancora più intenso questo lavoro di sostegno servono risorse, ma è
un'operazione necessaria, sia per chi vive e lavora in situazioni di diaspora,
lontano dai contatti con il colleghi, sia per chi, nelle chiese-popolo delle
Valli o nelle grandi città, si trova a dover fronteggiare sollecitazioni di
ogni tipo. Per queste iniziative è indispensabile anche un maggior ruolo della
segreteria del Corpo pastorale e anche della Commissione permanente della
formazione pastorale. Per questo tipo di lavoro non è poi mancato, né credo
mancherà in futuro, l'aiuto di altre chiese sorelle, alle prese anch'esse con
problemi di secolarizzazione delle società in cui operano. In Germania le chiese
perdono 100.000 membri all'anno, persone che richiedono la cancellazione per
non dover pagare le "tasse ecclesiastiche". Si richiede dunque alle
chiese di riscoprire il senso della propria vocazione".
Che cosa si può dire
invece dei rapporti con lo Stato?
"I segnali non sono incoraggianti. Riguardo all'aggiornamento dell'Intesa,
che dovrebbe concretizzare la decisione sinodale del 2001 sull'accettazione
delle "quote inespresse" dell'otto per mille, tutto è fermo: il
governo non intende procedere all'aggiornamento della nostra Intesa finché non
siano varate le Intese con altre confessioni religiose tuttora giacenti; questo
ci penalizza e non di poco. In fase di stallo è anche la legge sulla libertà
religiosa, e forse è un bene, visto come il testo è stato modificato in corso
d'opera: esso rischiava di diventare un provvedimento "contro" la
libertà religiosa, uno strumento di controllo da parte delle autorità; ci
preoccupa il clima che si sta creando, poiché, per noi, una democrazia si
valuta proprio dal modo in cui tratta le minoranze".
Qual è lo stato,
invece, del processo di collaborazione BMV e dell'ecumenismo intraprotestante?
"Viviamo tuttora una fase che definirei di assestamento. La collaborazione
territoriale, che aveva subito un momento di difficoltà a Campobasso, sta
funzionando bene nelle altre sedi ed è stata avviata a Bari dove un pastore
valdese cura anche la comunità battista. In altre situazioni stiamo studiando
il da farsi, anche se a volte le comunità locali non "hanno il passo"
che potremmo augurarci. Registro comunque un buon grado di ascolto reciproco
fra i tre esecutivi, in un anno che è stato particolarmente difficile per
tutti. Certo, permangono alcuni nodi teologici, su tutti quello del battesimo,
che vanno mantenuti aperti. Anche la convocazione congiunta di una futura
Assemblea/Sinodo non è vincolata alla scadenza dei fatidici cinque anni: ci
dovremo convocare, prima o dopo i cinque anni, quando riterremo di poter fare
insieme dei passi avanti. A novembre avremo poi, a Torre Pellice, l'Assemblea
della FCEI, anch'essa
in una fase di riorganizzazione interna, da cui dipenderà un nuovo assetto dei
"servizi", in particolare il Servizio
rifugiati e migranti. Con l'Unione delle chiese avventiste c'è collaborazione, ma non
dei decisi passi in avanti, mentre un buon dialogo è quello con le chiese pentecostali libere.
Pastori e teologi della nostra chiesa sono invitati, per esempio a Gela, che è,
per la presenza pentecostale, la città percentualmente e sorprendentemente
"più protestante" d'Italia".
E per quanto riguarda
il rapporto con il cattolicesimo?
"Segnalerei una questione su tutte, forse
l'unica che è veramente un'urgenza etica e spirituale: quella dell'ospitalità
eucaristica, in special modo dopo la chiusura rappresentata dall'ultima enciclica
papale: dobbiamo avere il coraggio dell'amore, che è più grande della speranza
e della fede, come ce lo richiede l'apostolo Paolo, anche là dove le questioni
dogmatiche non siano risolte. Bisogna, anzi, lavorare e osare proprio in senso
contrario a quello dell'enciclica".
Il discorso va quasi
spontaneamente ad appuntarsi sul nostro ruolo in questa società in rapida - e
confusa - evoluzione: che cosa possiamo dire ai nostri contemporanei che vivono
nell'incertezza spirituale e, in molti casi, nella precarietà materiale?
"Abbiamo parlato troppo poco, in questi ultimi tempi, di spiritualità. Dio
sembra ritirarsi dai nostri pensieri, salvo poi riaffacciarsi, ma in forme che
non ci convincono, attraverso una religiosità "fai da te". Dobbiamo
trovare un linguaggio nuovo per dire al mondo che cosa significa
"appartenere a Dio": molte delle attuali proposte religiose sembrano
indicare la via per conquistare Dio, mentre per noi si tratta di lasciarsi
scegliere da lui. Dobbiamo ritrovare un nuovo senso della "pietà" a
livello personale, famigliare e comunitario, e questo, si badi bene, non è in
contraddizione con la vocazione diaconale: anzi, bisogna ricordare che proprio
la stagione del Pietismo coincise con il varo di molte, grandi iniziative di opere
diaconali. Si tratta di riuscire, in casa, nelle chiese, sui luoghi di lavoro,
a lasciar trasparire il "Cristo che vive in noi" di cui parlava
l'Apostolo. Una bella sfida in questo senso è rappresentata dalla presenza di
fratelli e sorelle stranieri nelle nostre chiese, in vista dell'integrazione e
non solo dell'accoglienza: si tratta di crescere insieme. È fondamentale il
ricompattamento di una dimensione comunitaria dove si possano temperare le
alternanze dei momenti di forza e di debolezza che ciascuno di noi vive a
seconda dei periodi. Insomma, in una fase in cui i valori - tutti i valori -
sembrano tramontare di fronte all'invito a comportarsi "da furbi" per
imporsi nella società, dobbiamo dire delle parole forti a livello etico, sulle
nostre scelte personali, familiari, collettive, nel privato come nella società.
Se nel mondo ogni sette secondi - come dicono le statistiche - muore un bambino
a causa della denutrizione, non possiamo restare indifferenti; se nel solo
2001, per sottoalimentazione vi sono stati quasi tanti morti come in tutta la
seconda guerra mondiale, dobbiamo reagire. Non possiamo stare zitti di fronte a
questo "ordine omicida", perché questa è la vera bestemmia contro lo
Spirito Santo; la sola che, ci insegna la Scrittura, non sarà perdonata ".
Dalla pagina 13 de "Il Manifesto - cultura" del 24 agosto 2003
Parlamento
valdese in seduta comune
Si apre, oggi, il Sinodo delle chiese
valdesi e metodiste, principali appuntamento del protestantesimo italiano
L'altra chiesa Centottanta tra pastori e
laici affronteranno, in cinque giorni che si prevedono densi di discussione i
temi più svariati. Dalla povertà alla guerra
FEDERICA TOURN
TORRE PELLICE (TO)
«Ama il tuo Dio, ama il tuo prossimo»: il
comandamento indicato da Gesù allo scriba che gliene chiede conto, è il centro
del sermone che il pastore Giuseppe Platone terrà questo pomeriggio durante il
culto di inaugurazione del Sinodo delle chiese valdesi e metodiste. Andare fino
in fondo all'esperienza di questo amore, concreto, attivo, anche conflittuale:
l'esortazione introduce uno dei principali appuntamenti del protestantesimo
italiano, l'assemblea decisionale che vede riuniti 180 membri fra pastori e
laici e che si concluderà venerdì 29 agosto con l'elezione dell'esecutivo, la
Tavola valdese, presieduta dal moderatore. Tra i numerosi ospiti italiani e
stranieri, mons. Giuseppe Chiaretti, vescovo di Perugia e presidente della
commissione Cei per l'ecumenismo e il dialogo, Setri Nyomi, segretario generale
dell'Alleanza riformata mondiale e Arnold de Clermont, presidente della
Federazione protestante di Francia. Durante il culto saranno consacrati due
nuovi pastori: anzi, una pastora, Milena Martinat, e un pastore, Pawel Gajewski.
Al contrario di quello che si potrebbe pensare, qui è originale non la presenza
di una donna in questo ruolo - nella chiesa valdese succede dagli anni `60 - ma
il percorso di fede di un polacco cattolico, che inizia dal seminario in Polonia
per approdare alle chiese battiste e infine all'attuale ministero nel cuore
delle valli valdesi, passando per il dissenso cattolico in Germania e in
Italia. Cinque giorni densi di discussioni, di ordini del giorno, di votazioni:
questo è il Sinodo, il massimo organo decisionale di questa chiesa
«parlamentare». Un Sinodo che quest'anno apre i suoi lavori consapevole di
essere di fronte a un travaglio identitario che non può essere ignorato. La
recente cessione alla Regione Piemonte dei tre ospedali di Torino, Torre Pellice
e Pomaretto - fino a pochi mesi fa di proprietà della chiesa valdese e
amministrati dal Sinodo nel quadro della sanità pubblica - ha infatti segnato
profondamente le comunità locali, che si sono sentite defraudate di una
fondamentale presenza nel campo dell'attività assistenziale. «La chiesa tutta
stava per essere travolta da una situazione debitoria incompatibile con i
nostri mezzi e le nostre possibilità», ha dichiarato il moderatore Gianni Genre.
Di fronte a un deficit insostenibile, un ridimensionamento è stato
indispensabile ma adesso che è venuto a mancare un importante punto di
riferimento, si tratta di interrogarsi sul cambiamento e su quali forme debba
prendere la testimonianza dell'evangelo. «Amare significa anche rendersi conto
del senso del nostro limite umano, storico, esistenziale - ha detto il pastore
Platone - la regola a cui vogliamo attenerci è la sobrietà».
Sobrietà come singoli e come chiese: è il
richiamo che i protestanti fanno, in primo luogo a se stessi, in una società
precaria, asservita al profitto, che consuma senza criterio e distrugge
l'ambiente. Uno degli argomenti in calendario sarà proprio la questione della
povertà nel mondo: «Non si può tacere di fronte alla quotidiana tragedia delle
morti per fame: nel 2001 la sottoalimentazione ha causato quasi lo stesso
numero di vittime della seconda guerra mondiale - ha ricordato il moderatore -
la vera bestemmia che non sarà perdonata è la nostra indifferenza». Dal mondo
all'Italia: si parlerà della crisi mediorientale, della guerra in Iraq, ma
anche di immigrazione, di libertà religiosa e di rapporti con il cattolicesimo.
Il rapporto con la chiesa di Roma non è infatti stato certamente agevolato
dalla recente enciclica papale Ecclesia de eucharistia, che si rifà al Concilio di Trento e vieta ogni forma di
concelebrazione, assestando così un colpo al complesso cammino ecumenico delle
due confessioni cristiane.
Si discuterà anche un piano di intervento a
favore delle chiese valdesi dell'Argentina e dell'Uruguay, strette dalla crisi
economica e, riguardo ai temi «interni», saranno esaminate come di consueto le
varie attività, dalla stampa ai centri di cultura, dalla facoltà di teologia
all'amministrazione dell'otto per mille, di cui le chiese valdesi e metodiste
si avvalgono dal 1993.
Si avverte in generale un chiaro bisogno di
ribadire parole forti a livello etico, unite a una costante ricerca teologica,
in una chiesa che cerca di comunicare con chiarezza la propria fede,
soprattutto in un momento di confusione spirituale segnato da molte proposte di
religione «fai da te». Riaffermazione di un cristianesimo che affonda
saldamente le radici nella riforma protestante, ma anche apertura all'ascolto
del mondo di oggi. È una sfida resa concreta e visibile dalla presenza di tanti
stranieri fra i membri di chiesa, portatori di culture, sensibilità e modi
diversi di vivere l'adesione a quella parola d'amore che resta l'unico
comandamento.
Da "L´eco del Chisone" del 25 agosto 2003
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Si apre il
Culto alle ore 15,30 a Torre Pellice |
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Si svolgerà dal 24 al 29 agosto, a Torre Pellice, il Sinodo annuale delle Chiese valdesi e metodiste a cui partecipano 180 membri con diritto di voto (pastori e "laici" in numero uguale), più numerosi ospiti e osservatori dall´Italia e dall´estero. L´assise costituisce il massimo organo di queste due denominazioni evangeliche, che insieme contano circa 35mila fedeli. Il Sinodo si aprirà il pomeriggio di domenica 24 agosto, alle 15,30, con un Culto presieduto dal pastore Giuseppe Platone durante il quale saranno consacrati al ministero pastorale Pawel Gajewski e Milena Martinat. Tra gli ospiti, in rappresentanza della Conferenza episcopale italiana (Cei), ci sarà mons. Giuseppe Chiaretti, presidente della Commissione Cei per l´ecumenismo e il dialogo; Setri Nyomi, segretario generale dell´Alleanza riformata mondiale; Arnold de Clermont, presidente della Federazione protestante di Francia. Fra i temi all´ordine del
giorno proposti per la discussione del Sinodo la "diaconia" delle
Chiese valdesi e metodiste, ma anche la riorganizzazione della formazione e
dell´attività pastorale. Non mancano preoccupazioni sul versante generale
della società italiana (Stato sociale, immigrazione, libertà religiosa) e
degli scenari internazionali (Iraq, crisi mediorientale, globalizzazione,
ecc.). In primo piano, comunque, ci sarà senz´altro la vicenda legata alla
cessione degli ospedali valdesi alla Regione Piemonte; decisione sofferta, ma
necessaria. «Ne parleremo ancora perché il
Sinodo è la sede istituzionale in cui la Chiesa discute della propria vita e
alla quale la Tavola rimette il proprio mandato - spiega il
pastore Gianni Genre, moderatore della Tavola valdese -. La mia impressione è comunque che l´ampia
maggioranza dei membri delle nostre Chiese abbia capito il senso
dell´operazione che è avvenuta, per quanto dolorosa e certamente impopolare essa
sia stata». Da l´Eco del Chisone - on line
Da "Alto Adige" Dialogo con
ebrei e islamici
Rimaniamo in attesa della corrispondenza diretta anche di Michela Bellino e di quanto vorranno liberamente notiziarci in merito |
