Si da il benvenuto a tutti coloro che in queste ultime settimane si sono
uniti nel gruppo di Orientamenti Ecumenici: molto spesso comprendo
dall'indirizzo elettronico che si tratta di sacerdoti di parrocchie
cattoliche, di pastori di comunità battiste, di frati o associazioni per la
pace. A volte invece il semplice nome non è sufficiente per capire
l'identità confessionale o religiosa: sarei molto grato se ricevessi da
parte di queste persone due semplici righe di autopresentazione. L'invito è
valido ovviamente per tutte/tutti, con preghiera di gradire anche alla
diffusione del messaggio stesso.
Un cordiale Shalom
Maurizio
Cari amici,
"Gioia di credere" ci propone nel sesto capitolo una riflessione sul
concetto di Fede.
Partendo dal presupposto che non c'è nessuno che non creda in niente, ci
rendiamo conto che dove la relazione con Dio è andata perduta,la nostalgia
umana si dirige verso divinità artificiali, e la fede diventa
superstizione.Essere cristiani in senso biblico è intimamente legato a
"credere",senza tuttavia che ciò escluda la interrogazione critica.
La Fede non è un "dare per certo",ma è fiducia. Invece di dire: credo in
Dio, proviamo a dire: credo Dio.Credere Dio è possibile solo se questo si
riflette nell'impostazione di tutta la vita.
Bisogna poi sgombrare il campo da alcuni equivoci sulla fede: Credere non è
semplicemente appartenere alla Chiesa, essere cristiani non è la stessa cosa
che avere un buon comportamento,credere non vuol dire credere tutto; vi è
però un "nucleo" evangelico che deve essere retaggio di ogni cristiano.
Proviamo ad enunciarlo: Ogni vita viene e ritorna a Dio; l'essere umano non
sa nulla di Dio, perciò Egli ha parlato a più riprese nella storia, finché
non si è rivelato definitivamente in Gesù Cristo;attraverso la sua vita, il
suo insegnamento e soprattutto la sua morte e resurrezione, Gesù costruisce
per noi un ponte verso Dio e riunisce coloro che credono in Lui in una
comunità di sorelle e fratelli; la vita non termina con la morte,attendiamo
fiduciosi infatti i nuovi cieli e una nuova terra, il Regno di Dio.
Il Battesimo,che spesso riceviamo da piccoli,ci fa diventare membri della
chiesa,ma ha bisogno di alimentarsi con la fede e con la partecipazione alla
Santa Cena. Si potrebbero paragonare il Battesimo e la Cena rispettivamente
a una porta e a una tavola:essere battezzati significa passare per una porta
che ci è stata aperta verso Dio in Gesù Cristo;ma non basta entrare,bisogna
anche sedersi a tavola,altrimenti si muore di fame.
SPUNTI DI RIFLESSIONE
Recitiamo piano, con fede, questa preghiera di Johannes Hansen:
Signore,ho ascoltato il tuo appello,
e ti ringrazio perché non mi hai dimenticato,
malgrado io spesso ti abbia dimenticato e non abbia pensato a te.
Io mi ero allontanato da te,
ero andato per la mia strada;
ma tu non mi hai dato per perso.
Ti confesso la colpa della mia vita
E gli innumerevoli errori dei miei giorni.
Ti prego,Signore:perdona la mia colpa
E accoglimi di nuovo come una creatura che ti appartiene.
Ti ringrazio,Signore, per la tua morte sulla croce
E per avermi liberato dalla colpa,
dall'angoscia e dalla disperazione.
Tu mi hai detto il tuo sì;in questa fiducia
Ora io rispondo a te con un sì.
Voglio essere rimanere la tua proprietà.
Dammi la forza di tenermi sempre afferrato a te,
e di non perdermi d'animo quando sono in crisi.
Indicami il mio posto nella comunità
E il mio posto nel mondo che ami malgrado tutto.
Fammi scoprire i miei doni e le mie capacità,
perché li impieghi dove tu vuoi servirti di me
e dove delle persone aspettano il mio aiuto.
Fammi amare la tua parola,e dammi il coraggio
Di portare a te in preghiera
il mio ringraziamento,le mie difficoltà e le mie richieste.
Signore, trasforma la mia vita,
in modo che diventi per te motivo di gioia,
e per gli esseri umani un aiuto. Amen.
Contributo a cura di Maria Antonietta