E' evidente che lo scontro in atto in Israele sia una guerra politica e non
religiosa, per molteplici fattori, ma ciò che preoccupa in queste ore sono
anche i continui attentati a sinagoghe in Occidente, in un clima generale di
odio antiebraico e antisionista.
Orientamenti Ecumenici invita i propri lettori ad acquisire le fonti
informative anche dal sito www.israele.net da cui è tratto questo comunicato
ufficiale dell'ambasciata di Israele.
Purtroppo i media italiani, molte chiese e organismi non governativi hanno
abbondantemente taciuto - per troppo tempo - sul clima di terrore creatosi
in quel paese, con gli attacchi dei c.d. "uomini bomba" sulle folli inermi
di civili: bambini, donne e anziani compresi. Un vero e proprio piano del
terrore.
Mi è dispiaciuto che nelle scorse domeniche nelle chiese ambrosiane si
riaccogliessero fondi, nelle collette, solo per i bambini palestinesi e non
anche per quelli ebrei. Forse la vita di un bimbo orfano può avere un valore
diverso a secondo del gruppo di appartenenza?
Anche nelle piccole comunità di pace in Israele, in cui convivono da molti
anni cristiani ebrei e mussulmani, non si è assistito ad una esplicita
condanna dei "kamikaze" (so che il termine è improprio...), da parte
palestinese. Il che deve inevitabilmente farci riflettere. Credo che si
possa e si debba essere solidali non solo col popolo palestinese ma anche
con quello israeliano, senza per questo condividere l'attuale linea
governativa israeliana. Il diritto di Israele ad esistere in piena sicurezza
è di pari importanza a quello dell'esistenza della futuro stato palestinese.
Da un Comunicato dell'Ambasciata d'Israele a Roma, 4 aprile 2002
"Non era vero. Nessun sacerdote italiano e' stato ucciso il 2 aprile a
Betlemme. Era una menzogna. E' vero invece che circa duecento miliziani
palestinesi hanno violato, armi alla mano, un luogo santo e si sono
asserragliati nella Chiesa della Nativita' a Betlemme da dove hanno sparato
sui soldati israeliani. Ma questi sono i fatti, e i fatti importano poco.
Adesso, e per chissa' quanto tempo, gli israeliani saranno "quelli che
sparano anche sui religiosi nei luoghi sacri". Ancora una volta la menzogna
ha fatto il suo sporco lavoro".
Lo si legge in un comunicato dell'Ambasciata d'Israele a Roma diffuso
mercoledi'. "Piu' la menzogna e' grossolana - prosegue il comunicato - piu'
funziona. Arafat a Davos ha accusato Israele di usare proiettili all'uranio
contro i palestinesi. Sua moglie Suha, parlando con Hillary Clinton, ha
accusato Israele di avvelenare l'acqua dei palestinesi. Il rappresentante
dell'Autorita' Palestinese in Italia e' andato in televisione ad accusare
Israele di togliere le luci di Natale ai bambini di Betlemme. La radio
palestinese ha accusato Israele di gettare caramelle avvelenate ai bambini
di Gaza. E cosi' via, in modo martellante, giorno dopo giorno, menzogna dopo
menzogna.
Sono le famose "fonti palestinesi", spesso e volentieri citate dagli organi
di stampa occidentali senza esercitare il minimo controllo. Eppure
l'esperienza dovrebbe dettare un po' di cautela. Perche' sono le stesse
fonti che definiscono "incidente stradale" un attentato terroristico, che
definiscono la Shoa' "un'invenzione degli ebrei", che accusano gli ebrei
degli attentati dell'11 settembre. Sono le stesse fonti che, ad ogni strage
di inermi cittadini israeliani su un autobus o in un bar, denunciano il
"genocidio del popolo palestinese".
Bastano pochi minuti per inventare una menzogna e metterla in circolazione.
Bastano poche ore perche' quella menzogna faccia il giro di tutto mondo,
rilanciata e moltiplicata da tutti gli organi di informazione. Pochi ne
dubiteranno, soprattutto se e' una menzogna che "piace" perche' conferma gli
stereotipi: israeliani "cattivi assassini", palestinesi "povere vittime".
Quando la menzogna verra' controllata, smascherata e smentita sara' comunque
troppo tardi. Nella testa di ognuno restera' la prima impressione. E presto
arrivera' un'altra menzogna a rafforzarla.
E' facilissimo sfruttare il meccanismo frenetico dei mass-media, sempre
affamati di notizie dell'ultimo minuto. Basta avere il coraggio di farlo
senza scrupoli e senza vergogna.
Arafat e i suoi propagandisti conoscono bene questa tecnica e ne fanno largo
uso. Niente di nuovo - conclude il comunicato - I regimi totalitari hanno
sempre fatto uso sistematico della disinformazione per distogliere
l'attenzione della gente dai veri problemi e dai veri responsabili,
impedendo qualunque forma autentica di critica e controllo."
(Comunicato dell'Ambasciata d'Israele a Roma, www.israel-amb.it, 3.04.02)