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Per il sacerdozio universale dei credenti   Elenco di messaggi  
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Per il sacerdozio universale dei credenti

    Orientamenti ecumenici

nella prospettiva del sacerdozio universale dei credenti

 

È una newsletter a cura del ”Gruppo laico di spiritualità ecumenica”. Disponibile su http://www.solideogloria.ch/newsletter e alla pagina

www.it.groups.yahoo.com/group/orientamentiecumenici/

L’iscrizione al gruppo assicura una serie di informazioni extra, non altrimenti disponibili

Scrivere a mauriziobenazzi@... fondatore e responsabile del gruppo anche per offrire la propria gratuita collaborazione nell’attività della redazione.

 

 

In questo momento abbiamo bisogno di credere che il futuro ci riservi la Pace

Valeria Moroni – Scuola Media “Gianni Rodari”- Falloppio (CO)

 

 

E-mail informativa e formativa gratuita inviata a cristiani di diverse chiese (riformati, cattolici, luterani e anglicani) appartenenti a diverse nazionalità (svizzeri, italiani, tedeschi, francesi e spagnoli), che hanno in comune il desiderio di camminare insieme, sui difficili sentieri dell'ecumenismo.

Per aderire o annullare la richiesta d’adesione è sufficiente inviare un e-mail all'indirizzo elettronico: mauriziobenazzi@... . Libere offerte possono essere effettuate sul conto corrente 3084 della Banca Popolare di Milano – agenzia 106 – ABI 5584 – CAB 20200 intestato a Maurizio Benazzi: serviranno per sottoscrivere abbonamenti, acquistare libri utilizzati in O.E. e costruire o sostenere una cappella ecumenica.

 

 

Versetto del mese: Rivestite l’uomo nuovo che è creato a immagine di Dio nella giustizia e nella santità che procedono dalla verità (Efesini 4,24).

 

Meditazione dalla Chiesa Evangelica Spagnola:

Noi abbiamo una speranza indistruttibile: di un nuovo cielo e di una nuova terra in cui abiti la gioia, in cui lo spirito di Dio ricrei senza posa la comunità che fa saltare i suoi confini, rinnovando la speranza indistruttibile di una vita che trascende tutti i limiti.

 

Il vero peccato dell’uomo è che potrebbe tornare a Dio in qualsiasi momento, e non lo fa.

Rabbi Bunam di Pzysha

 

Impegnati a sostenere il villaggio di pace di Nevè Shalom – Wahat as-Salam:

99766 Doar-Na Shimshon – Israele –

 

Puoi organizzare anche nella tua comunità religiosa o presso la scuola ove insegni un incontro mirato alla diffusione della cultura per la pace

Per informazioni: in Italia contattare Mirella Sedini, Tel-fax 02- 76005633 o

il Presidente Bruno Segre  Tel. 02-70105016 fax 02-70125999

in Svizzera scrivere a Les Amis Suisses de Nevé Shalom, Secrètariat, Ruetlistr. 47

CH – 4051 BASEL

 

Si tratta di un villaggio cooperativo, nel quale vivono insieme laici ebrei e palestinesi di cittadinanza israeliana, collocato a metà strada fra Gerusalemme e Tel Aviv-Giaffa. Fondato nel 1972, la prima famiglia si insediò nel 1977; nel 1995 si contavano ben 26 famiglie mentre oggi sono circa 55.

I suoi membri dimostrano in modo tangibile che ebrei e palestinesi possono comunque coesistere  quando diano vita, assieme, a  una comunità basata sulla accettazione,  il rispetto reciproco, e la cooperazione. Gestito in modo democratico, il villaggio è di proprietà dei suoi stessi abitanti e non è affiliato ad alcun partito o movimento politico. In esso vi sono un asilo, una scuola materna e una elementare perfettamente bilingue e ispirate alla conoscenza e al rispetto reciproco, aperte a tantissimi bambini esterni al villaggio stesso e provenienti persino da Gerusalemme. Vi è anche infine una scuola internazionale perla pace.

E’ stata inoltre  istituita una Dumia, casa del silenzio, “Per Te, il Silenzio (dumia) è lode”, (Salmo 65,2), comune per tutti in cui è possibile la meditazione, la riflessione e la preghiera, Sono inoltre previste nel villaggio strutture efficienti per l’ospitalità e programmi per i visitatori.

 

Dopo aver pubblicato un primo comunicato dell’Ambasciata d’Israele a Roma sulla sconvolgente situazione di terrorismo e di guerra in Medio Oriente, si da spazio ad una seconda nota di www.israele.net (non riportata dalla stampa italiana) e, successivamente, ad intervento fortemente critico del rabbino Michael Lerner sull’attuale situazione (tratto dai documenti della rete GLAM della FCEI).

 

Trovate le prove documentali del legame fra

Autorita' Palestinese e attentati terroristici



Fra i vari documenti trovati dagli israeliani nel complesso di Arafat, a Ramallah, figura anche una lettera con la quale un noto gruppo terroristico si rivolge al tesoriere dell'Autorita' Palestinese e gli chiede il denaro necessario per la costruzione di nove ordigni esplosivi alla settimana.

La lettera, rinvenuta nell'ufficio del tesoriere Fuad Shobaki, specifica i costi sostenuti dalle Brigate Al Aqsa, la milizia illegale affiliata al movimento Fatah (presieduto da Arafat), quelle definite "non terroristi, ma patrioti che combattono per la liberta'" da Ali Rashid rappresentante dell'Autorita' Palestinese in Italia, durante una trasmissione televisiva della RAI il 15 marzo scorso.
Le Brigate Al Aqsa hanno esplicitamente rivendicato diversi recenti attentati suicidi contro la popolazione israeliana.

Nella lettera, datata 17 settembre 2001, le Brigate Al Aqsa specificano le spese che hanno sostenuto per i componenti elettrici e chimici degli ordigni prodotti. "Abbiamo bisogno di circa nove ordigni alla settimana per i nostri commando che operano in varie zone" recita il quinto paragrafo della lettera, indirizzata a uno degli uomini di fiducia di Arafat. Il settimo paragrafo della lettera chiede ulteriori fondi per l'acquisto di mitragliatori Kalachnikov e relative munizioni. Altri capoversi riguardano i fondi per i servizi funebri dei membri uccisi nel corso degli attentati, per materiale propagandistico ecc. Accanto alla lista, completa di cifre in valuta israeliana, alcuni calcoli e commenti fatti dall'ufficio di Shobaki.
"Si tratta di una vera e propria fattura per attivita' terroristiche - ha spiegato Miri Eisin, portavoce dell'intelligence israeliano - Abbiamo qui un documento scritto e firmato con cui gli esecutori materiali di atti terroristici rivolgono una richiesta di fondi nientemeno che a uno dei massimi uffici di tesoreria dell'Autorita' Palestinese".
Fuad Shobaki, la stessa persona direttamente responsabile dell'acquisto di un cargo di armi iraniane con i soldi dell'Autorita' Palestinese, si troverebbe attualmente asserragliato con Arafat dentro il complesso di Ramallah
(Jerusalem Post, Ha'aretz, 3.04.02)

-------------------------------------------------------------

 

RABBI MICHAEL LERNER:  COSA STA PROTEGGENDO ISRAELE?

 

(…)

Vi sto scrivendo in un momento di reale pericolo per il popolo ebraico. Ovviamente voglio in primo luogo salvare le vite di Ebrei, come voglio salvare le vite di Palestinesi. Le une e le altre sono ugualmente preziose e meritano di vivere in pace e in sicurezza. La Nuova Consapevolezza Planetaria che insegniamo nella Tikkun Community ci aiuta a riconoscere che ogni persona deve essere ugualmente valorizzata e che nessuno di noi può aspettarsi una buona vita se non facendo ciò che sta in lui per promuovere il benessere di ogni altra persona sul pianeta. Ebbene, questo è un luogo da cui partire: proteggiamo sia il popolo israeliano che quello palestinese che sono prigionieri di una lotta dalla quale non sono capaci di districarsi.

Partiamo dal riconoscimento che le due parti hanno creato questo disastro e che ogni discorso che cerca di stigmatizzare una parte più dell’altra è profondamente errato. Le due parti continuano ad assumere decisioni che sono moralmente sbagliate e auto-distruttive. L’occupazione e la costruzione degli insediamenti è stata mal guidata fin dall’inizio e l’uso della tortura e della demolizione di case per sostenere l’occupazione hanno sortito solo l’effetto del riconoscimento da parte del mondo intero della immoralità di questo fatto. Che 350 militari della Riserva Israeliana abbiano finora sottoscritto un impegno rifiutando di prestare servizio nella West Bank e a Gaza, è un fatto che conferma solo ciò che ciascuno può vedere: che non c’è modo che l’occupazione continui senza violazioni quotidiane di diritti umani fondamentali. Diciamo chiaramente che Israele usa oggi il suo potere per proteggere la sua occupazione, non per proteggere la sua sicurezza. I Palestinesi non accettarono l’offerta di Ehud Barak a Camp David ma continuarono a negoziare e le due parti erano molto vicine ad un accordo a Taba nel 2001 quando Ariel Sharon venne eletto e rifiutò di continuare la trattativa. La riunione degli Stati Arabi della settimana scorsa ha confermato ciò che era già stato detto in precedenza: se Israele è disposto a restituire i territori arabi conquistati nel 1967 e a raggiungere un ragionevole accordo per i rifugiati, Israele potrà vivere in pace e godere di normali relazioni con gli Stati Arabi circonvicini. La risposta di Ariel Sharon è stata il rilancio di una ulteriore spirale della lotta mediante la strumentalizzazione del disgustoso atto di terrorismo da parte di Hamas nella settimana di Pasqua.

I Palestinesi per parte loro hanno respinto gli appelli della rivista Tikkun e del movimento pacifista israeliano, appelli a rinunciare alla violenza e a seguire il proficuo cammino del Mahatma Gandhi e di Martin Luther King Jr., un cammino di impegno programmatico per la nonviolenza. L’elemento indispensabile che occorre ai Palestinesi per raggiungere i loro scopi è che gli Israeliani siano convinti che uno Stato palestinese non sarebbe il punto di partenza di ulteriori aggressioni. Solo un ethos di nonviolenza potrebbe convincerli che i Palestinesi non fantasticano segretamente, e a volte non così segretamente, sulla distruzione del popolo ebraico, con fantasie che diventano molto più intense quando gli Israeliani agiscono in modo omicida e oppressivo come stanno facendo in questa stessa settimana di Pasqua. Invece, dando motivo di esser visti come simpatizzanti o non disponibili a frenare atti di violenza, i Palestinese ha fatto il gioco della parte peggiore e più odiosa della destra israeliana.

Benché noi della Tikkun Community ci opponiamo ai disgustosi e scandalosi atti di terrorismo contro Iasraele, sappiamo che l’attuale livello di violenza è basso in confronto al numero di Israeliani che muoiono ogni anno per incidenti automobilistici. Non c’è nessun pericolo che Israele cessi di esistere. E’ la quarta potenza militare del mondo e si confronta con il popolo palestinese che non ha carri armati, né aeroplani, né artiglieria pesante. E sappiamo che quegli atti di terrorismo erano quasi inesistenti nel tempo in cui gli accordi di Oslo erano in via di attuazione, tra il 1993 e il 1995; e che potrebbero essere facilmente isolati e repressi se per la maggior parte i Palestinesi avessero l’impressione che Israele li stia trattando in modo generoso, con cuore aperto e in un atteggiamento di ravvedimento.

E per quanto siamo turbati per isolati atti di violenza e per il crescente anti-semitismo in riposta alle attività di Israele, non riteniamo che vi sia a tempi brevi un qualsiasi pericolo di un serio attacco contro gli Ebrei nel mondo. Anche se ciò potrebbe diventare più verosimile quanto più Israele fosse sentito come una potenza che opprime il popolo palestinese in modo immorale e quanto più l’Ebraismo mondiale fosse sentito come identificato acriticamente con tali politiche repressive ed ingiuste.

No, il pericolo più grande per il popolo ebraico è spirituale ed etico: è il pericolo che ce ne stiamo tranquilli e inerti a guardare il paese che si definisce “lo Stato del popolo ebraico” mentre agisce in modi crudeli e oppressivi nei confronti di un’intera popolazione che ha invaso e a cui negli ultimi 35 anni ha negato l’auto-determinazione. In questi ultimi giorni l’occupazione è passata da detestabile a criminale, e la gente che vi è implicata sarà ricordata nella storia ebraica come traditrice del popolo ebraico e delle sue più alte tradizioni morali e spirituali. Gli Ebrei non sono sfuggiti alle camere a gas dell’Europa per diventare oppressori di un altro popolo. I più profondi valori della nostra gente sono stati forgiati dalla storia della nostra stessa oppressione. Eppure nell’ultima settimana siamo diventati brutalizzatori senza freni, senza memoria storica, senza ormeggi morali o spirituali. Tra cinquant’anni chi studierà questo periodo si chiederà: “Com’è possibile che chi era in vita in quel periodo si sia lasciata andare ad adattarsi passivamente a questa terribile distorsione della vita ebraica?”

Israele sta conducendo il popolo ebraico verso un pieno abbandono del messaggio di amore, giustizia, pace e Unità di Tutti gli Esseri. Per difendere l’operato di Israele gli Ebrei sono obbligati a dimenticare tutto ciò per cui ci siamo battuti come popolo lungo tutta la nostra storia.

E questo è un pericolo esistenziale reale per il popolo ebraico. Non c’è modo di trasmettere a future generazioni un Ebraismo il cui messaggio sembri primitivo, tribale, sciovinistico, insensibile ai bisogni degli altri, dal cuore freddo, mancante di uno spirito di generosità e amore. Pochi sceglieranno di rimanere a far parte di una tale specie di popolo ebraico.

D’altra parte, ci importa ciò che Israele sta facendo al popolo palestinese, e respingiamo il suo approccio militarista, sia in base a principi umanistici universali, sia a causa del nostro impegno per i diritti umani.

Per questo è così importante che noi diventiamo una Testimonianza Profetica della possibilità di un’altra logica nel mondo rispetto alla logica della paura dell’Altro, del dominio sugli altri, e di quella specie di impotenza depressa che induce molti Ebrei e molti Americani a dire: “la pace è impossibile, per cui me ne starò tranquillo mentre Ariel Sharon fa il suo lavoro”. Noi alla Tikkun Community rappresentiamo la voce di coloro che sono impegnati per un mondo basato sulla dolcezza e la gentilezza, sulla solidarietà e la giustizia economica, sulla pace e sul riconoscimento dello Spirito di Dio in ogni persona.

E questi ideali conducono alla necessità di un’azione concreta. Quel momento è giunto. E’ necessario che ci alziamo in piedi e diciamo chiaro e forte che non permetteremo alla pazzia mediorientale di continuare senza dissociarci pubblicamente da essa. Ecco le nostre richieste fondamentali:

Ponete fine all’occupazione. Riconoscete che le due parti hanno torto e che le due parti sono responsabili del disastro attuale. Ponete fina alla violenza da entrambe le parti, perché il terrore è sconvolgente e deve finire e l’occupazione è sconvolgente e deve finire. Chiediamo che gli Stati Uniti mandino truppe e costituiscano una forza internazionale (possibilmente delle Nazioni Unite) che intervenga, separi e protegga Israele e il Palestinesi gli uni dagli altri. Insistiamo che Israele si ritiri al di qua delle frontiere precedenti il 1967, che i Palestinesi cessino ogni atto di terrorismo, e che negoziati per una composizione del conflitto siano ripresi, basati sul punto in cui erano arrivati a Taba nel gennaio del 2001.

(…)

 

(dalla rivista Tikkun (magazine@... <mailto:magazine@...>) diretta a Rabbi Michael Lerner, presidente della Tikkun Community che predica la “riparazione (tikkun) comica”. Rabbi Learner è autore di diverse opere tra cui Rinnovamento Ebraico: un Cammino di Guarigione e Trasformazione).

 

 

 

 

 

Per chi ha dimenticato, per chi vuol cancellare la memoria storica e per chi non conosce la storia ...

 

Lettera dal… Paradiso, I° posto 2 aprile 1944

(Ignoto, dal giornale clandestino “Il Partigiano Alpino”, anno I, numero 4, agosto 1944)

 

Cara mamma,

non mi sarei mai pensato di doverti ancora questo dispiacere, ma è il destino. Saluto te per l’ultima volta, cugini, padroni, madrina e R.  Saluta pure la mamma di … dicendole che vado con piacere a trovare suo figlio. Per mio volere, sai come devi comportarti con quello che già ti diedi : tu devi ricevere questo colpo con la massima serenità: come pure io ricevo la morte con serenità e orgoglio, per non aver mai fatto male a nessuno, di nessuna specie.

Nella tua mi dicevi che “Iddio aiuta i giusti”; io sono stato giusto e sono aiutato a ricevere questa morte che non mi spetta (pazienza).

Vengo fucilato questa mattina, e sono contento perché in Italia  verrà la distruzione: così io sarò  già a posto e non avrò più da vedere  queste cose che verranno troppo brutte.

Ricevi con serenità e forza tutte queste cose perché tu devi ancora vivere a lungo ed io ti guarderò dal cielo.

Fammi trasportare nel cimitero di B. (questa è la mia ultima volontà).

Ricevi dal mio grande affetto forti abbracci e caldi baci.

 

 

Digiuno totale dai prodotti delle multinazionali senza scrupoli

Per la salvaguardia del creato

 

Si segnala anche in questo numero i nomi delle multinazionali che a vario titolo si sono rese responsabili di gravi comportamenti criminali contro l’umanità e il creato.

Si invitano le lettrici e i lettori di Orientamenti ecumenici a non acquistare i prodotti  delle marche qui elencate e a sconsigliarne l’acquisto ad amici e conoscenti.

(dati e citazioni estratte dal dossier “tolleranza zero” di “Tempi di fraternità”)

 

 

Il gruppo Unilever NV, Weena 455, Rotterdam, Zuid Holland 3012 AL, Olanda con i suoi marchi Foglia d’oro, Gradina, Maya, Rama, Bertolli, Olio Dante, San Giorgio, Friol, Findus, Algida, Carte d’Or, Eldorado, Magnum, Tè Lipton

Possiede 76.000 ettari di piantagioni in America Latina e in Africa e propaganda - attraverso pressioni sugli organismi internazionali -  la falsa idea di sviluppo sostenibile che l’ambiente si difende facendo crescere la produzione;   ha scaricato in un fiume statunitense grandi quantità di sostanze inquinanti non trattate o non adeguatamente trattate (condannata per questo in Tribunale), pratica manipolazioni genetiche, atteggiamenti antisindacali, sperimentazioni animali condannate a livello internazionale oltre ad aver subito altre condanne per evasione fiscale e violazioni della legge antitrust.

 

….”Si avvicinano alle casse (del supermercato) due angeliche suorine con un carrello strapieno; mia moglie le coinvolge, chiede se sanno di cosa si tratta, non sanno niente, non boicottano nulla, nessuno le ha mai informate, comprano tutto a occhi chiusi, come pecore senza pastore. La guardano diffidenti: “Noi non ci occupiamo di politica”. In effetti se ne vanno con un carrello pieno di politica”…è quello di una parte significativa della c.d. civiltà cristiana occidentale.

 

 

Consigli per la lettura dalla Claudiana

(sul sito http://www.claudiana.it è disponibile, nella sezione download, l'edizione 2002 del Catalogo Generale in formato PDF (visualizzabile con Acrobat Reader).

 

L’IDENTITÀ EBRAICA DI GESÙ

 

L’ebraicità di Gesù, a cura di James H. Charlesworth

pp. 328 (più pp. 16 di ill. f.t.)- 23,50

 

Una raccolta dei migliori contributi sull’ebraicità di Gesù, poiché è ormai ovvio e innegabile che Gesù era un ebreo e che la sua vita e il suo pensiero sono correttamente comprensibili solo all’interno della ricca cultura cosmopolita dei gruppi giudaici del I secolo e.v.

Prefazione di Irvin J.Borowsky e introduzione di James H. Charlesworth.

Saggi di:

Harvey Cox, Rabbi Yeshua Ben Yoseph: riflessioni sull’ebraicità di Gesù e il dialogo interreligioso

James H. Charlesworth, Come si sono imposti lo studio delle origini del cristianesimo e la “ricerca di Gesù”

John P. Meier, Riflessioni sull’odierna “ricerca sul Gesù storico”

Geza Vermes, Gesù l’ebreo.

Daniel J. Harrington, s.j., L’ebraicità di Gesù: alcuni problemi di metodo

David Flusser, Gesù, la sua genealogia e il comandamento dell’amore

James H. Charlesworth, Gesù, la letteratura del proto-giudaismo e l’archeologia

Alan F. Segal, Gesù, l’ebreo rivoluzionario

Ellis Rivkin, Che cosa crocifisse Gesù?

Hans Küng, Cristianesimo e giudaismo

 

  • I massimi esperti dell’ebraicità di Gesù
  • Gesù e il giudaismo del I secolo e.v.
  • Gesù: rivoluzionario, profeta, esseno o fariseo…, sicuramente ebreo.

 

Per scaricare l’immagine di copertina: http://www.claudiana.it/copertine/88-7016-397-hires.jpg

 

 

IL CONTESTO STORICO DEL TEMPO DI GESÙ SECONDO UN EBREO CITTADINO ROMANO

 

Steve Mason, Giuseppe Flavio e il Nuovo Testamento

pp. 279 - 19,62 (Anno di uscita: 2001)

 

L’opera di Giuseppe - storico ebreo cui Vespasiano concesse la cittadinanza romana e il nome Flavio - ha sempre rappresentato uno strumento indispensabile per la ricostruizione della storia delle origini cristiane e dell’ambiente del Nuovo Testamento. Giuseppe Flavio fornisce infatti notizie di prima mano sulla famiglia di Erode, sul Tempio, su farisei, sadducei ed esseni, menziona Giacomo, Giovanni Battista e lo stesso Gesù.

Se si può legittimamente sostenere che – eccettuato il Nuovo Testamento – la sua opera ci abbia aiutato a comprendere il mondo di Gesù e degli apostoli più di qualsiasi altro documento del mondo antico, non va dimenticato che nel corso della storia è stata letta in chiave strumentale – spesso anti-ebraica – da diversi autori cristiani. Il libro di Mason ci consente invece di riscoprire un autore che, pur aperto a Roma, restava profondamente inserito nella cultura ebraica e che, lungi da svalutare la propria fede e il proprio popolo, desiderava viceversa farli conoscere, mostrandone dignità e valore, a un pubblico di formazione culturale greco-romana.

 

  • La storia del tempo di Cristo secondo un ebreo diventato cittadino romano
  • Il contributo fondamentale di un grande storico radicato nella cultura ebraica e aperto al contempo alla cultura romana
  • Il Nuovo Testamento e l’opera di Giuseppe Flavio

 

 

ARCHELOGIA DEL MONDO BIBLICO

 

Immagini del mondo biblico. Scoperte archeologiche e luoghi storici, a cura di Caroline Mason e Pat Alexander. Note archeologiche di Alan Millard.

 

pp. 192 - 26,86 (Volume illustrato; Anno di uscita: 1991)

 

Il volume riunisce circa 300 fotografie a colori provenienti da diverse raccolte che, oltre a essere una festa per gli occhi, si rivelano utilissimo strumento per avvicinarsi a località, scoperte e reperti archeologici che hanno diretta rilevanza per un’autentica comprensione della Bibbia.

Il volume è articolato in dodici sezioni ordinate cronologicamente che coprono circa 2000 anni di storia biblica, dal tempo di Abramo alla diffusione della chiesa cristiana nel I secolo e.v.

Le didascalie correlate alle immagini forniscono informazioni essenziali, spesso integrate – laddove compare un asterisco – da dettagliate note archeologiche raccolte nelle pagine finali del volume.

Un affascinante viaggio nel tempo che illustra l’intreccio inestricabile tra testo biblico e dato storico, archeologico, geografico ed etnologico.

 

  • Una documentazione illustrata del mondo della Bibbia
  • Per chi ama l’archeologia, la storia biblica e i paesi del Medio Oriente
  • Mappe, luoghi e reperti

 

Notizie da ENI- Ginevra

 

Pour le président de la Conférence épiscopale péruvienne, les chefs des mouvements de guérillas ont tourné le dos au terrorisme 

 

Lima, le 28 mars (ENI) - Pour le président de la Conférence épiscopale du Pérou, il semble impossible que les leaders des mouvements de guérillas, aujourd'hui emprisonnés, soient impliqués dans l'attentat à la bombe perpétré à Lima peu avant l'arrivée du président américain George Bush.   

 

Carl McIntire, bien connu pour son combat contre le mouvement oecuménique, est mort à l'âge de 95 ans  

 

New York, le 28 mars (ENI) - Le prédicateur fondamentaliste Carl McIntire, bien connu pour sa fougue, son franc-parler et ses critiques à l'encontre du mouvement oecuménique, s'est éteint  le 19 mars, à l'âge de 95 ans.

 

Des Eglises des Etats-Unis soutiennent la résolution des Nations Unies qui préconise la création d'un Etat palestinien  

 

New York, le 2 avril (ENI) - Plusieurs Eglises et groupes religieux des Etats-Unis approuvent la résolution des Nations Unies qui préconise la création d'un Etat palestinien. Cette coalition oecuménique de 16 membres - Les Eglises pour la paix au Moyen-Orient - souligne que la résolution, rédigée par les Etats-Unis, représente une avancée vers le règlement du conflit israélo-palestinien. Mais elle avertit aussi que la résolution serait vaine sans des pressions internationales pour la reprise de négociations de paix.

 

Des représentants religieux s'unissent pour construire "une Europe harmonieuse"  

 

Oxford, le 3 avril (ENI) - Des représentants des religions chrétienne, juive et musulmane viennent de mettre sur pied un conseil interreligieux en vue de promouvoir la paix et la collaboration entre les communautés religieuses.  

 

Dans Bethléem occupée, la basilique de la Nativité se trouve au centre des combats 

 

Jérusalem, le 3 avril (ENI) - Environ une centaine de militants et de policiers palestiniens, ainsi que des civils, se sont réfugiés dans la basilique de la Nativité à Bethléem, construite sur le site où l'on dit que Jésus est né. Les Palestiniens se sont retranchés dans la basilique pour échapper au soldats israéliens, qui ont lancé une offensive contre Bethléem et d'autres villes de Cisjordanie.

Des responsables religieux des Etats-Unis demandent au président Bush d'intervenir pour faire cesser les violences au Moyen-Orient  

 

New York et Genève, le 4 avril (ENI) - Plusieurs responsables d'Eglise des Etats-Unis ont appelé le président George Bush à déléguer le secrétaire d'Etat Colin Powell au Moyen-Orient afin d'essayer de négocier un cessez-le-feu dans la région. 

 

Le cardinal Ratzinger espère que le prochain pape viendra de l'Afrique 

 

Rome, le 4 avril  (ENI) - L'un des cardinaux catholiques romains les plus influents, le cardinal Joseph Ratzinger, a exprimé l'espoir que le prochain pape sera africain, et cette déclaration ouvre de nouveau le débat sur le conclave et aussi sur l'état de santé de Jean-Paul II et une éventuelle démission.

 

Un évêque anglican zimbabwéen est frappé d'interdiction de visite aux Etats-Unis 

 

Harare, le 5 avril (ENI) - Le nom de l'évêque anglican de Harare, Nolbert Kunonga, figure aujourd'hui sur une liste de Zimbabwéens frappés d'interdiction de visite aux Etats-Unis. L'évêque Kunonga, qui avait dit que Robert Mugabe était plus chrétien que lui-même, rejoint ainsi la vingtaine de proches du président et de partisans du parti politique de celui-ci - l'Union nationale africaine du Zimbabwe - Front patriotique (ZANU-PF) - qui ne sont pas autorisés à entrer aux Etats-Unis en raison de leur soutien à Robert Mugabe, qui figure aussi sur la liste.   

 

Devant la controverse déclenchée par un journal, un archevêque polonais présente sa démission 

 

Varsovie, le 5 avril (ENI) - Le pape Jean-Paul II a accepté la démission d'un archevêque catholique romain polonais après les allégations d'abus sexuels portées contre l'archevêque dans un journal polonais. L'archevêque Juliusz Paetz, de Poznan, qui n'a cessé de proclamer son innocence tout au long de l'affaire, a annoncé qu'il avait demandé au pape de le "libérer" de ses fonctions afin de ramener "l'unité et la paix" dans son diocèse. Le pape a accepté sa demande le 28 mars.

 

Notizie da AdN

 

Sulla crisi mediorientale


Quante parole sono state dette e scritte sulla guerra in atto fra Israele e la Palestina! Quanto dolore e quanta attesa di una soluzione accettabile per tutti! Quante ingiustizie e discorsi fatti! Non vogliamo aggiungere a questi anche i nostri. Desideriamo solo esprimere il nostro dolore per l'escalation della violenza che tante vittime miete, la nostra solidarietà a chi si adopera per trovare soluzioni di pace, la nostra preghiera affinché si realizzi la promessa biblica: "Egli sarà il giudice di molti popoli, sarà l'arbitro di potenti nazioni anche lontane. Trasformeranno le loro spade in aratri e le loro lance in falci. Le nazioni non saranno più in lotta tra loro e cesseranno di prepararsi alla guerra. Ognuno vivrà in pace in mezzo alle sue vigne e sotto i suoi alberi di fico, e nessuno più lo spaventerà. Così ha promesso il Signore dell'universo; poiché la bocca dell'Eterno ha parlato" (Michea 4:3,4).
Dora Bognandi

 

Un medico e l'eutanasia


L'approccio al delicato problema dell'eutanasia impone, a mio parere, estrema cautela perché riguarda la fase più critica della vita umana e chi ne parla, solitamente, non è mai direttamente interessato. È necessario innanzitutto fare alcune premesse: è impossibile inquadrare in una o più categorie di merito situazioni che sono estremamente variabili, perché nessun uomo è uguale; le considerazioni in merito possono solo fornire alcuni elementi per poter valutare meglio la complessità del problema.

L'ambito di pertinenza dell'eutanasia inizia quando la vita diventa invivibile.
Per secoli il termine ha significato porre fine alle sofferenze e alla vita di una persona affetta da una malattia incurabile somministrando pozioni velenose o comunque esercitando un'azione "violenta".

Per il medico cristiano il problema dell'eutanasia così intesa non si pone. Il comandamento "Non uccidere" (Esodo 20:13) fornisce una chiara indicazione comportamentale. Al di là del precetto biblico, esiste, per un medico, il giuramento di Ippocrate che pone al primo posto tra i suoi doveri il "non nuocere" (primum: non nocere).
Negli ultimi 40 anni gli enormi progressi della medicina hanno permesso di prolungare la vita dei malati grazie a tecniche sempre più raffinate, quali la nutrizione parenterale, il sostegno cardio-circolatorio, la dialisi. Questo ha permesso di salvare molte vite tra i pazienti sottoposti ad interventi chirurgici che fino alla prima metà del secolo erano impensabili. Anche per i traumatizzati gravi queste tecniche sono di enorme aiuto. Nell'ambito delle malattie degenerative e tumorali, invece, questa situazione ha creato nuovi problemi perché le possibilità di cura non hanno fatto progressi altrettanto significativi. È facile capire come il prolungamento della durata della malattia comporti il confronto con problemi come il dolore cronico o la comparsa di metastasi, altamente invalidanti.

A questa situazione è legato il concetto recente di "eutanasia passiva", con la domanda che ne consegue: "Fino a quando è lecito agire attivamente con tecniche esterne per mantenere una vita che altrimenti si sarebbe già spenta?".
Per rispondere a questa domanda bisogna prendere in considerazione un concetto che sta diventando in questi anni sempre più importante: la qualità della vita. Mi capita spesso di interrogarmi vedendo pazienti bloccati a letto, immobili da mesi, per i quali lo scorrere del tempo è scandito dalle somministrazioni dell'indispensabile morfina e dal gocciolare delle fleboclisi. Mi chiedo quanto sia lunga una loro giornata e che cosa vorrei per me in quelle condizioni, se avessi la lucidità per ragionare. Assai raramente nella mia ventennale esperienza ospedaliera è capitato che un paziente affrontasse spontaneamente il problema; lo fanno più spesso pazienti affetti da malanni non gravi, con fine quasi scaramantico. Si fa quindi strada il concetto di una medicina che possa garantire il prolungamento della vita, ma solo fino a quando questa sia dignitosa, degna di essere vissuta.

In questo ambito la natura ha qualcosa da insegnarci: solitamente, nel malato neoplastico, uno dei primi sintomi è la mancanza di appetito e, lasciato a sé, il malato si spegne lentamente per le conseguenze dell'anoressia, prima che si manifestino localmente i pesanti segni del male che lo ha colpito. Quando l'alimentazione viene forzata attraverso sonda naso-gastrica o fleboclisi, siccome il tessuto neoplastico ha un elevato metabolismo (cioè consuma molto) succede che a trarre beneficio dal nutrimento, a scapito dell'organismo, sia il tumore.

Questa considerazione deve insegnare a bilanciare, senza squilibri, interventi terapeutici, nutrizionali e analgesia perché ciò che conta veramente non è ritardare il momento della morte biologica, bensì mantenere quanto più a lungo possibile una condizione di vita accettabile (termine, peraltro, estremamente soggettivo).
Nei paesi del nord Europa gli oppioidi (morfina e derivati) sono ampiamente utilizzati per lenire il dolore cronico nei malati terminali, migliorando così significativamente la qualità della vita. Nell'ambito della nostra società di estrazione cattolica, il dolore è stato storicamente vissuto come forma di espiazione. In Italia questa mentalità ha condizionato la legislazione e l'utilizzo di queste sostanze è stato finora inibito, soprattutto nei pazienti non ospedalizzati, da una normativa a mio parere inutilmente severa… Molte domande rimangono comunque senza risposta e l'argomento non è di quelli che tranquillizzano le coscienze.
Umiltà, profondo rispetto per la sacralità della vita e rigorosa osservanza della regola d'oro, "Tutte le cose dunque che voi volete che gli uomini vi facciano, fatele anche voi a loro" (Matteo 7:12), sono le premesse basilari che a mio parere devono guidare il medico cristiano nella valutazione del proprio comportamento di fronte ad un malato terminale.


Mauro Tassan

 

Da Le Monde Diplomatique

 

 

La paix maintenant

           par Ignacio Ramonet

           http://www.monde-diplomatique.fr/2002/04/RAMONET/

 

 

       _______________________________________________________

       A lire, dans ce numéro :

 

 

 

       ITALIE

 

C'est la plus grande manifestation en Italie depuis la  seconde guerre mondiale : deux millions de personnes ont envahi Rome, le 23 mars, pour dénoncer le terrorisme assassin du conseiller Marco Biagi, et protester contre la politique de gouvernement Berlusconi, aux affaires depuis



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