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La chiesa ortodossa russa si esprime contro la guerra in Iraq   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #36 di 289 |
Parola per venerdì 12 aprile 2002

Non dire:
"Sono un ragazzo,"
perché tu andrai da tutti coloro ai quali ti manderò
e dirai tutto ciò che ti comanderò."
Geremia 1:7

Paolo scrisse:
"Infatti, se io predico l'evangelo,
non ho nulla da gloriarmi,
poiché è una necessità che mi è imposta;
e guai a me se non predico l'evangelo!"
1 Corinzi 9:16

Esiste sul sito www.losung.de la possibilità di scaricare gratuitamente, in
tutte le principali lingue, alcuni programmi che riproducono sul vostro
schermo del Personal Computer i passi tratti sia dal Antico Testamento che
dal Nuovo, scelti dalla comunità evangelica ecumenica dei Fratelli Moravi di
Herrnhut (Germania)
Si calcola che circa 1,8 milione di persone ogni giorno in tutto il mondo ne
fanno una regolare lettura quotidiana, che fortifica la propria Fede.

Da ENI- Ginevra

Des responsables de l'Eglise orthodoxe russe sont opposés à une intervention
militaire contre l'Irak

Moscou, le 11 avril (ENI) - Alors que se multiplient les articles de presse
selon lesquels les Etats-Unis envisageraient une action militaire contre
l'Irak, un représentant de l'Eglise orthodoxe russe, qui vient d'effectuer
une visite sans précédent dans ce pays, a mis en garde contre une telle
intervention.

Mise en garde des Eglises philippines contre le renforcement de la présence
militaire des Etats-Unis

Manille, le 10 avril (ENI) - Des responsables des Eglises ont condamné le
projet de renforcement de la présence militaire américaine aux Philippines.
Pour les responsables d'Eglise philippins, l'escalade de la guerre engagée
par les Etats-Unis contre le terrorisme peut entraîner l'aggravation des
tensions entre musulmans et chrétiens, et l'érosion de la souveraineté
philippine.

Un évêque anglican se prononce en faveur d'un assouplissement de la loi
contre l'usage du cannabis

Londres, le 10 avril (ENI) - L'évêque John Oliver, de l'Eglise d'Angleterre,
vient d'apporter sa voix au mouvement qui réclame un assouplissement de la
loi sur l'usage du cannabis. Pour l'évêque Oliver, la loi contre l'usage du
cannabis est devenu inapplicable, et les énergies de la police seraient
mieux exploitées si elles étaient employées dans la lutte contre les
drogues dures.

-------------------

Un contributo alla riflessione sulla salvaguardia del creato, in difesa
degli animali.

Sermone su Genesi 9,8-17: Poi Dio parlò a Noè e ai suoi figli con lui
dicendo: "Quanto a me, ecco, stabilisco il mio patto con voi, con i vostri
discendenti dopo di voi e con tutti gli esseri viventi che sono con voi:
uccelli, bestiame e tutti gli animali della terra con voi; da tutti quelli
che sono usciti dall'arca, a tutti gli animali della terra. Io stabilisco
il mio patto con voi; nessun essere vivente sarà piú sterminato dalle acque
del diluvio e non ci sarà piú diluvio per distruggere la terra". Dio disse:
"Ecco il segno del patto che io faccio tra me e voi e tutti gli esseri
viventi che sono con voi, per tutte le generazioni future. Io pongo il mio
arco nella nuvola e servirà di segno del patto fra me e la terra. Avverrà
che quando avrò raccolto delle nuvole al di sopra della terra, l'arco
apparirà nelle nuvole; io mi ricorderò del mio patto fra me e voi e ogni
essere vivente di ogni specie, e le acque non diventeranno piú un diluvio
per distruggere ogni essere vivente. L'arco dunque sarà nelle nuvole e io lo
guarderò per ricordarmi del patto perpetuo fra Dio e ogni essere vivente, di
qualunque specie che è sulla terra". Dio disse a Noè: "Questo è il segno del
patto che io ho stabilito fra me e ogni essere vivente che è sulla terra"
Traduzione: Nuova Riveduta

Cara Comunità di Muralto,
il premio Nobel per la pace Albert Schweitzer nell'opera "Dalla mia infanzia
e giovinezza" ci ricordava in particolar modo quanto abbia sofferto perché i
poveri animali sono esposti a così gravi dolori e indigenze. La vista di un
vecchio cavallo zoppicante, che si tirava dietro un uomo, mentre un altro lo
tempestava di bastonate - lo stavano tra l'altro portando al macello - lo
aveva colpito per intere settimane.
Schweitzer aggiungeva: "veramente mi sembrava inconcepibile fin dai tempi
della scuola, che dovevo dire le preghiere serali solamente per gli uomini.
Perciò, quando mia madre diceva le preghiere serali con me e mi dava il
bacio della buona notte, io aggiungevo silenziosamente una mia speciale
preghiera per tutti gli esseri viventi. La mia preghiera diceva: Oh amabile
Signore! Proteggi e benedici tutto quello che respira; preservalo da tutti i
mali e lascia che dorma tranquillo.
La testimonianza della Bibbia nel libro della Genesi vede gli esseri umani
e gli animali creati nel quinto giorno (pesci e volatili) e nel sesto giorno
(tutti gli altri) in stretta comunione con gli esseri umani. VICINI GLI UNI
AGLI ALTRI sebbene l'uomo e la donna abbiano un ruolo speciale: più
precisamente gli animali formano parte del cosiddetto ambiente umano. Il
loro attuale stato di degradazione a oggetti non trova alcuna
giustificazione scritturale e teologica. Dio creò essi semmai come un aiuto
per l'umanità. Adamo fu inviato ad attribuire loro un nome: essi entrarono
così in una relazione del tutto particolare con l'uomo. All'uomo non fu
infatti chiesto da Dio di dare un nome a tutto ciò che fu creato ma tale
compito fu limitato ai soli animali. E in qualsiasi modo l'uomo chiamò
l'animale, quello divenne il loro nome. E tutti da allora fecero parte di
una sola comunità, quella delle creature di Dio. Dio li benedisse entrambi
infatti. Con gli uomini inoltre ci parlò , a testimonianza del rapporto di
partner di Dio e quindi di corresponsabili anche degli animali. E perfino
quando viene detto che gli animali sono dati in nostro potere, nell'Antico
Testamento gli animali non sono mai visti come sottratti alla cura divina.
Il salmista dice infatti al Salmo 36,6 "O Signore tu soccorri uomini e
bestie": si intende nello stesso modo, precisa la traduzione nuova riveduta
più moderna in uso anglosassone.
E' nel libro di Giobbe (38,39-41) leggiamo: "Sei tu che cacci la preda per
la leonessa, che sazi la fame dei leoncelli, quando si appiattono nelle tane
e si mettono in agguato nella macchia? Chi provvede il pasto al corvo quando
i suoi piccini gridano a Dio e vanno peregrinando senza cibo?".
Troviamo la stessa accentuazione nelle parole di Gesù in Matteo 6,26:
"Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, non mietono, non raccolgono
in granai, e il Padre nostro celeste li nutre". E nel salmo 148 letto
stamani tutte le creature, uomini e animali, lodano Dio.
Nell'ordinamento iniziale divino - a ben vedere - non era nemmeno previsto
il permesso di mangiarne la loro carne, gli animali stessi erano vegetariani
(Gen 1,30) come gli uomini; e quando tale permesso fu accordato da Dio, Egli
limitò all'uomo questa libertà e capacità. Gli animali rimanevano dei
portatori della vita creata da Dio stesso, che rimanevano sotto la sua
protezione.
Il patto che Dio fece con Noè dopo il diluvio non si applica solo a lui e ai
suoi discendenti, ma è scritto: "quanto a me, ecco, io stabilisco il mio
patto con voi, coi vostri discendenti dopo di voi e con tutti gli esseri
viventi che sono con voi: uccelli, bestiame e tutti gli animali della terra
con voi; da tutti quelli che sono usciti dall'arca, a tutti gli animali
della terra" . Gli esseri umani e gli animali sono visti quindi come una
vera grande comunità. Nell'Antico testamento questo stesso spirito di
preoccupazione per gli animali si riflette anche nel quarto comandamento. Il
riposo settimanale si deve estendere infatti anche agli animali. La presenza
degli animali selvatici ci ricorda tra l'altro quanto la nostra vita possa
essere vulnerabile e insicura, e dipendente completamente da Dio. Si
percepisce chiaramente nella creazione come una parte dipende dall'altra e
l'aver messo al centro della stessa l'uomo stia consentendo catastrofi,
disastri ecologici, soppressione delle biodiversità, inutili sofferenze e
violenze a piante e animali. Ci si è dimenticato la comunione della
creazione pensata da Dio. Gesù preferisce non a caso prima della sua
Missione ritirarsi nel deserto per quaranta giorni e stare con le sole
bestie selvatiche. (Mc 1,13).
I profeti prevedono che quando sarebbe giunto il tempo, Dio avrebbe
istituito la pace tra gli animali selvatici e gli esseri umani: Isaia (11,6)
proclamava che "il lupo abiterà con l'agnello, e il leopardo si sdraierà
accanto al capretto; il vitello, il leoncello e il bestiame ingrassato
staranno insieme, e un bambino li condurrà".
Proprio nel periodo post-biblico il bue e l'asino furono introdotti nel
racconto della nascita di Gesù (nel Vangelo dello pseudo Matteo) perché
questi sono gli animali in grado di riconoscere ciò che gli esseri umani
ignorano. Ricordano anch'essi le parole di Isaia (1,3) "Il bue riconosce il
suo possessore, e l'asino la greppia (che è la rastrelliera della stalla ove
si mette il fieno) del suo padrone; ma... il mio popolo non ha
discernimento".
Eppure oggi ci troviamo a fare i conti ad es. col fenomeno della mucca o del
gatto pazzo, risultato di una politica industriale aberrante e senza
scrupoli per la salute delle persone e degli animali; ma anche rivelatrice
di una mentalità strumentale degli animali al di fuori di ogni dimensione
etica. L'antropocentrismo innalza all'inizio di questo nuovo secolo le sue
bandiere di una vittoria sulle manipolazioni genetiche sia umane che
animali, senza accorgersi che ne escono sconfitte non solo il biocentrismo e
la biodiversità naturali ma tutto l'ecosistema, la creazione.
Si noti che le norme descritte minuziosamente nel Talmud sono tutte comunque
ispirate al desiderio di rendere la morte dell'animale il meno possibile
dolorosa e, quando si commette qualche errore nei procedimenti, l'animale
ucciso non è più atto a essere mangiato, proprio per la possibile sofferenza
che ha subito.
Un rispetto per la dignità dell'animale e di riflesso dell'uomo che oggi
stentiamo a verificare: i diritti degli animali possono essere garantiti
solo se rinunciamo ad abusi alimentari nel consumo di carne, imponendoci dei
limiti alle nostre pretese di 84 kg di carne l'anno. Gli animali non sono
prodotti, non hanno solo un valore strumentale come un PC (che è un oggetto)
ma sono soggetti, che hanno persino loro sentimenti. L'etnologo Konrad
Lorenz si spinge a parlare perfino di amore, e ciò per i cani, le
cornacchie, i pappagalli, le oche e le scimmie. E possiamo affermare che
tutti gli animali a loro modo facciano anche l'esperienza di Dio. Il Vangelo
di Luca ci dice che neppure un passero è dimenticato davanti a Dio (Lc
12,6). Dio è infatti presente nelle sofferenza anche di un solo animale.
Gli animali dovrebbero essere quindi trattati non come mezzi ma come fini a
se stessi, con una valore intrinseco che porta ad essi l'estensione sia
della compassione che della giustizia. Insomma il in altre parole occorre il
rispetto al diritto alla vita e al non essere assoggettati a sofferenze
inutili
Fu Basilio il Grande, un padre della chiesa, ad inserire nella preghiera
cristiana motivi di profonda misericordia per la salvezza anche degli
animali e Isacco il Siro precisò che un cuore caritatevole è quello che
brucia d'amore per l'intera creazione, per gli esseri umani, per gli
uccelli, per le bestie e per tutte le creature, riempiendo di lacrime i suoi
occhi per l'immensa compassione che s'impadronisce del cuore.
Il cristiano è chiamato quindi ad essere sempre il prossimo di coloro che si
trovano nel bisogno; non di passare dall'altra parte della strada, come
fecero il sacerdote e il levita della parabola oggi letta, ma di prendersi
cura della vittima abbandonata anche se si tratta di un amico a quattro
zampe, di un uccello, di un pesce o di un invertebrato. Ciò nel tentativo
di avvicinarci maggiormente alla concezione divina della creazione e
lasciando alle nostre spalle gli incubi delle sperimentazioni spesso inutili
da laboratorio, gli abbandoni estivi di cani e gatti, l'esportazione di
animali vivi addirittura dall'Australia (penso alle tante migliaia di pecore
che vengono sterminate dal lungo viaggio nelle stive delle navi!) E' molto
meglio comprare piuttosto carni delle fattorie della zona, che non
utilizzano metodi crudeli di allevamento, evitando le parate di pellicce,
l'uso per divertimento o scommessa di animali e lotte fra di essi, e
l'assurdo impiego didattico di animali ben sostituibile con filmati girati
in ambienti naturali; e che dire poi dell'uso di essi nei circhi o la stessa
caccia. La violenza sotto qualsiasi forma si manifesti annienta sempre chi
la compie. E l'umanità - che aveva attirato su di sé la collera divina del
diluvio - non si sarebbe potuta salvare se non praticando il bene, il
contrario della violenza, custodendo quindi gli animali nell'arca!
Ricordiamo che notte e giorno per lunghi mesi Noè e la sua famiglia
acconsentirono alla sopravvivenza del creato, praticando concretamente il
bene, l'amore, la fede, la pace e l'armonia dentro l'arca. Ogni società che
non si pone come scopo il raggiungimento e il rafforzamento della
solidarietà, della concordia, dell'amore e della pace ma bensì la
concorrenza e la sopraffazione fra individui, popoli, nazioni, creature di
Dio rischia sempre di portare come conclusione al "diluvio", la distruzione
del creato e dell'umanità intera per opera dello stesso uomo. Del resto il
filosofo Kant affermava che il modo di trattare gli animali segnala, come in
uno specchio, la nostra attitudine verso i nostri compagni/e umani/e.
E il patto che Dio stabilì con Noè dopo il diluvio, simboleggiato
dall'arcobaleno, includeva non a caso tutti gli esseri viventi. Noi
attendiamo oggi con impazienza la redenzione di tutta la creazione di cui
parla Paolo al capitolo 8 della lettera ai Romani. Noi aspettiamo in ogni
generazione l'abbraccio di Dio alle sue creature tutte. Quel segno
dell'arcobaleno che si rinnova grazie alla Fedeltà e ALL'AMORE ETERNO di
Dio e a quella manciata di uomini e donne di buona volontà, che sono alla
ricerca di un'etica da vivere nel quotidiano. Ed è con le parole del profeta
Gioele (2,21-22), che osiamo dire:
"Non temere, o terra del paese,
gioisci, rallegrati
Perché il Signore ha fatto grandi cose
Non temete, o animali selvatici,
perché i pascoli del deserto rinverdiscono". Amen.

(Maurizio Benazzi)

Per l'approfondimento teologico sul tema sviluppato oggi si
consiglia la lettura del testo di Charles Birch e Lukas Vischer (docente di
teologia ecumenica all'università di Berna) "Vivere con gli animali", edito
dalla Claudiana, Torino, 1999, pagine 116, Lit. 15.000. Edito da Labor et
Fides di Ginevra si segnala anche "La dignité de l'animal" di Muller Denis e
Poltier Hugues, pagine 460, CHF 42.
Si segnala inoltre il sito della Società Umana degli Stati Uniti (
www.hsus.org <http://www.hsus.org> ) che ha pubblicato per il benessere
degli animali i seguenti principi di compassione e giustizia:
1. E' male uccidere gli animali senza necessità o per
divertimento, o provocare sofferenza e dolore agli animali.
2. E' male non fornire cibo adeguato, alloggio e cure
per gli animali di cui gli uomini si sono assunti le responsabilità.
3. E' male usare gli animali per sperimentazione
medica, didattica o commerciale, o per la ricerca, a meno che non se ne
possa dimostrare l'assoluta necessità e ciò sia fatto senza causare dolore e
sofferenza agli animali.
4. E' male mantenere gli animali che saranno utilizzati
come cibo in modo da causare loro afflizione o negare loro un'opportunità di
svilupparsi e di vivere in condizioni ragionevolmente naturali per loro.
5. E' male per coloro che mangiano carne uccidere gli
animali in qualsiasi modo che non provochi un'incoscienza istantanea. I
metodi impiegati non dovrebbero causare più di un minimo di paura.
6. E' male confinare gli animali per metterli in
mostra, nei recinti o come animali domestici, in condizioni che non siano
per loro comodo o adatte.
7. E' male permettere agli animali domestici di
aumentare di numero in modo tale da giungere alla sovrappopolazione e alla
sofferenza.
...Non si deve poi avere il dubbio a tal proposito su quello che può
fare un piccolo gruppo di cittadini solleciti e impegnati per cambiare il
mondo, con l'aiuto di Dio. In realtà, così sempre sono andate le cose.
Proposta di lettura

La parola a Rigoberta Menchù: premio nobel per la pace
(tratta da "Mi chiamo Rigoberta Menchù" di Elisabeh Burgos, Giunti
Gruppo Editoriale, 1996, pagg 87-88)

Per il raccolto, risultato di un lavoro di tutti quanti , a partire
dalla semina, ... ( vi è) una preghiera collettiva recitata da tutta la
comunità. ... Dice più o meno così: "Consacriamo al tuo culto dieci giorni o
sacra madre terra, perché tu ci autorizzi a lavorarti, perché ci dia da
mangiare e perché ci dia tutto quello che i nostri figli hanno bisogno. Non
intendiamo farti violenza e anzi ti chiediamo questo permesso, perché sei
parte della natura e membro della famiglia dei nostri genitori e dei nostri
nonni". Mi spiego: il sole, per esempio, lo consideriamo nostro nonno, per
dire che fa parte della nostra famiglia, della nostre progenie. "E ti
rispettiamo e ti amiamo e voglia tu amarci come noi ti amiamo".
E' questa una delle preghiere che si rivolgono specificatamente alla
terra. Al sole, poi, si dice: "Cuore del cielo, tu come nostro padre devi
spandere il tuo calore, la tua luce sui nostri animali, sul nostro mais, sui
nostri fagioli, sulle nostre erbe, perché possano crescere e i tuoi figli
mangiare".
Si fa riferimento anche al calore del sole, dato che il fuoco ha per
noi un notevole significato. Perché è a questo modo che devono vivere i
nostri figli, essere come una luce che illumina, generosi. Per noi infatti
il fuoco significa calore e grande generosità. Significa un cuore vasto.
Significa anche vigore, forza che dà la vita. Perciò quando si menziona il
colore del sole è come far riferimento a tutti gli elementi della nostra
vita. Noi preghiamo il sole come un intermediario che porti al Dio unico la
richiesta che noi, suoi figli, non si arrivi mai a violare i diritti
fondamentali degli altri esseri che vivono intorno a noi. E questa richiesta
viene poi ripetuta e rafforzata dicendo che noi uomini, come figli
dell'unico Dio, dobbiamo rispettare la vita degli alberi, degli uccelli e
degli animali. Vengono menzionati i nomi di tutti gli uccelli o degli
animali, le vacche, i cavalli, i cani, i gatti. Ognuno ha la sua menzione.
Dobbiamo rispettare la vita di ciascuno di loro. ... Dobbiamo rispettare il
Dio unico.






Gio 11 Apr 2002 9:05 pm

mauriziobenazzi
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Inoltra Messaggio #36 di 289 |
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Parola per venerdì 12 aprile 2002 Non dire: "Sono un ragazzo," perché tu andrai da tutti coloro ai quali ti manderò e dirai tutto ciò che ti comanderò." ...
Maurizio Benazzi
mauriziobenazzi
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11 Apr 2002
9:36 pm
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