Parola per giovedì 18 aprile 2002
Ti benedirò finché io vivo
e nel tuo nome alzerò le mie mani.
Salmo 63:4
Ringraziate con gioia il Padre
che ci ha fatti degni
di partecipare alla sorte dei santi
nella luce.
Colossesi 1:12
Un grande ringraziamento di tutto cuore alla cara Maria Antonietta per
l'ottimo lavoro di lettura e di sintesi effettuato in queste settimane! E'
riuscita in un numero minimo di righe a trasmetterci la ricchezza di
contenuti del testo "Gioia di credere" edito dalla Claudiana. Speriamo di
leggerla presto anche su un testo di Padre Davide Turoldo o su un libro di
confronto fra la figura di Gesù e quella di Maometto... ma forse Le stiamo
chiedendo veramente molto. Oggi, 18 aprile 2002 ricordiamoci nelle nostre
preghiere quotidiane di Maria Antonietta. E' anche un modo per dire grazie
al SIGNORE dei doni preziosi ricevuti.
Maurizio
PS: fra gli ultimi iscritti vorrei segnalare e dare il benvenuto al
responsabile della Rete GLAM della FCEI, alcuni evangelici della Liguria ma
non solo, un seminarista di Milano, due gesuiti, Manuela, Ornella, un
cattolico "contro i no global", Federico,... Si informa infine che il
lavoro per la costituzione di un NG ecumenico moderato da laici (un
protestante e un cattolico), aperto al confronto con l'ebraismo e l'islam
(unico in Italia) ha superato la fase iniziale dell'accordo sui contenuti
del manifesto e sta procedendo a livello attuativo. Ben presto verranno
diffuse ampie informazioni in merito e si richiederà la collaborazione di
tutti i lettori di Orientamenti Ecumenici per l'adesione telematica alla
proposta presso l'Ente preposto.
Cari amici,
L'ultimo capitolo del libro che stiamo leggendo ci parla di quale deve
essere l'azione del cristiano.
Un atto non è mai "cristiano" in se stesso; non si possono separare le
direttive pratiche della fede dal rapporto di fede che sta alla loro base:un
atto diventa cristiano solo se una persona con questo suo comportamento
esprime la sua riconoscenza,la sua fiducia, il suo amore verso Dio.
Alcuni vedono la vita cristiana come un'esistenza rigidamente regolamentata
da norme e prescrizioni,e perciò del tutto priva di libertà.In realtà è
proprio il contrario: i Dieci Comandamenti non sono un ostacolo, bensì un
aiuto nel cammino verso la libertà, poiché ci permettono di compiere, in
molte situazioni della vita, delle scelte rapide e sensate.Essi limitano
certo la libertà individuale, ma lo fanno con lo scopo di proteggere la
libertà del maggior numero possibile di persone.
Le norme bibliche, inoltre, hanno dei limiti:1) la pura e semplice
osservanza delle regole non ci rende automaticamente buoni; 2)le norme sono
spesso legate al loro tempo, mentre ora sono diversi gli ambiti di
utilizzazione delle stesse; 3) per molte valide decisioni pratiche non
abbiamo necessariamente bisogno della Bibbia,che ricorda agli uomini ciò che
è buono e richiesto, più di quanto non li ammaestri su questo;4) le norme
semplici non sono sempre applicabili a situazioni complesse; 5) molte norme
della Bibbia non soddisfano più il criterio dell'umanità. In sintesi non
possiamo immaginarci la Bibbia e le sue norme come una carta topografica,che
ci indica ad ogni passo la via da seguire; essa ci fornisce piuttosto una
bussola, che ci dà l'orientamento.
La domanda cruciale per i cristiani è :come posso riprodurre in questo mondo
l'amore di Dio che ho sperimentato? Gesù non ha portato una nuova morale, ma
una maturazione nella fiducia, che ci insegna a vivere dall'interno ciò che
nessuna morale esteriore riesce a risvegliare in noi: amore, libertà,
fiducia.
Da che cosa si può riconoscere il cristiano? Ecco alcuni punti fondamentali:
1) si riconosce il cristiano da come si comporta verso gli idoli della
nostra società, la proprietà, il prestigio, il potere;
2)il cristiano si riconosce dal fatto che parla spesso del suo Dio;
3)il cristiano non prende più decisioni da solo, ma vi coinvolge Dio;
4)il cristiano impara a condividere le passioni di Dio, per la verità, per i
deboli e gli emarginati, per la comunità;
5)il cristiano è cosciente di essere peccatore;
6) il cristiano è accompagnato da una gioia profonda,mai conosciuta
prima,che è legata alla pace duratura che l'essere umano trova nel suo
rapporto con Dio,indipendentemente dalle circostanze esteriori della vita.
Il tutto si potrebbe sintetizzare con le parole di Agostino:"Ama, e fa ciò
che vuoi".Questa affermazione apre davanti a noi una libertà che mozza il
fiato.Alcuni sono messi in tentazione da questa libertà, altri ne sono
sopraffatti..Eppure, "Colui che ci ama più di se stesso" si aspetta da noi
che la viviamo,e ci crede capaci di farlo.
SPUNTI DI RIFLESSIONE:
Scriviamo una lettera a noi stessi,con le nostre riflessioni e i nostri
propositi,scaturiti da questa lettura, mettiamola in busta e affranchiamola,
e preghiamo un amico di spedircela fra qualche mese, o fra un anno: sarà
interessante ricevere un messaggio dal proprio passato come viatico verso il
futuro.