Salmo della settimana: 23
Salmo di Davide.
Il SIGNORE è il mio pastore: nulla mi manca.
Egli mi fa riposare in verdeggianti pascoli,
mi guida lungo le acque calme.
Egli mi ristora l'anima,
mi conduce per sentieri di giustizia,
per amore del suo nome.
Quand'anche camminassi nella valle dell'ombra della morte,
io non temerei alcun male, perché tu sei con me;
il tuo bastone e la tua verga mi danno sicurezza.
Per me tu imbandisci la tavola,
sotto gli occhi dei miei nemici;
cospargi di olio il mio capo;
la mia coppa trabocca.
Certo, beni e bontà m'accompagneranno
tutti i giorni della mia vita;
e io abiterò nella casa del SIGNORE
per lunghi giorni.
I contenuti e i toni dell'Osservatore Romano di queste ultime settimane
sulle vicende del Medio Oriente sono assai imbarazzanti per chi è impegnato
nel dialogo ecumenico, e soprattutto per chi sta seguendo - come me - con
vivo interesse i lavori della Pontificia commissione biblica, pubblicati in
data 1 marzo 2002 sul nr. 898 de "Il Regno".
Si ha quasi l'impressione che il ripudio di ogni forma di d'antisemitismo e
antigiudaismo, la ricerca di "un atteggiamento di rispetto, di stima e di
amore per il popolo ebraico" quale "solo atteggiamento veramente cristiano"
siano indicazioni destinate solo ad una stretta cerchia di studiosi ma non
all'ecumene della Chiesa di Roma.
Se così fosse, sarebbe veramente preoccupante... E non si tratterebbe più di
solo di imbarazzo, almeno per chi scrive.
M.B.
Un punto di vista
CHIESE, ISRAELE E PALESTINA
di Fulvio Ferrario (da NEV)
Pastore valdese a Milano e docente alla Facoltà Valdese di Teologia in Roma
(L'articolo appare sul numero corrente di Riforma, settimanale evangelico)
Il compito delle chiese di fronte al sangue che scorre in Palestina e in
Israele non è la proposta politica. Ce ne sono già tante e anche se la loro
qualità (che significa anche efficacia) è palesemente insufficiente, non
saremo noi a trovare la pietra filosofale. D'altra parte il puro e semplice
invito alla preghiera rischia di essere ambiguo: in una situazione del
genere, nella quale nessuno ha le carte in regola per invitare nessuno a
fare alcunché, il rischio di sciacquarsi la bocca con il nome di Dio è tutt'
altro che remoto. Il contributo che forse possiamo offrire consiste nell'
evidenziare che cosa qui, nel nostro paese, possiamo e dobbiamo non dire e
non fare, in nome del senso di responsabilità, della memoria storica e del
nostro rapporto di cristiani con il popolo di Israele, che significa anche
con la terra che esso considera sua.
Io non so se sia vero che la politica del governo Sharon venga
strumentalizzata da chi vuole rilanciare l'antisemitismo: è sicuro, però,
che essa viene strumentalizzata da quanti, nell'opinione pubblica
occidentale, di sinistra ma non solo, non hanno mai digerito l'esistenza
dello stato di Israele. Chi nega il persistere di un'ambiguità profonda su
questo punto non dice la verità. Io non so se sia vero che la politica del
governo Sharon miri alla liquidazione della prospettiva di uno stato
palestinese, benché tutto deponga in tale direzione: è sicuro, però, che si
tratta di una strategia scellerata, non priva di una logica anch'essa
terroristica, tesa a intimidire anche l'Occidente. La solidarietà con la
politica del governo israeliano, in questo momento, è impossibile. Io non so
se Arafat sia il mandante del terrorismo palestinese: è sicuro, però, che
non è minimamente in grado di stroncarlo (ammesso e non concesso che lo
voglia) e che la sua politica è sempre stata molto ambigua. Chi ne fa un
eroe della pace (la causa palestinese ha un'infinità di ragioni dalla sua,
ma nell'insieme non è mai stata sostenuta mediante il pacifismo: il solo
fatto di doverlo ricordare è grottesco) non contribuisce al dialogo, né in
Medio Oriente né tra noi. Io non so se sia vero che il terrorismo
palestinese metta a rischio l'esistenza di Israele: è sicuro, però, che
milioni di persone sono quotidianamente minacciate e nessuno ha il diritto
di tenere lezioni sulla gestione della paura, le chiese meno di altri.
È necessario inoltre denunciare che troppo spesso, nelle polemiche nostrane,
si discute della tragedia in Israele-Palestina per parlare d'altro. Si
predicano i diritti del popolo palestinese sfogando con ciò il risentimento
antisraeliano; lacrime che si pretendono appassionate sulle vittime del
terrorismo palestinese sono frequentemente il prologo rituale a squallide
tirate sul «pensiero unico» filoarabo della sinistra, magari da parte di ex
fascisti che non hanno mai fatto i conti con il passato, quello sì
antisemita e assassino, della loro parte politica. E se si protesta contro l
'assedio dei carri armati a chiese e conventi, io non voglio obiettare: chi
lo fa deve però ricordare, almeno dentro di sé, che mentre le sinagoghe
bruciavano le chiese tacevano. Non è vero che non c'entra. Se non siamo in
grado di dare un contributo alla pace, cerchiamo almeno di creare le
condizioni per un silenzio che manifesti un accenno di comprensione dello
spessore del dramma.
Le notizie
PRESENTATA A ROMA LA NUOVA TRADUZIONE FRANCESE DELLA BIBBIA
Vi hanno lavorato circa cinquanta scrittori, romanzieri, poeti francofoni
Roma (NEV), 17 aprile 2002 - Dopo sei anni di intenso lavoro la casa
editrice francese Editions Bayard ha finalmente realizzato un progetto
davvero ambizioso: la Bibbia vista ed interpretata dagli scrittori. Una
cinquantina in tutto, gli scrittori, romanzieri, poeti francofoni tra i più
illustri del nostro tempo, e non necessariamente credenti, ai quali è stato
affidato il compito di trasposizione linguistica e letteraria delle Sacre
Scritture. A garantirne il rigore scientifico c'è stato l'affiancamento ad
ognuno dei "traduttori" di un esegeta, sia esso cattolico, protestante o
ebreo.
In Francia "La Bible - Nouvelle Traduction" si è rivelato essere l'evento
editoriale del momento: dal disegno grafico avvincente è stata apprezzata in
Francia da un larghissimo pubblico. I suoi testi - con quel tocco così
immediato e accessibile - sono addirittura messi in scena nei teatri
parigini.
In Italia l'operazione editoriale è stata presentata l'11 aprile scorso al
Centro Culturale San Luigi dei Francesi di Roma, alla presenza del direttore
delle edizioni Bayard Frédéric Boyer (egli stesso traduttore delle Epistole
di Paolo), e di tre scrittori che hanno partecipato al progetto: Florence
Delay, membro dell'Accademia Francese; Jean Echenoz, vincitore del Premio
letterario Goncourt 1999; Anne Dufourmantelle, filosofo. Il dibattito è
stato animato dall'intervento di don Carlo Buzzetti, docente della
Pontificia Università Salesiana. Ha fatto da introduzione al dibattito un
film del regista Abraham Ségal, prodotto dalla rubrica televisiva "Presence
Protestante" di France2. (nev/gc)
(La Bible - Nouvelle Traduction, Paris, Ed. Bayard, 2001, pp. 3186, 49,46
Euro)
(NEV/ENI) - Ancora grandi preoccupazioni in India per la situazione nella
regione del Gujarat, dove violenze e soprusi contro le minoranze religiose,
musulmani e cristiani, sono all'ordine del giorno. Secondo il segretario
generale del Consiglio nazionale delle chiese (NCCI), Ipe Joseph, le
violenze (700 morti in marzo) non sono contrastate con la necessaria energia
da parte del governo locale ed è urgente un intervento da parte dell'
autorità nazionale. Il NCCI (29 chiese protestanti ed ortodosse) ha chiesto
ufficialmente al Primo Ministro Atal Behari Vajpayee di pronunciarsi in
merito.
FASSINO (DS) INCONTRA RAPPRESENTANTI DELLE CHIESE EVANGELICHE ITALIANE
Promuovere in Italia una cultura laica e pluralista, rilanciare programmi di
solidarietà sociale
Roma (NEV), 17 aprile 2002 - Promuovere in Italia una cultura laica e
pluralista, accrescere azioni di solidarietà sociale contro il rischio dell'
isolamento e della solitudine: queste le priorità individuate in un
colloquio avvenuto il 10 aprile fra il segretario dei DS Piero Fassino e
alcuni esponenti delle chiese evangeliche italiane, presso la sede della
Tavola valdese a Roma.
All'incontro con il segretario dei DS hanno preso parte il moderatore della
Tavola valdese, pastore Gianni Genre, la vice moderatora, pastora Maria
Bonafede, il presidente dell'Opera per le chiese metodiste, pastore Valdo
Benecchi, e Domenico Maselli, pastore a Lucca e già deputato DS. "Oggi
viviamo il rischio che la solitudine diventi uno dei tratti distintivi della
società - ha detto Fassino durante l'incontro -: noi vogliamo lavorare per
una società di cittadini, rilanciando programmi che assicurino solidarietà e
socialità, nell'ambito del welfare, del lavoro, della scuola".
Da anni le chiese evangeliche italiane - ha sottolineato il moderatore della
Tavola valdese Gianni Genre - sono impegnate su vari fronti, che vanno dal
pluralismo nell'informazione, alla scuola, all'immigrazione. "Siamo
preoccupati in particolare per la sorte della scuola pubblica - ha detto -
che sta subendo un progressivo disarmo non solo a causa delle recenti
iniziative del governo, ma anche a causa della politica del precedente
governo di centro-sinistra. Ci preoccupiamo per la tendenza a favorire e
premiare scuole confessionali piuttosto che la scuola pubblica e laica".
Proprio il tema della laicità sta particolarmente a cuore agli evangelici
italiani, ha detto la vice moderatora della Tavola valdese Maria Bonafede.
"Come chiese evangeliche cerchiamo di essere fonte di aggregazione, ma con
una grande libertà e pluralità, e preservando confini precisi fra chiese e
stato italiano. La laicità è per noi un tema fondamentale - ha aggiunto -
premessa per affrontare correttamente tutte le questioni che riguardano la
collettività".
Fra queste, ha ricordato il presidente dell'Opera per le chiese metodiste
Valdo Benecchi, c'è anche la grande questione del futuro dell'Europa. Sulla
nota polemica suscitata dalla Chiesa cattolica circa le "radici cristiane
dell'Europa", ha detto, l'opinione degli evangelici è ancora una volta
improntata ad un principio di laicità, per riconoscere la pluralità e non l'
univocità delle radici spirituali dell'Europa. Il segretario DS Fassino ha
infine richiamato altri temi di interesse collettivo su cui non dovrà
mancare la voce della significativa minoranza religiosa degli evangelici
italiani: le questioni che riguardano la vita e la morte, come l'eutanasia,
la fecondazione assistita, la clonazione.
Una valutazione positiva dell'incontro è stata espressa dal moderatore
Gianni Genre: "Ci ha colpito in particolare la disponibilità all'ascolto, e
l'interesse a capire che cosa pensano e fanno le diverse componenti della
società del nostro paese. L'incontro è stato un significativo riconoscime
ARGENTINA. CHIESE CRISTIANE: RESISTERE AL MODELLO EGEMONICO DEL LIBERO
MERCATO
A Buenos Aires una consultazione delle Chiese cristiane sulla crisi del
paese
Roma (NEV), 17 aprile 2002 - "Credo che l'economia riguardi l'etica e la
morale, l'economia non ha a che fare solo con il denaro, ma comprende il
valore che noi diamo al denaro, o alla proprietà. Si tratta di vedere se noi
siamo suoi succubi o se invece lo usiamo come un mezzo, uno strumento" ha
dichiarato Nellie Ricchie, la prima donna vescovo della chiesa metodista
argentina. Cinquanta anni ben portati, Nellie Ricchie - pastora metodista
che da poco ha assunto la massima carica della sua chiesa - è decisa: le
chiese hanno un importante ruolo da svolgere nell'attuale crisi che
travaglia il paese. Lo dichiara nel corso di un incontro (tavola rotonda)
Nord-Sud che il Consiglio ecumenico delle chiese (CEC) e il Consiglio Latino
Americano delle Chiese (CLAI) - Regione del Rio de la Plata - hanno promosso
a Buenos Aires, dal 2 al 4 aprile, per riflettere sulla situazione in
Argentina. All'incontro hanno partecipato più di 60 persone in
rappresentanza della Federazione Argentina delle chiese evangeliche (FAIE),
delle varie chiese evangeliche e degli organismi ecumenici del paese,
insieme a esponenti delle chiese europee e nordamericane e varie agenzie
ecumeniche di cooperazione internazionale.
Scopo dell'incontro era quello di considerare la crisi attuale del paese,
scambiare informazioni e discutere strategie per rispondere alla lunga e
complessa crisi che travaglia il paese. In un clima di dialogo e solidarietà
ecumenica la tavola rotonda ha avuto l'apporto di sociologi ed economisti
locali che hanno illustrato le cause che hanno portato alla situazione
presente. Inoltre, per una visione più concreta degli effetti della crisi
sulla popolazione, i partecipanti all'incontro hanno visitato varie opere
diaconali dell'area di Buenos Aires e nuove forme di solidarietà di
quartiere come i "club del trueque": iniziative di base per uno scambio di
merci e servizi diretti.
I partecipanti al convegno hanno riconosciuto che la crisi che travaglia l'
Argentina - pur con alcune caratteristiche sue proprie - è solo una
manifestazione della più ampia crisi globale e strutturale che caratterizza
il nostro pianeta di cui tutti siamo responsabili.
"Di fronte a un modello economico che divide ed esclude - è stato dichiarato
nel documento finale - sia nei paesi del Nord del mondo che in quelli del
Sud, noi cristiani ci sentiamo chiamati a lavorare uniti, nei differenti
luoghi dove Dio ci ha posti per servire, alla ricerca di un nuovo ordine che
consenta di ricreare fiducia e pienezza di vita in questa terra. Siamo
coscienti che siamo stati succubi del mito del libero mercato nel quale
tante persone innocenti sono state sacrificate ogni giorno per la mancanza
di prospettive. Per questo accettiamo la sfida di resistere al modello
egemonico di esclusione attraverso il rafforzamento della comunione
fraterna, creando le condizioni per una riflessione teologica e un annuncio
profetico, alla ricerca di meccanismi di solidarietà con le vittime dell'
esclusione". (nev/gu)
Les primats anglicans, réunis à Cantorbéry, s'engagent dans la lutte contre
le SIDA
Londres, le 18 avril (ENI) - Une aide financière devrait être apportée aux
Eglises engagées dans la lutte contre le VIH/SIDA dans le monde en
développement. C'est ce qu'ont affirmé les responsables anglicans, dans une
déclaration publiée le 17 avril à l'issue de leur rencontre à Cantorbéry.
Les responsables anglicans soulignent que "le VIH/SIDA n'est pas une
punition de Dieu".
Les cardinaux des Etats-Unis, éclaboussés par le scandale des prêtres
pédophiles, sont convoqués au Vatican
New York, Rome, le 17 avril (ENI) - Le pape Jean-Paul II a convoqué pour une
réunion d'urgence au Vatican les cardinaux des Etats-Unis, éclaboussés par
les scandales de plus en plus nombreux concernant les abus sexuels au sein
de l'Eglise catholique romaine de ce pays.
Qu'est-il advenu de la paix au Guatemala?
Guatemala, le 15 avril (ENI) - S'il y a un peu plus de cinq ans que le
Guatemala est sorti de la guerre civile, le pays ne profite pas encore
véritablement de la paix à laquelle il aspire après 36 années de violence.
Les partis politiques sont faibles, la société civile reste fragmentée et le
gouvernement semble incapable de satisfaire aux besoins élémentaires de la
société et de développer des réformes démocratiques.
Le gouvernement français souhaite renforcer l'enseignement du fait religieux
à l'école
Paris, le 16 avril (ENI) - Un Institut européen en sciences des religions va
prochainement voir le jour en France afin de favoriser l'enseignement du
fait religieux à l'école. Annoncée, il y a quelques semaines, par Jack Lang,
ministre de l'Education nationale, la décision intervient après la remise
d'un rapport sur cette question, rédigé par l'intellectuel et écrivain Régis
Debray. L'analyse et les propositions de ce dernier ont été très bien
accueillies par les grandes traditions religieuses présentes en France.
Une décision de la Cour suprême pourrait avoir des conséquences importantes
pour les chrétiens indiens
New Delhi, le 16 avril (ENI) - La Cour suprême de l'Inde tient actuellement
un débat marathon sur le droit des chrétiens et autres groupes minoritaires
de gérer des instituts d'enseignement. Pour les chrétiens, la décision de la
Cour pourrait avoir des implications très importantes pour leurs droits dans
un pays où ils ne représentent que 3 % de la population.
(NEV) - Prima e dopo il 23 marzo, etica e politica dei girotondi, eutanasia,
la spiritualità di padre Turoldo, rumori di guerra e speranze di pace:
cinque editoriali su temi di grande attualità aprono il numero di aprile di
"Confronti", mensile di fede, politica e vita quotidiana, edito dalla
Cooperativa Com-Nuovi Tempi e diretto da Paolo Naso. In sommario anche
servizi su cattolicesimo, Medio Oriente, etica, immigrazione, scuola,
cultura e storia; notizie dal mondo e le rubriche di opinioni, cinema e
libri. Confronti, via Firenze 38, 00184 Roma.
(NEV) - "Quanto costa riconciliarsi?", un editoriale della direttrice Dora
Bognandi, apre il numero di aprile de "Il Messaggero Avventista", mensile
dell'Unione italiana delle chiese cristiane avventiste del 7° giorno. In
sommario anche studi biblici, ricerca teologica, riflessioni sul Cristo
risorto, missione e testimonianze, vita delle chiese. Al centro del numero
un inserto speciale in lingua per le comunità rumena, filippina, ganese e
latinoamericana. Il Messaggero Avventista, via Chiantigiana 30, Falciani
50023 Impruneta, Firenze.
(NEV) - Su "Il grido di guerra", mensile dell'Esercito della Salvezza in
Italia, nel numero di aprile prosegue la riflessione sulle virtù teologali
(questo mese: la giustizia) e la valutazione di alcuni film di successo (in
particolare "Monsters & Company"). Inoltre studi biblici e un inserto
dedicato in particolare ai membri dell'Esercito. Il grido di guerra, via
degli Apuli 39, 00185 Roma.