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Breve meditazione su Luca 17,5-6   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #66 di 289 |
Riflessione sul Vangelo di Luca (17,5-6)
Allora gli apostoli dissero al Signore: "Aumentaci la fede". Il signore
disse: "Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo
sicomoro: "Sradicati e trapiantati nel mare", e vi ubbidirebbe.


Care lettrici e lettori di questa Orientamenti ecumenici ,
una fede grande quanto un granello di senape chiede Gesù ai suoi discepoli
di 2000 anni fa e a noi, uomini e donne di oggi: si avete inteso bene, una
fede grande come un granello di senape, il più piccolo di tutti i semi. In
quelle terre del vicino oriente si sviluppa in particolare modo la senape
nera: pensate che occorrono fra i 725 e i 760 semi per farne un grammo!...Un
grammo solo.

Il mistero dell'azione di Dio si realizza dunque in una fede piccola come un
granello di senape, ci dice il testo della riflessione di oggi. Esattamente
prima di questo versetto Gesù ci spiega che "Se tuo fratello pecca:
riprendilo; e se si ravvede, perdonalo. Se ha peccato contro di te sette
volte al giorno, e sette volte torna da te e ti dice "Mi pento", perdonalo".
Questa fede di cui parla Gesù è costituita essenzialmente di perdono. Non ci
stupisce la cosa visto che nella preghiera del padre nostro ci ha spiegato
che i nostri peccati sono rimessi quando noi abbiamo rimesso i peccati ai
nostri debitori. Fede, in altri termini, è l'affidarsi a Dio dopo essersi
affidati alla misericordia della sorella e del fratello.

Il sicomoro o gelso nero selvatico, ha dei frutti che crescono direttamente
sul tronco e che servono per ottenere un succo rosso usato per tingere.
Questo tipo di pianta può avere anche dimensioni imponenti: è coltivato
soprattutto per il suo buon legno da costruzione, che fornisce un legname
durevole, che non patisce né il caldo né l'umido. Pensate che le casse delle
mummie egizie sono state fatte proprio di questo legno, e si trovano ancora
oggi sane, dopo aver passato migliaia e migliaia di anni nel sottosuolo o
all'interno di Piramidi.

Pare inoltre - secondo molti studiosi più autorevoli del Nuovo Testamento -
che quella del gelso selvatico, dalle radice salde e profonde che si
trapianta in mare, è proprio una narrazione originale di Gesù. Con essa il
Messia ci vuol spiegare che non occorre una fede straordinariamente grande,
poiché anche la fede più povera gode anch'essa della massima promessa di
Dio.
La fede si dimostra tale proprio perché essa non guarda a se stessa, ma
soltanto a Dio; essa lascia che sia Dio ad agire: pensiamo ad esempio al
Salmo "Se il Signore non costruisce la casa, invano si affaticano i
costruttori". E per contro diventa possibile anche ciò che sembra
impossibile. Ciò avviene solo grazie alla preghiera.

Una fede piccola ma fatta di perdono quindi, una Fede che riesce a cambiare
il mondo perché fondata sulla preghiera.
Con le parole "se aveste fede...", il Signore non mette in dubbio quella dei
suoi discepoli. Il suo concetto è semmai: "Non temiate, (tu non temere!);
riconoscete, (e tu riconosci!), di aver già ricevuto, per grazia, una
qualche misura di fede e se anche quella fede vivente non fosse più grande
di un granello di senape, essa possiede tal potenza e vitalità, che, se
viene accettata e coltivata, nessun ostacolo può impedirne la crescita e il
frutto. Perché essa si fonda sullo stesso amore che Iddio padre ha per voi,
(per te!), avendo Lui donato Suo Figlio sulla croce del Golgota.

Fede quindi non è - a ben vedere - accoglimento intellettuale di una serie
di proposizioni ma fiducia salda nelle promesse della Scrittura, e
innanzitutto nell'Evangelo della Giustizia di Dio.

Calvino precisava che la Fede è sigillata nel nostro cuore grazie all'azione
dello Spirito Santo. Tale azione "fa il bene a ciascuno, servirà ognuno,
sopporterà tutte le cose e loderà Dio". Non è pertanto possibile distinguere
l'opera della Fede dalla Fede, così come non si può separare il fuoco della
fiamma e la sua luce. E' una Fede che viene da Dio e va verso Dio e il
prossimo. Non un'opera umana, come forse qualcuno pensa, frutto della sua
intelligenza o capacità. No!

Possiamo dire per questo che si tratta di una fede che cambia sul serio il
mondo, innanzitutto il mondo di ciascuno di noi.
Un cambiamento che è dato dall'accoglienza dell'amore di Cristo in noi.
Buona settimana !
Maurizio Benazzi

--------------------

Spazio Davide Maria Turoldo, a cura di Maria Antonietta:

Cari amici,
ci accingiamo a leggere insieme il secondo capitolo della autobiografia di
padre Turoldo.
"Così cominciò il mio sacerdozio di guerra".
"Quasi tutte le esperienze di cui parlerò in questo capitolo sono state
condivise con padre Camillo De Piaz,l'amico di sempre.Ci guidavano le parole
di S. Paolo: Non spegnete lo Spirito, non disprezzate le
profezie,esperimentate tutto,e trattenete solo il bene:e Dio vi salvi tutti
interi, anima e corpo"(1 Tessalonicesi 5,19-23).
"Fui assegnato alla chiesa di S. Carlo, e subito cominciò il lavoro di
innovazione: la Corsia dei Servi (sede di libreria, cineforum, centro
editoriale) e la Messa della Carità, che non aveva tanto lo scopo di fare
elemosina,quanto di risolvere i casi umani alla radice e perciò si avvaleva
dell'aiuto di avvocati,medici, insegnanti. E' proprio da questa esperienza
che poi nasce il comitato di Nomadelfia.Mi fu inoltre affidata l'assistenza
ai giovani di S. Carlo,da cui nascerà "Gioventù Studentesca";dopo varie
peripezie il gruppo fu preso in mano da don Giussani e trasformato in
"Comunione e Liberazione",con le caratteristiche di integrismo e dogmatismo
che non erano sicuramente nei nostri intenti.Fin da allora non c'era modo di
salvarci se non di agire, di osare; bisognava inventare tutto, pensare molte
volte esattamente il contrario di quanto ci avevano insegnato,liberarci con
le nostre stesse forze,da soli.Molte volte fui chiamato in Curia per rendere
conto del mio operato,tuttavia malgrado le molte differenze fra noi, devo
dire a piena voce che difficilmente trovo un altro "superiore" col quale io
mi sia sentito così accolto quanto dal cardinale Schuster,un vero uomo di
fede.
Cominciammo anche,timidamente,l'innovazione della liturgia, con la recita
dei Salmi e la lettura del Vangelo in italiano;solo col Concilio,però, si
giunse alla Messa in italiano. Tentammo anche una Messa alla sera della
domenica.
Dal cardinale Schuster fui invitato a predicare in Duomo,all'ultima Messa
della domenica; molte volte i miei interventi (ad esempio quando parlai
della malvagità intrinseca della ricchezza) mi portarono in Curia,ma sempre
il cardinale accettò le mie ragioni.Tuttavia per il caso Nomadelfia
anche il cardinale dovette arrendersi alle pressioni di Roma e venne per me
l'ordine di andarmene.
Le ragioni dell'intervento contro Nomadelfia non furono solo politiche ed
economiche,la ragione era che si aveva paura del Vangelo,perché si può e si
deve predicare il Vangelo, ma praticarlo è sempre un rischio, sempre un
pericolo!
Così me ne andai all'estero,con la proibizione di mettere piede in Italia;
l'ordine dei miei superiori era di "farmi girare perché non coagulassi"!".

Novità dalla Claudiana:

IL GESTO LITURGICO E LA PROMESSA DI DIO

Fulvio Ferrario, Sacramenti? Battesimo e cena del Signore
pp. 64 - EUR 3,00

Perché le chiese celebrano il battesimo e la cena del Signore? Che cosa
significano questi antichi gesti in una società nella quale i simboli
religiosi tendono a perdere il loro significato o lo conservano sul mero
piano del folclore? Perché a volte, anziché essere luogo di comunione tra le
chiese, battesimo e cena del Signore sono oggetto di divisione? Che cos'è,
infine, un sacramento?
Senza pretendere di rispondere a quesiti di tale portata, le pagine di
Ferrario intendono contribuire alla corretta formulazione delle domande
nonché a illustrare alcune prospettive di riflessione ispirate alla
tradizione della Riforma e, proprio per questo, aperte alle problematiche
odierne e alla speranza ecumenica.

* Una riflessione sull'attualità dei sacramenti
* Una prospettiva protestante aperta al dialogo ecumenico




Lun 3 Giu 2002 7:28 pm

mauriziobenazzi
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Inoltra Messaggio #66 di 289 |
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Maurizio Benazzi
mauriziobenazzi
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3 Giu 2002
7:24 pm
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