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La posizione evangelica sull'aborto in Svizzera è compresa dalla ma   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #68 di 289 |
Parola per domenica 9 giugno 2002

L'Eterno mi ha inviato
a consolare tutti quelli che fanno cordoglio.
Isaia 61:1-2

Maria era rimasta fuori del sepolcro a piangere.
Gesù le disse:
"Donna, perché piangi? Chi cerchi?"
Giovanni 20:11,15

I seguaci di Gesù devono essere misericordiosi perché hanno trovato
misericordia
e sono stati trovati dalla misericordia del Signore (Charles H. Spurgeon)


I giornali riportano diverse agenzie di stampa in cui si pubblicizza che il
partito politico di area governativa A.N., per mezzo della moglie del
vicesindaco di Milano (sigh!), ha iniziato venerdì 7 giugno 2002 la raccolta
di firme in piazza San Babila contro l'approvazione della Legge sull' intesa
coi mussulmani e, in particolare, la libera scelta dei contribuenti italiani
sulla destinazione dell'8 per mille anche per questa denominazione
religiosa. Si invitano pertanto tutte le lettrici e i lettori di
Orientamenti Ecumenici di far pressione presso le proprie chiese cristiane
di appartenenza, affinché quest'ultime si esprimano pubblicamente e con
coraggio contro atteggiamenti di intolleranza, anche religiosa, ormai sempre
più diffusi a ogni livello. In particolare si richieda al Consiglio delle
Chiese Cristiane di Milano di farsi interprete del generale disagio delle
minoranze religiose presenti nella metropoli, circa la situazione venutasi a
creare in questi ultimi mesi.
Grazie per quanto farete. Ci conto!
Maurizio Benazzi

Notizie da NEV
SVIZZERA: CATTOLICI ED EVANGELICI DIVISI SULLA VALUTAZIONE DELLA LEGGE SULL'
ABORTO
Per gli evangelici è un buon provvedimento, ma bisogna anche migliorare la
politica familiare

Roma (NEV), 5 giugno 2002 - Il 2 giugno, dopo decenni di discussioni, la
Svizzera ha liberalizzato l'aborto durante le prime 12 settimane di
gravidanza. Dure critiche da parte dei vescovi cattolici, che si dicono
delusi per l'esito della votazione; le chiese evangeliche, al contrario,
sottolineano che l'entrata in vigore di questa legge "protegge la decisione
delle donne che si trovano in una situazione precaria e di grave difficoltà"
.
L'esito della consultazione federale è stato netto: la liberalizzazione,
proposta dal parlamento e dal governo federali, ha raccolto il 70,8% dei
consensi ed è stata bocciata soltanto in due cantoni. L'iniziativa degli
antiabortisti per un inasprimento della legge attuale ha raccolto solo il
18,3% dei consensi. La "soluzione dei termini", approvata nella votazione
del 2 giugno, depenalizza l'aborto nelle prime 12 settimane di gravidanza. È
però necessaria una richiesta scritta della donna che fa valere uno stato di
angustia e il medico curante deve avere un colloquio con la donna e
consigliarla. L'ultima volta che si votò sul tema dell'aborto, in Svizzera,
nel 1978, la proposta di depenalizzare l'interruzione di gravidanza fu
bocciata in tutti i cantoni a maggioranza cattolica. Questa volta la
soluzione dei termini è stata respinta soltanto nei cantoni di Vallese e di
Appenzello interno, due cantoni cattolici che hanno comunque bocciato l'
iniziativa più radicale "per madre e bambino".
Il Consiglio della Federazione delle chiese evangeliche in Svizzera (FCES),
che si era espresso a favore della soluzione dei termini, ha affermato che
"l'approvazione della revisione del Codice Penale in merito all'interruzione
della gravidanza permette l'entrata in vigore di norme legali realmente
applicabili. La nuova regolamentazione - ha aggiunto il Consiglio - rispetta
e protegge la decisione, presa secondo coscienza, delle donne che si trovano
in una situazione precaria e di grave difficoltà". Il Consiglio FCES ritiene
che ora la politica familiare svizzera debba essere migliorata per impedire
che l'aborto sia praticato per motivi di tipo sociale o finanziario e
propone una serie di interventi atti a creare una rete di sostegno alle
donne e alle famiglie più solida ed estesa di quella attualmente esistente.
"Il fatto di poter sopprimere impunemente la vita umana nelle prime 12
settimane - afferma invece in una nota la Conferenza dei vescovi svizzeri -
apre la porta ad altri attacchi al rispetto della vita umana, sia al suo
inizio che alla sua fine". I vescovi svizzeri hanno ricordato che "non tutto
ciò che la legge permette è sempre moralmente ammissibile". "Per la Chiesa
cattolica - hanno ricordato i vescovi - l'aborto è un attacco al quinto
comandamento 'non uccidere'". (nev/md)

Mi permetto di sottolineare il grande senso di responsabilità dell'intero
dei capitolo dei Ministri riformati ticinesi su questa specifica questione
etica, frutto di un lungo e meditato approfondimento, di cui sono testimone,
avendone preso direttamente parte nel mese di ottobre 2001. Ringrazio, a tal
proposito, i diversi pastori evangelici di quella chiesa iscritti in questa
Mailing List.
M.B.

(NEV) - L'Esposizione nazionale svizzera (Expo 02), inaugurata a metà
maggio, vanta già oltre un milione di visitatori. Di rilievo la presenza
delle chiese cristiane (cattolica, protestanti, ortodosse) che, dopo varie
vicissitudini, sono riuscite a varare un progetto comune legato al tema
della spiritualità. Sette "capanne" in cui sono esposte opere di artisti
contemporanei invitano a riflettere su diversi aspetti della fede, in un
percorso che si snoda di fronte all'immenso monolito color ruggine, simbolo
dell'Expo 02.

UNA PUBBLICAZIONE PER CELEBRARE I 15 ANNI DELLA SCUOLA DI ITALIANO PER
STRANIERI DI ROMA
A cura del Coordinamento immigrazione chiese evangeliche e del Servizio
rifugiati e migranti

Roma (NEV), 5 giugno 2002 - E' stato presentato il 2 giugno a Roma il
fascicolo "Parole per.", in occasione del quindicesimo anniversario della
Scuola di italiano per stranieri "Ponte Sant'Angelo": grazie al lavoro del
Coordinamento per l'immigrazione delle chiese evangeliche romane e al
sostegno del Servizio rifugiati e migranti della Federazione delle chiese
evangeliche in Italia (SRM/FCEI), la Scuola di italiano mira a favorire la
piena integrazione delle persone immigrate in Italia: "L'inadeguatezza
linguistica, infatti, da sempre pone le persone in una situazione di
assoluto svantaggio - spiegano i responsabili della scuola - e può
pregiudicare la riuscita di un primo inserimento nel tessuto sociale". Il
fascicolo presentato il 2 giugno comprende materiale didattico e
testimonianze di insegnanti e studenti della scuola, che è ospitata presso i
locali della Chiesa metodista di lingua inglese di Ponte Sant'Angelo e si
avvale del lavoro volontario di circa quindici insegnanti, provenienti da
varie realtà evangeliche e non solo. Quest'anno hanno frequentato la scuola
317 studenti, provenienti da 60 paesi del mondo; la scuola è organizzata in
tre cicli (principianti, medi, avanzati). "Se esaminiamo il percorso fatto
fino ad oggi - si legge nel fascicolo "Parole per." - notiamo che si è
modificato il volto dell'immigrazione e che sono maturate nuove esigenze. Ma
l'apprendimento dell'italiano rimane una delle prime istanze a cui
rispondere per avviare un dialogo 'operativo' con il nostro fratello e la
nostra sorella immigrati, nel rispetto della sua dignità e della sua
identità culturale e religiosa". All'incontro del 2 giugno sono intervenuti
il presidente della FCEI, Gianni Long, Silvia Zerbinati del Servizio
rifugiati e migranti e Alba Rocco per il Coordinamento per l'immigrazione
delle chiese evangeliche romane. (nev/lni)
Per richiedere la pubblicazione "Parole per." si può contattare il Servizio
rifugiati e migranti FCEI: srm@...; tel. 06.48905101

COMITATO CENTRALE KEK: IN DISCUSSIONE CARTA ECUMENICA E CONSEGUENZE DELL'
11/9
E' l'ultima sessione, prima della prossima Assemblea generale (Norvegia,
2003)

Roma (NEV), 5 giugno 2002 - Il Comitato centrale della Conferenza delle
chiese europee (KEK) -una comunione di 127 chiese ortodosse, protestanti,
anglicane e vecchio cattoliche - si riunisce in questi giorni a Morges
(Svizzera) per il suo incontro annuale. Fra i numerosi temi in agenda, la
designazione di un nuovo direttore per la Commissione chiesa e società della
KEK, che sarà nominato in occasione della prossima Assemblea generale, nel
2003 a Trondheim, in Norvegia. Il Comitato centrale, che concluderà i lavori
il 9 giugno, discuterà inoltre della Carta Ecumenica - il documento "per la
collaborazione fra le chiese" siglato a Strasburgo nel 2001 - e del suo
processo di ricezione presso le chiese europee; discuterà inoltre della
situazione internazionale dopo l'11 settembre, sotto vari aspetti: la
sicurezza internazionale; le conseguenze sulle relazioni interreligiose; le
conseguenze per i migranti ed i richiedenti asilo nei paesi europei. I 40
membri del Comitato centrale, che rappresentano tutte le regioni europee e
le famiglie confessionali che fanno parte della KEK, sono stati eletti dall'
ultima Assemblea generale (Graz, Austria, 1997): sarà la loro ultima
sessione plenaria, prima della XII Assemblea nel 2003. Ai lavori partecipano
osservatori del Consiglio delle conferenze episcopali europee (CCEE), del
Consiglio ecumenico delle chiese (CEC), della Federazione luterana mondiale
(FLM), dell'Alleanza riformata mondiale (ARM). (nev/gu)

(NEV/PE) - Il debito internazionale dei paesi poveri è una forma moderna di
sfruttamento che produce solo miseria e sottosviluppo; i governi dei paesi
latinoamericani devono ricordarsi che vi è un diritto umano fondamentale che
non può essere eluso: il diritto al lavoro; le chiese devono vivere
concretamente il messaggio evangelico che impone l'aiuto ai più deboli. Sono
alcuni punti della "Lettera pastorale di Arica", un documento firmato nella
città cilena dai rappresentanti delle chiese metodiste di Argentina,
Bolivia, Cile, Ecuador, al termine di un incontro sul tema dell'emigrazione
tenuto il 23-24 maggio.

(NEV/ENI) - "Con l'aiuto dello Spirito Santo, lavoreremo per l'unità
visibile della chiesa di Cristo": è la solenne promessa che si sono
scambiati il 2 giugno i leader delle maggiori chiese cristiane dell'
Inghilterra nel corso di una cerimonia a Windsor nel quadro delle
celebrazioni per il 50° anniversario dell'ascesa al trono della regina
Elisabetta II. Erano presenti l'arcivescovo anglicano di Canterbury, George
Carey, il cardinale Murphy-O'Connor per la Chiesa cattolica e Tony Burnham,
moderatore delle Chiese libere inglesi.

(NEV) - L'azienda più ricca della Germania? La Chiesa: la comunità cattolica
e quella protestante dispongono secondo stime non ufficiali di un patrimonio
valutato in 500 miliardi di euro. Lo riferisce il Corriere della Sera (4
giugno) specificando inoltre che le due chiese possono anche contare su
circa 18 miliardi di euro di introiti annuali tra gettito fiscale e
contributi statali. Il quotidiano spiega che i tedeschi che dichiarano di
appartenere ad una delle due confessioni pagano una tassa, trattenuta sullo
stipendio, che ammonta all'8-9% del carico fiscale complessivo.

(NEV/BT) - Primi dati ufficiali riferiti al censimento del 2000 sulla
presenza dei cristiani in Brasile. In quell'anno chi si dichiarava cattolico
costituiva il 73,8% della popolazione (in diminuzione dall'83,8% del 1991);
i protestanti di varie denominazioni costituivano il 15,4% (in crescita dal
9% del 1991); gli atei erano il 7,3% (dal 4,8% del 1991). Sorprendente il
dato della regione amazzonica, dove un quarto della popolazione ha
dichiarato di appartenere a denominazioni protestanti.

(NEV/ADN) - Sono oltre 20 i paesi del mondo in cui di registrano violazioni
della libertà religiosa. Nel suo terzo rapporto annuale la Commissione USA
per la libertà religiosa internazionale segnala ripetute repressioni in
Iran, Indonesia, Egitto e Cina. Sempre secondo il rapporto, le più gravi
violazioni alla libertà di religione negli ultimi 10 anni si registrano in
Sudan, Corea del Nord, Arabia Saudita, Laos e Turkmenistan.

(NEV/ENI) - Il patriarca ecumenico Bartolomeo I di Costantinopoli, leader
spirituale di oltre 300 milioni di cristiani ortodossi nel mondo, ha
ricevuto il premio per il 2002 della Fondazione norvegese Sofia, destinato
ogni anno alle persone o alle organizzazioni che si sono distinte nella
difesa dell'ambiente e per lo sviluppo sostenibile. Il premio, uno dei più
importanti in ambito ambientalista, attribuisce 100 mila dollari al
vincitore.

(NEV/ME) - Tramonta definitivamente la curiosa iniziativa di costruire in
Romania un "Dracula Park" sullo stile di Disney World, dedicato alle
truculente avventure del Conte Vlad (1430-1477). Il governo rumeno, di
fronte alle forti proteste della Chiesa luterana, ortodossa e
greco-cattolica, contrarie a quello che hanno definito "una
strumentalizzazione di un mito a fini turistici che infanga la storia del
nostro paese", ha ritirato la necessaria concessione; anche la Coca Cola ha
ritirato la propria sponsorizzazione al progetto.

Da Adn:
Tanta ignoranza e confusione
Il quotidiano City Roma, distribuito in migliaia di copie gratuitamente,
mercoledì 5 giugno ha pubblicato in prima pagina un articolo intitolato:
"L'Italia del paranormale fra sette sataniche e maghi" dove, partendo da
un'indagine Ispes, venivano ragguagliati i lettori sulla presenza di gruppi
satanici ed esoterici in Italia, e soprattutto in Lombardia e nel Lazio.
Dopo aver dato una serie di cifre e aver parlato della pericolosità
attribuita a tale fenomeno, che spesso si manifesta in organizzazioni
regolarmente registrate, nelle ultime righe si dice testualmente:
"Registrata anche la setta Luterana, con sede a Roma". Di fronte a
un'affermazione del genere, fatta in un contesto simile, la Chiesa
avventista non è rimasta indifferente. Infatti, ha denunciato pubblicamente
il madornale errore e messo in risalto il danno che si provoca a una
confessione religiosa quale la Chiesa evangelica luterana in Italia che fa
parte della Federazione delle Chiese Evangeliche (FCEI) e ha stipulato con
lo Stato un'Intesa trasformata poi nella legge 29.11. 1995, n. 520. Sembra
incredibile che ancora oggi si possano fare delle commistioni di tal genere.
Questo rivela un'enorme ignoranza da parte di chi scrive e provoca
colpevolmente confusione nella mente di chi legge.
Molti pregiudizi nei confronti delle minoranze sono dovuti soprattutto alla
mancanza di informazioni corrette. I responsabili dei mezzi di comunicazione
dovrebbero vegliare affinché non si verifichino episodi del genere, le
istituzioni dovrebbero rettificare e adottare iniziative per una corretta
educazione fin dall'ambiente scolastico e tutti noi cittadini dovremmo
reagire quando si commettono ingiustizie. Si parla spesso di pluralismo e di
rispetto reciproco, ci auguriamo che non siano solo parole vuote.
Dora Bognandi
USA -Maggiore tutela per la libertà religiosa sul luogo di lavoro
La possibilità di lavorare per un'azienda senza compromettere le proprie
credenze religiose è un basilare diritto civile, eppure non è cosa sempre
facile per un lavoratore americano, concordano i responsabili di varie fedi.
Si è tenuto, infatti, un incontro a Washington D.C., USA, nel quale
rappresentanti statunitensi del mondo degli affari, del lavoro, esponenti
politici e responsabili di comunità religiose si sono riuniti per parlare
della necessità di una maggiore comprensione religiosa per i lavoratori.
Ogni anno la Chiesa Cristiana Avventista del 7° Giorno riceve circa 1.000
richieste di protezione legale da parte di credenti che sono stati
licenziati o fatti retrocedere di grado, a causa della propria fede,
soprattutto perché non lavorano di sabato. E, malgrado l'enorme impegno che
la Chiesa profonde in favore di ogni caso, molte di queste situazioni non si
risolvono con un successo perché la legge non fornisce adeguata protezione.
Si deve, dunque, lavorare sulla legge.
L'atto di libertà religiosa sul lavoro (Wrfa) era stato già proposto e
rifiutato dal Senato degli Stati Uniti per ben due volte, ma vi è stato di
recente nuovamente inviato.
Per maggiori informazioni sulla Wrfa visitare: ola.adventist.org
<http://ola.adventist.org>
da Ann
Da ENI:
C'est en s'engageant à oeuvrer en faveur de l'unité que des responsables
d'Eglise marquent le Jubilé de la reine Elisabeth II
Londres, le 4 juin (ENI) - La religion a pris une place centrale aux
célébrations prévues pour le Jubilé d'or de la reine Elisabeth II lorsque
les responsables du Rassemblement des Eglises d'Angleterre ont signé une
charte oecuménique, en présence de la souveraine. Un des points forts des
manifestations organisées du 1er au 4 juin pour fêter le cinquantième
anniversaire de l'accession au trône d'Elisabeth en 1952 a été la messe du
Jubilé célébrée à Windsor le 2 juin, et suivie d'une cérémonie de signature.


L'idée d'une trêve olympique obtient le soutien de plusieurs responsables
orthodoxes
Varsovie, le 5 juin (ENI) - Le mouvement qui veut faire revivre l'ancienne
tradition grecque de la trêve olympique a obtenu le soutien de plusieurs
patriarches orthodoxes. Les patriarches ont adhéré à l'appel déjà signé
par une centaine d'autres chefs d'Eglises et de gouvernements en faveur
d'une trêve olympique lors de la tenue des Jeux à Athènes en 2004.

Selon Amnesty International, les droits de la personne sont remis en
question au nom de la lutte contre le terrorisme
New York, le 6 juin (ENI) - Les défenseurs des droits se trouvent confrontés
aux défis les plus difficiles de l'organisation par suite des attaques du 11
septembre aux Etats-Unis et de la "lutte contre le terrorisme" qui a été
engagée ultérieurement sous la direction des Etats-Unis. Telle est l'une des
conclusions du rapport annuel 2002 d'Amnesty International, qui fait le
point sur la situation des droits de la personne en 2001.

Les victimes du tremblement de terre dans l'Etat du Gujarat prennent
possession de nouvelles maisons, construites par les Eglises
Thrissur, Inde, le 7 Juin (ENI) - Environ 70 familles privées de foyer après
le tremblement de terre meurtrier qui a dévasté l'Etat du Gujarat, dans
l'ouest de l'Inde, ont reçu la semaine dernière les clés des nouvelles
maisons construites par l'une des Eglises orthodoxes de l'Inde.
(ENI-02-0140\F)

La publication d'un nouveau livre au Mexique ranime le débat sur la
canonisation de Juan Diego
Mexico, le 7 juin (ENI) - Alors que les représentants du Vatican se
demandent si Jean-Paul II sera en mesure de se rendre au Mexique à la fin
juillet, certains responsables d'Eglise de ce pays ont émis d'autres doutes
concernant l'existence de l'homme que le pape devrait canoniser. Leur
scepticisme porte sur la légende de Juan Diego qui, au 16e siècle, aurait vu
plusieurs apparitions de la Vierge de Guadalupe, dont l'image aurait été
imprimée sur sa cape


Ven 7 Giu 2002 8:09 pm

mauriziobenazzi
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7 Giu 2002
8:05 pm
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