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In difesa dello stato laico oltre le interferenze ideologiche   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #71 di 289 |
PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA: PREVALE LA "MORALE CATTOLICA"?
Genre: l'andamento del dibattito parlamentare mostra scarsa attenzione per
la laicità dello Stato

Roma (NEV), 12 giugno 2002 - Procreazione medicalmente assistita (PMA): una
questione estremamente complessa, che investe la sfera della vita privata,
della dignità della persona umana, della solidarietà globale. Lo afferma il
professor Ermanno Genre, decano della Facoltà valdese di teologia di Roma e
membro della Commissione bioetica della Tavola valdese, all'indomani dell'
approvazione da parte della Camera dei deputati del primo articolo della
discussa legge sulla PMA. Per il prof. Genre l'andamento della discussione
in Parlamento evidenzia un grave problema di fondo: "In modo trasversale
rispetto agli schieramenti politici, sembra prevalere il punto di vista
della morale cattolica. Ma uno Stato laico - spiega - dovrebbe orientarsi ai
grandi principi umanitari; non è possibile far passare come 'naturale'
quello che è in realtà un sistema morale ispirato al cattolicesimo. Così, ad
esempio, l'accesa discussione sui diritti del nascituro, non deve
tralasciare quella sui diritti della madre".
Doriana Giudici, presidente della Federazione delle donne evangeliche in
Italia (FDEI), valuta positivamente il fatto che il Parlamento muova
finalmente verso una regolamentazione di una materia così complessa.
"Preoccupa però il difficile dibattito sui diritti del nascituro - afferma
-, in particolare dal punto di vista di tutte quelle donne che si sono
battute nel corso degli anni a favore della legge 194 sull'aborto.
Ritengo - prosegue Doriana Giudici - che si debba dire no all'idea dell'
embrione come essere umano: è una posizione inaccettabile, in primo luogo
sotto il profilo scientifico. Bisogna invece dire sì al potenziamento dei
diritti e della tutela del bambino che nasce attraverso fecondazione
assistita: occorre rafforzare i suoi diritti, nel contesto familiare e della
società". (nev/lni)


Fao: approvato documento finale

di Gabriella Meroni (dal sito di Vita)

I punti essenziali del testo approvato dai capi di Stato e di Governo in
occasione del vertice FAO

Rilanciare la lotta alla fame nel mondo, attraverso azioni coordinate che
non disperdano risorse ed energie; vigilare sulla sicurezza degli alimenti e
impedire che gli stessi vengano utilizzati come elemento di pressione e
condizionamento politico ed economico. Sono questi i temi di fondo contenuti
nella dichiarazione finale dei capi di Stato e di Governo intervenuti al
Vertice mondiale sull'alimentazione di Roma. Ecco di seguito i punti
principali del documento approvato dopo una lunga trattativa e che si
propone di essere una vera e propria alleanza internazionale contro la fame
nel mondo coordinata dalla Fao:

Dimezzare, come già previsto nel vertice di 5 anni orsono, il numero delle
persone affamate nel mondo ''non oltre il 2015''.

Promuovere il coordinamento dell'azione contro la fame ''come alleanza
internazionale'' di Governi, organizzazioni internazionali, organizzazioni
della società civile e del settore privato

Raggiungere l'obiettivo di ridurre, ogni anno da qui al 2015, di 25 milioni
di unità il numero degli affamati nel mondo.

Assicurare l'accesso al cibo, all'acqua, alla terra, al credito e alle
tecnologie, tenendo presente che per ridurre la povertà e per garantire
alimenti sicuri, è necessario sviluppare le produzioni agricole.

Assicurare che nei vari Paesi vengano rispettati i diritti umani, di
democrazia e di sviluppo

Riaffermare il ruolo centrale nella lotta a fame e poverta' della Fao,
dell'Organizzazione Mondiale delle Sanità e dell'Unicef.

Porgere particolare attenzione alle aree rurali del mondo, dove c'è maggiore
miseria e per questo sostenere in quelle zone (quella subsahariana in
particolare) l'attività agricola.

Invitare la Fao a mettere a punto un pacchetto di linee-guida che servano di
supporto agli Stati membri nella loro politica di sicurezza alimentare.

Assicurarsi che i vari Governi rivedano le proprie politiche di sicurezza
alimentare eliminando eventuali gap, identificando le nuove iniziative e
rimuovendo possibili ostacoli.

Sviluppare le esportazioni attraverso una riforma del commercio agricolo
mondiale, che tenga conto delle esigenze dei Paesi in via di sviluppo.

Riaffermare la necessita' di assicurare il ruolo delle donne, soprattutto
nelle aree rurali del mondo, in ambito agricolo, nutrizionale e di sicurezza
alimentare.

Enfatizzare la necessità di un'alimentazione adeguata e sicura alle fasce
più deboli, partendo dai bambini. - Rilanciare la lotta alle malattie nel
mondo, a cominciare dall'Hiv/Aids, ma anche dalla malaria, dalla
tubercolosi, che ancora sono presenti in varie aree.

Riaffermare l'importanza del Codice alimentare, della Convenzione
internazionale per la protezione delle piante e dell'Ufficio internazionale
degli epizotici.

Sostenere gli sforzi dei paesi poveri in materia di sicurezza sia per ciò
che riguarda gli alimenti, sia per le coltivazioni che per l'allevamento
animale.

Preparare l'eventualità di azioni nazionali ed internazionali di emergenza,
sia in ambito alimentare che non alimentare.

Rendere centrale, nell'ambito dell'azione complessiva di lotta alla fame e
di sicurezza alimentare, il ruolo della scuola.

Riproporre la sostenibilità delle aree forestali e sostenere il settore
della pesca.

Dare maggiore considerazione alle aree povere di montagna, sviluppando per
il loro sostegno partnership fra Paesi sviluppati e Paesi in via di
sviluppo.

Sviluppare il sostegno attorno alle attività della Fao e attorno al suo
mandato.

Maggiore impegno nella ricerca e nell'utilizzo di nuove tecnologie e nelle
biotecnologie, ''in maniera sicura e adatta alle condizioni'' specifiche
delle varie situazioni.

Maggiori contributi agli Stati membri per la Fao, anche per la preparazione
di progetti di investimento finalizzati anche alla cooperazione sud-sud.

Spingere i Paesi sviluppati che ancora non l'hanno fatto a compiere sforzi
concreti per il raggiungimento dell'obiettivo dello 0,7% del Pil da
devolvere ai Paesi in via di sviluppo.

Invitare la comunità internazionale a finanziare in modo appropriato i
progetti lanciati dal Nepad (Nuova alleanza per lo sviluppo dell'Africa).

Stimolare la comunità internazionale a continuare la fornitura tecnica e
finanziaria alle economie in via di transizione, per assicurare la sicurezza
alimentare.

Appello a tutti i Paesi che ancora non l'hanno fatto a firmare e ratificare
il Trattato internazionale sulle risorse genetiche vegetali per
l'alimentazione e l'agricoltura, ''affinché esso entri in vigore il piu'
presto possibile''.







Mer 12 Giu 2002 5:12 pm

mauriziobenazzi
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Inoltra Messaggio #71 di 289 |
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PROCREAZIONE MEDICALMENTE ASSISTITA: PREVALE LA "MORALE CATTOLICA"? Genre: l'andamento del dibattito parlamentare mostra scarsa attenzione per la laicità...
Maurizio Benazzi
mauriziobenazzi
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12 Giu 2002
5:13 pm
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