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Dal Brasile 30 vescovi per un nuovo Concilio!   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #83 di 289 |
Parola per giovedì 4 luglio 2002

O DIO crea in me un cuore puro
e rinnova dentro di me uno spirito saldo.
Salmo 51:10

È bene che il cuore sia reso saldo dalla grazia.
Ebrei 13:9


Da www.losung.de



Un miliardo di computer nel mondo, ma c'è poco da festeggiare

Numero di PC fabbricati complessivamente nel mondo: un miliardo (traguardo
superato ad aprile 2002; fonte Gartner Dataquest).

Numero di esseri umani privi di accesso all'acqua potabile: un miliardo.
(Fonte: http://www.wateraid.org.uk/)

No comment.
(a cura di Federico Zanda)

TRENTA VESCOVI PER UN NUOVO CONCILIO
Stralci dell'articolo a firma di David Gabrielli apparso sulla rivista
Confronti
(per gentile concessione del Direttore)

Non sappiamo se è destinato a divenire presto realtà. E, tuttavia, l'appello
di una trentina di vescovi, - tra essi un cardinale - perché il papa
convochi un nuovo Concilio, non è un fatto di ordinaria amministrazione, ma
costituisce un evento pastorale ed ecclesiale di primaria grandezza,
destinato a pesare sul prossimo conclave.
E' evidente, infatti, che seppure l'appello si dirige al papa regnante, esso
mira al papa che verrà. Ormai al tramonto del suo pontificato, Giovanni
Paolo II, non può affrontare l'impresa titanica auspicata. E seppur lo
volesse, gli attuali uomini-chiave del Vaticano tenterebbero di
impedirglielo (il vescovo giapponese della Curia romana che ha firmato
l'appello costituisce una bella e molto importante eccezione).
L'appello è dunque rivolto al per ora Innominato successore di Wojtyla,
proponendogli come linea portante del suo pontificato l'avvio di un
"processo conciliare" che - dopo anni (cinque? dieci?) di preparazione
sbocchi formalmente nella Grande Assemblea. L'idea-Concilio sarà una delle
chiavi dell'ormai non lontano conclave? A seconda dell'orientamento che
prevarrà, il collegio cardinalizio sceglierà come papa uno che sia
favorevole, oppure uno contrario, alla innovativa proposta lanciata dalla
"periferia" al "centro" della Chiesa romana.
Periferia? A ben vedere, il significativo gruppo di vescovi, soprattutto
brasiliani, ha raccolto un sogno che ormai da anni rimbalzava qua e là non
solo in movimenti cattolici di base, o nel mondo teologico, ma anche nei
vertici. ...
I temi del Concilio dei brasiliani guardano più "fuori" la chiesa, verso il
mondo. E' necessario un intreccio fra i due, tra Nord e Sud. ...
Ma, ora, dipenderà dalle chiese locali se il "sogno" (che dovrà intrecciarsi
con quello di un Concilio genuinamente universale, cioè non solo romano,
lanciato da Konrad Raiser, segretario del Consiglio ecumenico delle chiese)
sarà un ruscelletto presto arido o un Rio delle Amazzoni ecclesiali.

"Le persone che hanno firmato quest'appello, seguaci di Gesù di Nazareth,
chiediamo al papa, vescovo di Roma,in continuità con lo spirito del Vaticano
II, la convocazione di un nuovo Concilio ecumenico che aiuti la nostra
Chiesa a rispondere evangelicamente - in dialogo fraterno e con la maggior
collaborazione possibile con le altre Chiese cristiane e con le altre
religioni - alle grandi sfide dell'umanità, in particolare dei poveri, in un
mondo in rapida trasformazione e sempre più interdipendente"
" Coscienti delle difficoltà che comporta organizzare un Concilio
ecumenico, chiediamo, aiutati dalle nuove possibilità di comunicazione ed
interscambio, che esso sia concepito come un processo conciliare,
partecipativo e corresponsabile, a partire dalle Chiese particolari, locali
e continentali."
"Proponiamo che si realizzi in un periodo di tempo sufficientemente ampio e
con una metodologia appropriata, affinché la comunità dei credenti possa
pronunciarsi sui temi che considera più importanti ed urgenti , e perché
siano riconosciuti i suoi apporti al dibattito ed alle decisioni
conciliari".
"In comunione con tutta la Chiesa e particolarmente con il successore di
Pietro, preghiamo perché lo Spirito santo ci assista, per rispondere - con
profezia e speranza - all'anelito di dialogo e di rinnovamento che
caratterizza gran parte del popolo di Dio."
"A questo anelito desideriamo, rispettosamente, rispondere firmando
quest'appello"


------------------------ Libri da leggere ------------------------

LA BIBBIA CONDANNA DAVVERO L'OMOSESSUALITÀ?

Bibbia e omosessualità, a cura di V.P. Furnish, C.-L. Seow, R.L. Brawley,
H.C. Waetjen, D.B. Martin, J.S. Siker
pp. 180 - EUR 13,00

Quali sono i principali testi biblici da considerarsi per una consapevole
presa di posizioni riguardo all'etica del comportamento e dell'orientamento
sessuale? Come vengono utilizzati e come li si dovrebbe utilizzare?
Contengono, oggi, un messaggio normativo in proposito? Qual è il posto degli
omosessuali nella comunità di fede?
Gli autori - tutti noti studiosi della Bibbia - affrontano con equilibrio
questi e altri interrogativi studiando le controverse questioni legate
all'etica del comportamento sessuale umano.
Un libro che consente una più profonda comprensione della Bibbia e che si
apre alla molteplicità delle voci impegnate in un dibattito biblicamente
responsabile e costruttivo rispetto alla sfuggente questione del
comportamento e dell'identità sessuale.

* La Bibbia e l'etica del comportamento sessuale.
* Per un dibattito biblicamente responsabile sul comportamento
e l'identità sessuale.
* Omosessuali e omosessualità nella comunità di fede.

----------------------------------------------------------------------------
-

Pour Desmond Tutu, la tenue de nouvelles élections au Zimbabwe est
"nécessaire"
Harare, le 2 juillet (ENI) - De l'avis de Desmond Tutu, ancien archevêque
anglican du Cap, en Afrique du Sud, et lauréat du Prix Nobel de la paix, la
tenue de nouvelles élections présidentielles au Zimbabwe après les
controverses qui ont marqué celles de mars, pourrait prévenir une crise
politique grave. Selon des observateurs internationaux, l'élection de mars,
qui a reconduit le mandat présidentiel de Robert Mugabe, a été entachée
"d'irrégularités" et caractérisée par la violence et l'intimidation.

Après les manifestations au Pérou, des chrétiens lancent un appel à l'unité
nationale
Lima, le 3 juillet (ENI) - Plusieurs responsables d'Eglise péruviens ont
lancé un appel à la tolérance et à l'unité après les protestations contre le
gouvernement et alors que la popularité du président Alejandro Toledo
diminue. "Nous devons promouvoir le dialogue et l'unité afin de régler nos
problèmes et garantir une vie dans la dignité pour tous les Péruviens", a
expliqué Victor Arroyo, directeur exécutif du Conseil national des
évangéliques (CONEP) à la correspondante d'ENI.

ANTICIPAZIONI DEL DOSSIER CARITAS SULL'IMMIGRAZIONE: IN CALO IL NUMERO DEI
SOGGIORNANTI
Servizio rifugiati e migranti FCEI: preoccupa la carenza legislativa sull'
asilo

Roma (NEV), 3 luglio 2002 - Mentre prosegue l'iter parlamentare di
approvazione del disegno di legge sulla immigrazione, la Caritas italiana e
la Fondazione Migrantes, con il supporto della Caritas diocesana di Roma,
rendono note le prime anticipazioni del Dossier statistico immigrazione
2002, che verrà pubblicato il prossimo ottobre.
Secondo i nuovi dati, gli immigrati titolari di permesso di soggiorno
risultano essere 1.363.000, cifra in cui sono inclusi anche 148.000
cittadini dell'Unione Europea: complessivamente si tratta di 25.000 persone
in meno rispetto all'anno precedente, sottolineano i promotori del Dossier
statistico. "Si tende ad esagerare sul numero degli immigrati, in
particolare dei clandestini e degli irregolari - scrivono i responsabili
Caritas -. Mentre i recenti dati del Ministero dell'Interno consentono di
parlare di un vero e proprio ridimensionamento numerico degli immigrati".
Varie sono le motivazioni, ma la Caritas sottolinea con particolare
preoccupazione il fatto che, "mentre in passato chi era regolare solitamente
restava tale, ora si assiste a una più frequente trasformazione di immigrati
regolarmente soggiornanti in irregolari, quando un permesso di lavoro non
viene più rinnovato in mancanza di rigorose condizioni di reddito".
Dai dati forniti dalla Caritas si evince inoltre che l'Italia resta un paese
verso il quale si indirizzano pochi richiedenti asilo (nel 2001 le domande
sono state 10.000, di cui la maggior parte non accolte). "Ciò evidenzia
ancora una volta la grave carenza legislativa nel nostro paese rispetto alla
normativa sull'asilo - spiega Franca Di Lecce del Servizio rifugiati e
migranti della Federazione delle chiese evangeliche -. Di fronte ai nuovi
dati forniti dalla Caritas - aggiunge - non possiamo che ribadire il nostro
forte dissenso verso lo spirito complessivamente restrittivo della legge
Bossi-Fini sull'immigrazione: pensiamo ad esempio all'istituto della
sponsorizzazione, che questa legge intende sopprimere e che costituiva
invece un'importante opportunità per facilitare l'incontro tra domanda e
offerta del mercato del lavoro". (nev/md)


LAVORO COME ESPRESSIONE DI FEDE: INCONTRO NAZIONALE DELLE DONNE EVANGELICHE
Organizzato dalla FDEI, si terrà in Sicilia dall'8 al 15 luglio

Roma (NEV), 3 luglio 2002 - "Il lavoro come espressione di fede" è il titolo
del Campo donne nazionale promosso dalla Federazione donne evangeliche in
Italia (FDEI), che si tiene presso il Centro di Adelfia, a Scoglitti (RG),
dall'8 al 15 luglio prossimi. Un incontro che intende approfondire "il
rapporto fra i lavori delle donne e la fede - spiegano le organizzatrici -:
dal lavoro domestico a quello retribuito, al volontariato. Si potranno
analizzare gli elementi ereditati dalle proprie tradizioni, dalla propria
cultura e le aspettative che ognuna custodisce per sé o per le proprie
figlie, o per le donne delle future generazioni". L'incontro avrà inoltre
carattere interreligioso: fra le relatrici vi saranno infatti donne
musulmane, ebree, evangeliche. La storica valdese Bruna Peyrot interverrà
nella prima giornata di lavori, mentre il giorno 10 luglio sarà la volta di
Yarona Pinhas, docente di ebraismo e cabala mistica presso l'istituto
Orientale di Napoli. Venerdì 12 la relazione centrale della giornata sarà
tenuta da Fethia Boujaheb, musulmana, presidente dell'Associazione "Uniti
senza frontiere"; Marcella Filippi, direttrice della Fondazione Vera
Nocentini di Torino parlerà sabato 13, mentre il 14 la pastora Eliana
Briante terrà il culto conclusivo. I lavori si terranno in parte in sessioni
plenarie, in parte in gruppi di studio. (nev/gu)

Per informazioni ed iscrizioni rivolgersi ad Elena Chines, tel. 095.511101,
oppure al direttore del Centro Adelfia: Davide Ollearo, tel. 0931.846323,
e-mail: santolle@...


LA CONDIZIONE DELLE DONNE NELLE CHIESE E NELLA SOCIETÀ EUROPEA:
CONSULTAZIONE DELLA KEK
Potenziare l'impegno delle chiese per contrastare la violenza contro le
donne

Roma (NEV), 3 luglio 2002 - Si è svolta dal 26 al 30 giugno a Cartigny, in
Svizzera, una consultazione di donne convocata dalla Conferenza delle chiese
europee (KEK) per discutere della condizione femminile nelle chiese e nella
società europea. Provenienti da quattordici paesi, le partecipanti
rappresentavano diverse chiese ed organizzazioni femminili in Europa.
Particolare attenzione è stata dedicata al problema della violenza contro le
donne: la violenza quotidiana, subita fra le mura domestiche, o perfino, in
alcuni casi, all'interno delle chiese. Le partecipanti hanno discusso
inoltre di temi economici e sociali in Europa e di come le organizzazioni
femminili legate alle chiese possano esercitare pressioni per rendere più
visibili questi problemi nell'attuale scenario politico europeo. Ma vi sono
stati anche racconti e scambi di esperienze su come affrontare la
discriminazione e la violenza nelle loro varie forme, anche grazie al
sostegno delle comunità di fede. In relazione a ciò, le donne riunite in
Svizzera hanno discusso del problema della "tratta", che non può essere
disgiunto dalla questione della povertà crescente, in particolare dei paesi
dell'Europa centrale e dell'Est. "Molte donne, nel tentativo di trovare
riscatto economico, cadono nella trappola della tratta e della
prostituzione, e vengono vendute in paesi dell'Europa occidentale oppure in
altri paesi asiatici", spiega Eva-Sibylle Vogel-Mfato, della KEK. Questa
situazione richiede solidarietà ed azione, in varie forme, come la
prevenzione o l'assistenza alle vittime del traffico. Il problema, è stato
detto, riguarda molti agenti: le donne, ma anche le comunità e le teologie
che ancora sostengono una cultura della subalternità, che fa delle donne
oggetti di uso per gli uomini. Le partecipanti hanno chiesto che la KEK, ed
in particolare il suo "Women's Desk", approfondisca gli sforzi per
combattere il traffico delle donne, contrastando la cultura della violenza
che ne costituisce la premessa. Le donne presenti alla consultazione hanno
deciso inoltre di chiedere alla KEK di allestire un "centro di
informazione", in occasione della prossima Assemblea generale, che si terrà
a Trondheim (Norvegia) nel 2003. (nev/ln)

(NEV/ADN) - Manila, capitale delle Filippine, ha ospitato a metà giugno il
congresso mondiale dell'Associazione internazionale per la libertà religiosa
(IRLA) che ha riunito circa 300 esperti di 33 nazioni per elaborare nuovi
mezzi per promuovere la tolleranza e la libertà di fede. Un documento reso
pubblico al termine dell'incontro individua in alcuni paesi (Corea, Sudan,
India, Cina, Turkmenistan) le nazioni dove più alte sono le violazioni del
diritto alla libertà di religione e riafferma "la volontà e l'impegno dell'
Associazione per trovare soluzioni a queste difficili situazioni". L'IRLA
(fondata nel 1893 da responsabili della Chiesa avventista) è oggi un'
organizzazione mondiale non denominazionale che collabora con la Commissione
per i diritti umani delle Nazioni Unite.

(NEV) - A Graz, Austria, si apre un'importante Consultazione delle Facoltà
di teologia in Europa, convocata dalla Conferenza delle chiese europee (KEK)
e dalla Facoltà di teologia dell'Università cattolica di Graz. Tema
conduttore: "Il futuro della teologia in Europa in una prospettiva
ecumenica". Partecipano Facoltà di teologia protestanti, cattoliche,
anglicane e ortodosse di tutti i paesi europei; la Facoltà valdese di
teologia di Roma sarà rappresentata dal decano, Ermanno Genre.

(NEV/KEK) - Diritti umani e libertà di religione sono stati i temi al centro
di una serie di colloqui che il segretario generale della Conferenza delle
chiese europee (KEK), Keith Clements, ha avuto a fine giugno con autorità
religiose e politiche della Repubblica della Georgia. Nell'incontro con il
presidente, Eduard Shevardnadze, Clements ha sottolineato, ricevendo
assicurazioni in tal senso, la necessità di giungere al più presto alla
tutela dei diritti delle minoranze religiose locali, in particolare delle
comunità battiste sottoposte a numerose angherie. Della KEK fanno parte 126
chiese nazionali ortodosse, protestanti, anglicane e vecchio-cattoliche.

(NEV/BT) - "La cosa migliore che un politico può fare è seguire l'
insegnamento e l'esempio di Gesù Cristo": lo ha dichiarato il presidente
della Macedonia, Boris Trajkovski, membro della Chiesa metodista macedone,
nel corso di un incontro a Berlino con 250 deputati, diplomatici e leader
religiosi della Germania. "Non supereremo mai l'odio e i conflitti che
affliggono il mondo - ha detto - se, anche a livello personale, no seguiremo
la legge del Signore".

(NEV/BT) - La Chiesa scozzese, membro della Comunione Anglicana, con una
votazione quasi all'unanimità, ha approvato un primo passo verso la
consacrazione delle donne alla carica di vescovo. Nel corso del Sinodo
generale (20-27 giugno) i delegati laici sono stati 64 in favore e 7
contrari, i pastori 64 in favore e 8 contrari. La decisione definitiva verrà
presa nel corso del Sinodo 2003.


(NEV/ENI) - Dopo 56 anni tornano nel duomo protestante di Francoforte sull'
Oder (Germania) 111 vetrate a piombo del 1300, portate in Russia come
bottino di guerra nel 1946 dalle truppe sovietiche. Le vetrate (che
rappresentano scene bibliche dalla creazione al giorno del giudizio) erano
oggetto di trattativa tra il governo tedesco e quello russo dagli anni '90 e
ora un intervento del patriarca ortodosso Alessio II presso il presidente
Putin sembra aver finalmente sbloccato l'annosa controversia.

(NEV/BT) - Andrew Atagotaaluk, 51 anni, è il primo vescovo anglicano di
etnia eschimese. In settembre assumerà la carica di vescovo dell'Artico, una
diocesi che copre il 40% del Canada con una popolazione ridotta, 53.000
persone, per un terzo di confessione anglicana.


«POVERI DIAVOLI» IN CERCA DI DIO
di Giuseppe Platone

L'articolo che presentiamo in anteprima, a cura del pastore valdese Giuseppe
Platone, sarà pubblicato sul numero del 5 luglio del settimanale evangelico
"Riforma" (redazione.torino@...)

C'è un filo rosso che lega la tragedia di Montjovet (Aosta), nella quale
«una bella ragazza, allegra, di sani principi, che tutte le domeniche va in
chiesa» annega i suoi due piccoli bambini in un laghetto alpino, e quell'
altra della madre di 31 anni che a Wiesbaden (Francoforte) si getta dal nono
piano con i suoi due bimbi di due e quattro anni? E l'elenco, almeno di
questi tempi, potrebbe continuare. Penso che a collegare queste storie di
ordinaria follia omicida (cinque infanticidi in quattro mesi) ci sia prima
di tutto una profonda sofferenza. E quando questa supera la soglia di
sopportazione può trasformarsi in gesto omicida. Eppure tutti questi mariti,
padri, amanti sembrano non accorgersi, non capire la tragedia che sta per
abbattersi sulle loro donne. C'è, evidentemente, una maschera che impedisce
all'altro di capire che la bomba sta per esplodere. Una maschera che,
probabilmente, copre un'immensa solitudine. O, comunque, c'è l'impossibilità
di comunicare, socializzare, sdrammatizzare.
E c'è anche il dato oggettivo, specie dopo la nascita del secondo o terzo
figlio, della fatica fisica di un altro parto. Spesso anche questa fatica
rimane fatica non compresa, né condivisa. La fatica, insomma, di essere
madri e la superficialità di padri che non capiscono o non hanno né tempo né
voglia di ascoltare le «paturnie» di chi ti vive accanto. Spesso, nella
famiglia moderna, frettolosa, con orari a incastro, non c'è tempo di
condividere, e quando si spezza qualcosa dentro è ormai troppo tardi per
costruire un nuovo modo di affrontare insieme la giornata, con le sue cadute
e difficoltà. È troppo tardi, bisognava muoversi prima. Ma poi, come
muoversi? Cosa dire di fronte a quell'immensa sofferenza psichica che
conduce a distruggere se stessi e gli altri? Ogni caso è a sé, non c'è un
ricettario, un manuale che ti da la risposta certa.
In trent'anni di vita pastorale, constato che è in aumento il disagio
psichico. E mi sembra che sia aumentata, in generale, la fragilità di fronte
ai problemi della vita. È cresciuta di pari passo con il benessere e con il
senso di solitudine. Il bisogno di sprangarsi in casa, nell'insicurezza
della società, di vivere drammi tra le sole pareti domestiche e uscire poi
alla luce del sole come persone perfettamente normali. La sofferenza va
nascosta a ogni costo. Anche la nostra chiesa, che non ha la confessione
auricolare, che in qualche modo è un po' uno sfogo liberatorio, si trova
disarmata di fronte al disagio psichico. Ieri, il pastore era uno che «dava
la linea», a parole e con il proprio comportamento. Parlava e indicava la
direzione chiara da seguire. Oggi, invece, occorre sempre di più ascoltare,
organizzare la riflessione degli altri. E questi nostri antichi templi, con
arredi e strutture autoritari, costruiti per lanciare dall'alto di un
pulpito una parola salvifica, rischiano di non cogliere nel segno. Non tanto
nel contenuto di ciò che si annuncia, ma nel modo. Oggi bisogna scendere,
mettersi a livello, non «pontificare» ma ascoltare, cercare di capire, di
riformulare l'ansia, la disperazione, per aiutare a trovare in se stessi le
risorse per venirne fuori.
Noi non siamo la chiesa che organizza i miracoli o muove le masse che
cercano consolazioni religiose. In questo senso siamo più disarmati di altre
tradizioni cristiane. Quello protestante sembra una sorta di incontro tra
«poveri diavoli». Anche il pastore non ha poteri particolari di mediazione
col divino, non ha nulla di fideisticamente superiore. È un incontro, il
nostro, nella nuda umanità che si confronta con la solitudine, l'angoscia,
lo smarrimento. Possiamo, come chiese, diventare comunità terapeutiche, pur
non avendo «santi in paradiso»? Forse mai come oggi, in cui al benessere
materiale si contrappone, sovente, un vuoto esistenziale fatto di solitudine
e incapacità di comunicazione, possiamo invertire la tendenza generale e
cominciare a investire tempo nell'ascolto. Ascoltare non esclude in nessun
modo la fede. Anzi è la fede stessa che ci invita ad ascoltare Dio e
ascoltare gli altri. Dio è accanto, ma non ci toglie le castagne dal fuoco.
Siamo qui, poveri diavoli, a sfangare la nostra giornata. Ma il fatto che
qualcuno ci ascolti e che noi stessi ascoltiamo gli altri è una fatica che
onora Colui che ci ascolta per primo.

Dal mondo informatico (a cura di F. Z.)
Microsoft e Intel insieme contro Linux (e le vostre libertà)

Se ha successo il progetto Palladium/TCPA, nei PC del prossimo futuro
gireranno soltanto i programmi autorizzati da Microsoft o dal potente di
turno. Di conseguenza, Linux non girerà su questi nuovi PC e quindi in breve
cesserà di esistere. Lo stesso sistema potrà essere usato per forme di
censura talmente perfette che gli utenti manco se ne accorgeranno. Non
saremo più in grado di fare quello che vogliamo sul nostro PC, perché quel
PC non sarà più sotto il nostro controllo. I prototipi funzionanti di questa
tecnologia sono già fra noi. Vogliamo aspettare con le mani in mano che ci
tolgano la libertà?

Se volete saperne di più su questa mostruosità, leggete questo mio articolo
presso Apogeonline:
http://www.apogeonline.com/webzine/2002/07/02/01/200207020102




Mer 3 Lu 2002 7:53 pm

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Maurizio Benazzi
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3 Lu 2002
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