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Abitare insieme la terra: comunità ecumenica e giustizia   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #86 di 289 |
Parola per lunedì 22 luglio 2002

I miei giorni sono nelle tue mani.
Salmo 31:15

Poiché io vivo, anche voi vivrete.
Giovanni 14:19

Ho detto all'angelo che presiedeva alla porta dell'anno: "Dammi ti prego
una lampada, affinché, con passo sicuro, possa andare incontro all'ignoto".
Ma l'angelo mi ha risposto: "Va pure nell'oscurità e metti la tua mano
nella mano di Dio. Questa è meglio di una lampada e più sicura di una vita
conosciuta"
(Anonima cinese)

"ABITARE INSIEME LA TERRA. COMUNITÀ ECUMENICA E GIUSTIZIA"
Si apre il 27 luglio la 39ª sessione di formazione del SAE

Roma (NEV), 17 luglio 2002 - La 39ª sessione di formazione del Segretariato
attività ecumeniche (SAE) si svolgerà quest'anno dal 27 luglio al 3 agosto a
Chianciano Terme (SI) sul tema "Abitare insieme la terra. Comunità ecumenica
e giustizia". Grazie al contributo di numerosi teologi e studiosi cristiani
(cattolici, protestanti ed ortodossi), ebrei, musulmani, la sessione di
quest'anno proverà ad interrogarsi sul contributo che la comunità ecumenica
può offrire alla convivenza pacifica fra popoli e religioni. "Dopo l'11
settembre - scrivono gli organizzatori - è ancora possibile abitare insieme
la terra? E' ancora possibile convivere in pace, su questo pianeta fragile e
meraviglioso? E come vivere il rapporto con le altre fedi, in particolare
con l'Islam?". Fra le numerose personalità che animeranno la settimana di
formazione ecumenica, il teologo luterano Hans Martin Barth, mons. Aldo
Giordano, segretario generale del Consiglio delle Conferenze episcopali in
Europa (CCEE), i teologi valdesi Paolo Ricca e Fulvio Ferrario, il priore
della Comunità di Bose Enzo Bianchi, il presidente delle comunità ebraiche,
Amos Luzzatto. La sessione sarà scandita da momenti di spiritualità, con la
celebrazione di liturgie delle tre confessioni cristiane. Dieci gruppi
tematici, inoltre, offriranno l'opportunità di approfondire argomenti
specifici. (nev/ln)

(NEV/ICP) - A Managua, Nicaragua, il teologo luterano tedesco Juergen
Moltmann ha tenuto il 9 luglio la prima lezione del neo istituito corso di
laurea in "Etica e pace" alla Università evangelica nicaraguense (UENIC). La
nuova cattedra, ha dichiarato il "teologo della speranza", si propone come
"luogo di dialogo e di ricerca dei valori etici e morali smarriti da una
società basata sul profitto e la violenza".


FACOLTÀ TEOLOGICHE EUROPEE A CONFRONTO SUL "FUTURO DELLA TEOLOGIA"
Una consultazione promossa dalla KEK. Per la prima volta rappresentati anche
i paesi dell'Est

Roma (NEV), 17 luglio 2002 - Intensificare la cooperazione fra Facoltà,
Seminari ed Istituti teologici di tutte le confessioni e di tutti i paesi in
Europa: è una delle priorità di lavoro per i partecipanti ad una
consultazione delle Facoltà teologiche europee su "Il futuro della
teologia", convocato a Graz (Austria) dal 4 al 7 luglio dalla Conferenza
delle chiese europee (KEK) in collaborazione con la Facoltà cattolica di
Graz. Al termine della consultazione è stato prodotto un breve documento in
cui si incoraggia la cooperazione ed il coordinamento delle Facoltà
teologiche nell'orizzonte di un'Europa da costruire, con l'auspicio che la
pratica teologica ecumenica possa portare un valido contributo soprattutto
nell'ambito della formazione, tra Est-Ovest e Nord-Sud. "Forse per la prima
volta - spiega il decano della Facoltà valdese di teologia di Roma, Ermanno
Genre, che ha partecipato alla Consultazione - insieme alle note Facoltà
teologiche tedesche (Tübingen, Göttingen) e britanniche (Oxford, Edinburgh),
si sono incontrate le Facoltà di teologia dei paesi baltici (Estonia,
Lituania, Lettonia), della Scandinavia, di tutti i paesi dell'Est europeo,
Russia compresa, in larga parte ortodosse ma anche luterane e riformate".
Fra le proposte avanzate dai partecipanti, quella di organizzare
consultazioni europee di questo genere ogni due o al massimo tre anni, e di
continuare a coltivare relazioni fra Facoltà teologiche, nell'ottica dell'
eventuale creazione di una "Conferenza ecumenica delle Facoltà teologiche
europee". (nev/ln)

LEGGE PER GLI ORATORI: RISPETTOSA DEL PLURALISMO RELIGIOSO; MA RESTANO FORTI
PERPLESSITÀ
Long (FCEI): una legge che privilegia in primo luogo "la ex religione di
Stato"

Roma (NEV), 17 luglio 2002 - E' stato approvato ieri dalla Camera dei
Deputati il disegno di legge relativo ai finanziamenti statali ad oratori
cattolici ed analoghe strutture di altre confessioni religiose. Un
provvedimento, secondo il presidente della Federazione delle chiese
evangeliche, Gianni Long, "rispettoso della Costituzione e del pluralismo
religioso in Italia". Si legge infatti nel primo articolo del disegno di
legge che "lo Stato riconosce e incentiva la funzione educativa e sociale
svolta nella comunità locale, mediante le attività di oratorio o attività
similari, dalle parrocchie e dagli istituti religiosi cattolici nonché delle
altre confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato un'Intesa".
"Nel progetto originario - spiega ancora Long - non era presente il
riferimento alle 'altre confessioni religiose': c'è quindi da compiacersi
del risultato, ottenuto grazie anche all'impegno della Federazione
evangelica e di varie Chiese evangeliche, che sono state ascoltate nel corso
del procedimento in Commissione".
"Personalmente resto però molto perplesso - afferma ancora il presidente
della FCEI - di fronte a questo tipo di provvedimenti, che prevedono
finanziamenti a confessioni religiose per interventi nel sociale. Da una
parte vi è la solita discriminazione; viene privilegiata in primo luogo la
ex religione di Stato e poi le confessioni con Intesa, a danno delle altre
confessioni. Da un altro punto di vista, con questi finanziamenti 'a
pioggia' lo Stato si scarica di compiti che sarebbero prima di tutto dei
pubblici poteri". (nev/ln)

(NEV) - Nell'intento di superare divisioni e incomprensioni, per circa tre
anni rappresentanti della chiesa valdese e metodista si sono incontrati con
esponenti di un consistente numero di chiese pentecostali italiane.
"Valdesi, metodisti e pentecostali in dialogo" (Editrice Claudiana, pagg.
56, Euro 3) presenta una serie di documenti frutto di tale lavoro. Documenti
che nascono dal confronto su aspetti e temi sui quali, pur esprimendosi in
termini diversi, tutte queste chiese riaffermano di condividere la stessa
fede. L'utile volumetto è aperto da una introduzione teologica a cura di
Paolo Ricca. Editrice Claudiana, via Principe Tommaso 1, 10125 Torino.


"LAVORO COME ESPRESSIONE DI FEDE". CAMPO NAZIONALE DELLA FDEI
"Rivalutare il ruolo e la visibilità delle donne nella storia, nella chiesa,
nella società"

Roma (NEV), 17 luglio 2002 - Intraprendere un percorso di parità effettiva
fra donne e uomini, nella chiesa e nella società: lo auspica la Federazione
delle donne evangeliche in Italia (FDEI) a conclusione di un campo nazionale
che si è svolto in Sicilia, presso il Centro di Adelfia (Scoglitti, RG),
dall'8 al 15 luglio; tema dell'incontro, "Il lavoro come espressione di
fede". Molto curato anche il confronto interreligioso, spiega a conclusione
dell'incontro Elena Chines, del Comitato nazionale FDEI: sono intervenute
infatti donne cristiane, musulmane ed ebree, per affrontare il tema del
lavoro e della vocazione delle donne nel dialogo fra culture e religioni
diverse. Fra le relazioni, quella di Yarona Pinhas, docente di ebraismo e
cabala mistica all'Istituto Orientale di Napoli, che ha offerto spunti sulla
situazione delle donne in Israele e in particolare sull'esperienza di vita e
di lavoro dei Kibbuz. "Rivalutare il ruolo e la visibilità delle donne nella
storia, nella chiesa, nella società: è questo l'obiettivo per cui lavorare
attivamente, nell'ottica di una autentica condivisione di responsabilità fra
donne e uomini", afferma ancora Elena Chines. "Oggi non è più proponibile un
ruolo 'tradizionale' per la figura femminile. Bisogna lavorare all'ideazione
di un nuovo ruolo che, condensando lo spirito delle figure bibliche di Marta
e Maria, tra ascolto e azione, riesca a far vivere entrambi i generi con
dignità, amore ed equilibrio, senza rinunce né privilegi per nessuno".
(nev/gu)

ALLE FIJI IL COMITATO CENTRALE DELL'ASSOCIAZIONE MONDIALE PER LA
COMUNICAZIONE CRISTIANA
Per la prima volta una donna eletta presidente dell'esecutivo della WACC

Roma (NEV), 17 luglio 2002 - Il Comitato centrale dell'Associazione mondiale
per la comunicazione cristiana (WACC) nel suo incontro annuale che si è
tenuto di recente a Nadi (Fiji) ha espresso la sua preoccupazione per la
condizione dell'informazione nel mondo. "Spesso il silenzio, la
disinformazione e la manipolazione impediscono una vera informazione. Questo
si verifica in importanti eventi, come quello dell'11 settembre e negli
sviluppi successivi, nei vari conflitti che avvengono nel mondo, in
particolare la situazione nel Medio Oriente, per non tacere gli scandali
dell'Enron o della Worldcom". Nel documento finale viene affermato che "la
comunicazione è qualcosa di più che la diffusione di notizie. L'impegno
della WACC nella campagna per il Diritto alla comunicazione nella società
dell'informazione (CRIS, Communication rights in the Information Society)
riflette il suo impegno per il diritto all'informazione come fondamentale
diritto umano. La WACC è un organismo ecumenico, presente in tutto il mondo
e impegnato sui temi della comunicazione e della formazione di giornalisti e
comunicatori per numerose chiese cristiane, cattoliche, protestanti e
ortodosse, ma anche ONG laiche impegnate per la democratizzazione dell'
informazione. Quest'anno in occasione del suo incontro nelle Fiji, il
Comitato Centrale ha avuto occasione di ascoltare numerosi esponenti di
chiese, ONG, movimenti sociali culturali e politici sul colpo di stato
avvenuto nelle Fiji nel 2000 e che ha deposto il presidente eletto (della
minoranza indiana presente nel paese) e sospeso la costituzione votata nel
1997 che riconosceva pari dignità e diritti a tutte le componenti etniche
presenti nel paese. A due anni dal colpo di stato, ancora numerosi abitanti,
in maggioranza contadini, della minoranza indiana vivono in campi profughi,
non possono tornare nelle proprie terre. Numerose voci hanno sottolineato la
difficoltà di riprendere un processo di riconciliazione nazionale tra le
varie etnie, anche se ciò rimane una priorità per il paese. Le varie fedi
religiose (essenzialmente cristiane e musulmane) sono impegnate in questo
processo, facilitando incontri e la ripresa del dialogo. Il Comitato
centrale della WACC di quest'anno ha approvato un nuovo piano quinquennale
di iniziative e studio intitolato "Prendere posizione: l'impegno della
comunicazione per la riconciliazione" che indirizzerà le attività dell'
associazione per i prossimi cinque anni. Inoltre è stato eletto un nuovo
esecutivo. A dirigerlo, come presidente, per la prima volta è stata eletta
una donna. Si tratta di Musimbi Kanyoro, africana, teologa, da 25 anni
attiva nel movimento ecumenico mondiale e attualmente segretaria generale
dell'YWCA mondiale (Young Women Christian Association). Alla seduta del
Comitato centrale ha preso parte dall'Italia Gianna Urizio, valdese,
presidente europea della WACC e regista della rubrica televisiva
"Protestantesimo". (nev/gu)

L'Eglise d'Angleterre autorise le remariage des divorcés
Londres, le 18 juillet (ENI) - L'Eglise d'Angleterre s'est prononcée - et
ceci contre l'opposition traditionaliste - en faveur du remariage à l'église
des divorcés dont le précédent partenaire vit encore. L'interdiction
historique par l'Eglise du remariage des divorcés a été réaffirmée en 1957,
même si le clergé paroissial anglican n'en tient pas toujours compte. Selon
un porte-parole de l'Eglise d'Angleterre, en 1999 plus d'un mariage sur six
impliquait au moins une personne divorcée.

Selon un nouveau recueil allemand, les bottes de cow-boys et les talons
hauts ne vont pas avec l'habit de pasteur
Bielefeld, Allemagne, le 17 juillet (ENI) - Hauts talons, bottes de
cow-boys, chaussures de sport et pantoufles n'ont pas leur place avec
l'habit de pasteur durant le culte. C'est ce que l'on peut lire dans un
nouveau livre de liturgie protestante publié à l'intention des membres du
clergé allemand. Cette interdiction d'articles à la mode figure parmi les
conseils prodigués dans un recueil de 590 pages Evangelisches
Gottesdienstbuch - Ergaenzungsband (Supplément au recueil de liturgie
protestante) visant à compléter un ouvrage paru en 1999.

TETTAMANZI A MILANO. REAZIONI POSITIVE DA PARTE DI ESPONENTI EVANGELICI
DELLA CITTÀ
"Auspichiamo che il clima di autentica collaborazione ecumenica prosegua
senza esitazioni"

Roma (NEV), 17 luglio 2002 - Reazioni positive da parte di esponenti delle
chiese evangeliche milanesi alla notizia della nomina del cardinale Dionigi
Tettamanzi a capo della Chiesa ambrosiana, come successore del cardinale
Carlo Maria Martini. "Siamo soddisfatti di questa nomina - commenta il
pastore della Chiesa battista di Milano, Martin Ibarra - e auspichiamo che
il clima di autentica collaborazione ecumenica già sperimentato in questi
anni prosegua senza esitazioni. Ecumenismo e collaborazione fra le chiese
sono stati centrali nel ministero di Martini - aggiunge il pastore Ibarra,
che è anche membro del Consiglio della Federazione delle chiese evangeliche
in Italia (FCEI) -; il nostro sentito auspicio è che il cardinale Tettamanzi
prosegua in questa linea di apertura ecumenica e dialogo intenso".
Analoga la posizione del pastore della Chiesa valdese di Milano, Antonio
Adamo, vice presidente del Consiglio delle chiese cristiane della città. "Le
chiese evangeliche hanno bisogno di un atteggiamento di continuità nella
apertura ecumenica - spiega in una intervista per il quotidiano "Avvenire"
-. Allo stesso tempo speriamo che il cardinale sappia rispettare le singole
identità. Martini è stato molto aperto; da Tettamanzi ci aspettiamo lo
stesso atteggiamento". (nev/ln)

Approfondimento sulla nuova (e antica al tempo stesso) povertà:

A Toronto i giovani dell'Evangelo delle beatitudini di Luca non ci
saranno...

Nei giorni scorsi ho appreso che per il prossimo raduno mondiale di Toronto
sono in partenza o sono già partiti due voli speciali da Milano del solo
gruppo giovanile metropolitano di Comunione e Liberazione; prezzo del
biglietto e partecipazione alle spese circa 1.550 Euro. Viene da domandarsi
a quali giovani si rivolge l'attuale pontefice.

Non certo quelli delle aree depresse o a declino industriale (non solo nel
sud Italia ma anche al centro-nord), di cui una grossa percentuale sono
disoccupati cronici; non penso inoltre che un simile budget sia possibile ad
una famiglia media di operai o impiegati, anche per un solo figlio/a.
Basterebbe infatti domandarsi quanto incide il costo di un affitto o della
rata del mutuo contratto per l'acquisto di una prima casa...

Credo invece che prima di parlare di povertà, di diritti per tutti, di
chiesa dallo spirito "evangelico" occorrerebbe farsi un esame di coscienza,
e prima di professare orgogliose confessioni di fede o di sbandierare nuovi
trionfalismi, sia prima necessario confessare il proprio peccato, in tutta
onestà, ricordandosi anche delle proprie omissioni.

E non bisogna andare nel sud del mondo per rendersi conto della disperazione
di intere generazioni; i bilanci di alcune chiese e delle organizzazioni
parallele parlano inoltre da sè.

La povertà continua a essere un tema di scarsa rilevanza non solo
politico-sociale ma anche ecclesiastica in un paese in cui da anni non
riesce a diminuire, mentre tra l'altro aumentano i lavoratori poveri, cui
poco serviranno gli sconti e le detrazioni fiscali...

Ho raccolto quest'articolo, che mi sembra un contributo alla riflessione
personale: invito anche Voi ad aprire bene gli occhi e guardare la realtà
come si presenta nella sua crudezza dietro il Vostro angolo di casa, quello
del Vostro vicino che ha perso il posto di lavoro, quello dei ruderi di
fabbriche dismesse ove dormono indigenti o operi in nero senza documenti,
quello dei campi Rom sgombrati dalle giunte municipali, della provincia o
della regione non solo lombarda, per far "pulizia"...

In realtà la coscienza di costoro (e dei loro referenti ecclesiali) è sporca
molto più di quella della pelle di chi non ha una doccia e del sapone per
lavarsi.



Rapporto Istat 2002: il 4 per cento delle famiglie vive con 500 euro al
mese.
Più difficoltà al Sud
Undici milioni di nuovi poveri

da Repubblica <http://www.repubblica.it> - 18 luglio 2002

PER quanto ingegnose siano le statistiche, la misura del fenomeno "povertà"
nelle società moderne è impresa difficile. Paradossalmente, era più facile
conoscere il numero e le caratteristiche dei poveri nell´Inghilterra
Elisabettiana, quando la legge ne affidava il sostentamento alle parrocchie,
di quanto non lo sia nella società della information technology. Allora si
lottava per la sopravvivenza, oggi si lotta, soprattutto, per non essere
"esclusi" da una società che cambia velocemente.
I poveri nascosti del terzo millennio
Una società che lascia indietro chi ha meno frecce al suo arco - meno
denaro, istruzione, salute, sostegni familiari, conoscenze, adattabilità. Si
usa dire che la povertà è "multidimensionale" nel senso che la sua
fisionomia è complessa e non può essere adeguatamente rappresentata da un
singolo indicatore.
Questa è la teoria: ma nella pratica ci si contenta di definire la povertà
prendendo in considerazione il metro monetario, in genere l´ammontare del
reddito o la spesa per consumi delle famiglie. L´indagine del 2001 conferma
caratteristiche ben conosciute della povertà, rimaste relativamente stabili
nell´ultimo ventennio: l´incidenza è maggiore nel Mezzogiorno, tra le
famiglie con anziani, tra quelle con molti figli, quando si è in cerca di
occupazione o si ha un basso grado di istruzione. Ma osservando i dati con
attenzione si possono ricavare considerazioni meno ovvie. Per esempio la
distanza tra il Mezzogiorno, dove una famiglia su quattro è povera, e il
resto del paese nel quale il rapporto è di uno a sedici, si è allargata nel
tempo, con un ulteriore peggioramento nel 2001 sul 2000, a conferma che la
parte più debole del Paese ha pagato un alto tributo al modesto sviluppo
dello scorso anno.
L´incidenza della povertà aumenta fortemente al crescere dei membri del
nucleo familiare, particolarmente se sono presenti figli minori e la forbice
si è fortemente accresciuta nel 2001. Man mano che le famiglie si sono
modernizzate e snellite - un processo che dura da un secolo - la società ha
risposto calibrando istituzioni, strutture, spazi, sul modello della
famiglia ridotta. Le famiglie numerose, o relativamente numerose, si
ritrovano spesso in condizioni di difficoltà, come è facile constatare
nell´esperienza quotidiana. Ciò incoraggia le famiglie piccole e penalizza
quelle più numerose, oramai rare nel Centro-Nord, e più le famiglie
rimpiccoliscono, più la società si attrezza per loro trascurando le altre.
Senza robusti correttivi il processo si autoalimenta. E´ invece confortante
constatare che nonostante il forte processo d´invecchiamento, la povertà tra
gli anziani (i cui consumi, a parità di condizioni, tendono a essere più
moderati di quelli dei più giovani) è abbastanza contenuta e di appena un
paio di punti superiore alla media.
Un notevole interesse ha anche la valutazione della povertà "assoluta", che
riguarda le famiglie le cui risorse non sono sufficienti ad acquistare un
"paniere" di beni e servizi minimo e indispensabile per sopravvivere in modo
socialmente accettabile. In condizione di povertà assoluta si trovano
940mila famiglie e circa 3 milioni di persone, per oltre tre quarti
residenti nel Mezzogiorno. E´ preoccupante constatare che negli ultimi
cinque anni la povertà assoluta sia rimasta invariata nonostante che il
"paniere" sia rimasto lo stesso e la collettività abbia progredito. Si tenga
conto poi che l´indagine, per modalità di esecuzione, non può raggiungere
una quota di popolazione nella quale prevalgono condizioni di estrema
povertà: persone senza fissa dimora o in abitazioni precarie; immigrati
arrivati di recente; solitari di salute malferma. Una massa che ammonta
sicuramente a qualche centinaio di migliaia di persone difficilmente
raggiungibili dai tradizionali strumenti di sostegno.
Quali sono le politiche di questo governo sulla povertà? Per ora la
direzione di marcia non è incoraggiante: per esempio il Patto per l´Italia
sembra cancellare il promettente esperimento del Reddito Minimo di
Inserimento (Rmi) che ha riguardato 300 comuni nella passata legislatura, e
che offriva sostegno economico (e programmi attivi di integrazione sociale
quando opportuno) a soggetti impossibilitati a provvedere a se stessi o ai
familiari. Una misura molto civile, da estendere all´intero territorio,
destinata a quel nucleo persistente di poveri non coperti dal nostro sistema
di welfare-colabrodo. Ma questo esperimento sarebbe ora quasi abbandonato
dal governo e trasferito a programmi regionali con la conseguenza - come
notano gli economisti del periodico elettronico "La voce" - di sopravvivere
nelle regioni ricche e di sparire in quelle povere del Mezzogiorno nelle
quali risiedono tra i due terzi e i tre quarti dei poveri. Né questi, che
hanno un reddito talmente basso da non pagare tasse, sono beneficiati dalla
riforma fiscale che riduce le aliquote per i bassi redditi e annunziata come
misura antipovertà.

ARRESTATA IN ECUADOR JULIA BUTTERFLY PER LA SUA PROTESTA NON VIOLENTA
CONTRO L'OCP! Roma, 17 luglio 2002 - La famosa attivista americana Julia
Butterfly, che si è unita alla lott a delle associazioni ambientaliste
internazionali e nazionali contro la costruzione dell'oleodotto OCP in
Ecuador, è stata arrestata nelle ultim e ore a Quito insieme ad altri sette
attivisti ecuadoriani. Julia Butterfly si trovava davanti agli uffici
della compagnia america na Occidental Petroleum (OXY), per protestare contro
il coinvolgimento d ella società nel progetto e per chiederne l'uscita dal
consorzio OCP, co mposto da sette compagnie petrolifere che sfrutteranno il
sottosuolo ecu adoriano. Negli ultimi giorni Julia Butterfly aveva
visitato in Ecuador alcuni d ei luoghi che stanno subendo gli impatti della
costruzione del mega- oleodotto OCP, che vede tra i membri del consorzio
l'Eni e tra le banche finanziatrici la BNL, e che una volta completato
sfregerà il territorio ecuadoriano per una lunghezza di 500 km. In
particolare l'attivista ame ricana ha voluto conoscere le ragioni delle
popolazioni indigene dei Sio na, dei Secoya e dei Kichua, che abitano un
tratto di foresta amazzonica attaccata dai lavori per la costruzione
dell'opera, il cosiddetto blocc o 15, e che la hanno accompagnata nella
protesta a Quito. Julia Butterfl y aveva cercato di avere un incontro con i
responsabili in Ecuador della Occidental per esporre le prove raccolte
durante il suo viaggio che dim ostrano come siano utilizzate delle pratiche
di costruzione dannose per l'ambiente violando anche gli standard minimi
stabiliti dalla banca Mond iale, e di come siano violati i diritti umani,
tramite pressioni illecit e sugli abitanti della zona per far firmare gli
accordi con il consorzio . L'incontro era stato rifiutato, dopo essere
stato in un primo momento accordato. Per questa ragione Julia Butterfly,
insieme a rappresentanti delle organizzazioni ambientaliste Amazon Watch e
Accion Ecologica e a r appresentanti locali delle regioni più impattate dal
progetto, aveva ini ziato una protesta pacifica, subito repressa con
l'arresto, in alcuni ca si con l'uso gratuito della violenza, dei
manifestanti. Le stesse richieste sono state avanzate dalla Campagna
italiana contro l'OCP nei confronti della BNL e dell'Eni. Nel giugno scorso
una carovan a promossa dalla campagna ha attraversato la Colombia (dove
opera in par ticolare la Occidental) e l'Ecuador - dove si è tenuta una
occupazione pacifica dell'ENI a Quito- e ha riportato in Italia la
testimonianza e la documentazione dettaglia ta dei disastri ambientali
economici e sociali dell'OCP. Julia Hill, soprannominata Butterfly,
farfalla, è conosciuta in tutto il mondo per aver vissuto due anni su una
sequoia gigante. Lo scopo di J ulia era impedire il taglio di buona parte
della foresta di Stafford, in California, dove si trovano alberi vecchi
centinaia di anni. Tale inizi ativa non violenta ha avuto successo,
dimostrando come valesse veramente la pena intraprendere una così singolare
forma di lotta. In Ecuador questa tecnica di protesta non violenta è
stata già usata c ontro l'OCP. Da gennaio a marzo 2002, nel bosco di Mindo-
Nambillo attivisti locali - ed alcuni internazionali - si sono legati agli
alberi per difendere la foresta pluviale dall'avanz ata dei macchinari del
consorzio. L'esercito ecuadoriano ha represso l'i niziativa arrestando gli
attivisti, tra cui c'erano anche due italiani.

COMUNICATO STAMPA DELLA CAMPAGNA CONTRO L'OCP* * Amici della Terra,
ATTAC, Campagna per la riforma della Banca Mondia le, Carta, Centro Nuovo
Modello di Sviluppo, Comitato Internazionalista U'wa, CRIC-Centro Regionale
d'Intervento per la Cooperazione, DeA- Associazione Donne e Ambiente,
Federazione Verdi Italiani, Greenpeace, L egambiente, Terra Nuova, Yabasta!
Per ulteriori informazioni: Campagna per la Riforma della Banca
mondiale- Jaroslava Colajacomo 338 327 9035 Greenpeace- Sergio Baffoni
348/3988680 Legambiente- Paolo



Dom 21 Lu 2002 7:33 pm

mauriziobenazzi
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