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FW: Il dramma degli italiani di Argentina e i crimini di guerra in A   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #91 di 289 |
> Orientamenti ecumenici
>
> Versetto del mese:
>
> Io mi rallegrerò nel Signore ed esulterò nel Dio della mia salvezza
> (Abacuc 3,18)
>
> Parola per domenica 1 settembre 2002
>
> Rallegratevi con Gerusalemme
> ed esultate con lei, voi tutti che l'amate.
> Gioite grandemente con lei
> voi tutti che siete in lutto per lei.
> Isaia 66:10
>
> Udii una gran voce dal cielo, che diceva:
> "Ecco il tabernacolo di Dio con gli uomini!
> Egli abiterà con loro;
> ed essi saranno suo popolo e
> Dio stesso sarà con loro e sarà il loro Dio."
> Apocalisse 21:3
>
> Da' gloria a Dio, Gerusalemme; Sion canta al tuo Signore! Per Gesù, tuo
> figlio amato, bastione della tua città, benedizione sui tuoi figli, pace
> della tua famiglia, pane nella tua casa, noi ti celebriamo, Dio, e ti
> diamo gloria!
> (Didier Rimaud)
>
> Si suggeriscono ai lettori di O.E. i seguenti CD musicali di belle musiche
> e canti ebraici acquistabili sul sito svizzero
> www.bible.ch
> (NB: ai prezzi indicati occorre aggiungere le spese di sdoganamento)
>
> Kol Ba'midbar - Voice in the Wilderness - di Jonanthan Settel
> Land of mistery di Martin Villiger
> Elohim - Experience worship from the heart of Israel
> Yeshua - Experience worship from the Galilee of Israel
> The restoration of Israel - Joel Chernoff
> Heart for Israel - Volume One
> Adonai - The power of worship from the land of Israel
> Sh'ma Yisrael - Hear o Israel di Barry & Batya Segal
> --------------------
>
> Articolo tratto dall'edizione torinese di Repubblica:
> Quei fratelli piemontesi che vogliono rientrare
>
> Si chiamo "Pro semidore" che significa produttori e consumatori allo
> stesso tempo, e sono i protagonisti della nuova economia di base in
> Argentina e Uruguay.
> Sono tutte quelle persone che hanno perso il lavoro durante la crisi
> economica che ha investito il Paese e che ora stanno tentando in qualche
> modo di sopravvivere. Una nuova frontiera della disperazione e della
> speranza che anima anche i piemontesi residenti in Sudamerica. Una storia
> di cui ha parlato, durante il Sinodo, Hugo Armand Pilon, il moderador (il
> capo dell'esecutivo) della Mesa Valdense, la locale Tavola Valdese,
> presente in questi giorni a Torre Pellice per portare la sua testimonianza
> e al fine di cercare soluzioni e ottenere aiuti per tutta la gente che è
> rimasta in Argentina. «Le comunità valdesi sono in prima linea per aiutare
> i nostri fratelli e le nostre sorelle e coloro che in questo momento hanno
> grande bisogno di aiuto» ha detto Armand Pilon, di origine piemontese,
> come la maggior parte degli appartenenti alle comunità protestanti
> dell'area del Rio della Plata. «E i bisognosi sono davvero moltissimi - ha
> aggiunto - sono tutte quelle persone che dall'oggi al domani si sono
> trovate nella miseria obbligate a fare scelte drammatiche». Si tratta di
> una situazione di emergenza terribile, lontana dall'Italia e sconosciuta
> all'opinione pubblica, una storia di povertà diffusa e di persone che si
> affidano alla solidarietà e che, nel tentativo di sopravvivere, sono
> tornate a utilizzare un antico strumento: il baratto. «Ovunque, anche
> nelle nostre comunità valdesi - racconta il moderador - si svolgono
> periodicamente i "trueque", che significa baratti, e sono in particolare
> le donne che li organizzano». Portano oggetti personali, manufatti,
> prodotti della natura tutti in uno stesso luogo e li scambiano gli uni con
> gli altri a seconda delle esigenze. «La moglie di un nostro pastore per
> esempio - spiega Armand Pilon - ogni settimana confeziona a mano delle
> borsette, le porta al "trueque" dove le scambia con cibo o altri oggetti
> utili». E poiché da quando le comunità hanno ripristinato questo sistema
> sembra che anche i più poveri di alcune zone dell'Uruguay riescano a
> sopravvivere, qualche amministrazione comunale sta iniziando a copiarne le
> modalità sviluppandolo in forme più organizzate. Se chi è rimasto in
> Argentina e Uruguay si organizza per non far mancare il necessario alla
> famiglia, il grosso problema dell'emigrazione resta: centinaia di persone
> ogni settimana scappano verso altri Paesi. E ad andarsene sono soprattutto
> i più giovani, i professionisti, i lavoratori e le lavoratrici
> qualificate. Diretti in particolare verso la Spagna e l'Italia, dove
> chiunque sia in grado di provare che la propria discendenza proviene da
> lì, ottiene con facilità il passaporto. «Molti si avvicinano alle nostre
> chiese, pur non essendo valdesi o praticanti, proprio perché sanno che
> attraverso i nostri archivi è spesso più facile risalire alle origini -
> spiega il moderador - oggi, tra Argentina e Uruguay, ci sono venticinque
> chiese valdesi, molte delle quali nelle grandi città e chi si rivolge a
> noi sa di poter ottenere comunque un aiuto». Ma quello che preoccupa è il
> vuoto generazionale che si va creando, questa ondata di esuli, gli esuli
> economici, non molto diversi da quelli che tanti anni fa arrivavano in
> questi paesi. Il messaggio di Hugo Armand Pilon, volto a colmare l'enorme
> distanza tra l'Italia e il Sud America e a portare all'attenzione
> dell'opinione pubblica le storie argentine e uruguayane, è comunque un
> messaggio di speranza. È il racconto del risveglio della solidarietà per
> non sprofondare ancora di più: «Ritorno a Colonia Valdese, dove faccio il
> pastore - conclude il moderador - con la consapevolezza di aver portato
> informazioni di prima mano in Italia e la gratitudine per l'impegno e la
> solidarietà. E conto molto sulla proposta nata durante il Sinodo della
> creazione di "chiese gemelle" per poter facilitare gli aiuti concreti in
> questo particolare momento».
>
> ---------------------------
>
> Mi sono messo a considerare tutte le violenze perpetrate sotto il sole:
> ecco le lacrime delle vittime da nessuno consolate; da nessuno consolate
> contro il forte potere dei violenti (Qoelet 4,1)
>
> Il massacro di almeno un migliaio di talebani da parte dei mujiahedin,
> alleati delle truppe americane - Quello che l'occidente tace!
>
> Il presidente -petroliere degli USA sta tentando di organizzare l'ennesimo
> conflitto con l'Iraq, già affamato dall'embargo economico senza ragione
> alcuna. Il suo sorriso non è mai venuto meno durante quest'estate, nemmeno
> quando sono iniziati a trapelare i dettagli di un crimine di guerra che fa
> tornare alla mente quelli dei nazifascisti o dell'epoca di Stalin. Non c'è
> tempo in tutto l'Occidente per riflettere su quelle morti, tutto deve
> essere pronto semmai per la rievocazione della strage dell'11 settembre:
> un passaggio veloce di pochi secondi di quella notizia sui telegiornali di
> metà agosto e si parla semmai di code sulle autostrade e di condizioni
> meteo instabili.
>
> Non c'è spazio soprattutto nei palinsesti televisivi americani: troppo
> impegnati a ripetere fino all'ossessione le cassette dei seguaci del
> criminale Ben Laden, ritrovate in un suo rifugio in Afghanistan. Ci siamo
> del resto commossi tutti quanti nel vedere un povero cane ucciso da un gas
> tossico, in una stanza chiusa in cui erano state collocate delle
> telecamere di Al Kaida, che filmavano il tutto.
>
> A nessun giornalista pagato in bigliettoni verdi (petroldollari) o in Euro
> è venuto in mente di trasmettere le immagini agghiaccianti del
> ritrovamento di almeno 960 cadaveri umani chiusi in container, usati come
> celle, e lasciati morire nel deserto di Dasht-e Leili.
> Solo Newsweek rompe il silenzio e parla senza mezzi termini di crimine di
> guerra: "Alcuni li hanno sepolti vivi, altri sono soffocati o morti di
> stenti nei container dove erano rinchiusi, per poi venire scaraventati,
> con bulldozer , in fosse comuni". Si trattava di talebani arresisi con la
> caduta della città di Kinduz. Un rapporto ONU offre dettagliate
> informazioni sulle fosse comuni in questione.
>
> Secondo altre fonti giornalistiche a soli 15 minuti d'auto da quel sito vi
> era una prigione controllata dai miliziani del signore della guerra uzbeco
> Rashid Dustum, anch'esso alleato degli americani, in cui i prigionieri
> talebani leccavano il sudore dei compagni per sopravvivere. Oggi non vi è
> nessuna traccia di vita da quelle parti.
>
> "L'asse del male" è ben più ampio ed esteso di quanto suggerisca il
> presidente Bush e a volte si nutre del silenzio complice e soprattutto
> degli interessi sull'oro nero. Il male del resto non è esterno a noi ma
> semmai dentro ciascuno di noi. America compresa.
>
> M.B.
>
>
> Les propositions de changements concernant le culte et la prise de
> décisions provoquent un vif débat au Comité central du COE
> Genève, le 30 août (ENI) - La définition d'un cadre permettant aux
> chrétiens engagés dans la quête de l'unité de célébrer ensemble le culte,
> alors qu'ils ont des liturgies et des cérémonies différentes, a déclenché
> un débat animé le jeudi 29 août lors de la réunion du Comité central du
> Conseil oecuménique des Eglises (COE), qui a lieu à Genève du 26 août au 3
> septembre. Une recommandation de ne plus employer l'expression "culte
> oecuménique" lors des rassemblements du COE et de faire la distinction
> entre "prière commune confessionnelle" (liturgies officielles des Eglises
> membres) et "prière commune interconfessionnelle" (qui se compose
> d'éléments empruntés à différentes traditions) a dominé les discussions. (
>


Sab 31 Ago 2002 10:24 am

mauriziobenazzi
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Tipo:
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Inoltra Messaggio #91 di 289 |
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Maurizio Benazzi
mauriziobenazzi
Offline Invia email
31 Ago 2002
10:11 am
Avanzata

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