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Appello della LIPU e di Greencrossitalia- L'intervista a Riccardo Il   Elenco di messaggi  
Rispondi | Inoltra Messaggio #92 di 289 |
Orientamenti ecumenici:
per la salvaguardia del creato

Parola per mercoledì 4 settembre 2002

"Poiché dal sol levante fino al ponente
sarà grande il mio nome fra le nazioni,"
dice l'Eterno.
Malachia 1:11

Gesù Cristo disse:
"Mentre sono nel mondo,
io sono la luce del mondo."
Giovanni 9:5

La luce sorge, torna il giorno: lode a Cristo! Il gallo già desto, dal sonno
ci scuote. Il nostro cantare è fronda fiorita.
La luce sorge, torna il giorno: lode a Cristo!
(Davide Montagna)

Sostieni l'appello della LIPU
PETIZIONE
Appello al Presidente del Consiglio - al Consiglio dei Ministri - ai
presidenti delle Regioni
La fauna selvatica è patrimonio indisponibile dello Stato, un bene di tutti:
al pari dei monumenti e delle opere d'arte, animali e uccelli costituiscono
una parte integrante del nostro patrimonio nazionale
Come cittadina/o sostengo la campagna LIPU e chiedo che il nostro
patrimonio ambientale venga preservato.
Protesto contro la liberalizzazione della caccia e chiedo che
vengano rispettate le norme della direttiva uccelli e non venga
modificata la Legge quadro 157 del 1992 sulla caccia.
Protesto contro l'aggressione ai parchi naturali minacciati dalla
legge Brusco e chiedo che venga rispettata la
legge 394 del 1991 sulle aree protette.
Vai al sito www.lipu.it per aderire all'iniziativa. Grazie anche da
parte degli animali tutti!
------------------------------
Carissimi, vi invito a firmare la Petizione per la Convenzione Quadro
Internazionale sull'Acqua la trovate sul sito
http://www.greencrossitalia.it promossa in Italia da:

Rita Levi- Montalcini Green Cross Italia Senatrice, Presidente Onorario
Guido Pollice Green Cross International Vicepresidente
Settimio Arazzini Castalia Ecolmar Presidente
Giuseppe D´Ascenzo Università degli Studi di Roma La Sapienza Rettore

Bernardo De Bernardinis Sudgest spa Presidente
Ugo Maione Politecnico di Milano Professore Ingegnere
Franco Manassero Hydroaid Presidente
Walter Mazzitti Task Force Europea per le Acque Presidente
Rosario Mazzola Sogesid Presidente
Silvano Miniati UIL Pensionati Segretario Nazionale
Adriano Ossicini Professore Universitario Professore Universitario

Lorenzo Pallesi Acquedotto Pugliese spa Presidente
Franco Rizzi Unimed Direttore
Antonio Rusconi Autorità Bacino Alto Adriatico Segretario Generale

Lucio Ubertini Comitato Italiano IHP Unesco Presidente


Verso il 14 settembre...

www.centomovimenti.it - è il sito su cui vi sono le informazioni
dettagliate per la festa di protesta del 14 settembre 2002:

PER TRENI SPECIALI E TARIFFE SCONTATE
ma anche per ricevere la newsletter quotidiana "centomovimenti"
per partecipare al finanziamento della manifestazione
per conoscere il punto di riferimento più vicino a te

SITI COLLEGATI AL MOVIMENTO:

www.manipulite.it - www.opposizionecivile.it - www.igirotondi.it -
www.permanoperlademocrazia.com - www.articolo21liberidi.org -
www.societacivile.it - www.democrazialegalita.it - www.litaliademocratica.it
- www.perlademocrazia.net - www.democraziaoffesa.org
---------------------
Nuovo articolo nella sezione Chiesa dell'Espresso online:

Le omelie scorrette del vescovo Maggiolini
<http://www.espressonline.it/ESW_articolo/0,2393,37030,00.html>
Testo integrale dell'ultimo discorso alla città del vescovo di Como.
Testimone di una svolta nel linguaggio della Chiesa di Roma
di Sandro Magister

------------------------------


Rassegna stampa conclusiva sui lavori del Sinodo valdese
(Chi fosse interessato a conoscere i comunicati NEV sullo svolgimento dei
lavori può inviarmi un e-mail per un invio personalizzato e gratuito)

BOSSI-FINI, L'ITALIA SI RIVOLTA

ROMA Ormai è una sollevazione generale contro la legge Bossi-Fini
sull'immigrazione. Dopo l'annuncio di Maroni - confermato ieri da Berlusconi
- secondo il quale potranno restare in Italia solo i lavoratori
extracomunitari con contratti a tempo indeterminato, scendono in campo gli
industriali. "Queste norme - commenta in un'intervista a "l'Unità" Anna
Maria Artoni" presidente dei giovani industriali - sembrano fatte apposta
per essere eluse. Il governo sta violando il Patto per l'Italia, la legge
sull'immigrazione va tagliata a pezzi".
Si pronunciano contro la legge anche i Valdesi, mentre dai parroci e alle
curie giungono nuovi appelli: apriamo i conventi ai clandestini.

LA RIVOLTA DELLA CHIESA: APRIAMO I CONVENTI

Maristella Iervasi

ROMA "Aprite le porte dei conventi abbandonati agli immigrati". Non si ferma
la disobbedienza civile della Chiesa alla Bossi-Fini. Dopo la rivolta delle
parrocchie calabresi e l'amarezza dei vari monsignori come Antonio Cantisani
e Raffaele Nogaro, ieri è arrivata la ribellione di un altro teologo, il
religioso passionista campano padre Antonio Rungi. "Aprite le porte e
accogliete gli immigrati che vogliono regolarizzare la loro situazione
giuridica in Italia - ha invocato Rungi -, senza discriminazioni di colore
di pelle, origini e provenienza e soprattutto di religione". Sarebbe un "bel
segnale di disponibilità" alle esigenze sociali che emergono dal territorio,
di fronte a tanti monasteri in tutte le città italiane non più utilizzati.
"Aprite i conventi e fate in fretta", dunque, sembra chiedere il religioso.
Perché la macchina della regolarizzazione sull'immigrazione clandestina è in
corso e lo straniero ha bisogno di un precetto d'amore. "È vero che con la
Bossi-Fini sarà anche compito del datore di lavoro assicurare una casa
all'immigrato alle sue dipendenze, ma si sa che le maggiori difficoltà
stanno proprio nel reperire abitazioni. E il problema casa - conclude il
religioso - potrebbe essere proprio uno dei motivi per licenziare un
fratello immigrato". Da qui l'appello accorato: "Tutti abbiamo diritto ad
avere un tetto sotto cui riparaci per essere davvero cittadini di uno Stato,
anche gli ospiti temporanei".
E un parroco trevigiano non ha esitato due volte. Don Antonio Trevisiol,
parroco di Varago di Masera-da (Treviso), nelle dodici camere con servizi
della canonica, ospita qualche italiano ma anche tanti giovani lavoratori
del Senegal, della Guinea e del Marocco. Operai che al mattino spariscono
nei mille capannoni delle aziende intestate a chi poi vota per la Lega. Ma
Trevisiol non ha paura: "I padani brontolano? - spiega - io non mi
spavento". Del resto è da vent'anni che accoglie i bisognosi. Dopo aver
fatto il parroco dentro al carcere, con un po' di soldi della Caritas e
della diocesi ha sistemato una buona metà della grande residenza che gli era
stata assegnata nella parrocchia di Varago per ospitare alcuni ex carcerati.
"Allora - sottolinea padre Trevisiol - ad avere difficoltà di inserimento
erano soprattutto loro, gli ex detenuti". Oggi invece, con un numero di
extracomunitari passato dal 2,5% al 5% della popolazione provinciale
complessiva, le richieste di alloggio e di aiuto arrivano da altre
direzioni. E la convivenza con i leghisti? "L'altra sera - racconta il
sacerdote - hanno inaugurato la "Fiera dei osei" ed il palco era tutto verde
di "padani", sono arrivati dal paese, dalla Provincia e anche dalla Regione.
Frecciate nei miei confronti non sono mancate ma figuriamoci se mi spavento,
sono vent'anni che brontolano!". La formula di don Trevisiol, accento da
razza Piave garantita - per dirla alla Gentilini - è semplice e lineare: "Se
siamo diventati tutti razzisti io vado avanti con il Vangelo in mano, credo
sia sufficiente. E quelli - riferito ai leghisti - si tengano pure stretti i
loro soldi".
E non finisce. Procedere all'accoglienza e all'integrazione dei "fratelli
evangelici immigrati" è anche una priorità del Sinodo delle Chiese valdesi e
metodiste, che ieri ha concluso i lavori e ha rieletto moderatore della
Tavola valdese il pastore Gianni Genre. Dalla sessione del Sinodo si sono
sollevate parole decise contro la legge Bossi-Fini sull'immigrazione. "È una
legge - ha detto Genre - che riduce la persona a merce e che non rispetta i
fondamentali diritti della persona. Non aiuta la creazione di un clima
sereno". Poi è stata espressa la preoccupazione sull'aggravarsi del clima di
intolleranza nei confronti delle minoranze etniche e religiose. Ricordando
quindi l'attacco sferrato di recente all'ex sindaco di Trieste, Riccardo
Illy, in quanto valdese.

Tratto da L'Unità
del 31 agosto 2002

Vescovi, pastori valdesi, sindacati, imprenditori, sindaci: la legge è una
vergogna

Dai parroci alle curie invito alla ribellione.
I valdesi: così calpestano i diritti della persona
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I VALDESI: PARLIAMO DI EUTANASIA


Antonio Giaimo

TORRE PELLICE
Etica, solidarietà, ma anche questioni pratiche nei cinque giorni di
dibattito e riflessione del Sinodo delle Chiese Valdesi e Metodiste,
concluso ieri.
Se per il primo aspetto non è da poco la disponibilità al dialogo senza
concessioni ma anche senza chiusure pregiudiziali sul tema dell'eutanasia,
l'accoglienza ha finito per diventare il punto centrale dell'assise. Non a
caso, proprio ieri è stato approvata una mozione che punta all'accoglimento
della Carta Ecumenica, documento sottoscritto a Strasburgo da cattolici,
protestanti ed ortodossi. Tutti concordi a Torre Pollice nell'accettare con
fiducia la sfida posta dalla nuova società multiculturale, che impone un
dialogo interreligioso.
In tema di dialogo, in questo caso all'interno della stessa comunità, è
stata ribadita la solidarietà con le Chiese Valdesi del Sudamerica, che
stanno attraversando una gravissima crisi economica. Lo stesso moderadore
della "Mesa Valdense" del Rio de la Plata era infatti presente per
illustrare le difficoltà affrontate nell'area, e il legame che unisce le
Chiese d'Europa con quelle del Sudamerica è stato reso evidente dal lungo
applauso che ha accolto "i fratelli dell'Uruguay", gruppo vocale che ha
accompagnato il culto di inizio.
Non poteva mancare naturalmente una presa di posizione sul tema
dell'accoglienza: i 180 membri del Sinodo hanno criticato la legge
"Bossi-Fini" sull'immigrazione, quella che impone il prelievo delle impronte
digitali; il giudizio è negativo: viene considerata una legge che lede la
dignità delle persone e che non ne rispetta i fondamentali diritti. "Le
nostre Chiese - ha detto il moderatore Gianni- Genre nel discorso conclusivo
- sono chiamate a coltivare la domanda di Dio sulle nostre esistenze, che è
come il biblico cespuglio che brucia senza mai consumarsi".
Ma uno degli aspetti che ha caratterizzato maggiormente il Sinodo è stato la
gestione degli ospedali valdesi, al centro di una profonda crisi. Per
cercare di salvare il bilancio si è deciso di affidare alla Tavola Valdese
la gestione finanziaria dei nosocomi. Toccherà al manager Marco Jourdan
formare il gruppo di lavoro ristretto che dovrà garantire i 600 posti di
lavoro dei dipendenti degli ospedali di Torre Pellice, Pomaretto e Torino e
salvaguardare questi punti di riferimento per la sanità di valle. "Il primo
incontro sarà con la Regione - spiega Marco Jourdan, presidente della
Commissione Sinodale per la Diaconia - poi, con alcuni collaboratori,
affronteremo la situazione assieme agli enti presenti sul territorio".
In chiusura il Sinodo ha riconfermato Gianni Genre nell'incarico di
moderatore ed eletto i membri della Tavola Valdese, del Comitato permanente
dell'Opera per le Chiese Metodiste.

Tratto da La Stampa
del 31 agosto 2002

Sì al dialogo senza steccati sul delicato tema della dolce morte

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L'AMBIENTALISMO CRISTIANO E LA MATRICE ECUMENICA
Sinodo delle chiese valdesi e metodiste, Torre Pellice
Sull'Unità del 28 agosto è apparso un intervento di Marino Niola in cui si
sottolinea che l'intervento papale di domenica 25 agosto segnava sui temi
della pace, della giustizia e della salvaguardia del creato segna una
"novità di grande portata nel rapporto tra il Cattolicesimo e le tematiche
ambientaliste". In realtà ci sembra corretto affermare che la coscienza
dell'intreccio, sempre più evidente tra giustizia, pace e salvaguardia del
creato non è affatto una novità in ambito ecumenico. Risale al 1989,
infatti, l'Assemblea ecumenica di Seul, promossa dal Consiglio ecumenico
delle chiese (Cec) <http://www.wcc-coe.org/> centrata esattamente su questi
temi. Da quella assemblea nacque un vero e proprio programma decennale di
lavoro che, in numerose occasioni, ha visto anche.la convinta partecipazione
di settori del mondo cattolico. La novità, semmai; sta nel fatto che il papa
abbia sottolineato un intreccio che già da tempo vive, però, nella coscienza
e nell'impegno di tanti cristiani. Insomma in questa occasione,il papa è
sembrato, almeno implicitamente, richiamare un processo ecumenico vivo e
solido. Bisogna esserne consapevoli perché troppo spesso, specialmente nei
mezzi di comunicazione in Italia, manca la consapevolezza che le novità
della testimonianza evangelica si originano nell'ecumene cristiana anche al
di fuori della Chiesa di Roma.
Tratto da L'Unità

TORRE PELLICE, IL SINODO
Approvato ieri dal Sinodo un appello rivolto al Parlamento con il quale si
chiede di non appoggiare,un eventuale attacco militare Usa in Iraq. Varata,
anche una mozione contro il commercio d'armi.

Tratto da La Stampa
del 30 agosto 2002
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VALDESI: NO ALLA GUERRA IN IRAQ
Il Sinodo valdese-metodista, riunito a Torre Pellice, ha rivolto un appello
al Parlamento e al Governo italiano perché non appoggi un eventuale
intervento militare degli Stati Uniti in Iraq. Si è dichiarato, inoltre,
favorevole alla sospensione delle sanzioni economiche. In un ordine del
giorno approvato ieri dai 180 delegati, il Sinodo "appoggia senza riserve e
condivide" un analogo pronunciamento da parte della Chiesa presbiteriana
statunitense sia contro la guerra sia contro le sanzioni economiche "che,
insieme al regime dittatoriale di Saddam Hussein stanno creando situazioni
di disagio e miseria sempre più gravi fra la popolazione di quel paese". Le
chiese valdesi e metodiste chiedono "con forza al Parlamento e al Governo di
non concedere l'appoggio italiano ad un eventuale intervento militare
nell'area, cogliendo questa occasione per affermare la volontà della di pace
del popolo italiano e promuovendo missioni di riconciliazione e di aiuti
umanitari nel quadro della solidarietà internazionale".
Tratto da Il Giornale
del 30 agosto 2002
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VALDESI, IL DIALOGO E' DI PAROLA
Gianni Sanatamaria

Il mondo si specchia in quel microcosmo rappresentato dalle Valli Valdesi
intorno a Pinerolo. A Torre Pellice, dove oggi si conclude il Sinodo
valdese, le ricadute della tragedia dell'11 settembre, i conflitti in atto e
quelli possibili, la crisi sudamericana, le questioni ecologiche in
discussione a Johannesburg, si sono intrecciate in questi giorni con le
questioni interne al mosaico evangelico e a quelle riguardanti il dialogo
ecumenico.
"Il fatto che le Chiese cristiane insieme possano dire un parola comune
sulla necessità dell'impegno per la pace la giustizia e l'integrità del
creato, la formula lanciata da Seul nell'89, crediamo che adesso possa avere
un riscontro drammaticamente attuale, dal momento che la mancanza di queste
realtà, è evidente a livello mondiale", dice la pastora di Roma Maria
Bonafede, vicemoderatore della Tavola valdese. Perciò sono importanti
compiti come il dialogo con l'islam. Non a caso è uno dei punti che
caratterizzano la recente Charta oecumenica per l'Europa. "Le nostre
comunità ne hanno fatto oggetto di studio lungo tutto l'anno. Essa non è
solo una dichiarazione di intenti, ma anche di impegno. Che è già iniziato.
Per noi è un punto di non ritorno", prosegue la pastora. Perché pone le
premesse per un dialogo che vada al fondo delle questioni che la "Charta"
solleva. Questo al di là dei punti di dissenso sulle quali si potrà aprire
un dialogo proprio in forza delle convergenze stabilite nella prassi.
La pastora sottolinea anche il fatto che ogni sezione del pronunciamento è
introdotta da un testo biblico. La centralità della Parola è stata
sottolineata anche dall'arcivescovo Giuseppe Chiaretti, presidente della
Commissione Cei ecumenismo e dialogo, che ha portato il saluto della Chiesa
cattolica. Chiaretti ha sottolineato come "è ormai pacifico l'impegno comune
intorno alla Parola di Dio". Ed esso porta "sempre più stima ed
apprezzamento reciproco". In febbraio si terrà a Viterbo un convegno su "Le
Beatitudini oggi", organizzato da cattolici, evangelici e ortodossi, che è
la prosecuzione di quello sul "Padre nostro" tenutosi a Perugia nel 1999.
"Parlare insieme di Beatitudini vuol dire che la Parola è il centro della
nostra riflessione comune. Insieme alla centralità della giustizia",
commenta la Bonafede. Anche Chiaretti ha sottolineato come occorra una
testimonianza comune per essere credibili. Le divisioni, ha detto, hanno un
"peso sociale e politico". Perciò occorre dire una "parola univoca e forte",
ad esempio su questioni come quella della Terra Santa, e andare "oltre i
tradizionali confini del dialogo ecumenico riservato agli uomini di Chiesa",
coinvolgendo uomini e donne della cultura, dell'economia della politica.
Sempre riguardo al dialogo, il Sinodo ha deciso l'isituzione, in
collaborazione con i luterani, di un Centro di studi ecumenici presso la
Facoltà teologica valdese di Roma per favorire lo scambio tra studiosi
dell'ecumene cristiana. Inoltre l'assemblea ha salutato due docenti che
lasciano l'insegnamento dopo 26 anni: Paolo Ricca e Sergio Rostagno. Li
sostituiranno, sulle rispettive cattedre di Storia della Chiesa e Teologia
sistematica, Martin Hirzel e Fulvio Ferrario. Altro tema sul tappeto è stato
l'immigrazione. Che, oltre all'aspetto politico, è stata vista sotto
l'ottica pastorale. In alcune comunità evangeliche della Penisola, come a
Brescia, il numero dei fedeli stranieri è infatti ormai pari o addirittura
superiore a quello degli italiani. "La sfida per le Chiese è di considerare
l'immigrazione come un'opportunità e non come un problema, accettando il
fatto che l'incontro con l'altro genera sempre un cambiamento reciproco", ha
detto Yann Redaliè, valdese, membro di "Essere Chiesa insieme", gruppo di
lavoro sul tema all'interno della Fcei (la Federazione delle comunità
evangeliche italiane, di cui i valdesi fanno parte). Dopo le diverse mozioni
di questi giorni - su Johannesburg, contro il coinvolgimento italiano in una
eventuale guerra contro Saddam e la decisione di avocare alla Tavola il
tentativo di risolvere la crisi finanziaria degli ospedali valdesi - oggi il
Sinodo tirerà le conclusioni ed eleggerà il Moderatore.
Tratto da Avvenire
del 30 agosto 2002
...DA SAPERE
Assemblea che unisce 45mila fedeli nel mondo

Il Sinodo valdese e metodista si riunisce ogni anno a Torre Pellice
iniziando dalla domenica che precede l'ultimo venerdì di agosto. Secondo gli
ordinamenti valdesi, è "l'Assemblea generale che esprime l'unità di tutte le
chiese" ed è la massima autorità dottrinale e legislativa. Infatti, le
comunità valdesine metodiste si dividono in assemblee e distretti a livello
locale e regionale. Il Sinodo è costituito da pastori e deputati (laici).
Esamina l'operato della Tavola valdese (che elegge), organo composto da 7
membri - presieduto dal Moderatore - che governa la chiesa tra un Sinodo e
l'altro. L'assemblea si apre con un culto nel quale vengono consacrati nuovi
pastori. Dopo la relazione della Tavola, si discutono temi che riguardano la
vita delle chiese, l'annuncio, le attività culturali e di assistenza, temi
giuridici e finanziari ei rapporti ecumenici con le altre Chiese cristiane.
I valdesi - che si rifanno alla predicazione del mercante lionese del
XII-XIII secolo Pietro Valdo - hanno aderito nel 1532 alla Riforma
protestante. Nel mondo valdesi e metodisti sono 45mila. Un terzo vive in 18
comunità nelle Valli del Piemonte occidentale. Dopo secoli di emarginazione,
i loro diritti civili e politici furono riconosciuti nel 1848 da Carlo
Alberto con le "Lettere patenti". Un altro terzo vive nel resto d'Italia
(Torino, Firenze, Roma). Altri 15 mila in Uruguay e Argentina. (Per
informazioni il sito internet è www.chiesavaldese.org).
LA CURIOSITA'
Quelle «Valli nel Rio de la Plata»

L'immigrazione dalle Valli Valdesi alla metà dell'Ottocento ha portato nel
Rio de la Plata una consistente presenza dei fedeli che seguono il mercante
lionese medievale, tra Uruguay e Argentina. La Iglesia evangelica valdense
del Rio del la Plata conta ben un terzo dei valdesi del mondo (15mila su
45mila) Anche qui esiste una zona a maggiore concentrazione, quella di
Colonia, situata in Uruguay. Per questo motivo il Sinodo si riunisce anche
in una sessione rioplatense. E la situazione di crisi economica e di
instabilità sociale in cui tali Paesi versano non poteva non incontrare
solidarietà dall'altra parte dell'Oceano. "I problemi che investono
pesantemente questi nostri confratelli - ha detto il Moderatore della Tavola
valdese, Gianni Genre - non possono lasciarci indifferenti: sono questioni
che riguardano la fede e la giustizia, temi sempre al centro delle nostre
attenzioni". Parallelamente al Sinodo, in corso a Torre Pellice, in diverse
località delle Valli valdesi si tengono iniziative dedicate al Sudamerica. È
presente il gruppo vocale uruguaiano "Sur" e nel tempio valdese il
responsabile delle comunità rioplatensi, Hugo Armand Pilon ha tenuto una
conferenza sui temi della globalizzazione.
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ILLY: «FORZA ITALIA MI ATTACCA PERCHE' SONO VALDESE»
Antonio Armano
ROMA - Anche i razzisti nel loro piccolo si evolvono. Per dire: nella sua
ultima sparata Ferruccio Saro, esponente friulano di Forza Italia e deputato
azzurro, ammanta di weberi-smo i pregiudizi religiosi nei confronti di
Riccardo Illy. Là dove l'ex sindaco di Trieste, in quanto valdese ha -
secondo Saro - una cultura individualista che "nulla ha a che fare e nulla
ha in comune con questo paese e questa regione". E dunque non sarebbe un
buon presidente del Friuli-Venezia Giulia. Vagli a spiegare che il fondatore
del movimento valdese, Valdo, mercante di Lione, poco prima di Francesco
d'Assisi lasciò i suoi averi e predicò la povertà della chiesa. Oppure che
l'imprenditore italiano più vocato al sociale è stato Adriano Olivetti che
prese dalla madre, Luisa Revel, figlia d'un pastore valdese, lo "spirito
comunitario" che caratterizza quella comunità a lungo perseguitata.
L'evoluzione si diceva. "C'è stata rispetto al '93 - spiega Illy - quando
Saro disse semplicemente che i cattolici non possono votare un sindaco
valdese".
I triestini non gli diedero retta (memorabili i manifesti di ringraziamento
per la vittoria di Illy: "il sindaco espresso dai cittadini" con riferimento
all'attività di famiglia). È sorpreso per l'ultima uscita?
"Per niente. Sono consapevole della pochezza dei politici della Casa delle
Libertà. Anzi, nel '93 dissero che non potevo diventare sindaco e basta,
adesso ci sono questi riferimenti socio-economici all'etica protestante".
Come si rapporta con le origini valdesi?
"Sono cresciuto in una famiglia valdese, invece della consueta ora di
religione ho fatto le scuole domenicali valdesi. Ho ricevuto un'educazione
piuttosto rigida. Per esempio, la nostra visione del peccato è più
intransigente rispetto a quella dei cattolici. Non abbiamo la confessione,
quando trasgrediamo rispondiamo direttamente a Dio, non c'è assoluzione in
terra".
Saro ha detto anche che, in quanto valdese, "la sua dedizione al lavoro è
mera realizzazione degli obiettivi per se stessi".
"Il retaggio della mia educazione è un'etica della responsabilità forte, un
senso del dovere rigoroso. Mi è stato sempre ripetuto che l'azienda di
famiglia non era al mio servizio ma che io, così come ogni altro componente
della famiglia, ero al servizio dell'azienda. Lo stesso principio si
riflette nel mio impegno in politica, verso le istituzioni, i cittadini".
Saro l'ha attaccata ma la candidatura per le regionali del prossimo anno non
è ancora stata ufficializzata.
"Ho dato la disponibilità a candidarmi a condizione che l'elezione sia
diretta. Nel marzo scorso è stata approvata una legge di segno opposto. Ma,
il 26 giugno, abbiamo presentato 52mila firme per il referendum abrogativo".
Quali sono le speranze che passi il referendum?
"Anche l'elettore di destra propende per questa ipotesi. Non dimentichiamo
che, a livello nazionale, la Casa delle Libertà si riempie la bocca di
presidenzialismo. Ma per la data del referendum hanno parlato di 8
settembre... Poco ci manca che fosse di ferragosto, per una riedizione del
"andatevene al mare"... Altre ipotesi di data non sono meno sfavorevoli,
sempre a settembre. Stiamo a vedere".
Perché è contrario al sistema indiretto?
"Sento puzza di prima repubblica, di giochetti tra l'attuale presidente,
Renzo Tondo, di Forza Italia, e qualche altra forza della coalizione, magari
per mettere un presidente della Lega a metà legislatura, i soliti
pateracchi. E questo atteggiamento si riflette anche nella prassi di
accentrare tutto il potere in regione senza devolvere alcunché a livello
locale. Le deleghe che sono state fatte dall'inizio della legislatura si
contano sulla punta delle dita. In una regione autonoma come il
Friuli-Venezia Giulia, dove ci sarebbero tutti gli strumenti per mettere in
atto un effettivo federalismo".
Tra la vicenda della legge elettorale e la gestione centralistica da una
parte" e dall'altra il calo di popolarità della destra a livello nazionale
vede una ripresa del centrosinistra?
"Mancano sondaggi recenti per poterlo affermare. L'ultimo, che risale al
febbraio scorso, dava il centro-destra al 50 per cento, l'Ulivo al 30,
Rifondazione al 5".
A quale coalizione pensa in vista delle consultazioni, referendum
permettendo?
"Penso a una coalizione allargata all'Italia dei Valori, agli autonomisti
che mirano a costituire un movimento e non si possono riconoscere in questa
gestione".
E Rinfondazione?
Perché no? Tra le reazioni alla sparata di Saro, Giachetti, (Margherita),
parla di "insulti a sfondo religioso che speravamo appartenessero al
passato". "Sarebbe assai grave - aggiunge - se non si pronunciasse in modo
inequivoco il presidente di FI Berlusconi". Valdo Spini, ds, ironizza:
"mirabile esempio di apertura all'Europa e al suo pluralismo nell'ambito
della fede cristiana". Il pastore valdese di Trieste Giovanni Carrari
giudica la vicenda "frutto di un preoccupante momento politico", in cui "la
laicità dello stato è continuamente insidiata da pronunce e atti che
riportano a prima del concordato dell'84 che ha sancito la fine della
statuizione giuridica della religione cattolica come religione dello Stato".





Mer 4 Set 2002 7:13 pm

mauriziobenazzi
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Maurizio Benazzi
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4 Set 2002
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